PIETRO GOLIA IL RICORDO E IL LUTTO ( NOVI E NARDIELLO SUL “ROMA ) E ALTRE NEWS : Sicurezza alimentare: parliamo di grano duro – Convegno a Melfi


PIETRO GOLIA IL RICORDO E IL LUTTO ( NOVI E NARDIELLO SUL “ROMA ) E ALTRE NEWS : Sicurezza alimentare: parliamo di grano duro – Convegno a Melfi

https://azimutassociazione.wordpress.com

VISITA IL SITO

Associazione Azimut | Raccolta di e-mail dell … – WordPress.com

https://azimutassociazione.wordpress.com/

Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut.

———————————————————————————————-

IL SERVIZIO ODIERNO – anteprima di web tra breve in rete

———————————————————————————————

PIETRO GOLIA IL RICORDO E IL LUTTO ( NOVI E NARDIELLO SUL “ROMA ) E ALTRE NEWS : Sicurezza alimentare: parliamo di grano duro – Convegno a Melfi

[ “AZ.” – 04/02/2017 ]

Risultati di ricerca

Napolincanto – Canto dei Sanfedisti – YouTube

▶ 5:07

https://www.youtube.com/watch?v=a8qie5g-xaE

30 giu 2010 – Caricato da PasqualinaNives

A tutti i patrioti, definiti per spregio “lazzaroni”, che lottarono e morirono per Dio, la Patria e il Re contro …

Il Canto dei Sanfedisti – Gianni Aversano e Napolincanto – YouTube

▶ 2:59

https://www.youtube.com/watch?v=d7ic3ltfjvc

28 ott 2013 – Caricato da LivioTV

“Chi tene pane e vino, adda essere giacobbino” Il Canto dei Sanfedisti in una straordinaria …

Mancanti: inno

Peppe Barra Canto dei sanfedisti Testo – YouTube

▶ 4:55

https://www.youtube.com/watch?v=oa5QeoC7Eh8

13 giu 2013 – Caricato da dario1019

A lu suono de grancascia viva viva lu populo bascio A lu suono ‘re tammurrielli so’ risurte li …

———————————————————————————————-

IN COPERTINA

https://azimutassociazione.wordpress.com

———————————————————————————————————————-

IL RICORDO E IL LUTTO  [ dal << Roma ( “il Giornale di Napoli” ) >> ]

IL RICORDO – PIETRO GOLIA, UN LEADER NATO ( di EMIDDIO NOVI )

IL LUTTO – CHIESA GREMITA E GRANDE COMMOZIONE A SAN FERDINANDO PER L’ULTIMO SALUTO AL GIORNALISTA ED EDITORE PIETRO GOLIA –

<< PIETRO VIVRA’ NELLE SUE IDEE >>

( di VINCENZO NARDIELLO )

( per leggere gli articoli – vedi : oltre )

———————————————————————————————-

GIANCARLO LEHNER – DA ROMA

———————————————————————————————-

——– Original Message ——–

Subject: Lehner: il mancato appuntamento col secondo processo di Norimberga
Date: Thu, 2 Feb 2017 12:03:05 +0000
From: Giancarlo Lehner <giancarlolehner@hotmail.com>
To: ( . . . )

Se l’Europa e l’Italia avessero professato la religione della libertà e della verità, celebrata con una Norimberga almeno politico-culturale verso gli eredi di Stalin, non avremmo patito toghe rosse, fine della tripartizione dei poteri, pontificati marxisti-leninisti, nonché le minacciose esternazioni quotidiane dei vari Bersani, D’Alema, Napolitano.

Giancarlo Lehner

———————————————————————————————————————-

SU “RE GIORGIO” ( TRATTO DAL WEB )

———————————————————————————————————————-

———————————————————————————————-

NTERVISTA AL FILOSOFO DEL DIRITTO

Paolo Becchi: “Napolitano stia zitto! 

Andrebbe processato per alto tradimento”

L’ex ideologo dei Cinquestelle ha scritto il libro “Napolitano, Re nella Repubblica. 

Per una messa in stato d’accusa”. “Salvini ha ragione a dire che è un traditore.

Ha organizzato il colpo di Stato contro un governo legittimamente eletto.

 E vuole ancora comandare”

di Marco Dozio

– 2 Febbraio 2017 alle 20:31

Criticare sua maestà Re Giorgio Napolitano in Italia resta un tabu, atto appunto di lesa maestà nei confronti del monarca che ha fatto e disfatto governi, stabilito larghe intese per emarginare “i populismi”, cambiato premier come fossero pedine a disposizione, inaugurato la stagione degli esecutivi “del presidente” in barba al responso delle urne. Il Re che in combutta con la Ue ha disarcionato il governo di centrodestra, l’ultimo con una legittimazione derivante dal voto, quindi consegnato il Paese in pasto alla eurocrazia di Monti e agli esecutivi dominati da un PD che ha vinto la partita del palazzo e non delle elezioni. Essendo santino intoccabile, si comprendono le reazioni isteriche dei politicanti (da Cicchitto a Lupi passando per mezzo PD) alla frase di Matteo Salvini: “Nei Paesi civili chi tradisce il proprio Popolo viene processato, non viene mantenuto a vita come parlamentare, presidente e senatore”, in risposta al monarca che non vuole “concedere” le elezioni. Paolo Becchi, docente di filosofia del diritto, ex ideologo dei Cinquestelle ora sostenitore di un’alleanza sovranista, per l’occasione ha rimesso in rete illibro “Napolitano, Re nella Repubblica. Per una messa in stato d’accusa”, scritto con Daniele Granara, docente di diritto pubblico e costituzionale. Professor Becchi, Napolitano ha ordinato che non si deve andare a votare. E la politica si è messa sull’attenti. Ha detto che bisogna ritardare le elezioni e arrivare alla scadenza naturale, quasi fosse ancora il capo dello Stato. È curioso che proprio lui dica che occorre arrivare alla fine della legislatura, quando nel 2011 da presidente della Repubblica ha organizzato un colpo di Stato contro il governo Berlusconi. Lì la scadenza del mandato non è stata rispettata, per decisione dei poteri forti di Bruxelles. Cosa pensa di ciò che ha detto Salvini? Le espressioni forti adoperate da Salvini, e stigmatizzate da tutte le forze politiche, corrispondono alla verità. Napolitano avrebbe dovuto subire un processo per alto tradimento. La nostra costituzione lo consente. Lui ha tradito la costituzione. Che nel 2011 si sia verificato un colpo di Stato è ormai assodato. I colpi di Stato oggi non si fanno con i carri armati, così come oggi la guerra in Europa non la si fa con le baionette ma con l’euro. I colpi di Stato possono scaturire da una lettera di Bruxelles o Francoforte. Come nel 2011? Napolitano nel suo primo mandato è stato artefice di un colpo di Stato contro il governo Berlusconi, l’ultimo legittimamente eletto. Poi abbiamo avuto governi con maggioranze rabberciate in un parlamento poi definito incostituzionale dalla Corte stessa.Lei parla di colpo di Stato permanente.Esatto. Siamo nella continuazione di quello che io chiamo il colpo di Stato permanente, iniziato nel 2011 e che doveva trovare compimento definitivo con l’approvazione della riforma costituzionale. Quest’ultimo tassello è saltato e ora siamo nel caos più totale. Nel libro spiego dettagliatamente per quali motivo si sarebbe dovuto arrivare all’impeachment di Napolitano. Il movimento Cinquestelle provò a chiederlo ma in modo ridicolo e demenziale, attraverso un post sul blog di Grillo: questo ci fa capire quanto quel partito non faccia sul serio.C’è ancora chi crede alla favoletta di Napolitano super partes.Nel secondo mandato Napolitano era chiaramente orientato contro il M5S, ma il presidente della Repubblica deve essere sempre super partes. Mentre lui è sempre stato il presidente di una parte soltanto. E ora che non è più capo dello Stato continua a svolgere esattamente lo stesso ruolo. Che se ne stia zitto, con tutti i danni che ha provocato al Paese. Salvini ha fatto bene a ricordarlo. Se ci fosse stato il Grillo di un tempo quelle cose le avrebbe dette anche lui.Re Giorgio, l’intoccabile.Il ruolo svolto da Napolitano era al di fuori della costituzione. Altro che repubblica presidenziale, la sua è stata una vera e propria monarchia. Le decisioni politiche fondamentali, l’allontanamento d Berlusconi, la lotta contro il M5S delle origini, quindi la chiamata di Renzi al posto di Letta per neutralizzare l’avanzata delle forze di cambiamento alle europee, sono tutte operazioni architettate da un presidente della Repubblica che per il nostro ordinamento dovrebbe essere soltanto il custode della costituzione. E invece ha assunto, per il nostro ordinamento, un ruolo eversivo per il quale sarebbe dovuto apparire in parlamento ed essere messo sotto accusa per alto tradimento e per tradimento della costituzione.Come vede la situazione attuale?Ora la vera forza antisistema che si sta profilando è la Lega. Il M5S ormai è integrato nel sistema. Ci ho creduto, ma ora è del tutto evidente che si tratta di un partito che è funzionale al sistema come valvola di sfogo. L’unica possibilità è costituire un fronte sovranista che se la giochi con le altre due forze politiche perfettamente integrate nel sistema, ovvero un PD lacerato al suo interno, che non fa altro che portare avanti i diktat della Ue, e un M5S che è in balia di se stesso non avendo più una guida intellettuale.Lei al recente convegno “Oltre l’euro” ha spiegato che la rivendicazione di sovranità è perfettamente coerente con il progetto di uno Stato federale. La Lega non sta rinunciando ai propri principi originari e non deve farlo. Si tratta di andare con Gianfranco Miglio e oltre Gianfranco Miglio, senza negare l’esperienza del passato. Oggi occorre tenere presente che la situazione è completamente cambiata. Il nostro Paese è massacrato dall’euro dal Veneto alla Sicilia. Ma questo non significa passare dalla parte dello Stato centralista. Significa auspicare la costruzione di uno Stato federale che recuperi la propria sovranità nei confronti dell’Unione europea, il controllo della moneta e dei confini. L’euro uccide tanto al Nord quanto al Sud.

link al testo di Becchi e Granara

———————————————————————————————-

IL RICORDO – PIETRO GOLIA, UN LEADER NATO ( di EMIDDIO NOVI )

———————————————————————————————-

 

LOTTA DI POPOLO

Pietro Golia, un leader nato

Opinionista:

Emiddio Novi

( . . . )

Con Pietro Golia, che in queste ore sta procedendo nei Campi Elisi dei soldati della politica e della vita, il populismo italiano è stato privato di una delle intelligenze più acute e sofisticate di questi ultimi decenni.

Pietro era un militante politico, di quelli che univano il coraggio di un legionario alla sapienza di un uomo della tradizione, della coerenza e della riflessione sui tempi e sugli eventi.

Quando nel 1994 fonda la casa editrice “Controcorrente” lo fa per demolire il pensiero unico neogiacobino del politicamente corretto. A lui e alla sua casa editrice la cultura e la storiografia italiana devono la prima, originale lettura del brigantaggio come uno dei primi capitoli della rivolta populista in Italia.

Il brigante non fu soltanto un ribelle legittimista, ma fu anche e soprattutto un ribelle contro l’ordine borghese che espropriava contadini, pastori, poveri ed esclusi da quelle consuetudini che costituivano il diritto a vivere garantito dallo stato sociale di monarchie popolari come i Borbone di Napoli. Fu lui il primo in Italia a narrare le infamie dei lager postunitari come quello di Finestrelle.

La sua casa editrice pubblicò decine di libri sugli eroi della difesa delle ragioni del Sud, dello Stato più ricco, industrializzato e socialmente avanzato della Penisola preunitaria.

Rimane il suo impegno contro la manipolazione mistificatrice, la contraffazione della storia, i pregiudizi degli storici della cattedra.

Con la sua casa editrice Pietro si impegnò a demolire i miti consunti della contemporaneità. Solgenistin, De Benoist, tutta la cultura alternativa al tempo del politicamente corretto, del “qui e ora” privo di passato e di futuro, privo di sequenze e di cicli, trovarono in lui un diffusore e organizzatore di cultura.

Pietro metteva lo stesso impegno e passione nel partecipare a un evento culturale in uno sperduto Paese del Cilento o in una prestigiosa fondazione di Roma o Milano. Infaticabile, generoso, con l’ansia di bonificare la palude malmostosa della rassegnazione incapacitante e della diserzione. Era orgoglioso dei suoi antenati briganti postunitari nel Caiatino. E ancora più orgoglioso e fedele alla figura del padre che scelse il Nord per opporsi all’invasore.

Il suo impegno politico di quattordicenne divoratore di giornali e libri era ultraminoritario nell’ambiente militante che frequentava.

Ma era un leader nato.

Riuscì a radicare Lotta di popolo, il suo movimento, nelle scuole del centro storico. La sinistra armata degli anni Settanta era letteralmente terrorizzata dalla brigata Golia, una sessantina di diciottenni che difendevano con un coraggio legionario la loro agibilità politica. Almirante gli voleva bene e l’incuriosiva quel ventenne che organizzava il movimento dei disoccupati, i cortei studenteschi e nello stesso tempo animava seminari sul pensiero machiavelliano, su Pareto, Weber, Sombart, sulla rivoluzione conservatrice tedesca e sul pensiero Meridionale, da Giacinto de’ Sivo a Vico e Vincenzo Cuoco.

Per salvare e sottrarre una intera generazione di militanti alla tentazione del partito armato si diede ad animare una radio, Radio Sud 95, a fondare un centro librario e a creare una libreria a via De Cesare, nel cuore di Napoli. Dopo quarant’anni la libreria è ancora lì affiancata da una casa editrice che nel settembre scorso ha edito ben cinque volumi in un mese.

Questo era Pietro, ragazzo e uomo dei cortei, degli eventi culturali, della vita dedicata alla sua missione politica e culturale. Le donne lo amavano proprio per questo volontarismo disinteressato, per la generosità disinteressata, per la lealtà e anche la durezza del carattere.

Un uomo di carattere, questi era Pietro.

Avevamo un rimpianto in comune, di cui parlavamo spesso. Lui era depositario di un immenso archivio di pubblicazioni, foto, testimonianze del nostro mondo. Ripetevamo che il movimento giovanile generato dal MSI non poteva costituire solo materia di cronache giudiziarie. Che non fummo solo scontri di piazza, morti ammazzati e processi che condannavano troppo spesso degli innocenti. Il mondo ci stava dando ragione.

Noi, i populisti, i sovranisti, i peronisti, gli identitari dell’ultima metà del 900 avevamo visto giusto. La storia stava facendo giustizia dell’usura, della menzogna orwelliana, della censura imposta per decenni dal politicamente corretto. La storia gli stava e ci stava dando ragione.

Poi una notte gelida dei primi di febbraio 2017 Pietro è andato via. Dormiva nella sede della sua casa editrice. Tra migliaia di libri. Lo hanno trovato supino su un divano con l’immancabile volume di bozze di un nuovo libro che doveva uscire a giorni.

Cosi ci ha lasciato Pietro.

Dandoci un’ultima consegna.

Il proprio dovere, la propria missione va compiuta fino all’ultimo.

Da legionari.

[dal “Roma” di oggi, venerdì 3 febbraio 2017]

———————————————————————————————-

IL LUTTO – CHIESA GREMITA E GRANDE COMMOZIONE A SAN FERDINANDO PER L’ULTIMO SALUTO AL GIORNALISTA ED EDITORE PIETRO GOLIA –

<< PIETRO VIVRA’ NELLE SUE IDEE >>

( di VINCENZO NARDIELLO )

( foto : tratta dal web )

La corsa al voto sull’orlo del baratro

Opinionista:

Vincenzo Nardiello

[ PER LEGGERE I 2 ARTICOLI  – NEL PROSSIMO SERVIZIO ]

———————————————————————————————-

———————————————————————————————-

L’ANNUNCIO FERALE  E L’IMPEGNO RICONFERMATO

———————————————————————————————-

—-Messaggio originale—-
Da: “Controcorrente” <info@controcorrentedizioni.eu>
Data: 01/02/2017 21.24
A: “Controcorrente”<info@controcorrentedizioni.eu>
Ogg: Pietro Golia

PIETRO GOLIA

ha lasciato questa terra

e vive nella gloria del Signore.

Onore a un grande figlio di Napoli

appassionato paladino del Sud

e del suo popolo.

Grande meridionalista e

inimitabile operatore culturale.

Profondo conoscitore e difensore della tradizione delle Due Sicilie.

Combattente instancabile per la verità storica

contro le menzogne di una società che è nata dalla violenza coloniale e vegeta

nella decadenza morale, nella corruzione e nell’ingiustizia.

 

Pietro Golia

vivrà per sempre nel nostro cuore

e soprattutto nell’azione di quanti continueranno la sua battaglia.

———————————————————————————————-

CARO PIETRO – PROVO A FARE LA MIA PARTE ( ASSISTIMI ! )

[ da “azimut archivio online” – il post su facebook : Arturo Stenio Vuono ]

———————————————————————————————-

Arturo Stenio Vuono ha condiviso un link.

9 gennaio 

APPELLO PER L’ASSISE MERIDIONALE

Scugnizzi A’ Città e Pullecenella – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=wcel0e2CKTM

APPELLO PER L’ASSISE MERIDIONALE [“AZIMUT-NEWSLETTER”: MARTEDI’ 10 GENNAIO 2017] – anteprima di web – servizio tra breve in rete – VISITA IL SITO –

PER L’ITALIA E PER IL SUD ! – Una nuova frontiera. Avanti ! ! ! ABROGARE LA COLONIA MEZZOGIORNO – FARE PRESTO ! — PERSONALMENTE HO AVUTO – DA SEMPRE – UN SOGNO. Che amici, compagni, camerati e fratelli, che pure monarchici o repubblicani – fratelli li compendia tutti – hanno da sempre in comune – nel Sud – e, forse, non lo sanno.Mancò e manca, da sempre, solo l ‘appuntamento. Da anni, ormai, non partecipo a convegni e iniziative diverse, convocati dalle varie e note nomenklature che privilegiano platee di sodali silenti e usi solo all’esercizio dell’applauso facile.Quando, infine, ci si ritrova, oggi, sul viale del bel tramonto si temono le dimenticanze e le emozioni. “… Io sono vecchio: e passata la settantina si perdono tanti bei piaceri e tanti invidiabili vantaggi, forse non si diventa nemmeno tanto più saggi (anzi, per la verità c’è il pericolo di rimbambire…), ma in cambio si acquista l’impagabile diritto di dir ormai quel che si vuole. Cari fratelli di non so più quale sponda…”, dico questo – che non è mio ma in cui mi ritrovo – perchè è venuto il momento che , per Napoli e per il Sud, ognuno deve approdare con la sua storia personale, di cui non vergognarsi, e perchè non c’è bisogno di pentiti e dissociati o rinnegati. — Dico che il centralismo è sempre stato ed è la controparte dei meridionali; vi sono centralismi piccoli, vi sono centralismi grandi e centralismi – Stato come nel caso della Roma dei Palazzi. Confesso che, in cinquant’anni di militanza politica – senza mai avere richiesto mercede alcuna -, per quanto mi riguarda, spazio non ci fu per la questione meridionale ma l’impegno di portare l’immenso masso in vetta non ce lo consentiva; e solo in questo avviato e successivo decennio, a Dio piacendo verso il traguardo del 2018, ne ho preso completa coscienza. Credo che rialzare il vessillo del “meno male che il Sud c’è”, il tentativo di far muovere da Napoli una vasta aggregazione di tutti i movimenti che, in tutto il sud, reclamano riparazioni che non vi sono mai state; ricompattare tutti quelli che, giustamente, sono decisi a creare un nuovo rapporto di forze fra gli italiani, già appartenenti all’ex Regno delle Due Sicilie, e l’apparato della prima repubblica – che si rigenera e si ricicla da sempre – non solo sia una giusta aspirazione ma una necessità che potrà rappresentare uno sbocco fecondo per l’intera Italia.In termini politici, in termini economici e in termini istituzionali.Abrogare, oggi, la colonia mezzogiorno è una priorità ? Certo che sì; e almeno per due motivi: liberare energie, potenzialità e aspirazioni soffocate; riabilitare l’inventiva, la produzione e fantasia creatrice, impedite. — L’aspirazione ad un fronte sudista, perciò, non solo va incoraggiato ma, per quel poco che si può, sostenuto e condiviso senza se o ma. Come già per il Regno delle Due Sicilie si vide la grande spoliazione, per l’attuale si assiste all’opera di devastazione dell’Italia intera da parte degli ueisti e dei mondialisti. Chi più di noi meridionali può muovere la giusta battaglia ? Le mie sono elucubrazioni, credo di no e credo di essere in buona compagnia. Ricordo che, in contesto assai più vasto, direi immensamente planetario, nel quale diviene di fatto vieppiù incluso il sacrificato nostro mezzogiorno, esempio di come può incidere l’altrui << devastazione >>, il sacco ed il saccheggio con violenza, l’occupazione cruenta, lo stesso Papa Francesco ha testualmente detto che : “E’ giunta l’ora di costruire assieme l’Europa…No a sistemi uniformanti di potere finanziario al servizio di imperi sconosciuti”. — Io dico, con grande convinzione, che – quì da noi – per riformare assieme l’Italia, occorre a maggior ragione ricostruire il mezzogiorno d’Italia. Diamoci, dunque, questa consegna. D’altronde, come millenni di storia insegnano, sono state sempre le minoranze attive – controcorrente – a godere del carisma di innovare e portare alla sintesi delle antitesi. Quale sarà lo sviluppo, per il futuro, d’una “unificante meridionale”?. Nessuno può dirlo ma occorre e serve procedere per andare oltre; oltre gli schemi, oltre gli steccati e oltre l’attuale. Prima, evidentemente, sul piano culturale e, poi, ovviamente, trasferendola in ambito dell’agone politico vero e proprio; o coordinando l’inserimento, a promuovere una provvidenziale azione meridionale, in ambito di tutte le forze politiche di suoi aderenti, oppure con la concretizzazione di un nuovo e autonomo movimento.E si può. Nessuno vuole negare una patria unita e comune ma diciamolo, chiaro e tondo, che l’unificazione piemontese è stata occupazione. — Se ancora potrò dedicare altri anni a una missione utile, e non dipende solo da me, il sogno è quello di contribuire a far nascere l’assise che rappresenti tutti i meridionali, li affratelli e per parlare a tutti gli italiani.Una nuova frontiera. Avanti ! ! ! — Arturo Stenio Vuono presidente Associazione Culturalsociale “Azimut” Napolihttps://azimutassociazione.wordpress.com

Scugnizzi A’ Città e Pullecenella

YOUTUBE.COM

———————————————————————————————-

PUNTI DI VISTA ( << Roma ( “il GIORNALE di NAPOLI” ) >>

———————————————————————————————-

Idillio già finito tra Paolo e Matteo

Opinionista:

Ottorino Gurgo

Sbagliava chi considerava Paolo Gentiloni nulla più che la longa manus di Matteo Renzi il quale, non potendo non dimettersi dopo la sconfitta subita nel referendum costituzionale del 4 dicembre, lo avrebbe indicato come suo successore con l’unico scopo di tenergli caldo il posto per poterselo riprendere non appena il mutato corso degli eventi lo avesse reso possibile. Non è così. L’esperienza insegna che accordi di questo tipo sono assolutamente impossibili perché chi subentra ad un altro in una carica, non è mai disposto a farsi da parte, neppure in favore di colui che a quella carica lo ha delegato. Così, stando alle voci che circolano con sempre maggiore intensità nei palazzi romani della politica, il neo presidente del Consiglio e il suo predecessore non andrebbero più d’amore e d’accordo, ma perseguirebbero strategie diverse e addirittura opposte. L’idillio è già finito. Motivo – strumentale – del contrasto sarebbe il rapporto da instaurare con Forza Italia: Gentiloni non sarebbe ostile ad un’intesa che, per contro, Renzi respingerebbe decisamente . Il dissidio è da mettere in relazione con la tenace avversione che Berlusconi e i suoi nutrono nei confronti dell’l’ipotesi di elezioni politiche anticipate entro il prossimo mese di giugno. L’attuale premier- si dice- condividerebbe questa avversione poiché portare la legislatura alla propria scadenza naturale, cioè sino alla primavera del 2018, gli consentirebbe di restare in carica almeno sino a quella data. Al potere, si sa, si prende gusto e Gentiloni non sfugge alla regola. Del resto la rinuncia al voto anticipato è ipotesi ben vista, per motivi diversi, sia dal capo dello Stato, sia dagli oppositori di Renzi all’interno del Pd: il primo perché ritiene necessaria una stabilità di governo che non sarebbe certamente garantita dal voto anticipato perché non ama sciogliere anticipatamente le Camere; i secondi perché hanno bisogno di tempo per poter condurre con qualche speranza di successo la loro guerra contro l’attuale segreteria; una guerra che è il loro preminente obiettivo (anche se non sembrano disporre neppure, al momento, di una valida alternativa al segretario data la mancanza di appeal della candidatura di Roberto Speranza e delle altre che vanno fiorendo in questi giorni). L’imprevisto ed imprevedibile antagonismo tra Renzi e Gentiloni appare destinato a rivoluzionare il panorama politico contrapponendo due schieramenti a dir poco anomali: da una parte – contrari ad elezioni anticipate – il presidente del Consiglio, Forza Italia e la minoranza del Pd; dall’altra Renzi, la Lega con l’appendice di Fratelli d’Italia e i Cinquestelle di Beppe Grillo. Si tratta di alleanze del tutto strumentali, al punto di non essere neppure chiamate tali, determinate soltanto dal favore o dall’avversione nei confronti delle elezioni anticipate, ma che, ovviamente, non sono destinate a trasformarsi in alleanze politiche. Queste ultime sono tutte da costruire, a cominciare dal confronto che dovrà aprirsi in Parlamento sulla riforma elettorale; un confronto inevitabile anche se la sentenza di mercoledì della Corte costituzionale consentirebbe, in teoria, di andare subito al voto. Quel che ci auguriamo non accada è che le decisioni che verranno prese siano condizionate dal desiderio di avvicinare o di allontanare lo scioglimento delle Camere. Si ripeterebbe, in questo caso, nella sostanza, quel che è accaduto recentemente in occasione del referendum costituzionale: quando, cioè, per perseguire interessi di parte, è stato del tutto ignorato il merito di ciò su cui ci si doveva pronunciare. Una legge elettorale degna di questo nome è indispensabile per assicurare al Paese un governo stabile e un corso della vita politica meno caotico di quanto è stato in questi anni. Ed è questo l’obiettivo che il Parlamento deve perseguire, non gli interessi di Gentiloni o di Renzi.

Facebook

0

———————————————————————————————-

LA STORIA

———————————————————————————————-

LINK – per leggere tutto clicca sul testo – vedi : sotto

Marcello Veneziani – Pagina autorizzata

Il 2 febbraio 1941, a 36 anni, moriva Berto Ricci.

“Berto Ricci fu scrittore e fascista, seppure eretico. Più di trent’anni fa ripubblicai il suo principale libro, Lo scrittore italiano. Lo pubblicai con una sigla editoriale di destra; ma in quell’occasione, stranamente, il silenzio stampa s’interruppe e fioccarono belle recensioni ammirate da tutte le parti, da Repubblica al Corriere della sera.

Per l’occasione riuscì a strappare l’introduzione a Indro Montanelli che fu suo grande amico e che lo definì “il solo maestro di carattere che abbia avuto”.

Perché Berto Ricci fu un italiano con la schiena diritta, uno che fu anarchico quand’era difficile esserlo e poi fascista…”

Continua a leggere…

Berto Ricci, un italiano di carattere

Il 2 febbraio del 1941 moriva Berto Ricci, scrittore e fascista, seppure eretico

MARCELLOVENEZIANI.COM

da messaggio postato su facebook

Gabriele Limido ha aggiunto 2 nuove foto.

DEDICATO A QUANTI NON CONOSCONO LA NOSTRA STORIA

====================================================

Come calabrese e come patriota, vorrei ricordare che il 3 FEBBRAIO del 1930, moriva, a solo 48 anni, MICHELE BIANCHI, nativo di Belmonte, ridente paesello della fascia tirrenica cosentina. Giornalista, sindacalista, interventista, volontario di guerra, pluridecorato, sansepolcrista. Quadrunviro della Rivoluzione, primo Segretario del PNF, membro del Gran Consiglio, Ministro dei Lavori Pubblici. Inventore del turismo in Calabria, fondò la bella cittadina di Camigliatello, in Sila.

Fu definito il “fascista integrale”.

ONORE.

———————————————————————————————-

ALTRE NEWS ( riceviamo e pubblichiamo )

———————————————————————————————-

——– Original Message ——–

Subject: SAPR: che fare se sono ostili? – RoadTV: Convegno AIDP sul Diversity Management
Date: Thu, 2 Feb 2017 16:27:34 +0100
From: “SMSengineering Marketing” <marketing@smsnewsletter.it>
To: associazioneazimut@tiscali.it
Reply-To: marketing@smsnewsletter.it

SISTEMI AEROMOBILI A PILOTAGGIO REMOTO CHE FARE SE SONO OSTILI?

Giovedì 26 gennaio, presso la Casa dell’Aviatore a Roma, si è svolto un convegno dal titolo “SAPR: che fare se sono ostili?”, organizzato dal Centro Studi Militari Aeronautici (CESMA)dell’Associazione Arma Aeronautica. ?Il convegno scaturisce dall’intento di discutere le potenzialità e le capacità, dallo sviluppo sempre più rapido, dei sistemi aerei a pilotaggio remoto, con particolare riguardo all’impiego da parte di attori ostili. Per le loro caratteristiche, infatti, quali miniaturizzazione, tecnologia di facile reperibilità e quindi scarsamente tracciabile,  assenza di un equipaggio, i SAPR si prestano all’impiego come possibili sistemi d’arma, ampiamente alla portata di singoli individui o organizzazioni anche criminali.

Quali sono dunque le possibilità di difesa contro questa nuova minaccia? I relatori hanno esaminato la problematica da diversi punti di vista, nel tentativo di dare una risposta a questa domanda, analizzando la situazione attuale e i possibili sviluppi futuri.

Il convegno è stato moderato dal Generale di Squadra Aerea (r) Giuseppe Marani e dal direttore del CESMA, Generale Ispettore Nazzareno Cardinali, ed ha visto l’intervento autorevole di rappresentanti di tutte le realtà interessate al mondo dei SAPR, quali l’Aeronautica Militare, la Pubblica Sicurezza, il Segretariato Generale della Difesa, ENAC e le principali industrie del settore. Presente al convegno anche l’ AFCEA Naples Chapterrappresentata dal Segretario, ing. Massimiliano Canestro, in foto in alto a sinistra sotto con ilGen. Giuseppe Marani, Past President dell’ AFCEA Naples Chapter.

Ad aprire i lavori l’intervento del Capo del 3° Reparto “Pianificazione dello Strumento Aerospaziale” dello Stato Maggiore dell’Aeronautica, Generale di Brigata Aerea Luigi Del Bene, delegato dal Capo di SMA, Generale di Squadra Aerea Enzo Vecciarelli. Il Generale Del Bene ha illustrato lo stato attuale dell’impiego di SAPR da parte dell’Aeronautica Militare, specificando come essi rappresentino una parte fondamentale del presente e del futuro della Forza Armata, soprattutto per il loro ruolo imprescindibile nel creare la cosiddetta “information cloud” e la “information superiority”. Il Generale, in foto in alto a destra con il Ten. Col. Felice D’Ippolito, ha poi analizzato la minaccia asimmetrica costituita dai SAPR, soprattutto quelli di piccole dimensioni e di basso costo, specificando come il possibile impiego ostile di tali assetti, come strumenti cinetici e non cinetici, siano sempre stati considerati dall’Aeronautica nei piani di difesa dello spazio aereo nazionale. L’AM ha da tempo assunto una posizione di leadership nel settore dei SAPR, maturando esperienza sia in Italia che nei Teatri Operativi, e mettendo a disposizione degli altri Ministeri e Autorità competenti il proprio know how. “Quella costituita dai SAPR è una nuova sfida, che impone di proteggere i nostri concittadini da minacce provenienti dal cielo … nell’eventualità in cui tali SAPR vengano impiegati in modo improprio o addirittura a scopo di offesa asimmetrica in contesti densamente popolati. La proliferazione di tali mezzi nelle classi mini/micro e anche in quelle dei cosiddetti aero-modelli rendono molto complesso il controllo delle zone di volo.” Il Generale Del Bene ha concluso delineando l’intendimento del Capo di SMA per il futuro: “L’Aeronautica intende mettere a sistema le proprie peculiari capacità per realizzare sinergie con gli altri stakeholders interforze e corpi armati dello Stato, con lo scopo di creare una rete integrata nel dispositivo esistente di Difesa Aerea, che includa anche tutti gli altri sensori distribuiti sul territorio nazionale, sfruttando efficacemente tale mole di dati per attuare il miglior controllo possibile contro questo tipo di minacce asimmetriche, in scenari urbani densamente popolati e insieme alla protezione da minacce tradizionali.”

Molto interessante la presentazione fatta dal Col. Macello Valendino di ARMAERO sui sistemi anti-SAPR. I sapr hanno basse emissioni IR e bassa “radar cross section”, hanno la guida automatica con possibilità di eseguire un piano di volo programmato, inoltre è molto facile modificarli con componenti ad alta tecnologia. Tra le tecnologie in uso per l’abbattimento dei SAPR ci sono i laser, i bazooka ad aria compressa con reti e fucili ad impulsi elettromagnetici. In questi casi il drone po’ creare danno con la caduta senza parlare del fatto che il laser rende incandescenti le parti colpite dal raggio. Esistono soluzioni RF per interrompere il collegamento con la stazione di comando che però risultano inefficaci se il drone continua in automatico il suo piano di volo. Soluzioni alternative possono essere l’uso di droni intercettori singoli o in sharming.

Durante l’evento il Dott. Samuele Martelli, dell’Istituto Italiano di tecnologia ha presentato in anteprima DualCam per la detezione e localizzazione di droni, un dispositivo innovativo che ispirandosi al mondo della natura, trasforma in immagini il paesaggio sonoro della scena,. DualCam è la prima telecamera ottico-acustica che rileva, localizza, classifica e notifica eventi anomali quali la presenza di un drone nella scena in tempo reale e ventiquattro ore su ventiquattro, anche in condizioni climatiche e ambientali avverse in cui le telecamere di videosorveglianza convenzionali falliscono clamorosamente. DualCam, frutto delle ricerche condotte da un team di ricercatori del dipartimento PAVIS presso l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, è in grado di generare un flusso di immagini ottiche ed acustiche sovrapposte. Un’immagine acustica è una mappa 2D della scena, in cui ogni pixel codifica l’intensità del suono proveniente da una data direzione ed emesso da qualsiasi sorgente, sia essa costituita da persone, veicoli, o generici oggetti.

“DualCam è stata appositamente progettata per localizzare i droni di piccola taglia e per poter essere integrata in una rete digitale di videosorveglianza fornendo informazioni complementari rispetto a quelle fornite da tecnologie convenzionali quali RADAR o sistemi elettroottici, permettendo così la creazione di un sistema di sicurezza più robusto ed affidabile, riassume l’ Ing. Samuele Martelli (nella foto centrale sotto insieme all’ing. Massimiliano Canestro con in mano il dispositivo per la detezione e localizzazione dei droni), coordinatore del progetto – Viste le potenzialità e l’interesse che abbiamo riscontrato da parte dell’Industria su questo sensore, non vogliamo fermarci qui e stiamo già rivolgendo lo sguardo verso altre potenziali applicazioni quali l’integrazione in sistemi intelligenti Industry 4.0 per il monitoraggio e controllo di macchine e processi produttivi”.

———————————————————————————————-

L’EDICOLA

———————————————————————————————-

Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui

Sabato, 4 Febbraio 2017
Polizze, per i pm nessuna corruzione. Ora la Raggi risponda a tre domande
I pm hanno creduto alla inconsapevolezza della Raggi e – secondo quanto si è appreso – sarebbero orientati a non sentire Romeo, dal momento che non avrebbero ravvisato in queste strane polizze alcun elemento in grado di configurare ipotesi corruttive.

Leggi tutto ›

Gianni Alemanno: «Non ho mai avuto il minimo rapporto con Romeo»

Leggi tutto >

Migranti, dopo il disastro Gentiloni e la Mogherini si affidano all’illusione

Leggi tutto >

Migranti, Certaldo allo stremo: «Va bene accogliere, ma ora sono troppi»

Leggi tutto >

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Centrodestra, Gasparri: «Forza Italia deve rivendicare il suo ruolo»
Salvini avvisa Gentiloni: «Se aumenti le tasse facciamo le barricate» (video)

 

Sondaggio per il Secolo, avanzano tutte le forze del centrodestra
L’EDIZIONE DEL GIORNO
Caro abbonato, per leggere l’edizione completa di oggi del “Secolo d’Italia” in versione sfogliabile, clicca qui o sulla prima pagina del giornale
Il “Secolo d’Italia” è il quotidiano on line della destra italiana: fondato a Roma nel 1952, nel 1963 divenne l’organo di partito del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale e nel 1995 di Alleanza Nazionale.

Nel 2009 è stato uno dei quotidiani del Popolo della Libertà. Attualmente è organo della Fondazione Alleanza Nazionale.

 

Secolo d’Italia
Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186 Roma

———————————————————————————————-

PIETRO ERA ATTESO A MELFI…..

———————————————————————————————-

—-Messaggio originale—-

Da: “Controcorrente” <info@controcorrentedizioni.eu>

Data: 31/01/2017 16.11

A: “Controcorrente”<info@controcorrentedizioni.eu>

Ogg: Sicurezza alimentare: parliamo di grano duro – Convegno a Melfi

Sicurezza alimentare

PARLIAMO

DI GRANO DURO

 

Sabato 4 febbraio 2017

Ore 9:30

Aula Consiglio comunale

Melfi

 

Saluti:

Luigi Manieri

Presidente Lions Club Vulture

Livio Valvano

Sindaco di Melfi

Luigi Branchini

Presidente Ass. Mediterranea 2000

Alba Capobianco

Ginecologa, resp. “GLT” Distretto Lions 108YA

Intervengono:

Giuseppe Montanarella

Responsabile Comitato Agricoltura Lions Club Vulture

Andrea Di Benedetto

Agronomo micologo

Saverio De Bonis

Presidente “GranoSalus”

Pietro Golia

Giornalista, editore Controcorrente

Edoardo Vitale

Magistrato, direttore de “L’Alfiere”

Luigi Bradascio

Medico, pres. Commissione Sanità Regione Basilicata

Francesco Mollica

Presidente Consiglio Regione Basilicata

Francesco Capobianco

1° Vice Governatore Distretto Lions 108YA

Modera:

Nicola Piccenna

Giornalista, scrittore

PIETRO GOLIA IL RICORDO E IL LUTTO ( NOVI E NARDIELLO SUL “ROMA ) E ALTRE NEWS : Sicurezza alimentare: parliamo di grano duro – Convegno a Melfi

[ “AZ.” – 04/02/2017 ]

———————————————————————————————-

IL SERVIZIO VOLGE AL TERMINE – A PRESTO !

———————————————————————————————-

UNA BUONA DOMENICA E UNA BUONA LETTURA !

———————————————————————————————-

https://twitter.com/AssAzimut

 

Associazione Azimut, Naples, Italy.

 http://www.facebook.com/AssociazioneAzimu

 

https://azimutassociazione.wordpress.com

———————————————————————————————-

“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :

direzione responsabile: presidenza Associazione

team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.

Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono

(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)

“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI

[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )

TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332

FINE INTERVENTO

Advertisements

2 pensieri su “PIETRO GOLIA IL RICORDO E IL LUTTO ( NOVI E NARDIELLO SUL “ROMA ) E ALTRE NEWS : Sicurezza alimentare: parliamo di grano duro – Convegno a Melfi”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...