25.MO DISSOLUZIONE URSS – SANGUE AD ANKARA E BERLINO – COSE DI CASA NOSTRA E 18 DICEMBRE 1938 INAUGURAZIONE DI CARBONIA – ALTRE NEWS


25.MO DISSOLUZIONE URSS – SANGUE AD ANKARA E BERLINO – COSE DI CASA NOSTRA E 18 DICEMBRE 1938 INAUGURAZIONE DI CARBONIA – ALTRE NEWS 

25.MO DISSOLUZIONE URSS – SANGUE AD ANKARA E BERLINO – COSE DI CASA NOSTRA E 18 DICEMBRE 1938 INAUGURAZIONE DI CARBONIA – ALTRE NEWS 
[ “AZ.” – 20.12.’16 ]
SEGUICI : L’INFORMAZIONE ONLINE, NON CONFORMISTA, TRA CRONACA E STORIA, CONTRO IL SISTEMA DELLA MENZOGNA
PRIMA L’ITALIA
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IN COPERTINA
 
Risultati immagini per putin
 
Vladimir Putin : “Chi non rimpiange l’Unione Sovietica non ha cuore, chi vorrebbe resuscitarla non ha cervello”
 
 
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Arturo Stenio Vuono
[ “AZIMUT” – IL PRESIDENTE.]
IN QUESTO NUMERO : SPAZIO LIBERO, APERTO A TUTTI, SENZA FILTRI O CENSURE. LEGGIAMO ALTRI E RIFLETTIAMO; ASCOLTARE OGNI E QUALSIASI RAGIONE E’ IMPORTANTE, IL PLURALISMO E IL CONFRONTO E’ IL SALE DELLA DEMOCRAZIA. QUESTO PER LA CRONACA E L’ATTUALITA’ MENTRE CHE “LA STORIA NON HA I BINARI OBBLIGATI COME LE FERROVIE”
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LA STORIA
da messaggio “postato” su facebook

Benito Mussolini inaugura la nuova città di Carbonia il 18 Dicembre 1938. *Video originale presentato con carattere puramente storico pertanto nessun riferim…
YOUTUBE.COM
 
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Mondo.

Ancora tanti i russi che ricordano con nostalgia l’Unione Sovietica

Foto

I giorni del golpe (ANSA)

I giorni del golpe

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[ tratto dal web ] Un celebre aforisma di Vladimir Putin recita: “Chi non rimpiange l’Unione Sovietica non ha cuore, chi vorrebbe resuscitarla non ha cervello”. Ecco, ora che il 25esimo anniversario della dissoluzione dell’Urss è alle porte, ad avere cuore in Russia sono – stando ai sondaggi – la maggioranza delle persone. Insomma, si stava meglio quando si stava peggio. Con buona pace delle conquiste democratiche.

Secondo il centro Levada, infatti, il 56% dei russi confessa di provare nostalgia per il Comunismo mentre solo il 28% dice di non avere rimpianti. Il 16% poi non ha nemmeno un’opinione al riguardo. L’istituto demoscopico sottolinea che tra i nostalgici il 53% degli intervistati ricorda con favore proprio l’economia centralizzata mentre il 43% lamenta la perdita del posto di primo piano nello scacchiere geopolitico internazionale. Non è dunque un caso se oggi, in Russia, il dibattito intorno a questo anniversario ruota intorno a un unico quesito: l’Unione Sovietica poteva essere preservata? Mikhail Gorbaciov è convinto di sì. “Ho combattuto per la sua salvezza sino alla fine”, ha detto recentemente in un’intervista con la Tass. “Riformare l’Urss era possibile e necessario”. Ma la fine era ormai giunta con il tentato golpe del 19 agosto, “una reazione della burocrazia”, e da lì in poi si è trattato solo di una questione di tempo; ad accelerare il processo è stato Boris Eltsin, che l’ex leader sovietico definisce come un uomo “assetato di potere”.

Il colpo di grazia arrivò l’8 dicembre con la firma del trattato di Belavezha, in cui il leader del Soviet Supremo bielorusso, Stanislav Shushkevich, e i presidenti di Russia e Ucraina, rispettivamente Eltsin e Leonid Kravchuk, dichiararono la “fine dell’Unione Sovietica come entità giuridica e politica”. Il resto, come si dice, è storia: il 25 dicembre alle ore 18 Gorbaciov si dimise e dichiarò abolito l’ufficio della presidenza. Tutti i poteri passarono a Eltsin in quanto leader della Russia, Stato “continuatore” dell’Urss. Alle 18,35 la bandiera sovietica sopra il Cremlino fu ammainata e sostituita dal tricolore russo. Infine, il 26 dicembre, il Soviet Supremo riconobbe formalmente la dissoluzione dell’Unione Sovietica. E il 1° gennaio del 1992 il premier Igor Gaydar introdusse la liberalizzazione dei prezzi, portando di fatto l’economia di mercato ai russi. Fu il principio dei “selvaggi anni Novanta”, un’epoca di grande trasformazione (e caos) segnata dalle privatizzazioni folli, la nascita della classe degli oligarchi, guerre fra bande criminali e il tracollo della qualità della vita per la maggioranza dei russi. Il passaggio da un’economia centralizzata al modello capitalista non fu insomma indolore.

Eppure, oggi che il ricordo degli anni difficili e crepuscolari del comunismo ormai è sbiadito, a fare esercizio di memoria storica è lo scrittore Mikhail Veller nella sua trasmissione “E’ forse possibile?” alla radio Echo di Mosca. “Nessuno – ammonisce – voleva conservare l’Urss nel 1991: gli operai e i contadini volevano guadagnare come i loro colleghi americani e tedeschi, i direttori di fabbrica non desideravano che privatizzare e condurre una vita da benestanti. E che cosa voleva il vertice del partito? In parole povere appropriarsi del massimo possibile e trasmetterlo ai figli…”. Nessun complotto, solo il normale corso della natura umana. 

Ma al netto dell’ideologia e del pugno di ferro di Mosca, quell’idea di una confederazione di Stati, soprattutto oggi che la competizione è fra blocchi sempre più grandi, torna a fare capolino. “Una nuova Urss, di natura volontaria, sarebbe possibile”, spiega ad esempio Gorbaciov. Assurdo? E chi lo sa. L’Unione Economica Euroasiatica voluta da Putin va in quella direzione. Il modello Ue, oggigiorno tanto vituperato, potrebbe insomma riscoprirsi ‘interessante’ laddove meno ce lo aspetteremmo. [ tratto dal web ]

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DAL << ROMA ( “il GIORNALE di NAPOLI” ) >>
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La democrazia ridotta ai forconi e forchette

Opinionista: 

Pasquale Mastrangelo

Il 4 dicembre, un numero inatteso di cittadini, visto il passato prossimo, ha esercitato il suo diritto di libertà democratica; il Paese, pur sfiancato da frane, terremoti geografici e politici, ha alzato la testa e mandato al Governo in carica un preciso segnale: state attenti, noi siamo qui, siamo stanchi di illusionismi da avanspettacolo, e ricordate che siete lì per servire il Popolo Sovrano. Non ha più importanza se 19 milioni di elettori hanno votato No o 13 milioni di essi hanno votato Sì, resta essenziale comprendere che il popolo sta scoprendo, con tutti i pericoli connessi al ricorso a tale pratica, la forza semplicistica del dentro o fuori referendario, al di là dell’ammissibilità costituzionale richiesta. È più di una sensazione, e i sindacati sembrano aver scoperto ormai la “trappola” che si può tendere ad un governo non “disponibile” e nascono come fiori di campo, comitati pronti a richiedere firme e sottoscrizioni per ogni presunta anomalia legislativa o antidemocratica. E allora, pur condividendo il tragitto costituzionale intrapreso da Mattarella, perché è diffusa nel paese la sgradevole sensazione che il voto sia servito a nulla, tranne che a mandare a casa, per una breve vacanza, Matteo Renzi? O che gli esperti acrobati del potere abbiano esibito il loro finto spettacolo, sicuri di avere una solida rete di protezione su cui planare? Perchè i “bocciati”, pur dichiarando di essere pronti a dimettersi in caso di sconfitta, hanno inscenato la solita manfrina all’italiana e Renzi ha preso una pausa di riflessione imprigionando però Gentiloni fra Lotti e la Boschi, silurando la Giannini, per sostituirla con una Fedeli, mentitrice e poco istruita, alla Pubblica Istruzione? Si dirà che è pur sempre il segretario del partito di maggioranza e questo conta qualcosa: per il partito, non per la persona Renzi! Ma il Pd esiste ancora come partito? O è una sorta di accozzaglia di sbandati politici, alla ricerca dell’identità perduta e di un anti Renzi che oggi non esiste, nonostante non ci voglia molto a confrontarsi con un personaggio twittaro, furbo ma arrogante, supponente nella sua cultura da Tex Willer e da boy scout? Nè crediamo ad una minestra ribollita fra Bersani, D’Alema, giovani turchi e vecchi lucumoni, che possa far rinascere l’ideale di un partito ormai da tempo preda dell’identica nemesi negativa della Dc. Allora, rattristati e imbrogliati per l’ennesima volta, ci rifugiamo nella palude fumosa ed aromatica dei programmi culinari, delle sfide all’ultimo taglio ed all’ultima forchetta, che tutte le televisioni nazionali ci propinano da mattina a sera, rimandano nella notte, fra un bombardamento in Siria, un barcone affondato nel Mediterraneo e l’ultima scossa di terremoto. Veniamo inondati da flashe subliminali, da cui apprendiamo che ognuno di noi potrebbe divenire Maitre Chef nel ristorante domestico, se usassimo determinati prodotti, batterie da cucina griffate, strumenti ad alta tecnologia per la nostra performance purchè della marca suggerita! Soltanto il calcio riesce ancora a contrastarli…ma è una bella lotta, fra chef impazziti e schizzinosi e giornalisti urlanti e volgari. Oppure, per tentare di reagire a tale umiliazione mediatica, abbandoniamo le forchette per sollevare forconi. È l’ironia, la parodia comica della sovranità popolare, o meglio populistica. È il tentativo insensato di ricordare alla “gente”, con teatralità tutta italiana, un giacobinismo becero, frutto bacato dell’illuminismo libertario che produsse la Rivoluzione Francese, e che, grazie a qualche giudice desideroso del suo quarto d’ora di notorietà, ci portò alla penosa scena del lancio di monetine su Craxi. Siamo d’accordo con il fisico Hawking, è in atto una guerra globale fra un’elite politica e culturale, ghettizzatasi in privilegi economici, di potere, snobismo intellettuale, e un popolo dimenticato, abbandonato alle sue tragedie quotidiane che oscilla pericolosamente fra apatica rassegnazione e attivismo da gogna e tribunale “cittadino”. Non aiutano molto, in verità, le inopportune esternazioni di ministri su come, quando e cosa sarà la priorità di questo nuovo “vecchio” governo: meno twitter e più fatti. Fra un Pd pentolone bucato d’idee, Fi nostalgico di vecchie glorie, gruppetti di parlamentari ricattatori la cui coscienza è candida grazie ai continui lavaggi, un M5S che incomincia a fare i conti con la propria insipienza, il profumo dei soldi e del potere e una cultura di governo che non si inventa come una gag di Grillo, il popolo si dibatte nel perenne conflitto interiore di mollare o combattere. In ambedue i casi, prevediamo tempi bui per questa oligarchia che non ha classe e non è dirigente: sono mediocri circensi.

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DAL “SECOLO d’ITALIA” 

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Berlusconi: noi unica alternativa a Pd e M5S. Salvini: patti scritti per le alleanze

Berlusconi: noi unica alternativa a Pd e M5S. Salvini: patti scritti per le alleanze

lunedì 19 dicembre 2016 

“Grandi appuntamenti ci aspettano in Sicilia ed in Italia, a cominciare dalle amministrative di Palermo e Trapani, prossimamente le regionali, e spero al più presto, dopo l’approvazione di una legge elettorale condivisa, le elezioni politiche nazionali. Sono sfide che abbiamo la possibilità, anzi il dovere di vincere, individuando candidati di altissimo livello e portando, dopo il fallimento del PD e di fronte all’inconsistenza politica e amministrativa dei Cinque Stelle, l’unico serio progetto per far rinascere la Sicilia e l’Italia con le nostre idee liberali e riformatrici”. E’ un passaggio del messaggio che il leader di FI Silvio Berlusconi ha inviato al coordinatore siciliano Gianfranco Miccichè in occasione dell’incontro con i dirigenti locali.

I giovani di Forza Italia

I ragazzi di Forza Italia giovani, continua Berlusconi,  “costituiscono una bella e importante realtà, in crescita, dalla quale nasceranno i dirigenti e gli eletti del futuro, anche del futuro prossimo di Forza Italia. Noi non rottamiamo nessuno, anzi abbiamo bisogno dell’esperienza e della credibilità di coloro che hanno condotto con noi grandi battaglie di libertà in questi venti anni, ma a fianco a loro dobbiamo saperci aprire e rinnovare innestando energie nuove, fresche, credibili, come i nostri giovani”. 

La legge elettorale

Berlusconi sarà inoltre presente mercoledì alla riunione congiunta dei gruppi di Forza Italia convocati dai capigruppo Brunetta e Romani. Sarà l’occasione per discutere i passi da fare sulla legge elettorale, soprattutto dopo le aperture di Matteo Salvini al Mattarellum. Il leader della Lega si è infatti detto disponibile a presentare la proposta sul ritorno al Mattarellum anche con il Pd pur di assicurare un veloce ritorno alle urne degli italiani. 

Salvini ottimista su alleanza con Forza Italia

E l’alleanza con Forza Italia? Salvini si dice ottimista: “Se ci sono patti chiari, scritti e sottoscritti si può fare un’alleanza con Forza Italia”. Secondo Salvini, per ricostruire il centrodestra in vista delle elezioni politiche occorre “firmare prima un programma della federazione”, perché “alle primarie ci vai se hai un programma comune”. Programma che, aggiunge il segretario del Carroccio, deve basarsi su “cinque punti: aliquota fiscale unica, superamento della riforma Fornero sulle pensioni, blocco delle partenze ed espulsione degli immigrati irregolari, sovranità monetaria e ridiscussione di tutti i trattati Ue”.

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SANGUE AD ANKARA E BERLINO

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Mondo.

L’attentatore, un diplomato dell’accademia di polizia di 22 anni e islamista radicale, ha urlato: ‘Noi moriamo ad Aleppo, tu qui’. Colpito a morte dalla polizia subito dopo l’aggressione. In nottata fermato un uomo armato davanti all’ambasciata Usa. IL VIDEO

Una sequenza delle immagini dell'attentato ad Ankara, in Turchia (ANSA)Una sequenza delle immagini dell’attentato ad Ankara, in Turchia

[ tratto dal web ] Un giovane poliziotto di 22 anni ha ucciso l’ambasciatore russo in Turchia, Andrey Karlov, sparando contro di lui durante una mostra fotografica ad Ankara. L’attentatore è stato poi ucciso in un blitz della polizia turca. Il diplomatico è morto in ospedale, dove era stato inzialmente ricoverato. 

In nottata un uomo armato è stato fermato all’esterno dell’ambasciata americana ad Ankara. L’uomo ha esploso alcuni colpi di fucile in aria prima di essere fermato ed arrestato dalla polizia.

“Noi moriamo ad Aleppo, tu muori qui”. È questa una delle frasi che l’attentatore avrebbe urlato prima di sparare all’ambasciatore russo. L’uomo è stato identificato come un diplomato dell’accademia di polizia di nome Mert Altintas, di 22 anni, che si era diplomato nel 2014 all’accademia Rustu Unsal di Smirne.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha chiamato il suo omologo russo Vladimir Putin dopo l’omicidio. “Condanniamo questo vile attacco terroristico. L’ambasciatore Karlov è stato un diplomatico eccezionale che ha lavorato in un periodo difficile in Turchia e si è guadagnato la stima di tutto lo stato per le sue capacità personali e professionali. Non permetteremo che questo attacco oscuri l’amicizia tra Turchia e Russia.”, scrive in un comunicato il ministero degli Esteri turco.

L’omicidio dell’ambasciatore russo è “chiaramente una provocazione” mirata a minare i rapporti russo-turchi e “il processo di pace in Siria promosso dalla Russia, dalla Turchia, dall’Iran e da altri paesi”, ha detto Vladimir Putin, citato da Russia Today.

“Oggi offriamo le nostre condoglianze alla famiglia e ai cari dell’ambasciatore russo in Turchia Andrei Karlov, che è stato assassinato da un terrorista radicale islamico”. Lo scrive in una nota il presidente eletto Donald Trump. “L’assassinio di un ambasciatore -si legge ancora – e’ una violazione di tutte le regole civili e deve essere condannato universalmente”. [ tratto dal web ] – ( . . . )

Strage al mercatino di Natale di Berlino: 12 morti e 48 feriti. Camion sulla folla

Ha invaso un marciapiede nei pressi della Chiesa del Ricordo. L’Isis rivendica

© AP

[ tratto dal web ]

Dopo Nizza, torna l’incubo attentati in Europa: un camion si è schiantato contro un affollato mercato di Natale a Berlino. I media riportano diversi morti, almeno 12, e circa 48 feriti. Il camion ha invaso un marciapiede nei pressi della Chiesa del Ricordo. La chiesa è nel mezzo del Mercato natalizio situato in pieno centro della parte Ovest della città. Su Twitter la polizia di Berlino parla di “presunto attacco terroristico”, spiegando che gli investigatori sono propensi a credere che il tir sia stato “deliberatamente lanciato contro la folla”. 

 “Al momento non voglio usare la parola attentato anche se molti indizi lo indicano”, ha detto il ministro dell’Interno Thomas de Maizière alla tv pubblica Ard.

Una persona sospettata di essere il guidatore del camion – probabilmente un pakistano o un afghano – sarebbe stata arrestata. Un secondo uomo che era sull’autocarro, probablimente polacco, è morto nell’urto.

La Bild online, citando ambienti impegnati nelle indagini, scrive che il presunto attentatoresarebbe un pachistano di 23 anni. La Dpa riporta che, secondo quanto hanno finora ricostruito le autorità, il giovane sarebbe arrivato in Germania nello scorso febbraio attraverso la rotta balcanica. Secondo quanto riferisce la Zdf, il presunto attentatore avrebbe “abbandonato il tir dopo l’azione fuggendo in direzione est”. È stato però individuato e inseguito da alcuni testimoni che hanno avvertito la polizia. L’uomo ha attraversato il Tiergarten, grande parco al centro di Berlino, ed è stato poi bloccato dalla polizia all’altezza della Colonna della vittoria, a poco più di un chilometro di distanza dal luogo della strage.

L’Isis avrebbe rivendicato l’attacco. La Pmu, la coalizione delle milizie irachene che combattono il califfato, ha letto la rivendicazione su un canale online dell’Isis.

Secondo quanto riferisce Die Welt, unità speciali della polizia hanno fatto irruzione attorno alle 4 di questa mattina in un hangar dell’ex aeroporto di Tempelhof, a Berlino, dove da un anno è stato allestito un grande campo che accoglie i profughi. L’azione sarebbe collegata alle indagini per ricostruire il contesto del presunto attentatore che ieri ha fatto strage nel mercatino di Natale

Il camion era partito dall’Italia per fare rientro in Polonia. Lo scrive il Guardian, per il quale il mezzo doveva fermarsi a Berlino per consegnare il carico ed il conducente, cugino del proprietario dell’azienda di trasporti polacca, aveva detto di volersi fermare per la serata. Ci sono forti sospetti, afferma il Guardian online, che il mezzo si stato rubato durante il viaggio. 

Il tir è di un’azienda di trasporti di Danzica, che dice di aver perso il contatto con il mezzo attorno alle 16 del pomeriggio. Secondo quanto riportato dalla tv N24, trasportava ponteggi di acciaio dall’Italia e avrebbe dovuto scaricarli domani mattina a Berlino. L’azienda di trasporti polacca ha sede a Stettino.

Il proprietario dell’azienda, identificato solo come Ariel Z, è stato intervistato dall’emittente polacca Tvn24 e ha detto che il mezzo era guidato da suo cugino, che aveva intenzione di passare la serata a Berlino. Ha escluso che il suo parente, che guida camion da 15 anni, possa aver provocato lo schianto.

LE REAZIONI POLITICHE

Angela Merkel, attraverso il suo portavoce Steffen Seibert, si è detta”sgomenta” per il possibile attentato a Berlino. “Siamo in lutto per i morti e ci auguriamo che i tanti feriti possano essere aiutati”, ha scritto Seibert sul suo account Twitter [ tratto dal web ] – ( . . . )

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

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——– Original Message ——–

Subject: Tribunale di Roma dispone convocazione assemblea partito Democrazia Cristiana storica
Date: Mon, 19 Dec 2016 22:30:30 +0100 (CET)
From: “nino.luciani@alice.it” <nino.luciani@alice.it>
To: omnia@impegnopoliticocattolici.bo.it
Centro studi per l’
IMPEGNO Politico dei CATTOLICI
Sede in Bologna, via Titta Ruffo 7
Direttore Prof. Nino Luciani
Ordinario di Scienza delle Finanze, Universita’
1) COMUNICATO
Il Tribunale Civile di Roma ha disposto la convocazione della assemblea dei soci del partito della DEMOCRAZIA  CRISTIANA storica, per il 25/26 febbraio  2017 presso l’Hotel ERGIFE di Roma, via Aurelia 619
Per iL DECRETO  e i particolari organizzativi
___________________________________________________________
2) LETTERA 
– A tutti gli Amici DC che hanno dato la delega per la domanda al TRIBUNALE CIVILE DI ROMA
per convocazione della Assemblea dei Soci del partito della DC storica
– Ad Altri interessati
 
Oggetto: a) informazione che il Tribunale di Roma ha fatto un decreto di convocazione della Assemblea dei soci del partito Democrazia Cristiana storica per il 25/26 febbraio 2017;
               b) preavviso che entro la fine di gennaio 2017 sara’ convocato un convegno nazionale, a Bologna, nel quale sara’ fatto il punto della situazione della DC:
                   1) dal punto di vista storico (cosa e’ successo dal 1948 al 1970;  e cosa e’ successo dal 1970 al 1994). Ci saranno le relazioni di alcuni storici universitari;
                   2) cosa si potra’ fare per il futuro. Su questo sara’ molto importante sentire le proposte di tutti , in preparazione alla assemblea del 25/26 febbraio.
  
   Cari amici della DC che avete dato la delega per la domanda al Tribunale di Roma,
 1) sento il dovere di informarvi per primi (vale, dire prima di dare comunicazione alla stampa) che, in data 13 dicembre 2016, il Tribunale civile di Roma ha disposto la convocazione della Assemblea della associati del partito Democrazia Cristiana, e designato LUCIANI NINO a eseguire il mandato per la convocazione medesima, quale primo firmatario e organizzatore della raccolta delle firme.
   La assemblea avra’ luogo il 25/26 febbraio 2017, a Roma, via Aurelia 619, presso l’ Hotel Ergife.
   In febbraio, sarete convocati  mediante apposito avviso personale, in base al codice civile.
   Ringrazio quelli che mi hanno aiutato per la raccolta delle firme: Caponnetto e Grassi (Messina), Bonaberti, D’Agro’, Fontana (Veneto), Mazzucco, Bocchio, Carmagnola (Piemonte), Ranieri (Napoli-Terzigno) e le numerose briciole, tutte importantissime per raggiungere il quorum, tra le quali quella di Alberto Alessi, di alto valore simbolico.
   Ultimo, ma non ultimo: ringrazio i 4 (Alberto Alessi, Luigi D’Agro’, Renato Grassi, Enzo Gubert) che hanno firmato con me la domanda al Giudice, di convocare l’Assemblea in base all’art. 20 del codice civile
 
 2) Storia. Il provvedimento del Tribunale arriva dopo numerosi eventi politici e giuridici catastrofici, per la DC, in un periodo di 20 anni.
   Precisamente, dopo lo scioglimento della Democrazia Cristiana, avvenuto il 29 gennaio 1994, si levarono varie iniziative per raccoglierne la eredita’ (patrimonio e simbolo), da parte di nuovi partiti istituiti ad hoc, ma tra i quali sorsero molte controversie, finite in tribunale, e tutte concluse solo nel 2009 con una sentenza della Corte di Appello di Roma, approvata dalla Corte di Cassazione nel dicembre 2010.
   Secondo la Corte di Appello, confermata dalla Cassazione, non e’ mai esistito un problema di successione alla DC, perche’ lo scioglimento fu disposto da un organo che non avevo il potere di legge per farlo e dunque, giuridicamente, la Democrazia Cristiana esiste tuttora.
   Sulla base della Sentenza della Cassazione, nel 2012 fu attivato un procedimento di auto-convocazione (da parte di alcuni associati) del Consiglio nazionale, e poi ci fu un procedimento che convoco il XIX congresso per la nomina degli organi (perche erano tutti decaduti). ll congresso del 2012 fu concluso con la nomina del nuovo Consiglio Nazionale e del Segretario Nazionale nella persona di Gianni Fontana;
   Ma successivamente il Tribunale di Roma annullo’ sia il Consiglio nazionale sia il Congresso, perche’ convocati in modo illegittimo.
 3) Conclusione. Adesso lo stesso Tribunale Civile di Roma (anzi lo stesso giudice che annullo’ il Consiglio nazionale) convoca la Assemblea dei soci della Democrazia Cristiana, con piena garanzia della osservanza delle norme di legge.
Vi segnalo che la assemblea dei soci e’ una assemblea di primo grado (vale dire e’ sovrana); invece il  Congresso era una assemblea di terzo grado, ossia dei delegati delle sezioni locali, dei congressi provinciali, regionali, oggi non piu’ fattibili perche’ le sezioni locali non esistono piu’.
 
4) Convegno nazionale di preparazione. Faremo un convegno nazionale di preparazione alla Assemblea entro fine gennaio 2017. E’ importante una prima discussione tra noi, e anche un discorso al Paese per rivendicare il ruolo storico della DC, soprattutto nella prima fase (1948-1970), ma anche senza far finta di niente su quanto accaduto nella seconda fase (1970-1994) con il “compromesso” con il PCI e con il processo di Milano (di “mani pulite”). 
  Dovremo anche spiegare agli Italiani come procederemo sulla scelta di uomini di Stato, assolutamente all’altezza dei predecessori.
In questa operazione si dovra’ inviare uno speciale messaggio alla chiesa cattolica, considerato che la nuova DC vuole confermarsi partito laico, ispirato alla Dottrina sociale della Chiesa Cattolica, aperto non Cattolici con uguali valori e garanti della laicita’ medesima. 
5) Altro. Per convocare tutti i soci servono subito € 7.000 (per lettere raccomandate), ed € 7.120 per la sala dell’Hotel Ergife. Ci saranno altre necessita’ nei mesi successivi, per altre due convocazioni.
   Nel Foglio On Line www.impegnopoliticocattolici.bo.it e’ indicato l’ IBAN per dare un contributo libero, volontario.
Cordiali saluti. NINO LUCIANI
 
Bologna, 15 dic. 2016

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L’EDICOLA

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——– Original Message ——–

Subject: 20 Dicembre – Leggi le principali notizie del giorno
Date: Tue, 20 Dec 2016 5:24:50 +0100
From: Secolo d’Italia <newsletter@secoloditalia.it>
To: associazioneazimut@tiscali.it
Reply-To: newsletter@secoloditalia.it
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Martedì, 20 Dicembre 2016
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«Questo è il conto per la Siria!». Lo avrebbe detto prima di sparare l’attentatore dell’ambasciatore russo ad Ankara, Andrey Karlov, ucciso mentre teneva un discorso a una mostra nella capitale turca. Lo riporta Ntv.                                                                                                                                                                            Leggi tutto >
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L’IDEA DI DESTRA DEL GIORNO

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Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186 Roma

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 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)
 
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