L’11 FEBBRAIO IL CONCORDATO RASSEGNA STAMPA ( “SECOLO d’ITALIA” ) E ALTRE NEWS


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]L’11 FEBBRAIO IL CONCORDATO RASSEGNA STAMPA ( “SECOLO d’ITALIA” ) E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 11/02/2017 ]
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11 FEBBRAIO 1929
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Il Capo del Governo, Benito MUSSOLINI ed il Segretario di Stato Vaticano, il Cardinale Pietro Gasparri, firmano a Roma i PATTI LATERANENSI che misero fine alla “questione romana”, ovvero alla controversia tra Chiesa e Stato Italiano che proseguiva dall’unità d’Italia.
 
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IN VETRINA – A ONOR DI CRINACA….
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IL CAPOLAVORO DEGLI “SFASCISTI”
[ tratto dal web ]
 
“(  . . . ) –  Il ceto medio è più fragile, aumentano i poveri e i bassi salari, il lavoro è percepito più instabile e nel complesso è più difficile migliorare le proprie condizioni. Tutto ciò si riflette in un sentimento di diffuso pessimismo sul futuro e in una crescente sfiducia economica”. In particolare, solo il 31% pensa che la situazione economica dell’Italia migliorerà nei prossimi 12 mesi (era il 44% nel 2015) e se si guarda alla situazione personale appena l’11% si attende un miglioramento (era il 13%). Non va meglio sul fronte del lavoro: solo il 24% pensa che l’occupazione crescerà (era il 31% nel 2015). – ( . . . ) 
 
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RASSEGNA STAMPA ( “SECOLO d’ITALIA” )
ARTICOLI ( TRATTI DAL “SECOLO d’ITALIA” )
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Battista e Lodoli: i padri fascisti? Soprattutto, ci hanno trasmesso un’etica

Battista e Lodoli: i padri fascisti? Soprattutto, ci hanno trasmesso un’etica

venerdì 10 febbraio 2017

Pubblico delle grandi occasioni, saluti e strette di mano. Alla Sala De Marsanich, che ospita la mostra sui 70 anni del Msi(che sarà prolungata fino a fine mese) c’è curiosità per gli interventi di Pierluigi Battista e Marco Lodoli. “Uno scrive per ilCorriere, l’altro per Repubblica, hanno fatto percorsi diversi dai padri”, li introduce Marcello Veneziani. Ma il conflitto era indispensabile?

Quando papà mi strappò la biografia di Malcolm X

“Io più che sentirmi di sinistra mi sentivo un artista – spiega Marco Lodoli, figlio di Renzo Lodoli, volontario nella guerra di Spagna e scrittore mai apprezzato a pieno – solo che andavo a scuola al San Leone Magno, dove i fascisti che c’erano si chiamavano Izzo e Ghira, insomma gente impossibile…“. Con il padre, persona di profonda cultura, gesti conflittuali non ci furono mai, “tranne quella volta che mi strappò la biografia di Malcolm X che avevo appena comprato”. Ma l’amore per i libri li accomunava: “Ho letto scrittori come Drieu La Rochelle, Céline e Brasillach – racconta ancora Marco Lodoli – che all’epoca nessuno leggeva e che sono molto cari alla destra”. E ancora, quando Renzo Lodoli seppe che il figlio Marco scriveva poesie, gli diede 500mila lire per pubblicarle con l’editore Trevi. “E poi quando pubblicai il mio primo romanzo,Diario di un millennio che fugge, fece lui stesso la recensione sul Secolo d’Italia“. 

Padri speciali

E va avanti così il ricordo di quei padri speciali in una giornata speciale, il Giorno del Ricordo appunto, cui Franco Mugnai, presidente della Fondazione An, dedica il suo intervento di apertura: “Il ricordo è il filo conduttore di questa serata, con queste testimonianze vogliamo cercare di capire le pulsioni che hanno portato le generazioni a dividersi”. 

Altro padre speciale fu Vittorio Battista, cui il figlio Pierluigi ha dedicato il libro che ha ispirato il titolo del convegno, Mio padre era fascista (Mondadori). Tra i due, tra padre e figlio, lo scontro arrivò sulla strage di Primavalle. “Io avevo creduto – dice Pierluigi Battista – alla versione più repellente di quella vicenda, cioè che fosse una faida interna. Mio padre, che era uno dei legali della famiglia Mattei, una sera mi fece vedere le carte dalle quali emergevano le vere responsabilità. Mi disse: “Coglione, leggi qua”. E io lessi. E vidi che il mondo nel quale mi ero accasato non aveva avuto un soprassalto di orrore per quello che avevano fatto a un netturbino, alla sua famiglia, ai suoi sei figli, ad un bambino. Quell’omertà disgustosa che li avvolgeva tracciò da quel momento, tra me e loro, un fossato incolmabile”. Poi Battista racconta del diario ritrovato del padre, dove il figlio lessee l’umiliazione subìta dai combattenti giovanissimi della Rsi, la gogna, gli insulti. “Donne che negavano l’acqua a mio padre che non beveva da due giorni e che aveva l’età dei loro stessi figli”. E infine Fiuggi, il funerale del Msi, l’uscita dalla casa del padre: “Io ero a Fiuggi come corrispondente del mio giornale e quella notte fu tremenda, febbre, dolore. Alla fine per cosa ci eravamo scannati?”.

L’eredità lasciata ai figli 

Di generazioni che si sono divise aveva parlato Franco Mugnai aprendo il convegno. Ma c’erano poi divisioni così forti? Sul piano dell’ideologia sì. Ma poi sono emerse le assonanze, nel corso del tempo. Affinità più importanti dell’appartenenza politica. Dice Lodoli: “Mio padre non volle più scrivere sulla rivista L’Orologio, perché aveva preso una posizione filo-araba sulla guerra dei sei giorni, nel 1967. Con quella sua posizione mi ritrovai, io che avevo un compagno di banco ebreo”. Dice Battista: “Mio padre mi ha insegnato alcuni valori che fanno parte del mio modo di essere, che il ‘guai ai vinti’ è una porcheria, che la sindrome di piazzale Loreto è disgustosa, che l’umiliazione degli sconfitti è detestabile”. Dice ancora Lodoli: “Mio padre mi diede da leggere il Tao Te Ching, un libro che esaltava in qualche modo l’immobilità dell’essere, non c’è bisogno di strafare e di straparlare. La compostezza di una presenza. Una cosa molto di destra. Questo era anche il suo modo di educare i figli: essere una presenza cristallina, come un sole che effonde i suoi raggi. Come una pietra ferma in uno stagno. Vorrei essere un padre come lui”. Dice ancora Battista: “Mio padre detestava gli attendisti e gli imboscati. E’ un insegnamento che io sento molto forte. Così come sento molto forte l’idea di comprendere le ragioni dei vinti, senza pretese di superiorità morale”.

Parole che racchiudono un’eredità che è tutta morale, prima ancora che ideologica e politica. Un lascito prezioso in tempi in cui sugli adolescenti grava una sorta di “torpore non detto”, di “rattrappimento psichico” (espressioni usate da Marco Lodoli, che insegna da decenni nelle borgate romane). Ricordare i padri, allora, i veri padri, è come una boccata d’ossigeno. Ma senza mai perdere la speranza nel futuro. 

“Cocainomane”: il web è con Giorgia Meloni. Inutili le scuse di Asia Argento

“Cocainomane”: il web è con Giorgia Meloni. Inutili le scuse di Asia Argento

venerdì 10 febbraio 2017 

Asia Argento si scusa. «Tweet inadeguato, non avrei dovuto”, scrive, stavolta in italiano, ventiquatt’ore dopo il fattaccio. Forse per paura di “perdere” la trasmissione che conduce sulla televisione pubblica, Amore criminale, dopo che la Rai si è dissociata ufficialmente dalle sue parole. Ma serve a poco, la rete è letteralmente insorta contro l’attrice figlia di Dario. E di ora in ora diventa virale la solidarietà a Giorgia Meloni per  il volgare attacco subito dalla Mortisia del grande schermo. “Cocainomane”, “levateje il vino e il cellulare”, il web bastona Asia Argento con un tripudio di hastag (tra i più belli fantasiosi #profondozozzo) e di post scatenati. Come è ormai noto, la conduttrice di Amore criminale, format dedicato ai femminicidi, si è lanciata in un attacco (da donna a donna), alla leader di Fratelli d’Italia, mamma da pochi mesi di Ginevra. Dopo aver postato su Instagram una foto di Giorgia rubata di spalle in un ristorante, la figlia del re dell’horror si è esibita in un commento, in inglese, sulle rotondità dell’ex ministro della Gioventù, “grassa”, e per di più “fascista”. 

Il web si scatena contro Asia Argento

“La cocaina brucia il cervello”, è uno dei tanti post che prendono a sberle l’ex compagna di Morgan. “L’attacco infame di una certa Asia Argento contro Giorgia Meloni è quanto di più meschino, basso e gratuito possa concepire un essere che fatico a definire umano. Solidarietà – scrive Alessandro su Fb – a colei che almeno cerca ogni giorno di dare un senso compiuto alla sua vita, con successo politico e soddisfazioni private». Molti commenti sono indirizzati contro la “vergognosa” Rai che le dà spazio,  “con il canone ti paghiamo gente di questo tipo”, altri ironicamente chiamano a raccolta le femministe senza se e senza ma e dicono di aspettarsi un corteo delle antitrumpiste a difesa di Giorgia, “donna e madre”. La portavoce della leader di Fratelli d’Italia è lapidaria: «Lei è una guerriera ma colpi così bassi da una donna non se li sarebbe mai aspettati». I social restano per lo più impermeabili alle scuse tardive della figlia di Dario Argento. Soprattutto dopo la replica della Meloni che su Facebook ha risposto a caldo con un post decisivo (e fin troppo elegante): «Pubblico la foto per dire a tutte le donne che hanno partorito da pochi mesi e che per dimagrire non usano la cocaina di non prendersela se qualche poveretta fa dell’ironia sulla loro forma fisica. Valeva la pena mille volte di prendere qualche chilo. Ps. E sappiate che pagate il canone Rai anche per stipendiare gente di questa levatura». Viale Mazzini, neanche a dirlo si èa dissociata dalle sue frasi ingiuriose di Asia Argento, precisando che, anche se pubblicate sui social network privati, «sono molto distanti dallo spirito del servizio pubblico»
 
La crisi di nervi dei 5 Stelle, costretti a difendere l’indifendibile

La crisi di nervi dei 5 Stelle, costretti a difendere l’indifendibile

lunedì 6 febbraio 2017 

Il Movimento 5 Stelle sta passando una grave crisi, ha con sé il 28% dell’elettorato italiano senza avere una linea politica decisa e ben delineata, il “Capo” Beppe Grillo recentemente si è reso noto alla stampa per la decisione di passare nel gruppo europarlamentare Alde (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa) un gruppo politicamente di centro, liberale e pro euro, venendo dall’Efdd (Europa della Libertà e della Democrazia Diretta) gruppo noto per il suo euroscetticismo con a capo Nigel Farage, un bel paradosso per i pentastellati, in sostanza i 5 stelle sono pro o contro l’euro? Possiamo dedurre che non lo sanno neanche loro,dopo il tentativo di cambio di “cattedra” negato da Guy Verhofstadt presidente dell’ Alde, i 5 stelle sono stati costretti a tornare su i propri passi da Farage che stizzito avrebbe chiesto le dimissioni del pentastellato David Borrelli (copresidente dell’ Efdd) e dei vari funzionari della trattativa per l’adesione all’Alde, quindi possiamo dire che per un giorno i grillini sono stati pro euro? Non si sa, di certo ora i 5 Stelle hanno altre “gatte da pelare”, ogni giorno la sindaca Raggi e Co. Si rendono noti ai media per diversi episodi e faccende poco chiare, il caso Marra, le dimissioni della Muraro, le polizze regalate da Romeo, le varie nomine “forzate” degli assessori; sì, forzate perché la sindaca non potrai mai essere forte nel suo ruolo ed è quello che servirebbe alla città di Roma, ogni decisione deve passare ai vertici del movimento creando cosi una specie di burocrazia partitica. Questa poca chiarezza la devono subire anche gli stessi elettori del Movimento 5 Stelle che ogni giorno si ritrovano con nuove indecenze e nuove linee di partito, per avere il 28% circa dell’elettorato in Italia sembrerebbe che basti solamente gridare onestà e ladri facendo vedere di essere grandi risparmiatori, ma con l’avvicinarsi delle elezioni politiche del 2018 (si spera prima) i 5 Stelle saranno costretti a fornire idee chiare e precise ai propri elettori schierandosi favorevoli o contrari su i temi più caldi delle prossime elezioni, che saranno quasi sicuramente, grazie anche a Trump e alla Brexit, l’ uscita dalla UE, la sovranità monetaria e l’immigrazione incontrollata; forse solo sotto elezioni capiremo le vere intenzioni dei pentastellati.

Foibe e il giorno del ricordo: Menia a Trieste, Basovizza e Lamezia

Foibe e il giorno del ricordo: Menia a Trieste, Basovizza e Lamezia

giovedì 9 febbraio 2017

A Basovizza, ma anche a Lamezia Terme e nell’Aquilano, perché la tragedia delle foibe riguarda tutti gli italiani e la capacità stessa del Paese di «farsi unito». Il Ctim, il Comitato tricolore per gli italiani nel mondo, partecipa alle commemorazioni con un impegno che percorre l’Italia e che vede in prima fila il suo segretario generale, quel Roberto Menia che da parlamentare fu “padre” della legge che ha istituito il Giorno del Ricordo. 

Le iniziative, da Basovizza a Lamezia Terme

Nella data esatta della ricorrenza, il 10 febbraio, Menia sarà alla cerimonia ufficiale alla Foiba di Basovizza, che si terrà alle 10 e che è stata organizzata dal Comune. Poi, nel pomeriggio prenderà parte al convegno presso il Palazzo della Regione, in piazza dell’Unità d’Italia, a Trieste, organizzato dall’Unione degli istriani dal titolo “Trattato di Pace, settant’anni dopo. Aspetti giuridici, politici e diplomatici di un diktat”. Oltre a Menia, interverranno Debora Serracchiani, Roberto Dipiazza, GiovanniCaracciolo di Vietri, Roberto Antonione, Gianfranco Fini, Massimiliano Lacota, Benedetto Della Vedova, AlessandraLongo, Maurizio Maresca, Miloš Budin, Piero Fassino. Sabato mattina poi il presidente del Ctim proseguirà il suo impegno a Lamezia Terme dove incontrerà le scolaresche cittadine in un momento di dibattito sul Giorno del Ricordo dedicato agli studenti. Infine lunedì sarà a Celano, in provincia dell’Aquila, dove sarà relatore alla celebrazione curata dal Comune.

Menia: «Il ricordo è un dovere civile»

«Sono orgoglioso di aver contribuito alla nascita della legge che ha dato finalmente giustizia alle vittime delle foibe e alla tragedia subita dagli esuli fiumani e dalmati», ha spiegato Menia, aggiungendo che «il ricordo è un dovere civile, prima che storico, ed è base imprescindibile per forgiare una società consapevole del proprio passato, quindi in grado di costruire non solo il presente ma soprattutto il proprio futuro». «Per questa ragione ogni anno ci sforziamo di tessere una tela quanto più possibile varia e che tocchi diversi territori della nostra Italia. A tutti – ha concluso il presidente del Ctim – rivolgiamo un invito sentito e determinato: il ricordo di una tragedia deve servire a che non si ripetano atti di quella bassezza. E senza tale consapevolezza nessun Paese potrà davvero emanciparsi e farsi unito».

Primo successo degli Usa di Trump in Siria: al Qaeda colpita al cuore

Primo successo degli Usa di Trump in Siria: al Qaeda colpita al cuore

giovedì 9 febbraio 2017 

Abu Hani al-Masri, uno dei principali leader di Al Qaeda, è stato ucciso in due bombardamenti mirati condotti dagli Stati Unitinei pressi di Idlib, in Siria. Negli attacchi, condotti il 3 e il 4 febbraio, sono stati uccisi in tutto 11 esponenti dell’organizzazione terroristica. A riferire la notizia è stato il portavoce del Pentagono, Jeff Davis. Al Masri aveva legami diretti con l’attuale numero uno di Al Qaeda, Ayman al Zawahirie con il fondatore, Osama bin Laden. Negli anni ’80 e ’90 aveva avuto un ruolo di primo piano nella creazione di molti campi di addestramento in Afghanistan, dove venivano reclutati e indottrinati migliaia di terroristi. Al-Masri era stato anche uno dei fondatori della Jihad islamica egiziana, il primo gruppo sunnita a impiegare gli attentatori suicidi negli attacchi terroristici. Gli attacchi condotti in Siria, ha riferito Davis, hanno “distrutto la capacità di Al Qaeda di pianificare e condurre attacchi esterni contro gli Stati Uniti e i nostri interessi nel mondo”. Si apprende poi che cinque soldati turchi sono rimasti uccisi in scontri con i militanti dello Stato islamico nei dintorni di al-Bab, in Siria. Ne ha dato notizia l’agenzia di stampa Dogan, secondo cui sono in totale dieci le vittime turche negli ultimi due giorni. La Turchia ha lanciato l’operazione per prendere al-Bab nel novembre scorso. Ma gli islamici continuano a colpire con ferocia: gruppi terroristici hanno eseguito attacchi con colpi di mortaio su Daraa, nel sud della Siria, e Aleppo, nel nord, uccidendo sei persone e ferendone almeno tre. Lo ha riferito l’agenzia di stampa ufficiale siriana Sana. Quattro persone sono morte e tre sono rimaste ferite in un attacco su Daraa, la città dove nel 2011 partì la rivolta contro il presidente siriano Bashar al-Assad. Secondo la Sana, le organizzazioni terroristiche hanno cannoneggiato il sobborgo di al-Manshiyeh. Altre due persone sono morte in un attacco contro al-Hamdaniyeh, uno dei quartieri di Aleppo.

Assad ottimista sul futuro della SIria

Ma prevale l’ottimismo: la situazione in Siria “si sta evolvendo nella direzione voluta” dai governi di Damasco e Mosca. Lo ha dichiarato ieri il presidente siriano, Bashar al-Assad, nel corso di un incontro a Damasco con una delegazione della Duma guidata da Dmitry Sablin, membro del Consiglio della Federazione russa (la Camera Alta) e coordinatore delle relazioni tra la Duma e l’Assemblea del Popolo, il Parlamento siriano. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale Sana, nel corso del colloquio Assad ha ribadito che i siriani sono determinati a difendere il loro Paese e a proseguire con il processo di riconciliazione nazionale in quanto modo “più efficace” per mettere fine al conflitto. Assad ha quindi elogiato la Russia per i “sacrifici” compiuti nel corso della “lotta alle organizzazioni terroristiche” in Siria, sottolineando l’importanza del ruolo di Mosca nel Paese e nell’arena internazionale, e allo stesso tempo ha criticato l’Occidente e i suoi progetti egemonici.

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ALTRE NEWS ( DALLA PAGINA FACEBOOK DI ARCELLA E LIGNOLA )
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Questo saggio dello storico britannico (ed ebreo) Keith Lowe dovrebbero leggerlo tutti gli europei. Specialmente quando commentano guerre come quella siriana e se ne escono con commenti tipo “Quei popoli sono belve sanguinarie. Quella religione insegna l’odio” ecc. Il libro di Lowe, che è di notevole obiettività, mostra bene come dalla II guerra mondiale nessun popolo europeo, né gli americani, uscì “innocente”. Ad es. è ben segnalata la violenza dei polacchi, a fine guerra,
su ucraini, tedeschi e perfino ebrei (ebrei scappavano verso la Germania per sfuggire all’antisemitismo catto-polacco!). Sulla Iugoslavia, il libro, che pur risente per tutto ciò che ci riguarda delle fonti della storiografia di sinistra dominante in Italia, segnala le atrocità commesse dai comunisti titini verso tutti i soggetti avversi – quindi anche ustascia croati ecc., contraddicendo ogni mito benevolo (che in Italia è stato veicolato perfino da un presidente della Repubblica) della “resistenza titina”: “Dusan Vukovic, che si unì ai partigiani alla tenera età di undici anni, afferma di aver visto un ustascia scuoiato vivo e poi appeso a un albero con la sua pelle. ‘Vidi con i miei occhi partigiani tagliare nasi e orecchie e strappare occhi.[…]’. Altri testimoni oculari parlano di sadismo quotidiano, come quello di guardie che uccidevano le loro vittime lentamente con coltelli, che cavalcacano i prigionieri spronandoli come con i cavalli, o che legavano uomini e donne insieme e li gettavano nei fiumi per osservarli mentre annegavano”.(Sandro Consolato)
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Questo saggio dello storico britannico (ed ebreo) Keith Lowe dovrebbero leggerlo tutti gli europei. Specialmente quando commentano guerre come quella siriana e
se ne escono con commenti tipo “Quei popoli sono belve sanguinarie. Quella religione insegna l’odio” ecc. Il libro di Lowe, che è di notevole obiettività, mostra bene come dalla II guerra mondiale nessun popolo europeo, né gli americani, uscì “innocente”. Ad es. è ben segnalata la violenza dei polacchi, a fine guerra, su ucraini, tedeschi e perfino ebrei (ebrei scappavano verso la Germania per sfuggire all’antisemitismo catto-polacco!). Sulla Iugoslavia, il libro, che pur risente per tutto ciò che ci riguarda delle fonti della storiografia di sinistra dominante in Italia, segnala le atrocità commesse dai comunisti titini verso tutti i soggetti avversi – quindi anche ustascia croati ecc., contraddicendo ogni mito benevolo (che in Italia è stato veicolato perfino da un presidente della Repubblica) della “resistenza titina”: “Dusan Vukovic, che si unì ai partigiani alla tenera età di undici anni, afferma di aver visto un ustascia scuoiato vivo e poi appeso a un albero con la sua pelle. ‘Vidi con i miei occhi partigiani tagliare nasi e orecchie e strappare occhi.[…]’. Altri testimoni oculari parlano di sadismo quotidiano, come quello di guardie che uccidevano le loro vittime lentamente con coltelli, che cavalcacano i prigionieri spronandoli come con i cavalli, o che legavano uomini e donne insieme e li gettavano nei fiumi per osservarli mentre annegavano”.
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Pietro Lignola

C’è del marcio in Danimarca? No, Amleto, è in Italia che tutto è marcio. Si ruba, ma non si deve sapere che ha beccato i quattrini. E poi parlano di mafia e camorra. Almeno quello rischiavano di persona, finché gli “onesti” hanno inventato il pentitismo. Poi dice che c’è il debito pubblico. Chissà, chissà perché, diceva la canzone. Aveva ragione Totò: “E io pago!”. I problemi gravi, intanto, sono le riforme costituzionali, le leggi elettorali e via dicendo. Nulla che interessi il “popolo sovrano”, disgraziatamente ridottosi a “popolo bue”! Questa è proprio la democrazia di m.. descritta da Platone, Aristofane e Senofonte già due millenni e mezzo fa. Oh, se tornasse Ferdinando!

Vedi altre reazioni

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DAL SITO DI MAURIZIO BLONDET ( LEGGI )
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(MB  – Nè il titolo né l’articolo sono miei. Perché li pubblico  in posizione centrale?

Dopo la caduta a Washington dell’asse Obama-Clinton,  come chi “sa di avere poco tempo”  (Apocalisse 12:12),  Bergoglio sta accelerando in modo decisivo indicato dalle note e-mail di John  Podesta,  il capo dellacampagna di Hillary e della rete pedofila  Pizzagate : dissolvere la specificità cattolica liquefacendola in una “religione cristiana generale”  come richiesta dal globalismo.

E’ essenziale l’abolizione del Sacrum, ultimo  argine  alla piena manifestazione dell’Uomo di Iniquità.

Bergoglio ha fulmineamente creato una commissione per adeguare   la Messa al cosiddetto ecumenismo,  ossia giungere ad una Messa che sia accettabile per luterani ed anglicani.  I  particolari e  i partecipanti a questa  commissione vengono tenuti segreti.  Ma il suo scopo è reso evidente dal fatto che El Papa ne ha escluso l’africano  cardinal  Sarah, che in quanto segretario della Congregazione   competente  (quella per il Culto Divino e la  Disciplina dei Sacramenti), ne  avrebbe dovuto essere il presidente. Ma Sarah aveva espresso speranze di una “riforma della riforma” della messa postconciliare; per  questo Bergoglio lo ha esautorato,  e in modo brutale per umiliarlo.  Perché  questo è l’uomo “della misericordia”:  uno  che ama insultare e umiliare.

http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=118691

https://www.lifesitenews.com/news/is-cardinal-sarah-being-silenced

Ai commissari El  Papa ha dato istruzioni  per  la modifica della liturgia eucaristica  in modo da fabbricare una messa che possa essere celebrata “in comunione” coi luterani. Se –  come è da ritenere, i protestanti non chiedono di meno – ciò comporterà  il cambiamento del testo della Consacrazione, la Messa sarà invalida per i credenti cattolici rimasti.

Infatti è con   le precise parole che Cristo usò nell’Ultima Cena  che il sacerdote ordinato, ossia innestato nella successione apostolica,  transustanzia il pane e il vino nel Corpo e Sangue di Cristo realmente presente.  Una Presenza Reale che è “scandalo per i giudei” e ancor più  per ogni setta che si rifà a Lutero. Ma senza la  quale non arriva ai veri cristiani la Grazia che santifica per la  vita eterna.  E una volta privatone il mondo, si apre l’ultima porta al malvagio.

I lettori non credenti sono liberi di  schernire  o di fregarsene. Mi  basterebbe che si rendessero conto del sopruso totalitario,  dell’oscuramento che  ciò  produce  sui nostri tempi.   Mi basterebbe si rendessero conto  che ciò  è  l’inizio per una persecuzione  – che potrà sfuggire perché sarà selettiva.

Incombe l’ultima persecuzione

Prevedo  che chi si rifiuterà di celebrare con questo “nuovo rito” sarà considerato fuori dalla Chiesa. […] Per quanto mi riguarda, essendo io un sacerdote, mi rifiuterò di celebrare questo tipo di liturgia. E vi dico che si tornerà ad essere cristiani delle “catacombe”.  Così   dichiara un fra Cristoforo nel blog

“Spifferi da Santa Marta sull’intercomunione” di Fra Cristoforo

Un altro sacerdote, di cui esito a fare il nome per non esporlo alla persecuzione, mi ha scritto:

In ogni caso, benedico Dio di una cosa: sono stato consacrato sacerdote validamente da un Vescovo che con tutti i suoi pregi e difetti era un autentico credente a sua volta consacrato Vescovo da tre Vescovi che erano a loro volta dei credenti  [ecco la successione apostolica, ndr.] Pertanto seguiterò per tutta la vita a celebrare il Sacrificio Eucaristico, il memoriale vivo e santo dell’altare, attraverso il quale si realizza ogni giorno con la transustanziazione il miracolo del Corpo e del Sangue di Cristo.

“E mi atterrò sempre e con scrupolo a quanto mi comanda il Vangelo ed a ciò al quale ci esorta il Beato Apostolo Paolo: «Se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema!» [cf. Gal 1, 8]. Infatti, l’obbedienza cessa sempre e da sempre laddove comincia l’eresia”.

Questi preti saranno perseguitati, mentre gli altri – temo, la maggioranza – obbedirà volentieri al “rinnovamento” e celebrerà con chitarre e battimani la messa luterana senza Grazia.  Il modo della persecuzione è facile e semplice: sarà tolto ai preti fedeli il piccolo stipendio, li  si  ridurrà  alla fame.

Secondo l’Apocalisse (13: 17), per cui “Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio, cioè il nome della bestia o il numero che corrisponde al suo nome”.

Non solo: questi preti e i loro fedeli saranno additati al linciaggio dai media,  bollati con tutti gli insulti e  le calunnie che El Papa stesso ha escogitato per loro, tradizionalisti, corrotti, pedofili, nemici della Misericordia e dal papa più  misericordioso mai esistito…e voi non credenti parteciperete sicuramente al linciaggio,   dico voi come massa orwelliana di questi tempi  orwelliani: è facile, come massa, contagiarvi con i Due Minuti dell’Odio.

Siate  almeno coscienti di questo: che anche voi  non ne sarete indenni.  La società intera viene coinvolta nei tempi ultimi.  Questa non è una questione cattolica; è una questione di civiltà, del nuovo  inaudito totalitarismo che avanza.  “..obbligò tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, a farsi mettere un marchio sulla mano destra o sulla fronte. Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio, cioè il nome della bestia o il numero che corrisponde al suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza, calcoli il numero della bestia, perché è un numero d’uomo; e il suo numero è seicentosessantasei” (Apocalisse 13:16-18)

In questo senso pubblico  qui l’allarme di Danilo Quinto,  il grande convertito che per 20  anni è stato nella dirigenza del Partito Radicale, diventandone Tesoriere.  Perché  mostra i riflessi immediati sulla società  dell’impostura anticristica clericale.  Perché l’Anticristo, dovreste ricordarlo, sarà “religioso”). 

 

 

 

Non chiamateli “crimini radicali”. Chiamateli “crimini cattolici”.

di Danilo Quinto (*)

 

RADIO SPADA   8 febbraio 2017

Prologo

La nuova carta deontologica degli operatori sanitari, approvata dal papa, afferma sull’eutanasia: “Deve essere sempre rispettata la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente, ma il medico non è comunque un mero esecutore, conservando egli il diritto e il dovere di sottrarsi a volontà discordi dalla propria coscienza”.

Il significato politico di questa frase è chiaro: Bergoglio, che proclama di essere contro l’eutanasia, da un lato tende due mani alla larghissima maggioranza parlamentare che nelle prossime settimane approverà la legge sul testamento biologico, che sancisce il diritto all’eutanasia e dall’altro chiede che in quel testo sia inserita l’obiezione di coscienza. Per tentare di salvare – si fa per dire – la parvenza della morale cattolica e della dottrina di sempre della Chiesa.

Sull’idratazione e l’alimentazione artificiale, la nuova carta dice che vanno considerate tra le cure di base dovute al morente,quando non risultino troppo gravose o di alcun beneficio.

Il significato politico è anche qui preciso: non è una disposizione contro l’accanimento terapeutico. E’ una disposizione che introduce, di fatto, l’eutanasia.

Aveva ragione Marco Pannella. Hanno riferito che prima di morire ha pronunciato queste parole: Tranquilli, compagni. Abbiamo vinto.

Perchè Pannella sentiva di aver vinto? Perché sapeva che la sua ideologia era divenuta di massa. Egli aveva fatto il suo mestiere ed aveva agito politicamente, con grande intelligenza e maestria, nel ventre molle della società italiana. Lui lo chiamava il fiume carsico. Una società inquinata dal punto di vista religioso e, quindi, civile, da sessant’anni di pastorale post-conciliare che si è posta – come aveva dichiarato Paolo VI nel discorso conclusivo del Concilio Vaticano II – al servizio del mondo, dei suoi bisogni e dei suoi desideri, eliminando Gesù Cristo e la Sua Regalità, dalla vita dellepersone. Pannella ha vinto perché altri non hanno fatto il loro mestiere. Ha vinto insieme alle decine di milioni di cattolici che in questi anni hanno divorziato, hanno abortito, hanno usato i sistemi anti-concezionali. Insieme ai parlamentari che si definiscono cattolici che in Parlamento hanno votato le leggi proposte dai radicali. Insieme ai Presidenti  della Repubblica e del Consiglio e ai Ministri cattolici che le hanno firmate. Insieme a quella Nuova Chiesa”, che invece di combattere quell’ideologia, l’ha assecondata.

Ora, Bergoglio porta a termine questo percorso e stravolge la legge immutabile della Chiesa, di cui dovrebbe essere custode. Lo fa ogni giorno, signori cardinali! Altro che “Amoris Laetitia” e “Dubia“! Le sue responsabilità sono immense, come quelle dei suoi corifei.

 

Appendice

Nel corso dell’Assemblea del Popolo della Famiglia, che si è tenuta a Roma due sabati fa, ho ascoltato Mario Adinolfi che ringraziava Radio Radicale della registrazione che effettuava e ho visto Gianfranco Amato che applaudiva. Non mi sarei meravigliato neanche se avessero ringraziato Bonino e Pannella, perchè ormai non mi meraviglio più di niente.

Per vedere l’effetto che fa, suggerirei ai partecipanti a quella manifestazione di chiedere ad Adinolfi la promozione di una campagna per l’abolizione di quella legge che elargisce a Radio Radicale 10 MILIONI DI EURO ALL’ANNO DI DENARO PUBBLICO. I radicali usano molto bene questo denaro: diffondono l’ideologia che Adinolfi e Amato dichiarano di combattere.

Suggerirei la medesima cosa a coloro che seguono Massimo Gandolfini, che il 20 maggio scorso, così diceva di Pannella, sempre a Radio Radicale: «Ho un ricordo sul piano umano molto buono e molto bello

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L’11 FEBBRAIO IL CONCORDATO RASSEGNA STAMPA ( “SECOLO d’ITALIA” ) E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 11/02/2017 
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FINE INTERVENTO
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