ARRIVA NATALE ADESSO SI AVVICINA L’ORA PIU’ DESIDERATA ALTRE NEWS


ARRIVA NATALE ADESSO SI AVVICINA L’ORA PIU’ DESIDERATA ALTRE NEWS

ARRIVA NATALE ADESSO SI AVVICINA L’ORA PIU’ DESIDERATA ALTRE NEWS [“AZ.”-17.12,’16 ]

[ MO’ CA S’ACCUSTA LA BRAMATA URA…( DAL VERNACOLO CALABRESE : ADESSO CHE SI AVVICINA L’ORA PIUU’ DESIDERATA ]
Immagine del profilo di Piero Fanara, L'immagine può contenere: sMS Risultati immagini per natale 2016 l'immagine del profilo di Lorenzo Fabio Romano
 
Risultati immagini per presepe 2016
MO’ CA S’ACCUSTA LA BRAMATA URA…

Zampognari a Napoli – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=yGCBUKlKpHM
03 gen 2016 – Caricato da Peppe Sena

Zampognari a Napoli … zampognari a Castellammare di Stabia. … Immacolata 2014 a Torre del …

 

zampogne lucane – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=ULl4aU36bMU
03 giu 2011 – Caricato da gliamarimai

zampogne lucane … Rating is available when the video has been rented. … Antonio Forastiero musicista ..

 

ZAMPOGNARI A GRIMALDI COSENZA 14 dicembre 2007 – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=Vrs-mDEpRQA
14 dic 2007 – Caricato da Vincenzocarbon

ZAMPOGNARI A GRIMALDI COSENZA 14 dicembre 2007 pro loco di grimaldi.

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CAMPANIA – BASILICATA E CALABRIA ( TRA LE TERRE A FORTE TRADIZIONE )
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CAMPANIA
 
A Napoli e in tutta la Campania non mancano certo i presepi, 
le zampogne e i mercatini natalizi, 
tradizioni arrivate da nord che però arricchiscono e rendono ancora più magiche 
le feste di Natale campane.
Le preparazioni natalizie locali sono  molto legate alla rinomata tradizione pasticciera:
roccoco’, susamielli, divino amore, zeppole e struffoli;
 tutto questo ci riconduce al periodo dell’avvento, a lunghe serate in casa, al gioco della tombola. 
Il profumo delle zeppole fritte, durante la fase della preparazione, impregna tutto 
le finestre chiuse e il vapore acqueo che si forma sui vetri.
 Nelle famiglie le nonne hanno sempre sostenuto che 
quando si preparano gli struffoli non bisogna né farsi vedere, né far sentire l’odore
 alla gente invidiosa: finirebbero con lo scoppiare!
 
 
 
BASILICATA
 
 
il Natale dei lucani oggi come un tempo è fatto di tradizioni, profumi,
 colori, festa, regali e tanta buona cucina.
   Festa religiosa che, per eccellenza, riesce a mantenere  vivi riti e usanze 
che si trasmettono di padre in figlio.
 Anno dopo anno i gesti sono sempre gli stessi: la messa, gli auguri,
 aria dickensiana nelle strade…
 La tradizione trova il suo punto di forza nella cucina.
 In questa giornata si riscopre il piacere di una tavola imbandita e di riassaporare i gusti di una volta,
 quelli appartenenti alla propria tradizione culinaria.
 Non mancano però commemorazioni più emozionanti come per esempio a Matera, 
dove  la natura stessa offre il suo contributo al Natale: la scenografia non delude neppure i più esigenti ,
 i Sassi vengono illuminati nella loro parte più suggestiva: 
la rupe dell’Idris e le case sottostanti
 da una gigantesca cometa luminosa, per ricreare lo splendore di un presepe naturale, scavato nel tufo
 
 
CALABRIA
 
 
 
L’odore aspro dell’olio fritto, misto a quello della cannella, che si spande per le strade 
e i vicoli dei centri storici della Calabria, avverte che il Natale è alle porte. 
Fare i cullurielli è uno dei tanti modi tradizionali di festeggiare la venuta del Messia; 
secondo l’usanza, solo alle famiglie povere e a quelle a “lutto” non è consentito tale lusso.
Questo rito si svolge solitamente anche il giorno di Santa Lucia, 
giorno importante e di festa nella tradizione calabrese, 
preceduto da una Vigilia “di magro”, molto simile a quella di Natale.
A Corigliano sono da segnalare nel menu le trìdici cosi: 
tredici varietà di frutta, fra le quali non dovevano mancare lupini, corbezzoli e mirtilli. 
Per l’occasione si spillava il vino nuovo.
 
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LA BAMBINA E BABBO NATALE ( per leggere tutto – vedi : oltre )
 
MA LUI E’ IN ALTRE FACCENDE, AFFACCENDATO…..
 
Paolo Gentiloni © AP IL VENTRILOQUO PRIMIERO
 
[ tratto dal web ] – ( . . . ) – Toni felpati, messaggi chiari. Paolo Gentiloni debutta a Bruxelles da presidente del consiglio. Dove “tutti i colleghi mi hanno chiesto di salutare Matteo Renzi” e “mi hanno accolto calorosamente, incuriositi e favorevolmente colpiti dalla rapidità con cui la crisi si è risolta”. Ma poi Gentiloni è andato all’attacco, denunciando i “grandissimi ritardi” con cui l’Europa reagisce davanti alla crisi migratoria. Ritardi che diventano ancora più perché “i problemi sono più veloci delle soluzioni” osserva al termine di un vertice. Non ha il tono di chi lancia proclami. Arrivando, con sei ore di ritardo sui tempi previsti, nella sala della sua prima conferenza stampa da premier, si scusa con ironia: “La riunione è durata appena 12 ore…”.- ( . . . ) – [ SU IMMIGRAZIONE, ETC., VEDI OLTRE ]
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[ DA “TISCALI” – Antonio Menna dic. 15 – 2016 ]
 
'Caro Babbo Natale porta un lavoro per il mio papà'. La lettera di una bambina che commuove e, forse, risolve
 
Viene da chiedersi che adulti saranno, questi bambini costretti a vedere genitori infelici, piegati dalla vita, afflitti dalla mancanza di lavoro
 
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Viene da chiedersi che mondo stiamo costruendo, squadernando sotto gli occhi dei nostri bambini tutta questa sofferenza, tutta questa rabbia, tutta questa disperazione. Si dice che i bambini crescono sempre e comunque, in tutte le condizioni. E’ la forza della natura. Come una pianta, un bimbo tiene duro, resiste, si fa lento come un’attesa, e cresce, cresce inesorabilmente. Ma come? Viene da chiedersi che adulti saranno, questi bambini costretti a vedere genitori infelici, piegati dalla vita, afflitti dalla mancanza di lavoro, di denaro, di quel minimo sentimento di pace che serve a dare sicurezza e protezione, dilaniati dall’ansia, divorati dalle crisi, personali e sociali. – La letterina – Viene da chiederselo leggendo la lettera strappalacrime che una bambina di sei anni ha scritto a Babbo Natale e che è stata ritrovata all’interno di un Centro commerciale della provincia di Caserta, l’Apollo. Una lettera lasciata lì, forse caduta, forse volutamente affidata al destino, come se il vecchio barbuto con slitta e renne frequentasse proprio i centri commerciali, magari per comprare giochi ed esaudire richieste. A scriverla una piccola di nome Carmen, che fa a Babbo Natale, una richiesta precisa: “un lavoro per il mio papà”. – Per farlo felice – «Caro Babbo Natale – scrive la bimba – mi chiamo Carmen, ho 6 anni. Volevo dirti che questo anno mi sono comportata da brava bambina, ho ascoltato sempre la mamma e a scuola ho avuto tutti 10». La premessa forse serve a guadagnarsi il diritto alla richiesta successiva, che non è per sé, o forse sì, visto che deve premerle davvero forte sul cuore questo bisogno. “Per Natale – scrive Carmen – vorrei che mio padre trovasse un lavoro, così sarebbe felice”. – Nessuna colpa Quel “così sarebbe felice” sembra dire tutto. Lo strazio di una bimba che vorrebbe vedere il padre ridere, darle gioia, sicurezza, serenità e invece, forse, lo vede affranto, stremato, infelice. Che colpa ne ha, quel padre, se la mancanza di un lavoro lo fa sentire svuotato, teso, infelice appunto? Ma quella bambina, ne ha ancora di meno, di colpe, perchè subisce due volte una pena non sua: quella di vedere il papà triste, e quella di crescere nell’idea che la vita sia quella cosa lì, un luogo di sottrazione e lacrime, e non di gioia. – Non si arrende Ma Carmen non sembra un tipo che si arrende. E’ tosta, la bambina, perché subito dopo aver chiesto il lavoro per il papà, non rinuncia anche a rivendicare un gioco per lei. “Il regalo che vorrei – precisa lapidaria – è Giulia ballerina”. Insomma, accontentiamo i grandi ma non dimentichiamoci dei piccoli. Viene da sorridere, di fronte a queste poche righe: un sorriso amaro di rabbia e tenerezza, la rabbia dell’impotenza, la tenerezza del cuore antico e sfrontato di ogni bambino, che alla fine ci crede, e ci crede così profondamente che le cose, poi, si avverano. – La sorpresa Lo staff del centro commerciale Apollo ha deciso di pubblicare la lettera di Carmen sul suo profilo social lanciando un appello: “Giovedì scorso, durante la sua visita da noi, Babbo Natale ha ricevuto questa letterina. Oggi ci ha chiesto di cercare questa dolcissima bambina di nome Carmen perchè ha preparato una sorpresa per lei. Se leggi questo messaggio e conosci Carmen, contattaci”. Quale sarà, a questo punto, la sorpresa per la piccola? Un lavoro per il suo papà? Giulia Ballerina? O tutt’e due? Staremo a vedere. Intanto, mai come in questo caso, l’intraprendenza e il coraggio hanno smosso le montagne e magari hanno anche risolto la questione. – Un dramma senza risposte Resta, però, la domanda iniziale: che mondo stiamo costruendo negli occhi dei nostri bambini? Ormai lo hanno capito tutti che la crisi sociale è la grande questione di questo tempo in Occidente. La mancanza di lavoro o l’estrema precarietà delle mille occupazioni sottopagate o la perdita di potere d’acquisto dei salari stanno iniettando dolore, sfiducia e rabbia nel cemento della nostra società, stanno avvelenando vite e sentimenti, famiglie e futuro. Lo hanno capito tutti ma nessuno sa come si fa. Questo è il dramma nel dramma: inquadrato il problema, denunciato il dolore, qualcuno sa come si fa a creare lavoro e benessere per tutti in Paesi che lo hanno conosciuto e lo stanno perdendo? La sensazione è che no, in verità – a parte la protesta o il lamento – nessuno davvero sa da dove cominciare, in questa crisi che ci schiaccia tra la crescita dei paesi in via di sviluppo e la rivoluzione tecnologica, e ci lascia attoniti, senza nemmeno la forza incosciente di un bambino di sei anni che può chiedere a Babbo Natale, e magari ottiene pure. Brava Carmen, in punizione tutti noi.
 
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BUON NATALE PER ALEPPO E LA SIRIA
[ VINCENZO MANNELLO – DA CATANIA  E UN VIDEO ]
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——– Original Message ——–

Subject: Aleppo
Date: Thu, 15 Dec 2016 19:12:44 +0100
From: <info@vincenzomannello.it>
To:

la bandiera della Siria di Assad sventola ad Aleppo est..

permettetemi di sottolineare come nel 2012,caduta in gran parte sotto il controllo dei tagliagole #terroristifiloccidentali,eravamo pochi a metterci nome e faccia nel ritenere che questa meravigliosa ed importantissima città sarebbe tornata al legittimo proprietario : il popolo siriano😊 https://m.youtube.com/watch?v=zKHYq1KVNAo

Grazie per l’attenzione

Vincenzo Mannello

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BUON NATALE ALL’AMICO AMEDEO LABOCCETTA
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AMEDEO LABOCCETTA UN PERSONAGGIO SCOMODO E L’ANOMALIA DELL’ESPOSIZIONE MEDIATICA E DEL PROCESSO GIA’ FATTO SUI CANALI DI INFORMAZIONE [ “AZ.” – 15 DIC. ’16 ]
 
E NULL’ALTRO DA AGGIUNGERE PER QUANTO ABBIAMO GIA’ SCRITTO…..
 
Otello Profazio – carcere e villeggiatura – YouTube –https://www.youtube.com/watch?v=S_nmHY4eeIA
 
A RIGUARDO DELL’INCHIESTA PUBBLICHIAMO ALTRO ARTICOLO ( TRATTO DAL “SECOLO d’ITALIA” ) CHE CONFERMA IN PIENO TUTTE LE NOSTRE PERPLESSITA’ CIRCA IL TRATTAMENTO USATO NEI CONFRONTI DI AMEDEO LABOCCETTA; ALLO STATO, ESSENDO LO STESSO IN CARCERAZIONE PREVENTIVA, NON E’ DATO SAPERE ( PER LE GENERICHE VERSIONI FORNITE DALLA STAMPA ) DI QUALE SPECIFICO REATO SI SIA MACCHIATO. CONSTATIAMO, DUNQUE, SALVO A POTERSI APPRENDERE VERSIONI PIU’ DETTAGLIATE E PRECISE , CHE PER LO STESSO – E IL SOLO – VIGE “IL NON POTEVA NON SAPERE” E CHE PER ALTRI, PURE IN PRESENZA DI PROVE DELLA LORO COLPEVOLEZZA, NON SI SIA PROCEDUTO CON ARRESTI.[ “Azimut”-Napoli]
 
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TRATTO DAL “SECOLO d’ITALIA” [ << caso Laboccetta >> e altro ]
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Il re delle slot, Montecarlo, i conti dei Tulliani: l’inchiesta che inquieta la destra

Il re delle slot, Montecarlo, i conti dei Tulliani: l’inchiesta che inquieta la destra

giovedì 15 dicembre 2016 

L’arresto del ‘re delle slot’, Francesco Corallo, e dell’ex parlamentare Pdl Amedeo Laboccetta ha riportato sotto i riflettori la vicenda della casa di Montecarlo, che ha compromesso definitivamente la carriera politica di Gianfranco Fini. Francesco Corallo era a capo di un’organizzazione che puntava al peculato, all’evadere il fisco del ricchissimo business delle ‘macchinette da bar’ col conseguente riciclaggio di cifre a sei zeri. Il tutto grazie ad una galassia di società, rigorosamente offshore, sparse in mezzo mondo.

L’inchiesta coinvolge Sergio e Giancarlo Tulliani

L’inchiesta della Procura di Roma, coordinata dal procuratore aggiunto Michele Prestipino e dal sostituto Barbara Sargenti, porta alla luce un sodalizio che da anni gestiva una gran massa di denaro in qualità di gestore primario delle video slot. Una maxinchiesta, partita nel 2004, che coinvolge anche Sergio e Giancarlo Tulliani, suocero e cognato dell’ex presidente della Camera, Gianfranco Fini. I due sono indagati per il reato di riciclaggio in una indagine che sembra accendere un faro ‘definitivo’ sulla vicenda della compravendita dell’appartamento a Montecarlo. Laboccetta è uno degli uomini di fiducia di Corallo, e legato alla Atlantis world group e poi alla Bplus Giocolegale Ltd, società aggiudicataria della gestione telematica dei giochi. In base a quanto accertato dagli inquirenti la cifra sottratta dal 2004 al 2014 al fisco italiano e riciclata all’estero sfiora di 200 milioni di euro.

L’appartamento di Montecarlo 

Un filone importante dell’indagine si sofferma sull’attività dei Tulliani. In particolare Giancarlo, secondo quanto ricostruito, avrebbe messo a disposizione di uno degli arrestati, Rudolf Baetsen, legato all’imprenditore Corallo, due società offshore per poter far transitare i soldi destinati alle Antille. Dal canto suo Baetsen si sarebbe mosso per finanziare l’acquisto dell’appartamento di Montecarlo che era stato di proprietà di An attraverso tre società offshore riconducibili allo stesso Tulliani. Secondo le accuse della procura, a pagare il prezzo dell’appartamento fu una società off shore di Corallo: Giancarlo Tulliani, cognato di Fini, l’avrebbe quindi ricevuta senza pagare niente. La stessa off shore di Corallo avrebbe poi rivenduto la casa per 1 milione e 360 mila euro, finiti alle società off shore di Tulliani: questi soldi, spiega l’Espresso, sarebbero poi stati depositati su altri conti esteri intestati anche a Sergio Tulliani, padre di Giancarlo. Secondo le indagini, quella della casa di Montecarlo non fu l’unica operazione con cui Tulliani, attraverso le sue off shore, avrebbe ricevuto soldi da Corallo. Su questo fronte una svolta importante è arrivata nel corso di una perquisizione svolta novembre del 2014 presso una abitazione di Corallo, in piazza di Spagna a Roma. In quella circostanza gli inquirenti misero le mani su un pc dove erano presenti file che rendicontavano movimenti finanziari delle società riconducibili al “Re delle slot”. Tra le varie voci anche una che portava a Sergio e Giancarlo Tulliani.

Il bonifico legato al decreto del 2009

Corallo avrebbe accreditato ai Tulliani, su un conto corrente estero, circa 2 milioni e 400mila euro per una consulenza che gli inquirenti giudicano fasulla. Nel pc in possesso a Corallo quel passaggio di denaro e “giustificato” con la dicitura: “liquidazione attività estere – Decreto 78/2009, 2,4 milioni di euro”. Il decreto in questione è quello approvato nel 2009 e che garantiva ai concessionari dei video slot la possibilità di accedere, tramite specifiche garanzie, ai fondi per l’acquisto e per il collegamento delle slot. Cioé il pagamento al suocero sarebbe legato al decreto del Governo Berlusconi che favorì le concessionarie delle slot machine permettendo loro il mantenimento della concessione e l’apertura del mercato delle slot più redditizie, le vlt. 

L’intervista del Fatto a Gianfranco Fini 

Su tale decreto in un’intervista su Il Fatto sono stati chiesti lumi a Gianfranco Fini, il quale ha affermato di non saperne nulla e di non essersi accorto del passaggio di ingente denaro sui conti dei suoi parenti. Ha anche sostenuto che il presidente della Camera non ha potere sui decreti del governo e ha testualmente affermato: “Sono stato un coglione, ma mai un corrotto”. Da notare che i dissensi interni al Pdl scoppiarono un anno dopo, nel 2010, quando nel corso di una drammatica direzione Fini pronunciò la famosa frase contro Berlusconi: “Che fai mi cacci”?”. Solo dopo questo episodio sui giornali riconducibili al Pdl si scatena la campagna sulla casa di Montecarlo. Fini respinse ogni accusa. Fu “avvisato” dalla Procura di Roma per appropriazione indebita e prosciolto. Oggi si scopre che la vicenda è un tassello di una manovra molto più grande e complessa di cui nessuno, fino ad oggi, sospettava l’entità.

Le reazioni a destra

Naturalmente la vicenda viene seguita con maggiore attenzione dai giornali e dai siti della destra politica. Il Giornalerivendica la primogenitura dello scoop e invoca le scuse di chi all’epoca parlò di “macchina del fango” (tra l’altro asserisce che il Secolo avrebbe oscurato la notizia, pubblicata sul sito online invece il 13 dicembre alle 13,30). Gli ex esponenti di An invocano chiarezza. Maurizio Gasparri si rivolge alla Fondazione An: “Ora che emergono verità apparse evidenti a tanti, la Fondazione AN, che gestisce il patrimonio di una vasta comunità, deve con urgenza valutare se agire in sede giudiziaria a tutela di questi beni. Le vicende Corallo e dintorni ci dimostrano come siano stati colpiti gravemente ed è quindi opportuno fare le giuste riflessioni. La Fondazione non può rimanere ferma ma deve assumere tutte le iniziative giudiziarie e legali del caso”. Francesco Storace chiede alla Fondazione An un passo per tutelare la storia della destra italiana ora che si è scoperto che la “casa di Montecarlo serviva a chi lucra sul gioco d’azzardo”. Per Storace “Fini non è indagato ma il mondo che lo circonda sì. E non possiamo accontentarci di un’intervista in cui si autodefinisce un coglione”. 

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DALLE CALABRIE ( TRADIZIONI DEL NATALE )
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