DEMOCRAT AL PALO NELL’ITALIA CHE AFFONDA L’EDICOLA E ALTRE NEWS


DEMOCRAT AL PALO NELL’ITALIA CHE AFFONDA L’EDICOLA E ALTRE NEWS

DEMOCRAT AL PALO NELL’ITALIA CHE AFFONDA L’EDICOLA E ALTRE NEWS [“AZ.”-21/02/2017]
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QUELLI CHE CI (S)GOVERNANO….. [ AHINOI ! ]
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QUELLI CHE SI “OPPONGONO”….. [ OHIBO’ ! ]
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Arturo Stenio Vuono
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DEMOCRAT AL PALO NEll’ITALIA CHE AFFONDA….
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TRATTO DAL WEB E IL NOSTRO COMMENTO
( . . . ) – Il Pd alle resa dei conti. Tira dritto Matteo Renzi che non partecipa alla direzione Dem, che è in corso. “Ringrazio chi è qui oggi – ha detto Matteo Orfini aprendo la direzione del Pd -. Ho sentito in queste ore Emiliano, Rossi e Speranza e ho chiesto loro di partecipare alla direzione e al congresso e continuerò a farlo non rassegnandomi alla scelta di chi ha deciso di non partecipare”. “Chiedo a chi ha fatto una scelta diversa di ripensarci – sottolinea, con riferimento ai bersaniani e a Rossi – penso ci siano condizioni per andare avanti insieme ed evitare addii. Il congresso serve a questo”. “Quanto emerso nel dibattito in assemblea e dopo non è tale da giustificare e rendere inevitabile addii dal nostro partito. Credo che ci siano ancora margini per tenere unito questo partito”, conclude. “Alla commissione che nomineremo oggi spetta il compito di raccogliere le diverse posizioni per vedere se si può fare ancora qualche passo per ricomporre le distanze”. ( . . . )
DEMOCRAT AL PALO NEll’ITALIA CHE AFFONDA….
Matteo Renzi all'assemblea Pd (ANSA)Politica.

Attesa per Emiliano. Prodi: “Questo è un suicidio, non posso rassegnarmi”. Oltre 40 parlamentari pronti a uscire, venerdì i nuovi gruppi

IL NOSTRO COMMENTO
Matteo Renzi, diversamente dalle apparenze, procede speditamente sulla linea della scrematura del suo “Pd di sinistra”, senza bandiera rossa; il << nostro >> ch’è solo l’esecutore – battezzato da Altri – appare, sempre di più, nella sua vera veste; in effetti non di destra e non di sinistra, un figlio covato dall’ex “balena bianca” e tale rimane.Vero coniglio del cilindro, apparso alla bisogna, per la trasformazione – regressione.
 
Chi si scinde dal partito – che lui vuole consolidare, depurato dalla vecchia guardia postcomunista, – non lo fa per scelta, già comodamente allineati, ma per costrizione; noi, distinti e distanti dai Bersani e dai D’Alema – in compagnia dei più giovani pervenuti alla sinistra della fusione a freddo – non possiamo che prendere atto, oggettivamente, delle loro ragioni, Che piaccia, o meno, chi la pensa come costoro ma sostiene la necessità della permanenza nel Pd, ritenendo che ancora vi sia ancora  agibiità per una dialettica interna di confronto, ha scarsissime possibilità di incidere.
 
La crisi, studiata e voluta, dei democrat, vuoi o non vuoi, dura da sempre e, per conseguenza, ha logorato il paese; non ci vuole troppa fantasia per considerare che l’Italia, ormai, è una nazione che va a rotoli; ed è questo, e non il tormentone – senza fine – del Pd, che può e deve interessare; ben quattro governi, messi in piedi con modalità non elettive e, se vogliamo, in un certo senso con procedure quasi extraparlamentari, ci hanno regalato maggioranze posticce – a sostegno degli esecutivi – con la benedizione del più abietto trasformismo; non sono stati, peraltro, idonei per una vera stabilità e, per pressapochismo e le molte velleità, non utili ad affrontare le grandi emergenze; all’ordine del giorno, sistematicamente, l’illusorio calmierare piuttosto che la capacità di risolvere; tutto ciò, accompagnato dal servile europeismo – che non fa l’Europa – , non è stata e non può essere la ricetta giusta.
 
Se è vero, come è vero, che tutto inizia dalla fine del 2011 vorrà pur dire qualcosa ? Non è semplicemente, unicamente, l’estromissione di Silvio Berlusconi – che poteva piacere oppure no – , inizia il tempo degli esecutivi mandati a casa senza la sfiducia; il passaggio di staffetta dei premier imposti e nominati; la disarticolazione del modello bipolare e la svalutazione del voto popolare; lo svuotamento della forza parlamentare coalizzata di centrodestra e la diaspora della destra; la reciproca delegittimazione delle rive di sinistra e di destra che azzera la democrazia dell’alternanza;i massimi picchi dell’astensione e il parto della democrazia di minoranza che genera lo scenario tripolare con l’interposizione del M5S.
 
L’involuzione è sotto gli occhi di tutti e oggi approda all’utima tappa, il disegno – tra le macerie – d’una sorta di futura egemonia della nuova << cosa >> a guida renziana, trattasi di svolta che genera l’ulteriore frammentazione, non solo del Pd, velocizzando la corsa verso il ritorno al proporzionalismo; quel che finanche Occhetto, Prodi, Veltroni – di certo non immuni da colpe – , e altri, considerano un vero e proprio suicidio. Ricostruire una neo centralità ( sull’esempio dell’ex Dc ) , che – alle urne –  fagociti gli elettori della destra e che sia gradita – nel governare –  a quelli di sinistra, è una pia illusione; Evidentemente, a nostro avviso, Renzi non ha dimestichezza con le vicende che, in passato e nel recente, hanno registrato opposizioni e bastonate. Gli italiani sono pigri ma non tanto stupidi per i tranelli.
 
Quando gli italiani trovano ragioni, individuando pericoli eversivi, ritornano in massa alle urne e premiano quelle forze che si dicono – da parte del sistema di potere – le << estreme >>; sarà difficile, se non impossibile, impedire il consenso – da una parte – verso i populisti e i sovranisti, eccetera; e dall’altra, verso forze antagoniste e radicali; ne risulterebbero irrilevanti i grillini che, soltanto per la metà degli attuali votanti, godono di un peso e un ruolo, notevoli, che però mostrano la corda d’una opposizione da filtro alla protesta e totale impreparazione all’alternativa di governo.
 
Insomma democrat al palo e l’Italia che affonda.Non per molto(?).Così é(se vi pare ).
 
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LA RIVOLTA DEI LIBERI CONDUCENTI ( SOTTO ASSEDIO LA SEDE DEL PD )
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[ Tratto dal web ] – ( … ) – Per il sesto giorno consecutivo il servizio taxi è fermo e a piazza Montecitorio, a Roma, sono arrivati da tutta Italia i tassisti. Uno degli slogan recita ‘Il servizio pubblico taxi non è in vendita’. Taxi fermi a Roma, Milano e a Torino, mentre si sta svolgendo l’incontro con il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio. – Dopo un lancio di oggetti contro le forze dell’ordine, gli ambulanti e i tassisti che manifestavano davanti la sede del Pd sono stati caricate dalle forze dell’ordine. I manifestanti si sono dispersi nelle vie limitrofe verso via del Tritone. Alla carica hanno nuovamente reagito con un altro fitto lancio di oggetti, comprese bottiglie di vetro. – Due manifestanti sono stati portati dal 118 in ospedale, dopo i disordini davanti alla sede del Pd, valutati in codice giallo per trauma cranico. Un paio di persone sono state invece medicate sul posto. – I manifestanti disperdendosi hanno rovesciato vasi, tavolini e sedie di alcuni locali sotto lo sguardo impaurito dei turisti. Le forze dell’ordine hanno chiuso le vie di accesso che portano al Largo del Nazareno. Gli agenti, informa una nota della questura, “hanno dovuto reagire ad un attacco premeditato da parte di un gruppo di facinorosi e il tentativo è stato respinto da un calibrato intervento dei reparti impiegati”. [ Tratto dal web ] – ( … ) –

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( . . . ) il post  ( . . . )
Hanno ragione i tassisti (almeno un po’)
Libero17 Feb 2017Di GIANLUIGI PARAGONE
Io sto con i tassisti. E sto con loro anche se talvolta non li sopporto. Però finalmente si vede una categoria che protesta e che fa male. Sto coi tassisti perché difendono il loro lavoro a costo di apparire ancor più antipatici.
Sto con loro perché non vogliono restare a casa disoccupati. Perché questo è il rischio che corrono. E se ne fregano di quello che tutti noi possiamo pensare. Sono una categoria? Certo. Ma hanno una licenza, hanno il diritto di esercitare il loro cavolo (…) (…) di mestiere senza che arrivino questi nuovi «liberalizzatori» di Uber e delle varie piattaforme «tana liberi tutti». Un cavolo, tana liberi tutti. Questi signori – ai quali suggerisco che l’educazione e la pulizia del mezzo non è mai abbastanza – sono sotto assedio per colpa di una arroganza camuffata da liberalizzazione. Stanno difendendo il loro lavoro, i loro investimenti. E quando uno deve difendere il proprio stipendio fa benissimo a paralizzare le strade. A brigante, brigante e mezzo. Si chiama sciopero, si chiama manifestazione, si chiama protesta. Crea disagio a tutti noi? Amen. Se io fossi nelle loro condizioni farei altrettanto. E, anzi, mi sono sempre stupito come la marea di disoccupati o di disagiati non abbia ancora prodotto la paralisi. Penso agli insegnanti – e qui li farò arrabbiare – lamentosi per la violazione dei loro diritti ma non abbastanza «cazzuti» (francesismo) da difendere con la contestazione il loro posto di lavoro e i loro diritti maturati per effetto di un concorso.Il potere ormai si è abituato al disagio lamentoso ma privo di forza. Per questo i tassisti mi piacciono. E li appoggio. Perché sono una categoria, sono un pugno che si chiude e che colpisce. Come ad avvertire: giù le mani dal nostro posto di lavoro, dal pane che portiamo a casa. Gli Ncc e, peggio ancora, le piattaforme tipo Uber non possono fare quello che vogliono, non funziona così. Soprattutto per la società di Travis Kalanick, che produce fatturati considerevoli pagando il meno possibile gli autisti che prestano servizio sotto le insegne di Uber. Già, perché chiamarli lavoratori di Uber non si può: Uber fornisce solo la piattaforma di chiamata. Eppure Uber sta perdendo fior di cause di lavoro in giro per il mondo.Basta con questa pseudo modernità – come rivendicano gli imprenditori 2.0 – per cui a loro i profitti e agli altri le briciole. Basta con questa cretinata delle app che ci rendono la vita più semplice e più economica quando poi il grosso di questi imperatori della Silicon Valley è campione mondiale di evasione fiscale. Basta con questo falso mito della sharing economy con cui stanno rimbecillendo la gente.Uber – che già una sentenza del tribunale di Milano ha dichiarato illegale – e i suoi fratelli se ne stiano tranquille, rispettino le regole. Lo dico anche agli autisti Ncc: non cadete nelle trappole della multinazionale perché vi lascerebbero le briciole; fuori dalle vostre scazzottate (perché accade anche questo) c’è gente che nel giro di un decennio è pronta a lasciarvi entrambi a casa perché è pronta la macchina col pilota automatico.Le liberalizzazioni fatte con il solito criterio di apparire moderni o di superare le corporazioni sono una strada che non ha per nulla favorito il cliente: ha solo arricchito i padroni. Quindi fanno bene i tassisti a non cedere nemmeno di un millimetro. E bene faremo noi, quando il tassista si presenta con la vettura sporca o puzzolente, a chiamare un altro taxi così impara.Ormai è una guerra a difendere i propri soldi e i nostri diritti. E bene ha fatto quel meraviglioso rappresentante degli studenti al Politecnico di Torino a irridere il ministro Calenda sui miracoli del Jobs Act e sulle tante promesse con cui la politica si riempie la bocca. Non sono distanti quei mondi. Sono diversi i linguaggi. Tra poco tutti i punti si uniranno: la sopraffazione dei cosiddetti miti moderni sarà palese presto anche alla massa di pecoroni che non ha ancora capito la valanga prossima a seppellirci. Allora in piazza non scenderanno solo i tassisti ma anche tutti gli altri. E la folla tornerà a essere popolo, comunità.
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IL SERVIZIO CONTINUA
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GIANCARLO LEHNER – DA ROMA
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Il signor Jorge Mario ha preso alla iper-lettera l’esortazione a porgere l’altra guancia, tant’è che più gli islamisti ammazzano e decapitano i cristiani, proprio perché cristiani, ergo infedeli, più il materialista dialettico piazzatosi sul soglio di Pietro benedice l’Islam. 

Eppure, le guance squarciate dei cristiani sono finite.

Giancarlo Lehner

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PER BATTERE LA << CRISI >>  [ ! ? ] – << Roma ( “il Giornale di Napoli” ) >>
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Via dalla crisi in tre mosse

Opinionista: 

Vincenzo Nardiello

Basta piagnistei. Uscire dalla crisi si può. E la notizia è che non occorre la rivoluzione. Ma la volontà politica di fare alcune cose semplici e chiare. Anzitutto va sgombrato il campo dalla falsità che chiunque governerà potrà fare poco «perché non ci sono soldi». Questa balla colossale va smascherata. Una volta per tutte. Semmai il problema è il contrario. Di soldi in giro continuano ad essercene talmente tanti che noi persistiamo a buttarli regolarmente lì dove li abbiamo sempre gettati: nello sciacquone della spesa pubblica improduttiva e clientelare. I numeri parlano chiaro. Prendete gli ultimi tre anni del governo Renzi e fatevi due conti: 30 miliardi per gli 80 euro; 20 miliardi per gli incentivi del Jobs Act; 13 da quest’anno al 2020 per industria 4.0 che in buona parte andranno ad ingrassare clientes e finanziare truffe, come la storia recente e meno recente degli incentivi statali in Italia dimostra); 300 milioni per il bonus ai diciottenni più un’incredibile sequela di mance, mancette, marchette e provvidenze varie piovute negli ultimi anni. Una massa di denari enorme. Uno sforzo titanico – soprattutto se pensiamo che è stato fatto da una Nazione super indebitata e in regime di mitica austerità Ue – di fronte al quale ci si chiede come sia stato possibile sprecare così tanti soldi nostri per raggiungere risultati così modesti. Certo, tutto è stato fatto «per il Paese». Ci mancherebbe. Ripartiranno i consumi, gli investimenti, l’occupazione e il credito, ci avevano raccontato. Dopo 3 anni, invece, i risultati sono impietosi: siamo e restiamo ultimissimi in Europa. In termini di Pil riusciamo a fare finanche peggio della Grecia. Un disastro. Ma da questa catastrofe si può risorgere. Ecco come. Chi si propone di governare annunci che nei primi 100 giorni abolirà tutte le leggi di spesa del governo Renzi e che le risorse così risparmiate saranno utilizzate per un radicale taglio delle tasse di uguale importo. Anche qui, vediamo i numeri. Si tratta di 63,3 miliardi in 3 anni a cui andrebbe aggiunto il taglio di appena l’1% della spesa pubblica (8,3 miliardi circa). Stiamo parlando di un piano di riduzione delle tasse per oltre 70 miliardi nel prossimo triennio. Una roba colossale. Questo taglio andrebbe equamente diviso tra famiglie e imprese. A questa mossa ne andrebbe affiancata contemporaneamente un’altra: un’operazione patrimonio contro debito per abbattere il debito pubblico di 3-400 miliardi in 5 anni. Non attraverso la svendita del nostro patrimonio immobiliare, ma con la finanziarizzazione di una sua parte. Ci sono autorevoli studi di altrettanto autorevoli economisti, che in modo molto serio evidenziano come questa soluzione sia possibile. Un piano siffatto avrebbe l’effetto immediato di rimettere in circolo la fiducia, creare le condizioni per nuovi investimenti privati nazionali e stranieri, ridare respiro alle famiglie, consentire alle imprese di tornare a produrre e assumere. Inoltre, il solo annuncio che l’Italia ha deciso di tagliare radicalmente il proprio debito con un piano credibile farebbe cessare i dubbi sulla nostra stabilità, con conseguente calo delle tensioni sul debito. Questo renderebbe più facile il finanziamento delle imprese con ricadute positive anche sul sistema bancario. Chi propone oggi tutto questo? Nessuno. Eppure è un piano immediatamente attuabile. Risorse e coperture sono già a bilancio. Il primo che s’impegnerà su un programma di salvezza nazionale semplice e concreto come questo, per liberarci dai bubboni che ci stanno divorando, vincerà. Altro che congressi, polizze e scissioni.

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DIRITTO ALLA CASA ( ACCADE A NAPOLI )
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( . . . )  la foto  ( . . . ).
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Andrea Santoro

Chiaiano, un intero auditorium gremito di persone che chiedono l’applicazione della legge. Il Comune di Napoli sono quasi quarant’anni che tarda ad esaminare le pratiche di condono edilizio.
I cittadini di sono affidati a noi. Noi li accompagneremo al prossimo incontro con il Sindaco di Napoli e li difenderemo sempre dalle ingiustizie.
 
 
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TRATTO DA  << ACCADEMIA DELLA LIBERTA’ >>
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domenica 19 febbraio 2017
Napoli, 19/01/2017
 
Draghi inviperito
 
Non la farò lunga: quel che sta succedendo è ben rappresentato dalla faccia contratta nella sua vera espressione (cioè quella di un demone che l’esorcista sta cacciando con successo dal corpo dell’invasato) che ha fatto Mario Draghi qualche tempo fa.
Mentre pronunciava quelle parole angosciate: “L’euro è irrevocabile” si percepiva una sofferenza, una paura, una repellenza fisica (oltre che spirituale, anche i demoni ce l’hanno…) alla prospettiva che l’Unione Europea (non l’Europa, si badi bene) perda altri pezzi consistenti, dopo la UK.
 
Marine Le Pen raggiante ad uno degli ultimi conpressi pre-elettorali
 
Infatti in Francia si preannuncia la vittoria di Marine Le Pen alle prossime elezioni presidenziali perché il suo unico avversario credibile, François Fillon, che aveva vitno le primarie dei repubblicani, è stato sostituito (senza un valido motivo politico) da Emmanuel Macron, il candidato delle banche (private, ovviamente).
In queste condizioni la prospettiva che Le Pen vinca, quindi che si verifichi la Frexit (uscita della Francia dell’UE) si fa molto concreta.
Quel che sembra ancor più probabile è che l’euro potrà anche restare come moneta comunitaria, ma i paesi più avveduti ricorreranno ad una moneta complementare, senza inflazione ma, soprattutto SOVRANA e SENZA DEBITO.
Ecco lo spauracchio, l’incubo, la prospettiva terrorizzante di Draghi e di tutti gli eurocrati che nessuno ha mai eletto.
 
 
Angela Merkel
 
La stessa Angela MERKEL è smarrita, al punto da proporre un euro a due velocità, che sancirebbe la definitiva condizione di colonizzazione, sottomissione, sfruttamento dei paesi “svantaggiati” (il club mediterraneè o PIIGS, come lo chiamano sarcasticamente Germania e Francia) da parte di quelli che stanno facendo i kapò con gli altri. Questa situazione, invece di proteggere la scelta eurocratica, la rende completamente improponibile ed, alla fine (non molto tardi), causerà il crollo del castello di carte sui cui si regge la antipopolare, sbagliata in partenza, devastante costruzione eurpoide.  
 
 
Alfonso Luigi MARRA
 
Devo sottolineare che, però, in tutta questa vicenda la più brutta figura la fanno i magistrati i quali dovrebbero esercitare una azione penale obbligatoria, invece se ne impipano bellamente, come ci illustra l’avv. Alfonso Luigi MARRA, nel caso proprio dell’art. 1 della Costituzione (ma anche altri), in base al quale l’attuale assetto di emissione monetaria LEDE in modo INEQUIVOCABILE la SOVRANITA’ del POPOLO. Invito tutti a vedere il link seguente, sul quale si può leggere il testo della DENUNCIA che Marra ha presentato contro la Banca d’Italiq e la Magistratura nel suo insieme:
 
 
Per alcuni Marra è un personaggio quanto meno “pittoresco”, ma io l’ho conosciuto personalmente e non ho avuto questa impressione.
 
Paolo FERRARO
Anzi, mi è sembrato una persona estremamente equilibrata, così come il magistrato Paolo FERRARO che ha subito un complotto da parte dei suoi stessi colleghi corrotti che hanno fatto vari tentativi per fermarlo, anche fisicamente.
Ma egli ha dentro di se qualcosa che la maggior parte dei suoi oppositori non hanno: uno spirito indomito, orientato al bene comune, sostenuto da alti ideali, con un crescente numero di intellettuali che lo seguono con affetto e speranza e ciò gli dà una forza ed una resistenza quasi soprannaturali.
Una delle ultime scoperte delle sue infaticabili indagini è che è stato spiato fin dentro casa, da un agente “in sonno”, si veda:
 
Guido Reni – s. Michele Arcangelo schiaccia Satana
 
Questo 2017 si configura come un periodo del “redde rationem” cioè la resa dei conti: prepariamoci spiritualmente ad un incrudimento della nostra persecuzione da parte di chi si trova ai vertici istituzionali che NON sono democratici, perché adottano metodi tirannici. Forse anche anche noi dovremo difenderci con metodi NON democratici ma chi sopravvivrà, potrà sperare di lasciare un mondo migliore alle generazioni future.
  
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TRATTO DAL WEB
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BOOM! Wikileaks conferma Hillary ha venduto le armi all’ ISIS

 
 
Altro che le chiacchiere da spogliatoio di Trump,altro che i sondaggi vinti dichiarati dalle rincoclintoniane Giovanna Botteri per la rai e la Forcella per le reti mediaset la Hillary Clinton è una criminale,il suo compito è quello di guidare alla terza guerra mondiale.Caos  e destabilizzazione del mondo sono i preparativi ora bisogna mettere la parola fine e creare questo nuovo ordine mondiale.
Alfredo d’Ecclesia
Anche se Hillary Clinton ha ripetutamente negato che lei ha venduto armi ai terroristi islamici mentre prestava servizio come Segretario di Stato, il fondatore di Wikileaks Julian Assange sostiene che ha la prova del contrario. Thepoliticalinsider.com ha riferito: Nel secondo mandato di Obama, il segretario di Stato Hillary Clinton ha autorizzato la spedizione di armi di fabbricazione americana in Qatar, un paese in debito con i Fratelli Musulmani, e amichevole per i ribelli libici, nel tentativo di rovesciare il governo  libico di Gheddafi , e poi spedire quelle armi verso la Siria al fine di finanziare al Qaeda, e rovesciare Assad in Siria. Clinton ha preso il ruolo principale nell’organizzazione dei cosiddetti “Amici della Siria” (alias Al Qaeda / ISIS) per eseguire l’insurrezione della CIA guidato per un cambio di regime in Siria. Sotto giuramento Hillary Clinton ha negato che sapeva sulle spedizioni di armi durante la testimonianza pubblica all’inizio del 2013 dopo l’attacco terroristico di Bengasi. In un’intervista a Democracy Now, Wikileaks ‘Julian Assange ha affermato che 1.700 messaggi di posta elettronica contenuti nella cache di Clinton si collegano direttamente Hillary alla Libia alla Siria, e direttamente ad Al Qaeda e ISIS. Leggi la sua testimonianza completa @ (Link:
traduzione di Alfredo d’Ecclesia
 
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SQUITIERI…..
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il post – verità
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“Hai presente il vento?
Le persone sono così…..
si spostano dove soffia di più
perchè andare controcorrente è privilegio dei più coraggiosi”

A. Brozi

SQUITIERI – UN GRANDE ITALIANO CHE RIGETTO’ LA MODA DEI VERSIPELLE….

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[ A LUI : I NOSTRI ULTIMI POST SU FACEBOOK ]

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Associazione Azimut
Pubblicato da Arturo Stenio Vuono · 18/02/2017 

LA DIPARTITA DEL REGISTA SQUITIERI
Li chiamarono Briganti – film completo – YouTube
▶ 2:00:52
https://www.youtube.com/watch?v=Uw4cO5fTk2E
07 apr 2012 – Caricato da ONDA DEL SUD

Altro…

LA DIPARTITA DEL REGISTA SQUITIERI

Li chiamarono Briganti – film completo – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=Uw4cO5fTk2E

07 apr 2012 – Caricato da ONDA DEL SUD

Li chiamarono Briganti – film completo … Bronte, cronaca di un massacro che i libri di storia non …

 
LA DIPARTITA DEL REGISTA SQUITIERI – PD : LA BARAONDA DEGLI “SFASCISTI” E L’ITALIA A ROTOLI – L’EDICOLA E ALTRE NEWS [“AZIMUT-NEWSLETTER” :18/02/2017] – anteprima web  tra breve in rete –   https://azimutassociazione.wordpress.com
Pd : L’ULTIMA DELLE COMBINATE E L’ENNESIMA CAPRIOLA:”.Nuova carta per tentare di evitare la rottura all’assemblea di domani. Il presidente del partito, Matteo Orfini, lancia la proposta di avviare il congresso ma con una ampia fase programmatica…” [OHIBO’!] – “AZ.” – IL FILOSOFO PARTENOPEO GIUSEPPE CACCIATORE  NEGAZIONISTA DELL’ETERNA CATASTROFE DELLE SINISTRE…… ( SENZA NECESSITA’ DI RICORDARE LE MOSTRUOSITA’ COMUNISTE  – leggi l’articolo – Tradizione socialista: è in crisi profonda – dal “Roma” ) – NELL’ITALIA CHE FU PATRIA DEL DIRITTO…E 25 mila innocenti in carcere nel giro di quindici anni……
Leggi l’articolo sul “Secolo d’Italia” ( In Italia 55mila detenuti: il 17% non ha alcuna condanna e 1 su 3 è straniero) – Don Giussani e Mani Pulite: “Giustizialismo anticristiano” – SULLA NATO E NON SOLO…. ( TRATTO DAL SITO DI MAURIZIO BLONDET ) – L’EDICOLA – LA STORIA E I VIDEI CON  ALTRE NEWS – per leggere tutto visionare ascoltare e riflettere visita il sito. Una buona lettura e una buona domenica.Arturo Stenio Vuono.
Associazione Azimut
Pubblicato da Arturo Stenio Vuono · 19/02/2017 

SQUITIERI L’INDOMITO NON PRONO L’ INORGANICO
Pasquale Squitieri (Venice Film Festival 2007)-parte 1 by … – YouTube
▶ 6:27
https://www.youtube.com/watch?v=_3PdS5BaUws
17 set 2007 – Caricato da atypici…

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Walter Ciusa incontra Pasquale Squitieri al Lido di Venezia, in concomitanza con il Festival del…
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SQUITIERI L’INDOMITO NON PRONO L’ INORGANICO

Pasquale Squitieri (Venice Film Festival 2007)-parte 1 by … – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=_3PdS5BaUws
17 set 2007 – Caricato da atypici

Walter Ciusa incontra Pasquale Squitieri al Lido di Venezia, in concomitanza con il Festival del …..

E’ MORTO IL GRANDE PASQUALE SQUITIERI : FIGLIO DELL’INDOMITO SUD E DELLA NAPOLI NON PRONA IL REGISTA DEL CINEMA CONTROCORRENTE  E INORGANICO AL SISTEMA DI POTERE – ALTRE NEWS  [“Azimut” : 19/02/2017 ] – anteprima di web – servizio tra breve in rete – Leggici – VISITA IL SITO BLOG – ( . . . ) – Squitieri – ( . . . ) – fu candidato ed eletto senatore nelle liste di Alleanza Nazionale nel 1994 nel collegio di Andria-Barletta. In quella legislatura fece parte delle commissioni Industria, commercio, turismo, e vigilanza Rai….  – ( … ) – LA VENDETTA DEI MARAMALDI DI REGIME : Era il febbraio 2016 quando Pasquale Squitieri affidò a una lunga intervista al Fatto Quotidiano il suo grido di dolore dopo la revoca del vitalizio da senatore, poco più di 2.000 euro al mese. Pieno di debiti, reduce da un incidente stradale e da un tumore ai polmoni, Squitieri fu privato del vitalizio a causa di una condanna per peculato del 1981, lì dove i fatti risalivano addirittura al 1966, quando il regista lavorava al Banco di Napoli, reato poi graziato da Sandro Pertini. ( 1  – vedi nota ) «Mi hanno messo in ginocchio», denunciò Squitieri all’indomani della bocciatura del suo ricorso contro l’annullamento del provvedimento che gli aveva sottratto il vitalizio e la copertura sanitaria. «Pare che un componente di questa commissione abbia detto di me “che crepi pure”. È la fucilata di un cecchino. Una decisione quasi criminale. Questo oscuro assassino deve avere ragioni personali. Si sarà detto: “Ma chi è questo Squitieri capace di girare venti film, scrivere pièce teatrali e diventare persino senatore?”. Si sarà detto: “Io in quarant’ anni di masturbazioni, tradimenti e leccate di culo che cazzo ho combinato?”. Si è risposto che non aveva combinato niente e all’improvviso gli è venuta una grande idea. Distruggermi. Uccidermi. “Ammazziamo Squitieri”. Hanno violato i miei diritti costituzionali. Avevo un contratto con cui lo Stato mi garantiva stipendio e copertura sanitaria. Mi hanno tolto il primo e non ho fiatato. Se mi tolgono anche il secondo, muoio. Le cure costano. La chemioterapia costa. La fisioterapia anche. Costi che non posso sostenere».Una denuncia drammatica, che fece molto scalpore: «Ho fatto il cinema per passione. Non ho mai pensato di arricchirmi. Oggi non ho soldi e mi devo curare. Lo Stato mi aveva garantito che avrei potuto contare sulla copertura sanitaria. Oggi mi chiede 400.000 euro che non possiedo»  ( 1  – vedi nota ) Nel 1981 fu condannato a 1 anno di carcere, scontando cinque mesi, per il reato di peculato, nella sostanza per aver fatto pagare ( n.d.r. : per sbaglio ) un assegno poi risultato falso, fatto accaduto nel 1966, quando era impiegato al Banco di Napoli… [ tratto da wikipedia ] – PER LEGGERE TUTTE LE ALTRE NOTIZIE CON I VIDEO – VISIONARE ASCOLTARE E RIFLETTERE VAI AL SITO – Arturo Stenio Vuono –  “Azimut”  Napoli il presidente – https://azimutassociazione.wordpress.com –
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L’EDICOLA
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Martedi, 21 Febbraio 2017
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Record di consensi per Marine Le Pen nell’ultimo sondaggio condotto quando mancano due mesi alle elezioni presidenziali in Francia.

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L’EDIZIONE DEL GIORNO

 

 

Il “Secolo d’Italia” è il quotidiano on line della destra italiana: fondato a Roma nel 1952, nel 1963 divenne l’organo di partito del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale e nel 1995 di Alleanza Nazionale.

Nel 2009 è stato uno dei quotidiani del Popolo della Libertà. Attualmente è organo della Fondazione Alleanza Nazionale.

 

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Secolo d’Italia
Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186 Roma
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Lunedi, 20 Febbraio 2017
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E’ un po’ il destino di Matteo Renzi, cercare di convincere chi non si fa convincere. Ci ha provato con gli italiani, vestendo i panni del leader decisionista. Adesso deve provarci con la minoranza del suo partito, anche se nessuno gli crede.

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L’EDIZIONE DEL GIORNO

 

 

Il “Secolo d’Italia” è il quotidiano on line della destra italiana: fondato a Roma nel 1952, nel 1963 divenne l’organo di partito del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale e nel 1995 di Alleanza Nazionale.

Nel 2009 è stato uno dei quotidiani del Popolo della Libertà. Attualmente è organo della Fondazione Alleanza Nazionale.

 

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DALLE CALABRIE
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COSENZA
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Rimane un ricordo bellissimo… .Bravissimi vero!!!!!

Si esibiscono gli allievi del corso principianti di balli caraibici, durante lo spettacolo “MAGIA”.
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DEMOCRAT AL PALO NELL’ITALIA CHE AFFONDA L’EDICOLA E ALTRE NEWS [“AZ.”-21/02/2017]
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FINE INTERVENTO
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