10 FEBBRAIO-FOIBE “GIORNO DEL RICORDO” IO NON SCORDO !! ALTRE NEWS


10 FEBBRAIO-FOIBE “GIORNO DEL RICORDO” IO NON SCORDO !! ALTRE NEWS

10 FEBBRAIO-FOIBE “GIORNO DEL RICORDO” IO NON SCORDO !! ALTRE NEWS [“AZ.” 8.2.’17]
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Associazione Azimut | Raccolta di e-mail dell … – WordPress.com

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Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut

 
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IN COPERTINA [ FOIBE ]
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10 FEBBRAIO : GIORNO DEL RICORDO.

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TU LO SAI CHI SONO IO ? E LO SAI CHE SONO SOPRA DI TUTTI ?
SUPERMARIO – SUPERSTAR / 1
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Siete sopravvissuti tu e i tuoi complici! camminando sui cadaveri delle persone per bene.
AVETE FATTO PIU’ MORTI DI UNA GUERRA, E ANCORA PARLATE!
“L’Euro è irrevocabile”, sia perché “grazie alla moneta unica abbiamo creato legami che sono sopravvissuti alla peggiore crisi economica del…

Draghi: “Grazie all’euro siamo sopravvissuti alla crisi”

EUROPA UENEWSlunedì, 6, febbraio, 2017

draghi-faccia

“L’Euro è irrevocabile”, sia perché “grazie alla moneta unica abbiamo creato legami che sono sopravvissuti alla peggiore crisi economica del dopoguerra” ma anche perché senza l’euro “il mercato unico non sopravviverebbe”. Così nell’audizione in Commissione Affari economici e monetari del Parlamento Europeo il presidente della Bce Mario Draghi ha risposto – in maniera ovviamente indiretta – ai profeti dell’uscita dall’euro che promettono scenari mirabolanti di crescita economica.

E visto che fra i critici della moneta unica c’è anche – di diritto – il neo-presidente americano, Draghi ha colto l’occasione per chiarire il suo pensiero circa la deregulation annunciata da Trump: per il presidente della Bce, infatti “è ancora presto” per giudicare le intenzioni del presidente Usa ma “basandoci sull’esperienza della nostra storia l’ultima cosa che ci serve e’ un rilassamento delle regole” del settore finanziario. Anzi, ha aggiunto, “replicare le condizioni” che sono state alla base della grande crisi scoppiata nel 2007 “e’ un’idea molto preoccupante”. In ogni caso, ha scandito ribattendo alle accuse di Trump sui benefici della Germania in materia di cambio, “noi non manipoliamo l’euro”. ADNKRONOS

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FU PROCONSOLE DE “LI SUPERIORI”…..
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SUPERMARIO – SUPERSTAR / 2
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da messaggio “postato” su facebook
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Silvana D’Angelo ha condiviso un ricordo.

Era il 2012 e questo già lavorava per farci stare peggio!!!! Pussavia!!!

5 anni fa
Visualizza i tuoi ricordi

Questo è un nuovo “santino”…………

Nessun testo alternativo automatico disponibile.
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DALLE PAGINE FACEBOOK : CARMINE IPPOLITO E PIETRO LIGNOLA
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L’insorgenza verrà ed avrà il volto di una donna.
In nome del popolo

Retrouvez le clip officiel de la campagne presidentielle de Marine Le Pen.

PARLO CON PIETRO ( GOLIA )
Se Tornasse Ferdinando II di Borbone (Valerio Minicillo … – YouTube
▶ 4:53
https://www.youtube.com/watch? v=TeBaZVnDYbg
10 lug 2011 – Caricato da Ilovenaples2007

Altro…

L’ineluttabile riaffermazione del primato delle patrie. La riaffermazione della sovranità nazionale si impone come una prospettiva storica ineluttabile ed imminente. E non soltanto perché la globalizzazione liberista ha frustrato gli sforzi dei popoli che speravano di migliorare le proprie condizioni. La sovranità nazionale si riaffermerà perché i popoli occidentali sono stufi di un progressivo declino dettato da super stati continentali, da governi trasnazionali e istituzioni mondialiste alle quali nessuno ha mai conferito alcun mandato e che, arbitrariamente, impongono rigore di bilancio, sostituzione etnica, politiche di genere, pensiero unico e neolingua politicamente corretta.

The Weeknd – I Feel It Coming [Lyrics] ft. Daft Punk I Made Lyrics Video of The Weeknd – I Feel It Coming ft. Daft Punk — “I Feel It Coming” is a song by C…
 

Sapete cos’è che mi manda in bestia? il fatto che rileggo i miei articoli dopo tre anni e costato che potrei scrivere di nuovo le stesse cose. Possibile che nessuno sia capace di migliorare nulla? Che i problemi rimangano gli stessi e anzi continuino a aggravarsi?

TUTTO VA MALE, ANZI PEGGIO.
Alcuni amici mi hanno rivolto garbate critiche perché dedicherei troppo spazio e manifesterei troppa simpatia al nostro amatissimo e.fotogenicissimo sindaco. Io debbo ammettere che ho dedicato a Supergiggino più di quaranta (su cinquantadue) articoli l’anno e che, pur avendolo ripudiato come figlio prediletto, non ho mai inveito contro di lui con espressioni di stampo grillino. Voglio cercare, oggi, di illustrare la ragione del mio comportamento nella maniera più semplice: parlando d’altro. Debbo ancora iniziare e già mi sento scénnere ‘o core int’e cazètte. Penso ai miei nipoti e al futuro che è stato loro rubato, penso agli anni che mi restano da vivere e non trovo più angosciosa l’idea che non siano ancora tanti, mi domando cosa si possa fare per arrestare la frana rovinosa che sta trascinando Napoli, l’Italia, l’Europa, il mondo occidentale e il globo intero in un abisso senza fondo e non trovo risposte. Fate caso alle ultime notizie che ci scivolano addosso mentre l’opinione pubblica (?) discute della legge elettorale, del movimento cinque stelle, delle quote rosa, della Boldrini e della Bignardi. Trovo persino più rilevanti le discussioni degli ammalati di tifo sulle crisi del Napoli e dell’Inter, su Higuain e Balotelli, benché questi argomenti abbiano per me lo stesso interesse che il grosso pubblico nutre per le posizioni politiche di Civati e di Casini: il calcio, circense del nostro secolo, consente una liberatoria evasione di massa dalla realtà. Le notizie, dicevo. La Bonino mette il chador per entrare nel paese degli ayatollah, i marò rischiano la pena capitale, la Fiat emigra all’estero, i paesi europei fuori dell’euro (Gb e Polonia, ad esempio) godono una certa ripresa economica, l’Europa rivela che l’Italia, da sola, assomma metà della corruzione dell’intera Unione, un terzo delle imprese italiane falliscono perché il governo, nonostante i roboanti proclami di Monti e Letta, non paga i debiti, i migliori cervelli italiani sono all’estero perché in Italia non trovano spazio. Ho fatto un elenchino sommario e molto incompleto, prendendo ciò che ho letto sui giornali degli ultimi giorni, poiché un articolo non può trasformarsi in un voluminoso saggio. Molti hanno giustificato la Bonino osservando che un ospite deve adeguarsi alle leggi del paese che visita. Io sono con gli altri che ricordano come Oriana Fallaci si rifiutò di prendere il velo e intervistò ugualmente Khomeini. Un ministro degli esteri in visita ufficiale non può umiliarsi in quel modo e le radici radicalfemministe aggravano lo scorno. Ma abbiamo veramente un ministro degli esteri? La vergogna del biennale abbandono dei marò fa propendere per la risposta negativa. Ci siamo interessati (tutti: governo, politici e media) dei familiari di un bandito kazako, delle pussy-riot, dei giovanotti con pruriti ecologisti arrestati nell’Artide, ma lasciamo che i nostri militari siano perseguitati in India e rischino la pelle per il disinteresse e l’incapacità del nostro governo? La Fiat, riportata in auge da Marchionne con l’acquisizione della Chrysler, ha spostato la sede operativa in Olanda e quella fiscale in Gran Bretagna. Mano male, così non rischierà di fallire per la folle politica italiana e per il fisco della zona euro, né di essere ceduta ai musulmani (come succede alle imprese e alle squadre di calcio), né di essere distrutta dai magistrati (come l’Ilva di Taranto). In Italia, dunque, non c’è più spazio per gli imprenditori. Anche le professioni, però, sono in crisi. Non parliamo della scuola, perché le statistiche ci hanno sprofondato molto in basso nella graduatoria dei paesi che producono cultura; non potrebbe essere altrimenti, dopo un sessantotto che ha sostituito a baroni di un certo valore innumerevoli baroncini senza valore (come ai feudatari che avevano combattuto in Terrasanta successero i cortigiani di Luigi XVI, ma ci volle molto più tempo). Abbiamo, oggi come ieri, molti grandi cervelli in ogni campo; per affermarsi, però, devono emigrare, poiché le cattedre universitarie sono assegnate per ragioni di parentela, affinità, sesso o clientela.
La corruzione, poi, la tocchiamo con mano ogni giorno e ci rendiamo conto che all’estero non sono così inguaiati. Fa effetto, comunque, sapere da fonte ufficiale che le pubbliche ruberie del nostro sciagurato Paese assommano a una cifra tale che tutti gli altri paesi europei, mettendosi insieme, riescono appena a raggiungere.
Non fatemi continuare, per favore. Il quadro generale è nero come una notte priva di stelle in una città che ha patito un black out energetico. Io riprenderò, la prossima settimana, a commentare le eroiche gesta di Luigi il Temerario. Egli è capace di colorare ogni dramma con le tinte più tollerabili della farsa. 
Siate sinceri, amici lettori: non preferite anche voi leggere le vicende di Margutte, di Tartarino e di Münchausen anziché le litanie dei morti?
 
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GIANCARLO LEHNER – DA ROMA
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——– Original Message ——–

Subject: Lehner: Rosy Bindi e Benito Mussolini
Date: Tue, 7 Feb 2017 08:52:20 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To:  ( . . . )


Bisogna ringraziare Rosy Bindi, visto che funge da perfetta cartina di tornasole per determinare lo stato della cultura e della religione della libertà in Italia. 

Il regime fascista sciolse la Massoneria, ma non pretese mai i nominativi degli iscritti. 

Non solo, quando Mussolini dovette rimediare ai possibili effetti della crisi del 1929, privilegiando il merito sul cameratismo, si affidò al massone Alberto Beneduce.

Che Benito si sia dimostrato, rispetto alla Massoneria, più liberale della Rosy dovrebbe far riflettere sui cattosinistri.

Per la serie “non solo forti con i deboli e deboli con i forti”, provi la Bindi a chiedere ai partitini togati, a cominciare da Magistratura democratica, gli elenchi degli iscritti.

Giancarlo Lehner

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CORRISPONDENZE
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[ VINCENZO MANNELLO – DA CATANIA ]
 

——– Original Message ——–

Subject: Ankara accusa la Cia..🙂
Date: Tue, 7 Feb 2017 16:36:19 +0100
From: <info@vincenzomannello.it>
To: ( . . . )

Toh,vuoi vedere che, pure ultima ruota del carro della informazione “differente” ,avevo visto bene sul tentato golpe in Turchia ?🙂

Cordiali saluti e sempre grazie per l’attenzione

Vincenzo Mannello

[ SEGNALAZIONE NUOVO NUMERO RIVISTA ]

——– Original Message ——–

Subject: “Italiani” n. 187: ANDARE A MESSA
Date: Tue, 7 Feb 2017 03:32:05 +0100
From: archifress@tiscali.it
To: associazioneazimut@tiscali.it
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Pietro già manca a tutti….. [ 03/02/2017 – sul “ROMA” ]
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IL LUTTO. Chiesa gremita e grande commozione a San Ferdinando per l’ultimo saluto al giornalista ed editore Golia
 
« Pietro vivrà nelle sue idee »
di Vincenzo Nardiello
 
NAPOLI. L’ultimo atto rivoluzionario della vita terrena di Pietro Golia è stato quello di riunire tutti. Persone che non s’incontravano anche da tempo si sono ritrovate ieri, nel comune dolore per la perdita di uno dei migliori figli di Napoli. Certamente il suo combattente più irriducibile. Mezzo secolo di battaglie, ideali, militanza e tutta la varia umanità che il giornalista ed editore ha incontrato nel suo viaggio si è data appuntamento nella chiesa di San Ferdinando, in piazza Trieste e Trento, per tributare l’ultimo saluto all’uomo delle mille battaglie. Proprio lì, ad un tiro di schioppo dalla libreria Controcorrente di via Carlo De Cesare, punto di riferimento per tutti coloro che non si sono mai arresi. Gli amici della primissima ora, quelli della generazione successiva e anche coloro che magari non avevano più un contatto quotidiano con lui: tutti hanno voluto testimoniare il loro affetto al paladino del Sud e del suo popolo.
La mattinata trascorre in un via vai continuo alla camera ardente allestita in via Monteoliveto, negli uffici della casa editrice, dove Golia, circondato dall’affetto dei suoi cari, sembra quasi voler dare l’ultima occhiata alle immancabili pile di libri che nelle grande stanza centrale gli tengono compagnia fino all’ultimo. 
Sotto un cielo terso, il feretro fa il suo ingresso in una chiesa gremita dentro e fuori. Incontenibile la commozione. Circa 400 persone si stringono attorno alla famiglia in un ideale abbraccio, nel tentativo di alleviare un dolore inconsolabile ma sempre composto. Una folla di conoscenti e sconosciuti, facce pulite, note e meno note. Tra gli altri ci sono giornalisti, dirigenti ed ex parlamentari della destra. E soprattutto i semplici. È il popolo di Napoli quello che si stringe attorno alla bara di Golia avvolta nella bandiera del Regno delle Due Sicilie. Ai lati il picchetto composto da alcuni tra gli amici più intimi e collaboratori più stretti: Mauro Finocchito, Luigi Branchini, Mariano Sessa, Raffaele Bruno, il fotoreporter Mexico e Amedeo Laboccetta. 
Il grande operatore culturale, l’editore di Controcorrente, il combattente instancabile per la verità storica sul Meridione, ha radunato la folla delle grandi occasioni. «Pietro ha sempre cercato la verità. Anche quando era scomoda, anche quando era controcorrente», ricorda il Rettore della chiesa di San Ferdinando, don Lino Silvestri, officiando il rito. Parole non banali, che durante l’omelia ricordano a tutti che Golia «ci ha donato la sua cultura, la sua capacità, la sua conoscenza». Un patrimonio che non deve andare disperso. Chi ha il volto rigato dalle lacrime, chi serra le labbra, come per soffocare un dolore troppo grande. 
Al termine della liturgia, a ricordare il pensiero e le battaglie di Golia sono Branchini e soprattutto Edoardo Vitale, direttore della rivista L’Alfiere: « Pietro non è morto. È morta la materia, ma le sue idee vivranno sempre. Come le sue battaglie. Noi forse ancora non ce ne rendiamo conto, ma abbiamo avuto una grande fortuna a conoscere un uomo come lui ». Vitale ricorda l’impegno « per l’autodeterminazione e per la liberazione di Napoli e del Sud dal colonialismo a cui siamo sottoposti », di cui Golia ha rappresentato la punta di diamante. « Al punto tale – scandisce Vitale – che il massimo del complimento che possono fare a ognuno di noi è dire “tu non sembri napoletano” ». È anche per questo che « Controcorrente continuerà nel nome di Pietro ». Poi la bara, sollevata e portata in spalla da amici e collaboratori, all’uscita dalla chiesa viene salutata da un fragoroso applauso e dal “Presente!” che si tributa ai combattenti dell’idea. Il feretro si allontana. Pietro già manca a tutti.
 
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il messaggio di Pietro….. [ da post su facebook ]
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BASTA COL “CREPUSCOLO DEGLI DEI”
ANDARE AVANTI
PER LA TRADIZIONE VIVENTE
Al termine del funerale di Pietro Golia, ho ascoltato con attenzione e in silenzio alcuni commenti, del tipo: “E’ stato l’ultimo, veramente l’ultimo dei combattenti … dopo non ci sarà più nulla, ora è tutto finito”.
Diciamola tutta e diciamola chiara. A molti amici – non a tutti per fortuna – piace quest’ atmosfera da “crepuscolo degli dèi”, si compiacciono nel loro intimo di quest’aura di “eroismo tragico”; è una forma di vittimismo, di sottile autodistruzione nella quale ci si adagia, s’indugia perché, in fondo, è comoda. E’ tutto finito, lui è stato l’ultimo, quindi non c’è più nulla da fare.
Io invece sono convinto che Pietro sia l’inizio importante di una serie di persone che continueranno dopo di lui. Pensateci bene: anche quando sono morte altre persone significative, sembrava che “fosse tutto finito”. E invece no!Vi sono e vi saranno sempre persone che agiranno col senso della “giusta azione”, l’azione che ha valore in sé, indipendentemente dai risultati, com’è detto da Krishna al guerriero Arjuna nella Bhagavad.dita. Dunque giusta azione con fermo intento. Questo è il senso vivo della Tradizione (tràdere= tramandare) che altrimenti sarebbe un cimitero! Non confondiamo la Tradizione con la necrofilìa. E non mi dite “speriamo …” perché allora non ricordate i messaggi che si leggevano e si leggono tuttora nella libreria Controcorrente, il messaggio di Pietro.
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L'immagine può contenere: sMS
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DICONO….. [ DA COSENZA ]
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l’articolo – commenti e altro ( da pagina facebook )
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Nell’Aula Magna dell’Università gremita, è arrivato il Capo dello Stato Sergio Mattarella. Accolto dal coro dell’Ateneo, è iniziata la cerimonia

RENDE (CS) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato all’Unical per partecipare alla cerimonia dell’inaugurazione dell’anno accademico. Il Capo dello Stato è accompagnato dai ministri dell’Interno Marco Minniti e della Pubblica istruzione Valeria Fedeli, dal sottosegretario all’Economia Tonino Gentile e dalla presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi. Mattarella è stato accolto dal Senato Accademico e dal coro dell’Ateneo. Alla cerimonia sono presenti governatore Mario Oliverio, numerosi sindaci tra i quali Mario Occhiuto e Marcello Manna, di Cosenza e Rende, ma anche il segretario del Partito democratico della Calabria Ernesto Magorno e la deputata del Pd, Enza Bruno Bossio.“La Calabria, prima della nascita delle sue attuali tre università, ed in particolare di questo ateneo, rappresentava una regione che potremmo paragonare ad un terreno desertico, dove non cresceva nulla per mancanza di un suolo fertile. Era necessario preparare il terreno per la semina, per offrire ai giovani la possibilità di crescere in un ambiente produttivo”. Lo ha detto il rettore dell’Università della Calabria, Gino Crisci, nel suo intervento in occasione dell’inaugurazione dell’Anno accademico alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella. lte il primo rettore, Beniamino Andreatta, del quale – ha ricordato Crisci – ricorrono i dieci anni dalla scomparsa ed al quale è dedicata l’Aula magna che ci ospita. Molto si è investito nella internazionalizzazione del nostro ateneo e abbiamo assistito ad un aumento del numero di iscritti stranieri che conferma il trend costantemente positivo degli ultimi anni. Le domande di ammissione sono passate da 440 a 585, in prevalenza in arrivo dall’Asia e dall’Africa, ma anche dall’America e dall’Europa. Al di là dei numeri ognuno di questi ragazzi rappresenta una testimonianza di vita che ci arricchisce, favorendo la nostra stessa propensione allo scambio culturale”. Il Rettore ha ricordato il bando realizzato insieme al Ministero degli Interni ed alla Crui, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, per mettere a disposizione 10 borse di studio per studenti con asilo politico o protezione sussidiaria. “L’Unical non è un’isola – ha sostenuto Crisci – anche nel rapporto con gli enti pubblici. E’ stato recentemente sottoscritto un accordo di programma con la Regione Calabria per un progetto strategico di alta formazione, con un investimento complessivo di 128 milioni di euro di risorse del Por Calabria 2014/2020”.In chiusura il rettore ha richiamato l’attenzione del Capo dello Stato sul taglio del Fondo di Finanziamento ordinario e sulle modalità di ripartizione delle risorse che penalizzano, a suo giudizio, le università meridionali. “Una parte significativa del fondo – ha detto Crisci – continua ad essere assegnata non tanto guardando alle esigenze delle università o alla qualità della didattica e della ricerca, ma su una base ‘storica’ rispetto alla quale gli atenei più giovani, come il nostro, risultano sistematicamente penalizzati. Non ci fa paura la competitività, né la sfida con gli altri atenei, ma una gara si fa partendo tutti dalla stessa linea e non 50 metri dietro rispetto agli altri”.

Mattarella: “Mezzogiorno è essenziale e decisivo”

Un breve discorso a braccio invece, quello del Capo dello Stato, rispetto alle otto pagine del rettore Crisci. Mattarella, ha ricordato i fondatori dell’Università, in particolare la figura di Beniamino Andreatta che ha definito un uomo eclettico; poi ha parlato dell’importanza della cultura ed ha ringraziato l’Università per l’impegno profuso ed importante per un territorio come il nostro. “La cultura – ha detto – passa attraverso il futuro della nostra terra e del Paese, ed il ruolo del Mezzogiorno è essenziale e decisivo“. “Dalla cultura, da cui deriva non soltanto la spinta, le capacità per impegnarsi nella vita sociale, deriva anche una grande concezione rigorosa di legalità e anche la possibilità di immaginare, progettare, suggerire indicazioni anche generali di comportamento alle istituzioni”.

Applausi per Domenico Tulino, presidente del Consiglio degli studenti dell’Universita’ della Calabria

“Come e’ possibile che il dibattito politico, da circa un decennio, si concentri in modo infruttuoso e demagogico sulla legge elettorale senza trovare la soluzione necessaria? Perche’ non suscita lo stesso interesse e la stessa attenzione politica il dramma dell’abbandono scolastico, della fuga dei cervelli, della disoccupazione giovanile?”. Questo l’intervento di Domenico Tulino, che ha parlato nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’ateneo nel campus di Arcavacata di Rende, alle alle porte di Cosenza, dove e’ presente anche il Capo dello Stato. Tulino è stato applaudito per aver sottolineato quanto la politica sia impegnata più per la legge elettorale che per garantire un maggiore sviluppo della cultura e dell’Università nel nostro Paese.
Nel corso della cerimonia e’ intervenuta anche Paola Dodaro, rappresentante del personale tecnico e amministrativo, che ha sottolineato come il processo di didattica e di ricerca sia a rischio per gli atenei italiani, “in particolar modo per quelli del Meridione, alla luce del contesto socio-economico di riferimento che obbliga – ha detto Dodaro – inevitabilmente alla sopravvivenza”
Anche uno studente proveniente da Aleppo da cui è fuggito tre anni fa, ha portato la sua testimonianza ed ha raccontato quanto sia stato per lui importante, poter continuare i suoi studi all’Unical dopo essere stato costretto a scappare dal suo Paese. Con lui anche la moglie, anche lei studentessa. “Aleppo è uno dei punti più alti della storia della civiltà e umana ed esempio di convivenza. Ed è un segno deprimente di questi tempi come sia potuta diventare vittima intolleranza e violenza” – ha dichiarato il Capo dello Stato prendendo spunto dall’intervento, dello studente siriano originario di Aleppo.
Bashar Swaid, siriano, rappresentante della comunità degli studenti internazionali ha raccontato: “Non è stato facile venire qui – ha detto Swaid  – e non dimenticherò mai gli sforzi enormi che sono stati fatti per me dall’Ufficio Internazionale e dal Centro residenziale per facilitare le procedure del mio arrivo. Ma ce l’ho fatta. E, successivamente, la mia gioia è stata ancora più grande quando ho potuto riabbracciare mia moglie Hadya, anche lei oggi studentessa, e Luna e Ahmad i nostri splendidi bambini. Anche loro due qui sono felici e studiano con i loro compagni italiani. Grazie all’Università della Calabria ho ottenuto l’iscrizione all’Ufficio europeo dei brevetti e depositato il mio primo brevetto che riguarda un innovativo sistema generativo sviluppato con i miei tutor. A tre anni dall’inizio di questo percorso, guardo alla possibilità di tornare ad Aleppo per contribuire alla ricostruzione di ciò che è stato distrutto dalla guerra”.
 

Ma gli studenti?

Nell’Aula Magna dell’Università gremita,il Capo dello Stato Sergio Mattarella accolto dal coro dell’Ateneo e dal Senato Accademico

1987 : commercializzato lo Xanax.

L’alprazolam è un ansiolitico appartenente alla famiglia delle benzodiazepine, più precisamente una triazolo–benzodiazepina, a breve durata d’azione che viene usato contro gli attacchi di panico e diversi disturbi d’ansia.

In Italia il farmaco è commercializzato da varie case farmaceutiche con vari nomi commerciali come Xanax, Frontal, Valeans, ma anche come farmaco equivalente. La molecola venne scoperta nei centri di ricerca Upjohn e successivamente fu acquisita dalla Pfizer.

Nella foto il congresso durante il quale fu esposta la molecola. Da notare gli effetti sulla platea della distribuzione del farmaco prima dell’inizio dei lavori.

Scena di alta intensità drammaturgica
Liturgia di un totale fallimento
L'immagine può contenere: 5 persone, persone sedute
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10 FEBBRAIO-FOIBE “GIORNO DEL RICORDO” IO NON SCORDO !! ALTRE NEWS [“AZ.” 8.2.’17]
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“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
 
FINE INTERVENTO
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