2017 CORSI E RICORSI : UE COME URSS ? L’EDICOLA E ALTRE NEWS


2017 CORSI E RICORSI : UE COME URSS ? L’EDICOLA E ALTRE NEWS 

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Associazione Azimut | Raccolta di e-mail dell … – WordPress.com

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Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut.

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PROFEZIE ?
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2017 CORSI E RICORSI : UE COME URSS ? L’EDICOLA E ALTRE NEWS 
[ “AZ.” : 11/02/2017 ]
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FORSE CHE SI’ E FORSE CHE NO
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IN COPERTINA
LA UE E' MORTA E NON LO SA. SALVIAMO L'EUROPA VERA.
ALLA RADICE DI OGNI MALE
UNIONE EUROPEA DELLE REPUBBLICHE SOCIALISTE SOVIETICHE
…POSCIA PIU’ CHE IL COMUNISMO POTE’ 
IL TURBO CAPITALISMO FINANZIARIO GLOBALIZZATORE
E LA GENIA DEI PROCONSOLI DEL DINERO
I LIVREASERVENTI VASSALLI VALVASSORI VALVASSINI ET SIMILIA
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2017 – URNE IN FRANCIA GERMANIA OLANDA : IMPLODERA’ L’EUROPA DEI MERCANTI E DELLE BANCHE COME FU PER L’EX UNIONE SOVIETICA ?
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E PER L’ITALIA ECCO IL SEGRETO SOGNO DELLA CASTA…..
(… )  la foto  ( . . . )
·

L'immagine può contenere: una o più persone e spazio all'aperto
( . . . ) 
 
MA…
MAI COME ORA VALE CHE “IL DIAVOLO FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI”…
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ULTIMA DAL WEB – LINK ( clicca e leggi )

Ultradestra a Genova, è alta tensione. Sfilano antifascisti

Liguria.

Sono circa un migliaio i manifestanti che si sono riuniti dietro lo striscione dell’Anpi ‘Genova non dimentica ora e sempre resistenza’ 

Foto

Momenti tensione durante corteo (ANSA)

Momenti tensione durante corteo

 
 
 
 
“ROSSO DI SERA” – RIECCOLI !
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TRINARICIUTI RICHIAMATI IN SERVIZIO PER FARE IL LAVORO SPORCO [“Azimut” ]
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DA “ARCHIVIO AZIMUT ONLINE” [ TRE EDITORIALI ]
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1 – IL CIMITERO MEDITERRANEO….
 

L’EDITORIALE – REPLICA

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[ 25 AGOSTO 2015 ]
DUNQUE, dopo averle tentate tutte, preoccupati di non essere abbastanza moderati, ora è giunto il momento dello scontro con i paladini del pensiero unico, non potendo e non volendo, e non dovendo essere complici d’una classe dirigente, si fa per dire, che sta avviando il paese alla dissoluzione; se l’età ce lo consentisse, con le necessarie energie che – purtroppo – non ci stanno più, passeremmo volentieri dalla predicazione all’azione, e la speranza – che non ci abbandona – è che lo facciano, per il futuro prossimo venturo, i nostri figli ed i nostri nipoti.Prima che scadi il tempo utile per scacciare i mercanti dal tempio. Occorre cacciarli, tutti, a calci nel deretano e processarli per alto tradimento.Liberarsi dalle nomenklature, necesse.
 
Siamo preoccupati e siamo indignati, non più disposti a tollerare non solo la casta dei politici ma tutto il vertice della piramide dei privilegiati, di ogni risma, che hanno abbandonato il popolo al proprio miserrimo destino ch’è sempre più facile intravedere;purtroppo. senza sbocchi  o rimedi, dato e considerato che codardi e felloni la fanno da padroni, vere facce di bronzo, ci sentiamo praticamente impotenti.L’esecutivo che ci ritroviamo, figlio d’una sinistra antinazionale, fatto di vassalli e valvassori, di valvassini e macchiette, ci sta portando alla disgregazione.Veramente non se ne può più. 
 
Ah, questi italiani – italibani, innamorati dei propri carcerieri, se la bevono – eccome – la versione, tutta zucchero e miele, propinata dalla grancassa mediatica;e che si gingillano a simulare la rivoluzione in rete del grillo; che, insomma, va tutto ben madama la marchesa;che i senza lavoro, senza casa, senza assistenza e senza difesa, perciò, sono l’invenzione della reazione in agguato.Che la gestione, tutta da paese a sovranità limitata, dell’indotto cimitero mediterraneo e dell’ineluttabile accoglienza, che non è roba da ineffabile Onu ed Europa dei lurchi, di yankee,angli e franchi-che l’hanno provocata con le loro primavere-, così è descritta solo dai soliti ed inveterati incalliti, razzisti nostrani.
 
Una propaganda da regime, bugiardo, fatto da miserabili tremebondi, a registro altrui. Sì. Questa è  la vera vergogna degli invertebrati che ci(s)governano.Sempre di più materia, per Lor Signori, da tribunale speciale e da fucilazione alla schiena. Vergogna, tre volte vergogna. Quando li snideremo dal comando ? Coraggio, diamoci una mossa ! Siamo ancora in tempo.
 
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TALIBANI E “NUOVA PESTE”… – Associazione Azimut

13 dic 2012 – ANTEPRIMA DI WEB : Associazione Azimut – NAPOLI PER INVIO … E PAOLO BARNARD DIXIT : ….azimutassociazione.wordpress.com.

 

E PAOLO BARNARD DIXIT :

( So bene che non siete capaci di reagire, non lo fareste neppure ad appiccarvi fuoco, inutili vigliacchi. Non mi scrivete. )

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Arturo Stenio Vuono 13 DICEMBRE 2012

2 – L’ EDITORIALE – ITALIBANI  E “NUOVA PESTE” [Arturo Stenio Vuono ] *

   Questo < cavaliere > , che s’era detto “cotto e stracotto”, ohibò, mette però a rumore tutte le cancellerie degli eurocrati che, vestali della loro Europa,  riprendono a stracciarsi le vesti e gridano alla bestemmia del ritorno. Seguono le strida delle oche in Campidoglio : insomma Attila è alle porte La rinnovata, e irriguardosa, virulenza della stampa estera che la dice lunga sui trascorsi che videro la forzosa resa di Silvio Berlusconi, quando a fine 2011 fu impedito a governare, è un fatto gravissimo che dovrebbe fare insorgere gli italiani se non fossero in preda, ridotti a valletti dei < padroni del vapore >, alla “sindrome di Stoccolma”. Innamorati dei propri carcerieri che hanno ridotto il Paese a non avere un minimo di sovranità ed è, come si vede, in balia dei “borsaioli” : non quelli dello scippo o del furto con destrezza ma dei biscazzieri che la fanno da padroni, con il grande imbroglio dello spread, e in nome del  < Dio Mercato >, il grande totem, violentano e alterano sistematicamente i mercati. 

Ma si sa, spesso e volentieri, i nostri concittadini soffrono di “memoria corta” , una comoda scorciatoia per non pensare e per non decidere, ampliando alla massima potenza la generale complicità verso chi, da protagonisti d’una sciagurata svolta epocale, hanno ritenuto e ritengono irrilevante l’ondata suicida delle vittime sacrificali e l’impoverimento delle famiglie come il prezzo da pagarsi per riacquistare alla Nazione la cosiddetta “credibilità” internazionale e, meglio ancora, in Europa. E’ il disastro, totale, dei 365 giorni dell’ < antiberlusconismo > che s’è regalato “il Monti”. Si produce sempre di meno, non si consuma più, siamo alla rarefazione della moneta,  e mettere desco diviene ormai difficile per il 30% circa delle famiglie italiane; e “ci svuotano la vita, ci svuotano le tasche” : balzello su balzello, non c’è settore dell’economia ove non sia stato istituito un “pizzo”, nel mentre che, per ogni unico e primo tetto , è imposta la tangente più odiosa, e non è l’unica, c’è anche quella sulla malattia col trucco dei “medicinali equivalenti” , c’è pure quella sul lavoro con l’aggio dello stato sul carburante, eccetera, eccetera.  

Ah, questi < italibani > che, ancora, tollerano gli untori della “nuova peste” ! Ahinoi ! Ahinoi ! Ahinoi ! Con buona pace di qualsiasi politologo a la page, ergo, con tutto il rispetto per chi si compiace dell’analisi a cose fatte e a “frittata fatta”, l’avevamo scritto – e messo a preventivo – da più anni : o il centrodestra, oppure il caos, quando, a suo tempo,  si dette inizio alla diaspora del blocco moderato, innovatore e riformista, icasticamente; e ,sempre, più icasticamente, che s’era all’ultima tappa dello sviluppo tecnico – parttocratico e all’approdo ai lidi liberticidi, quando s’insediò uno dei “SuperMario” , nominato proconsole del < Protettorato Italia >. Da due anni, e più, andiamo ripetendo, icasticamente, quel che s’era programmato per il 2013 : un commissario al Colle, per quiescenza di Napolitano, che si chiama Monti, di conseguenza un < governicchio cattocomunista > alla Bersani ; e, bella e pronta, una montata e idonea, a far gioco per i grulli, < opposizione a sua maestà > ch’è tutta, in esclusiva, per il “Beppe “,  il “taccagno  e guitto nazionalpopolare”. Oppure no ?

Ah, questi italiani – < italibani > ! Pronti a fare rivoluzione, con chi gioca a “bruciar città”, ma quando è in programma tutto, e intero, il copione che deve consentirsi, senza serie conseguenze per i soliti noti in “servizio permanente effettivo”,  onde metabolizzare la giusta e sacrosanta rabbia a monte. Il popolo, quello vero, avrà occasione di reagire ? Chi vivrà, vedrà !Se lo speriamo, non lo crediamo. Come, in illo tempore, si dimostrò che la < gladio rossa > esisteva, con innumerevoli depositi di armi pronti alla bisogna, è incontestabile che tutto l’apparato delle cellule ex-Pci ( ? ) non è stato mai dismesso e lavora, all’unisono, con i pennivendoli della < macchina mediatica >, la “grande mentitrice e meretrice”; e, perciò, siamo stati invasi da fannulloni “trinariciuti” , imbeccati dalla velina di turno, usi a girar tabaccherie, bar, altri punti di ritrovo e sui mezzi pubblici, per mischiare le carte; e cioè a pubblicizzare, insinuando, la nota filastrocca del Monti che c’è per conto di Berlusconi, veramente da scompisciarsi, una bugia ch’è diventata, purtroppo, quasi verità. 

Potremmo dire, per ipotesi, tutto vero e tutto giusto; se non fosse che, il Pierluigi  amerikano rossopomodoro – Pd e il Pierferdinando – Udc solito a dire < io c’entro > , sostenitori a spada tratta dell’agenda – Monti, non ci risulta che siano andati ad Arcore ma spesso ospiti dei conciliaboli di “Palazzo Chigi”. E ora che, spezzando la spirale dell’abbraccio mortale in cui s’è voluto cacciare il PdL, per avere voluto includersi nello sgabello di sostegno alll’attuale esecutivo,  Berlusconi pare intenzionato ad andare allo scontro finale che precederà la prossima primavera, impegnandosi ad affrontrare la < madre di tutte le battaglie >, come la mettiamo ? Cosa racconteranno agli italiani ?

Ah, quesri < italibani >, che attendono l’apocalisse e la “fine del mondo” secondo le profezie dei maya, e ignorano la catastrofe che li sta sommergendo irreversibilmente. Sarà in grado, ancora una volta, di porvi rimedio con la sua discesa in campo  Berlusconi ? Forse che sì, forse che no, ma quale altra alternativa hanno partorito – nel frattempo – le iniziative dei picconatori che, precisamente su mandato dei potentati di casa nostra ed esteri,  non potendo  facilmente demolirlo  politicamente, ne hanno “sfregiato” la figura  e , traendo la scaletta dal Satiricon , ne hanno fatto una sorta di Trimalcione  da “festini”. Una vergogna !Si fermeranno ? ; ne sarà consentito, dagli  avversari , il rientro ? ; ne sarà sostenuto dagli amici e dal Pdl, e possibili alleati, il nuovo compito di leader ? Proprio non lo sappiamo.

La Sinistra dei gattopardi, già le prove fatte, ha sinora partorito vecchi e nuovi arnesi e ha insediato i Fassino, Pisapia, De Magistris e gli Orlando – Cascio, eccetera, Non sarà difficile, dunque, riportarci ad un nuovo Marrazzo, tanto per fare un solo esempio.Alla faccia del rinnovamento ! Ma…Ma gli italiani – < italibani >, com’è noto, da qualche anno a questa parte, onde emendarsi dall’errore e dallo “sgarro” del < deviazionismo berlusconiano >, sono ritornati, allineati e coperti, ad armonizzarsi col < sistema di potere > dei dissipatori e degli sciagurati dilapidatori, i ras delle clientele, gli artefici del debito che ci pesa sul groppone.Assassini che meritano l’accusa di alto tradimento e la fucilazione a schiena!

Se così è,  per come detto di < italibani > e “nuova peste”,  agli italiani che per metà rifluiscono al solito richiamo delle sirene di “ludi cartacei” che non devono però cambiare nulla, e per l’altra buona metà frastornati e non più lucidi  che restano a casa,  concludiamo, dunque, chiaro e tondo, soltanto con un fottetevi e non ci sfottete più. Capite ?

* presidente Associazione “Azimut” – Napoli

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3 –  da “Azimut archivio online” – 24 gennaio 2014 ]
[  << GALLERIA ITALY >> … E NON SOLO… ]
L’editoriale
vuono
AL VISITATORE E AL LETTORE
QUESTO  << STATO – MEDEA >> “UCCIDE” I PROPRI FIGLI 
di Arturo Stenio Vuono *
  Scrivevamo, di recente, che “…il tollerare, ulteriormente, il residuo << simulacro >> d’uno Stato, delegato – esclusivamente – alla gestione di parametri monetaristici, e per “conti in ordine”, etc., significherebbe compiere un crimine, non tanto verso noi stessi, quanto in danno di chi ci segue – o seguirà – come i nostri figli, e nipoti, ai quali – già uno su due – si nega il diritto ad una dignitosa esistenza, al lavoro << faber fortunae suae >> , a una famiglia e ad una casa. Tanto avviene, e sembra proprio che non vi sia una sola possibilità di << sblocco >> , tra le tante cause ( come, ad esempio, le distorte funzioni di Unione Europea  e Banca Centrale Europea nonchè l’egemone, egoista, << egocentrismo di prussia >> ), oggettivamente per l’esistenza – aggiungevamo ( sempre di recente ) – “… d’una << economia pesante e non competitiva >> ……. , a motivo di disparità derivanti dalla << concorrenza globalizzata >> …
 
    Ancora, di recente, e da parte di Bankitalia, e da parte di tutti gli osservatori e addetti all’ economico – statistico, la solita riconferma, di volta in volta “giustificata”, per il rinvio – sistematico – d’una eventuale ( ma in futuribile ) << crescita >> e per una possibile << ripresa  >> , un probabile << sviluppo >> ; nel mentre i dati che, in oscillazione sù e giù (ad iniziare col riferirsi al prodotto interno lordo ), sono – ormai – da “prefisso telefonico”. Dati che ci presentano – incontestabilmente – almeno cinque fattori fissi : l’inarrestabile incremento della non – occupazione ( per carenze del << sistema >> e dei “lacci e lacciuoli” ) , lo sgretolamento del potere di acquisto delle famiglie ( sulle quali gravano, in modo indiscriminato,  vecchi e nuovi “balzelli” ), la diminuizione – irreversibile – delle capacità di impresa ( per via di “sbarramenti” e di “intollerabile fiscalità” ) , il conseguente invecchiamento – come tendenza consolidata – della popolazione e, non per ultimo, l’evidente carenza di ogni tipo di << sussidarietà sociale >> . Questo è il paese, specchio d’una nazione ferita.
 
    Ci si presenta, checchè – al contrario – se ne dica, una manifesta impotenza delle << classi dirigenti >> a porvi mano con correttivi, a livello politico – economico – sociale, che viene aggravando la situazione – già compromessa e precaria, sul piano generale, – per la perdita di risorse delle neo – generazioni; va delineandosi una fuga, epocale, dei molti – nostri – giovani ( in particolare, rientranti nella cosiddetta << disoccupazione intellettuale >> ) verso la Gran Bretagna, Francia, Germania e, pure, per l’Irlanda. La disoccupazione, risultante principe della << crisi >> in atto , praticamente – e inspiegabilmente ( ma non tanto ) – non è all’ordine del giorno, salvo i soliti e stucchevoli “annunci” in cui non crede più nessuno, e si giunge allo spregevole e sprezzante cinismo di considerarne l’andamento ( sotto – sotto ) come un prezzo da pagarsi  a tutte quelle forme esigenti di << stabilità >> ( un vero e proprio << totem >> che richiede continui  e inutili sacrifici ).
 
    Ci si muove sul tutto – e il contrario del tutto ( sulla linea di evidenti limitazioni ) – e, con la massima evidenza, sul problema di non potersi chiamare fuori dall’accoglienza delle moltitudini di migranti, com’è – in tal caso – giusto che sia ( ma sino a quando possibile e indefinita ? ), ma i nostri giovani sono stati relegati – in secondario – a una solitudine, ingiusta, a motivo di quel che – perciò – appare una sorta di << neutralismo dello Stato >>. Uno Stato, l’attuale,  che, come Medea, uccide i propri figli : “…così è, se vi pare”. L’imperante demagogia, cui non ha posto fine lo stesso ministero di competenza ( oggi in mano a una titolarità di colore ), in realtà, è per nascondere una deriva innegabile : barconi che attraccano al sud e i disperati che, nella migliore delle ipotesi, andranno ad alimentare il “lavoro nero”; e, purtroppo, a parte il lasciare l’Italia per il << vecchio continente >>, si rivedono i treni, certo più moderni d’una volta, sui quali viaggiano i giovani meridionali; che, ormai, non trovano più posto neppure in ambito della << economia sommersa >>, diretti verso il centro – nord della penisola, anche esso in asfissia ( per insediamenti di “estero imprenditoria”, non solo di cinesi, basati su forme di vera schiavitù e di feroce, disumano, sfruttamento delle maestranze, addette alla produzione ). Ma c’è, sempre, comunque, una cosiddetta << radice del male >> da ricercarsi e sulla quale interrogarsi.
 
    Una << radice del male >> ( con profezie ? )  – che viene da lontano – e in archivio, per pochi “precedenti” dimenticati, per cui  si troverà che, sul finire degli anni settanta, già da parte di Roy Jenkins ( presidente dell’allora Commissione ex C.E.E. ), a Strasburgo, si attribuivano nere previsioni alla “sfida delle nuove tecnologie” : << …se guardiamo il futuro, ciò che ci aspetta è il crollo dell’ordine economico e sociale al quale è stata costretta l’Europa del dopoguerra >> . Noi, oggi, sappiamo esserci stata – prevalente – un’altra causa : l’aver l’Europa, ricostruita se stessa sui modelli  politico – sociali degli anni << ’20 >> , come se non fosse nulla accaduto di  “ardita sperimentazione” ( e di  – temporaneamente – “risolutivo” :  in Italia, con un cammino interrotto – di viva forza – da “potentati ostili” e vicende belliche, e come altrove ). E, sul finire degli anni settanta, già da parte del Fondo Monetario Internazionale, si affermava : << …è assolutamente necessario assicurare la moderazione dei costi interni, specialmente del costo del lavoro, perchè… >> , << …è perciò essenziale che i  nuovi contratti salariali  a livello nazionale ed aziendale assicurino che la crescita dei costi del lavoro in termini reali, incluso l’effetto derivante dalla ristrutturazione del salario…sia mantenuta molto al di sotto della crescita produttiva >> , << …a questo riguardo è necessaria la moderazione dei costi di lavoro nominali oltre che reali… >> ( << raccomandazioni >> – anche allora all’Italia – di cui al << rapporto >> del 9 aprile 1979 ). Noi, oggi, sappiamo esserci stata – prevalente – un’altra cosa : l’avere il montante << capitalismo di carta >> ( uso a “pilotazioni di borsa” e a sottrarsi al “rischio d’intrapresa” ) , in tutti i modi, impedito che si concretizzasse l’evoluzione – in giusta direzione – di quello << produttivo >> e la sua trasformazione – oltre il modello tradizionale ( in mani dei soli << imprenditori proprietari >> e senza l’associazionismo del lavoro dipendente ) – che avrebbe garantito l’innalzamento della produttività ( in uno con la “competitività” ), risolvendo così il << problema >>; costringendo, in pratica, l’imprenditoria privata – pena una marginalizzazione, in ambito, della << economia di mercato >> , e il perimento ( nonostante le resistenze che, nell’attuale, scemano sempre di più ) – a delocalizzarsi per operare in aree vicine ( nei Balcani, ex – Iugoslavia, ex “satelliti sovietici” ) oppure muoversi –  in cointeressamento –  verso gli Stati, come la Cina e i “paesi emergenti”,  che “aprendosi” ( per, poi, monopolizzare e fagocitare il << mercato >> ) – però hanno operato e operano con nuove forme, camuffate, di << economia collettivistica >>.  E, sempre sul finire degli anni settanta, già da parte di non pochi studiosi, venivano le molte preoccupazioni ( ne citiamo, una per tutte, del Pietro Terna, che si chiedeva ) : “…quale sarà  nel prossimo avvenire, il nuovo modello di sviluppo…? Forse, molto semplicemente ( rispondeva lo stesso Terna ) quello della << impossibilità della crescita economica >> ; la macchina economica – precisava – si è inceppata a causa della crescita incompatibile, con le << leggi >> dello sviluppo economico, della quota di reddito di lavoro dipendente sul prodotto industriale…”. Noi, oggi, sappiamo esserci stato – prevalente – un’altro motivo: il cosiddetto << inceppamento >> – non come fatto naturale – è stato semplicemente indotto dalla scelta in direzione, esclusivamente, dei “maggiori profitti” ( con la  predisposta “cortina fumogena” del pervenire, necessariamente,  ai << minimi costi >> ); una “scelta” volta a perpetuare – dopo il declino dell’ << errore affascinante del marxismo >> ( K. Hornung – 1979 ) – l’alienazione dell’ << uomo lavoratore >> ( e siamo portati a porci – e a porre – una domanda : ma c’è stata, veramente, una << caduta del muro di Berlino >> ? dato che la sola Russia, già uscita dal << socialismo reale >>, e oggi – in specie – per merito di Putin, ha cancellato il comunismo – ma avendo rifiutato e rifiutando, decisamente,  il cosiddetto << villaggio globale >> ); è alienazione perchè, quì da noi – come in tutta Europa -, c’è il non occupato, c’e il sottoccupato ( ma, in tal senso, pure per l’occupato ), o perchè altrove, in pratica, vi sono le braccia dell’impiegato-addetto, “collettivamente” o “coattivamente”, occupazione sì ma  una verità “oscurata”.
 
    Come, poi, s’è operato, durante l’ultimo trentennio, nel quale si sviluppava l’invertimento e il sovvertimento, il pervertimento di tutte le logiche politico-economiche, è noto a tutti e si può così riassumere : giungere a tutto quel cui siamo giunti. In Italia, quanto a noi, ereditando gli anni ottanta dell’ex-Pci che – direttamente o indirettamente ( anche per il tramite della CGIL – la << cinghia di trasmissione >> ) – si faceva “scopritore” d’una << nuova economia >> (!) e che, col << breviario dell’austerità operaia >> ( marzo 1978 ), al riferirsi ad un’egualitarismo – livellante la condizione del lavoro – gettando l’esca di generici  e per  successivi “miglioramenti” ( la retribuzione come una << variabile indipendente >> e il “contentino” d’una perequazione salariale, destinando un poco di più alle << mansioni usuranti >> ). In Europa, con la sola eccezione della Germania, a ripararsi e conservarsi ( introducendo : forme di cogestione e coinvolgimento delle maestranze nella << decisionalità produttiva >> ), l’immobilismo e l’indifferenza – suicida – più assoluta. E la sola novità dalla Polonia – del Lech Walesa di “Solidarnosc” – nella quale si smascherò il << padrone – Stato >> ( gennaio 1981 ).
 
    Ma intervenendo, nel frattempo, la << Laborem Exercens >>, una enciclica intitolata al  << lavoratore >> – che si mosse in direzione del rinnovato antimarxismo ma già contro l’intravedersi d’una forma di  ”capitalismo, definitivamente deragliato, non più produttivo e << deviato >> ” – per rivendicare il lavoro come “fatica senza fatica” ( Lettera Enciclica << Laborem Exercens >> del Pontefice Giovanni Paolo II – 14 Settembre 1981 ); e a Napoli, già a quel tempo – purtroppo – “capitale di tutte le precarietà” , ove – in materia – operava attivamente una << consulta permanente >> ( coordinata dal Mons.Antonino Pace ), l’eminente Cardinale Corrado Ursi – con una lettera pastorale – bollava la disoccupazione di << controvangelo del lavoro >>. Questo e altro, tutte le voci inascoltate : lavoro, natura e capitale, da sempre variabili dipendenti – variabili reciprocamente dipendenti – furono, al contrario, violentate nella loro formula di combinazione; una verità solare e inoppugnabile che ha – poi – compromesso il governare anche la sofisticata economia degli << anni duemila >> ( e oltre ) ; e, ciò, nonostante le facilitazioni – pure – dall’introdotta utilizzazione dei progressi della << cibernetica >>.
 
    Alla << radice del male >> , dunque, a nostro avviso, v’è solo la ragione di avere svoltato in senso opposto a quel che necessitava, ovvero non per una << modernizzazione >> – da affidarsi in mani delle nuove generazioni –  ma per la << globalizzazione >> – che garantiva il sussistere dei vecchi interessi per diversa collocazione – ; per non avere associato il lavoro a partecipare alla gestione dell’impresa e alle decisioni sulla distribuzione del reddito prodotto; per non avere sgombrato il campo dal residuo della cosiddetta << lotta di classe >> – che ha finìto per il “favorire” , rispettivamente, e il << trasloco del mercato >>  e il declino dell’ << apparato produttivo >> interno : ove si fossero neutralizzate  le conseguenze politiche di tale lotta, la migliore “alleata” del risvolto di << globalizzazione >> ,  tutti i problemi interdipendenti, infatti, avrebbero trovato la più fisiologica delle risoluzioni. Il << nuovo ordine economico >> , come si converrà, non è nato “come un fungo”. E dovrà essere, prima o poi, senza se o ma, rigettato – interamente – per guadagnarsi la << salvezza >>.
 
    In sintesi, e in sede europea, tale “nuovo ordine”  è passato mancando una costruzione – o ricostruzione economica – che, seppure – sempre – nel rispetto delle leggi dell’economia, si industriasse per una nuova etica della proprietà e dando all’uomo ( principio e fine di ogni attività economica ) il posto che gli è dovuto. Quale l’alternativa intervenuta ? Più chiaramente , e precisamente, come da noi, e non solo : con questo << Stato Medea >> che “uccide” i propri figli. La risposta verrà – se verrà – ma bisogna crederlo ( seppure – per ora – solo una speranza ) : affidandosi al << timone >> d’una, prossima e auspicata, “rivolta giovanile”  contro le devastazioni della << decadenza >> in atto, da Brest a Bucarest, che coniughi – in un solo << blocco >> – la rivincita del  << patriottismo >> , non retorico, della << produzione >> e del << lavoro >>.
    La sola, unica, difficile ma non impossibile,  ”via di uscita” !
 * presidente Associazione Culturalsociale “Azimut” – Napoli
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ALTRE NEWS
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Sono occupati a contare i soldi che hanno fregato agli italiani……… e quelli che gli ha regalato la BCE e FMI, per far fallire l’ Italia!

——– Original Message ——–

Subject: Letterina ai giornali: 300mila giovani e forti
Date: Sat, 11 Feb 2017 13:47:03 +0100
From: archifress@tiscali.it
To: associazioneazimut@tiscali.it
Gentile direttore,
passa in silenzio la notizia che la ministro Madia si accinge nel triennio ad assumere ben 300.000 cosiddetti precari, parolina magica il cui vero significato è la pretesa di essere mantenuti a vita dagli altri. Il silenzio testimonia l’interesse di tutti i partiti e sindacati che evidentemente se li spartiscono uno per uno tutti e trecentomila, che quindi possono dormire sonni tranquilli: nessun impedirà loro l’ingresso trionfale nei ranghi della pubblica amministrazione. Molto meno tranquilli invece i conti pubblici che saranno gravati di ulteriori 13 miliardi/anno di spesa improduttiva e parassitaria; gravati i contribuenti e le imprese di tasse aggiuntive per mantenere i nuovi fortunati; impediti coloro che volessero intraprendere e creare lavoro vero e riassorbire disoccupati antichi e recenti. Ma che problema c’è, pian pianino tutti dentro la pubblica amministrazione e il problema è risolto, no? Trionfa purtroppo in Italia la follia, non solo di fare cose del genere (e poi prendersela con la Germania egoista, la Merkel cattiva, la finanza internazionale e il capitalismo cinico e baro), bensì la follia di parlare d’altro nei mille talkshow delle tv e dei giornali. Nessuno ha la libertà della verità in questo condannato paese.
Luigi arch. Fressoia, pg
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L’EDICOLA
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Speciale Convegno Mostra MSI
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Dai microfoni del Secolo d’Italia Franco Nugnai, presidente della Fondazione Alleanza Nazionale, annuncia che la mostra sui 70 anni della nascita del Msi verrà prolungata per la grande attenzione ricevuta dal pubblico e dai media.

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Secolo d’Italia
Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186 Roma
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2017 CORSI E RICORSI : UE COME URSS ? L’EDICOLA E ALTRE NEWS 
[ “AZ.” : 11/02/2017 ]
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“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
 
FINE INTERVENTO

 

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