LA MALAPIANTA DEL TRASFORMISMO E IL “SERRIAMO LE FILA” – ALTRE NEWS – Santa Messa di trigesimo e convegno per Pietro Golia – Sabato 4 marzo a Napoli


LA MALAPIANTA DEL TRASFORMISMO E IL “SERRIAMO LE FILA” – ALTRE NEWS – Santa Messa di trigesimo e convegno per Pietro Golia – Sabato 4 marzo a Napoli

LA MALAPIANTA DEL TRASFORMISMO E IL “SERRIAMO LE FILA” – ALTRE NEWS – Santa Messa di trigesimo e convegno per Pietro Golia – Sabato 4 marzo a Napoli

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IL MIO OTTO MARZO E’ PER LORO – LINK

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Associazione Azimut | Raccolta di e-mail dell … – WordPress.com

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Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut.

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IN COPERTINA

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C’ERA UNA VOLTA…

LO SPONTANEISMO DELLA PIAZZA PULITA E PACIFICA – E DEL RISCATTO – CHE, IERI, COME OGGI, NON HA NULLA DA SPARTIRE CON I COSIDDETTI ANTAGONISTI ( “A COMANDO” ) IN SERVIZIO PERMANENTE EFFETTIVO AGLI ORDINI DE “LI SUPERIORI”. LA SPERANZA DEL RITORNO : LOTTA DI POPOLO !

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IL SERVIZIO ODIERNO

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DISCETTANO DI PRIMA – SECONDA – TERZA REPUBBLICA, ECCETERA…

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“AZIMUT” NAPOLI – MA LA STORIA E’ SEMPRE LA STESSA : ESTROMISSIONE SISTEMATICA DEL VERO ANTAGONISTA DEL SISTEMA DI POTERE, IL LIBERO “MERCATO DELLE VACCHE”, LICENZA DI MANEGGIARE E IL  SERVILISMO….

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LA MALAPIANTA DEL TRASFORMISMO….

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ECCO DOVE SIAMO GIUNTI….

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TRATTO DAL WEB

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I cambi di casacca in Parlamento ( . . . )

+CLICCA PER INGRANDIRE

[ TRATTO DAL WEB ] – L’annuncio dei gruppi parlamentari di Mdp, non fa che confermare come la caratteristica di questa legislatura sia la moltiplicazione dei gruppi a causa di scissioni politiche, e alimentate dalle espulsioni di tantissimi deputati e senatori di M5s. A questo fenomeno tutto politico si aggiungono poi molti cambi di casacca individuali.

L’espulsione di parlamentari dai gruppi grillini è iniziata già nei primissimi mesi della legislatura: la prima vittima è stato Marino Mastrangeli espulso dal gruppo del Senato il 30 aprile 2013. E’ seguita la progressiva cacciata di altri 18 senatori, compreso Luis Orellana, che era stato il candidato di M5s per la presidenza del Senato, dove ora i pentastellati sono rimasti in 35. Analoga storia a Montecitorio: il 6 giugno 2013 furono messi alla porta Alessandro Furnari e Vincenza Labriola, il cui destino è stato quello di altri 16 deputati. La diaspora ex-M5s si è spalmata su tutto l’arco parlamentare, da Fdi (Walter Rizzetto) a Sel-Si (Adriano Zaccagnini e Francesco Campanella), da Ala (Adele Gambaro) e Ncd (Fabiola Anitori), al Pd (Tommaso Currò e Gessica Rostellato).

I vari pentastellati usciti hanno dato vita anche a dei piccoli Gruppi (Lavori in Corso, Movimento X, ecc), ma l’unico che tuttora esiste è Alternativa Libera, con con sette deputati alla Camera. E di diaspora occorre parlare anche per Scelta Civica. Nel dicembre 2013 ben 20 deputati di ispirazione cattolica e popolare hanno dato vita a “Per l’Italia”. Nel corso dei mesi sia alla Camera che al Senato numerosi parlamentari hanno lasciato il gruppo, compreso Monti, la maggior parte dei quali è confluito nel Pd: tra essi il ministro Stefania Giannini e Linda Lanzillotta al Senato e Andrea Romano alla Camera, divenuto direttore de L’Unità, quotidiano del Pd: a Palazzo Madama addirittura non c’è più il gruppo. L’ultima scissione nel luglio 2016: il segretario Enrico Zanetti è uscito insieme ad altri tre deputati, portando via il nome, per unirsi ad Ala. I 17 che sono rimasti hanno dovuto cambiar nome, in Civici Innovatori.

Tre le scissione nel Pdl. Quando nel novembre 2013 Berlusconi ha tolto la fiducia al governo Letta, sono usciti 29 senatori (poi cresciuti ancora) e 29 deputati dando vita a Ncd. A gennaio 2014 Berlusconi siglò il Patto del Nazareno, ed ecco la scissione guidata da Raffaele Fitto, che ha portato via 10 deputati e 10 senatori. Con la rottura delPatto del Nazareno, nella primavera ad uscire sono stati quelli di Ala (7 deputati e 10 senatori, divenuti poi 20) guidati da Denis Verdini.

Tempesta anche nel centrosinistra. Nel giugno 2014 ben 10 deputati, guidati da Gennaro Migliore, lasciarono Sel in disaccordo sulla collocazione europea del partito, e aderirono al Pd. In compenso un anno dopo uscirono dal Pd Alfredo D’Attorre, Stefano Fassina e altri 4 deputati per aderire a Sel. E dal Pd erano anche usciti i tre deputati di Possibile, guidati da Pippo Civati. A questo tourbillon di scissioni si aggiunge quella odierna: 16 di Si, 18 del Pd e due del Misto hanno dato vita al Movimento Mdp.

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[ ULTIMA DAL WEB ] – ( … ) Si è concluso dopo oltre tre ore l’interrogatorio di Tiziano Renzi, nell’ambito delle inchieste delle procure di Roma e Napoli su Consip. Il padre dell’ex premier ha lasciato piazzale Clodio senza fare dichiarazioni…[ ULTIMA DAL WEB ] – ( … ).

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SOTTO ASSEDIO…..

“SERRIAMO LE FILA” ( L’HA DETTO VERAMENTE ) – SENZA PAROLE ( “AZIMUT” – NAPOLI )

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[ TRATTO DAL WEB ] – Serriamo le fila e cerchiamo di mettere al riparo il governo dalle fibrillazioni di questi giorni. Lo ha detto detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in apertura del Consiglio dei ministri, a quanto confermano diverse fonti. A margine della riunione, a quanto si apprende, il premier avrebbe espresso vicinanza al ministro Luca Lotti per gli attacchi ricevuti in questi giorni. Gentiloni non avrebbe fatto riferimento esplicito alla vicenda Consip, che in questi giorni ha scelto di non commentare.

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L’OPINIONE : …Rosy Bindi.. e,,,.una sporca dozzina di parlamentari…

GIANCARLO LEHNER – DA ROMA

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——– Original Message ——–

Subject: Lehner: Rosy Bindi supera Mussolini
Date: Thu, 2 Mar 2017 12:11:33 +0000
From: Giancarlo Lehner >
To:  ( . . . )

Che il fascismo sia stato, di fatto, più liberale e tollerante rispetto all’attuale Repubblica antifascista (però, giammai anticomunista), nata dalla Resistenza liberaldemocratica (ma anche da quella ferocemente stalinista), sarebbe, comunque, un paradosso semanticamente aporetico, se non esistesse la Bindi, capace di restituire significato al paradosso, accattando con la forza gli elenchi degli iscritti alla Massoneria. In effetti, la Rosy  fa apparire liberal il regime autoritario di massa di Mussolini, il quale non pretese mai, pur  avendo sciolto le Logge, di conoscere i nominativi dei liberi muratori italiani.

Giancarlo Lehner

——– Original Message ——–

Subject: Lehner: una sporca dozzina di parlamentari
Date: Fri, 3 Mar 2017 11:17:23 +0000
From: Giancarlo Lehner
To:  ( . . . )

Spero si tratti di notizia falsa, ma se fosse vero che una sporca dozzina di parlamentari di Ala hanno immediatamente chiesto, un minuto dopo la condanna in primo grado di Denis Verdini, di poter rientrare in Forza Italia, allora lo sdegno non serve più, c’è bisogno di un nodoso bastone.

Avevano scommesso, non a torto, su Verdini, uno dei rari cervelli aguzzi tra i troppi personaggi di nulla di Camera e Senato. Ora, a progetto fallito, si rimangiano la scelta politica e con essa dignità, onore e rispetto di se stessi.

Sì, è proprio una sporca dozzina.

Giancarlo Lehner

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L’OPINIONE : …il luridume dello UEismo non conosce limiti…

VINCENZO MANNELLO – DA CATANIA

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——– Original Message ——–

Subject: Le Pen,l’UEismo a 5stelle scherza col fuoco
Date: Fri, 3 Mar 2017 09:56:19 +0100
From: <info@vincenzomannello.it>
To: ( . . . )

Se non fosse vero,ed accaduto ieri a Bruxelles,ci sarebbe da ridere, tipo “dittatore dello stato libero di Bananas”…alla eurodeputata Marine Le Pen,leader del Fronte Nazionale e prima favorita per le prossime elezioni presidenziali francesi, è stata revocata (a larga maggioranza) l’immunità parlamentare !

Infatti,relatrice la UEista grillina Laura Ferrara (nota per la difesa della libertà di espressione e sicuramente una accanita #jesuisCharlieHebdo),

la Le Pen è stata riconosciuta colpevole di :

“aver pubblicato sul proprio profilo Twitter le immagini violente relative alla esecuzione di tre ostaggi da parte di Daesh (Isis)” !!

Accogliendo così la richiesta della magistratura francese,la Marine tricolore potrà quindi essere processata per “favoreggiamento del terrorismo” e messa fuori combattimento politicamente (se non direttamente sbattuta in galera), liberando la Francia e la UE dall’ incombente pericolo di “deriva populista,xenofoba,razzista e (perché no ) pure fascista” secondo il corrente vocabolario usato dagli UEisti per criminalizzare i propri avversari.

Sintetico il mio commento : il luridume dello UEismo non conosce limiti ed i media che non pongono in evidenza la vergogna di una simile sentenza sono loro complici !!

Cercare di liberarsi così,per delle foto autentiche pubblicate da una rappresentante eletta dal popolo e pure notoriamente feroce avversaria di Isis (al contrario dell’equivoco Hollande),dovrebbe fare letteralmente schifo a chiunque abbia un minimo di pudore ed obbiettività di giudizio..è talmente una operazione tanto sfacciata che viene pure difficile commentarla senza pensare di offendere la comprensione di chi stia leggendo.

Una sola,brevissima,conclusione : se l’UEismo tutto compreso (dai comunisti al M5S,passando per popolari,socialisti,liberali e feccia simile) crede di poter continuare ad opprimere i popoli europei servendosi di queste sconcezze,sbaglia di grosso !

Sta scherzando con il fuoco..altroché Daesh !!

 

Grazie per l’attenzione

Vincenzo Mannello

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I VIDEI [ DUE CAMPANE….. ]

PRIMA – SECONDA – TERZA REPUBBLICA, ECCETERA…

MA LA STORIA E’ SEMPRE LA STESSA

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Gianfranco Carpeoro racconta i motivi della fine di Bettino Craxi …

▶ 40:53

https://www.youtube.com/watch?v=NV7mvps67tw

01 apr 2016 – Caricato da Edoardo Biancalana

Quando Bettino Craxi fu fatto fuori perchè voleva il bene dell’Italia raccontato da Gianfranco Carpeoro.

Montanelli e il futuro dell’Italia e degli italiani, analisi … – YouTube

▶ 4:10

https://www.youtube.com/watch?v=KBt_mtaU6rs

22 lug 2009 – Caricato da franzluke1

Montanelli descrive spietatamente la nostra realtà, che, se non fosse per Travaglio, Grillo, Ricca e …

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A NAPOLI CI PIOVE….

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Gianluca Cantalamessa

Sponsorizzata ·

11 marzo ore 17 Mostra d’ Oltremare, Napoli. Idee, Cuore e Coraggio. Il resto non conta…. Noi ci siamo. Chiunque voglia essere accreditato tra i miei amici, mi contatti in privato, l’ ingresso è solo su invito. Grazie

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ITALIA E FRANCIA – SUI << POPULISMI >> [ TRATTO DAL WEB ]

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ITALIA

CATEGORIA: FASCIOLEGHISMO

Matteo Salvini: Al Sud Ci Penso Io

Giuseppe Parente Giovedì, Marzo 02, 2017 Nessun Commento

(G.p) Rilancio di Noi con Salvini nelle regioni meridionali e candidatura alle ipotetiche primarie per la scelta del candidato premier per la coalizione di centro destra. Dopo l’offensiva lanciata da Silvio Berlusconi, che ha provato ad agitare l’accampamento leghista lanciando la candidatura a premier del governatore della regione Veneto Zaia, la Lega Nord per l’indipendenza della Padania reagisce.

Matteo Salvini, in questi giorni, ha chiesto ai suoi colonnelli di presidiare, con la massima attenzione, le roccaforti del Nord, perché nelle prossime settimane è intenzionato a girare in lungo ed in largo il Mezzogiorno.

L’obiettivo di Salvini è chiaro ed evidente : mettere radici in vista delle prossime amministrative. Primo appuntamento previsto è per il giorno 11 marzo, a Napoli. Il partito sta pensando di organizzare una grande manifestazione in un ambiente chiuso come la Mostra d’Oltremare, con almeno 2-3 mila posti a sedere.

All’evento partenopeo dovrebbero partecipare anche delegazioni di militanti di Noi con Salvini di tutto il Sud.

Per guadagnare consensi, visto che finora i risultati, da Roma in sù, sono stati deludenti, Matteo Salvini propone un programma ad hoc per il tessuto produttivo del Mezzogiorno,anche alla luce della considerazione che il leader del Carroccio ha intenzione di rivolgersi al Sud che non  si identifica nel cosiddetto sistema parassitario.

I massimi dirigenti leghisti, nelle prossime settimane, dovranno valutare se questa strategia convincerà gli elettori meridionali, senza mandare di traverso la polenta ai militanti tradizionali.  Forse non è un caso se i governatori Luca Zaia e Roberto Maroni stanno moltiplicando gli sforzi per arrivare al referendum autonomista nelle loro regioni.

Ma Salvini ha ormai imboccato un’altra strada e continua a lavorare per irrobustire il fronte che Giorgia Meloni chiama sovranista ma che i lombardi preferiscono chiamare identitario.

Il piatto forte sono le primarie, che peraltro sarebbero l’ennesimo guanto di sfida nei confronti di Berlusconi. Le diplomazie di Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale e la Lega ci stanno lavorando da tempo.

Ora, in considerazione che la data delle ipotetiche politiche slitterà al 2018, le operazioni si sono ovviamente rallentate. D’altronde era logico organizzare, in tempi rapidi, le primarie per la scelta del candidato premier per la coalizione di centro destra ed era stata prevista una data sabato 8 e domenica 9 aprile.

Le trame di Matteo Salvini confermano che vuole conquistare sul campo la leadership della coalizione alternativa al centro sinistra e ai grillini, anche alla luce degli ultimi sondaggi che danno alla Lega risultati lusinghieri. Con l’attuale legge elettorale la Lega potrebbe conquistare un tesoretto di 80 deputati e 40 senatori.

FRANCIA

Gli eurodeputati della Commissione affari legali del Parlamento europeo hanno votato “a grande maggioranza” per togliere l’immunità alla candidata del Front national alle presidenziali francesi, Marine Le Pen, per avere twittato delle immagini di violenza dello Stato islamico. Lo riferisce a Reuters l’eurodeputata del Movimento 5 stelle Laura Ferrara, incaricata del dossier.

Un funzionario del Parlamento fa sapere che 18 parlamentari hanno votato a favore della rimozione dell’immunità e tre contro.

Il voto in commissione deve ancora essere confermato dalla plenaria, ma secondo quanto riferisce Ferrara non è ancora stata fissata una data. Marine Le Pen è indagata in Francia per avere pubblicato nel 2015 su Twitter tre immagini di esecuzioni dell’Isis, compresa la decapitazione del giornalista Usa James Foley; la magistratura francese ha chiesto al Parlamento europeo di pronunciarsi.

Se decadesse la sua immunità, Le Pen potrebbe essere perseguita. L’accusa è di “pubblicazione di immagini violente”, che in certe circostanze può portare a una condanna a tre anni di carcere e a una multa di 75mila euro. Il vice presidente del Front national, Florian Philippot, prendendo le difese di Le Pen, ha detto a Reuters che “mostrare e nominare l’orrore dell’islamismo permette di combatterlo”. A Marine Le Pen è già stata tolta l’immunità nel 2013. Fu poi perseguita nel 2015 per l’accusa di “incitamento alla discriminazione in base al credo religioso”, per avere paragonato i musulmani che pregano in pubblico all’occupazione nazista della Francia durante la Seconda guerra mondiale; alla fine però i procuratori raccomandarono di far cadere le accuse.

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IL LUTTO

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Addio a Tomaso Staiti, il cordoglio nella destra italiana e milanese

Pubblicato il 2 marzo 2017 da Paul Elliott

Categorie : Cronache Politica

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  • E’ mancato, a Milano, Tomaso Staiti di Cuddia delle Chiuse, classe 1932, esponente storico del Movimento Sociale Italiano e colonna per molti anni dell’ambiente della destra meneghina.
  • Maestro di stile dai nobili natali, si iscrisse al partito nel 1949, dirigendolo successivamente a Milano e Pavia. Divenne consigliere comunale a Milano e parlamentare nel 1970.
  • Già dalle prime ore di oggi, i ricordi di un uomo che ha saputo dare molto all’Idea sono comparsi su facebook e sui social media. “Aristocratico eretico, cavaliere coraggioso e beffardo – scrive Guido Giraudo – intransigente e sofisticato intellettuale; mai borioso semmai sfottente”. Aggettivi calzanti che descrivono un modo di essere militanti, sia in strada che nelle istituzioni, che la destra italiana negli ultimi anni ha perso.
  • Di lui si ricordano, fra i tanti pregi, la vicinanza e la promozione dei giovani, l’aiuto ai camerati finiti in galera, la presenza sempre in prima linea anche quando si trattava di opporsi fisicamente all’avversario negli anni cupi.
  • Dicono alcuni anziani missini, “Staiti era bello, alto, nobile, ma soprattutto era un vero signore”. Il barone nero di Milano.
  • @barbadilloit
  • Di Paul Elliott

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ALTRE NEWS

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MEMENTO

( . . . )  il post.

Roberto Spadaro

28-2-1975 – 28-2-2017. Aveva 23 anni, era greco, studiava a Roma, era dei nostri. Mikis Mantakas PRESENTE!!!

Italo Zicaro ha condiviso il post di Paolo Morabito·

Paolo Morabito

Da liberale dico onore a Mantakas

28 Febbraio 1975 – 28 Febbraio 2017

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Mikis Mantakas, quando il Msi urlò: “Attenti, sta nascendo il terrorismo”…

di ANTONIO PANNULLO

martedì 28 febbraio 2017 – 16:10

A- A- A+

Il 28 febbraio 1975 veniva assassinato dagli estremisti comunisti Fabrizio Panzieri e Alvaro Lojacono Mikis Mantakas, studente di medicina greco aderente al Fuan (fronte universitario d’azione nazionale), l’organizzazione universitaria del Movimento Sociale Italiano. L’omicidio avvenne di fronte alla storica sezione Prati, aperta nel 1949 e intitolata a Roberto Farinacci. Quella sezione, malgrado numerose vicissitudini nel corso degli anni, è rimasta sempre aperta, e lo è ancora oggi, sebbene ovviamente non più come Msi. Il ricordo di quel giovane poco più che ventenne comunque non si è mai spento a Roma, e ancora oggi Mikis viene ricordato ogni 28 febbraio nel luogo dove cadde. Le circostanze del suo assassinio le abbiamo ricordate molte volte, la sia storia è raccontata nei libri, e speriamo che a lui sia presto o tardi intitolata una strada o una piazza che ne ricordino il drammatico e assurdo contesto in cui maturò il crimine. E il contesto era questo: i disordini, anzi, i proditori assalti contro il Msi, avvenivano già da diverso giorni, perché i giovani missini stavano seguendo le udienze in tribunale del processo agli assassini di Primavalle, ossia ai comunisti di Potere Operaio che molto eroicamente tre anni prima avevano bruciato vivi i fratelli Mattei a Primavalle, Virgilio di 22 anni e Stefano di appena 8. Nonostante ciò, i comunisti di allora difendevano Lollo, Clavo e Grillo, carnefici di questi giovani innocenti uccisi solo per odio politico. Perché parliamo di contesto assurdo? Perché i “duri” di Potere Operaio che commisero con ferocia quel crimine erano e sono obiettivamente indifendibili, oggi non troverebbero probabilmente nessuno disposto a difenderli, neanche a sinistra. Ma allora era diverso: gli incendiari di Primavalle, ricchi comunisti, trovarono una vergognosa quanto sorprendente solidarietà praticamente da tutta la sinistra: oltre ai soliti Dario Fo e Franca Rame, ci furono legioni di avvocati pronti a difenderli, tra cui il comunista Umberto Terracini (che tra l’altro fu uno dei costituenti!), attori e pseudo artisti solidali con gli assassini, e persino qualche politico che oggi siede ancora in parlamento. Fu fatto un manifesto di solidarietà con Lollo, Clavo e Grillo, con centinaia di firme in calce; sarebbe come se oggi qualcuno facesse una campagna di solidarietà coi terroristi dell’Isis che tagliano le teste. Ma allora le cose erano molto diverse: uccidere un fascista non era reato, e così che lo faceva, anche se era un bambino di 8 anni, meritava la stima dei comunisti. Per Mantakas fu lo stesso: addirittura giovani missini furono aggrediti mentre andavano ai suoi funerali, uno di questi fu Teodoro Buontempo. Negli archivi informatici del Secolo d’Italia ci sono numerosi articoli relativi alla vicenda di Mikis Mantakas.

Manatakas assassinato dall’intolleranza della sinistra

Ma è importante oggi, a quasi mezzo secolo di distanza, ristabilire una verità storica: quella che asserisce che se la classe dirigente del Msi fosse stata ascoltata attentamente dai vertici dello Stato italiano, probabilmente nel nostro Paese non ci sarebbe stata la stagione del terrorismo armato, gli anni di piombo, e anche le Brigate Rosse sarebbero state stroncate sul nascere e comunque molto ridimensionate. Il caso-Mantakas lo dimostra benissimo: Lojacono passò alle Brigate Rosse, uccise il giudice Tartaglione, fu sospettato di altri due omicidi delle BR nonché di far parte del commando di via Fani. Fu solo dopo il delitto Moro che le autorità decisero di indagare sul terrorismo rosso, negli anni precedenti erano concentrati, sin dal 1970 col famoso Bianchi d’Espinosa, sul pericolo fascista, pericolo che in Italia non ci fu mai. Il Msi mise sull’avviso il sistema fin da quando i comunisti sequestravano i sindacalisti, fin da quando si organizzavano nelle fabbriche del Nord, fin da quando incendiavano auto e lasciavano volantini programmatici, fin da quando facevano saltare le sezioni del Msi e iniziavano a uccidere gli uomini della fiamma. Uno dei primi delitti delle BR d’altra parte fu proprio quella di via Zabarella a Padova, nel giugno del 1974, ossia un anno prima del delitto Mantakas, quando un commando delle BR penetrò nella sezione missina e assassinò a sangue freddo i due militanti che si trovavano nella sezione, Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci. E un anno prima, nell’aprile 1973, c’era stato il citato rogo di Primavalle. In quella e in altre occasioni i parlamentari missini, a cominciare da Giorgio Almirante, avevano avvisato il governo che a sinistra si stava formando un nucleo di terroristi armati che avrebbero insanguinato l’Italia per decenni, ma furono inascoltati: innanzitutto perché erano considerati fascisti, e in secondo luogo perché molti erano davvero convinti che la violenza venisse solo da destra e che le accuse di Almirante fossero solo una sorta di depistaggio. Ma a fronte di chi era convinto in buonafede di questo, c’erano altri, ed erano la maggioranza, che sapevano che i missini avevano ragione: i sindacalisti comunisti, in primo luogo, poi le forze dell’ordine, poi i magistrati , che vedendo quello che accadeva sul territorio sapevano perfettamente come stessero le cose, e cioè che i missini erano vittime e le sinistre estreme gli aggressori: tolta la violenza di reazione, da destra non è mai venuta alcuna aggressione, tantomeno contro lo Stato. Certo, coi “se” non si fa la storia, ma la politica e la magistratura avrebbero dovuto leggere con attenzione il Libro bianco del Msi sulla violenza rossa presentato dal Msi nei due rami del parlamento e al Campidoglio, così come avrebbero dovuto leggere il libro-inchiesta realizzato da due giornalisti del Secolo d’Italia dopo l’omicidio del giovane greco Da Primavalle a via Ottaviano. Se l’avessero fatto, se avessero preso in considerazione le parole dei fascisti, in Italia la stagione del terrorismo non ci sarebbe mai stata, e decine di missini, poliziotti, carabinieri, giudici, sarebbero ancora vivi. Insieme con Moro e la sua scorta. Con i “se” non si fa la storia, ma poiché oggi l’intolleranza della sinistra verso la destra – o quello che la sinistra considera destra, come la Lega – è praticamente la stessa di quegli anni, evitiamo che la storia di ripeta. E convinciamo la sinistra ad accettare il responso della democrazia, insegniamole che non si può impedire a nessuno di parlare o di vincere le elezioni, solo perché ha un’opinione contraria

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UNA MASSIMA, TRA LE TANTE, CHE ISPIRO’ I GIOVANI MARTIRI DI DESTRA !

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( . . . ) la foto di ஜ Gli Indiani D’America: il Popolo 

ஜ Gli Indiani D’America: il Popolo ஜ .

#GliIndianiDamericailPopolo

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LA BIMBA : BOCCA DELLA VERITA’…..

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da messaggio “postato” su facebook la foto 
( . . . )

 

Commenti

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E ANCORA ANDARE OLTRE: dimostrava non solo di andare verso il popolo ma di stare col popolo…”Azimut” Napoli il presidente Arturo Stenio Vuono

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DAGLI AMICI DI CONTROCORRENTE – NAPOLI

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—-Messaggio originale—-

Da: “Controcorrente” <info@controcorrentedizioni.eu>

Data: 01/03/2017 14.18

A: “Controcorrente”<info@controcorrentedizioni.eu>

Ogg: Santa Messa di trigesimo e convegno per Pietro Golia – Sabato 4 marzo a Napoli

Nel trigesimo

della morte di PIETRO GOLIA

Sabato 4 marzo 2017

in NAPOLI

Ore 10:30

Chiesa di San Ferdinando

Piazza Trieste e Trento

Santa Messa di suffragio

Ore 11:30

Antisala dei Baroni

Maschio Angioino

Convegno

“CONTROCORRENTE

Andare avanti

per andare più avanti ancora”

In memoria di Pietro Golia

coordina

LUIGI BRANCHINI

intervengono

EMIDDIO NOVI

MARINA SIMEONE

GIANNI TURCO

EDOARDO VITALE

OGGI

LA MALAPIANTA DEL TRASFORMISMO E IL “SERRIAMO LE FILA” – ALTRE NEWS – Santa Messa di trigesimo e convegno per Pietro Golia – Sabato 4 marzo a Napoli

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UNA BUONA DOMENICA E UNA BUONA LETTURA !

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https://twitter.com/AssAzimut

 

Associazione Azimut, Naples, Italy.

 http://www.facebook.com/AssociazioneAzimu

 

https://azimutassociazione.wordpress.com

“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :

direzione responsabile: presidenza Associazione

team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.

Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono

(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)

“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI

[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )

TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332

FINE INTERVENTO

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