ECCO IL PERCHE’ DELLA GABBIA NELLA QUALE E’ RISTRETTA L’ITALIA E ALTRE NEWS – “Secolo d’Italia” Leggi le notizie di oggi


ECCO IL PERCHE’ DELLA GABBIA NELLA QUALE E’ RISTRETTA L’ITALIA E ALTRE NEWS – “Secolo d’Italia”  Leggi le notizie di oggi

 
12 GENNAIO 2017 – Le nostre coordinate : <<  La Storia non ha i binari obbligati come le ferrovie  >> – [ Legum omnes  servi sumus ut liberi esse possimus ]

 

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IN COPERTINA
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L’ULTIMO DELLA SERIE…..AMMESSO CHE SIA FINITA….
Paolo Gentiloni © ANSA
L’HA DETTO VERAMENTE
GENTILONI…..
“Il governo va avanti “fino a quando c’è la fiducia del Parlamento…..”
E IL “NO” ? MA NON SCHERZIAMO !
AUSTERITA’ – ARROGANZA – PREPOTENZA – TIRANNIA
[ DELLA LORO “DEMOCRAZIA”….. ]
 
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“Azimut” – il post del presidente Arturo Stenio Vuono ( vedi : oltre )
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da “archivio azimut online” – fine 2011 / inizio 2012 (tratto : da precedente sito blog)
 
INASCOLTATI
 
ECCO IL  PERCHE’ DELLA << GABBIA >> NELLA QUALE E’ RISTRETTA L’ITALIA – NON CON IL SENNO DI POI – LO DICEVAMO, SIN DALL’INIZIO, 5 ANNI ORSONO…..
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 ( martedì, 3 Gennaio 2012 )  OGGI SUL “ROMA” [ pag. 6 ]

<  PROPOSTA DI “AZIMUT” –  PRESIDENZIALISMO DA RILANCIARE – Napoli. Rilanciare il presidenzialismo. E’ la proposta che parte da Napoli, dall’Associazione cultural-sociale “Azimut”. In un editoriale pubblicato sul suo sito internet, www.associazioneazimut.blogattivo.com , Azimut si augura che il 2012 sia l’anno in cui l’Italia possa ritrovare la concreta possibilità dell’aspirazione al realizzarsi e all’inverarsi della vagheggiata “Grande Riforma” e per l’apostolato d’una “Nuova Repubblica”. Il presidente, Arturo Stenio Vuono, afferma la necessità di costruire una nuova fase politica attaverso la conferma del bipolarismo e della chiarissima formula della democrazia dell’alternanza > .


RIPUBBLICHIAMO IL NOSTRO EDITORIALE
[ con la speranza che da “Palazzo Grazioli”
ci ascoltino…..martedì, 3 Gennaio 2012 ]
 GOVERNO TECNICO SI’, GOVERNO TECNICO NO
Non prestare il fianco, non fornire l’alibi a chi “sospende la democrazia”
Noi siamo contro il governo tecnico. Noi siamo contro la cosiddetta “condotta ostruzionistica” ( di parlamento e di piazza ) al governo tecnico. Tale nostra solitaria ( apparentemente contradditoria ) posizione è ( al contrario ) il contenuto di una lucida linea culturale e politica. E tentiamo di spiegarci. 
 
All’indomani della conclusione governativa del cosiddetto  <<  – berlusconismo –  >>  il “circolo mediatico” ha pubblicizzato, come già dato per scontato, che il professore Monti si accingeva a varare una squadra per un nuovo esecutivo. Tale “indicazione” ( da parte di chi ? )  avviene, ovviamente, non a caso. Si inserisce, tempestivamente, in un quadro politico i cui ingredienti sono: la prova di forza contro il  <<  – sistema Italia –  >>  ( perchè “appetibile”, checchè se ne dica… ) da parte dei cosiddetti “mercati” che violentano, sistematicamente,  il  <<  – mercato –  >> ( e perchè – essi – menano, a prescindere, per la loro strada ); la spaccatura, contrariamente a quel che appare, delle forze politiche ( di tutte, chi più o meno, al loro interno o in ambito delle coalizioni di alleanza ); le garanzie, almeno ufficialmente, non trattarsi, assolutamente, di  <<  – ribaltone – >>. Un quadro politico, cioè, nel quale, apparentemente, eliminata la ipoteca del centrodestra ( PdL e Lega, seppure con diverse strategie, rifiutano di stare al gioco della vagheggiata  <<  – solidarietà nazionale –  >>  , un gioco che li stava stritolando ), sembra vi sia via libera al subentrare del neo regime d’una “democrazia anomala” , o meglio d’una  << –  democrazia anonima –  >>  , nel quale tutti ( in senso assoluto ) i problemi, per il combinato disposto di “tecnocrazia” più  <<  – partitocrazia –  >>  , a nostro avviso, si complicano, nel quale nessun problema sarà possibile – compiutamente – risolvere. 
 
Ma ci chiediamo: donde viene il governo tecnico ? che cosa è il governo tecnico ? ove tende il governo tecnico ? E’ arcinoto che il “tecnicismo”, vuoi o non vuoi, è generato dal vuoto della Politica ( un vuoto nel quale la gestione, la direzione e l’interesse del Paese, subisce, di fatto, la  <<  – supplenza –  >>  ). Il “tecnicismo” genera le deroghe; le deroghe ( di prassi, normative, etc. ) generano le procedure extra quali “efficaci mezzi” ( ? ) di tutela della Nazione ( ! ) che, obtorto collo, si affida – purtroppo – ad una sorta di  <<  – costituzione di fatto –  >>  ( non, nella fattispecie, a quella vigente; per cui governi non sfiduciati, possono essere – ugualmente – “sostituiti” [ sic ! ] e “mandati a casa”” ).
 
 Tutela per che cosa ? per quali fini ?
    Quì le strade sembra che divergano.
Se la “tutela” ( con le sue ragioni ) è vivificata dal verbo – esclusivamente – dei c.d. “mercato” (  il mercato, il mercato, solo il mercato,  <<  – scientifico –  >>  o per così dire  <<  – reale –  >>  che sia ), la tutela è il mezzo “insostituibile” ( per direttive economiche, piuttosto che politico-economiche ) nel subordinarvi tutta l’economia reale (  nella dimensione pubblica o privata ) e per l’instaurazione d’una improduttiva  <<  – economia di carta –  >>  ( ancora, e sempre, padrona del default ). E’ questa la meta, conseguentemente imposta, del “tecnicismo”, al di là delle ipocrisie e degli aggiustamenti “dovuti” per le regole ( non scritte ) del gioco da neo regime che tocca all’Italia e come ad ogni altro Stato – in Europa – sino a prova contraria ( se dovessimo credere – al contrario – alle tenere  revisioni, alle buone  e dolci riconsiderazioni, agli utili  aggiustamenti di Monti, dovremmo consigliare lo stesso di iscriversi al partito unico di centrodestra : lo diciamo per paradosso).
 
 Se la tutela. al contrario, la consideriamo elemento naturale inserito in un contesto politico, giustificato come “riformista”, essa dovrà tuttalpiù operare, comunque sia, a pro’ del consolidamento – attraverso appositi correttivi – del neo regime – magnificenza  di  <<  – tecnocrazia –  >> . Il che si ottiene considerando l’emergenza, la transizione, etc., strumenti solo giustificativi per garantirne il funzionamento e celebrarne il ruolo di sostituzione – come già appare – sino alla fine della legislatura in corso. Ma il << gioco >> potrebbe prolungarsi sine die.e in definitivo.La consultazione elettorale ( anticipata o a scadenza naturale ) si impone, però, come prevede – (non)ci dicono i bene informati – la stessa costituzione della Repubblica Italiana ( non solo nel suo articolato ma per l’effetto del metodo elettorale che, in questi, ultimi tre lustri, è andato molto vicino, a parte le strumentali polemiche sulle “preferenze”, alla forma di  <<  – democrazia diretta –  >>  ). 
 
Fra i paladini di coloro che considerano la  <<  – tutela –  >> ( e la “supplenza” ) quale elemento naturale in ambito delle due opzioni – di cui abbiamo detto – troviamo tutti I ( falsi ) “progressisti” e tutti i ( falsi ) “liberalizzatori”. Tutti costoro finiranno, prima o poi, con l’essere coinvolti dalla stessa logica del “tecnicismo”, nella subentrante  <<  – necessità –  >>  della  <<  – disciplina –  >>  di definitiva rinuncia al “primato della politica”. Le esigenze del contenimento della “crisi” ( o presunte tali : lo spread, il differenziale a quota 500 [ o oltre ] – infatti – è una catastrofe indotta se riferita a Berlusconi, è una “normalità ineluttabile” se riferita a Monti… ), le esigenze di affidabilità per i mercati, le esigenze di perfettibilità dei bilanci, le esigenze della ricostruzione, le esigenze di garantire – eventualmente – l’ordine, ecc. ecc…, saranno, di volta in volta, le motivazioni schermo dietro le quali si opererà per rinsaldare – e dicevamo consolidare – il regime del ritorno – regressione  all’arcinota  <<  – democrazia bloccata –  >> consacrato nell’ibernata e ingessata, magnificata, <<  – costituzione di carta –  >>  della nostra Repubblica. E il momento politico è particolarmente propizio a tale operazione, come dicevamo all’inizio di queste considerazioni. 
 
Come, poi, i paladini della “partitocrazia”, possono uscire indenni ( o almeno illudersi di farlo ) dall’egemonia dei tecnocrati che li coinvolge? A questa domanda, rivolta virtualmente – già nei fatti che si succedono -, noi avremmo risposto : il mondo politico italiano può evitare il suicidio superando la subordinazione, superando la sudditanza ( sia di scelta che d’imposizione ); ma nessuna risposta, ovviamente, viene da nessun leader che siede, per mandato popolare, negli scranni. Fuori dal Parlamento, tanto per fare un solo esempio, d’altro canto, ogni giovin signore della “sinistra radicale” ha, invece, risposto: non facendo la politica né dei “salvatori”, né dei “collaboratori”, né degli “affiancatori” , ma facendo – unicamente – la “politica della piazza”. E’ la risposta dell’antagonismo, di un movimento senza sbocco, evidentemente è la risposta del nulla. E’ la risposta – conferma alle nostre considerazioni ( e dell’esercitato “antiberlusconismo” che s’è regalato Monti ). 
 
E veniamo, in ultimo, ai fautori della “normalizzazione” che, oggi, s’è avviata: e, cioè, ai propugnatori della “terzietà”. Le guide illuminate di cui al cosiddetto “terzo polo” e “il progetto” di cui all’antibipolarismo, altro non sono che combinazioni – l’una presupposto dell’altro – tipici del sistema politico-partitocratico: della struttura di supporto, cioè, all’attuale regime rinunciatario e della regressione. In  un tale quadro, per come detto, però non v’è più posto per la “politica dei due forni”, venendone a mancare la necessità;”moderati”, e “centristi”, supporto della sinistra.?
 
Diciamo, quindi,  <<  – no –  >>  al governo tecnico in quanto non trova posto nelle prospettive per le quali operiamo. Diciamo altrettanto  e ancor più  <<  – no –  >>  alla “condotta ostruzionistica” ( di parlamento e di piazza ); in quanto diciamo, chiaro e tondo, che – stante le nostre prospettive – non intendiamo, oggi, lavorare come altri e diversi ( prestando il fianco ) per fornire l’alibi a chi vuol “sospendere la democrazia” ed ha necessità d’una “risposta del disordine” anzichè del legittimo rivendicarsi che l’esperienza, in corso, sia solo di tempo e non di espropriazione del popolo sovrano. Non intendiamo lavorare per fornire l’alibi a un sistema economico e politico che ha fatto il suo tempo; e che o si evolve nel senso da noi delineato o deve approdare ai lidi liberticidi: raggiungendo così l’ultima tappa dello sviluppo tecnico-partitocratico.
 
[ “Azimut” – La Presidenza ]
[ “Azimut-NewsLetter : sabato, 26 novembre 2011 ]
Associazione Azimut –  Saturday, November 26, 2011
IL << – SOLITO IMBROGLIO – >>  …
( replica : martedì, 3 Gennaio 2012 ) 
 
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IL SOLITO “POLPETTONE”….( staremo a vedere….. )
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[ tratto dal web ]
 

Un ingegnere nucleare di 45 anni, Giulio Occhionero, e la sorella Francesca Maria, 49 anni, entrambi residenti a Londra ma domiciliati a Roma e conosciuti nel mondo dell’alta finanza capitolina. Sono le due persone finite in carcere per il presunto cyberspionaggio di poilitici e istituzioni, tra cui Renzi e Draghi.

Giulio Occhionero è legato “con gli ambienti della massoneria italiana, in quanto membro della loggia ‘Paolo Ungari – Nicola Ricciotti Pensiero e Azione’ di Roma, della quale in passato ha ricoperto il ruolo di maestro venerabile, parte delle logge di Grande Oriente d’Italia”.

Gli indizi raccolti in altre inchieste – secondo quanto scrive il gip nell’ordinanza di custodia cautelare – lasciano intendere che la vicenda di spionaggio scoperta dalla Polizia “non sia un’isolata iniziativa dei due fratelli ma che, al contrario, si collochi in un più ampio contesto dove più soggetti operano nel settore della politica e della finanza secondo le modalità” adottate da Giulio e Francesca Maria Occhionero. Il riferimento è al “diretto collegamento” tra le condotte di cui i due sono accusati “ed interessi illeciti oscuri”: un collegamento “desumibile dal rinvenimento, nel corso delle indagini, di quattro caselle di posta elettronica già utilizzate per attività similari, secondo quanto emerso dalle indagini relative alla cosiddetta P4”. In ogni caso, precisa il giudice, “allo stato un collegamento con altri procedimenti penali non è dimostrato”.

L’OPINIONE

——- Original Message ——–

Subject: Lehner: dalla parte della Massoneria
Date: Wed, 11 Jan 2017 11:09:26 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To: ( . . . ) 

Il gran maestro Bisi invece di protestare per il razzismo antimassonico, si ripiega, imbelle, in difesa. 

Su Occhionero le tv hanno dato risalto alla notizia che è massone, quasi sia logica premessa dei presunti reati commessi. Da non massone, mi permetto di suggerire al gran maestro Bisi altre più incisive reazioni, ad esempio che l’informazione italiana non s’è ancora liberata delle criminali scorie fascio-comuniste in foggia di allarme verso eterne congiure pluto-giudaico-massoniche.

Non è, del resto, una giustificazione che le abbiano teorizzate, insistendo soprattutto sul “perfido” segmento giudaico, maestri del giornalismo italiano, come il non compianto Giorgio Bocca, senza dimenticare le altre “grandi” firme, da Scalfari a Montanelli, tutti malformatisi nella paranoia di Mussolini, Hitler, della Roma imperiale, delle leggi razziali.

Giancarlo Lehner

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L’ARTICOLO ( PIETRO LIGNOLA )

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post su facebook ( opinionista : << Roma ( “il Giornale di Napoli” ) >>

MEGLIO PRESTO CHE MAI
Cari amici lettori, non v’intratterrò sulla querelle tra Saviano e Dema né sulle vicende del trio Volo né sul fallito cambio di casacca dei grillini nel parlamento europeo: de minimis non curat praetor e tutti costoro non meritano un ulteriore spreco di parole.
Due notizie, al contrario, richiedono un commento: gli sviluppi dell’indagine sul delitto Materazzo e il nuovo corso intrapreso dal ministro Minniti.
L’assassinio dell’ingegner Vitttorio Materazzo, consumato il 28 novembre u.s. sotto la sua abitazione in Viale Maria Cristina di Savoia è certamente il fatto di cronaca nera che ha destato maggiore sensazione a Napoli negli ultimi anni per le raccapriccianti modalità del delitto, oltre che per l’ambiente in cui è maturato. Una serie di favorevoli circostanze ha consentito alla locale Procura della Repubblica di identificare l’autore del crimine nel fratello della vittima, che era immediatamente apparso all’opinione pubblica come il principale, se non l’unico, sospettato. Indiziato fin dal due dicembre, Luca Materazzo è scomparso nel nulla fin dal ponte dell’Immacolata, mentre per l’emissione dell’ineseguita misura cautelare si è dovuta aspettare la metà di dicembre, alla conclusione delle indagini sul DNA. Io riesco a comprendere che si volessero avere prove vere e proprie prima di disporre la custodia in carcere, anche se in Italia i media segnalano con grande frequenza casi d’indiziati (spesso poi assolti) sbattuti in galera per molto meno. Quel che non riesco a comprendere è come mai, nonostante la tecnica offra oggi ampie possibilità di localizzare una persona sul territorio, si sia permesso a Luca di diventare uccel di bosco, mentre le indagini scientifiche si prolungavano ben più a lungo delle poche ore richieste negli episodi televisivi delle serie poliziesche.
Il caso presenta, tuttavia, risvolti assai più inquietanti. È noto che Vittorio temesse di essere ucciso dal fratello e che lo sospettasse di aver avuto un ruolo nella morte del padre, il mio caro amico Lucio, avvenuta tre anni orsono. Il povero Vittorio aveva insistemente chiesto che la Procura svolgesse indagini sulle cause della morte, rappresentando molte circostanze sopette, ma aveva fatto un buco nell’acqua: il suo primo esposto era stato archiviato e le successive insistenze erano risultate inutili. Ora, e soltanto ora, la Procura chiede a un consulente se dall’eventuale esumazione della salma di Lucio possano ancora emergere elementi utili per stabilire le cause della morte. Una notizia che mi ricorda quella delle intercettazioni conservate per molti anni in un cassetto e non più utilizzabili al momento del processo perché, a causa dell’evoluzione tecnologica, la trascrizione non era più possibile.
Quanta nostalgia per i tempi della mia giovinezza, quando la raccolta delle tracce di un eventuale delitto era un’operazione di routine e, non avendo la magistratura lo spropositato potere di cui gode oggi, le indagini non erano distinte in più serie gerarchicamente subordinate, come quelle dei campionati di calcio!
Veniamo alla svolta di Minniti. Il nuovo ministro degli interni sembra voler porre un argine all’invasione musulmana: è andato in missione in quella che fu la “quarta sponda” per tentare una qualche operazione preventiva nel continente africano. In sostanza, vorrebbe ottenere qualcosa che somigli in qualche misura al trattato Berlusconi-Gheddafi, vanificato dall’improvvida guerra di Sarkozy, Obama e Napolitano che condusse all’uccisione del dittatore libico e alla creazione del caos attuale. I tre compari, per nostra fortuna, sono ormai tutti fuori gioco, anche se l’abbronzato premio Nobel per la pace ha ancora qualche giorno di tempo per combinare guai.
Io trovo giusta, ovviamente, la svolta, che purtroppo è molto tardiva. I governi postberlusconiani hanno avuto anni per accordarsi con i governi del continente nero per il rimpatrio dei delinquenti che provengono dai loro paesi: non hanno fatto nulla. Le nostre navi continuano a raccattare invasori sulle coste africane, facendo risparmiar denaro ai mercanti internazionali di carne umana e arricchendo gli analoghi mercanti nostrani (pardon, volevo dire i benefattori che gestiscono l’accoglienza!).
Nutrendo una certa benevolenza per la procura napoletana e per il governo italiano, potremmo dire: meglio tardi che mai! Io, credo, però, che sia a
ssai meglio presto, anziché tardi. In un paese serio, potremmo dire: meglio presto che mai!
Pietro Lignola

Vedi altre reazion

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ULTIMO NOSTRO POST – PREAVVISO DI SERVIZIO – SU FACEBOOK

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AHI SERVA ITALIA,…

Mussolini previde questi tempi – YouTube

26 ago 2012 – Caricato da NERO ITALICO

Mussolini si confessa, di Georg Zachariae, pag.192 GUARDA E DIFFONDI TUTTI I VIDEO VERITA’ DI …

PECCATO ! AHI SERVA ITALIA, DI DOLORE OSTELLO, NAVE SANZA NOCCHIERE IN GRAN TEMPESTA, NON DONNA DI PROVINCE, MA BORDELLO ! [ “Azimut-NewsLetter” mercoledì 11 gennaio 2017 ] – anteprima di web tra breve in rete – articoli : LA MALAITALIA – L’ITALIA DELLA CASTA – L’ITALIA DEGLI SPIONI – L’ITALIA DEI VASSALLI PERDE IL SUO CAMPIONE ( BombObama ) – L’ITALIA DEI “SOLITI IMBROGLI” – L’ITALIA DELLA MALAUNITA’ – L’ITALIA DEL NOSTRO SUD – L’ITALIA DEI SE…E MA… – L’ITALIA DEI “RIVOLUZIONARI DA OPERETTA” DEL “GOFFO GIULLARE” ( il Beppe ) – L’ITALIA DEL “NON E’ VERO MA CI CREDO”… – e altre notizie… [ VOTO SI’ VOTO NO : PER IL VOTO IMMEDIATO CHE NON CI SARA’, CON BUONA PACE DEL GIOVIN SIGNORE DELLA SINISTRA CHE URGE DI “SCUDO PARLAMENTARE”, POICHE PIU’ CHE LO SCIOGLIMENTO ANTICIPATO DELLE CAMERE POTE’ IL DIGIUNO. I PEONES, PER LA PRIMA VOLTA ELETTI ( Pd – M5S – etc. ) MATURANO IL DIRITTO ALL’ASSEGNO VITALIZIO NON PRIMA DEL 15 SETTEMBRE 2017. [ CAPITE ? ] – visita il sito : leggi visiona ascolta e rifletti – L’edicola ( dal << Roma ( “il Giornale di Napoli” ) >> e dal “Secolo d’Italia” ) e VIDEI. –

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
[ se non visualizzi tutto –  per leggere : vai sul sito ]
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—- Original Message ——–

Subject: Fwd: CIVG Informa N° 103
Date: Tue, 10 Jan 2017 10:34:51 +0100
From: info@civg.it” <info@civg.it>
To: CIVG <info@civg.it>
N°103
Se volete contattarci per collaborare con questo progetto, per proporci materiali, per chiedere altre informazioni o per essere cancellati dalla newsletter, inviate una mail a info@civg.it. A seguire, lo speciale sul disastro aereo in cui hanno perso la vita il dottor Liza, una parte del coro dell’Armata Rossa e alcuni giornalisti.
 

Dottor Liza, l’angelo dei bambini vittime della guerra e degli ultimi, è volata via

Enrico Vigna

AD Memoriam, dicembre 2016

 

Il 25 dicembre 2016 è caduto sul Mar Nero in Russia un aereo Tupolev TU –154 del Ministero della Difesa russo con 92 persone a bordo, tutte decedute.

Era diretto in Siria per portare un carico di aiuti umanitari destinati all’Ospedale Tishreen e a quello di Lattakia. A bordo c’era una parte del coro dell’Armata Rossa, che avrebbe cantato il 31 dicembre in un concerto per le truppe russe. Sull’aereo vi erano anche 9 giornalisti tra cui tre reporter del Canale Uno di Russia e tre del canale televisivo Zvezda Tv.

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L’EDICOLA
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—-Messaggio originale—-
Da: “Secolo d’Italia” <newsletter@secoloditalia.it>
Data: 12-gen-2017 5.21
Ogg: Govedì 12 Gennaio – Leggi le notizie di oggi
 
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Giovedì, 12 Gennaio 2017
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Non è ancora una bufera, ma ci sono tutte le premesse perché diventi un lento, inesorabile stillicidio che l’ombrello del duo Grillo&Casaleggio rischia di non parare.

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L’EDIZIONE DEL GIORNO

Il “Secolo d’Italia” è il quotidiano on line della destra italiana: fondato a Roma nel 1952, nel 1963 divenne l’organo di partito del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale e nel 1995 di Alleanza Nazionale.

Nel 2009 è stato uno dei quotidiani del Popolo della Libertà. Attualmente è organo della Fondazione Alleanza Nazionale.

 

Secolo d’Italia
Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186 Roma
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A PRESTO !
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“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli
FINE INTERVENTO

 

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