OGGI – GOLIA POVIA TOTTI : I “CONTROCORRENTE” L’EDICOLA E ALTRO


OGGI – GOLIA POVIA TOTTI : I “CONTROCORRENTE” L’EDICOLA E ALTRO 


GOLIA POVIA TOTTI : I “CONTROCORRENTE” L’EDICOLA E ALTRO [ “AZ.-NEWS” : 10/02/2017 ]

azimutassociazione@libero.it <azimutassociazione@libero.it> 10 febbraio 2017 19:31
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OGGI – GOLIA POVIA TOTTI : I “CONTROCORRENTE” L’EDICOLA E ALTRO 
[ “AZ..NEWS” : 10/02/2017 ]
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IN COPERTINA
( . . . ) un ricordo.
( . . . )·

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Pietro Golia – Povia e Totti
L’editore – giornalista, di recente prematuramente scomparso; il cantautore e il calciatore giallorosso; tre esempi, in campi diversi, di anticonformismo sempre sgradito ai media, inviso “al politicamente corretto” ed agli << allineati >> ….
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SABATO 4 MARZO 2017 – NEL TRIGESIMO DI PIETRO GOLIA – A NAPOLI
 
Risultati immagini per chiesa di san ferdinando a napoliRisultati immagini per maschio angioino a napoli
ALLE ORE 10:00 MESSA NELLA CHIESA BASILICA DI SAN FERDINANDO IN PIAZZA TRIESTE E TRENTO E SEGUIRA’ IL CONVEGNO DEL RICORDO E PER LA CONTINUITA’ AL MASCHIO ANGIOINO NELL’ANTISALA DEI BARONi. 
 
LUNEDI’ 13 FEBBRAIO – ORE 10:00 – LA FIGURA DI PIETRO GOLIA SARA’ RICORDATA E COMMEMORATA, AD INIZIATIVA DEL CONSIGLIERE ANDREA SANTORO, IN CONSIGLIO COMUNALE (AULA CONSILIARE DI VIA VERDI NAPOLI).
 
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VIDEI
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POVIA – “Chi Comanda il Mondo” – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=4hzH26dnzNQ
06 apr 2016 – Caricato da New M-Theory

(DA PUBBLICARE LIBERAMENTE) Album: “Nuovo Contrordine Mondiale” Video Ufficiale di “Chi .

 

Totti cambia la scaletta a Sanremo: “Canzone preferita? ‘Il piccione’ di …

8 ore fa – … Totti, ospite della seconda serata del Festival di Sanremo, ha cambiato la … La risposta data da Totti, invece, è stata “Il Piccione” di Povia (il …

 

POVIA IL PICCIONE – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=SfpAInTswwY

20 lug 2009 – Caricato da biagioschiano

Mix – POVIA IL PICCIONEYouTube · I bambini fanno ohhh (+lyrics) – Duration: 3:37. Bruna Nulla 518 

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POVIA – Al Sud – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=q-yL7oF8xyU
17 mar 2016 – Caricato da Giuseppe Povia

Video ufficiale di “Al Sud” – di Giuseppe Povia in difesa della verità storica del Meridione (Ex Regno ..

 
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TRATTO DAL “SECOLO d’ITALIA”
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Totti a Sanremo pronuncia il nome “proibito”: «Povia». E Conti va in tilt

Totti a Sanremo pronuncia il nome “proibito”: «Povia». E Conti va in tilt

giovedì 9 febbraio 2017 

Forse è stato il momento più spontaneo e inconsapevolmente coraggioso della seconda serata del Festival di Sanremo. Anche se ora qualcuno, per metterci una pezza, sostiene che sia stata una battuta. Protagonista Francesco Totti. Ma non per il solito siparietto di autoironia sul livello culturale. E nemmeno per gli scontati battibecchi calcistici, «ti piace il colore viola», «il pallone è bianconero». Chiacchiere da bar, come canterebbe Povia, l’altro personaggio chiamato in causa all’improvviso, senza essere  in scaletta. L’artista diventato fantasma perché vittima della faziosità della Rai e dei “padroni” dello spettacolo.

Totti a Sanremo e quella performance inaspettata

Tutto è avvenuto in pochi secondi. Il copione del Festival prevede che, alla fine di ogni intervento degli ospiti chiamati sul palco, Carlo Conti chieda: «Qual è la tua canzone preferita di Sanremo?». L’ospite risponde e contemporaneamente, come per magia, si sente nel sottofondo il brano “amato”. Il che fa dedurre che è tutto già scritto, tanto per fare spettacolo. Ma Totti, si sa, è un tipo particolare. Forse perché, giocando anche d’istinto, non è abituato a ricordare il copione a memoria. E alla domanda rituale di Conti, il campione giallorosso resta un attimo in imbarazzo. Qual è la canzone preferita? Lui non risponde. Tant’è che Maria De Filippi gli sussurra di dirne una. E Totti pronuncia il nome proibito: «Povia». E poi aggiunge sorridendo a Conti: «La canzone del piccione, te la ricordi?». La magia stavolta non funziona, perché in sottofondo non si sentono le note di Vorrei avere il becco. Come se Totti non avesse risposto. E Conti sembra infilato da un gol in contropiede.

Povia: la coerenza di un vero artista

Tra tanti artisti, proprio Povia. Sì, il cantautore che, come racconta durante i suoi spettacoli controcorrente, è stato fatto fuori dallo scorso Sanremo perché voleva portare un brano in difesa dell’infanzia, con il nastrino bianco. E nel Festival dei nastrini arcobaleno avrebbe dato molto fastidio. Povia, il cantautore che non è sceso a compromessi per coerenza. Che ha il coraggio delle sue idee. Che denuncia le conseguenze dell’ideologia gender, difende il concetto di famiglia, fa concerti con la formula del convegno, parla di lobby gay, di burocrati,  di chi comanda (veramente) il mondo. Povia, l’artista apertamente schierato contro l’euro, che ha condotto sul web una forte campagna per il No al referendum e che denuncia il disastro storico causato dalla “pedina” Garibaldi. Un disastro che il Sud ha pagato a caro prezzo. Tanto di cappello a Totti, per il suo forse inconsapevole coraggio. Tanto di cappello a Povia, per il suo coraggio non inconsapevole.

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VIDEI

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POVIA – Al Sud – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=q-yL7oF8xyU
17 mar 2016 – Caricato da Giuseppe Povia

Video ufficiale di “Al Sud” – di Giuseppe Povia in difesa della verità storica del Meridione (Ex Regno …

POVIA – Al Sud + testo – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=UYy2_0–vqQ
19 mar 2016 – Caricato da banana

ma poi venne Garibaldi c’era una volta a rubare oro e soldi c’era una volta ma la vera storia è che …

POVIA – LA VERITA’ (VIDEO UFFICIALE) – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=Xc7RdFVdeSo

17 mar 2010 – Caricato da Giuseppe Povia

Video ufficiale della canzone “La verità” di Povia contenuta nell’Ep “Scacco matto”. Regia di Marco …

Mancanti: garibaldi

Povia, Al sud | Testo | Video – Soundsblog

 Valutazione: 4 – ‎20 voti

30 mar 2016 – Povia è tornato per parlarci dei problemi del Sud: è tutta colpa diGaribaldi, quel condottiero italiano che annetté il Regno delle Due Sicilie al …

POVIA torna con il singolo “Al sud” e se la prende con… GIUSEPPE …

www.allmusicitalia.it/news/povia-al-sud-giuseppe-garibaldi.html

01 apr 2016 – Torna Povia con il singolo “Al sud” in cui racconta come Giuseppe … ma poi venne Garibaldi fece l’unità d’Italia e il sud divenne povero e cadde a picco…” … “Ecco la canzone-video, d’amore&denuncia in difesa del Sud-Italia, terra ricca, … di TIZIANO FERRO sul palco di Sanremo e un docu-film su Rai 5 …

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PUNTI DI VISTA

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Il domenicale del Sizzi

La sfida, anche politica, che si pone in atto in Italia consiste nel riuscire, finalmente, a ridare vita a quello che è il nerbo nazionale del Paese e che non

La sfida, anche politica, che si pone in atto in Italia consiste nel riuscire, finalmente, a ridare vita a quello che è il nerbo nazionale del Paese e che non coincide minimamente con l’attuale repubblica italiana o con il suo antecedente monarchico. Anzi, il problema sta proprio nell’abisso che separa lo stato italiano dalla nazione italiana, due cose diverse e ben distinte, poiché il primo è la gabbia in cui l’Italia langue da più di 150 anni, priva di quella vitalità e forza che saprebbe ridare speranza a tutti gli Italiani, stringendosi attorno ai propri simboli patrii.

Credo davvero che rendere l’Italia una nazione, un insieme di genti vive e accomunate da vincoli etnici e sacrali (che esistono, eccome se esistono), passi per forza di cose dalla messa in discussione delle fondamenta dello stato italiano, non per scopi eversivi ovviamente ma per ridiscutere la natura dell’organizzazione statuale che potrebbe al meglio rappresentare, ed esaltare, questo Paese. Il compito di ogni patriota sta nel difendere l’Italia come realtà etno-culturale e nazionale millenaria, liberandola così dalle catene di una repubblica coloniale che ha come narcotizzato l’identitarismo ripiegandosi sulla statolatria neo-giacobina del tutto priva di valore etnico e davvero nazionale. Oggi si parla di Italia e si intende il settuagenario baraccone repubblicano dello stato, un misero contenitore di popoli che toglie qualsiasi entusiasmo patriottico, anche perché al servizio della NATO, dell’Unione Europea e dell’ONU, e non del popolo italiano.

Il massimo identitario consentito in questo stato si riduce ad un tricolore spento, alle magliette azzurre della statale di calcio, ad una ruota dentata inventata 70 anni fa e ad uno sterile riferimento linguistico al fiorentino letterario, che non è nemmeno tutelato a livello ufficiale dalla “costituzione più bella del mondo”. Un po’ pochino per accendere i cuori italici infiammandoli con l’orgoglio patriottico… I freddi rituali repubblicani sono quelli di uno stato (ex) nazionale artificiale, dove la burocrazia prende il posto dell’amor patrio e la fedeltà a modelli universalisti e globalisti sostituisce la sovranità nazionale. Una simile realtà non suscita alcunché, anzi, troppo spesso genera piuttosto rabbia, risentimento, frustrazione perché lo stato invece di rappresentare finisce per schiacciare sotto l’elefantiaco peso di istituzioni lontane anni luce dal popolo ed espressione non della sua sovranità e volontà ma del volere di chi manovra a suo piacimento lo staterello in questione, e cioè i suddetti enti sovranazionali, in zelante collaborazione con la finanza globale, l’usurocrazia, la dittatura delle banche e delle multinazionali apolidi.

In compenso, eccovi una spumeggiante fioritura di leggi ideologiche, liberticide, atte a farvi passare la voglia di nazionalismo, giusto per non contrariare i padroni stranieri della repubblica italiana con la vera libertà d’espressione, sebbene a parole venga tutelata dalla Costituzione. Il tutto sapientemente innaffiato di tassazione “svedese” in cambio di servizi la cui qualità è spesso e volentieri “albanese”. E non parliamo di tutti i vari squilibri che esistono nell’Italia vessata dal suo stato, a partire dall’eterna questione del divario Nord-Sud che, passando per il degrado più totale in cui versa Roma, termina nell’inaccettabile tasso di corruzione, assistenzialismo, nepotismo, clientelismo, debito pubblico e via dicendo ormai ampiamente spalmato dalle Alpi alla Sicilia, anche grazie ad un ottuso e perverso sistema di statalizzazione parassitaria dove nelle vene del Paese viene messo in circolo il veleno di certo levantinismo, frutto della collusione tra l’ingordigia imprenditoriale del Settentrione e la criminalità organizzata del Meridione, con la sapiente mediazione del palazzo romano.

Non voglio certo tediarvi elencando le innumerevoli pecche dell’Italia contemporanea ridotta a stato-apparato, e nemmeno voglio passare per anti-meridionale, eppure è innegabile che la “meridionalizzazione” del Nord abbia comportato anche l’espandersi delle ataviche tare della classe dirigente spagnolesca dell’ex Regno delle Due Sicilie. E questo, sia detto, senza scordare le malefatte sabaude a cui si deve la nascita dello stato italiano: per quanto la riunificazione politica delle Italie fosse necessaria, essa fu perseguita in maniera controversa dal Piemonte, lasciando inascoltati gli appelli di un Cattaneo, e preferendo al mazzinianesimo l’appoggio esterno di Inglesi, Francesi e altri personaggi internazionalisti poco raccomandabili. Il processo di unificazione doveva avvenire gradualmente e spontaneamente, come aggregazione federalista, sebbene solo i Piemontesi guidati dai Savoia potessero avere il necessario peso militare per vincere le resistenze borboniche, pontificie e austriache.

Dobbiamo essere onesti, anche come settentrionali: il Risorgimento ha indubbiamente impoverito il Meridione, prosciugando le casse del regno, accorpando le banche, e favorendo nettamente l’industria settentrionale tramite liberismo economico, il che ha condotto ad una marginalizzazione estrema del Mezzogiorno, ad un abbandono dello stesso alla deriva di criminalità e corruzione, grazie agli iniqui accordi tra classe dirigente meridionale, quella dei ricchi latifondisti e dei baroni, e Savoia, inasprendo alcune pecche secolari ereditate dal malgoverno franco-spagnuolo nella bassa Italia. Naturalmente non è che il Nord, prima dell’unità, fosse povero e sottosviluppato (questa è una balla bella e buona dei neoborbonici) ma è innegabile che con l’unità d’Italia abbia guadagnato, e di molto, rispetto a quanto accaduto successivamente a Sud. D’altro canto, il Triveneto ricco non lo era di sicuro, e i primi fenomeni migratori italiani lo confermano, con le grandi ondate di Veneti approdati in Sudamerica. Alla faccia di certi austriacanti 2.0 che ancora incensano Cecco Beppe…

Al di là del passato, che è passato, noi oggi abbiamo il diritto e il dovere di raddrizzare il tiro a quella che è la politica italiana dal secondo dopoguerra ad oggi, una politica di camerieri e burattini lautamente pagati al servizio dei burattinai forestieri. Il modo migliore per farlo è quello di intavolare un progetto politico che miri a fondere due istanze fondamentali: il nazionalismo (non statolatrico) italiano e l’etno-federalismo (non secessionista), affinché la Patria che è l’Italia si sposi alla perfezione con le “matrie” locali e cioè Lombardia, Venezie, Etruria, Ausonia, Enotria e Sardegna, i grandi areali etnici d’Italia, perché solo così ci si può dare un organismo statale comune, con una costituzione (etnonazionalista) comune, che sia flessibile dove serve e rigido dove invece se ne ha bisogno. Nell’italietta odierna invece è il contrario: rigido controllo burocratico e anti-identitario degli indigeni, tassati e beffati, e lassismo spesso totale verso le aberrazioni ereditate dall’adozione del disegno mondialista, covato come serpe in seno alla “comunità internazionale” (un bell’ossimoro, davvero).

Un altro aspetto non da poco è l’irredentismo; sebbene per molti sarebbe utopica una riconquista, io trovo inaccettabile che territori come Nizza, Corsica, Malta, Svizzera italiana, Istria, Fiume e mettiamoci pure Dalmazia siano al di fuori dell’orbita italiana, quando invece essi rientrano a pieno titolo nello spazio geografico italiano o quantomeno nel suo spazio etnico-storico-linguistico. Non si tratterebbe, ovviamente, di scatenare nuove guerre ma la diplomazia dovrebbe occuparsi anche di questo problema non da poco. Per dirla tutta, non ha decisamente senso che l’Italia si tenga l’Alto Adige, a compatta maggioranza germanofona, ma si veda privata di un baluardo italico come la Corsica! Gli Europei dovrebbero ridisegnare i propri confini nazionali in maniera sensata, invece di perdere tempo nei  grigi grattacieli di Bruxelles.

Solo con consolidate politiche di governo sociali e nazionali si può pensare di irrobustire il potere dello stato sui suoi cittadini, così come il dirigismo e la nazionalizzazione, politiche che rispettino comunque le identità locali e il tessuto comunitario originale delle stesse, altrimenti si crea un mostro massonico e dispotico che non al nazionalismo ma all’internazionalismo apolide e distruttore obbedisce, fungendo da perfetta colonia al servizio del solito occupante straniero. Anzi, un’impronta dirigista allo stato nazionale sarebbe provvidenziale, per evitare delocalizzazioni e razzie di aziende straniere ai danni delle aziende italiane. Ma fino al giorno in cui l’Italia non legittimerà una forma di governo presidenziale, etno-federale e schiettamente social-nazionale, capite bene quanto sia poco auspicabile che la repubblichetta italiana si faccia più rigida e controllante, perché questo finirebbe a scapito solo ed esclusivamente degli indigeni e non delle note minoranze che nell’Occidente atlantista diventano intoccabili lobby…

Dobbiamo lavorare culturalmente e politicamente al raggiungimento dell’obiettivo, senza dimenticare che non con la piaga del liberalismo ma con la forza del comunitarismo anti-borghese ed anti-individualista si pongono le giuste basi per riformare il concetto di stato, senza che questo divenga un moloc anti-nazionale  quale è ora, ma trovi proprio la sua legittimazione nelle aspirazioni nazionaliste ed etnicistiche dei popoli che compongono la nazione. Non si combatte Satana con Satana, perciò non si può combattere il mondialismo contrapponendogli un suo prodotto, l’attuale repubblica tricolorita, una prigione antifascista per gli indigeni e una bengodi progressista per gli allogeni, e tutti gli altri corpi estranei.

Ave Italia!

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ALTRO
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DUE CORRISPONDENZE
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
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——– Original Message ——–

Subject: SMS Engineering e Tecnosistem per R&D su Industria 4.0 – GGI a Scampia
Date: Thu, 9 Feb 2017 16:48:16 +0100
From: “SMSengineering Marketing” <marketing@smsnewsletter.it>
To: associazioneazimut@tiscali.it
Reply-To: marketing@smsnewsletter.it


Innovazione nei processi partecipativi per le grandi opere, SMS Engineering sigla un accordo per R&D ed Industria 4.0 con Tecnosistem SpA
 
Il giorno 3 Febbraio 2017, presso la sede della Tecnosistem SpA, è stato siglato un protocollo di intesa tra la SMS engineering Srl e la Tecnosistem SpA, al fine di attuare una fattiva e costante collaborazione nell’ambito delle attività di Ricerca e Sviluppo ed in particolare riguardo tematiche afferenti al piano di Industria 4.0. L’accordo è stato siglato dai rispettivi Amministratori Delegati, l’ing. Salvatore Rionero e l’ing. Francesco Castagna, alla presenza del Presidente della Tecnosistem prof. Luigi Nicolais.
Per lo sviluppo delle attività è stato istituito un apposito Gruppo di Lavoro composto stabilmente dall’ing. Salvatore Cardone, responsabile R&D di Tecnosistem e dalla dott.ssa Rosangela Capasso, socio e direttore della BU Extended ERP della SMS Engineering. All’occorrenza i membri del Gruppo di Lavoro potranno convocare gli esperti delle loro rispettive aziende affinché diano il loro contributo su tematiche specifiche.
Tecnosistem è una società che opera nel campo delle infrastrutture, dell’edilizia e in quello industriale, con riferimento a servizi di progettazione, direzione dei lavori, direzione di cantiere, analisi, simulazioni e studi specialistici con l’ausilio dei più avanzati applicativi software, nonché  nel settore della Ricerca e Sviluppo partecipando attivamente ad un gran numero di partenariati in tutti i settori in cui opera costituiti da Grandi aziende, PMI, Università e Centri di Ricerca.
SMS Engineering è una società specializzata nel mercato dell’Information & Communication Technology (ICT) ed opera con lo scopo di fornire ai propri clienti soluzioni “chiavi in mano” attraverso l’integrazione delle competenze dei suoi specialisti con le tecnologie dei maggiori player del mercato informatico, sia in ambito di sviluppo di soluzioni software che in ambito di realizzazione ed integrazione di infrastrutture tecnologiche, sicurezza informatica anche a supporto delle linee strategiche previste dal piano Industria 4.0.
Uno degli aspetti rilevanti del paradigma di Industria 4.0 è legato all’introduzione dell’ICT come fattore abilitante, perché questo implica non solo l’integrazione di tecnologie ICT nei processi aziendali, ma soprattutto la necessità che funzioni aziendali diverse siano in grado di interagire tra loro utilizzando le tecnologie ICT sia per i nuovi flussi di dati sia per complementare o sostituire la strumentazione, i flussi di dati e i flussi documentali preesistenti. La scelta delle tecnologie, della profondità dell’intervento, e dell’architettura del sistema possono essere un valore aggiunto, solo se inserite a valle di un’opportuna reingegnerizzazione dei processi nell’ottica del nuovo paradigma.
 
Giovani Imprenditori, impresa tra i banchi ultimo appuntamento a Scampia
Si è chiuso il 2 febbraio 2017, un ciclo di incontri tra l’Unione industriali Napoli e le scuole del territorio partenopeo durato tre anni. Negli anni gli esponenti dell’associazione degli imprenditori hanno avuto incontri con singole scuole. Il 2 febbraio invece hanno incontrato in contemporanea cinque scuole dell’Ottava municipalità. Di concerto con la stessa municipalità l’incontro si è svolto a più riprese. Una prima parte nell’auditorium di Scampia con studenti delle cinque scuole interessate. A seguire gli esponenti dell’Unione industriali e delle venti aziende coinvolte si sono recati nei singoli istituti per approfondire il tema dell’inserimento lavorativo post diploma e i temi oggetto di studio in quegli specifici istituti. A guidare la delegazione degli imprenditori il consigliere dei Giovani Imprenditori di Unione Industriali Napoli, con delega all’Education e Formazione, Gaetano Liguori. «Il progetto ‘L’impresa tra i banchi’ vuole presentare e promuovere l’imprenditoria napoletana nella scuole. Durante gli incontri, oltre a presentare le aziende – ha detto Liguori -, c’è un vero e proprio confronto tra le stesse e i ragazzi sia per un orientamento al lavoro che per favorire l’occupazione giovanile. Oggi non solo vogliamo presentare l’imprenditoria sana, ma anche ribadire che è necessario investire sui giovani del territorio”. Tra le scuole che hanno aderito alla manifestazione finale del progetto dell’Unione industriali l’istituto “Galileo Ferraris” di Scampia, scuola all’avanguardia sui sistemi informatici nel Mezzogiorno, e non solo, convenzionata come accademia Microsoft. Testimonial dell’Evento l’ing. Massimiliano Canestro cresciuto a Scampia, Vice Presidente della SMS Engineering, Premio Nazionale per l’Innovazione, Premio dei Premi. La presenza dell’ing. Canestro, è stata voluta dal Consigliere Liguori per fornire un modello ai ragazzi che pensano di avere meno opportunità di realizzare i propri sogni perché residenti in un quartiere ritenuto “difficile.
 
Ing. Massimiliano Canestro
SMS Engineering – Vice President
AFCEA Naples Chapter Secretary 
HUMANITAS Naples District Commander (Lt. Colonel)
Rating Advisor
Napoli  D:+39 0810155611  F:+39 0810155666  M:+39 3485905083
London  D:+44 2032393730  F:+44 2033180740  skype: m.canestro
FirmaEmailSMSengineering


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Subject: Le Bourget. Valeria Fascione a AEROPOLIS: Ci siamo attivati per la missione al Salone di Le Bourget
Date: Thu, 9 Feb 2017 23:32:21 +0000
From: Aerospaziocampania/Aeropolis <dsalenia@gmail.com>
To: <associazioneazimut@tiscali.it>
Reply-To: <dsalenia@gmail.com>

AEROPOLIS – Per leggere la Newsletter sul WEB 

guidomule NEWSLETTER N°4 / 9 febbraio 2017
 
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“AZIMUT” – noi in rete
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prossimamente :
IL DIBATTITO : L’ETERNA BATTAGLIA PER IL MEZZOGIORNO
[ “AZIMUT-NEWS” : 09/02/2017 ]
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ULTIMO POST SU FACEBOOK
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Associazione Azimut
Pubblicato da Arturo Stenio Vuono 09/02/2017

IL NOSTRO SUD DIBATTITO

POVIA – Al Sud – YouTube

▶ 4:43

17 mar 2016 – Caricato da Giuseppe Povia

Altro…

Video ufficiale di “Al Sud” – di Giuseppe Povia in difesa della verità storica del Meridione (Ex Regno delle Due Sicilie) regia di Marco Carlucci Primafilm I…
VISITA IL SITO

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https://azimutassociazione.wordpress.com/

Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut.

 
IL NOSTRO SUD DIBATTITO – POST PREAVVISO SU FACEBOOK 
[ “AZ.” – 09/92/2017 ]
 
IL NOSTRO SUD DIBATTITO

POVIA – Al Sud – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=q-yL7oF8xyU
17 mar 2016 – Caricato da Giuseppe Povia

Video ufficiale di “Al Sud” – di Giuseppe Povia in difesa della verità storica del Meridione (Ex Regno ..

 
OGGI [ anteprima di web -servizio tra breve in rete ] – IL DIBATTITO : L’ETERNA BATTAGLIA PER IL MEZZOGIORNO [ “AZIMUT-NEWS” :09/02/2017 ] – visita il sito 24/01/2017 “AZIONE MERIDIONALE” documento-appello presentato alla stampa :
1)Per la istituzione della Giornata della Memoria che ricordi il genocidio delle popolazioni meridionali tra il 1860 ed il 1871 ad opera dell’esercito sabaudo. 2)Per la rimozione dei monumenti ed il cambio dei toponimi dedicati ai criminali di guerra savoiardi. 3)Per la modifica dei testi e dei programmi scolastici al fine di trasmettere la verità storica alle giovani generazioni.4)Per l’obiettivo della unificazione economica,sociale,civile e non solo geografica. — Prima la macroregione “Italia del Sud” poi penseremo alla “memoria” Sudisti basta con lamentazioni e proposte “con le quali e senza le quali”, per il Sud, “tutto resta tale e quale”. Anzi, peggiora di Mimmo Della Corte —  La memoria storica: appello in 3 richieste Opinionista: Pietro Lignola — Giornata della Memoria”: Caro Lignola, Le scrivo……L’obiettivo è comune: Italia del Sud autonoma. Non dividiamoci, è quello che vogliono, per tenere il Sud sotto scacco di Mimmo Della Corte — UN’EREDITA’ DA NON DISSIPARE IL RICORDO ( PIETRO LIGNOLA ) —
per leggere visionare ascoltare riflettere : https://azimutassociazione.wordpress.com —-
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L’EDICOLA
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Subject: Giovedi 9 Febbraio – Leggi le notizie di oggi
Date: Thu, 9 Feb 2017 5:17:55 +0100
From: Secolo d’Italia <newsletter@secoloditalia.it>
To: associazioneazimut@tiscali.it
Reply-To: newsletter@secoloditalia.it
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Giovedì, 9 Febbraio 2017
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Tra chi cerca il congresso, chi vuole le primarie, chi sogna le elezioni e chi teorizza lo status quo, il primo partito italiano somiglia ad una maionese impazzita. Le alleanze interne che hanno finora consentito a Renzi di fare il bello e il cattivo tempo nel Pd sono in procinto di saltare.

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L’EDIZIONE DEL GIORNO

Il “Secolo d’Italia” è il quotidiano on line della destra italiana: fondato a Roma nel 1952, nel 1963 divenne l’organo di partito del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale e nel 1995 di Alleanza Nazionale.

Nel 2009 è stato uno dei quotidiani del Popolo della Libertà. Attualmente è organo della Fondazione Alleanza Nazionale.

 

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Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186 Roma

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Subject: Venerdi 10 Febbraio – Leggi le notizie di oggi
Date: Fri, 10 Feb 2017 5:14:49 +0100
From: Secolo d’Italia <newsletter@secoloditalia.it>
To: associazioneazimut@tiscali.it
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Venerdi, 10 Febbraio 2017
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Da mesi in Italia erano le più gettonate, ma negli ultimi giorni, secondo gli addetti ai lavori, c’è stata un’ulteriore impennata e le polizze vita sono sempre più acquistate, come assicurazioni e forme di investimento, dagli italiani.

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OGGI – GOLIA POVIA TOTTI : I “CONTROCORRENTE” L’EDICOLA E ALTRO 
[ “AZ..NEWS” : 10/02/2017 ]
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“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :
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 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
 
FINE INTERVENTO
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