QUANDO LA VERITA’ NON E’ PIU’ LIBERA LA LIBERTA’ NON E’ PIU’ REALE E ALTRE NEWS: Le balle sulla Libia di Sarraj..Tripoli sotto golpe


QUANDO LA VERITA’ NON E’ PIU’ LIBERA LA LIBERTA’ NON E’ PIU’ REALE E ALTRE NEWS :  Le balle sulla Libia di Sarraj..Tripoli sotto golpe

QUANDO LA VERITA’ NON E’ PIU’ LIBERA LA LIBERTA’ NON E’ PIU’ REALE E ALTRE NEWS :  Le balle sulla Libia di Sarraj..Tripoli sotto golpe

 
12 GENNAIO 2017
<< Quando la verità non è più libera, la libertà non è più reale >>
IN COPERTINA
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DA TRE MESSAGGI “POSTATI” SU FACEBOOK  – TRE ESEMPI….
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MO’ VI – MENTO
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“AZIMUT” – IL CONDUCATOR DEI SANCULOTTI ITALIANI DA BARZELLETTA, UTILI AL SISTEMA DI POTERE, CHE METABOLIZZANO LA PROTESTA E INGLOBANO L’OPPOSIZIONE POPOLARE – SINO A QUANDO DURERANNO I VERTICI PARLAMENTARI DEI PEONES DEL M5S LE NOMENKLATURE DELLA TIRANNIA POTRANNO DORMIRE  SONNI TRANQUILLI E NON TEMERE ALCUNCHE’…..
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( . . . ) la foto di Amici VERI della non politica.
L'immagine può contenere: 3 persone, persone che sorridono, sMS
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“AZIMUT” – LA SINISTRA NEO GIACOBINA, CHE MANIPOLA E STRAVOLGE LA REALTA’, PROSEGUE ALACREMENTE – IMPERTERRITA E DISINVOLTAMENTE  – CON GENTILONI L’OPERA DELL’INEFFABILE  “RENZIE-FONZIE” …..
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La disoccupazione giovanile è a livelli record: 29%. Scarica il manifesto PD sui dati ISTAT con la richiesta di dimissioni di Berlusconi… Questo era il Pd nel 2011. Ora però che con RENZI è arrivata al 39,4%… Ma tutti ZITTI !!!

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“AZIMUT” – COME UCCIDERE LA SANITA’ PUBBLICA  E, POI, DA  VERI MARAMALDI BIANCOROSSI,  PRONTAMENTE DARE IN PASTO ALLA PUBBLICA OPINIONE UN CAPRO ESPIATORIO…..IL RESTO LO FANNO PENNE SERVILI CHE DEPISTANO…..
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( SE TROVI SPAZI BIANCHI PROCEDI UGUALMENTE – IL SERVIZIO CONTINUA )

Malati curati a terra a Nola, De Luca: “Licenziare i responsabili”… Scusate l’ignoranza, c’è un solo pronto soccorso per 600000 cittadini e i responsabili li cercano nel personale che invece di chiudere la porta in faccia alla gente, si è prestato oltre ogni limite? Ma cacciamo a calci in culo De Luca, la Lorenzin i criminali che tagliano la Sanità,ma regalano 20 miliardi alle banche!!

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SE TROVI SPAZI BIANCHI PROCEDI UGUALMENTE
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L’ODIERNO SERVIZIO CONTINUA
 
SE TROVI SPAZI BIANCHI PROCEDI UGUALMENTE
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Lehner: o De Benedetti in mutande o piena libertà per tutti di non pagare le tasse
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——– Original Message ——–

Subject: Lehner: o De Benedetti in mutande o piena libertà per tutti di non pagare le tasse
Date: Thu, 12 Jan 2017 09:39:56 +0000
From: Giancarlo Lehner <giancarlolehner@hotmail.com>
To: ( . . . ) 

Se un normale cittadino non paga il mutuo, perde la casa. Se un normale cittadino non salda il suo debito col fisco perde anche le mutande e, talora, la vita. 

Se De Benedetti, Zunino, Punzo, Mezzaroma, i compagni delle Coop rosse e gli altri esosi insolventi di sinistra e di destra mandano a picco il Monte Paschi ( e non solo), mi attendo che siano pignorati tutti, ma proprio tutti i loro beni mobili ed immobili, mutande comprese.

Trattandosi di delinquenza socialmente pericolosa e devastante, almeno quanto la criminalità organizzata, mi attendo il pronto intervento della grande supplente, la magistratura.

Se ciò non accade, ogni italiano ha il sacrosanto diritto di evadere, di non saldare giammai i suoi debiti con lo Stato, nonché di commettere impunemente tutti i reati finanziari possibili ed immaginabili. 

E’ ora di dimostrare che gli italiani sono uomini e non caporali.

E che, quand’anche abbia superato solo la scuola dell’obbligo, ogni italiano appena alfabetizzato possa pretendere di diventare ministro della Pubblica Istruzione.

Siamo uomini non Gentiloni.

Giancarlo Lehner

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Mannello – Le balle sulla Libia di Sarraj..Tripoli sotto golpe
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——– Original Message ——–

Subject: Le balle sulla Libia di Sarraj..Tripoli sotto golpe
Date: Thu, 12 Jan 2017 16:42:50 +0100
From: <info@vincenzomannello.it>
To: ( . . . )

@sottoinchiesta le balle del governo e dei #media  sulla Libia di Sarraj..io lo sapevo e loro no ? 😊

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CLICCA L’ALLEGATO
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IL SERVIZIO CONTINUA
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12 GENNAIO 2017
<< Quando la verità non è più libera, la libertà non è più reale >>
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IL NOSTRO SUD [ tratto dal blog di Angelo Forgione )
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Video

155 anni di retorica e bugie che non accenno a finire


10 maggio 1987, Napoli Campione d’Italia
Franceschini: «Napoli può tornare a essere una delle capitali …
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da “azimut archivio online”
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LA STORIA
Azimut * ( Napoli, 4 Giugno 2005 )
[ DIPARTINENTO << AREA STUDI E DOCUMENTAZIONE >> ]
Ancora…a proposito della << Dottrina del Fascismo >>……….. ( per precisare ). [A.S.V.]
…Ermando Ferraro, ha scritto ^ : “…Ma che mi combina, da tre sue mail girate com’è possibile questa paradisiaca rappresentazione del fascismo ? Credo che lei sia incorso nel revisionistico emendare di fatti che, come minimo, considero infausti…Ma poi, dico io, addirittura il subdolo filone d’una <<democrazia repubblicana>>, per ultimo nella Repubblica Sociale Italiana…Non scherziamo troppo, ma perchè “democratici”, si fa per dire, non si sono dimostrati prima ?….Non Le sembra di avere esagerato…nel giorno in cui ricorreva proprio  il 59° di fondazione della nostra Repubblica ? …”  ( Isola d’Ischia – Na. , 3 giugno ’05 ).
[ ^ Chi ha scritto si riferisce alla risposta, data in tre parti, in data 30 – 31 maggio e 1 giugno, alla richiesta d’informazione e documentazione, sul “fascismo idea”, pervenuta da parte dello studente G. d’A. ].
 
RISPOSTA. – << Crediamo, sinceramente, che si voglia travisare il tutto perchè “paradisiaco” – questo è un vero e proprio “autogol” – semmai si valuterebbe il contenuto di quanto – da noi – solo e soltanto riprodotto; che, però, è autentico ed è stato limitato – come dire – “all’osso”, non potendo ciò dispiacere a nessuno. In verità, a prescindere dal convenire o meno su quanto pubblicato, intendiamo sempre seguire lo stesso metro – che riteniamo sostanzialmente “asettico” – anche in questa nostra risposta -, poichè il giudizio resta, sempre, affidato agli Altri.
 
Senza doverne fare la lunga e dettagliata storia, in breve, iniziamo col dire che – in Italia – la <<democrazia>> è un fatto relativamente recente : nasce, in sostanza, sull’onda lunga “liberale”, con l’istituzione di assemblee parlamentari moderne : da quella della Cispadana e, poi, Cisalpina ( 1796 – ‘ 97 ), a quelle – successivamente – sorte un poco in tutta la penisola ( dalle Alpi – e passando per Napoli – alla Sicilia ); indi c’è la riforma del 1882 – dopo la realizzazione dell’ unità nazionale – che consentì un primo allargamento della base degli elettori, poi venne quella del 1912 che, praticamente, aprì la via al concetto di suffragio universale. In ultimo : la riforma del 1924, già in auge Mussolini Benito, che creò il collegio unico nazionale con quindici circoscrizioni, a sistema “maggioritario” ( “Legge Acerbo” ) , in una cornice perfettamente liberaldemocratica. Mussolini, nel 1921, per il tramite dei “blocchi nazionali giolittiani” – liste ove erano inclusi i candidati fascisti – , ottiene – nelle elezioni – trentacinque deputati ed alla fine di quell’anno, con il congresso di Roma, trasforma l’assieme dei Fasci da movimento a “partito istituzionale” con la denominazione di P.N.F. ( Partito Nazionale Fascista ). Dopo il noto ottobre ‘ 22, periodo preceduto dalla c. d. “marcia su Roma”, nasce il primo Gabinetto – Mussolini ch’era di coalizione : fascisti, nazionalisti, liberali, democratici e sociali popolari ( all’ultimo momento, restano fuori gli esponenti riformisti della C.G. L. – Camera Generale del Lavoro ). Camera e Senato, infatti, lavorano – per oltre un’anno – in piena condivisione col governo e, per l’appunto, nell’aprile ’24, fascisti e liberali – uniti – ottengono nelle elezioni il 64% dei voti validi, una votazione schiacciante ( facendo a meno del c.d. “premio di maggioranza”, pure previsto dalla legge )
.
Quì la “prima fase” e converrà, poi, riprendere il discorso sull’iter successivo. Intanto soffermiamoci sull’ “impianto costituzionale” di quel tempo. Nel diritto moderno, nel caso di Stati sovrani, lo Statuto assume più comunemente il nome di carta costituzionale o di costituzione : vigeva, sempre, lo Statuto come costituzione promulgata, a suo tempo, dal Re Carlo Alberto – già per lo Stato Sardo ( 4.03.’48 ) – poi estesa al Regno d’Italia , come una vera legge; constava di ottantaquattro articoli, distribuiti in nove gruppi, e il primo per le dichiarazioni fondamentali come la forma di governo, le funzioni del Re, eccetera. Con un “sistema bicamerale” : il Senato – dal 1848 al 1947 – rimase sempre di nomina regia, composto da personalità scelte fra ventuno categorie ( indicate all’art. 33 dello Statuto ) e membri di diritto i principi reali; e con funzioni identiche, similari, a quelle della Camera elettiva ( nel tempo, vedremo come…) salvo la preminenza di quest’ultimo ramo del parlamento, o meglio sarebbe dire la “precedenza”, in materie quali l’approvazione dei bilanci e l’imposizione dei tributi, eccetera. Però poteva trasformarsi in “Alta Corte di Giustizia” ove a giudicare i reati di attentato alla sicurezza dello Stato oppure per reati minori i membri del governo – accusati innanzi alla Camera – nonchè come giudice dei reati , commessi dai suoi stessi componenti. La nuova Costituzione ( repubblicana ) , come noto, viene promulgata dall’assemblea costituente solo il 22 dicembre 1947. Fu possibile farlo perchè nel giugno del 1946, come noto, si svolse il referendum che abolì l’istituto monarchico e proclamò il regime della Repubblica.
 
Ma c’è il “prima”. Anni dal 1924 al 1945, cosa accade?  La crisi, imprevista e improvvisa, conseguente all’uccisione del deputato socialista Giacomo Matteotti ( 10.06.’24 ), vicenda che – seppure gli esecutori individuati e perseguiti – ben due processi non hanno sufficientemente chiarita mentre una “responsabilità”, almeno “morale”, di Mussolini è sempre rimasta non più che una semplice – malcelata –congettura; e con il successivo abbandono della Camera da parte dell’opposizione ( “L’ Aventino”) , e per riflesso l’accentuarsi  e lo “scontrarsi”- nel fascismo – della diversificazione tra la tendenza <<revisionistica>> ( liberaleggiante ) e quella  << rivoluzionaria >> ( intransigente ), provoca “mutazioni” che furono, ampiamente, individuate nell’intervento parlamentare, peraltro “equidistante” ( se non ostile alle due “tendenze” ) , di Mussolini – il 3 gennaio 1925 (la << svolta >> ). 
 
Sta di fatto che, a fronte di un “defilamento” del Re e dei “moderati”, Mussolini inizia con l’eliminare una più che solida << autonomia >> del Partito Nazionale Fascista per “incorporazione” nello Stato. E “mutazioni” concretizzatesi, in gran parte, tra il 1926 e il 1928. La serie di provvedimenti, fermo restando lo Statuto ( la Carta Costituzionale ) nonchè il funzionamento del Senato e le prerogative del Re, portarono però, gradualmente. al cosiddetto << assetto corporativo >> che si può dire divenne compiuto a partire dagli anni ’32 – ’33 ( anche per espandere l’iniziativa pubblica ) e, se vogliamo, istituzionalizzato realmente nel ’39 per il tramite del funzionamento d’una “Camera dei Fasci e delle Corporazioni”.  Nasce così la <<diarchia>>, una forma di mediazione e di “compromesso storico”, che i contenuti delle leggi emanate dimostrano ampiamente :  tacitamente sopravviveva il vecchio “stato conservatore” ma  (si) consentiva un percorso, già iniziato, di grandi innovazioni e per la modernizzazione del paese.
 
La prima e sola preoccupazione di Mussolini affinchè non s’interrompesse la prioritaria << strada maestra >> di questo cammino che lo portò – come “uomo di Stato” – , indubbiamente, a “sacrificare” o, meglio, ad accantonare tutto il resto. Precede, urgente, la legge 24.12.1925 n.2263 sulle prerogative del capo di governo; e seguono : la n.100 – 31.01.’26 che assegna al potere esecutivo – anche – l’emanare norme giuridiche, del 4.02.’26 n.237 – n. 1910 del 3.09.’26 sulle amministrazioni locali per le “sospensioni elettive”, etc. ; e la n. 2008 del 25.11.’26 “…per la difesa dello Stato…”, e la “costituzionalizzazione del <<Gran Consiglio del Fascismo>> il 9.12.28, eccetera. L’assorbimento del Gran Consiglio, unitamente al cosiddetto << sbloccamento della confederazioni dei sindacati fascisti >> – per lo stesso motivo – ( 1928 ), preceduto dal dispositivo che inaugurerà la << Carta del Lavoro >> ( 21.04.’27 ) ,  oltre che le suaccennate leggi, consistevano in una sorta di annessione del fascismo da parte dello Stato (!), o rendevano effettivamente e totalmente “fascista” lo Stato? Quel ch’è certo, comunque sia, risultano – sino a un certo punto – la figura e i << poteri >> di un “Mussolini – mediatore”. Che, poi, appena potrà, si spingerà “oltre”. Prima in ambito dell'<< impianto costituzionale >> esistente e, poi, di fatto “cessato l’istituto monarchico”.
 
Ora, per ritornare alla “vicenda Aventino”, i deputati si dichiararono decaduti solo con provvedimento del 9.11.’26 e fu avviata, nel contempo, una riforma della sola Camera dei Deputati ( e del sistema elettorale ), completata il 1928,  per il plebiscito del 1929 che l’approvò; e si disegnò, questo ramo del parlamento, solo dopo molti anni in “Camera dei Fasci e delle Corporazioni”, assemblea elettiva – composta da quattrocento deputati – risultato di candidature, non dei partiti, che provenivano dalle direzioni delle confederazioni sindacali ( resa valida se col 50% + 1 dei votanti e, in mancanza, dovendosi reiterare la tornata elettorale con possibilità – accordata – anche con partecipazione di “listone alternativo” ). Senato sempre in piedi, senza volerci – ulteriormente – dilungare, il resto è tutta storia che si conosce : e per il procedere il <<ventennio>>, e per finire nel periodo – limitato al Nord – della <<Repubblica Sociale Italiana>>, troppo breve per l’operare compiutamente. 
 
Una “cornice costituzionale”, intatta, resterà sino al 25 luglio ’43 : Mussolini, nonostante tutto, infatti, accoglie – sino alle estreme conseguenze – l’ordine del giorno – presentato al Gran Consiglio ( da Dino Grandi ) – che, approvato, recita : ” Il Gran Consiglio…esaminate la situazione interna e internazionale…afferma la necessità dell’unione morale e materiale di tutti gli italiani in quest’ora grave e decisiva …invita il Capo del Fascismo a pregare la Maestà del Re, verso la quale si rivolge fedele e fiducioso il cuore dell’intera Nazione, acciocchè Egli voglia, per l’onore e la salvezza della Patria, assumere con l’effettivo comando delle Forze Armate…secondo l’art. 5 dello Statuto del Regno, quale suprema iniziativa di decisione che le nostre istituzioni a lui attribuiscono e ne sono sempre state in tutta la nostra storia nazionale, il retaggio glorioso della nostra Augusta Dinastia di Savoia”. Ma poi venne Badoglio e l’armistizio. Quindi la successiva divisione, in due parti, dell’Italia  ( la Rsi al nord e il “Regno del Sud” ) e – nel culmine del secondo conflitto bellico – la sanguinosa appendice della guerra civile, etc. , con la tragica fine di Mussolini
 
Crediamo avere, esaurientemente, corrisposto alla sostanza posta dai quesiti in fondo “provocatori”; che impongono, innanzitutto e sopratutto, un discorso storico – contestualizzato – tanto più onesto e obiettivo, quanto più libero da << apologia >> acritica o <<detraziòne>> per pregiudizio, “passioni politiche”, “ragioni faziose”, etc., limitandoci al “registrare da notai”. Ciò, tuttavia, non esclude la “discussione politica” sul condividere – o meno -, preferire – o meno -, una forma di governo piuttosto che un’altra; ma questo è altro problema.  D’altronde, volendo solo accennare all’aspetto politico – che discende da quello storico -, ma sempre e soltanto per ragioni di studio, occorrerebbe spiegarsi il perchè l’antifascismo – sino alla stessa c.osiddetta << resistenza >> – non sia stato mai un fatto maggioritario; e che, a tutt’oggi, a parte  che le “questioni” sull’entrata in guerra e sulle sue vicende finali nonchè sulla costituzione della Repubblica Sociale Italiana ( e l’eliminazione fisica, tanto oscura, dello stesso Mussolini ) restino in sospeso  ( permangono: il “segreto di stato”, il “blocco degli archivi”, l’impedimento – sul piano nazionale ed internazionale – alla “consultazione storica” di documentazioni inaccessibili, eccetera ) , non si dispone di un parametro alternativo, di un diverso modello, rispetto a quel che fu nel dispiegarsi del << ventennio fascista >>; ovverosia che, a parte le forti contrapposizioni << pro >> o <<contro>> dopo il 1939, sostanzialmente il consenso fu forte se non, addirittura, totalitario : sino a condizionare quasi tutti i fuoriusciti e gli stessi comunisti all’estero [ << Manifesto per la salvezza dell’Italia e la riconciliazione del popolo italiano : “…Al popolo italiano…noi  abbiamo ragione di inorgoglirci della nostra storia patria.Questa Italia,bella, queste ricchezze frutto del lavoro…Noi comunisti facciamo nostro il programma fascista del 1919…Noi proclamiamo che siamo disposti a combattere assieme a voi,…Diamoci una mano, fascisti e comunisti, cattolici e socialisti, uomini di tutte le opinioni…Soffriamo le stesse pene, abbiamo la stesse ambizione: quella di fare l’Italia forte, libera e felice”. ( Palmiro Togliatti – agosto 1936 – seguono le firme di 64 esponenti comunisti ) – ].  Tutto questo, per onestà, va oggi detto. Può e dev’essere detto, dato che il tempo trascorso – e gli uomini “passati” –  ne consentono una vera “lettura”.
 
Crediamo, infine, non avere compiuto alcuna sorta di “strappo” , informando e documentando, perchè azione coincidente con la giornata del 59° di fondazione della Repubblica, proprio e perchè riteniamo che la comparazione giuspubblicistica, e sulla fioritura degli studi e progetti – per la trasformazione dell’ordinamento statuale – , dimostri indubitatamente come fu un <<f atto unitario >> degli anni quaranta – seppure e poi con l’Italia divisa e lacerata in due dalla “guerra fratricida” – l’aspirazione ad una nuova Carta Costituzionale, che fu possibile – successivamente – varare da parte della Costituente.  La nostra Costituzione. Che da tempo è di tutti: e ciò, con buona pace della reiterata e “consolidata” natura “democratica, antifascista, nata dalla resistenza…”, dato e considerato che la Storia è sopratutto una <<continuità>> nell’evoluzione puttosto che una <<discontinuità>> nell’interruzione,  ciò dovrebbe consigliare – finalmente – di fissare quanto e non solo – nei suoi articoli –  vi sia  parte d’incontro tra liberali – cattolici – comunisti, e quanto ha registrato dal << prima >>; che, dagli anni venti, si svolse – per l’appunto – in Italia e sino all’epilogo degli anni  1943 – 1945 che si riferisce, sopratutto, allo << sbocco repubblicano >> , intervenuto nel fascismo.
 
E, in conclusione, non possiamo scusarci se – poco zelanti a riguardo di altre “versioni ” che van per la maggiore – non siamo riusciti che, una sola volta, ad utilizzare il termine << totalitario >> e solo per riferirlo al consenso; come a non usare mai il termine << autoritario >> poichè inquadrato – motivatamente ( o “giustificativamente” )  – il solo surplus d’una “legislazione eccezionale” ( volendo, pure, acconsentire  ad impostazioni altrui ); oppure per non avere usato mai quello di << dittatura >>  o quello di <<regime personale>> ( in quantochè Mussolini fu in “tanta compagnia” ) ; e di avere, invece, molto, usato il termine << democrazia >> che, se “patrimonio comune”, non può stralciare – almeno nelle  intenzioni – proprio  le aspirazioni alla repubblica che hanno preceduto sulla nostra, attuale. >>. ————– ( sabato , 4 giugno 2005 ) messaggio ———————– [ * “Azimut” – Napoli ] —–
*AZIMUT ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE      
( VIA P. DEL TORTO N.1 – 80131 NAPOLI )
<< Quando la verità non è più libera, la libertà non è più reale >>
[ da una rivista letta, maggio 2005 ]
[ altro ]

LA STORIA E’ SCRITTA (E RISCRITTA) DAI VINCITORI MAI DAI VINTI

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“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
FINE INTERVENTO 
 
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