CONCORDIA TREGUA SAGGEZZA E VOLONTA’ DI POPOLO NON SI PORTI IL PAESE VERSO LA PROTESTA VIA I BUSTI DI CAVOUR E CIALDINI A NAPOLI E ALTRO


CONCORDIA TREGUA SAGGEZZA E VOLONTA’ DI POPOLO NON SI PORTI IL PAESE VERSO LA PROTESTA VIA I BUSTI DI CAVOUR E CIALDINI A NAPOLI E ALTRO

PRIMA L’ITALIA
 
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l'immagine del profilo di Lorenzo Fabio RomanoCONCORDIA TREGUA SAGGEZZA E VOLONTA’ DI POPOLO NON SI PORTI IL PAESE VERSO LA PROTESTA VIA I BUSTI DI CAVOUR E CIALDINI A NAPOLI E ALTRO [ “AZ.” – 11.12.’16 ]
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 IN COPERTINA
"Perdere il lavoro": Crozza si burla di Renzi sulle note della canzone di Massimo Ranieri. Video

Crozza rivisita Ranieri e dedica a Renzi «Perdere il lavoro – Corriere TV

video.corriere.it/crozzaperderelavoro/14ab0ad2-be53-11e6-b49e-d6d…

Mentana: "Renzi è uno spericolato giocatore di poker pronto a giocarsi tutto in un colpo solo"Immagine correlata

LA CANZONE DEL NO #IoVotoNO – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=E7-a9dTGzlc
11 ore fa – Caricato da Comitato Sovranità popolare NO alla Riforma Renzi

Se davvero vuoi cambiare scegli un NO con la tua mano. Questa riforma della Costituzione È una cosa .

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LINK

44. Povera Patria, de Franco Battiato – YouTube

25 ott 2007 – Caricato da EvoluzioneSFC

Povera Patria, del album Come un cammello in una grondaia (1991)

Risultati di ricerca

Reggio Calabria – i moti del 1970/71 a Santa Caterina – YouTube

06 mar 2008 – Caricato da Giuseppe Furnari

video amatoriale integrale per la prima volta trasmesso su circuito mondiale … La rivolta di Reggio .

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LA CRISI NEI “PALAZZI”
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  Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una foto di archivio (ANSA)
[ tratto dal web ] – ( . . . ) – Sono riprese le consultazioni: oggi il gran finale con Berlusconi, M5s e Pd, cioè le maggiori forze politiche presenti in Parlamento. La prima delegazione a salire al Colle è quella di Si-Sel. Quindi alle 11,30, sarà la volta dei rappresentanti di Ala, il gruppo di Denis Verdini. Alle 12 i leader di Ncd, guidati da Angelino Alfano. Quindi, dopo la pausa, alle 16, la delegazione azzurra accompagnata da Silvio Berlusconi, alle 17 quella del Movimento cinque stelle. Infine, alle 18, i presidenti dei gruppi parlamentari del Pd, accompagnati dal vicesegretario Lorenzo Guerini e il presidente Matteo Orfini. ( . . . )
 

[ tratto dal web ] – ( . . . ) –“Il nostro Paese ha bisogno in tempi brevi di un governo nella pienezza delle sue funzioni. Vi sono di fronte a noi adempimenti, impegni, scadenze che vanno affrontati e rispettati. Si tratta di adempimenti e scadenze interni, europee e internazionale”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine delle consultazioni aperte dopo la crisi di governo. “Nelle prossime ore – ha evidenziato – valuterò quello che emerso da questi colloqui e prenderò le iniziative necessarie per la soluzione della crisi di governo” – “Abbiamo registrato un larghissimo rifiuto da parte delle opposizioni a un governo di responsabilità nazionale e abbiamo assicurato al capo dello Stato tutto il sostegno del Pd alla soluzione della crisi che riterrà più opportuna”. Lo afferma Luigi Zanda, capogruppo del Pd al termine delle consultazioni. “L’obiettivo è sempre quello di andare al voto in tempi il piu’ rapidi possibili” – Quella di oggi è stata l’ultima tornata delle consultazioni al Quirinale. Il primo gruppo ad incontrare questo pomeriggio il presidente Sergio Mattarella è quella di FI, guidata da Silvio Berlusconi e composta inoltre dai due capigruppo Paolo Romani e Renato Brunetta. “Abbiamo illustrato a Mattarella – ha detto il Cavaliere al termine del colloquio – quella che ci sembra l’unica strada possibile, l’approvazione in tempi rapidi di una nuova legge elettorale condivisa per poi consentire agli italiani di esprimersi con il voto”. “Fi – ha detto ancora l’ex premier – non è disponibile a sostenere un governo di larga coalizione. Tocca al Pd esprimere e sostenere un governo per la parte restante della legislatura, che deve essere la piu’ breve possibile”. “Cogliamo l’occasione – ha concluso – per ribadire anche alla luce degli eventi di questi giorni la nostra considerazione per il senso di responsabilità istituzionale del presidente Mattarella e la fiducia nel suo ruolo di garante della vita democratica del Paese in questa fase delicata”. – Il Movimento cinque stelle ha chiesto al Colle che resti il governo dimissionario fino alla sentenza della Consulta sull’Italicum e poi si vada a votare. “Oggi in Italia abbiamo due leggi elettorali diverse che generano una paralisi istituzionale dolosa generata dalla irresponsabilità della classe politica guidata da Renzi e dal Pd. Per questo abbiamo chiesto di garantire il percorso istituzionale più rapido per andare al voto con la legge elettorale che sarà certificata dalla Corte costituzionale”.- La delegazione del M5s composta dai capigruppo Giulia Grillo e Luigi Gaetti è arrivata al Quirinale per le consultazioni con il presidente Sergio Mattarella. Si tratta del penultimo incontro previsto: dopo il M5s chiuderà la giornata delle consultazioni la delegazione del Pd. ( . . . )

AI LETTORI [ PER AVERE UNA PERFETTA IDEA DI COME VADANO LE COSE VI RINVIAMO ALL’ATTENTA LETTURA DELLA RASSEGNA STAMPA DI DOMANI ]

UNA BUONA DOMENICA ! ( “Azimut” – Napoli )

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LINK

La rivolta del 1970 a reggio calabria – YouTube

01 set 2008 – Caricato da mario leone

il video della rivolta per reggio capoluogo nel 1970 con duecanzoni di allora per sottofondo musicale.

IL MITO DELLA RIVOLTA! (REGGIO CALABRIA 1970) – YouTube

13 gen 2011 – Caricato da italia patria

Filmato sulla rivolta di Reggio, ricavato da vari spezzoni didocumentari. A cura dell’Ass. Elmo Acheo …

Storia d’u’ Capulogu.flv – YouTube

01 mag 2012 – Caricato da canroc1953

Questa canzone racconta la storia della rivolta di Reggio Calabria, nel 1970, in seguito allo ..

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LA CRISI E IL RETROSCENA [ tratto da “Libero” quotidiano ]
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Ipotesi Gentiloni, Mattarella è irritato ma alla fine cederà
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( . . . ) – Ancora ieri sera all’ora di cena al Quirinale i collaboratori più stretti del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, invitavano alla cautela. «Fatta? Nuovo incarico sabato o domenica? Calma. Sentiremo cosa dirà la delegazione del Partito democratico», dicevano anche ad amici che chiedevano lumi sulla soluzione della crisi e soprattutto sulle indiscrezioni che attraversavano il palazzo su un possibile incaricoall’attuale ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. Questo invito alla calma ha fatto sospettare che il Quirinale possa mettersi di traverso. «Ma no, ma no», assicurava subito uno dei fedelissimi di Matteo Renzi, «c’è solo una comprensibile irritazione del Colle per il modo obiettivamente irrituale con cui si è arrivati a sciogliere i contrasti interni al Pd. Ha ragione Mattarella, non è il massimo che lui si trovi la soluzione scodellata questa mattina sulle prime pagine dei giornali prima che il Pd formalmente lo comunicasse a lui. Ma credo sia solo questo, un po’ di dispetto per lo stile non proprio istituzionale che abbiamo avuto. Su Gentiloni però c’è l’ accordo delle varie anime del partito, e l’incontro di Renzi con Dario Franceschini a sera serviva proprio a dimostrarlo. Siamo già nella fase della discussione della squadra di ministri». – ( . . . )
LINK
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LA CRISI SULLA STAMPA QUOTIDIANA – LINK
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Il Foglio
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Il partito del non voto è maggioritario, ma non è l’unico ostacolo che Renzi deve saltare se vuole sopravvivere. La carta di Gentiloni.

Il partito del non voto è maggioritario, ma non è l’unico ostacolo che Renzi deve saltare se vuole sopravvivere. La carta di Gentiloni
ILFOGLIO.IT
 
 
Il Mattino
( . . . ) · 

Il riepilogo di una giornata di consultazioni

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LA CRISI E IL PREGRESSO [ tratto dal web ]
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Magaldi: altro che Silvio e Gelli, il burattinaio è Napolitano

«Giorgio Napolitano? Ne penso molto male. Nello stesso anno in cui Berlusconi veniva iscritto alla P2, è stato iniziato alla Ur-Lodge “Three Eyes”, una superloggia internazionale antidemocratica, di cui la P2 non era altro che una succursale subalterna». Così Gioele Magaldi ai microfoni di “Colors Radio”, in una trasmissione dedicata all’approfondimento dell’attualità politica, italiana e internazionale. E il guaio è, aggiunge Magaldi, autore del saggio “Massoni, società a responsabilità illimitata”, che Napolitano è tuttora il grande manovratore dellacrisiitaliana, apertamente a favore del Sì al referendum renziano. «Non mi piace l’idea di un Senato che permane, ma non è più eletto direttamente dal popolo sovrano», premette Magaldi, massone progressista, presidente del Movimento Roosevelt e gran maestro del Grande Oriente Democratico. «C’è qualcosa di grave», dice, nel Senato-fantasma della riforma renziana. Ovvero: «Abituare i cittadini, in modo sublimimale, all’idea che ci possano essere organi istituzionali di un certo peso che non sono eletti direttamente». E’ una legittimazione dell’orribileEuropadei tecnocrati. «Ed è l’idea, spregevole, offerta da un Eugenio Scalfari che, passati i 90 anni, ha gettato la maschera definitivamente, nelle sue pulsioni antidemocratiche».
Di recente, il fondatore di “Repubblica” ha infatti rivendicato la convinzione che lademocrazianon sia altro che una forma di oligarchia “illuminata”. «Scalfari – continua Magaldi – si inscrive benissimo in quell’ideologia propagata a partire dagli anni 70, di matrice “Three Eyes”, di organizzazione delle società lasciando formalmente esistere lademocraziama svuotandola di sostanza e dando il veropoterea organi oligarchici e possibilmente anche tecnocratici». Fino a ieri, aggiunge Magaldi, Scalfari avrebbe dissimulato un pensiero del genere, come tuttora fanno i costruttori di questo ordine europeo e globale sostanzialmente non democratico. Ora invece Scalfari “non si tiene più”, parla senza infingimenti e senza veli: «Lo dice in faccia, al popolo: tu non sei sovrano, ed è bene che non sia sovrano. Se però il popolo mantiene la sua ignoranza, poi legittima anche questi cattivi maestri, che immginano di poter dire in modo impudente “viva l’oligarchia, abbasso lademocrazia”». Cattivi maestri tra i quali Magaldi annovera con decisione lo stesso Napolitano, che definisce un uomo senza scrupoli, affiliato a una potentissima organizzazione oligarchica internazionale come la “Three Eyes”.
Non regge neppure il paragone con un altro super-massone, Carlo Azeglio Ciampi, che – col divorzio di Bankitalia dal Tesoro – compromise il futuro della sovranità nazionale. «Ciampi ha molte gravi responsabilità riguardo al pessimo modo in cui l’Italia è entrata nell’Eurozona e la stessa Eurozona è stata costruita, insieme a questaEuropatecnocratica e antidemocratica», dichiara Magaldi. «Però poi, quando è stato presidente della Repubblica, è stato molto proficuo nel riportare i valori risorgimentali e unitari, e anche nell’arginare certe intemperanze un po’ sgangherate dell’allora presidente del Consiglio Berlusconi». Quindi Ciampi «ha fatto molto male fino all’elezione al Quirinale». Poi, quando diventò presidente «ormai il male era fatto». Però bisogna ammettere che «ha fatto anche qualcosina di buono». Napolitano, invece, no: «Ne penso tutto il male possibile, lo considero un avversario, un antagonista, di cui riconosco semmai la raffinata abilità». Fin dall’inizio della sua lunghissima carriera politica, continua Magaldi, Giorgio Napolitano «si è distinto per spregiudicatezza, cinismo e, francamente, per una sua vocazione autenticamente oligarchica e antidemocratica».
Nella prima fase della sua storia «è stato fra i togliattiani filo-stalinisti che criticavano i compagni che protestavano per l’invasione sovietica dell’Ungheria». Poi, quando il vento gli sembrava cambiato, «è stato tra i protagonisti della cosiddetta corrente “migliorista” del Pci che dialogava anche ufficialmente con gli Stati Uniti e col mondo democratico occidentale». Napolitano è stato poi tante altre cose, «ma tutto quello che ha fatto l’ha fatto promuovendo se stesso, quindi con una grande cura del suo interesse e della sua ascesa personale». Non era nella P2, ma nella “Three Eyes” sì, dichiara Magaldi: fu affiliato proprio mentre il Cavaliere entrava nella rete di Gelli, che in Italia suscitò enorme scandalo. Peccato però che la P2 fosse solo la succursale italiana, e minore, della grande superloggia di Kissinger. Naturalmente, l’interessato non ha mai confermato: «Nonostante interrogazioni di parlamentari del Movimento 5 Stelle, non c’è mai stata risposta su questa affiliazione». Eppure, insiste Magaldi, «proprio in quanto rappresentante della “Three Eyes”, Napolitano ha favorito lo scandaloso avvento di Mario Monti alpotere, un Monti insignito anche del ruolo di senatore a vita con relativa indennità».
Monti? «Dovrebbe un giorno essere chiamato a rispondere dei danni gravissimi, economici e civili, che ha causato al nostro paese». Anche di questo, conclude Magaldi, bisogna ringraziare Napolitano, che «è stato il padre dell’operazione Monti». Poi è stato anche «il padre dell’operazione Enrico Letta», prima di dover «subire in qualche modo l’avvento di Matteo Renzi». E adesso, nonostante si sia dimesso da presidente della Repubblica, «continua a fare il grande burattinaio, il grande manovratore, come ha senpre fatto». Ma attenzione: «Un personaggio così non ha nemmeno bisogno di fare il presidente della Repubblica per avere questo tipo dipotere, che gli deriva dalle sue ascendenze massoniche di segno neo-aristocratico». Non c’è da stupirsi, dunque, che resti in cabina di regia: evidentemente è il super-garante di poteri fortissimi, gli stessi peraltro che tifano per la vittoria di Renzi al referendum.

«Giorgio Napolitano? Ne penso molto male. Nello stesso anno in cui Berlusconi veniva iscritto alla P2, è stato iniziato alla Ur-Lodge “Three Eyes”, una superloggia internazionale antidemocratica, di cui la P2 non era altro che una succursale subalterna». Così Gioele Magaldi ai microfoni di “Colors Radio”, in una trasmissione dedicata all’approfondimento dell’attualità politica, italiana e internazionale. E il guaio è, aggiunge Magaldi, autore del saggio “Massoni, società a responsabilità illimitata”, che Napolitano è tuttora il grande manovratore della crisiitaliana, apertamente a favore del Sì al referendum renziano. «Non mi piace l’idea di un Senato che permane, ma non è più eletto direttamente dal popolo sovrano», premette Magaldi, massone progressista, presidente del Movimento Roosevelt e gran maestro del Grande Oriente Democratico. «C’è qualcosa di grave», dice, nel Senato-fantasma della riforma renziana. Ovvero: «Abituare i cittadini, in modo sublimimale, all’idea che ci possano essere organi istituzionali di un certo peso che non sono eletti direttamente». E’ una legittimazione dell’orribile Europadei tecnocrati. «Ed è l’idea, spregevole, offerta da un Eugenio Scalfari che, passati i 90 anni, ha gettato la maschera definitivamente, nelle sue pulsioni antidemocratiche».

Di recente, il fondatore di “Repubblica” ha infatti rivendicato la convinzione che la democrazia non sia altro che una forma di oligarchia “illuminata”. «Scalfari – continua Magaldi – si inscrive benissimo in quell’ideologia propagata a partire dagli anni Scalfari70, di matrice “Three Eyes”, di organizzazione delle società lasciando formalmente esistere lademocrazia ma svuotandola di sostanza e dando il vero potere a organi oligarchici e possibilmente anche tecnocratici». Fino a ieri, aggiunge Magaldi, Scalfari avrebbe dissimulato un pensiero del genere, come tuttora fanno i costruttori di questo ordine europeo e globale sostanzialmente non democratico. Ora invece Scalfari “non si tiene più”, parla senza infingimenti e senza veli: «Lo dice in faccia, al popolo: tu non sei sovrano, ed è bene che non sia sovrano. Se però il popolo mantiene la sua ignoranza, poi legittima anche questi cattivi maestri, che immginano di poter dire in modo impudente “viva l’oligarchia, abbasso la democrazia”». Cattivi maestri tra i quali Magaldi annovera con decisione lo stesso Napolitano, che definisce un uomo senza scrupoli, affiliato a una potentissima organizzazione oligarchica internazionale come la “Three Eyes”.

Non regge neppure il paragone con un altro super-massone, Carlo Azeglio Ciampi, che – col divorzio di Bankitalia dal Tesoro – compromise il futuro della sovranità nazionale. «Ciampi ha molte gravi responsabilità riguardo al pessimo modo in cui l’Italia è entrata nell’Eurozona e la stessa Eurozona è stata costruita, insieme a questaEuropa tecnocratica e antidemocratica», dichiara Magaldi. «Però poi, quando è stato presidente della Repubblica, è stato molto proficuo nel riportare i valori risorgimentali e unitari, e anche nell’arginare certe intemperanze un po’ sgangherate dell’allora presidente del Consiglio Berlusconi». Quindi Ciampi «ha fatto molto male fino all’elezione al Quirinale». Poi, quando diventò presidente «ormai il male era fatto». Però bisogna ammettere che «ha fatto anche qualcosina di buono». Napolitano, invece, no: «Ne penso tutto il Napolitanomale possibile, lo considero un avversario, un antagonista, di cui riconosco semmai la raffinata abilità». Fin dall’inizio della sua lunghissima carriera politica, continua Magaldi, Giorgio Napolitano «si è distinto per spregiudicatezza, cinismo e, francamente, per una sua vocazione autenticamente oligarchica e antidemocratica».

Nella prima fase della sua storia «è stato fra i togliattiani filo-stalinisti che criticavano i compagni che protestavano per l’invasione sovietica dell’Ungheria». Poi, quando il vento gli sembrava cambiato, «è stato tra i protagonisti della cosiddetta corrente “migliorista” del Pci che dialogava anche ufficialmente con gli Stati Uniti e col mondo democratico occidentale». Napolitano è stato poi tante altre cose, «ma tutto quello che ha fatto l’ha fatto promuovendo se stesso, quindi con una grande cura del suo interesse e della sua ascesa personale». Non era nella P2, ma nella “Three Eyes” sì, dichiara Magaldi: fu affiliato proprio mentre il Cavaliere entrava nella rete di Gelli, che in Italia suscitò enorme scandalo. Peccato però che la P2 fosse solo la succursale italiana, e minore, della grande superloggia di Kissinger. Naturalmente, l’interessato non ha mai confermato: «Nonostante interrogazioni di parlamentari del Movimento 5 Stelle, non c’è mai stata risposta su questa affiliazione». Eppure, insiste Magaldi, «proprio in Magaldiquanto rappresentante della “Three Eyes”, Napolitano ha favorito lo scandaloso avvento di Mario Monti al potere, un Monti insignito anche del ruolo di senatore a vita con relativa indennità».

Monti? «Dovrebbe un giorno essere chiamato a rispondere dei danni gravissimi, economici e civili, che ha causato al nostro paese». Anche di questo, conclude Magaldi, bisogna ringraziare Napolitano, che «è stato il padre dell’operazione Monti». Poi è stato anche «il padre dell’operazione Enrico Letta», prima di dover «subire in qualche modo l’avvento di Matteo Renzi». E adesso, nonostante si sia dimesso da presidente della Repubblica, «continua a fare il grande burattinaio, il grande manovratore, come ha sempre fatto». Ma attenzione: «Un personaggio così non ha nemmeno bisogno di fare il presidente della Repubblica per avere questo tipo di potere, che gli deriva dalle sue ascendenze massoniche di segno neo-aristocratico». Non c’è da stupirsi, dunque, che resti in cabina di regia: evidentemente è il super-garante di poteri fortissimi, gli stessi peraltro che tifano per la vittoria di Renzi al referendum.

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IL NOSTRO SUD – VIA I BUSTI DI CAVOUR E CIALDINI A NAPOLI 
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Inno Due Sicilie – YouTube

16 feb 2008 – Caricato da Lega Sud Ausonia

Inno delle Due Sicilie. … Inno Due Sicilie. Lega Sud Ausonia. Subscribe SubscribedUnsubscribe …

 
da messaggio “postato” su facebook

Rimuovere tutti i simboli dell’asservimento del Meridione d’Italia. I gruppi di azione meridionale, con la manifestazione svoltasi innanzi alla Camera di commercio di Napoli, hanno avviato la campagna di opinione volta ad ottenere l’adozione degli atti normativi che impediscano che monumenti e pubbliche vie siano rispettivamente dedicati o intestati a massacratori che si resero responsabili di eccidi e gravissimi crimini di guerra in danno delle popolazioni meridionali.

Questa mattina un gruppo di associazioni napoletane riunite sotto la sigla “Gruppi di Azione Meridionale” hanno manifestato fuori la sede della Camera di…
SINAPSINEWS.INFO
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IL VIDEO
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https://youtu.be/pl5jXoCbjIo

Questa mattina un gruppo di associazioni napoletane riunite sotto la sigla “Gruppi di Azione Meridionale” hanno manifestato fuori la sede della Camera di Commercio di Napoli per ottenere la rimozione delle effigi monumentali dei massacratori delle popolazioni meridionali. Promotori della iniziativa Pietro Diodato, Sergio Angrisano e Carmine Ippolito. Presente anche il consigliere comunale di Napoli Andrea Santoro che si è impegnato a portare in Consiglio comunale il documento presentato per sottoporlo all’attenzione dell’aula in apposito ordine del giorno.

Si riporta il testo della lettera presentata al Commissario Straordinario della Camera di Commercio di Napoli, avv. Girolamo Pettrone, che sarà poi inoltrata per conoscenza al Presidente della Repubblica, al Ministro dei Beni Culturali ed al Sindaco di Napoli:

I sottoscritti , in qualità di rappresentanti dei Gruppi di Azione Meridionale, premesso che: • nel salone centrale del prestigioso stabile di piazza della Borsa- storica sede dell’ente locale alla cui direzione la S.V. Ill.ma sovrintende – campeggiano i busti marmorei del Generale dell’esercito sabaudo Enrico Cialdini e del Camillo Benso Conte di Cavour;

• che la funzione di preservare la memoria storica,comunemente affidata all’effigi marmoree installate nella storica sede dell’ente camerale, giammai investe figure apprezzabili quali benefattrici dell’umanità ovvero di giusti che si distinsero per avere favorito la crescita ed il pacifico sviluppo dei nostri territori;
• che, stando alle inconfutabili conclusioni della storiografia più accreditata, il Cialdini – luogotenente Generale del Re Vittorio Emanuele II – si è macchiato di efferati crimini di guerra e contro l’umanità in gravissimo danno delle popolazioni meridionali. Vero è che il predetto Generale dell’esercito sabaudo – per fiaccare la mirabile resistenza dell’esercito del Regno delle Due Sicilie -durante l’assedio della fortezza di Gaeta, ordinò indiscriminati bombardamenti su ospedali e popolazioni civili. Nel corso di tale operazione, il Cialdini si rivelò, altresì, brillante anticipatore delle tecniche di guerra batteriologica impartendo il comando di contaminare acquedotti e canali di irrigazione di Gaeta con il morbo del tifo che decimò inesorabilmente gli abitanti dell’infelice fortezza. Il Cialdini, peraltro, nel corso dell’efferata campagna militare – concepita dallo stato Sabaudo per eradicare quelle strenue sacche di resistenza popolare all’esercito di occupazione, passate alla storia con lo sprezzante epiteto di brigantaggio – ordinò ogni sorta di efferatezze in danno delle popolazioni civili, distinguendosi in imprese che hanno trovato un posto speciale nella storia universale dell’infamia. Il Comandante dell’esercito di occupazione ha, tra l’altro, comandato l’inesorabile massacro degli abitanti di Pontelandolfo e Casalduni – avvenuto in data 14 agosto 1861. All’esito di tale criminale impresa, le due cittadine furono – per esplicito ordine del Cialdini – completamente rase al suolo;
. che, se il Cialdini fu lo scrupoloso esecutore, certamente il Conte di Cavour, unitamente a Vittorio Emanuele II, fu senz’altro il mandante dei menzionati eccidi;
• che del Cavour,come ormai noto, basti rievocare che,ministro del Regno di Sardegna aveva affossato insieme ai Savoia l’economia dello Stato Piemontese che si indebitò con l’Inghilterra ma soprattutto con i Rothschild. Cavour concepì, volle e fortemente sostenne la “causa unitarista” al prevalente fine di asservire l’intera penisola ai disegni della famiglia sabauda, spogliando il Regno delle Due Sicilie delle risorse economiche di cui disponeva onde onorare i debiti contratti dallo Stato Sabaudo con la famiglia di banchieri Rothschild. Vero è che i Savoia avevano dato fondo alle riserve auree del regno per sostenere le loro politiche espansioniste e guerrafondaie. Il Banco di Napoli possedeva un notevolissimo capitale, in oro ed argento, e poteva battere moneta per 1200 milioni. L’invasione del Sud fu pagata con la vita, l’espatrio, il carcere ed il manicomio di un milione di meridionali il cui immane e perenne sacrificio doveva risultare funzionale al disegno Sabaudo di acquisire il possesso del Banco di Napoli e le riservee auree del Regno delle Due Sicilie.Gli effetti delle imprese del Cavour hanno distrutto le ricchezze del Meridione, costringendo, in seguito, moltitudini di meridionali all’emigrazione ed alla permanente successiva condizione di asservimento e sottosviluppo.
Tanto si sottopone alla Sv. affinché siano adottati i provvedimenti necessari alla rimozione delle effigi monumentali che campeggiano nel salone centrale della sede della Camera di Commercio di Napoli. Non può negarsi che le statue di cui si chiede l’immediata rimozione costituiscano permanente offesa alla memoria storica, alla dignità civile ed alla coscienza (intelligenza) politica dei cittadini napoletani e delle popolazioni del Meridione d’Italia. Non può negarsi che l’ulteriore permanenza dei summenzionati busti raffiguranti massacratori e criminali di guerra all’interno dell’edificio di un ente autonomo di diritto pubblico rappresenta un grave, costante ed indelebile oltraggio non solo alla memoria di quanti sono caduti sotto i colpi dei criminali atti di una ignominiosa guerra di conquista, voluta dal Cavour e portata a termine dal Cialdini, ma soprattutto all’irrinunciabile decoro di una nazione ingiustamente defraudata delle proprie ricchezze e, soprattutto, del proprio luminoso destino.
Napoli,8 dicembre 2016 festa della Immacolata Concezione.
Firmato,
Diodato Angrisano Ippolito
 
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SPAZIO LIBERO, APERTO A RUTTI, SENZA FILTRI O CENSURE
DALLA “RIVA SINISTRA” : RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
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——– Original Message ——–

Subject: [cdc napoli] lunedì 19 dicembre ore 16.30 assemblea pubblica sul dopo referendum
Date: Sat, 10 Dec 2016 12:41:58 +0100 (CET)
From: “aldo.pappalepore@libero.it” <aldo.pappalepore@libero.it>
To: vota-no@coordinamentodemocraziacostituzionalenapoli.it
ASSEMBLEA PUBBLICA
 DOPO LA VITTORIA DEL NO
ATTUIAMO I DIRITTI NEGATI DELLA CARTA DEL ’48
LUNEDI’ 19 DICEMBRE, ORE 17
Sala Cirillo del Palazzo della Provincia in piazza Matteotti n.1
Napoli
Dopo la grande partecipazione al referendum del 4 dicembre e lo straordinario risultato del NO non si possono ignorare le forti domande di democrazia costituzionale e di politiche economiche e sociali antiliberiste contenute nel voto. Il suo risultato dà sicuramente coraggio e speranza a chi vuole veramente cambiare le cose ma coraggio e speranza non bastano.
Come diciamo da sempre il NO al referendum era ed è per noi strettamente connesso alla necessaria attuazione della sovranità popolare e dei diritti sociali previsti dalla nostra Costituzione, diritti che, come sappiamo, sono l’ altra faccia della stessa medaglia dei bisogni inevasi e dei problemi irrisolti delle persone.
Tutti i soggetti sociali, le realtà di movimento, i comitati ed i cittadini che da sempre si mobilitano per l’attuazione dei diritti e che in questa campagna referendaria hanno legato le loro lotte al NO alla riforma costituzionale, con questo voto acquisiscono maggiore impulso e spazio politico per le loro istanze e le loro battaglie.
Sarebbe necessario, più che opportuno, intensificare le riflessioni ed i confronti già svolti durante la campagna referendaria per individuare insieme, così come già si sta facendo in altri incontri/assemblee di questi giorni, obiettivi, pratiche, percorsi coerenti a perseguire da più parti e dalle diverse situazioni la sovranità popolare e l’attuazione dei diritti negati.
Tutti i soggetti sociali, le realtà di movimento, i comitati sono pertanto invitati a partecipare e a dare il loro contributo di idee e di proposte.
Interverrà:
Alfiero Grandi (Vice Presidente del Comitato Nazionale del NO)
Comitato del NO di Napoli
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L’EDICOLA
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——– Original Message ——–

Subject: 10 Dicembre 2016 – Leggi le principali notizie di oggi
Date: Sat, 10 Dec 2016 5:18:44 +0100
From: Secolo d’Italia <newsletter@secoloditalia.it>
To: associazioneazimut@tiscali.it
Reply-To: newsletter@secoloditalia.it
Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui
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Sabato, 10 Dicembre 2016
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L’effetto Referendum e la dimissioni di Renzi si fanno sentire anche nelle intenzioni di voto. Il Pd subisce una flessione significativa (-1,3) a beneficio delle forze che hanno sostenuto il No al quesito referendario del 4 dicembre.  

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PRIMA L’ITALIA
l'immagine del profilo di Lorenzo Fabio Romano
 
 
“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
FINE INTERVENTO 
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