2017 : COSA SI NUOVE A DESTRA ? L’EBOLLIZIONE E LA SINDROME DEL TORCICOLLO ALTRE NEWS


2017 : COSA SI NUOVE A DESTRA ? L’EBOLLIZIONE E LA SINDROME DEL TORCICOLLO ALTRE NEWS

 

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2017 : COSA SI NUOVE A DESTRA ? L’EBOLLIZIONE E LA SINDROME DEL TORCICOLLO ALTRE NEWS [ “AZ.” – 15/01/2017 ]
Italia sotto la morsa del gelo Artico: neve e ghiaccio anche a bassa quota. Le previsioni meteo L’ITALIA SOTTO IL GELO – NEVE – PIOGGIA E VENTO MA LA VERA CALAMITA’ SONO LE CAVALLETTE DELLA pOLITICA…..
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OGGI
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2017 : COSA SI NUOVE A DESTRA ? L’EBOLLIZIONE E LA SINDROME DEL TORCICOLLO ALTRE NEWS [ “AZ.” – 15/01/2017 ]
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CI MANCA UNA GUIDA, PER NON DIRE IL CAPO, CI MANCA UN CARLO MARTELLO
11 gennaio · YouTube · 
 
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Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers – Volume I – 1967
 
2017 – COSA  SI MUOVE A DESTRA ?
Arturo Stenio Vuono
la tua immagine del profilo, L'immagine può contenere: 1 personaSINDROME DEL TORCICOLLO
L’inizio è tutto in linea, francamente, con molto del passato e poco per il presente;e quasi nulla, una carenza imperdonabile, per il futuro che non si dichiara a chiare lettere, si resta sempre in mezzo al guado; ma non c’è da stupirsi, i protagonisti – ispiratori dell’ebollizione a destra, in preda alla sola sindrome del torcicollo, sono sempre e quasi gli stessi che non hanno dato buona prova di se.Il 2017, così stando le cose, non ci porterà nulla di buono.Peccato. Lo diciamo, con tutto il rispetto, ai promotori delle varie e diverse iniziative in corso; il nostro, tanto per chiarezza, è un giudizio politico per l’inizio, che non vuole essere offesa per le persone, lieti se fossimo messi in condizioni, per il prosieguo, di cambiarlo. Indubitatamente la fondazione di Alleanza Nazionale e Fratelli d’Italia della Meloni, almeno nelle intenzioni – e per le diverse funzioni – , per la verità,  mostrano di fare la differenza; in quanto agli Altri non si può operare da parte di gruppi, autoreferenziali, privi di nuove aggregazioni – per il non avere seminato – che corrono il rischio di restare come generali senza esercito.
Molto moltissimo, abbiamo detto e ridetto sul Msi e sulla Destra, ovviamente pure sul centrodestra. Cosa aggiungere ? Proviamo a ripescare, dal nostro archivio online, qualche nostro intervento e quanto di Altri pubblicato in rete. Solo due esempi:
 
[ 2013 ]
 

[ OGGI SUL “ROMA” – in prime e segue in penultima pagina]

L’INTERVENTO

PER LA DESTRA UN RITORNO AL FUTURO

 di Arturo Stenio Vuono*
Opportunamente s’è aperto sul nostro “Roma”, antico foglio di saggezza e di equilibrio, il dibattito sulla possibile e per ora ventilata ricomposizione della Destra.
C’è tempesta in Italia e c’è voglia di Destra. Ciò che occorre innanzitutto
– causa un passato che non ha dato buona prova di sé – è evitare una semplice operazione a ricircuitare i cocci della diaspora.
Una riflessione certamente s’impone per l’attuale, ma per privilegiare i contenuti.
Quale il quadro? Avanza e si consolida una « democrazia senza popolo », la nostra è una democrazia malata e cresce il distacco tra il paese legale e il paese reale. La patologia, incurabile, si manifesta chiaramente e, in prospettiva, il futuro è tutto nel segno d’una “(senza) demos-crazia”.
Come ripensare la Destra? C’è già o verrà? La “stagione referendaria”, le passioni per il grande cambiamento, la tensione ideale e tutto il resto che contrassegnò i tempi che furono, ad iniziare dall’anno 1993, è ormai solo preistoria.
Perché non dirlo? Venuto meno tutto ciò e ogni spinta propulsiva per la trasformazione e la sperata, invocata modernizzazione, oggi ci ritroviamo tutti orfani, impotenti del già auspicato rinnovamento. La nazione, incredula e attonita, appare rassegnata. L’Italia, che voti o meno, sente che il rito delle urne oramai serve a poco e, francamente, come e più per il passato, tutte le consultazioni – che spostino gli equilibri a destra o a sinistra – il baricentro alla fine resta sempre al centro; ovverosia nel vuoto della marmellata e del neutro-liquido più assoluto.
Il maggioritario, l’alternanza, il presidenzialismo, in uno con e per il bipolarismo e il federalismo, sono tutte pagine del passato; e difficilmente potranno, dopo un ventennio di più tentativi impossibili, (ri)trovare la forza del ritorno. Lo sanno bene gli uomini, le donne e i giovani che ne sposarono il destino, di svolta in svolta, lungo il percorso che dal Msi al Msi-Dn e da An portò al Polo e, infine, nel Pdl.
Da qualche anno, poi, si aggiunge un dramma quotidiano e una doppia angoscia ti assale: per prima la cosiddetta morte della politica e del suo primato, unita alle morti che ora, quotidianamente, genera la cosiddetta “crisi”; e angoscia perché ormai non fa più notizia la disperazione di famiglie e giovani, di imprenditori, operai e pensionati. Angoscia l’avanzare di vecchi e nuovi poveri.
E’ questo, e non solo, il risultato dell’unica, vera e reale contaminazione dell’antiberlusconismo che, a suo tempo, si regalò il prode Signor Prodi e che poi, nel recente, s’è regalato il robotico Mister Monti. In quanto al subentrato Letta, se son rose fioriranno e chi vivrà vedrà. Perciò, e per tutto ciò, occorre non negarsi al dibattito.
E cosa si accinge a dire, se si ricostituirà, una Destra? Una Destra per il centrodestra? Una Destra per battere la crisi? E’, questa, più d’una domanda delle cento pistole. Lo sanno costoro che, in mancanza di risposte, mai e poi mai potrà interessare la rinnovata, ineffabile e sterile “cronaca di Bisanzio”?
*Presidente Associazione Culturalsociale “Azimut” – Napoli
 
 
[ 2014 ]
May 17 – Su Tatarella tavola rotonda –  dal  “Roma” di Napoli
Oggi a Napoli accadrà un fatto notevole: alcuni uomini si ritroveranno attorno ad un tavolo per discutere le idee di Pinuccio Tatarella. Di fronte alla disarticolazione di ciò che fu il Pdl, infatti, il grande leader della destra e precursore del centrodestra italiano parrebbe destinato tra gli sconfitti della storia. Prematuramente scomparso 15 anni fa, il solo pensare di riproporre – oggi – una discussione sulla sua concezione politica rischia di apparire velleitarismo puro o, nella migliore delle ipotesi, generosa quanto inutile mozione degli affetti. Eppure, il fatto che alcuni esponenti di Fi, tra i quali tatarelliani della prima e dell’ultima ora come Gasparri e Laboccetta, abbiano deciso di rilanciare l’attualità del pensiero dell’uomo di Cerignola, appare molto più di un mero esercizio intellettuale. Dimostra la consapevolezza che se il centrodestra vuol ritrovare il filo di Arianna per uscire dal maledetto labirinto nel quale si è cacciato, beh, ha un solo modo per farlo: tornare lì dove tutto ebbe inizio. Non si tratta di un’operazione nostalgia, ma di recuperare le coordinate, innanzitutto culturali, di un progetto che ha dimostrato di saper raccogliere attorno a sé il meglio delle energie della società italiana.
Fa impressione constatare che il nucleo forte del pensiero politico di Tatarella – l’unità delle forze alternative alla sinistra – sia rimasto schiacciato da un lato sotto il peso di divergenze tattiche, ambizioni e rancori personali, e dall’altro dall’ostilità dei “poteri forti” nazionali e sovranazionali, sulle cui responsabilità emergono ogni giorno nuovi e più probanti elementi.
Un filo rosso sembra unire l’inizio e la fine. Il 1994 come il 2011: nel primo caso, a spezzare l’esordio al governo furono lo strappo della Lega e l’avversione – clamorosamente denunciata dal “ministro dell’Armonia” – dei padroni del vapore nostrani; nel secondo furono la rottura di Fini e la trama di chi puntava a colpire gli interessi italiani. Il resto lo ha fatto quel virus dell’ambiguità politica impadronitosi della destra, che proprio Tatarella aveva denunciato come il principale e più pericoloso dei nemici.
Per questo la riflessione e l’azione del politico pugliese sono tremendamente attuali. Non per formulare una diagnosi del male che sta divorando il centrodestra, annullandone la capacità di proporsi come credibile alternativa di governo alla sinistra renzizzata, ma per proporre una terapia. Presidenzialismo, conservatorismo, tradizione, meridionalismo, identità, modernizzazione e giustizia sociale sono i cardini del pensiero tatarelliano in grado di ridare senso alla costruzione di una nuova aggregazione per andare, ancora una volta, “oltre”. Oltre le illusioni dell’antipolitica, oltre gli inganni e le confusioni di questi anni. Nel solco di quella “ideologia italiana” di cui Tatarella è stato l’ultimo e lucido esponente.
Il resto seguirà.
 
E CI FIRMIAMO – SIAMO STATI E SIAMO FIGLI DEL MSI, MA SIAMO STATI E SIAMO FIGLI DELL’ << ANDARE OLTRE >>
[ 2012 ]
 
January 02, 2010 Messaggio…amarcord e futuro.(AZ. News : gennaio 2010 ) Vuono – January , 2010 |  “Noi, la < lunga marcia > e gli Altri” ( News : genn. ’10 ) Associazione Azimut – arenella “Cattivi maestri”: nel 2010 – KO… 
MESSAGGIO DEL NUOVO ANNO | PER LA RIVINCITA | AMARCORD E FUTURO |
Per far chiarezza…
presidente – “Azimut”
Noi, la < lunga marcia > e gli Altri
 
[ UNI STRALCIO ] : – ” ( . . . ) ben consci, noi, che la partita è molto più ampia che, semplicemente, solo tra la < destra > e la < sinistra >: un round finale, non più rinviabile, tra virtuosissimi – veri  < innovatori > e i “vetero-repubblikanes”; si da il caso che, noi, avendo operato – con una marcia di “lunga durata” – nella < forma – partito > e, poi, con una nostra “postazione telematica”, però non ci sentiamo come il soldato nipponico che – mai uscito dalla foresta – pensava il conflitto non terminato, anzi, semmai a condividere che saggezza e responsabilità venga, alfine, da tutte le parti, a vantaggio della < patria comune >; si da il caso che, noi, avendo attraversato l’incendio di anni del < terrore – orrore >, e dato l’affacciarsi – nell’attuale – di nuove e irresponsabili semine dell’odio, perciò siamo e restiamo impermeabili ad ogni tipo di “attenzione” e intimidazione: in ultimo, circa un anno e mezzo – ormai trascorso -, oggetto del noto < blitzkrieg > ovverosia dell’irruzione, con rapina a mano armata, simulata una perquisizione in sede, delle cui indagini – per ammesso che vi siano state – nulla, a tutt’oggi, è dato conoscere e/o saperne l’eventuale esito. Ma come si fa – da più parti – a non ammettere sinceramente  che esista un < problema – giustizia > ?; ( . . . )  Noi e gli Altri, dunque, non siamo la stessa cosa. Quando pensiamo, spesso e volentieri, alla < marcia > – tappa per tappa cui nessuno ci ha costretto – nitido il ricordo di un “vecchio, bianco per antico pelo” (un nonno paterno, ferroviere – che usava nel tempo libero lucidarsi la < sua > locomotiva – non un < letterato > ) che, ai rimbrotti in famiglia, per l’adesione “a destra” – appena noi più che adolescenti – , opponeva, invece,  l’invito: “…lasciatelo fare il ragazzo…la sua è l’idea del futuro…”, capite ? così vicino al passato, con la possibilità di giustificatissime < nostalgie >, parlava non di passato ma di futuro! (…)
 
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15 GENNAIO 2017
<< Quando la verità non è più libera, la libertà non è più reale >>
IN COPERTINA
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L’EBOLLIZIONE
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Oggi alla Scuola di formazione della Fondazione Alleanza nazionale per un incontro con 100 ragazzi e ragazze provenienti da tutta Italia.

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Da venerdì 17 febbraio al lavoro per offrire un soggetto politico che metta al centro gli italiani. Con tante sorprese
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Ora tocca a noi. A noi della Campania continuare nella logica e nel percorso di aggregazione e di rinnovamento. Noi sogniamo il ritorno dei giovani all’impegno 

Altro…

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Napoli, Azione Nazionale-Noi con Salvini-Napoli Capitale: elezioni subito e opposizione dura a de Magistris e De Luca

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“AZIMUT” – ultimo nostro post su facebook
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ALMIRANTE NO REVIVAL RIVISITAZIONE
anteprima di web – servizio tra breve in rete i link su Almirante – per leggere visionare e ascoltare clicca i testi dei post – IL MSI LA DESTRA E I GIOVANI NAZIONALI NON E’ UN REVIVAL MA UNA DOVEROSA RIVISITAZIONE [ “AZIMUT-NEWS” : 14 GENNAIO 2017 ] — tratto da “Giorgio Almirante – blog” – https://azimutassociazione. wordpress.com
ACCA LARENTIA – 2017 – RICORDO DI RODOLFO GRAZIANI – RICORDO DI JUNIO VALERIO BORGHESE – L’EDICOLA ( “SECOLO d’ITALIA” ) E TANTE ALTRE NEWS – SEI ULTIMI NOSTRI SERVIZI IN RETE – LINK –  ULTIMO NOSTRO PREAVVISO DI PROSSIMO SERVIZIO SUD TERRE BENEDETTE DA DIO –  Arturo Stenio Vuono : per leggere tutto visionare ascoltare e riflettere visita il nostro sito. BUONA DOMENICA !
Video toccante che riprende alcuni tratti salienti di Giorgio Almirante, padre politico indiscusso delle nuove generazioni post #Fascismo. Con lui ha proseguito quell’ideale di #libertà, per lui continuerà quel sentimento di#nazionalità. – IN EVIDENZA – la notizia :Una domanda al Prefetto Morcone (venuto oggi a Napoli per chiedere di dare 60 milioni alle Onlus che devono guadagnare su altre migliaia di clandestini che devono venire in Campania) “ma Lei, quale rappresentante dello Stato, non ritiene che come prima cosa oggi si sarebbe dovuto recare sulla tomba di quel giovane campano, padre di famiglia, morto di freddo e di fame appena 3 giorni fa, perché non aveva una casa, a chiedergli scusa, come minimo ? IO DI UNO STATO COSI MI VERGOGNO!!!! Un plauso a Simona Sapignoli ; a Rosanna Ruscito ; a Bona Mustilli ; a Ciro Pisacani ; a Giancarlo Borriello a Carlo Alberto Paolino ed a Gennaro Sanseverino per essere scesi in piazza e dirgli democraticamente “C’ è un’ altra Italia che non la pensa come voi”. ( Gianluca Cantalamessa: post 13/01/2017 )
POST SU FACEBOOK [ “AZIMUT-NEWS” – ULTIMO – SABATO, 14 GENNAIO 2017 ]
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Freddo e pioggia non hanno fermato gli intrepidi “nostalgici” del MSI.
Alla Contea tutti presenti per ricordare i 70 anni della fondazione del MSI. Bello e commovente il video proiettato con applausi e suggestioni. 
In prima fila si vedono Bruno Esposito, Emiddio NoviMarta Schifone, Anna di Bello, Carlo Narciso, Guido Augusto, Antonio Cantalamessa, Vincenzo Basile, Mario Marino, Salvo Iavarone Rosario Lopa
Costituito il Comitato per i 70 anni a Napoli.
Il video introdotto da Luciano Schifone
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Il centrodestra prova a riorganizzarsi in vista delle prossime scadenze elettorali amministrative (tra aprile e giugno) ma, soprattutto, punta a recuperare un’unità effettiva…..
[ tratto dal “Secolo d’Italia” ]
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Legge elettorale, prove di unità nel centrodestra in attesa della Consulta

Legge elettorale, prove di unità nel centrodestra in attesa della Consulta

venerdì 13 gennaio 2017 – 

Il centrodestra prova a riorganizzarsi in vista delle prossime scadenze elettorali amministrative (tra aprile e giugno) ma, soprattutto, punta a recuperare un’unità effettiva dopo le polemiche delle scorse settimane. Il tema è sempre quello della legge elettorale. Il 24 gennaio si pronuncerà la Consulta e da quel momento la discussione nei partiti e tra i partiti avrà toni e modalità meno accademici.

Quagliariello: «La compattezza del centrodestra è prioritaria»

Si candida a tessitore dell’unità della coalizione Gaetano Quagliariello, presidente di “Idea – Popolo e libertà“, che in queste ore ha chiamato a raccolta un centinaio di amministratori locali in una convention tenutasi a Palazzo San Macuto: «Il punto centrale per il centrodestra – ha avvertito l’ex-ministro delle Riforme – resta la ridefinizione dell’agenda di una politica che non può essere distante dalle idee e dalla conoscenza». La scommessa è quella «di essere riconoscibili in Parlamento e incisivi, come lo siamo stati, come piccolo drappello, nella battaglia sulle unioni civili». Sulla legge elettorale e sulla querelle tra sostenitori del proporzionale (Berlusconi) e fautori del ritorno al Mattarellum (Salvini e laMeloni), Quagliariello invita a non perdere «il riferimento alla coalizione». Quanto alla legge elettorale, privilegia l’esigenza di «essere seri: dobbiamo dare al Paese una legge elettorale che non venga bloccata dalla Corte Costituzionale prima di entrare in vigore». Di unità parla del centrodestra parla ancheAlessandro Cattaneo, membro del Comitato di presidenza diForza Italia: «Se le forze di centrodestra sapranno essere unite – ha dichiarato in una nota -, saranno competitive qualunque sia il sistema elettorale con cui andremo al voto. L’impegno e la presenza in campo del presidente Berlusconi saranno determinanti per la vittoria alle elezioni politiche».

Rampelli contro il «duo Renzi-Padoan»

Non si sofferma sullo stato di salute del centrodestra ma muove un duro attacco alla politica economica del governo il capogruppo di Fratelli d’Italia-An Fabio Rampelli. «Il nuovo, incessante, aumento del debito pubblico, registrato daBankitalia – ha detto l’esponente di FdI-An – è l’ennesimo pugno nello stomaco degli italiani. Costretti a tirare la cinghia, ad affrontare sacrifici inauditi senza vedere modificarsi la drammatica condizione debitoria del Paese. Il tutto a causa delle politiche economiche e fiscali sbagliate dei governi. L’ultimo fallimento colpisce indiscutibilmente il duo Renzi-Padoan e il Pd».

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ALTRE NEWS
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ABBIAMO, ORMAI, RASCHIATO IL FONDO DEL BARILE….
 
Di Maio cade sul congiuntivo: 3 tentativi per azzeccarlo. E la rete ironizza: "Batti lei" In assenza di Renzi, botte all'amico Marchionne. Il veleno degli arrabbiati che fa male all'Italia
Un frame del video di Palazzo Chigi mostra il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni (s) mentre  bacia la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio durante il Consiglio dei ministri © ANSA
 
 

 
 
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12 gennaio  · ( . . . )·

Come ha ragione!
Magari si trattasse di un ritorno al paganesimo, quello che impera oggi è l’ateismo, la negazione di Dio, non soltanto del Dio cristiano, ma di qualsiasi divinità creatrice e organizzatrice del mondo. E’ già successo: la Torre di Babele, una scalata al cielo possibile grazie allo sviluppo tecnologico dell’epoca, voleva, proprio come l’ateismo moderno, installare l’uomo nella camera di controllo dell’universo. In alternativa, la religione dell’odio praticata dai seguaci di Maometto. Dalla padella nella brace.

‘La cultura occidentale si è organizzata come se Dio non esistesse. Siamo noi ad averlo ucciso. L’uomo non sa più né chi sia né dove vada’. Il testo completo…

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Subject: Lehner: Obama e la peste del Terzo Millennio
Date: Sat, 14 Jan 2017 11:48:56 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To:  ( . . . )

Ho sognato un’Italia intellettualmente onesta. 

Tra luci e nebbie oniriche mi sono apparsi ministri, politici e opinionisti, che chiedevano conto a Obama delle patate bollenti (disastri delle “primavere” arabe, sanzioni alla Russia, Libia, migranti), scaricate sulle nostre spalle, attraverso i servitori italiani, specie gli ex comunisti, ma non solo. 

Nel sogno, alcuni lo etichettavano come “fratello musulmano” con l’idea fissa dell’islamizzazione dell’Occidente; altri come il diversamente intelligente in grado di ingigantire la figura di Putin, elevato a grandissimo statista; i più propendevano, però, per la definizione di pupazzo nefasto, un bla-bla-bla incapace di gestire financo un piccolo condominio di Harlem.

Nel sogno, soltanto io cercavo di giustificare Barack Hussein, spiegando che il cosiddetto nuovo che avanza, attraverso il pensiero unico e il politically correct, si spiega con l’epidemia della morte nera del Terzo Millennio: il bacillo dell’imbecillità in sinergìa col virus dell’ignoranza.

Al risveglio, mi sono informato sulla possibile profilassi. 

Mi dicono che il vaccino lo stia preparando Vittorio Sgarbi.

 

Giancarlo Lehner

 

[ L’OPINIONE – dal << Roma ( “il Giornale di Napoli” ) >> ]

 

La squadra di governo andava modificata

Opinionista: 

Ugo Grippo

Il messaggio augurale di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ci lascia fiduciosi che, finalmente, il Paese si ritrova un Capo di Stato sinceramente arbitro al di sopra delle parti, rispettoso del ruolo che gli assegna la Costituzione senza invasioni di campo ma altrettanto fermo ad indicare alle forze politiche le priorità da affrontare senza tentennamenti ed indecisioni. Anche sul problema della legge elettorale il Presidente ha con grande chiarezza invitato le forze politiche a trovare una ragionevole intesa non su un accordo qualsiasi bensì su un sistema di voto in armonia tra Camera e Senato. Questa la condizione che il Capo dello Stato pone per lo scioglimento anticipato delle Camere. Ci saremmo aspettati dal premier Gentiloni (auguri di pronta guarigione!) una netta rottura con il passato considerato che ora l’Esecutivo da lui diretto nasceva da un voto inequivocabile degli italiani contro le riforme di Renzi e Boschi. Abbiamo sempre avuto la convinzione che le riforme bocciate lungi dal determinare una contrazione di risorse per la politica mirassero essenzialmente a lasciare un uomo solo al comando escludendo i cittadini dalla partecipazione alle scelte democratiche a cominciare dalla scelta dei propri rappresentanti nelle istituzioni. Abbiamo così registrato riforme che non hanno prodotto effetti ed un ricorso permanente ad elezioni di secondo grado. Credo che, oggi, anziché persistere su tali strade il governo Gentiloni possa affrontare con decisione alcune correzioni che,purtroppo, sono state presentate in Europa come conquiste democratiche e forse nessuno in quella sede le abbia approfondite. Mi domando, ad esempio, ma che cosa rappresenta la legge sulle città metropolitane se non affronta i problemi dei confini facendoli anziché coincidere con quelli delle province soppresse con quelli definiti dalla conurbazione gravitante sulla città capoluogo? E poi è mai possibile che si vari un provvedimento di tale portata senza una “legge quadro” ripercorrendo gli errori già compiuti con il varo delle Regioni nel 1970? Così come indispensabile che il sindaco della città metropolitana come il consiglio metropolitano vengano eletti democraticamente dai cittadini e che scompaia la figura del sindaco della città capoluogo responsabilizzando con bilanci autonomi le municipalità. Così come auspicavamo, ma questo era anche il pensiero di costituenti, una regione ente di programmazione che avesse delegato la gestione di Comuni ai loro consorzi ed alle Provincie e che dopo circa mezzo secolo ci fosse stata la convinzione che le città metropolitane avessero indicato come primarie le funzioni di sviluppo e di crescita. Ma tutto ciò non si è purtroppo verificato con le Regioni che sono sempre più diventate enti di gestione usurpando anche funzioni proprie dei Comuni e come, così sta avvenendo con il governo delle città metropolitane. In particolare per quanto riguarda la città metropolitane di Napoli parlare di programmazione significa verificare prioritariamente le politiche territoriali poste a base dello sviluppo, industriale, turistico, e l’individuazione verifica delle infrastrutture a rete per quanto riguarda i collegamenti viari, ferroviari ed idroviario, tra aree residenziali, aree produttive ed aree turistiche. Puntuale per quanto riguarda porti, aeroporti e autoporti merce, di riqualificazione degli insediamenti abitativi nelle zone dell’area metropolitana. Non riteniamo soffermarci sulle altre riforme da quelle del Senato in poi perché già sonoramente liquidate dagli elettori a seguito del referendum del 4 dicembre. Forse era quanto mai opportuno proprio per rispetto al voto referendario modificare sostanzialmente la squadra di governo e non ritrovarci a posti chiave di responsabilità governanti fortemente compromessi con le riforme bocciate.

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L’EDICOLA ( “Secolo d’Italia” )
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Subject: Domenica 15 Gennaio – Leggi le notizie di oggi
Date: Sun, 15 Jan 2017 5:04:47 +0100
From: Secolo d’Italia <newsletter@secoloditalia.it>
To: associazioneazimut@tiscali.it
Reply-To: newsletter@secoloditalia.it
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Domenica, 15 Gennaio 2017
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Haftar ha vissuto vent’anni negli States, frequentando i circoli dei fuoriusciti libici anti-Ghaddafi. Nel 2011 venne il suo momento, e tornò in Libia per proporsi come uomo risolutivo della crisi del suo Paese.

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L’EDIZIONE DEL GIORNO

Il “Secolo d’Italia” è il quotidiano on line della destra italiana: fondato a Roma nel 1952, nel 1963 divenne l’organo di partito del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale e nel 1995 di Alleanza Nazionale.

Nel 2009 è stato uno dei quotidiani del Popolo della Libertà. Attualmente è organo della Fondazione Alleanza Nazionale.

 

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Secolo d’Italia
Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186 Roma
 

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Subject: Domenica 15 Gennaio – Leggi le notizie di oggi
Date: Sun, 15 Jan 2017 6:07:43 +0100
From: Secolo d’Italia <newsletter@secoloditalia.it>
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Domenica, 15 Gennaio 2017
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Per Gentiloni c’era urgenza di approvare i decreti attuativi della contestatissima riforma Renzi sulla “buona scuola” e quelli per l’attuazione della normativa sulle unioni di fatto, a beneficio delle coppie gay.

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Domenica, 15 Gennaio 2017
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Haftar ha vissuto vent’anni negli States, frequentando i circoli dei fuoriusciti libici anti-Ghaddafi. Nel 2011 venne il suo momento, e tornò in Libia per proporsi come uomo risolutivo della crisi del suo Paese.

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Secolo d’Italia
Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186 Roma
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UNA BUONA DOMENICA E UNA BUONA LETTURA !
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2017 : COSA SI NUOVE A DESTRA ? L’EBOLLIZIONE E LA SINDROME DEL TORCICOLLO ALTRE NEWS [ “AZ.” – 15/01/2017 ]
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“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
FINE INTERVENTO 
 
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