IL POST REFERENDUM E ANCORA IL DIBATTITO PUNTI DI VISTA E IL VECCHIO DEI NUOVI FUSTI


 
IL POST REFERENDUM E ANCORA IL DIBATTITO PUNTI DI VISTA E IL VECCHIO DEI NUOVI FUSTI

IL POST REFERENDUM E ANCORA IL DIBATTITO PUNTI DI VISTA E IL VECCHIO DEI NUOVI FUSTI [ AZ.” – 15 DIC. ‘ 16]
IN COPERTINA
[ da messaggio “postato” su facebook ]

Guardando i governi che si succedono e i politici contemporanei (da 60 anni) non posso che ammirare Sua Eccellenza ritratto in foto.

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Seimila condivisioni in 12 ore: la bufala su Gentiloni è talmente virale da diventare vera IL VECCHIO DEI NUOVI FUSTI
[ tratto dal web ] – ( … ) – Paolo Gentiloni è a Bruxelles per il primo vertice europeo da premier. Il presidente del Consiglio che ieri ha incassato la fiducia del Senatoha partecipato a una riunione dei leader socialisti europei. “Oggi – ha detto dopo aver lasciato la riunione prima del vertice europeo – la questione principale, tra le tante, (al Consiglio europeo) sarà la questione dell’immigrazione. E da questo punto di vista l’Italia è molto esigente perché non siamo ancora soddisfatti della discussione sul regolamento di Dublino che fissa le regole sull’accoglienza dei rifugiati”.  ( . . . ) – IL RESTO : OMISSIS [ “AZIMUT” – NAPOLI : COSI’ IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO – SI FA PER DIRE – DI QUEL CHE FU IL BELPAESE DOVE ORMAI UN QUARTO DEI CITTADINI E’ STATO RIDOTTO IN UNO STATO DI POVERTA’-UNO SQUALLORE !]
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IL VECCHIO DEI NUOVI FUSTI
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"Al voto prima per evitare il referendum sul Jobs Act". Bufera su Poletti. La Cgil: "Hanno paura""Appalti grazie a Minniti": nello scandalo rifiuti spunta il nome del ministro del governo Gentiloni
( . . . )  il post  ( . . . )
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( . . . )

Questa foto ritrae LA VERA SITUAZIONE ITALIANA di oggi:
– Quello a sinistra decide per tutti.
– Quello al centro diventa PREMIER senza esser scelto da nessuno.

Altro...

 
[ DA ROMA – GIANCARLO LEHNER ]

——– Original Message ——–

Subject:  
Date: Wed, 14 Dec 2016 07:57:24 +0000
From: Giancarlo Lehner
To:  ( . . . )

Valeria Fedeli ha mentito. Non è laureata, bensì solo diplomata, eppure la demeritocrazia le ha affidato la pubblica istruzione. Pensando in positivo, la ministra, pensando a se stessa, potrebbe farsi perdonare, abolendo definitivamente il valore legale dei titoli di studio, avviando, così, l’unica seria riforma della scuola e dell’Università. I due attuali carrozzoni non sarebbero più illusori votifici e titolifici, bensì luoghi di seria formazione e vera cultura. Resterebbero solo docenti preparati e vocati alla professione più nobile, non i parassiti in cerca di un posticino statale, mentre i discenti non sarebbero più sterilmente parcheggiati, ma educati al valore delle competenze ed all’orgoglio del sapere. Sarebbe la prima pietra per il Rinascimento italiano. I Gentiloni e le Fedeli, però, non possiedono gli strumenti per capire la civiltà del merito. Tuttavia, il veltro verrà e li farà morir con doglia.

Giancarlo Lehner

——– Original Message ——–

Subject: Lehner: all’armi siam grillini!
Date: Thu, 15 Dec 2016 07:55:41 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To:  ( . . . )

L’assalto squadristico a Osvaldo Napoli è un segnale preoccupante per chi continua a coniugare memoria storica e pensiero. Non preoccupa, invece, i preti atei e antisistema,i giornalisti strapagati, gli addetti al controllo della legalità a senso unico,  i costituzionalisti post-stalinisti, le procure lancia in resta anti fritto di pesce, il governo dei sedicenti laureati. Anzi, nella folle corsa ad alimentare l’incendio dell’antipolitica, personaggi come la Fedeli, chiamata da altri ben degni di lei a governare le già dirupate scuola ed università, apportano altre fascine ubriache di benzina. Una ragazza, che competenze e  titoli non li millanta, avendoli conseguiti con sacrificio ed impegno, e che, però, non trova occupazione neppure come guardarobiera, davanti alla Fedeli ministro della P.I. sarà logicamente attratta dal “muoia Sansone e tutti i Filistei”. Finirà per votare luddisti, nichilisti, ordinovisti, grillini e squadristi.

Giancarlo Lehner

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IL POST REFERENDUM E ( ANCORA ) IL DIBATTITO [ PUNTI DI VISTA ]

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[ TRATTO DA IL “ROMA” ]

Il conte Paolo e il principe Filippo

Opinionista: 

Pietro Lignola

Sono proprio convinto che gli italiani, o almeno quel sessanta per cento che ha votato no a Petrusiniéllo Renzi, invidiano oggi i belgi e gli spagnoli per la ventura avuta, in tempi abbastanza recenti, di prosperare per circa un anno e mezzo senza Governo. Il governo Gentiloni, invero, non presenta alcun segno di discontinuità rispetto a quello bocciato dagli italiani. I ministri sono più o meno gli stessi, con Alfano passato dagli interni agli esteri in modo da presentare alle altre nazioni un’Italia ancor peggiore di quella di ieri. La Boschi, poi, che aveva promesso di ritirarsi a vita privata in caso di sconfitta, è sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, il ruolo da deus ex machina che fu di Letta zio. L’unico progresso riguarda il Presidente, poiché Gentiloni, dai magnanimi lombi, è molto più presentabile del sommo Matteo, anche se parecchio più sbiadito. I precedenti storici, però, non sono confortanti. Abbiamo già avuto un Gentiloni nel 1913 e, grazie a lui, nacque l’asse popolari – socialisti che, finché non fu spazzato via dalla marcia su Roma, non esaltò davvero l’Italietta monarchica e savoiarda. Questo Gentiloni qui non ha il problema di unificazione dell’antenato, poiché le due componenti dell’antico patto (che del primo Gentiloni portò il nome) sono oggi già due anime in un solo corpo, giacché convivono nel piddì. Paolo Gentiloni, il nostro nuovo capo del Governo, nasce rivoluzionario nel 1968, al seguito di Capanna. Se vogliamo andare alla ricerca di un precedente storico, perfetta sembra la scelta di Filippo Egalité. Ancor più nobile del Nostro, fu assai più rivoluzionario. Diede un voto decisivo per la condanna a morte del cugino Luigi XVI, ma, alla fine, anche il suo collo finì sotto la ghigliottina. Ci si può consolare pensando che il figlio di Filippo Egalitè divenne l’ultimo re di Francia, ancorché assai sgradito ai legittimisti. Luigi Filippo fu anch’egli deposto, non prima di aver consegnato l’economia della nazione nelle mani dei Rotschild. Oddio, non credo che Renzi sarà ghigliottinato né che il conte Gentiloni sarà costretto a fuggire all’estero. Come tutti sanno, la storia si ripete, ma la tragedia diventa farsa. Il popolo italiano non ha tradizioni feroci come quello francese e, in verità, con le rilevanti eccezioni di Piazzale Loreto e del Triangolo della Morte, i perdenti sono sempre riusciti a morire di vecchiaia. In ogni modo io, se fossi nei panni del conte Gentiloni, cercherei di essere prudente. Quella di imbarcare la Boschi non mi sembra una mossa adatta per farsi benvolere dal popolo sovrano. Speriamo che il nuovo Governo non sia peggiore del precedente: la gente è davvero esasperata da politici che pensano solo ai banchieri e non ai cittadini affamati, che si agitano per favorire gli invasori musulmani e trascurano orribilmente noi poveri aborigeni. Domani o dopodomani potremmo arrivare al punto di rottura: i trascorsi sessantottini potrebbero non salvare il conte, come i trascorsi giacobini non salvarono Filippo d’Orleans. E non è detto che un suo figliolo, ancorché gradito alla massoneria e alla finanza internazionale, debba diventare re d’Italia.

[ TRATTO DA “L’OPINIONE” ]
La grande lezione
del referendum

di Pietro Di Muccio de Quattro

07 dicembre 2016POLITICA

 

Di che pasta fossero fatti Matteo Renzi e Maria Elena Boschi il referendum costituzionale lo ha dimostrato. Anche quei milioni di creduloni, nei piani alti e bassi della nazione, che se ne sono innamorati, dovrebbero averlo capito. Ma non ne sono sicuro.

Il signor Renzi e la signorina Boschi, catapultati inopinatamente al vertice dell’Esecutivo da un militante stagionato del bolscevismo, dell’eurocomunismo, del socialismo, tardivamente e malamente convertito bensì alla democrazia ma di rito italico, avevano proclamato “lippis et tonsoribus” che la riforma costituzionale, e l’incorporata legge elettorale, erano essenziali, tanto che, se non approvate dal Parlamento o respinte dal popolo, si sarebbero dimessi dal Governo e ritirati a vita privata. Insomma, per asseverare i loro propositi, avevano posto agl’Italiani una sorta di “questione di fiducia”. L’avevano posta, il primo con parole roboanti, la seconda con espressioni più caute, ma entrambi in modo drastico e ultimativo. Ebbene, non pare che intendano tenere fede alla parola data; non fino in fondo, almeno.

Dopo la batosta, Renzi ha fatto un discorsetto pieno d’involontaria ironia: “Ho perso, mi dimetto, però avevo ragione, gli elettori sono dei coglioni, non mi hanno capito, eccetera”. Resterà segretario del Partito Democratico? Non si sa. Cercherà un lavoro? Boh. Il signor Renzi, che non ha mai gestito una bottega, diretto un ufficio, coltivato un campo, quel militante stagionato e una maggioranza parlamentare frastornata lo elevarono al Governo della Repubblica, dove si comportò da scout nel campeggio estivo. Lì egli condusse seco la signorina Boschi, senza che risultassero specifiche competenze nella materia d’incarico, che, badate bene, è materia politicamente esplosiva la quale non può essere maneggiata senza conoscenze approfondite e professionali. Essendo stata decisiva quanto devastante la loro sconfitta, un’autentica Waterloo, mi sarei aspettato, dico la verità, le dimissioni immediate, intorno alle ore 0,30 del 5 dicembre, della signorina Boschi. Mi pareva normale che una donna con quella sperimentata presenza scenica comparisse in televisione e dicesse: “Ho perso. La mia riforma è stata rifiutata. Vi avevo legata la mia vita pubblica. Mi dimetto da ministra e da deputata. Torno al lavoro di avvocata fallimentare” (in senso proprio, non traslato, sia chiaro). Invece ci hanno informato che si era nascosta, rintanata direi, nelle stanze di Palazzo Chigi e che era stata vista riempire di lacrime gli occhi già rilucenti e piangere affranta.

Renzi, nel frattempo, è stato più attivo che mai: telefonate, twittate e su e giù dal Quirinale: dimissioni congelate. Del militante stagionato, che Renzi ha più volte additato come il vero padre della riforma, non sappiamo se nutra l’intenzione di lasciare il seggio di senatore a vita. Tuttavia, bisogna precisarlo, non aveva mai promesso di dimettersi. La pietra di paragone di cotanto italico costume è il signor David Cameron, che, avendo indetto un referendum di analoga importanza e perdutolo, si è dimesso da primo ministro e da deputato “con effetto immediato” ed ha definitivamente lasciato la vita politica inglese. Il motivo è nobile quanto la decisione: non intendeva ostacolare il nuovo governo né essere fonte di “grande distrazione e grande diversivo” nel Parlamento e nel partito.

Indro Montanelli notava che diventare britannici è impossibile, ma tentare fa bene comunque. Ecco, i nostri tre neppure ci provano.

[ TRATTO DA IL “SECOLO d’ITALIA” ]

Giurano di servire la nazione, ma chi crede più alle vuote formule di rito?

Giurano di servire la nazione, ma chi crede più alle vuote formule di rito?

martedì 13 dicembre 2016

Tutti abbiamo assistito in diretta televisiva alla formazione delnuovo governo a guida Gentiloni con a sfilata dei ministri seguita dal solenne giuramento: «Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione». Un rito che non fa più effetto.

Non ha vinto il popolo sovrano

Perché suona come una presa in giro di quel popolo che domenica 4 dicembre aveva votato in maniera convinta contro il Referendum costituzionale e quindi contro il governo Renzi (ricordiamo che il No ha raggiunto il 68% tra gli under 30).  Non fa più effetto, il giuramento di rito, a quel popolo che festeggiava la vittoria del NO al grido di “Vince il popolo sovrano”. Non fa più effetto a quel popolo spogliato ormai di tutto, che sente giurare i “suoi” presunti Ministri che eserciteranno le loro funzioni nell’interesse esclusivo della nazione. Ma quale Nazione? Ma quali Ministri? Qualunque uomo politico con un minimo senso delle istituzioni non avrebbe mai accettato di far parte di un governo in totale continuità con il precedente, bocciato sonoramente dal popolo. Ma purtroppo nel massimo della teatralità politica italiana, ora possiamo vantare un “nuovo” esecutivo formato da 18 ministri, 14 dei quali riconfermati. Davanti ai nostri occhi abbiamo un governo di bugiardi giullari al servizio di interessi distanti e opposti al popolo.

Sfiducia nelle istituzioni 

E’ comprensibile, dinanzi a tutto ciò, non avere più fiducia nelle istituzioni. Un grande imprenditore che “teneva testa” e non chinava il capo, come succede oggigiorno, disse: “Non chiedere nulla, ma unicamente che la libertà che lo Stato e i partiti vi riconoscono a parole, quella di scegliervi i vostri rappresentanti, non sia una mistificazione.” Queste le parole di Adriano Olivetti, un italiano che vede mettere la sua straordinaria storia di coraggio nel dimenticatoio, perché magari si preferisce mitizzare Steve Jobs, che ricorre nelle citazioni del segretario del Pd Matteo Renzi.

[ TRATTO DA IL “ROMA” – altri due articoli – link clicca e leggi ]

 

Dietro le quinte del nuovo Esecutivo
 

 

Giuseppe Scalera

 
 
 
 
 
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“…QUANDO NEL MONDO LA CANAGLIA IMPERA…”
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[ TRATTO DA IL “ROMA” ]
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Accusato di abuso d’ufficio, assolto il giudice Lignola

Per l’ex presidente della Corte d’Assise di Napoli, a processo anche per rivelazione 

di segreto d’ufficio, assoluzione “perche’ il fatto non si costituisce reato”

L’ex presidente di Corte di Assise a Napoli, Pietro Lignola, è stato assolto dalle accuse di abuso di ufficio e rivelazione del segreto di ufficio. La seconda sezione del Tribunale di Roma ha accolto le richieste del legale di Lignola, l’avvocato Saverio Senese. L’alto magistrato è stato assolto ”perche’ il fatto non si costituisce reato”. L’inchiesta nacque da un esposto presentato dalla Dda di Napoli negli anni passati quando il magistrato presiedeva una sezione della Corte di Assise di Appello. La prima contestazione si riferiva alla nomina in un processo di un perito che, dieci anni prima, aveva svolto attivita’ di consulenza per la difesa (e comunque, ha evidenziato il legale, per imputati diversi da quelli che venivano processati dalla Corte presieduta da Lignola). Per quanto riguarda invece la violazione del segreto, il reato era stato ipotizzato in seguito all’iniziativa di Lignola, in un processo contro presunti esponenti della criminalita’ organizzata, di chiedere le registrazioni – da acquisire poi agli atti del dibattimento – dei colloqui tra due collaboratori di giustizia avvenuti nel carcere di Benevento. Tale acquisizione – ha spiegato l’avvocato Senese – era indispensabile per l’accertamento dei fatti: i legali della difesa infatti avevano chiesto e ottenuto la rinnovazione del dibattimento proprio per accertare i contatti tra i due pentiti, sulle cui dichiarazioni si reggeva l’accusa. La Dda aveva invece ritenuto che l’acquisizione dei colloqui nel processo costituisse una violazione del segreto.  ”Questa vicenda – ha commentato l’avvocato Senese – ripropone la questione del potere eccessivo che il codice assegna alle procure, un potere che non trova alcun bilanciamento. Non vi è una responsabilita’ dei singoli, ma e’ il sistema che e’ sbagliato e che occorre correggere”.

  13/12

[ da messaggio “postato” su facebook ]

Sono veramente commosso per gli innumerevoli messaggi di solidarietà e di stima che mi sono pervenuti dagli amici. Non so davvero come ringraziare tutti. Il mondo in cui viviamo è orribile, ma ci sono ancora tantissime persone come voi che ci consentono di continuare a vivere sereni e sperare in un avvenire migliore. Grazie, grazie a tutti e di tutto cuore. Il Signore vi benedica tutti.

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DICHIARAZIONE SPONTANEA (…) RESA ALL’UDIENZA DI OGGI.PIETRO LIGNOLA
Chi ha voluto questo strano processo intendeva evidentemente schizzarmi addosso fango e sterco. Non si spiegherebbe, altrimenti, l’inserimento delle dichiarazioni di un ingenuo pentito che ha dato credito al suo avvocato millantatore. Non si spiegherebbe la contestazione di una circostanza che lega la mia persona a una grande organizzazione criminale. Non mi hanno accusato di corruzione perché dalle indagini patrimoniali che la Procura ha fatto non è emersa alcuna conferma all’ipotesi formulata dal pentito. Ma credete veramente che se fossi stato al soldo del crimine sarei ancora vivo, dopo aver irrogato decine e decine di ergastoli a capi e affiliati del clan? L’esperienza insegna che “sgarri” simili si pagano con un’esemplare esecuzione.Potete davvero credere che io avrei nominato l’architetto Margiotta, nel quale da anni nutrivo fiducia per le sue capacità professionali, per favorire il clan? In che modo, poi? Se avete letto la mia sentenza, constaterete che le emergenze balistiche sono state soltanto le ciliegine sulla torta di un materiale processuale che mai e poi mai avrebbe giustificato un’affermazione di responsabilità. Io l’ho riletta, quella sentenza, e ne ho ricavato una sensazione di orgoglio per averla scritta.Avrei violato il segreto d’indagine, sempre per favorire il clan? Non è forse un preciso dovere per il giudice acquisire le prove che gli vengono richieste e che potrebbero essere rilevanti ai fini del decidere? Si può immaginare che un colloquio, presentato come un adempimento del 41 bis, sia coperto da segreto di indagine, quando ad oltre due anni dalla registrazione è ancora presso i carabinieri? Lo si può immaginare quando l’ufficiale non precisa che gli atti sono in Procura? E quando, poi, lo si scopre all’arrivo delle carte e si chiede alla Procura la trasmissione della trascrizione integrale, si viene a sapere che non si è ancora provveduto alla sbobinatura? Forse il segreto vale anche per i Pm che dovrebbero indagare?Sì, signori del Tribunale, mi sono interessato, d’accordo con la Corte che era presente quando il cancelliere ha riferito che l’ufficiale voleva parlare con me, per dare rapida esecuzione all’ordinanza della Corte stessa ed era effettivamente ora di pranzo, come ha tenuto a rilevare il Pm nella sua requisitoria. Il punto è che io, per tradizione familiare e convinzioni personali, non ho mai considerato l’attività giurisdizionale un mestiere, legato a precisi orari di lavoro. Ho continuato a ritenerla una missione per tutti i cinquanta anni e otto mesi del mio lavoro giudiziario. Ho sempre ritenuto che fosse esigenza primaria della giustizia soddisfare senza ritardo le domande dei cittadini. Quando sono andato in pensione, sul ruolo della mia sezione erano rimasti solo quattro processi, assegnati dalla Presidenza negli ultimi due mesi.Perdonatemi la lunghezza di queste mie esternazioni. Ho avuto sufficiente forza d’animo per sopravvivere a questo processo. Ho conosciuto alcuni dei colleghi che, ingiustamente accusati, sono morti. Alcuni si sono suicidati, come un magistrato palermitano e uno sardo, altri sono stati uccisi dalla malinconia e dal cancro, come almeno due napoletani. Pace alla loro anima.
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L’EDICOLA
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——– Original Message ——–

Subject: 15 Dicembre – Leggi le principali notizie del giorno
Date: Thu, 15 Dec 2016 5:35:53 +0100
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Giovedì, 15 Dicembre 2016
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Il nuovo governo Gentiloni manda in brodo di giuggiole, Mario Monti. Il senatore a vita, fondatore di Scelta Civica, ha annunciato la fiducia al governo. «Io voterò la fiducia al suo governo, per la fiducia che ho in lei e in diversi suoi ministri. .                                                                                                                                                                                                                                         Leggi tutto >
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L’IDEA DI DESTRA DEL GIORNO

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Subject: 14 Dicembre – Leggi le principali notizie del giorno
Date: Wed, 14 Dec 2016 5:53:44 +0100
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Mercoledì, 14 Dicembre 2016
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«Saremo in piazza ogni giorno fino ad una grande manifestazione il 22 gennaio, per dire che questa è ancora una nazione sovrana: vogliamo votare ora». Lo ha detto Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia), nella sua replica in Aula al premier Paolo Gentiloni.                                                                                                                                                                                                                                         Leggi tutto >
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IL POST REFERENDUM E ANCORA IL DIBATTITO PUNTI DI VISTA E IL VECCHIO DEI NUOVI FUSTI [ AZ.” – 15 DIC. ‘ 16]
 
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AMEDEO LABOCCETTA UN PERSONAGGIO SCOMODO E L’ANOMALIA DELL’ESPOSIZIONE MEDIATICA E DEL PROCESSO GIA’ FATTO SUI CANALI DI INFORMAZIONE [ “AZ.” – 15 DIC. ’16 ]
 
Otello Profazio – carcere e villeggiatura – YouTube –https://www.youtube.com/watch?v=S_nmHY4eeIA

Arrestato Laboccetta, ex deputato indagati cognato e suocero di Fini …

ilmattino.it/napoli/…/arrestato_l_ex_parlamentare_laboccetta-2138489.ht…

18 ore fa – Arrestato l’ex parlamentare. Laboccetta, indagato cognato suocero di Fini. 675. Il principale imprenditore internazionale delle slot machine e re …

 
( . . . ) Il principale imprenditore internazionale delle slot machine e re dei casinò ai Caraibi, un ex parlamentare già noto alle cronache ( * ) e professionisti a vario titolo operanti nel settore sono stati arrestati nell’ambito di un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Gli arrestati sono l’imprenditore Franco Corallo e l’ex parlamentare del Pdl Amedeo Laboccetta. Sono soltanto indagati, invece, Sergio e Giancarlo Tulliani, suocero e cognato dell’ex presidente della Camera Gianfranco Fini. ( . . . )
 
 ( * ) “AZIMUT” – TIPICO ESEMPIO DI DISINFORMAZIONE DELL’INEFFABILE QUOTIDIANO “IL MATTINO” PER L’USO DEL “GIA’ NOTO ALLE CRONACHE” …..

Riciclaggio video-lottery,arrestato Amedeo Laboccetta – Repubblica.it

napoli.repubblica.it/…/riciclaggio_video-lottery_arrestato_amedeo_laboccet

18 ore fa – Riciclaggio video-lottery,arrestato Amedeo Laboccetta Amedeo Labocetta C’è anche l’ex parlamentare del Pdl, Amedeo Laboccetta tra gli …

( . . . ) C’è anche l’ex parlamentare del Pdl, Amedeo Laboccetta tra gli arrestati dalla Procura di Roma ( . . . ) Amedeo Laboccetta è stato parlamentare e coordinatore cittadino del Pdl a Napoli. Nel novembre del 2011 era stato lui quest’ultimo a opporsi al sequestro di un computer ( * )  di Francesco Corallo, sostenendo che si trattava di un pc con materiali inerenti la sua attività di parlamentare. ( . . . )
( * )
“AZIMUT” – TIPICO ESEMPIO DI DISINFORMAZIONE DELLA SOLITA REPUBBLIKAS  : ( * ) DUE LINK – clicca e leggi :

«Non scappai col pc di Corallo. Finalmente ho ottenuto giustizia» – Il …

www.iltempo.it/…/non-scappai-col-pc-dicorallo-finalmente-ho-ottenuto-…

02 lug 2016 – Parla Amedeo Laboccetta, assolto dall’accusa di favoreggiamento. … Gialle portandosi via un computer per nascondere chissà che cosa.

Laboccetta assolto dall’accusa di favoreggiamento a Corallo – Il Mattino

www.ilmattino.it/napoli/cronaca/corallo_laboccetta-1830860.html

01 lug 2016 – A dirlo è Amedeo Laboccetta, vice coordinatore campano di Forza Italia … per l’ aggressione finale a Silvio Berlusconi – aggiunge Laboccetta .

 
AMEDEO LABOCCETTA DI NUOVO IN GATTABUIA PERSONAGGIO SCOMODO NE USCIRA’ INDENNE –  https://azimutassociazione.wordpress.com – SERVIZIO MONOTEMATICO tra breve in rete – anteprima di web – [ “AZ.” – 13 DIC. ’16 ]


Azimut – il presidente Arturo Stenio Vuono – Mi ero ripromesso di telefonare all’amico Amedeo, rinviando di qualche giorno, per congratularmi a riguardo di quanto da lui, mesi orsono, documentato sul golpe, in Italia, del 2011: a motivo che, nel corso degli ultimi giorni della campagna referendaria, il presidente Berlusconi – intervistato anche in merito alla nota vicenda della sua defenestrazione – aveva ripetutamente citato quanto scritto nel suo libro, di recente pubblicato, quale atto probatorio; purtroppo non ho fatto in tempo, questa mattina prelevato al domicilio di Napoli è stato avviato in trasferta a Regina Coeli, in quel di Roma. Laboccetta, personaggio scomodo, non è nuovo a simili “incidenti di percorso”, per inchieste – indagini – e ristretto negli hotel di regime, dalle quali è sempre uscito totalmente onorato e pulito. Anche questa volta sarà così. Non commento la notizia di agenzia, per il suo arresto, tanto fumosa, generica, e per certi versi in quanto incomprensibile.Ne seguiremo gli sviluppi, informeremo e appena in grado, di certo, ci pronunceremo.

 
 
L’INFORMAZIONE ( E NON SOLO ) : IL << CASO LABOCCETTA SLOT ( ? ) >> 
[ “AZ.” : 14.12.’16 ]  – https://azimutassociazione.wordpress.com – SERVIZIO MONOTEMATICO tra breve in rete – anteprima di web –
Amedeo Laboccetta arrestato per riciclaggio sulle video-lottery – In manette anche il re delle slot, Francesco Corallo. Indagati anche Sergio e Giancarlo Tulliani, suocero e cognato dell’ex presidente della Camera, Gianfranco Fini –
[ “AZIMUT” – DAI TITOLI DELLA STAMPA  APPARE CHIARO CHE SI “PRIVILEGI” NON L’INCHIESTA IN QUANTO TALE; PURTROPPO EVIDENTE E’ LA STRUMENTALIZZAZIONE CHE RIGUARDA, IN PRIMIS, AMEDEO LABOCCETTA E LA SUA APPARTENENZA-NE COMPRENDERETE I MOTIVI SE VORRETE, CON PAZIENZA, LEGGERCI  ] – [ SI COMPRENDE POCO IN COSA C’ENTRI LABOCCETTA…. ]
 
[ IL COMMENTO – SI COMPRENDE POCO IN COSA C’ENTRI LABOCCETTA…. ]
Non è tanto un problema di giustizia ma dell’anomalia dell’esposizione mediatica che utilizza, come al solito, “il tutto e il nulla”; senza che si possa bene apprendere quale accusa specifica per l’amico Laboccetta. La magistratura farà quanto di competenza e, alfine, verrà un verdetto; sino a quella data c’è la garanzia della presunzione di innocenza. Noi, non solo in questa occasione, nutrendo sempre fiducia nell’esito di giudici terzi, siamo tra i garantisti e poco inclini ad accettare l’uso della carcerazione preventiva, l’asfissia di stampa sulle ragioni della difesa che, come al solito, non assicurano lo stesso spazio tra le ragioni dell’accusa e della difesa; cosicchè purtroppo vale sempre il processo già fatto sui quotidiani e degli altri canali di informazione. Del risultato, in specie se con assoluzione, come si converrà, non è mai uguale l’eco e resta, in pratica, la pregressa amplificazione dell’inchiesta.
“Azimut” – il presidente 
Arturo Stenio Vuono
“Azimut” – il presidente Arturo Stenio Vuono – LABOCCETTA PERSONAGGIO SCOMODO : (OGGI) La caduta di Berlusconi: in un libro la verità – Panorama L’ex deputato Pdl Amedeo Laboccetta racconta il (…) complotto contro il governo Berlusconi tra Gianfranco Fini e Giorgio Napolitano PANORAMA.IT- 
 
(IERI)
[ TRATTO DAL WEB – stralci  ]  pubblicato : 8 anni fa Camera, approvata sfiducia alla Iervolino ROMA (4 febbraio) – Nonostante il parere contrario espresso in aula dal governo con il sottosegretario all’Interno Michelino Davico, la maggioranza ha approvato la mozione del Pdl sullo scioglimento del consiglio comunale di Napoli. La mozione, presentata dal deputato del centrodestra Laboccetta, chiedeva al governo di rimuovere il sindaco di Napoli per motivi di «ordine pubblico» e di inviare a Napoli una commissione ministeriale di indagine. (…)
 
 – Amedeo LABOCCETTA: nato a Napoli nel 1948, funzionario Assitalia, segretario nazionale Fisai (Federazione Italiana Sindacati Assicuratori Indipendenti), presidente di Poste Assicura ed amministratore delegato dell’AtlantisWorld-Gioco LegaleLTD ( . . . ) – Laboccetta è stato consigliere al Comune di Napoli dal 1983 al 1993 e segretario provinciale di Napoli dal 1989 al 1992 con Alleanza (…) maggio 2008 è iscritto al gruppo parlamentare del PdL. Per l’attuale governo è altresì componente della V Commissione parlamentare (Bilancio, Tesoro e Programmazione) e della VI Commissione (Finanze). ( . . . )
nel novembre del 1992 Laboccetta fu raggiunto da un avviso di garanzia, per divulgazione di conversazioni private, poichè aveva fatto ascoltare la registrazione di un colloquio telefonico intercorso fra il questore di Napoli, Vito Mattera ed il caporedattore de “Il Mattino”, Giuseppe Calise. La telefonata, in maniera indiretta, si prefiggeva di dimostrare l’esistenza di legami fra Salvatore Minichini (arrestato per camorra) e l’allora sindaco socialista di Napoli, … ( n.d.r. – … poi assolto, infatti, da questa accusa ) – ( … ) Le sue battaglie moralizzatrici, grazie alle quali Laboccetta fu bersaglio di numerose querele, terminarono ( . . . )  quando intervenne sulla scena napoletana un certo Bruno Brancaccio. Brancaccio era un imprenditore, presidente di un consorzio che si era aggiudicato l’appalto per la linea tranviaria rapida. ( . . . ) dichiarò di aver elargito mazzette sotto forma di contributi ai partiti. Laboccetta (…)  finendo in manette ad aprile del 1993. Dopo undici anni, ( … ) Laboccetta fu assolto da tutte le contestazioni. (… ) [ “Azimut” – potremmo ancora continuare ma basta e avanza ]
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L’ex deputato Pdl Amedeo Laboccetta racconta il ( . . . )  complotto contro il governo Berlusconi tra Gianfranco Fini e Giorgio Napolitano
PANORAMA.IT
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AMEDEO LABOCCETTA UN PERSONAGGIO SCOMODO E L’ANOMALIA DELL’ESPOSIZIONE MEDIATICA E DEL PROCESSO GIA’ FATTO SUI CANALI DI INFORMAZIONE [ “AZ.” – 15 DIC. ’16 ]
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L POST REFERENDUM E ANCORA IL DIBATTITO PUNTI DI VISTA E IL VECCHIO DEI NUOVI FUSTI [ AZ.” – 15 DIC. ‘ 16]
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“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
 
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