RASSEGNA STAMPA ( DAL “SECOLO d’ITALIA” ) – SUL “NAPOLI CALCIO” – L’EDICOLA E ALTRE NEWS


RASSEGNA STAMPA ( DAL “SECOLO d’ITALIA” ) – SUL “NAPOLI CALCIO” – L’EDICOLA E ALTRE NEWS

RASSEGNA STAMPA ( DAL “SECOLO d’ITALIA” ) – SUL “NAPOLI CALCIO” – L’EDICOLA E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 15/02/2017 ]
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Associazione Azimut | Raccolta di e-mail dell … – WordPress.com

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Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut.

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IN COPERTINA
LA (SENZADEMOS)CRAZIA…..
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IERI E COME OGGI…E PER IL DOMANI…
CONTINUA…SULL’ATTENTI E SEMPRE AGLI ORDINI !
 
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SENZA PAROLE
[ UFFICIALMENTE ] : E’ GENTILONI ( L’ARATRO ) CHE TRACCIA IL SOLCO MA E PADOAN ( LA SPADA ) CHE LO DIFENDE…[ CAPITE ? ]
 

FMI (Fondo monetario internazionale) … il crimine invisibile – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=94zjE2USpc0

04 lug 2015 – Caricato da Verità Menzogna

Up next ..quando la povertà è un Business: “Il Fondo Internazionale Monetario” – Duration: 43:40. New M …

La Commissione Trilaterale – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=s56stVci78Y
23 nov 2016 – Caricato da Mileva013Tv

La Trilaterale nasce nel 1973, su iniziativa di David Rockefeller. … europea, della Banca mondiale e …

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ULTIME DEL WEB
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ULTIME DEL WEB ( vedi : sotto link ) – UN COPIONE SPREZZANTE E SQUALLIDO, SERVILE E VERGOGNOSO  – DA “TUTTO VA BEN MADAMA LA MARCHESA” – NEL BUGIARDO PROSIEGUO DEL “TUTTO IN ORDINE E NIENTE A POSTO”; TRA CIFRE DI PRESUNTA CRESCITA DA PREFISSO TELEFONICO E RICHIAMO ALLA LINEA DI RIFORME CHE IL POPOLO HA BOCCIATO. L’INEFFABILE SOLITA UERSS ( UNIONE EUROPEA DELLE REPUBBLICHE SOCIALISTE SOVIETICHE ) AGGIUNGE IL RESTO : BENEDICE E ADDITA  I SOLI RISCHI OVVEROSIA CONTINUARE PERCIO’ A RIMPINGUARE I FORZIERI DELLE “POVERE BANCHE” E  DURARE NEL RINVIO – SISTEMATICO – D’UNA QUALSIASI CHIAMATE ALLE URNE. AHINOI !
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Un operaio metalmeccanico al lavoro in un'immagine d'archivio (ANSA)Economia.

In linea con Ue, oltre le stime del governo. E’ la crescita più alta dal 2010. Gentiloni: ‘Avanti con riforme’. Bruxelles: ‘Bene impegno Roma su conti. Rischi dal sistema bancario e dall’incertezza politica’

 
 
 
Economia.

Ma a dicembre si rtegistra un calo rispetto a novembre. Entrate tributarie in aumento a 438 miliardi

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PIETRO LIGNOLA [  OPINIONISTA   << RONA ( “il GIORNALE di NAPOLI” ) >> ]
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LA VERITA’, LE POST-VERITA’ E LE BUGIE
Le prime pagine dei quotidiani narrano la guerra per la sopravviVenza fra Renzi e i suoi oppositori nel Pd. Noi, come quasi tutti gli italiani, preoccupati per la PROPRIA sopravvivenza come popolo, famiglia e singoli individui, non siamo granché interessati, forse perché incapaci di realizzare un’opera come la Batracomiomachia, che un tempo strappava il riso agli studenti d’indirizzo classico.
Il problema, come al solito, è l’informaziome. Leggevo stamane, con interesse, un articolo nel quale si sosteneva che “la democrazia è minacciata dalla facilità con cui la disinformazione è tollerata, si diffonde e fiorisce”. La gente, detta in termini moderni, crede in misura sempre maggiore alle “post-verità”: notizie verosimili, immuni dalle forme di controllo tradizionali che facevano in precedenza da arbitri nello spazio pubblico. La preoccupazione, al solito, è stata esternata inizialmente dal New Yiork Times e nasce, ovviamente, dalla diffusione del “populismo”.
Ho riso.
Ricordavo, infatti, l’indignazione dei “democratici” per le famigerate “veline” del ventennio (che, lo dico per i più giovani, non erano ragazze svestite che si sforzano di imitare le ballerine, ma circolari governative indirizzate agli organi di stampa per suggerire o sconsigliare la pubblicazione di determinate notizie). Indignazione d’altri tempi: oggi le veline non avrebbero senso, perché oggi i media di regime non hanno alcuna autonomia rispetto ai governanti “democratici” e ai loro mandanti e non hanno, quindi, alcun bisogno di suggerimenti per sapere cosa sia o non sia politicamente corretto.
Già, il politically correct: la neolingua descritta da George Orwell nel realistico incubo di “1984”. Orwell aveva in mente, quando scrisse quel libro, lo stalinismo che aveva conosciuto recandosi in Russia perché segretario del partito comunista inglese; lo conobbe e abbandonò il comunismo, perché non voleva essere un maiale più uguale degli altri. Aveva ragione: tutti i comunisti del mondo hanno sempre creduto che il popolo non conoscesse il proprio interesse e non avesse una volontà propria, se non dopo che il partito avesse insegnato alla gente quali fossero l’interesse e la volontà popolare. D’altra parte, un sistema che modifica la Storia di anno in anno, a ogni nuova edizione dell’Enciclopedia Sovietica, non può sapere cosa è la Verita e non può, quindi, esserne depositario.
Orwell, però, se vivesse oggi, si sarebbe accorto che il “socing” è una caratteristica di qualunque Stato, soprattutto di quelli che amano definirsi democratici. La neolingua non può trasmettere la verità, perché è stata creata per nasconderla.
I “veri democratici”, tuttavia, non avrebbero bisogno di alcuno strumento sofisticato, poiché sono capacissimi di mentire in qualsiasi lingua. Avete sentito mai Renzi o qualche altro esponente piddì affermare con sfacciata sicumera che hanno abbassato le tasse? Avete mai sentito gli stessi parlare dell’immigrazione selvaggia come se fosse qualcosa di diverso da un’invasione pianificata? Li avete mai sentiti parlare della”ripresa economica”, mentre i dati ufficiali attestano che nessuno stato europeo ha un tasso di sviluppo inferiore o uguale allo 0,9 accreditato all’Italia?
Ho riso e non riuscivo a smettere. I “democratici” che criticavano le veline ed esaltavano la libertà di espressione oggi vogliono imporci una censura simile a quella staliniana. La Boldrini la teorizza, ma non è la sola a voler estendere a tutto ciò che il potere non gradisce i divieti imposti per il “revisionismo” e la “islamofobia”. La reazione di quelli che furono i libertari (con la Boldrini, al solito, in prima fila) alla “patata bollente” che Feltri ha “intitolato” alla Raggi è emblematica. Sessismo, una nuova ingiuria di quelli che propugnano il gender e le ridicolissime “quote rosa”.
Altro che post-verità! Altro che falsa propaganda dei movimenti populisti! Essi hanno paura di quei movimenti, perché temono di essere cacciati a calci come meriterebbero. Odiano Trump perché non è uno di loro e, orrore! sta provando a fare quello che ha promesso in campagna elettorale. Questo non è democratico; democratico è manifestare ad oltranza, prendendo la paghetta di Soros, contro un governo eletto dal popolo e, quindi, non democratico.
Vedete? Scherzi della neolingua: democrazia è parola che viene dal greco e significa governo del popolo, ma nel “socing” indica invece un sistema di sovversione e di corruttela che Platone, Senofonte e Aristofane descrissero già duemilacinquecento anni fa. Era appena crollata la dittatura espansionista di Pericle, che nelle scuole viene esaltata come il perfetto modello di democrazia!

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RASSEGNA STAMPA ( DAL “SECOLO d’ITALIA” )
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Da sempre le primarie sono il Rubicone del centrodestra. Con l’annuncio di volerle tenere i prossimi 8 e 9 aprile, Matteo Salvini ha superato il confine oltre il quale nulla è più come prima. Il dado è tratto, dunque, e chi ci sta ci sta, con tanti saluti al riluttante Silvio Berlusconi, da sempre allergico a gazebate e ad altri ludi cartacei pretendessero di trascinarlo nella mischia dei contendenti. Salvini è stato audace. Ma in tutta intimità possiamo dirci che le primarie del centrodestra senza Berlusconi sono un po’ come il tressette col morto o, se si preferisce, il conto senza l’oste. Non c’entrano i rapporti di forze né considerazioni di merito, ma solo l’impianto della futura legge elettorale: se sarà ispirato a una logica proporzionale, ogni partito andrà per sé e le primarie risulteranno del tutto inutili; se invece conserverà un barlume di maggioritario con annesso premio alla coalizione vincente, allora avrà senso discutere sul se e come selezionare la guida dell’alleanza. Ma tutto lascia pensare che difficilmente il Parlamento riuscirà a licenziare un nuovo testo prima delle primarie leghiste. L’iniziativa di Salvini, dunque, pecca quantomeno di intempestività. Posta oggi, infatti, ha tutta l’aria di voler consumare uno strappo, di una fuga in avanti, di una ricerca ostinata del fatto compiuto con l’obiettivo di piegare Berlusconi e smuoverlo dalle sue convinzioni e dalle sue convenienze. Pura illusione. Ma diamo pure per scontato che le primarie si tengano e che le vinca Salvini. Che cosa succederebbe il giorno dopo? Sarebbe realmente percepito dagli elettori di centrodestra come il nuovo leader della coalizione in grado di sbarrare il passo all’inciucio post-elettorale tra Renzi e il Cavaliere? Difficile. Più facile che il giorno dopo Salvini si ritrovi in mano il classico pugno di mosche, un po’ come capitò nell’immediato dopoguerra a Giancarlo Pajetta quando si sentì rispondere da Palmiro Togliatti, cui aveva entusiasticamente comunicato di aver appena occupato la prefettura di Milano: « Bravo, e adesso che te ne fai? ». Morale: in politica quel che appare giusto spesso non è utile e viceversa. Come negli spartiti della musica, anche in quelli della politica il tempo è tutto. E se un leader fa la cosa giusta nel momento sbagliato, finisce per fare una cosa sbagliata. Proprio come Salvini con le sue primarie.
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Asia Argento, la rete non perdona le offese alla Meloni: “Fuori dalla Rai”

Asia Argento, la rete non perdona le offese alla Meloni: “Fuori dalla Rai”

martedì 14 febbraio 2017 

Sta prendendo quota su Fb l’evento “Fuori Asia Argento dalla Rai”. Sembrava che fosse stata messa una pietra sopra sullosquallido episodio delle foto rubate e delle offese , con le scuse telefoniche della figlia del maestro dell’horror a Giorgia Meloni, che signorilmente le aveva accettate, dopo che era stata additata come “fascista grassa” e amenità varie .Evidentemente l’indignazione popolare ha seguito poi le sue vie con il “lancio” di un evento – previsto per il 26 febbraio – con cui gli internauti chiedono l’allontanamento di Asia Argento dalla Rai: “Asia Argento vai a lavorare”, come si può leggere nella bacheca dell’evento. La sensibilità evidentemente è stata scossa, come dimostrato dal diluvio di attestati di stima nei confronti della leader di FdI da parte di un popolo trasversale rispetto alle identità politiche. 

La rete riapre il caso Argento-Meloni

Accade dunque che il popolo della rete che ha solidarizzato con Giorgia Meloni non sia rimasto soddisfatto dalle parole di scuse – un atto dovuto-  si legge sul Giornale: “Se nessuno avesse scatenato l’inferno sul web non avrebbe mai chiesto scusa”, “Le scuse le avrebbe dovute fare pubblicamente”, ed ancora “Penso che quelle scuse siano false perché, avendo preso posizione anche la Rai, la tipa rischia il posto”. Tanti i commenti che plaudono all’iniziativa che sta furoreggiando su Fb, rilevando l’inconciliabilità della Argento con il servizio pubblico. Cosa che del resto si era affrettato a sottolineare anche viale Mazzini che, nei giorni scorsi, quando l’Azenda pubblica si era dissociata dalle frasi ingiuriose di una che è tutt’oggi una sua dipendente quale conduttrice del programma “Amore criminale”, in onda sulla Rai3 di Daria Bignardi.  La reazione della rete a vicenda ormai conclusa testimonia che al di là delle convinzioni politiche, le persone non hanno perso il buon senso, la civiltà, il rispetto e il senso del limite. 

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E intanto Trump fa un accordo con il canadese Trudeau, icona liberal

E intanto Trump fa un accordo con il canadese Trudeau, icona liberal

martedì 14 febbraio 2017 

Licenziare, dopo neanche un mese di servizio, Michael Flynn, il consigliere perla sicurezza nazionale? È una decisione molto difficile per Donald Trump. Ieri il presidente degli Stati Uniti ha semplicemente ignorato la questione su Twitter. Poi, alle 14 (le 20 in Italia) si è presentato davanti ai giornalisti con il premier canadese Justin Trudeau, in visita a Washington. Alcuni reporter hanno gridato le domande su Flynn, ma Trump non li ha presi in considerazione, si legge su “il Corriere della Sera”.
 
Trump alle prese con il problema di Flynn
 
Secondo i giornali americani la posizione di Flynn sarebbe in bilico. Trump potrebbe sfiduciarlo, da un momento all’altro. Esiste, però, un’altra scuola di pensiero: il presidente cercherà di minimizzare il caso per non riaprire il tema più generale dei rapporti tra l’amministrazione Trump e il Cremlino. Poche certezze anche sul destino del bando temporaneo sui profughi e sui viaggiatori provenienti da sette Paesi musulmani: Iran, Iraq, Libia, Siria, Somalia, Sudan, Yemen. Pare perdere quota l’idea di proseguire la battaglia giudiziaria, dopo la netta bocciatura della Corte di San Francisco. È più probabile che lo staff dello Studio Ovale riscriva l’ordine esecutivo, cercando di superare le obiezioni di incostituzionalità sollevate contro una misura che discrimina, in base alla religione, i cittadini in arrivo negli Stati uniti.
 
Differenze di vedute sui profughi
 
Nella conferenza stampa congiunta con Trudeau, il presidente americano ha preferito parlare d’altro. Per esempio dei razzi nucleari della Corea del Nord: «Un grosso, grosso problema. Ce ne occuperemo con grande forza». Il premier ospite si è sforzato di valorizzare le aree di accordo su immigrazione e terrorismo, anche se, ha detto, «il Canada continua nella sua politica di apertura ai profughi». Trump lo ha ringraziato, affermando che il Canada è «un ottimo partner commerciale», non come il Messico. Poi Trump ha difeso le operazioni di polizia in corso in diverse città del Paese, con gli agenti di polizia a caccia di immigranti illegali. Più di 680 arresti finora. «Stiamo rintracciando i de linquenti, i trafficanti di droga. Stiamo mantenendo le promesse fatte in campagna elettorale: questa gente deve essere cacciata dagli Stati Uniti». 

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Marine Le Pen attacca Gentiloni: “Italia deve controllare le frontiere”

Marine Le Pen attacca Gentiloni: “Italia deve controllare le frontiere”

martedì 14 febbraio 2017 

A Ponte San Luigi, nella parte alta e più defilata della frontiera che divide Mentone da Ventimiglia, la prima città della Francia dalla prima città d’Italia. Nel luogo simbolo dei contrabbandieri, ieri, e dell’immigrazione clandestina, oggi: dove i migranti spesso transitano, arrampicati sul passo della morte, pericolosissimo e scavato tra roccia e vegetazione, a poche decine di metri in linea d’aria dalla caserma della police e dove, loro malgrado, spesso sono costretti a tornare, riacciuffati dopo la frontiera, confinati nel recinto della polizia di frontiera francese, in attesa di essere consegnati a quella italiana, si legge su “la Stampa”.
 
Marine Le Pen al confine di Ventimiglia
 
Ad accogliere Marine, come la chiamano affettuosamente i supporter, al confine non c’era nessun contestatore ma uno sparuto gruppo di simpatizzanti di estrema destra, compreso qualche ex consigliere ventimigliese di Fratelli d’Italia. I quali hanno atteso la leader del Front National, tra un «brava» ed un «continua cosi», tra una stretta di mano e una pacca sulle spalle, a pochi metri dal bunker dove nel 1940 una manciata di coraggiosi soldati francesi frenò per giorni un’intera divisione italiana. Alla fine i bersaglieri ed i fanti della «Modena» ebbero la meglio. Ma per l’orgoglio dell’Italia fascista fu uno smacco senza precedenti. Quando si dicono ricorsi e controricorsi storici.
 
Le Pen vuole maggiori controlli alle frontiere
 
Se la Le Pen, che ieri non ha toccato il suolo italiano, distante solo pochi metri, con il transito al valico di Ponte San Luigi vietato a tutti per oltre un’ora con transenne e blindati, in frontiera è venuta a ribadire l’esigenza di maggiori controlli, a 7 mesi dall’ attentato che ha sconvolto Nizza, l’impressione è che il faccia a faccia della leader dell’estrema destra francese con la «Paf» sia stato anche un modo, in questa lunga cavalcata elettorale, per ribadire la vicinanza alla polizia e alle forze dell’ordine dopo le accuse di Parigi e l’aggressione ad un giovane di colore: «La polizia, la gendarmeria, i nostri soldati sono il nostro orgoglio», ha ribadito. Poi, il nodo del discorso, che parla ai francesi ma indirettamente si rivolge all’Italia: «Sono venuta in frontiera perché è molto importante: la sicurezza di un popolo comincia da qui e non si può assicurare se non si è capaci di proteggere i confini nazionali». La candidata alla presidenza, mai così vicina ad un risultato storico, rivendica i controlli come freno alla criminalità: «Bisogna fermare i passeur che in frontiera fanno affari».

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Pd, Renzi ottiene il congresso subito per rafforzare la sua leadership

Pd, Renzi ottiene il congresso subito per rafforzare la sua leadership

lunedì 13 febbraio 2017 

La direzione del Pd si chiude con il voto che approva l’ordine del giorno (con 107 voti favorevoli, 12 contrari e 7 astenuti)  per il congresso subito. Il presidente Matteo Orfini, al termine della riunione, ha deciso di mettere ai voti solo l’odg di maggioranza e considerare precluso quello presentato dalla minoranza, che aveva richieste opposte. L’ordine del giorno approvato è stato firmato da Mirabelli (Areadem), Ermini e Marcucci (renziani), Paris (giovani turchi), Campana (area di Maurizio Martina).

Il disegno di Renzi 

La mozione della minoranza chiedeva di sostenere il governo Gentiloni fino alla scadenza naturale e di far precedere il congresso da una conferenza programmatica. In questo modo Matteo Renzi punta a una riconferma della leadership in tempi rapidi per tornare a candidarsi al governo del paese. Il mancato pieno appoggio al governo Gentiloni fa comprendere che l’ex premier continua a giocare su due tavoli: da un lato la partita per palazzo Cigi e dall’altro il braccio di ferro con la minoranza, da mettere a tacere in sede congressuale. 

La replica di Renzi

Nella sua replica alla direzione Renzi ha detto  a chi chiedeva più tempo per organizzare il congresso: “Se qualcuno ha paura di confrontarsi con la propria gente lo deve dire. Io vorrei porte aperte, spalancate, vorrei che ognuno si senta a casa propria e non un ennesimo rinvio e un passo indietro che non sarebbero capiti dai nostri”. Poi ha replicato a Bersani sulla data del voto: “La data delle elezioni? Caro Pier Luigi, io non ne sto fuori per un motivo tattico. Se qualcuno vorrà utilizzare il congresso per dare la linea sulle elezioni, lo faccia. Io lo ritengo irrispettoso verso il presidente della Repubblica, del governo e dei parlamentari. La data del voto non è un tema che riguarda l’essenza del Pd”. 

Emiliano: mi candido alla segreteria

Durante il dibattito Michele Emiliano è intervenuto per annunciare che si candiderà alla segreteria: “Ho sostenuto Renzi – ha detto – per il cambiamento, ma in questi 1000 giorni io molte volte non ho capito dove Renzi voleva andare”. E ha citato la riforma della scuola, il Jobs Act, la questione delle trivelle, le riforme costituzionali. “Per questo a un certo punto il congresso è necessario, e non tanto per chi farà il segretario. Il mondo è cambiato e non sappiamo quale sarà la legge elettorale. Io escludo che nel tuo ragionamento si possa andare al congresso ad aprile, un congresso ad aprile senza conoscere la legge elettorale, e’ una di quelle cose che fa rischiare la scissione”. 

Renzi gli ha replicato ricordando che “l’altra volta, nel 2013, non solo la legge elettorale era in itinere ma pendeva la sentenza della corte. La legge elettorale non è un elemento ostativo per il congresso né per Statuto né per buonsenso”. 

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PRIMO PIANO “DI MAIO MENTITORE SERIALE” GASPARRI: “E’ INADEGUATO”

GASPARRI CONTRO DI MAIO: “E’ UN MENTITORE SERIALE”

In pubblico lo scaricava, in privato lo difendeva. Sull’ultima grande bugia targata Di Maio riguardo al caso Marra è bufera politica. “Di Maio è un bugiardo seriale. Sul caso Marra ha detto una serie di fesserie che vengono clamorosamente fuori. Non è vero che voleva cacciarlo come ha ribadito più volte, non da ultimo in tv domenica scorsa. Anzi, considerava Marra un servitore dello Stato e in un lungo sms alla sindaca di Roma la aveva rassicurata sul suo sostegno”. Lo dichiara il senatore di Fi, Maurizio Gasparri, ricostruendo e commentando gli ultimi funambolici sviluppi del pasticciaccio brutto romano targato RaggiCinquestelle- Di Maio. Il 10 agosto la sindaca Raggi girò al suo braccio destro l’sms in cui il leader del Movimento assicurava il suo sostegno. Una conversazione che contraddice le parole del vicepresidente della Camera, che aveva detto “a luglio dissi di mandarlo via”. La verità che emerge in maniera rocambolesca è che molte bugie sono state dette su Marra .”Di Maio sapeva tutto. Delle perplessità su Marra e di chi fosse veramente. E questo sarebbe il possibile candidato premier dei grillini? Un mentitore, uno che a parole professa onestà intellettuale e poi cade nel più miserevole dei modi, per un sms di troppo. Attendiamo ora dichiarazioni indignate dei 5Stelle sull’abominevole stampa italiana che pubblica conversazioni private e magari qualcuno senza pudore griderà al complotto”. Tegola dopo tegola, gaffe dopo gaffe. “Si vergognino. Non sono solo incapaci. Sono -sottolinea Gasparri – anche bugiardi. Di Maio andrebbe cacciato per le fesserie che ha detto. Ma poiché l’omertà la fa da padrone nel movimento, siamo certi che Grillo non farà nulla. Ci penseranno gli italiani che hanno capito l’inadeguatezza di questi personaggi”. di Augusta Cesari G

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VITULANO. IL SINDACO DI GORO ESPRIME SOLIDARIETA’ di Martino Della Cost

Sono passati quattro mesi dalla rivolta di Goro e Gorino quando, alla notizia dell’arrivo di un gruppo di richiedenti asilo, e della confisca dell’ostello per ospitarli, la popolazione locale scese in strada per innalzare le barricate e impedire l’accoglienza. Qualche giorno fa, una situazione identica si è rischiata anche nel Beneventano, a Vitulano, dove il sindaco ha chiuso una strada per imedire l’accesso a un centro d’accoglienza. E la conferma arriva proprio dalla cronaca del fatti: le strutture sono al collasso, gli amministratori locali abbandonati e l’emergenza continua e drammatica. Le nostre città implodono e la rabbia dei loro abitanti sul punto di esplodere: continuamente. Ed è lo stesso sindaco di Gorino a confermarlo: «Così come successe da noi, ci sono alcune situazioni che non hanno trovato modo di essere gestite meglio ed è chiaro che poi comportano delle reazioni fuori controllo, che non sono determinate dall’essere razzisti», spiega e denuncia al tempo stesso il primo cittadino doi Goro, Diego Viviani, commentando i fatti di Vitulano. Il sindaco del centro sannita, Raffaele Scarinzi, nei giorni scorsi, attraverso un’ordinanza, ha detto no all’arrivo di altri profughi e chiuso con un cumulo di terra la strada di accesso al centro di accoglienza, salvo poi ripensarci una volta che il prefetto ha destinato altrove i rifugiati. E come ricordato anche poco sopra, a Gorino (frazione di Goro), nell’ottobre scorso, c’era stata una rivolta contro l’arrivo di alcune profughe nigeriane e i residenti avevano bloccato con delle barricate la strada percorsa dal pulmann che le trasportava. «Ciò che auspichiamo tutti nel prossimo futuro – commenta allora Viviani – è un dialogo con le Prefetture, in modo da avere certezze maggiori rispetto alla gestione e ai parametri dell’accoglienza che l’Anci ha stabilito con il ministero dell’Interno per la suddivisione delle quote». Non solo: in base a quanto dichiarato in queste ore da Viviani andrebbe anche modificata la questione della «volontarietà» dell’accoglienza perché «dovrebbe esserci una posizione diversa». In altre parole, l’ospitatlità coatta – sembrerebbero invocare le amministrazioni cittadine letteralemnte invase dal problema immigrazione selvaggia – va ridisegnata in considerazione della realtà in cui versa il paese che è chiamato ad ottemperare ai suoi principi. Non basta, insomma, ridistribuire in nome e per conto di un flusso massiccio e ininterrotto di migranti e profughi; a riguardo, però, il primo cittadino di Goro si dimostra speranzoso. «Abbiamo visto un piglio diverso dopo gli interventi del ministro Marco Minniti – dice Viviani –, un cambio di marcia deciso e un approccio diverso». Intanto a Gorino, a 4 mesi dalla rivolta dei residenti, il Comune non è riuscito a trovare degli spazi per ospitare i migranti oltre all’ostello del paese che, requisito dalla Prefettura, avrebbe dovuto ospitare le profughe in arrivo. «Abbiamo provato a trovare altre soluzioni, ma erano sprovviste di impianti termici e d’inverno non sono adeguate, continuiamo a cercare», spiega Viviani. E a sperare in una soluzione più adeguata per tutti. V

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NON SOLO POLITICA [ DAL << RONA ( “il GIORNALE di NAPOLI” ) >> ]
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Un messaggio preciso agli uomini di Zidane

Opinionista: 

Salvatore Caiazza

Real, stiamo arrivando. È questo il messaggio che il Napoli, battendo il Genoa al San Paolo, ha mandato agli spagnoli campioni d’Europa. Stavolta la squadra azzurra non ha perdonato un’avversaria arrivata a Fuorigrotta per cercare di non prenderle. Il buon Juric sperava di imitare Diego Lopez del Palermo per portare a casa almeno un punto. Ma ha dovuto fare i conti con un team azzurro deciso più che mai ai dare seguito al successo di Bologna ma soprattutto a caricarsi in vista della partita del secolo al Bernabeu. Ha mostrato grande maturità il Napoli al cospetto degli amici rossoblu. Ha saputo attendere nel primo tempo e nella ripresa li ha stesi con una forza tecnica incredibile. Nulla hanno potuto i grifoni contro una formazione che voleva i tre punti e li ha ottenuti. Ma non per caso. Con un grande gioco messo a punto da un allenatore che qualcuno vorrebbe alla Juventus. Ma molto probabilmente resterà un sogno per i bianconeri perché il signor Maurizio Sarri vuole restare a lungo sulla panchina azzurra. De Laurentiis ha detto di essere monogamo ma spesso sono i risultati a decidere il futuro di un tecnico e quindi meglio non fare troppe promesse d’amore. Guardiamo al contratto del toscano che è molto lungo. Poi chi vivrà, vedrà. Conoscendo Sarri, comunque, non imiterebbe il suo figlioccio Higuaìn perché getterebbe alle ortiche una esperienza incredibile con la sua squadra del cuore. Corre il Napoli. E lo fa con la consapevolezza di essere cresciuto a dismisura. In altri tempi in una partita del genere ci si sarebbe innervositi rischiando addirittura di perdere. A quanto pare il pareggio con il Palermo ha fatto scuola. Se non si fossero persi quei due punti contro i siciliani la classifica sarebbe migliore. Ma nel calcio è inutile fare troppi i conti. Si deve guardare al presente e soprattutto avanti. Sarri si è detto soddisfatto della prestazione dei suoi ragazzi. Alla vigilia aveva posto il veto di non parlare di Real perché ci si poteva distrarre facendo un piacere agli avversari. Invece no. Il Napoli è sceso in campo concentrato e convinto che prima o poi avrebbe sbloccato il risultato. A farlo è stato quel Piotr Zielinski che Sarri teme di perdere già a giugno prossimo. Il polacco si è fatto trovare pronto per calciare in porta di sinistro e beffare Lamanna. A raddoppiare poi è stato Giaccherini. Tutto merito dello scatenato Mertens che, seppure non ha segnato, ha fatto impazzire il San Paolo. Numeri da circo e dribbling stretti che hanno stonato la difesa rossoblu. Il piccolo belga si è portato a spasso Burdisso che sapeva di avere di fronte il capocannoniere del campionato. Colui il quale non è un falso nueve ma un attaccante vero e proprio. Che paura quando è stato fermato ad inizio primo tempo con un calcione nella pancia. Quando si è rialzato il San Paolo ha tirato un sospiro di sollievo. E ha fatto la differenza prendendosi gli applausi della sua gente lasciando il posto a Pavoletti. Che di mestiere fa la prima punta ma al momento deve aspettare. E adesso? Beh si pensa finalmente alla Champions League. Il Napoli sa di non potersela giocare alla pari ma Sarri vuole vedere a che punto è la crescita dei suoi ragazzi. «Ci vuole il timore giusto ma anche la sfrontatezza ideale per poter competere con il Real», ha detto Maurizio Sarri. Che da stamane deve capire bene cosa fare al Bernabeu. In uno stadio modello dove si affronteranno tanti campioni. Che di questo Napoli, però, devono avere massimo rispetto. Altrimenti rischiano di farsi male. Sicuramente il messaggio è arrivato agli uomini di Zidane.  

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ALTRE NEWS
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[ da post su facebook ]
Pasquale Tucci ha condiviso il post di Avvenire.

Quindi diciamolo chiaramente: Trump è per la vita mentre l’europarlamento (Parlamento europeo) è per la morte. Per quel che mi riguarda dico: W Trump!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

L’aula di Strasburgo ha approvato una risoluzione (non vincolante) in cui si auspica che l’Ue crei un fondo per sostenere l’aborto nel mondo

Strasburgo sfida il presidente Trump che ha tagliato i fondi alle ong che sostengono la «salute riproduttiva»: finanziamo noi le politiche abortiste
AVVENIRE.I
Vedi altre reazioni

 
IL COMPLEANNO DI AMEDEO LABOCCETTA
[ da post su facebook ]
 
Marianna Laboccetta ha commentato questo elemento.
Marianna Laboccetta con Amedeo Laboccetta.
( . . . ) · Napoli ·

Buon compleanno al mio PAPINO ❤🎉🍾

L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi, spazio al chiuso e cibo

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ANCORA IL RICORDO DI PIETRO GOLIA
[ TRATTO DAL WEB ]

I funerali di Pietro Golia, cosa ho provato in quella piazza gremita e silenziosa

03 febbraio 2017

di Marina Simeone
 
Il sole di Napoli, la piazza gremita e silenziosa nella sua costernazione ha salutato per sempre Pietro Golia proprio nel giorno della Candelora, allorquando la luce chiude la parentesi dell’oscurità. Editore delle edizioni Controcorrente fondate nel 1994, Pietro Golia è stato animatore di un sud in movimento, attivo e geniale non piagnucoloso e rassegnato.  
La letteratura revisionista sulla colonizzazione del sud Italia ha sempre trovato spazio negli scaffali ricolmi della sua libreria di via Carlo de Cesare e le storie e i documenti mai prima diffusi sono stati conosciuti grazie all’impegno di quest’uomo del sud. 
Dalla destra radicale all’ambiente neoborbonico, dagli interessi agroalimentari in favore della dieta mediterranea agli studi sull’inquinamento delle trivellazioni la sua versatilità tematica ha sempre comunque seguito il filo rosso dell’antimodernità, del marciare controcorrente in nome e per conto di idee che quando si riescono a incarnare ti succhiano l’anima e ti tolgono la vita. Instancabile viaggiatore delle zone più nascoste della nostra terra, con la sua curiosità ha conosciuto uomini, acque, storie, documenti che impreziosissero la sua casa editrice, al di là dell’aspetto commerciale. Al di là dell’autoincensarsi che tanto piace ai cultori delle torri d’avorio.  Era uomo d’azione ed intellettuale per passione non per lavoro. 
Possedeva la cultura di chi ha sommato una gamma enorme di esperienze vissute oltre che di libri letti e la generosità di chi sa condividere con l’altro una parte di sé.  
Si finiva sempre con l’apprendere dopo una chiacchierata con Pietro Golia e con il fermarsi a riflettere circa le sue considerazioni.  Quando si chiedeva la sua presenza lui si rendeva disponibile, senza pretendere alcunché e talvolta sopravvalutando le sue energie e il tempo a disposizione.  
Quando cercavo di carpire immagini del suo passato militante si limitava a rispondere in modo secco alle mie domande, tenendosi a debita distanza dal nostalgismo giovanilistico. Non ha mai rinnegato nulla ma ha imparato a guardare avanti senza lamentarsi. 
Una perdita improvvisa quanto insostituibile, dolorosa quanto prematura. Eppure averlo conosciuto accanto al vuoto lascia un insegnamento incancellabile. Un esempio di onestà e di capacità politica, di saper stare a contatto con i problemi del nostro tempo senza subire l’opinione dominante, agendo per conto di una libertà di pensiero, forgiatasi con il dolce e amaro sapore della ricerca della verità. 
Con lui rimarrà più sola una intera comunità, che saprà ricordare all’occorrenza e avere il coraggio e la volontà di rimanere in piedi ad attendere l’alba di un nuovo giorno riflessa sul mare di Gaeta, simbolo del sud che ha scelto di non dichiararsi ancora vinto.
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L’EDICOLA
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Mercoledi, 15 Febbraio 2017
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«Dovevamo riportare la città nella piena legalità e trasparenza delle decisioni urbanistiche, invece si continua sulla strada dell’urbanistica contrattata, che come è noto, ha provocato immensi danni a Roma».

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L’EDIZIONE DEL GIORNO

 

 

Il “Secolo d’Italia” è il quotidiano on line della destra italiana: fondato a Roma nel 1952, nel 1963 divenne l’organo di partito del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale e nel 1995 di Alleanza Nazionale.

Nel 2009 è stato uno dei quotidiani del Popolo della Libertà. Attualmente è organo della Fondazione Alleanza Nazionale.

 

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Secolo d’Italia
Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186 Roma
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OGGI
RASSEGNA STAMPA ( DAL “SECOLO d’ITALIA” ) – SUL “NAPOLI CALCIO” – L’EDICOLA E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 15/02/2017 ]
UNA BUONA LETTURA E A PRESTO !
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“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)
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FINE INTERVENTO

 

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