DA PRODI A GENTILONI SEMPRE IN CAMPO RENZI PASSANDO PER I NOVE ANNI DI NAPOLITANO ED IL NOSTRO EDITORIALE DI FINE ANNO 2006 PER IL 2007 ALTRO


DA PRODI A GENTILONI SEMPRE IN CAMPO RENZI PASSANDO PER I NOVE ANNI DI NAPOLITANO ED IL NOSTRO EDITORIALE DI FINE ANNO 2006 PER IL 2007 ALTRO

DA PRODI A GENTILONI SEMPRE IN CAMPO RENZI PASSANDO PER I NOVE ANNI DI NAPOLITANO ED IL NOSTRO EDITORIALE DI FINE ANNO 2006 PER IL 2007 ALTRO [ “AZ.” – 07/03/2017 ]
 
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MATTEO RENZI GIA’ PRESCELTO NEL 2006
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[ TRATTO DAL WEB ]
 
v.

sabato 17 settembre 2016

ALMENO NEL 2006 I ROTHSCHILD AVEVANO PIANIFICATO IL GOVERNO RENZI

Nel 2006 il Time ( . . . )
ci disse che la speranza per l’Italia era Matteo Renzi
che a quell’epoca era solo il presidente della provincia di Firenze
e che era sconosciuto alla stragrande maggioranza degli italiani.(1) (2)
Renzi poi, tra migliaia di politici, nel 2014 diventa Presidente del Consiglio (non eletto dagli italiani)
Cio’ sta a significare che il Time non era un mago ma sapeva benissimo che il supermassone Renzi
era stato scelto dai poteri bancari apolidi per diventare un
futuro presidente del Consiglio per l’Italia.
Nel 2009 sempre il Time incorona Renzi (figura a quei tempi ancora sconosciuta
alla stragrande maggioranza degli italiani) come l’Obama italiano (3)

Fonti :

(1) http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=15734

(2) http://www.europaquotidiano.it/2014/05/08/time-intervista-renzi-la-legislatura-durera-fino-al-2018/

(3) http://www.lastampa.it/2009/02/21/italia/politica/il-time-e-renzi-lobama-italiano-RDBzRqcsSVXmFdZhrnBdlI/pagina.html

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Arturo Stenio Vuono
NON CON IL SENNO DI POI : SCRIVEVAMO PER IL 2007…..                                        Risultati immagini per dal pci al pd
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[ TRATTO DAL WEB ]
 
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VERSO IL 2007 : L’ANNO CHE ( NON ) SI PRESENTA COL RAMOSCELLO D’ULIVO.
 [ Azimut associazione * ]
Arriva il Natale di Nostro Signore e, poi, doppiamo il capo 2006 della “malannata”. Attenti al “fronte del resistere…resistere…resistere”: impegnato nell’intrigo, “vendette trasversali”; e supporto di “eletti a vita – mai eletti”, “peones” – di prima nomina – aspiranti al “vitalizio”, eccetera, eccetera.
    Non provo a dire, “portando sfortuna” – se non altro perchè di riflesso, evocherei il bifronte fantasma dell’eterno pericolo di nostre “diaspore”, e poi perchè sarebbe un vero e proprio “luogo comune” ( e i non più giovani ricorderebbero “gli anni di grazia dell’ex Msi… “, con contraccolpi durissimi e ben calibrati… ) – che il 2007 sarà l’anno della Destra. Lo dico perchè “polista” convinto, da sempre, ancora schierato – solo a motivo delle “differenziazioni” tuttora esistenti, sul versante di appartenenza An.  Affermo, però che il 2007 non deve essere l’anno della Sinistra. E sono cosciente che quel “deve” può apparire come un velleitario imperativo contro il destino, nella fase in cui l’italica “nomenklatura” si va afflosciando dinanzi a possenti stimolazioni alla rassegnazione e va dritta verso una pre-capitolazione o almeno per la pre-assuefazione, tipici atteggiamenti sperimentati – nel Paese – a metà degli anni settanta , e giù di lì, con “utili idioti” ( anche ) ” a destra”  ( e, aggiungo, ora ritornati – con qualche discepolo – a “pontificare” pure in Alleanza Nazionale ). L’antidoto, il primo, urgente, si somministra con la federazione unica di centrodestra che, in verità, non può menar scandalo: ogni “polista” che si rispetti, per il passato, ha già votato la “lista di appartenenza” ma ha sostenuto, sempre, il candidato comune  –  uninominale – di coalizione.
Può apparire come “una sfida contro il destino” il significare che il 2007 non deve essere l’anno della Sinistra : perchè, francamente, più e meglio del termine d’anno ’94, molto congiura in quel senso. Discutiamone. Il governo ( se “tecnico”, passata la sbornia della “Finanziaria”, un’ipotesi di pura invenzione e finzione, e il cosiddetto”governissimo” è l’esagerazione fuorviante ), a prescindere dal “primus interpares”, sembra fatto apposta per favorire il gioco falso e “progressista”; a cominciare dalla figura istituzionale e sopratutto dell’indole “umorale” del primo ministro. Se questo sperimentato “capo” fosse, come è, il leader del cartello composito che l’ha scelto perchè fittiziamente “centrista” ( una vera e propria “foglia di fico” ), diverso fosse il suo linguaggio, diverso il modo di amministrare la Nazione e addirittura di concepire il governo della cosa pubblica non in termini di falso “moderatismo”; minori risulterebbero per i post – comunisti, per i neocomunisti e le “sinistre estreme – radicali”, e compagnia bella, i possibili sia che attuali o futuri vantaggi. Solo per dirne una, a proposito di “Finanziaria”, infatti, la ricetta consiste nel far lavorare o produrre, con lena e vigoria, ogni italiano ma per mantenerne un’altro ( cosa mai c’entra, in questo, lo “stato sociale” ! ) e con il serio rischio, poi, di non poter più mantenere il ritmo e i costi della propria famiglia, appesantito dall’arcinoto “torchio fiscale”.
   Ma dietro le spalle di questi, come il potenziale prescelto, spirano – lo pensa più di qualcuno – “tremila anni di scirocco”; e la presunta “realpolitik” di questa figura ( del “leader maximo” ), meglio quella “pigrizia” che tra il ’63 e il ’68 permise di non far nulla di sostanziale e – poi – dal’68 ai primi anni novanta di sciorinare progressivamente il “consociativismo diffuso”, adesso costituisce un poderoso coadiuvante per la manovra ( questa sì ) sempre e tipicamente “comunista”; perchè è tempo di all’erta per lo “Stivale” nella misura in cui è tempo di “delitto col silenziatore” per il “blocco” dei neo-giacobini rossi. Assegnate il disegno, perlomeno abbozzato, del neo-compromesso cosiddetto cattocomunista e  “neocentrista di copertura” ( che, addirittura, incardini  “ambienti di centro destra” ), a una figura diversa ( ma – andando a ritroso – potremmo dire “piccoli dalemdini crescono” )  e magari un presidente, più chiaramente gradito, a certa “sinistra”, di lui; e ne sortirà, comunque, una riacutizzazione del “mal italico”, forse un trauma della cronica situazione. Assegnate a lui l’operazione; e gli effetti dell’anestesia si faranno sentire rapidamente. Eccome! Ma il governo – così com’è ( e così come dovrebbe seguire )  – sembra costruirsi apposta per favorire la manovra della Sinistra anche perchè è il più idoneo ad azzerare, o almeno a congelare, la “modernizzazione”, il vero “movimentismo” ed il rinnovamento “presidenzialista”. Il modello, da tal punto di vista, è esattamente il contrario di quel che vuole la Destra.
Con lui – l’imbonitore vecchio o nuovo ( per il “richiamo europeo” e la “manovra” : il “rientro” e il presunto obiettivo del minor “costo del sistema” ) – i progressisti di tutte le risme possono contare sulla lenta e indolore “cristallizzazione della cosa pubblica”, ma anche – perchè no – sull’idea, non peregrina., di mutazione dell’originaria contrapposizione “polista” (  del “buon governo e delle libertà”), già radicalmente esercitata in nome del cambiamento e del rinnovamento. A prescindere, poi, dalla natura del governo e del suo Presidente, la “sinistra manovra” è favorita dalla crisi ( un paradosso ) : economico-sociale, e profonda da far perdere speranza in ogni formula e la certezza secondo cui  “con l’ex L’Ulivo-oggi Unione, per andare in avanti, si può stare solo e di più ancor peggio”. L’italiano medio, dinanzi tale crisi ( attenuata per gli effetti virtuosi dell’agire d’una precedente azione del centrodestra ), può convincersi di considerare – altri speculando sulla sua perfetta buona fede – che “peggio di così non si possa stare” e che, in fondo, se a mancare è lo “scossone”, si ottenga – almeno – il vantaggio della “stabilità nella recessione”. Meglio, perciò, restare stabilmente depressi – potrebbero cominciare a pensare – , o potrebbero cominciare a dire i cittadini – che rischiano di recessione in recessione, fino a “toccare il fondo del pozzo”. Appunto la rassegnazione : dai politici alla gente. Infatti sono già “picconati” : le istituzioni, la certezza del diritto, l’autorità, la famiglia, la scuola, la gioventù, eccetera; e i fattori, quelli morali in crisi, però maggiormente coadiuvano la manovra della Sinistra in Italia. Con l’aggiunta di “nuova violenza egemonica” ( cioè in forme nuove )  che, rispetto al passato, s’è fatta sofisticatissima “a sinistra” – diciamo così – in quantochè implicita e non necessitando l’imporsi; e avendo – la Sinistra –  il timone – “in nome della legge” – nell’eutanasia dello Stato.
  Il tutto è fatto, dunque? Nemmeno per sogno. L’almanacco degli italiani, nonostante tutto e i trucchi, coincide con quello diverso ( da “Lor Signori” )  della Destra – per il 2007 – che non dice questo; anzi, potendo e volendo, dice – per l’appunto – il contrario.Che dalla “protesta costruttiva”, sinora ben finalizzata e non strumentalizzata dall’intera “Casa della Libertà”, il popolo italiano può esser facilmente – per colpa degli Altri – orientarsi alla disperazione, cioè verso una prostrazione collettiva delle coscienze fatalmente predisposte a subire la tirannia; solo e in caso che a volere “tirare la corda” più di tanto, durante l’anno ch’è ormai prossimo a venire, si arzigogoli – “venendo i nodi al pettine” – attorno a come gestire l’eventuale impedimento al voto; ovvero che ci si attardi, poi, nell’esercizio di “bizantinismI” o a far “caccia delle farfalle sotto l’arco di Tito”. In sintesi e in conclusione: l’almanacco, semmai, ci dice che il 2007 non deve essere l’anno della Sinistra ovvero l’anno che alla Sinistra dovrà far mancare tutto ciò che, apparentemente, il 2006 e i primi mesi dell’anno che verrà le avrà donato in vantaggio; e, così, nelle intenzioni e nelle proiezioni – a Dio piacendo – l’almanacco del centrodestra, potendo e volendo, va riprendendo atteggiamenti di premobilitazione o almeno di pre – attivazione che non furono tipici, all’inverso, di fine ’94 e per il ’96. Auguriamoci maggiori fortune.
 
    Auguri ? Ottimismo ? – Certo. Però, noi azzardiamo dire: volontà. Ecco: allora un 2007 ( forse ) anno della più decisa ( non “moderata” ) volontà e radicalmente, alternativamente, e senza infingimenti, “antiprogressista”. E per dimenticare, alfine,  non pochi e diversi brutti mesi – speriamo – del 2006. Doppiamo, dunque, il capo 2006 della “malannata”. Centrodestra ( o esorcismo del centrodestra ) 2007?
 
 
 * ( a.s.v. ) a cura: Ufficio Stampa – Napoli, 24 dicembre 2006
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L’EDICOLA
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Martedi, 7 Marzo 2017
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Si riaffaccia l’ipotesi che a dar fuoco alla baraccopoli di Rignano Garganico siano stati degli immigrati che volevano boicottare lo sgombero attuato dalle forze del’ordine.

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L’EDIZIONE DEL GIORNO

 

 

Il “Secolo d’Italia” è il quotidiano on line della destra italiana: fondato a Roma nel 1952, nel 1963 divenne l’organo di partito del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale e nel 1995 di Alleanza Nazionale.

Nel 2009 è stato uno dei quotidiani del Popolo della Libertà. Attualmente è organo della Fondazione Alleanza Nazionale.

 

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Secolo d’Italia
Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186
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ALTRO [ IL NOSTRO SUD ]
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Pietro Diodato ( . . . )

Andrea Santoro ha presentato il documento per la “Istituzione della Giornata della Memoria” per ricordare gli eccidi piemontesi nei confronti delle popolazioni del Sud durante la cosiddetta “Unità d’Italia”.
Questa è la incomprensibile risposta,ingrandita, dell’assessore alla cultura(quella di regime?)della giunta De Magistris,che dimostra ancora una volta la doppiezza del personaggio…
In sostanza,il nostro,è solo…”Piagnisteo”…

L'immagine può contenere: sMS
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Andrea Santoro 07/03/2017  la foto ( . . . )
Nessun testo alternativo automatico disponibile.
( . . . )  Andrea Santoro ( . . . )

Noi ci battiamo per accendere le luci istituzionali sulle pagine buie della storia risorgimentale e ridare dignità alle popolazioni meridionali ed alle tante  vittime innocenti dell’invasione piemontese.

Poi arriva un assessore comunista di De Magistris, con delega alla cultura, che inizia a pontificare che “stabilire le verità storiche non rientra tra le competenze di un ente locale”. E quindi il nostro ordine del giorno, sottoscritto da numerose associazioni culturali cittadine e tra l’altro già approvato favorevolmente in altri consessi istituzionali, non è a giudizio suo ammissibile, “restando la materia in questione nel campo della libera attività di testimonianza di opinioni”.
Evidentemente l’assessore non ha capito che noi non vogliamo testimoniare opinioni ma piuttosto lottiamo concretamente una battaglia di verità e di giustizia.

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Angelo Manna (Acerra, 8 giugno 1935 – Napoli, 11 giugno 2001) è stato un giornalista, politico … Ha partecipato insieme ad altri giornalisti all’ideazione di Cronache dal mondo. … È famoso anche per aver fatto una famosa interpellanza parlamentare, il 4 marzo 1991, per denunciare i presunti crimini del Risorgimento.

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“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
 
FINE INTERVENTO

 

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