L’ULTIMA COMBINATA DI RENZI “DIMISSIONI IRREVOCABILI” MA PER RESTARE E FARE IL BIS CON LE URNE – IL NOSTRO EDITORIALE E ALTRO


L’ULTIMA COMBINATA DI RENZI “DIMISSIONI IRREVOCABILI” MA PER RESTARE E FARE IL BIS CON LE URNE – IL NOSTRO EDITORIALE E ALTRO

L’ULTIMA COMBINATA DI RENZI “DIMISSIONI IRREVOCABILI” MA PER RESTARE E FARE IL BIS CON LE URNE – IL NOSTRO EDITORIALE E ALTRO [ “AZ.” – 7.12.’16 ]
IN COPERTINA

Italy Referendum (ANSA)

 © ANSA  L’ITALIA  DI RENZI
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COSI’ CI HANNO RIDOTTO LA “MONETA DI BELZEBU’ ( L’EURO )” – “L’UNIONE SOVIETICA EUROPEA ( L’UE )” E IL “PENNELLO SFASCISTA” ( IL RENZI )”…..
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Oltre uno su quattro, il 28,7% delle persone residenti in Italia, nel 2015 è “a rischio di povertà o esclusione sociale”. Lo stima l’Istat. Si tratta di una quota, scrive l’Istituto, “sostanzialmente stabile rispetto al 2014 (era al 28,3%)”. Il risultato è sintesi di “un aumento degli individui a rischio di povertà (dal 19,4% a 19,9%) e del calo di quelli che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa (dal 12,1% a 11,7%)”. Resta invariata la stima di chi vive in famiglie gravemente deprivate (11,5%)”. – Nel 2015 in termini assoluti in Italia l’Istat stima in 17 milioni 469 mila le persone a rischio povertà o esclusione sociale. Numeri che, scrive l’Istituto, vedono gli obiettivi prefissati dalla Strategia Europea 2020 “ancora lontani”. Entro il 2020, infatti, l’Italia dovrebbe ridurre gli individui a rischio sotto la soglia dei 12 milioni 882 mila. Oggi la popolazione esposta è invece “superiore di 4 milioni 587 mila unità rispetto al target previsto”. – Quasi 1 su 2 ovvero quasi la metà dei residenti nel Mezzogiorno risulta a rischio povertà o esclusione sociale. Lo stima l’Istat calcolando che nel 2015 la percentuale di esposizione nell’Italia meridionale è pari al 46,4%, in rialzo sul 2014 (45,6%) e notevolmente maggiore rispetto alla media nazionale (28,7%). Al Centro, infatti, la soglia si ferma al 24% e al Nord al 17,4%. “I livelli sono superiori alla media nazionale in tutte le regioni del Mezzogiorno, con valori più elevati – spiega l’Istat – in Sicilia (55,4%), Puglia (47,8%) e Campania (46,1%). – In Italia inoltre la metà delle famiglie residenti può contare su un reddito netto non superiore a 24.190 euro, ovvero a 2.016 euro al mese, valore anche in questo caso “sostanzialmente stabile” rispetto all’anno precedente. La novità però, sottolinea l’Istat, è il fatto che il reddito familiare in termini reali interrompe “una caduta in atto dal 2009, che ha comportato una riduzione complessiva di circa il 12% del potere d’acquisto delle famiglie”. 

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IN QUESTO NUMERO – ESITO REFERENDUM “AZIMUT” IL POST DEL PRESIDENTE ARTURO STENIO VUONO [ HANNO DECISO GLI INDECISI – replica – 4.12.’16 – anteprima 5.12.’16 – per leggere tutto vedi : oltre ]

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DA MESSAGGIO “POSTATO” SU FACEBOOK

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L'immagine può contenere: sMS
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LA NOSTRA LIBERAZIONE.

MASSIMA VIGILANZA – ATTENZIONE ALLE GIRAVOLTE DEL NOSTRO !

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Immagine correlata L’ULTIMA COMBINATA DI RENZI ( IN TANDEM CON IL SOLITO ALFANO ) – COME TOTO’…..RADDOPPIA !

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Risultati immagini per lascia e raddoppia Risultati immagini per renzi e alfano FERMIAMOLI!

UN VERO CAPOLAVORO DI DOPPIEZZA : “DIMISSIONI IRREVOCABILI” MA PER RESTARE – DI CERTO NON SI CURA DELLE SORTI DEL PAESE – PER RICORRERE ALLE URNE CON IL “PARTITO DELLA(SUA)NAZIONE” – INSOMMA ELEZIONI, COSTI QUEL CHE COSTI, GESTITE DAL MINISTRO INTERNI ALFANO E PER L’URGENZA CON QUALSIASI LEGGE ELETTORALE; E, QUINDI, LUI IN CARICA (  E’ COSI’ CHE MENTRE DICE “LASCIO” VUOLE RITENTARE IL BIS DI PREMIER ).

[ “Azimut” – commento : RENZI NON SI FACCIA ILLUSIONI  – Noi, prevedendo, già il 4 u.s. abbiamo scritto che: ( . . . ) – “Sul 40% circa dei favorevoli, elettori del Pd – alleati di governo e, in parte – seppure in minima misura – pezzi dell’area moderata e di tutti gli altri versanti in disaccordo con l’opporsi alla riforma, in verità diciamo che naufraga il ventilato “partito della nazione” e tramonta l’egemonia dei democrat; il valore aggiunto di questo apporto al Pd di Renzi, riferito al solo quesito referendario, non potrà ripetersi alle future politiche dove ognuno barra la lista preferita e che, di certo, non ha abbandonato. “( . . . ); aggiungiamo che, a parte Grillo – per noi non un pericolo e impossibilitato a governare – solo con il suo M5S e senza alleanze, può sempre verificarsi che un listone unico di forze coalizzate di un nuovo centrodestra e Altri (battezzato da Berlusconi-Meloni-Salvini) possa scendere in campo elettorale.

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SULLA CRISI IN ATTO E ALTRO [ TRATTO DAL WEB ]

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‘E inconcepibile indire elezioni prima che le leggi elettorali di Camera e Senato vengano rese tra loro omogenee’. Questa è la posizione del Colle, secondo l’Huffington Post. ‘Il risultato del referendum ha confermato un Parlamento con due Camere, regolate da due leggi elettorali profondamente differenti, l’una del tutto proporzionale, l’altra fortemente maggioritaria con forti rischi di effetti incompatibili rispetto all’esigenza di governabilità’, scrive l’Huffington Post.

Tempi strettissimi per l’ok della manovra in Senato. Il governo chiederà la fiducia sulla legge di bilancio e punta ad arrivare al voto in Aula entro domani sera. Le dichiarazioni di voto cominceranno alle 12 e la prima chiama è prevista per le 14.30. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha accettato di ‘congelare’ le proprie dimissioni in attesa dell’ok alla manovra convinto anche dai tempi strettissimi di approvazione che saranno, dunque, tali.

Già in mattinata il Pd aveva fatto sapere di voler accelerare. Sulla legge di bilancio – aveva detto il capogruppo Pd in commissione Bilancio Giulio Santini –  “chiederemo di fare il più presto possibile” ed è quindi “presumibile” che vada in Aula domani sera. 

Ma la Lega va all’attacco: “Non ci sono le basi – scrivono in una nota i capigruppo a Camera a Senato Massimiliano Fedriga e Marco Centinaio – per l’approvazione rapida della legge di bilancio al Senato a meno che il governo non elimini immediatamente tutte le marchette pre-elettorali inserite prima del voto di domenica. Non vogliamo prolungare l’agonia per ripagare gli endorsement ricevuti da Renzi in campagna elettorale”. 

“Prima si vota meglio è. Noi la pensiamo così, il PD che ne pensa? La voce del suo segretario conta ancora qualcosa? Basta chiacchiere e battute. Siate chiari davanti agli italiani. Aspettiamo una risposta dopo la vostra direzione di domani”. Così Beppe Grillo dal suo blog.

“Si apre ora una fase politica nuova, nella quale la parola deve tornare agli italiani. Perché questo avvenga occorre una legge elettorale che garantisca la governabilità e una reale corrispondenza della maggioranza parlamentare alla maggioranza popolare. Siamo certi che il Presidente della Repubblica sarà garante di questa complessa fase, con la sua saggezza e il suo scrupolo istituzionale”. E’ quanto si legge in una nota di Forza Italia al termine del vertice ad Arcore con Berlusconi.

Palma a Renzi, convinto che passi la fidcucia sulla manovra? – “Ma Renzi e Alfano sono proprio sicuri che tutti i senatori voteranno la fiducia alla manovra?”. A porre la domanda è il senatore di FI Francesco Nitto Palma commentando con i cronisti ipotetici scenari futuri che si profilano dopo il voto referendario. “Renzi e Alfano, dopo averci stalkerizzato per mesi con le esigenze di stabilità e salvaguardia del sistema economico nazionale, vogliono andare al voto a febbraio con una legge maggioritaria alla Camera e una proporzionale al Senato”. E sono sicuri che i senatori non preferiscano un governo che gestisca l’esercizio provvisorio e completi la legislatura invece che andare ora al voto a febbraio con un Paese profondamente diviso?, chiede Palma. “Se per caso Renzi e Alfano immaginano di poter portare il Paese alle elezioni con il loro governo sappiano che il passaggio obbligato è il voto di fiducia sulla legge di stabilità. E mi auguro – aggiunge – che se dovessero provare questo azzardo abbiano certezza che i senatori non renziani del Pd, quelli di Ncd e quelli di Ala votino tale fiducia.

Intanto la Corte costituzionale ha fissato per l’udienza del 24 gennaio 2017 la discussione sulle eccezioni di costituzionalità sollevate sull’Italicum.

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TRATTO DA “IL GIORNALE”

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C’è aria di truffa: Renzi non si dimette

Il premier tenta Mattarella: governo in carica fino al voto. E Alfano fa una previsione: “Alle urne in febbraio”

Adalberto Signore – Mar, 06/12/2016 – 08:00

Matteo Renzi sta seriamente pensando di giocarsi tutto. Non fra un anno, né a giugno. Ma già a febbraio, appena la Corte Costituzionale si sarà pronunciata sull’Italicum, cancellando magari il ballottaggio e rendendo omogenei i sistemi di voto di Camera e Senato.

Fino ad allora, a Palazzo Chigi resterebbe proprio Renzi, gestendo lui in prima persona la fase di transizione. Uno scenario che si è andato delineando nella serata di ieri, che – ovviamente visto il momento – non è l’unico sul tavolo, ma che certamente ha l’attenzione del leader del Pd. Non è un caso che proprio ieri sera Angelino Alfano si sia lasciato sfuggire una battuta eloquente. «Se dovessi puntare un euro – la butta lì il ministro dell’Interno uscente – direi che andiamo a votare non in primavera ma a febbraio del 2017». Un timing che coinciderebbe con le ricostruzioni di chi sostiene che Renzi abbia deciso di giocare l’all in. D’altra parte, se davvero l’intenzione è quella di portare il Paese alle urne al più presto, sarebbe nelle cose che il premier restasse al suo posto, visto che risulterebbe alquanto curioso nominare un nuovo governo destinato a durare a mala pena tre mesi (comprese per altro le vacanze di Natale).

Uno scenario che non convince fino in fondo Sergio Mattarella, preoccupato soprattutto di garantire al Paese la necessaria stabilità. Non è un caso che la giornata di ieri sia stata caratterizzata da un lungo e difficile braccio di ferro tra il capo dello Stato e Renzi. Non tanto nei toni usati nei due faccia a faccia che si sono tenuti ieri al Quirinale, quanto nel merito della questione. D’altra parte, Mattarella e il leader del Pd hanno ricette diametralmente opposte per risolvere la crisi in corso ed è dunque comprensibile che il confronto tra i due non sia propriamente sereno. Il premier, infatti, insiste per un uscita di scena rapida, tanto che già domenica notte aveva annunciato le sue dimissioni. Una tempistica che il capo dello Stato pare non aver gradito troppo , considerandola troppo precipitosa e poco rispettosa del timing istituzionale. Insomma, una «forzatura» per cercare di mettere il Colle davanti al fatto compiuto.

Che Mattarella non veda di buon occhio uno show down non è infatti un mistero. Anzi, più volte il presidente della Repubblica ha fatto sapere di voler garantire prima di tutto la stabilità del Paese. L’accelerazione di Renzi, dunque, è stata interpretata come una mossa da «irresponsabili» e ha reso il confronto tra i due – soprattutto nel faccia a faccia che si è tenuto in mattinata – piuttosto franco.

Per Mattarella, infatti, in questo momento è prioritario che venga approvata la legge di Stabilità, che ha avuto il via libera della Camera ma aspetta quello del Senato che non potrebbe però arrivare con un governo dimissionario. In questo senso, proprio ieri il capo dello Stato ha dato rassicurazioni all’Europa nel corso di un lungo colloquio con il presidente della Bce Mario Draghi. Ecco perché, quando Renzi sale sul Colle per la seconda volta nel tardo pomeriggio e ribadisce la sua intenzione di dimettersi, Mattarella – così recita il comunicato del Quirinale – gli chiede di «soprassedere alle dimissioni» per «completare l’iter parlamentare della legge di bilancio» onde «scongiurare i rischi di un esercizio provvisorio».

Dimissioni congelate, insomma. E Renzi di fatto costretto a restare in carica. Il punto è capire fino a quando. Perché il leader del Pd sarebbe intenzionato ad approfittare della situazione e prolungare la sua permanenza obbligata. Dopo la legge di Stabilità, infatti, ci sono altre questioni non rinviabili, a partire dal decreto sul terremoto (che deve ancora avere il via libera della Camera).

Sarebbe questo una sorta di «compromesso» tra Mattarella e Renzi. Il primo porterebbe a casa la stabilità istituzionale con l’approvazione della legge di bilancio, il secondo una rapida via d’uscita e soprattutto le elezioni anticipate evitando di rimanere in balia del limbo e di quel pezzo di Pd che non vede l’ora di archiviarlo definitivamente. Non è un caso che sin da domenica notte la minoranza dem insista perché la legislatura prosegua e il Pd si sieda al tavolo della legge elettorale. Uno scenario di medio periodo – minimo sei mesi, probabilmente un anno – durante il quale Renzi finirebbe per essere logorato.

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L’EDICOLA : TUTTO LO “SCENARIO” DEL POST REFERENDUM
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——– Original Message ——–

Subject: Leggi le principali notizie di martedì 6 Dicembre 2016
Date: Tue, 6 Dec 2016 4:58:44 +0100
From: Secolo d’Italia <newsletter@secoloditalia.it>
To: associazioneazimut@tiscali.it
Reply-To: newsletter@secoloditalia.it
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Martedì, 6 Dicembre 2016
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Il segretario della Lega, Matteo Salvini, risponde subito alla richiesta di Matteo Renzi al fronte del No di formulare una proposta di legge elettorale, espressa subito dopo aver dato le sue dimissioni.

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Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
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DA ULTIMA NOSTRA E.MAIL – ANTEPRIMA DI WEB
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 “azimutassociazione@libero.it” <azimutassociazione@libero.it>
Data: 5-dic-2016 
ESITO REFERENDUM “AZIMUT” IL POST DEL PRESIDENTE ARTURO STENIO VUONO [ 5.12.’16]
 
Dopo le urne anche i social annientano il premier e il fronte del Sì. Le foto e i tweet più esilaranti ESITO REFERENDUM “AZIMUT” IL POST DEL PRESIDENTE ARTURO STENIO VUONO [ 5.12.’16] 
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Volano i tappi di champagne ma l'accozzaglia del NO si sta già sciogliendo. Vi spiego perché
 
( . . . ) – La dichiarazione di Sergio Mattarella ( . . . ) il presidente della Repubblica ha reso noto che chiede ora alle istituzioni che rispettino impegni e scadenze. “Vi sono di fronte a noi impegni e scadenze di cui le istituzioni dovranno assicurare in ogni caso il rispetto, garantendo risposte all’altezza dei problemi del momento” – si legge in una dichiarazione di Mattarella – “l’alta affluenza al voto, registratasi nel referendum di ieri, è la testimonianza di una democrazia solida, di un Paese appassionato, capace di partecipazione attiva”, continua la nota del presidente della Repubblica. ( . . . ) – [ tratto dal web ]
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l'immagine del profilo di Lorenzo Fabio Romanofoto di Arturo Stenio Vuono.  
PRIMA L’ITALIA
 
Arturo Stenio Vuono
ultimo post su facebook (lunedì, 5 dicembre 2016)

VOTO DEL 4 DICEMBRE – AUSTRIA E ITALIA : HANNO DECISO GLI INDECISI -ALTRO [“Az.” – 4.12.’16] – anteprima di web – servizio tra breve in rete – L’editoriale :
– ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI – il presidente Arturo Stenio Vuono – Cari lettori, quello che avevamo auspicato e, fortemente, sperato è divenuto realtà: una sonora legnata agli intimidatori “avvisi di mercato” e “messaggi-spread”, e alle indebite ingerenze sovranazionali. Un segnale, inequivocabile, avverso i teorizzatori della instabilità che provocherebbe ogni pronuncia degli elettori; che facciamo? aboliamo, in tutta Europa, le consultazioni referendarie ed elettorali? Il 70% circa degli italiani, affluenza – da tempo – mai vista, ha invece certificato l’esatto contrario. In quanto all’ampia forbice del distacco tra il “No” e il “Si”, indecisi e gran parte degli astensionisti sono andati alle urne, c’è da dire che il presunto cambiamento della revisione costituzionale, sottoposta a referendum confermativo, ha registrato una nettissima bocciatura; il 60% circa dei votanti l’ha giudicata, al contrario, come un non miglioramento.Smontata la pubblicizzata impostazione: “Si” per il rinnovamento e “No” per la conservazione: l’indagine sui flussi elettorali, in merito, ha dimostrato – ad esempio – che la stragrande maggioranza dei giovani s’è opposta alla legge “Renzi-Boschi”. Sul 40% circa dei favorevoli, elettori del Pd – alleati di governo e, in parte – seppure in minima misura – pezzi dell’area moderata e di tutti gli altri versanti in disaccordo con l’opporsi alla riforma, in verità diciamo che naufraga il ventilato “partito della nazione” e tramonta l’egemonia dei democrat; il valore aggiunto di questo apporto al Pd di Renzi, riferito al solo quesito referendario, non potrà ripetersi alle future politiche dove ognuno barra la lista preferita e che, di certo, non ha abbandonato.Avevamo scritto che, dopo il 4 dicembre, nulla più sarebbe stato come prima; è avvenuto che, oltre ogni previsione, il fronte – variegato e trasversale – composto da veri riformisti, da sostenitori della democrazia diretta e del presidenzialismo, e dai sostenitori della nostra Costituzione inapplicata, non solo ha vinto ma ha stravinto. Una lezione dalla quale l’intero mondo politico e tutte le istituzioni, con urgenza, debbono trarne le conseguenze; restituendo lo scettro al popolo sovrano e ripristinando il comune valore della libertà. Attendiamo e vedremo. Sarà difficile, se non impossibile, rinviare la << questione >> sine die ! https://azimutassociazione.wordpress.com – VISITA IL SITO –

Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut
AZIMUTASSOCIAZIONE.WORDPRESS.COM
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L’INDISCREZIONE – ANTICIPAZIONE ( dal web )
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( . . . ) – Referendum costituzionale, il giorno dopo. Matteo Renzi tornerà questa sera al Quirinale – dopo il necessario passaggio del Consiglio dei ministri – per presentare le proprie dimissioni che al momento, confermano fonti concordanti, sarebbero irrevocabili. L’ipotesi maggiormente accreditata fino a questo momento è che Renzi possa restare fino all’approvazione della Legge di Bilancio da varare in Senato in tempi brevissimi, già entro venerdì. L’ipotesi, dunque, è quella di una fiducia ‘tecnica’. Una possibilità che ha come conditio sine qua non il congelamento delle dimissioni di Matteo Renzi fino all’approvazione della legge. L’iter potrebbe, secondo le stesse fonti, anche essere ulteriormente accelerato nel caso in cui al Senato si trovi un accordo per anticipare il termine della scadenza degli emendamenti in commissione e non presentare alcuna proposta di modifica. Sempre le stesse fonti fanno riferimento al fatto che un simile scenario già è stato praticato nel 2011 con il governo Berlusconi.Il presidente del Consiglio in mattinata si è recato al Quirinale per un colloquio di oltre un’ora con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Alle 18.30 è previsto la riunione del Consiglio dei ministri già annunciata ieri da Renzi. Il presidente della Repubblica in una nota, dopo il voto di ieri, ha ricordato che “Vi sono di fronte a noi impegni e scadenze di cui le istituzioni dovranno assicurare in ogni caso il rispetto, garantendo risposte all’altezza dei problemi del momento”. “L’Italia è un grande Paese con tante energie positive al suo interno. Anche per questo occorre che il clima politico, pur nella necessaria dialettica, sia improntato a serenità e rispetto reciproco”.  “L’alta affluenza al voto, registratasi nel referendum di ieri, è la testimonianza di una democrazia solida, di un Paese appassionato, capace di partecipazione attiva”. – ( . . . )

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RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO
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——– Original Message ——–

Subject: gli (ex) astensionisti contro Renzi
Date: Mon, 5 Dec 2016 15:18:10 +0100
From: <info@vincenzomannello.it>
To: ( . . . )


Stavolta  ho perso,clamorosamente !! Essendo uno dello 1/3 di italiani che non hanno votato,ma pure tra i pochissimi (per quanto ne so) nel metterci faccia e firma, mi sia concesso l’onore delle armi..in rappresentanza (ipotetica) di tanti altri.

A prescindere dalle mie convinzioni ideologiche (si,proprio quelle “obsolete” che si rifanno ad un altro tipo di “sistema”), ero assolutamente convinto che la percentuale degli astensionisti sarebbe stata ancora una volta in crescita e che,considerando il massimo sforzo effettuato dagli esponenti del regime partitocratico e dai media loro alleati, si sarebbe attestata sul 50% dello elettorato.

Troppo sentito nel Bel Paese è il malcontento di quanti ritengono che questa classe dirigente non abbia più niente di buono da offrire alla maggior parte del popolo italiano..quindi,pensavo,la lasceranno sempre più a dimenarsi nel fango in cui sguazza da 70 anni, in attesa del momento in cui affogherà da sola e senza alcun aiuto e legittimazione da parte dei cittadini.

Per il sottoscritto,come ribadito più volte grazie alle  testate che hanno avuto la sensibilità di ospitare la mia analisi “controcorrente”, Si e No pari erano così come i relativi sostenitori.

Evidentemente ho sbagliato valutazione..il vero e proprio odio per Renzi ed il suo governo,causa la scellerata politica di appoggio a banche,finanza,Europa ( e quanto di peggio esiste), espressa dal Putto fiorentino e soci, ha spinto coloro che finora si erano trasferiti nel rifugio della astensione ad uscire di casa ed andare a votare.

Non per difendere “la costituzione più bella del mondo”, che pure un mercenario come Benigni aveva “mollato”,ma per prendere “a schede nel sedere” Matteo Renzi !!

Tradotto (come rinfacciatomi da astensionisti incalliti ma peccatori per l’occasione) : meglio l’uovo (Renzi,ben fritto) oggi che la gallina (il regime partitocratico) domani !!

Sarà così ?? Mah,nutro molte perplessità..mi verrebbe da eccepire tantissime cose, vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni e come il “sistema” riuscirà a difendersi..

Però,visto che sono da sempre un sostenitore dei referendum “alla svizzera”, non posso esimermi dall’ammettere che questa volta ha scelto il popolo sovrano..toccato !!

Grazie per l’attenzione

Vincenzo Mannello

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ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI 

Inno Due Sicilie – YouTube

16 feb 2008 – Caricato da Lega Sud Ausonia

Inno delle Due Sicilie. … Inno Due Sicilie. Lega Sud Ausonia. Subscribe SubscribedUnsubscribe …

 
 
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L’ULTIMA COMBINATA DI RENZI “DIMISSIONI IRREVOCABILI” MA PER RESTARE E FARE IL BIS CON LE URNE – IL NOSTRO EDITORIALE E ALTRO [ “AZ.” – 7.12.’16 
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“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
FINE INTERVENTO 
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