SAN VALENTINO FATE GLI AUGURI ALLA VOSTRA AMATA E IL FATTO DEL GIORNO “FINI INDAGATO”


SAN VALENTINO FATE GLI AUGURI ALLA VOSTRA AMATA E IL FATTO DEL GIORNO “FINI INDAGATO”

 
SAN VALENTINO FATE GLI AUGURI ALLA VOSTRA AMATA E IL FATTO DEL GIORNO “FINI INDAGATO” [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 14/02/2017 ]
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FATE GLI AUGURI ALLA VOSTRA AMATA
SARA’ BELLO DIRLE : PIU’ DI IERI – MENO DI DOMANI….
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IL FATTO DEL GIORNO
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Gianfranco Fini indagato per riciclaggio

Sequestrati beni per 5 milioni di euro alla famiglia Tulliani

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L’INFORMAZIONE
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[ TRATTO DAL WEB ]
Gianfranco Fini (ANSA)Politica.

Sequestrati beni per 5 milioni di euro alla famiglia Tulliani nell’ambito dell’inchiesta che ha portato in carcere Corallo e Laboccetta

L’ex presidente della Camera e leader di An Gianfranco Fini é indagato per riciclaggio nell’ambito dell’inchiesta che ha portato la Guardia di Finanza a sequestrare beni per 5 milioni alla famiglia Tulliani. A Fini é stato consegnato un avviso di garanzia.

L’iscrizione nel registro degli indagati di Fini, secondo quanto si apprende, scaturisce dalle perquisizioni a carico di Sergio e Giancarlo Tulliani eseguite a dicembre 2016. Gli accertamenti bancari e finanziari sui rapporti intestati alla famiglia Tulliani avrebbero infatti portato alla luce nuove condotte di riciclaggio, reimpiego ed autoriciclaggio posti in essere – dal 2008 in poi – da Sergio, Giancarlo, Elisabetta Tulliani e Gianfranco Fini.

La Guardia di Finanza, coordinata dalla Dda di Roma, ha eseguito questa mattina un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore di 5 milioni nei confronti dei Tulliani. Il sequestro é il frutto degli sviluppi dell’indagine che ha portato a dicembre dell’anno scorso all’emissione di un’ordinanza di custodia in carcere nei confronti di Francesco Corallo, Rudolf Theodor, Anna Baetsen, Alessandro La Monica, Arturo Vespignani e Amedeo Laboccetta, ritenuti dagli investigatori appartenenti a un’associazione a delinquere transnazionale dedita a peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. I profitti ottenuti dall’associazione con il riciclaggio, sempre secondo gli investigatori, sarebbero stati utilizzati da Corallo in attività economiche e finanziarie e in acquisizioni immobiliari. Profitti anche destinati ai membri della famiglia Tulliani.

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BENE AVREBBERO FATTO TUTTI GLI ORGANI STAMPA ( vedi : oltre ) A PRECISARE CHE AMEDEO LABOCCETTA  ( vedi sotto ) E’ STATO RESTITUITO ALLA FAMIGLIA ED AGLI AMICI PER DECISIONE DEL TRIBUNALE DEL RIESAME

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UMORI IN RETE ( UN SOLO ESEMPIO…. )

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da post su facebook

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Oggi si ha notizia si un avviso di garanzia a Fini.

Forse con alcuni anni di ritardo,atteso che poi già dal 2010 si era capito quello che avevo combinato,ma le protezioni del tempo- in primis Napolitano- insabbiarono tutto.

FIni era troppo funzionale ad un progetto di distruzione di una Vera DESTRA SCIALE,antiliberista,erede della REPUBBLICA,così come avevano voluto e disegnato i nostri Padri Fondatori.

Poche sera Fini era dalla Gruber, e su precisa domanda dichiarò che .che NON POTEVA aderire ad alcun progetto Sovranista in quanto avrebbe DISCONOSCIUTO anni di battaglie politiche,progetti ecc.

Quindi Fini ci ha preso per i fondelli.
Quindi Fini rappresentava un mondo ed ambienti lontani da noi anni luce,era tutto maledettamente pianificato ed orchestrato ,e noi ci siamo caduti.
Ho creduto in lui ed ho combattuto al suo fianco: quella dichiarazione mi ha fatto più male di mille case di Montecarlo…
 
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IL “FUORISACCO”…..
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Arturo e Amedeo festeggiano 5 anni di amicizia su Facebook!

Visualizza i tuoi ricordi

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Commenti
Arturo Stenio Vuono
VERAMENTE MISTERIOSE E STRANE COINCIDENZE….
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DA “AZIMUT ARCHIVIO ONLINE”
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L’AFFARE “CORALLO SLOT MACHINES”: LABOCCETTA …

https://azimutassociazione.wordpress.com/2016/…/laffarecorallo-slot-ma…

18 dic 2016 – “Azimut” – Non sappiamo cosa ne sortirà ma indubitatamente, sino a prova contraria, … [ “AZ.” – 18 DICEMBRE 2016 ] … «Sono parte lesa in questa vicenda; una vittima di Corallo e di Fini. Non ho ….. da messaggio “postato” su 

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DA UN SERVIZIO IN RETE
 «Sono parte lesa in questa vicenda; una vittima di Corallo e di Fini. Non ho intascato nulla di illecito: ero regolarmente retribuito per il lavoro che svolgevo nella società di Corallo».
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  AMEDEO LABOCCETTA : « Sono parte lesa in questa vicenda; una vittima di Corallo e di Fini. Non ho intascato nulla di illecito: ero regolarmente retribuito per il lavoro che svolgevo nella società di Corallo ». 17 DIC
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DAGOSPIA http://www.dagospia.com/ – 17 DIC
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Valeria Di Corrado per Il Tempo

LABOCCETTA aLABOCCETTA 

Gianfranco Fini ha detto il falso sul re dello slot machine Francesco Corallo? L’interrogativo si pone allorché Amedeo Laboccetta, l’ex deputato Pdl arrestato insieme a Corallo, nel rispondere ai magistrati ha raccontato di un rapporto diretto fra i due. Come è noto Laboccetta è stato per anni un fedelissimo di Fini e contestualmente ha lavorato per Corallo.

L’ex parlamentare ai magistrati romani si è soffermato a lungo sui legami – a suo dire – molto stretti fra Corallo e Fini, sui rapporti dell’imprenditore dei caraibi e i Tulliani per il tramite proprio dell’ex leader di Alleanza nazionale. Nell’interrogatorio di garanzia Laboccetta ha fatto intendere che Fini non è affatto l’allocco che ha voluto far credere: ha citato esempi, circostanze, date. Ovviamente sono ancora tutte da riscontrare.

AMEDEO LABOCCETTAAMEDEO LABOCCETTA

«Il bivio è se sono stato talmente ingenuo da essere palesemente un fesso oppure ho mentito». Gianfranco Fini ha preferito ammettere di essere stato «un fesso», anzi, «un coglione», fino a oggi tenuto all’oscuro dalla moglie, dal cognato e dal suocero delle trame che venivano ordite alle sue spalle: dalla compravendita della casa di Montecarlo (realizzata dai Tulliani con i soldi sottratti al fisco dal magnate delle slot machines Francesco Corallo), ai 2 milioni e 600 mila euro bonificati sui conti di Sergio e Giancarlo Tulliani, sempre da Corallo, in relazione al decreto legge che ha agevolato le società dell’imprenditore catanese, con le quali detiene il 40% del mercato del gioco d’azzardo lecito in Italia.

FINI, ELI, GIANCARLO TULLIANI, LABOCETTA,FINI, ELI, GIANCARLO TULLIANI, LABOCETTA,

Ora però viene fuori un’altra verità, che se riscontrata dimostrerebbe che Fini ha mentito. L’ha raccontata ieri ai magistrati uno che conosce benissimo sia Fini che Corallo, e cioè l’ex parlamentare Pdl Amedeo Labocetta, finito in carcere martedì scorso insieme ad altre quattro persone (tra cui Corallo).

Nell’interrogatorio di garanzia Laboccetta ha spiegato che Fini non è affatto l’allocco che ha voluto far credere: a suo dire conosceva benissimo Corallo, tanto da essere stato suo ospite in uno dei suoi resort alle Antille e da averlo incluso nella ristrettissima cerchia di amici invitati in occasione del battesimo della figlia avuta con Elisabetta Tulliani. Ma c’è di più. Sempre a detta di Laboccetta sarebbe stato l’ex presidente della Camera a spendere il nome del cognato per aiutare il «re delle slot» a realizzare un affare immobiliare a Roma.

elisabetta tulliani e gianfranco finiELISABETTA TULLIANI E GIANFRANCO FINI

SUB ALLE ANTILLE

Davanti al pm Sargenti e al gip D’Alessandro, Laboccetta ha raccontato parecchie cose inedite per dimostrare che Fini e Corallo avevano un rapporto di conoscenza di vecchia data. Tanto che nel 2004, l’ex leader di An venne ospitato (insieme al suo staff) dal re dell’azzardo nelle Antille olandesi, per una vacanza all’insegna delle immersioni subacquee; uno degli hobby prediletti di Fini. Insieme a lui c’era anche l’allora compagno di partito Laboccetta. Ovviamente – ricorda Laboccetta – il soggiorno fu interamente pagato da Corallo.

Amedeo LaboccettaAMEDEO LABOCCETTA

BATTESIMO PER POCHI

Il coordinatore cittadino del Pdl a Napoli ha rivelato ai magistrati anche un altro retroscena. Nel 2009, l’allora presidente della Camera organizzò un piccolo ricevimento per pochi intimi nella sua stanza di Palazzo Chigi o in altro luogo per festeggiare la nascita della seconda figlia avuta con Elisabetta Tulliani. In quell’occasione, tra gli invitati, oltre a Laboccetta, ci sarebbe stato Francesco Corallo. Un’ulteriore dimostrazione che tra il ricco imprenditore del gioco e la terza carica dello Stato ci sarebbe stato – sempre a leggere le parole di Laboccetta – un rapporto più che di semplice conoscenza.

IMMOBILIARE ROMA

La «prova del nove» sarebbe – sempre secondo quanto raccontato da Laboccetta nell’interrogatorio di garanzia – un altro episodio che avrebbe visto come protagonisti Fini e Corallo. Quando il secondo si rivolge al primo per chiedergli chi potrebbe aiutarlo a realizzare un grosso affare immobiliare a Roma, l’ex leader di An non avrebbe avuto dubbi e gli avrebbe suggerito il cognato. L’affare alla fine non si sarebbe realizzato, ma Fini sarebbe riuscito – dice sempre Laboccetta – comunque nell’intento di «sponsorizzare» il fratello e il padre della sua compagna al «re delle slot».

Fini- GIANCARLO TULLIANIFINI- GIANCARLO TULLIANI

Tanto che tra i tre si instaura un legame che ora costa a Giancarlo e Sergio Tulliani l’accusa di riciclaggio. Dalle carte dell’inchiesta “Rouge et noir” è emerso che i Tulliani non hanno mai sborsato un euro per acquistare l’immobile di boulevard Princesse Charlotte 14, a Montecarlo, donato ad Alleanza Nazionale dalla contessa Colleoni.

Gli accertamenti dello Scico della Guardia di Finanza hanno dimostrato che dietro le società offshore che hanno acquistato e poi rivenduto l’appartamento c’erano i Tulliani e che i 327 mila euro con cui era stato liquidato il partito, provenivano dai conti caraibici di Corallo, sui quali erano stati fatti transitare i soldi sottratti al fisco italiano, provenienti dalla raccolta sulle macchinette da gioco. In compenso i parenti acquisiti di Fini avevano incassato dalla vendita dell’immobile monegasco un milione e 400 mila euro.

fini tulliani HFINI TULLIANI 

SPUNTA MONTECARLO

Alla luce di quanto svelato da Laboccetta ai magistrati, in merito al rapporto che legava l’ex presidente della Camera all’imprenditore catanese, viene il sospetto che sia stato lo stesso Fini a proporre a Corallo di finanziare l’affare della casa di Montecarlo, che – secondo l’accusa – avrebbe fatto intascare ai Tulliani 1,4 milioni di euro.

Intervistato da “Il Fatto Quotidiano”, all’indomani dell’arresto di Corallo e della notizia che suo cognato e suo suocero risultano indagati per riciclaggio, l’ex leader di An è cascato dalle nuvole quando ha saputo che anche Elisabetta avrebbe avuto un ruolo nella vendita dell’immobile di boulevard Princesse Charlotte, visto che risulterebbe riconducibile a lei la società Timara Ltd. “Addirittura? È di mia moglie? Non ne ero minimamente a conoscenza”.

IO, VITTIMA DI FINI

Laboccetta, per il momento, ha detto ai magistrati che l’hanno interrogato di non ricordare nulla della questione della casa monegasca e dei bonifici da 1,6 milioni di euro che tra luglio e novembre 2009 sono arrivati sui conti correnti di Giancarlo e Sergio Tulliani, contemporaneamente all’approvazione del decreto legge n.78/2009, che ha offerto a Corallo la possibilità di offrire in pegno i diritti sulle videolottery.

Fini Tulliani FamigliaFINI TULLIANI FAMIGLIA

Anche se poi ha aggiunto: «Sono parte lesa in questa vicenda; una vittima di Corallo e di Fini. Non ho intascato nulla di illecito: ero regolarmente retribuito per il lavoro che svolgevo nella società di Corallo». Fini (che non risulta indagato) ha escluso a “Il Fatto” un suo intervento di presidente della Camera su quel decreto. Fino a prova contraria, dunque non non si può credere che abbia mentito.

L’ex leader di An, però, nel 2010 negò più volte l’evidenza, anche di aver accompagnato la sua compagna a scegliere i mobili con cui arredare l’appartamento di Montecarlo. Poi, grazie all’inchiesta del direttore de “Il Tempo” (all’epoca inviato de “Il Giornale”), venne dimostrato che l’allora presidente della Camera si era recato nel negozio sull’Aurelia, a Roma, dove Elisabetta Tulliani comprò una cucina Scavolini «per un appartamento non italiano».

giancarlo tulliani by vincinoGIANCARLO TULLIANI BY VINCINO

«Quella localizzazione fu confermata dall’esigenza di cercare uno spedizioniere di fiducia – spiegò un dipendente del mobilificio – Nessuno dubitava che la meta fosse Montecarlo». Ma anche in quell’episodio a casa Fini-Tulliani si negò l’evidenza, e solo con la pubblicazione della fattura della cucina, poi della mappa catastale dell’immobile monegasco e infine delle fotografie di quella cucina incastonata ben bene nella casa di Montecarlo, vi fu la prova provata che qualcuno non aveva detto il vero.

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RASSEGNA STAMPA [ la notizia – articoli – link ]

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[ TRATTO DA “il GIORNALE” di Milano ]

Gianfranco Fini indagato per riciclaggio

Avviso di garanzia consegnato all’ex presidente della Camera. Sequestrati beni per 5 milioni alla famiglia Tulliani. Nel mirino anche il plusvalore derivato dalla vendita della casa di Montecarlo

Sergio Rame – Mar, 14/02/2017 – 

Gianfranco Fini è di nuovo nei guai. Adesso l’accusa della procura di Roma è pesantissima: riciclaggio. “È un atto dovuto. Ho piena fiducia nell’operato della magistratura, ieri come oggi”, rassicura l’ex presidente della Camera.

Ma l’avviso di garanzia gli è stato consegnato, mentre gli uomini della Guardia di Finanza mettevano sotto sequestro preventivo beni per 5 milioni di euro che appartengono allafamiglia Tulliani. Sotto la lente d’ingrandimento

degli inquirenti anche il plusvalore di 1,2 milioni di euro incassato dalla vendita della casa di Montecarlo.

Secondo quanto trapela da fonti giudiziare, l’iscrizione nel registro degli indagati dell’ex presidente della Camera sarebbe scaturito in seguito alle perquisizioni a carico di Sergio e Giancarlo Tulliani che erano state eseguite nel dicembre del 2016. Gli accertamenti bancari e finanziari sui rapporti intestati alla famiglia Tulliani avrebbero portato alla luce riciclaggio, reimpiego e auto-riciclaggio da parte di Sergio, Giancarlo, Elisabetta Tulliani (compagna dell’ex leader di Alleanza nazionale) e dello stesso Fini. Un giro di affari illeciti che avrebbe fatto fruttare la bellezza di 7 milioni di euro. Tutto ha inizio il 13 dicembre 2016 quando finiscono in carcere di Francesco Corallo, Rudolf Theodoor Anna Baetsen, Alessandro La Monica, Arturo Vespignani e Amedeo Laboccetta. Sono accusati di aver messo insieme una associazione a delinquere a carattere transnazionale, dedita ai reati di peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Il profitto illecito dell’associazione, una volta depurato, sarebbe stato impiegato da Corallo in attività economiche e finanziarie e in acquisizioni immobiliari. Parte del denaro, secondo gli inquirenti, sarebbe invece finito dritto nelle tasche della famiglia Tulliani.

Le perquisizioni di oggi hanno svelato un nuovo giro di affari illeciti che coinvolge i Tulliani e finisce per inguaiare Fini. Dopo aver ricevuto, direttamente o attraverso società offshore, ingenti trasferimenti di denaro disposti da Corallo e operati da Rudolf Baesten senza alcuna causale o giustificati da documenti contrattuali fittizi, i Tulliani avrebbero ulteriormente trasferito e occultato, attraverso operazioni di frazionamento della provvista illecita e movimentazioni reciproche, il profitto illecito dell’associazione utilizzando propri rapporti bancari accesi in Italia e all’estero. Oggetto di queste vorticose operazioni, tra l’altro, sono stati i 2,4, milioni di euro, direttamente ricevuti da Francesco Corallo e, successivamente, trasferiti da Sergio Tulliani ai figli Giancarlo ed Elisabetta per essere reimpiegati in acquisizioni immobiliari a Roma e provincia. Nonché il rilevante plusvalore di oltre 1,2 milioni di euro, derivante dalla vendita dell’appartamento di Montecarlo, già di proprietà di Alleanza Nazionale di cui erano divenuti proprietari, di fatto, i fratelli Tulliani, a spese di Francesco Corallo, il quale aveva anche provveduto all’intera creazione delle società offshore dei Tulliani.

[ TRATTO DA “il GIORNALE d’ITALIA”  ]
 
Il Giornale d’Italia ha condiviso un link.
Nuovi sviluppi dell’inchiesta sui fondi neri di Francesco Corallo, il re delle slot machine
ILGIORNALEDITALIA.ORG
[ TRATTO DA ” L’ESPRESSO”  ]
 

La lista completa dei conti correnti e degli immobili, tra Roma, Sabaudia e l’Abruzzo, sequestrati dalla Guardia di Finanza ai familiari dell’ex leader di An

La lista completa dei conti correnti e degli immobili, tra Roma, Sabaudia e l’Abruzzo, sequestrati dalla Guardia di Finanza ai familiari dell’ex leader di An. Che dopo l’avviso di garanzia commenta: «Ho fiducia nella magistratura»
ESPRESSO.REPUBBLICA.IT
 
TRATTO DA FASCINAZIONE
 
 

Indagato Gianfranco Fini, Sequestrate Case E Conti Dei Tulliani

 
L’ex Presidente della Camera dei Deputati nonché ultimo presidente di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini risulta indagato per concorso in riciclaggio di una parte dei fondi neri sottratti al fisco italiano dall’imprenditore catanese Francesco Corallo, il re delle slot machine statati, già arrestato nello scorso mese di dicembre alle Antille Olandesi.
Secondo quanto riporta il settimanale L’Espresso, nella sua versione on line oggi, alle prime luci dell’alba, i militari dello Scico 
il reparto antimafia della Guardia di Finanza, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, autorizzato dal giudice delle indagini su richiesta della procura di Roma, di tutte le proprietà riconducibili a tre familiari dell’ex presidente della Camera: la consorte Elisabetta Tulliani, suo fratello Giancarlo e il padre Sergio. I congiunti dell’ex leader di An sono accusati di riciclaggio e reimpiego di capitali illeciti a favore di Corallo e di autoriciclaggio nel proprio interesse: reati commessi a partire dal 2008, secondo l’accusa, per un valore di oltre cinque milioni di euro. I profitti illeciti ipotizzati dai magistrati di Roma superano i sette milioni di euro.
La nuova accusa rappresenta uno sviluppo dell’indagine che il 13 dicembre scorso aveva portato all’arresto di Francesco Corallo e dei suoi stretti collaboratori Rudolf Baetsen, Alessandro La Monica, Arturo Vespignani e l’ex parlamentare di An e Forza Italia Amedeo Laboccetta, poi scarcerato dal tribunale del riesame che ha ritenuto non più attuali le esigenze cautelari.
 
[ TRATTO DALLA SOLITA  ” REPUBBLIKAS”  ]
“L’avviso di garanzia è un atto dovuto. Ho piena fiducia nell’operato della magistratura, ieri come oggi” ha dichiarato Fini all’Adnkronos, riferendosi con lo “ieri” alla nota del 2010  in cui dava la sua versione dei fatti sul famigerato appartamento di Montecarlo dicendosi fiducioso che “la magistratura accerterà se sono state commesse irregolarità”.
 
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PIU’ CHE UNA SEMPLICE CURIOSITA’…..
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Usa. Se l’ideologo di Trump cita Julius Evola e il New York Times ne fa un caso

Pubblicato il 11 febbraio 2017 da F.F.
Categorie : Esteri
Julius Evola

Julius Evola

“Bannon ha citato il pensatore italiano che ispirò il fascismo”,titola il New York Times, a proposito di Steve Bannon, definito “il guru” di Donald Trump. Chi sarà mai il nero figuro che ispirerebbe la Casa Bianca? Si tratta niente-poco-di-meno che di Julius Evola, il barone nero, maestro ideologico di generazioni di neo e post fascisti italiani, riferimento anche di Aleksandr Dugin, il filosofo russo teorico del mondo multi-polare che tempo fa ispirava il Cremlino di Putin.

Nel 2014 Bannon tenne un discorso in Vaticano, spiegando che “noi dell’Occidente giudeo-cristiano dobbiamo considerare quello che Putin dice a proposito del Tradizionalismo, ed in particolare delle circostanze in cui questo sostiene il nazionalismo”, un discorso che viene da lontano e riporta a “Julius Evola ed altri autori della prima metà del ventesimo secolo, autentici sostenitori del movimento tradizionalista, che alla fine si metastasizzò nel fascismo”.

L’analisi che fa il quotidiano statunitense del pensiero evoliano è, in poche righe, molto più onesta di quella che farebbe un qualunque foglio italiano. Ciò che a quanto pare colpisce  gli statunitensi è la dottrina riguardante il crollo dell’Occidente e la visione di natura apocalittica nel Nostro. Il New York Times di certo non dimostra alcuna simpatia nei confronti del Barone che liquida come “feticcio” per i fascisti e i post-fascisti italiani.

Secondo Gianfranco de Turris, citato proprio dal New York Times, “È la prima volta che un consigliere di un presidente americano conosce Evola, addirittura che forse abbia una formazione tradizionalista. Se Bannon ha queste idee, dobbiamo vedere quale sarà la loro influenza sulla politica di Trump”.

@barbadilloit

Di F.F.
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NON C’E’ SPERANZA ! ( ARTURO STENIO VUONO – IL POST ) – 14/02/2017
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Associazione Azimut | Raccolta di e-mail dell … – WordPress.com

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Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut.

 
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Associazione Azimut
Pubblicato da Arturo Stenio Vuono · 14/02/2017 ·

“NON C’E’ SPERANZA!” L’EDITORIALE (VUONO SENIOR)
https://azimutassociazione.wordpress.com
Ultime delle contorsioni, interne al Pd, e le giravolte di Matteo Renzi la cui cronaca diamo per letta e i fatti che diamo per scontati. Sospeso ogni giudizio, per quel che abbiamo scritto e riscritto, quanto all’area potenzialmente alternativa del centrodestra che, ancora, staziona in mezzo al guado. Non c’è speranza !

Sfogliamo le pagine del tormentone italico e vi troviamo vicende qu…

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Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut
AZIMUTASSOCIAZIONE.WORDPRESS.COM
“NON C’E’ SPERANZA!” L’EDITORIALE (VUONO SENIOR)
Ultime delle contorsioni, interne al Pd, e le giravolte di Matteo Renzi la cui cronaca diamo per letta e i fatti che diamo per scontati. Sospeso ogni giudizio, per quel che abbiamo scritto e riscritto, quanto all’area potenzialmente alternativa del centrodestra che, ancora, staziona in mezzo al guado. Non c’è speranza !
 
Sfogliamo le pagine del tormentone italico e vi troviamo vicende quotidiane della casta, intrise di bugie – salvo qualche rara eccezione – , e di continue dichiarazioni che vanno nella direzione opposta dei veri intenti; buone solo per tacitare quel che Lor Signori considerano il popolo bue.
 
Quelli che contano, e van per la maggiore, e si fa per dire, fanno l’occhiolino rassicurante ai peones – occupanti gli scranni da novizi – che puntano a durare almeno sino alla scadenza utile per il vitalizio.
 
Elezioni anticipate si o no, un semplice sfogliare la margherita – senza l’esito – per prendere tempo; per manovre e manovrine, nelle more del riposizionamento, in moto, che potenziali coalizioni, partiti e partitini, gruppi e gruppuscoli vanno ricercando.
 
L’oscar di tali sceneggiate, in primis, tocca evidentemente ai democrat, renziani e non, e seguono a ruota i sodali del Marchese del Grillo; per non parlare di fondatori e rifondatori, col vizietto del nuovo logo come specchietto per le allodole.
 
Chi pensa, e si illude, che lo scenario possa partorire una qualsiasi novità e l’anticipo della resa dei conti – stando così le cose – è completamente fuori strada; elezioni ora, soltanto voci clamantis nel deserto dei tartari; va detto, per la verità, che altro risulterebbe se la corte europea interrompesse la tenuta in ostaggio di Silvio Berlusconi cui, oggettivamente, spettano pronunce – avverso l’applicazione retroattiva di norme ad esclusione – già emesse per altri casi simili.
 
Che la situazione vada, sempre più, ad incancrenirsi non interessa più di tanto; c’è un paese allo sbando e una nazione a pezzi cui la Ue – totalmente indifferente – fa le pulci; ridotti, come siamo, a disporre la spesa anche di un solo euro semprechè autorizzati da Li Superiori.
 
Ah! benedetta sovranità smarrita; checchè ne dica il comandante Padoan, premier ombra, incaricato e delegato – dal vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole  – del cuci e scuci dei conteggi; si continua a tessere la tela in subordine e nella solita impotenza.
 
Il terremoto, propagandato come priorità, per fare un solo esempio : però sistemazioni e risarcimenti, e la ricostruzione, possono attendere;i migranti, pardon i rifugiati, no;e le prefetture, in esecuzione rapida e tempestiva, si industriano per l’assistenza e i ricoveri, le requisizioni; che non si tratta di connazionali in pari se non in peggiore sofferenza.E, infatti, non manca – nella fattispecie – la benedizione della Ue ovvero Uerss, l’ineffabile Unione Europea delle Repubbllche Socialiste Sovietiche.
 
Non c’è speranza!
 
[ tratto da anteprima di web : “NON C’E’ SPERANZA!” L’EDITORIALE ( VUONO SENIOR ) – CORRISPONDENZE ( LEHNER – LUCIANI – MANNELLO ) – L’EDICOLA E ALTRE NEWS – “AZ.” – 14/02/2017 ]
LA UE E' MORTA E NON LO SA. SALVIAMO L'EUROPA VERA.
ALLA RADICE DI OGNI MALE
UNIONE EUROPEA DELLE REPUBBLICHE SOCIALISTE SOVIETICHE
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ARTICOLI RECENTI – TRA BREVE IN RETE
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OGGI [ anteprima di web -servizio tra breve in rete ] – IL DIBATTITO : L’ETERNA BATTAGLIA PER IL MEZZOGIORNO [ “AZIMUT-NEWS” : 09/02/2017 ]
OGGI – GOLIA POVIA TOTTI : I “CONTROCORRENTE” L’EDICOLA E ALTRO 
[ “AZ..NEWS” : 10/02/2017 ]
 
I CULI DI PIETRA SE NE FREGANO DEL POPOLO E BRIGANO PER GUADAGNARSI UN PASSAPORTO SINO AL 2018 – L’EDICOLA E ALTRE NOTIZIE 
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 11 FEBBRAIO 2017 ]
 
L’11 FEBBRAIO IL CONCORDATO RASSEGNA STAMPA ( “SECOLO d’ITALIA” ) E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 11/02/2017 ]
2017 CORSI E RICORSI : UE COME UERSS ? L’EDICOLA E ALTRE NEWS 
[ “AZ.” : 11/02/2017 ]
 
ATTUALITA’ : SU TRUMP PAPA FRANCESCO INCIDENTI A GENOVA CYBER ATTACCHI CONTRO ITALIA ( ? ) – LA STORIA E PERSONAGGI SCONOSCIUTI 
( DANTE VACCHI ) – L’EDICOLA E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 12/02/2017 ]
 
ESULI IN PATRIA : ITALIA IRLANDA SUD DESTRA E IRREDENTISMO
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 12/02/2017 ]
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UNA BUONA LETTURA E A PRESTO !
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NON C’E’ SPERANZA ! ( ARTURO STENIO VUONO – IL POST ) – 14/02/2017
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“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
 
FINE INTERVENTO
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