PIETRO GOLIA IL COMMIATO DELLA CANDELORA PROPRIO COME VOLEVA LUI – ALTRE NEWS


PIETRO GOLIA IL COMMIATO DELLA CANDELORA PROPRIO COME VOLEVA LUI – ALTRE NEWS

Risultati immagini per la candelora

Brigante Se More – Brigante Si Muore (SUB ITA – SUB ENG) – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=awtTnaMRjCU

13 feb 2012 – Caricato da ilovenaples2007b

La canzone “Brigante Se More” caricata su questo nuovo canale. Le gesta dei Partigiani delle Due …

 
Associazione CulturalSociale  “Azimut” Napoli [  anteprima di web – servizio tra breve in rete – per leggere tutto visionare ascoltare e riflettere : visita il sito ]
Inno delle Due Sicilie
Nessun testo alternativo automatico disponibile.PIETRO GOLIA IL COMMIATO DELLA CANDELORA PROPRIO COME VOLEVA LUI – ALTRE NEWS 
[ “AZ.” – 03/02/2017 ]
IL VIDEO DELLE ESEQUIE – clicca link

Uomo, amico e camerata d’altri tempi, quelli della nostra giovinezza, delle lotte di popolo e di piazza. Nella Chiesa di San Ferdinando a Piazza Trieste Trento, gremita da chi ti ha conosciuto e apprezzato per la la tua semplicità, per la tua sottile e profonda ironia, per la determinazione e la preparazione con la quale affrontavi svariati temi politici e culturali, eravamo in tanti con gli occhi lucidi ed il groppo alla gola. Ciao Pietro, non ci saranno parole, non ci saranno lacrime per esprime il dolore e il vuoto che proviamo dentro, riposa in pace Camerata e che la terra ti sia lieve.

-19:41
——————————————————————————————
NEL PROSSIMO SERVIZIO [ dal << Roma ( “il Giornale di Napoli” ) >> ]
IL RICORDO – PIETRO GOLIA, UN LEADER NATO ( di EMIDDIO NOVI )
IL LUTTO – CHIESA GREMITA E GRANDE COMMOZIONE A SAN FERDINANDO PER L’ULTIMO SALUTO AL GIORNALISTA ED EDITORE PIETRO GOLIA – << PIETRO VIVRA’ NELLE SUE IDEE >>
( di VINCENZO NARDIELLO )
——————————————————————————————
SU PIETRO GOLIA – RASSEGNA STAMPA
——————————————————————————————

Il ricordo. Quando Pietro Golia ci insegnava che i libri vanno vissuti come milizia

Pubblicato il 2 febbraio 2017 da Pietro Ferrari*
Categorie : Cultura
Pietro Golia, editore e uomo libero

Pietro Golia, editore e uomo libero

“Appartengo alla Francia e alla Spagna … i veri nemici del meridione non sono quelli della Lega… non dobbiamo credere a tutto quello che dicono contro i nostri nemici, io credo solo a Dio”, così mi disse un giorno mentre parlavamo di politica e di storia, mentre con il dottor Bruno Tarquini stava definendo i dettagli della stesura di un libro sulla moneta. Ho conosciuto Pietro Golia a L’Aquila grazie a Don Bruno Lima che mi aiutò a cercare un editore per il mio primo ed acerbo libro “Le schegge invisibili” che fu dopo una media gestazione pubblicato proprio da Controcorrente nel 2002.

Pietro Golia a Napoli davanti ad una pizza da Michele, eccezionale luogo gastronomico, mi diceva che un libro non basta che sia scritto ma va “vissuto”, va promosso, presentato, vanno tappezzate le città della sua copertina, vanno inviate copie urbi et orbi per cercare convergenti o divergenti considerazioni. Perché un libro o è come una pietra lanciata nello stagno dell’indifferenza o non è proprio nulla. Scrivere è militanza perché prendere una penna può essere come prendere una spada.

Di libri nella storica libreria napoletana Pietro Golia ne sfornava e ne diffondeva a iosa, portandoli nelle varie Gaeta e Civitella, quasi con una bulimica ed esplosiva testimonianza che dà voce agli sconfitti della pagina meridionalista, sconfitti ma non perdenti. Una produzione encomiabile che ha rimesso i puntini sulle ‘i’ soprattutto nella storiografìa che riguarda il Regno delle Due Sicile e il cosiddetto “risorgimento”. Andai a ritirare le copie del mio libro mentre alla radio giungeva la incredibile notizia che per il ballottaggio delle presidenziali francesi, Chirac non avrebbe sfidato il socialista Jospin ma Jean Marie Le Pen e il Front National. In quel viaggio tutto sembrò possibile, anche magari vedere i vessilli della Tradizione vittoriosi in una ucronica ed onirica rilettura della storia passata.

Vincere non è più importante di con-vincere. Maurice Bardeche e Dominique Venner hanno lasciato delle suggestive descrizioni di cosa è stato nel profondo dell’anima l’essere un gentiluomo Sudista.

Per quel poco che ho conosciuto di Pietro Golia, mi è parso davvero che abbia incarnato questa definizione e che sia stato un importante colonnello di quel “campo dei ribelli profumato dai bianchi gigli”. Riposa in pace.

Briganti sempre.

* Avvocato e scrittore, già dirigente giovanile dell’area non conformista

@barbadilloit

Di Pietro Ferrari*
—————————————————————————————
[ dal web ]
CATEGORIA: MEMENTO
L’addio A Pietro Golia Tra Saluti Romani E Bandiere Neoborboniche
Giuseppe Parente Giovedì, Febbraio 02, 2017 ( . . . I
(G.p) Una grande folla di napoletani, di diverse generazioni anagrafiche, di diverse culture politiche non solo “camerati” hanno reso omaggio a Pietro Golia, giornalista, fondatore della libreria Controcorrente ed editore di importanti testi sulla contro storia del risorgimento e del revisionismo storico anti unità d’Italia con la casa editrice Controcorrente da lui fondata nel 1994.
La cerimonia religiosa svoltasi nella chiesa di San Ferdinando alla quale erano presenti oltre 500 persone, è stata officiata dal Rettore di San Ferdinando, Mons Lino Silvestri, che nel corso dell’omelia ha ricordato la figura di Pietro Golia come quella di una persona sempre alla ricerca della verità, seppure scomoda, costi quel che costi, che ha vissuto sempre coerentemente controcorrente.
La figura intellettuale di Pietro Golia, è stata ricordata al termine della liturgia da Luigi Branchini e da Eduardo Vitale, figlio del compianto Silvio, direttore della rivista tradizionale l’Alfiere.
Eduardo Vitale, ha annunciato ai presenti, che l’attività culturale di Controcorrente, continuerà nel ricordo del fondatore Pietro Golia.
L’atmosfera ora è davvero irreale. All’esterno centinaia di persone sono pronte per l’ultimo saluto a Pietro Golia. Più in là, nella piazza ci sono tanti normali cittadini e qualche turista che passeggia per piazza Trieste e Trento.
La bara, trasportata da alcuni amici e camerati di Pietro di vecchia data, avvolta in una bandiera del regno delle due Sicilie è salutata prima da un lungo e commovente applauso all’uscita della chiesa, poi è stato per 3 volte urlato urlato Camerata Pietro e per 3 volte si è tanti saluti romani vengono levati al cielo al grido di : “Presente”
Napoli 2 febbraio 2017. In un periodo storico, dominato dal pensiero debole, per lo più unico e politicamente corretto, caratterizzato dalla morte delle ideologie ho avuto il piacere e l’onore di assistere ad una cerimonia che ha visto fianco a fianco almeno 4 generazioni diverse di militanti del variegato mondo della destra napoletana, del meridionalismo e del giornalismo.
Una cerimonia che ha riunito giovanissimi, giovani, esperti ed anziani militanti, facendo abbracciare e piangere persone che da anni non si vedevano, alcuni addirittura non si parlavano, chiamati a raccolta da una persona, Pietro Golia, che per tanti di noi incarnava ed incarna una giusta e buona idea.
Tutti noi siamo profondamente legati, per le più diverse ragioni, a Pietro Golia, e se siamo oggi qui ciò significa che ci è venuto a cercare uno ad uno. Per parlarci, per convincerci, per farci conoscere qualche nuovo aspetto della storia del nostro mezzogiorno d’Italia o qualche nuovo autore politicamente scorretto che sarà sdoganato da altri fra forse un ventennio. Come sapeva fare solo lui. Ed anche oggi ci è riuscito.
Del suo esempio, della sua costante ricerca della verità e di questo suo ultimi insegnamento gli saremo sempre grati.
————————————————————————————–
[ dal web ]
ITALIA
PIETRO GOLIA: MAESTRO ARTIGIANO DELL’EDITORIA ED ALFIERE DELLA TRADIZIONE VIVENTE
DI PISCITELLI · FEBBRAIO 2, 2017
 È morto improvvisamente al suo posto di battaglia (culturale) l’editore napoletano Pietro Golia, nella sede della casa editrice, “Controcorrente”, che aveva fondato e condotto con la dedizione di un maestro artigiano d’altri tempi. L’impegno di tutta una vita trovava il suo baricentro nell’idea di Tradizione: tradizione che si declinava come trasmissione di valori superiori e come vita armoniosa dei popoli, entrambe oggi pesantemente minacciate dalle dinamiche caotiche della globalizzazione e soprattutto dalla predominanza dei poteri apolidi del denaro.
Il tradizionalismo di Golia si incarnava naturalmente nell’amore per Napoli e il Sud Italia. La sua casa editrice ha pubblicato innumerevoli saggi per fornire le argomentazioni storiografiche atte a bilanciare la vulgata sulla storia del Mezzogiorno. Questo fu anche il senso della rivista “L’Alfiere”, edita da Controcorrente.
Negli ultimi anni, fu viva in Pietro Golia l’esigenza di radicare il sentimento “tradizionalista” nel presente, collegandolo alle battaglie per la difesa dell’integrità dell’ambiente e degli alimenti (si pensi alla problematica della “Terra dei Fuochi”), della valorizzazione dell’immenso patrimonio archeologico del Sud (Pompei in primis) e dell’urbanistica, contro il caos edilizio che divora Napoli e dintorni.
Pietro Golia aveva maturato in maniera sempre più intensa la percezione dell’importanza della Russia nell’attuale scenario geopolitico. Negli anni della Guerra Fredda egli si distaccò da quella versione semplicistica che vedeva nella contrapposizione tra paesi della NATO e URSS una sorta di crociata del bene contro il male. La sua casa editrice aveva pubblicato i libri di Solgenitsin che mostravano nella maniera più cruda le problematiche del paesaggio sovietico e tuttavia proprio Solgenitsin rifuggiva dall’idea che l’occidentalizzazione fosse la soluzione di ogni problema e ricercava sotto la cenere dell’“universo concentrazionario” le radici sempre vive della Tradizione spirituale russa, ortodossa e classica-europea. Era la medesima posizione di Pietro Golia. Nel 2014 l’editore aveva pubblicato il libro-dialogo tra Alain de Benoist e Alexandr Dugin: Eurasia, Vladimir Putin e la grande politica, in cui in maniera abbastanza netta si invitavano i lettori a valutare le conseguenze positive della politica del Cremlino. Tra i tanti ricordi di incontri con lui mi rimane ora impresso un convegno per il Donbass, con le donne e gli uomini della comunità russa di Napoli. La Tradizione vivente unisce i popoli, in nome della lotta per la propria libertà e per le generazioni future. Penso che questo sia l’insegnamento che ci ha trasmesso il carissimo amico Pietro Golia.
Alfonso Piscitelli
—————————————————————————————
[ da “il GIORNALE” di Milano ]

Morto Pietro Golia, pioniere del revisionismo sull’Unità d’Italia

Il giornalista ed editore è scomparso a Napoli. La battaglia per la verità storica sul Risorgimento e il riscatto del Sud dal folclorismo incapacitantel

 – Gio, 02/02/2017 

L’editoria è a lutto: è morto a Napoli Pietro Golia, editore e animatore culturale di Controcorrente.

Tra i pionieri del revisionismo storico sull’Unità d’Italia e del patriottismo meridionale, bacchettò sempre – però – gli eccessi “folkloristici” e le “pigrizie intellettuali dei nostalgici inchiodati all’archeologia storica e ai miti incapacitanti”.

Golia aveva 67 anni. Giornalista e studioso, nel 1994 fondò il circolo e le edizioni di Controcorrente. Lo sforzo culturale e storico era quello di riequilibrare la lettura del Risorgimento. Il Regno di Napoli non era uno staterello dove vigevano le peggiori usanze medievali e si promuoveva ignoranza e disvalori. Era, quello sullo Stato dei Borbone prima dello sbarco dei Mille, un dibattito da riaprire e che partiva da lontano, dai tempi della rivista “L’Alfiere” curata con Silvio Vitale e Angelo Manna, due dei personaggi forse tra i più importanti della destra napoletana e meridionale degli ultimi decenni del secolo passato. Uno sforzo culturale che non si limitò a guardare le cose dal punto di vista di un distopico revanscismo fuori tempo massimo. Tutt’altro.

In catalogo, infatti, Controcorrente proponeva autori del calibro di Solzenicyn e di de Benoist, propugnatori di temi importanti, eretici e in larghissimo anticipo sui tempi.

Golia aveva in mente un’altra visione politica, autenticamente patriottica, che non si poteva fermare solo ed esclusivamente alla revisione storica. In tempi non sospetti s’era fatto precursore di visioni che, oggi, rappresentano alcuni dei temi più scottanti del dibattito pubblico. Tra questi, la contrapposizione tra popoli ed élites tecno-finanziarie e la deriva geopolitica verso un nuovo multipolarismo internazionale, la nuova battaglia per le risorse, prima tra tutte quelle alimentari. Si batté per il Mezzogiorno e per un nuovo modo di intendere le comunità e la politica chiedendo che una volta e per tutte si deponessero le armi spuntate del piagnisteo e del vittimismo.

—————————————————————————————

[ “GAZZETTA NAPOLI” ]

Condividi su Facebook

 

Tweet su Twitter

  

L’ editore e giornalista Pietro Golia, morto a Napoli. 1.2.2017

La scomparsa di Pietro Golia, che va ad aggiungersi a quella di Gerardo Marotta pochi giorni fa, è una grave perdita per il patrimonio culturale napoletano e meridionale, soprattutto per la sua voglia di essere, come la casa editrice da lui stesso fondata, “Controcorrente”, su temi, storici, politici, economici e culturali.

Proprio la sua casa editrice diede voce ad un intellettuale dissidente come Aleksandr Solgenitsin, che nel suo “Due secoli insieme” raccontò del ruolo che ebbe la comunità ebraica russa nella repressione stalinista e nella costruzione dell’apparato dei gulag, un tema come si può immaginare molto scottante soprattutto per i tempi, così come anche fu il primo ad affrontare temi economici come quello del signoraggio (Beppe Grillo, che ne fece uno dei suoi cavalli di battaglia nella fase embrionale, fece riferimento all’opera del Prof. Giacinto Auriti pubblicata proprio da Controcorrente)  e del ruolo delle banche centrali, o anche della decrescita (allora non ancora “felice”) come naturalmente il tema dell’unificazione italiana, che nei titoli di Controcorrente assumeva i connotati di un conflitto tra massonerie (quella britannica contro quella francese, a cui evidentemente uno stato italiano a guida sabauda faceva paura, mentre al contrario Garibaldi come anche Mazzini furono accolti a Londra dalla Regina Vittoria come dei veri e propri eroi) così come assumeva sul piano militare quello di una vera e propria annessione allo stato sabaudo, con la conseguenza che quelli che venivano chiamati “briganti” in realtà erano semplicemente resistenti all’invasore.

Il filone prominente di Controcorrente era però quella sulla storia antica e moderna di Napoli, per Controcorrente uscirono i primi lavori di Maurizio Ponticello, come “Napoli, città velata”.

Quale miglior modo per ricordare una figura come Pietro Golia di ripubblicare un’intervista che chi scrive realizzò nel 2008, ai tavolini del Gran Caffè Gambrinus, come primo pezzo per “Il Nuovo Salernitano” di Gigi Casciello.

Ritroverete molti temi ancora attuali, nel pensiero e nel mondo della vita di un intellettuale controcorrente, perchè ha sempre preferito il sentimento alla ragione.

Controcorrente era il nome del corsivo che Indro Montanelli teneva sul suo “Giornale”, nonché di una rubrica che Corrado Formigli conduce su Sky TG24, ma è anche il nome di una giovane casa editrice napoletana che rappresenta un esempio di impresa, da intendersi nel senso più genuino di “intrapresa”, culturale e per di più meridionale. Fondata da Pietro Golia, Controcorrente ha sede nel centro storico napoletano, ed è organizzata come una cooperativa di giornalisti, scrittori e studenti.

La sua prima pubblicazione risale al 2001, una raccolta degli scritti del filosofo Julius Evola pubblicati sul quotidiano “Roma”, ed attualmente ha un catalogo di 124 titoli, con nuove uscite in programma. Una caratteristica che fa di Controcorrente un “caso” è la totale assenza di qualsiasi tipo di finanziamento pubblico a qualsiasi livello, nazionale, internazionale, locale, questa indipendenza permette da un lato di lavorare come una vera e propria impresa, finanziando quindi l’uscita di un nuovo titolo con le vendite dei titoli precedenti, e dall’altro fa cadere qualsiasi vincolo di censura ed autocensura. Si tratta di una scelta convinta, della volontà di camminare con le proprie gambe, nel solco dell’imprenditorialità meridionale che ha saputo raggiungere punte di eccellenza non solo nel periodo borbonico e pre-unitario, ma anche nei giorni nostri, come testimoniato persino da “Gomorra” di Roberto Saviano.

La peculiarità “editoriale” di Controcorrente emerge invece dalle parole stesse di Golia, dalla sua visione “spirituale ed emozionale del mondo della vita”, e dal suo amore per il Sud e per Napoli in particolare, vista come “categoria dello spirito e luogo dell’anima”.

La ricerca dell’empatia, del contatto interpersonale si traduce anche nell’organizzazione attiva di convegni ed incontri in tutto il Meridione, l’ultimo la scorsa settimana ad Auletta, “Il Sud tra memoria e identità”, dedicato al brigantaggio, sulla cui storia a Postiglione sarà presto inaugurato il Primo Museo Stabile.

La filosofia alla base della scelta editoriale di Controcorrente è quindi ritrovare le radici culturali e spirituali del passato e posarle come pietra angolare per la costruzione della civiltà futura (“il futuro ha un cuore antico”), specialmente ora che la “ragione” (intesa come categoria illuministica e giacobina) “ha avuto torto”.

L’obiettivo dunque è la riscoperta del “pensiero ribelle”, inteso come non accettazione del “freddo e arido mondo moderno”, della “celebrazione del progresso a tutti i costi”, e dell’utilitarismo esasperato,  tanto da pensare non più alla crescita (nel senso darwinista, che ha trovato applicazione in tutti i campi delle scienze umane, dall’economia alla sociologia)  quanto alla “decrescita”, intesa come “ritorno ad una dimensione umana che tenga conto dello spirito e delle emozioni, che guardi le stelle e respiri l’aria”, come ama dire Golia stesso. Recentemente anche il cinema americano, si pensi a pellicole come Judge Dredd e Minority Report, ha mostrato attenzione e sensibilità a questa tematica. Una “riumanizzazione” quindi rivolta anche alla lingua e alle forme di comunicazione (un ritorno ai “media caldi”, per usare la terminologia del massmediologo Marshall McLuhan).

“Andare controcorrente”, dice Golia, “è la sfida del nostro tempo al mercato, all’egoismo, a tutte le droghe”. Il risultato raggiunto, inteso come utile, non è pertanto meramente economico, ma soprattutto culturale, ossia la sempre maggiore voglia di svelare un passato rimasto sepolto dalla polvere degli anni e della storiografia ufficiale, senza nostalgie,  l’attenzione in costante crescita per i titoli pubblicati (che riscuotono consensi anche al Nord), finanche l’adozione di alcuni di essi come testi universitari, ad esempio Borghesia ”bravagente” di Gennaro Incarnato, dedicato al decennio successivo alla Rivoluzione del 1799 vissuto a Pisciotta.

La mission di Controcorrente si traduce nella pubblicazione di titoli principalmente a carattere storico e meridionalistico, raccontando una storia diversa da quella “egemone”, con particolare attenzione alle problematiche dell’unificazione, ad una visione non convenzionale del  Risorgimento, “momento storico non universalmente condiviso, come sottolineato anche da Galli Della Loggia, perché cruento e caratterizzato da leggi speciali, da una  occupazione militare di 120.000 uomini armati e da un apparato carcerario del tutto simile allo Spielberg asburgico”-sostiene Golia-  al brigantaggio come fenomeno non criminoso ma di resistenza all’invasore (vera e propria guerriglia, forte di una non trascurabile presenza femminile, anzi più di un titolo è dedicato alla figura della “brigantessa”), alle foibe (la toccante testimonianza di Nidia Cernecca). L’editore ha inoltre dato voce al dissidente russo Aleksandr Solgenitsin (scomparso il 4 agosto di quest’anno), autore di un’opera in 2 volumi, fiore all’occhiello del catalogo, sul ruolo della comunità ebraica in Russia (Due secoli insieme), svelando la partecipazione di ebrei alla persecuzione e repressione stalinista e all’organizzazione dell’apparato del gulag, opera che di fatto ha spaccato in due la comunità ebraica internazionale, dopo che inizialmente l’argomento era passato sotto silenzio nei media ufficiali.

Un altro filone è quello dedicato al ruolo della Massoneria, ad esempio nella Rivoluzione Napoletana del 1799, tutta giocata da due correnti massoniche contrapposte (quella anglosassone contro quella francese), così come nella Guerra di Secessione americana, finanche ispiratore, insieme alla Francia ed alla Gran Bretagna, con la complicità dello Stato Sabaudo, della spedizione garibaldina (“non solo mille”), come ancora nel sistema delle banche centrali. 

Proprio sulla questione delle banche centrali a cui gli Stati hanno ceduto la sovranità monetaria (per cui la banca centrale chiede ed ottiene il pagamento dell’intero valore facciale della moneta emessa, invece che il costo sostenuto per stamparla, finendo per innescare la spirale del debito pubblico, problematica riassumibile come signoraggio) è dedicata gran parte della produzione di Controcorrente sul tema economico-finanziario, basata in gran parte sugli studi del professor Giacinto Auriti (scomparso nel 2006), a cui Beppe Grillo, fino a pochissimo tempo fa impegnato sul tema del signoraggio, dedicò un commosso ricordo nel suo ultimo raduno partenopeo.

E proprio a Napoli, ad una Napoli difficilmente immaginabile, è dedicato il volume più venduto del catalogo Controcorrente, una città velata, dove viene s-velato un percorso, ricostruito dall’autore Maurizio Ponticello, fatto di miti, misteri e tradizioni, che ha origine dal mito di Parthenope, prosegue con Virgilio ed arriva fino al Pede Rotto, la Piedigrotta dei giorni nostri. Forse non è un caso che sia proprio questo volume ad ottenere i maggiori riscontri di vendita, rappresentando la summa della diversità della proposta editoriale di Controcorrente, non è un caso che il percorso ricostruito da Ponticello vada a coincidere con la “visione spirituale ed emozionale del mondo della vita” tracciata da Golia, non è un caso che Napoli rappresenti una via di fuga alla mondializzazione, dopo essersi messa alle spalle l’esperienza del bassolinismo (che altro non è che la riproposizione della cultura marxista), ormai giunta al capolinea. Come anche il Cardinale Sepe ha scritto nella quarta di copertina del suo “Non rubate la speranza”, “Napoli non morirà”.

—————————————————————————————

Share on Facebook
Tweet on Twitter
Pietro Golia

Articolo di Maurizio Vitiello – Oggi alle ore 15 nell’affollata Chiesa di San Ferdinando, a Napoli, ci sono stati i funerali dell’editore e giornalista Pietro Golia.

Dopo Gerardo Marotta se n’è andato un altro amante dei libri, perché ieri mattina è stato stroncato a Napoli da una patologia cardiaca l’editore e giornalista Pietro Golia.
Si è allontanato da questa vita in punta di piedi; pochi sapevano della sua patologia; aveva 67 anni; era nato a Napoli; tutti si sono stupiti.
Aveva fondato alla fine degli anni ‘70 il Circolo Culturale “Controcorrente”, libreria e punto di riferimento del pensiero della destra e, poi, del meridionalismo.
Nel 1994 aveva fondato le edizioni «Controcorrente», che, oltre a numerosi testi e saggi di storia sulle Due Sicilie, di economia, aveva pubblicato autori prestigiosi come Aleksandr Isaevič Solženicyn e Alain de Benoist.
Ha rifiutato candidature politiche e incarichi, privilegiando il terreno civico-culturale, da anti-sistema.
Era un instancabile organizzatore, partecipava a convegni, conferenze, tavole rotonde in tutta Italia.
Insomma, è stato sempre un controcorrente nelle idee e nell’azione, nel quotidiano e nel lavoro; è scomparso al suo posto di combattimento tutto culturale, nella sede principale delle sue edizioni, vicino Palazzo Gravina, dentro il suo luogo di lavoro, tra gli scaffali, tra tanti volumi, ordinati nel disordine.
Faceva tardi, voleva compagnia, “pescava” a Chiaja, a Piazza dei Martiri o sotto al Liceo Umberto amici e si dirigeva in qualche trattoria a cenare a tarda ora.
Gironzolava in piena notte per Napoli e studiava i punti strategici dove applicare manifesti delle sue edizioni; in questo è stato bravissimo, un vero stratega della comunicazione metropolitana.
Era schierato, militante, appassionato; con lui si poteva discutere, e ascoltava.
La sua bella intuizione, anzi il suo vero orgoglio, era proprio il circolo culturale Controcorrente con sede nel cuore dei Quartieri Spagnoli, ma in zona, poi, centralissima.
In quel piccolo locale sono nati sogni e sono stati seguiti autori validi, giovani talenti.
Con Pietro Golia era possibile discutere di tutto, dal meridionalismo sino alle pieghe delle vicende storiche, dall’economia ai saggi.
Julius Evola, Ezra Pound, Alain De Benoist li ha contemplati nel suo registro editoriale.
Maurizio Vitiello
   

—————————————————————————————

IL RICORDO ( da altri messaggi )

—————————————————————————————

Ci hai insegnato a disdegnare l’utile e la convenienza, consegnadoci l’irrinunciabile privilegio di andare controcorrente! Un lascito impegnativo, il tuo, che non consente il lusso della rinuncia a coloro cui è stato destinato. Il tuo esemplare impegno non lascia spazio ad alternative: soltanto l’ostinata affermazione della verità preserva la spregiudicata prerogativa degli uomini liberi. E nel devoto ricordo di coloro che hai sapientemente iniziato, uno ad uno, alla bellezza della conoscenza senza limiti di pregiudizio ed a cui non hai fatto risparmio di incessanti esortazioni alla verità, la tua opera non andrà perduta. Grazie Pietro

NAPOLI. Lutto nella cultura napoletana e meridionale: è morto Pietro Golia, aveva 66 anni. Giornalista ed editore di Controcorrente, la casa editrice che aveva fondato, Golia è stato un instancabile animatore di battaglie culturali e…
Amico e camerata mi piace ricordarti così :
Un gruppo coeso e d’acciaio quella sera, stavamo a Roma , con noi cerano tanti camerati che non avevano paura, ci fronteggiavamo con un reparto della celere motorizzato, erano i più addestrati, ma noi non avevamo paura. Ore di guerriglia , avanzavamo senza paura, si colpiva e poi si spariva. Eravamo arrabbiati quella sera, la Russia aveva invaso la Cecoslovacchia, fummo intercettati in una traversa di piazza Venezia , e giù botte da orbe , le prendemmo, ma reagimmo con ferocia. Ricordo che con una randellata ti spezzarono un dente, ti coprìì e fui steso anche io. Riuscimmo a ricompattare il gruppo e si ricominciò. Bella quella sera, sera di camerati. Circa un mese dopo, in una manifestazione di Mario Tedeschi “ il borghese”al politeama, fummo premiati con una cifra modesta ma che per noi aveva un significato speciale. Amico e camerata ti saluto a modo nostro, col braccio teso, guardandoci negli occhi perchè tu stai li difronte a me con quel tuo mezzo sorriso . Piango stasera, un amico che mi lascia testimone del suo coraggio e del suo sapere. Addio Pietro !
Francesco Mormile ha condiviso il post di Nando Dicè.·

Braccia tese e Bandiera Borbonica….ai funerali di Pietro.

Molti del mondo meridionalista “di maggio” cioè dopo-aprile…non se lo spiegheranno….. e molti dei “camerati copioni” degli italiani o peggio “di Roma capitale d’Italia unita” staranno in confusione…

come spiegare l’omaggio a Pietro ai suoi funerali?

io ci provo così… la “destra napoletana” è una scuola di pensiero originale, che con quello che comunemente viene chiamata “cultura di destra” dagli italiani ha poco in comune….Pietro nell’arco della sua vita era il motore pulsante di questa originalità…non è morto un editore…Pietro era l’uomo che sussurrava alle idee…se avevi la pazienza e il tempo.

Ma già prima di farti apprendere un’idea…l’insegnamento sui tempi di apprendimento era una lezione. (molti dicono che dava troppe lezioni…e risultava antipatico… lui lo faceva apposta)

Quando le contaminazioni ideali francesi, inglesi, spagnole, con le idee che nascevano a napoli… si svolsero nell’ambito di quelli che era “il pensiero europeo”… l’europa si chiamava ancora CEE….e la parola “contaminazione ideale” era contrapposta al termine “egemonia culturale”…Pietro c’era…

Erano i tempi in cui la maggior parte di quello che oggi è chiamato complottismo… non si sapeva come chiamarlo….ma Pietro c’era…

il primo libro che mi diede da leggere Angelo Manna (ex deputato MSI) sul Meridionalismo… fu di Antonio Ciano (Comunista dichiarato)…. lo trovai non alla feltrinelli…. ma da Pietro c’era…

mentre le tesi identitarie venivano tradotte da altre lingue a San Giorgio a Cremano e dall’inghilterra arrivavano i primi studi che ri-confermavano il Signoraggio non era una pippa di Auriti…Pound era senza tetto…l’americanizzazione si tramutava in Globalizzazione…Pietro c’era…aveva già dei libri sull’argomento

e col barone Sevaggi….Con Aniello De Lucia…con di Silvio Vitale… con Antonio Parlato ….Pietro c’era…. Non c’è politico della Destra Napoletana over 30 che non sappia da ieri….quello che oggi sembrano conoscere tutti…sul meridionalismo….Pietro c’era

e permettetemi… non c’è una riga che sia stata scritta sul revisionismo storico dopo il 2011, che non trovereste nella libreria di Pietro da almeno il 2002-4.

(inciso)

Non vi spaventate… alla Destra Napoletana l’unica cosa che è mancata è quello che mancò quando lasciarono Angelo Manna solo…

Il coraggio di essere unici irripetibili e originar(l)i…non lo fecero allora…non lo faranno se deve partire da loro. (la sindrome di stoccolma per loro è fortissima)

Hanno lasciato il meridionalismo a De Magistris…pur di non rischiare di perdere la possibilità di dialogo con la Lega (pregiudiziale insuperabile e pre-politica per ogni meridionalista identitario).

Non spaventatevi meridionalisti radical “schic”… questa destra che fu originale ora è costretta per vigliaccheria ad essere leghista…resta un nemico…non un concorrente per voi.

(chiuso inciso)

Pietro era oltre…la “semplice” bandiera borbonica che ha accompagnato la bara…era oltre il saluto romano che la salutato con onore le spoglie…Pietro era ben oltre ai compagni, che pure c’erano oggi a salutarlo.

Ma come direte voi…Comunisti, Fascisti, Secessionisti, Borbonici…tutti a salutare Pietro?

ecco la domanda in se…spiega una parte del grande valore ideale e culturale della sua opera, ma solo una parte.

ed ora 2 righe di retorica…

vorrei che chi ha ancora forze per farlo…raccogliesse la sua eredità…. Non per Pietro…che poco se ne …. ma perchè in un mondo di libertà conformista…l’originalità delle idee è un valore per tutti.

Se le idee non giacobine avessero avuto lo stesso diritto di cittadinanza in un paese che fa della libertà di espressione un valore fondante…Pietro avrebbe meritato gli stessi onori cittadini riservati a ben altri strafinanziati intellettuali… recentemente scomparsi.

Ma….

Condivido per il camerata PIETRO GOLIA le parole del camerata Francesco Mormile Pietro sempre presente

——————————————————————————————
L’EDICOLA
——————————————————————————————
Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata
Venerdì, 3 Febbraio 2017
Questo testo viene mostrato quando l'immagine è bloccata

Il direttore dell’albergo Bruno Di Tommaso, che si trovava altrove e non poteva sapere della valanga, e che assicura che all’hotel è “tutto a posto” mentre la slavina ha già provocato la catastrofe.  Una risposta che ha anch’essa contribuito a rallentare l’arrivo dei soccorritori.

Image
Image
Image

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI

Image

L’EDIZIONE DEL GIORNO

Il “Secolo d’Italia” è il quotidiano on line della destra italiana: fondato a Roma nel 1952, nel 1963 divenne l’organo di partito del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale e nel 1995 di Alleanza Nazionale.

Nel 2009 è stato uno dei quotidiani del Popolo della Libertà. Attualmente è organo della Fondazione Alleanza Nazionale.

 

Image
Email
Facebook
Twitter
Google+
Secolo d’Italia
Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186 Roma
——————————————————————————————————————————————————-
Nessun testo alternativo automatico disponibile.PIETRO GOLIA IL COMMIATO DELLA CANDELORA PROPRIO COME VOLEVA LUI – ALTRE NEWS 
[ “AZ.” – 03/02/2017 ]
——————————————————————————————
[ “AZ.” – 03/02/2017 ]
 
 
VISITA IL SITO

Associazione Azimut | Raccolta di e-mail dell … – WordPress.com

https://azimutassociazione.wordpress.com/

Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut.

——————————————————————————
“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
 
FINE INTERVENTO

 

Annunci

2 pensieri riguardo “PIETRO GOLIA IL COMMIATO DELLA CANDELORA PROPRIO COME VOLEVA LUI – ALTRE NEWS”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...