DAL REDUCISMO DEL LINGOTTO DI TORINO AGLI INCAPPUCCIATI DI GIGGINO A NAPOLI QUALCUNO LI AVVISI CHE IL VENTO E’ CAMBIATO E ALTRE NEWS


DAL  REDUCISMO DEL LINGOTTO DI TORINO AGLI INCAPPUCCIATI DI  GIGGINO A NAPOLI  QUALCUNO LI AVVISI CHE IL VENTO E’ CAMBIATO E ALTRE NEWS 

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Matteo Renzi al Lingotto © ANSA
ILFUNAMBULO ARRANCA  E BARCOLLA – QUALCUNO LO AVVISI CHE IL VENTO E’ CAMBIATO – SI RASSEGNI ! ! !
 
Risultati immagini per arturo stenio vuono E CI SPIEGHIAMO
Tutti i sondaggi – ma solo sulla metà degli italiani – intenzionati di portarsi alle urne – , confermano la tenuta del quadro tripolare e scarse possibilità per tutti i cespugli; per il momento non emergono novità, i tre blocchi – testati i sicuri elettori – sono, nell’ordine, la possibile alleanza di centrodestra, i pentastellati e i democrat; potenzialmente tutti a ridosso del 30% e con Fi+Lega+Fratelli d’Italia, se uniti, in lieve vantaggio. ciò significa che la differenza, quando l’andata alle urne sarà consentita – e la prospettiva del voto non è vicina – , verrà dall’eventuale variazione dei dichiaratamente astenuti – per ora – e dagli attuali indecisi. Poco hanno influito, rispettivamente, l’altalenare sulla condotta etica del M5S e le vicende interne, non solo per la scissione, del Pd. Si opterà per una nuova legge, omogenea per entrambe le camere, con un ritorno al proporzionalismo oppure per nuovo ricorso alle coalizioni ? Nessuno, in verità, può sicuramente dirlo. Ma, a nostro avviso, tutto ciò ha poca importanza. Alleanze prima o dopo, fa lo stesso.
 
Intanto, per rinfrescare la memoria, non abbiamo mai creduto che l’insediato e imposto esecutivo Gentiloni – ventriloquo di Renzi – si facesse carico, per l’esito della spallata popolare dicembrina, con tutto il rispetto delle formali esternazioni del capo dello Stato, di predisporre una corsia preferenziale per una normativa utile a portarci democraticamente alle urne; non siamo un paese normale, siamo una nazione uedipendente ed esterodipendente; l’intenzione vera durare e ben oltre il termine settembrino, utile al vitalizio: ovverosia attendere, per adeguarsi e riposizionarsi, le consultazioni elettorali che – tra il marzo e il settembre – toccheranno ad Olanda – Francia – Germania; solo a quel punto inizieranno, seriamente, definizioni per la nuova legge elettorale. Se al senato, nelle more, nulla accadrà – ai fini della tenuta dell’esecutivo – poichè non si può mai escludere l’imponderabile; dipende da eventuali convulsioni, e per possibili rientri in Forza Italia, e per diverse posizioni che potrebbero nascere dagli eletti che si sono scissi dal Pd.
 
La futura governabilità, ove da nessuno si ottenga il 40% del consenso, onde usufruire del premio di maggioranza, atteso che le larghe intese hanno scarsa possibilità di realizzarsi, sarà unicamente in mani del Pd e del M5S, condannati ad un abbraccio che, in ogni caso, sarà mortale per Grlllo e sodali; da ciò, realisticamente, ne discende la soluzione che veda, nuovamente, un neo centrodestra – e alleati – maggioritario; quota parte di astenuti che ritornino alle urne, indecisi che decidono, la presenza  di Silvio Berlusconi – da candidato a premier, o meno, – che resta sempre un valore aggiunto, premiano sicuramente l’alternativa alla sinistra. 
 
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SALVINI A NAPOLI
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SALVINI A NAPOLI 

Il prefetto di Napoli ha notificato alla Mostra d’Oltremare il provvedimento con il quale si ‘ordina’ ai vertici dell’ente di far svolgere la manifestazione di Matteo Salvini, leader della Lega, in programma oggi alle 17. Lo ha riferito il sindaco, Luigi de Magistris.

“Lo stato a Napoli non esiste, comandano violenti e centri sociali. Lo stato non è in grado di garantire democrazia, sicurezza e libertà d’espressione. Non è possibile che l’Italia sia ostaggio di delinquenti, di sindaci complici e ministri assenti”, aveva detto il segretario Matteo Salvini dopo il no della Mostra d’Oltremare alla manifestazione. “Visto che non siamo in dittatura e per rispetto nei confronti delle migliaia di persone che hanno già annunciato la loro pacifica presenza, domani alle 17 sarò Napoli come previsto” aggiunge Salvini.

Emiliano: ha offeso il Sud, viene a Napoli per provocare – “Salvini a Napoli? Se non arrivava era meglio. Perché viene a provocare la gente dopo aver ingiuriato una città intera”. Lo ha detto il candidato alla segreteria del Pd e governatore della Puglia Michele Emiliano, a margine di un’iniziativa a Napoli dove oggi pomeriggio è prevista una iniziativa del leader della Lega Matteo Salvini. “Siccome Napoli è la capitale di tutto il Sud – ha aggiunto Emiliano – Salvini ha ingiuriato tutti i meridionali italiani, quindi farebbe bene a starsene a casa”.

Minniti, sia garantito diritto manifestare – Il ministro dell’interno, Marco Minniti, ha dato precise disposizioni al prefetto di Napoli perché sia assicurato il diritto costituzionalmente garantito dell’onorevole Salvini a tenere la manifestazione programmata domani nel capoluogo campano.

LA GIORNATA

 
COME VOLEVASI DIMOSTRARE
….sono arrivati i black bloc: giovani incappucciati, vestiti di nero….. 
AVEVAMO GIA’ ANTICIPATO TUTTO…..
MANCO’ – NON SI SA PERCHE’ – SOLO  LUIGI DE MAGISTRIS
SINDACO ARANCIONE GATTOPARDO
 
ALIAS ( PER I LAZZARI ) Risultati immagini per luigi de magistris
GIGGINO ‘A MANETTA….
[ “AZIMUT” – NAPOLI ]
Salvini a Napoli © ANSA

[ TRATTO DAL WEB ] – ( . . . ) – Salvini oggi a Napoli. E intanto è in corso una manifestazione contro il leader della Lega in città dove è previsto un incontro politico al Palacongressi della Mostra d’Oltremare di Napoli. Agenti in assetto anti-sommossa presidiano l’ingresso e le altre vie laterali che portano alla Mostra d’ Oltremare a Napoli dove è in programma il comizio del leader della Lega. Il corteo è giunto a poche centinaia di metri dalla Mostra, esplosi quattro petardi. — Agenti in assetto anti-sommossa presidiano l’ingresso di Viale Kennedy e le altre vie laterali che portano alla Mostra d’ Oltremare a Napoli dove è in programma il comizio del leader della Lega Matteo Salvini. Il corteo è giunto a poche centinaia di metri dalla Mostra. Giunto a viale Kennedy dovrebbe fare retromarcia. Poco fa l’esplosione di quattro petardi. — Scontri tra forze dell’ordine e manifestanti anti Salvini nei pressi della Mostra d’Oltremare di Napoli, dove è in corso una convention con il leader della Lega, con lanci di molotov e sassi da parte di giovani incappucciati e con gli agenti, in assetto anti sommossa, che hanno risposto i lacrimogeni e con una carica. Poco prima, dal corteo, era partito un lancio di fumogeni e di petardi contro gli agenti che presidiavano l’ingresso dell’ente fieristico. — Dopo il transito nella Galleria delle Quattro Giornate che collega Mergellina con Fuorigrotta, il corteo si è ingrossato e ora può contare su almeno duemila partecipanti. Stima confermata anche dalle forze dell’ordine. In galleria e’ stato sparato un petardo oltre ad un fumogeno da stadio. Nel corteo sono presenti alcuni esponenti del mondo ultrà e anche i rappresentanti di un centro sociale di Bergamo. Tra i cori intonati anche ‘Un giorno all’ improvviso’, molto comune negli stadi, e ‘Bella Ciao’.[TRATTO DAL WEB]

Salvini a Napoli © ANSA [TRATTO DAL WEB]

Scontri tra forze dell’ordine e manifestanti anti Salvini nei pressi dellaMostra d’Oltremare di Napoli, dove è in corso una convention con il leader della Lega, con lanci di molotov e sassi da parte di giovani incappucciati e con gli agenti, in assetto anti sommossa, che hanno risposto i lacrimogeni e con una carica. Poco prima, dal corteo, era partito un lancio di fumogeni e di petardi contro gli agenti che presidiavano l’ingresso dell’ente fieristico.

Salvini a Napoli, scontri tra manifestanti e polizia IL VIDEO

Con rapido blitz, un gruppo di manifestanti incappucciati si è staccato dal corteo e accerchiato prendendo le forze dell’ordine alle spalle. Si sono vissuti momenti di vera e propria guerriglia con la Polizia accerchiata. Da un lato c’era il corteo che avanzava e dall’altro il gruppo di facinorosi che attaccava la Polizia alle spalle. Grazie all’uso degli idranti e con il sostegno di altri agenti, i facinorosi sono stati fatti indietreggiare.La polizia, nel quartiere Fuorigrotta di Napoli, è riuscita a disperdere i facinorosi, respingendoli anche attraverso l’uso degli idranti. La strada, e la zona circostante gli scontri è ridotta a un vero e proprio campo di battaglia. Durante la fuga i manifestanti hanno continuato a lanciare oggetti e sassi all’indirizzo delle forze dell’ordine.

Durante lo scontro tra manifestanti incappucciati e con il volto coperto e le forze dell’ordine, una molotov ha colpito un cellulare dei carabinieri e provocato un principio di incendio subito estinto. Terrore tra la gente che sta cercando rifugio nei palazzi circostanti. Piazzale Tecchio, via Diocleziano e via Giulio Cesare sono ridotte a un campo di battaglia, con i cassonetti dei rifiuti dati alle fiamme e riversi in strada. In azione anche gli idranti.

LA CRONACA [ TRATTO DALLA SOLITA << REPUBBLIKAS >> ] ;

Guerriglia urbana a Napoli. Un intero quartiere, Fuorigrotta, sotto assedio, con la polizia armata agli incroci stradali e manifestanti incappucciati che tentano ripetuti assalti. Salvini parla all’interno del Palacongessi e nella città la tensione è altissima. — Tutto parte intorno alle 17 con due bombe carta lanciate vicino al commissariato di polizia di Fuorigrotta.  Due esplosioni e la situazione precipita velocemente. Gli agenti in assetto anti-sommossa presidiano l’ingresso di Viale Kennedy e le altre vie laterali che portano alla Mostra d’ Oltremare a Napoli dove è  in corso il comizio del leader della Lega Nord. — I manifestanti arrivano e partono i lanci di pietre e petardi contro in cordone di forze dell’ordine. Il corteo viene spinto verso piazzale Tecchio e davanti la stazione dei Campi Flegrei. La polizia risponde con un fitto lancio di lacrimogeni. Partono anche gli idranti contro i contestatori, che continuano a bersagliare i poliziotti con petardi e bombe carta. — I manifestanti indossano le maschere di pulcinella, rovesciano cassonetti, lanciano molotov. Alcuni sono armati di bastoni, potrebbero essere componenti del tifo ultrà. La polizia cerca di contenerli su più fronti. Intanto l’incitamento a sfondare il cordone arriva anche via megafono ed è un continuo susseguirsi di sassaiole, corse contro le forze dell’ordine e risposte con un idrante nel tentativo di disperdere la folla. — Gli scontri si moltiplicano. Violente frizioni anche in via Giulio Cesare. Un gruppo di ragazzi assalta una camionetta dei carabinieri, che è rimasta bloccata davanti a dei cassonetti della spazzatura rovesciati, lanciando contro petardi e fumogeni. — Un’ora di assalti e cariche. Poi la tregua. Alle 18 sembra tornare la calma. E mentre le strade rimangono ricoperte di cocci di bottiglie infrante, cassonetti dei rifiuti divelt,  immondizia data alle fiamme e pozzanghere d’acqua (laddove sono intervenuti gli idranti) all’interno della mostra d’Oltremare il leader della lega Nord attacca il sindaco di Napoli. — Salvini: “Porto de Magistris in tribunale” — Poco dopo le 16, Matteo Salvini, leader della Lega Nord, entra nel Palacongessi alla Mostra d’Oltremare per tenere il suo comizio. In sottofondo la canzone degli Stadio “Ho bisogno di voi”.  É scandaloso, afferma il leader della Lega, “che un ex magistrato sfortunatamente sindaco, spero ancora per poco, si permetta di decidere chi può e chi non può venire a Napoli”. Il fatto che il sindaco di Napoli oggi non abbia partecipato al corteo dei centri sociali a Salvini non importa: “Conta quello che ha detto in questi giorni”,  sottolinea Salvini. “Quello che ha dichiarato in questi giorni – annuncia – verrà portato in qualche tribunale dove, magari, qualche magistrato più equilibrato di lui deciderà se può insultare o no”. E a proposito della polemica tra de Magistris e il ministro dell’Interno Minniti:  “A Minniti dico grazie, ma in democrazia non deve essere un ministro dell’interno a garantire la libertà di pensiero”. —  E sul razzismo antimeridionale di cui viene accusato: “Vent’anni fa – spiega Salvini – quando ho preso la tessera della Lega, l’Italia era diversa, ora l’Italia deve vincere tutta insieme e Napoli e il Sud sono troppo importanti per lasciarli in mano ai de Magistris o i Crocetta di turno. Napoli era una capitale mondiale prima che il centralismo romano negasse tutto e derubasse tutti e quindi penso che valorizzare questa Italia che è lunga e diversa sia importante. Vent’anni fa quando ho fatto la tessera della Lega avevamo in tasca la lira, non c’era l’Isis, l’immigrazione fuori controllo non c’era la legge Fornero, era un’Italia diversa. Io voglio parlare con i napoletani che sono fuori da questa sala e che non credono più a Renzi, de Magistris, Emiliano, a tutti questi chiacchieroni. A loro voglio parlare e sono felicissimo di essere qua”. — Il corteo.  Oltre duemila persone alle 14 hanno dato il via al corteo organizzato da centri sociali, comitati e associazioni contro il comizio di Matteo Salvini alla Mostra d’Oltremare. Ad aprire il corteo in mattinata una grande ruspa sulla quale i manifestanti hanno sistemato il simbolico foglio di via al leader della Lega. In piazza anche assessori comunali come Alessandra Clemente, Ciro Borriello, consiglieri comunali e Sandro Fucito, presidente del consiglio comunale. Presente anche il presidente della terza municipalità Ivo Poggiani. Mentre il corteo attraversa il tunnel Laziale, poco dopo le 16, Matteo Salvini arriva alla Mostra d’Oltremare. —  Bandiere e striscioni; da quella del Pci, insieme a quella palestinese, una nera con il teschio dei pirati, al movimento neo-borbonico, a quella dello Slai Cobas. C’è chi protesta provenendo da Caserta, chi da Catania, chi dagli altri capoluoghi di provincia della Campania e sono già centinaia i manifestanti radunati, alcuni dei quali vestiti di nero e con felpe col cappuccio. [ TRATTO DALLA SOLITA << REPUBBLIKAS >> ]
De Magistris: “Riconsegniamo le chiavi della Mostra” — La decisione del prefetto di autorizzare la manifestazione con Salvini alla Mostra d’Oltremare non ha trovato d’accordo il sindaco de Magistris: “È un atto senza precedenti e lo abbiamo detto ai vertici del Viminale”. Il sindaco annunciato che l’amministrazione comunale, azionista di maggioranza dell’ente, e i vertici dell’ente stanno stilando un verbale “nel quale si stabilisce la consegna delle chiavi della Mostra d’Oltremare alla Questura, delegata dal Governo e dalla Prefettura, allo svolgimento della manifestazione. Noi non disponiamo più della Mostra”. —  Si tratta, secondo de Magistris, di un provvedimento che ricorda “quelli utilizzati all’epoca della emergenza dei rifiuti per le discariche. Non voglio ritenere che la Mostra d’Oltremare sia una discarica, perché non lo è e non posso ritenere che Salvini sia considerato un rifiuto proveniente dal Nord. Quindi respingiamo questo tipo di provvedimento dal punto di vista politico e istituzionale, perché c’era la possibilità di contemperare tutte le esigenze. Evidentemente si è ritenuto di far prevalere il capriccio di Salvini di fare la manifestazione alla mostra e per potervi e la consentire addirittura è dovuto scendere in campo il ministro dell’Interno”. —  De Luca Sul caso interviene Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania. Salvini può venire a Napoli, sostiene il governatore, perché “ha ancora la cittadinanza italiana. Quindi è benvenuto, nello spirito dell’ospitalità napoletana”. — Emiliano La pensa diversamente il suo compagno di partito e collega, il governatore della Puglia Michele Emiliano: “Condivido l’insurrezione pacifica di Napoli nei confronti di Salvini. Lui non può venire a Napoli per provocare tutti noi, deve fare un lungo percorso di rieducazione alle bellezze e alla cultura del Sud e poi dopo forse lo inviteremo a fare una pizza”. —  Scotto “Napoli è una città di dialogo e di confronto. E Salvini non è un uomo di dialogo e di confronto”. Lo scrive Arturo Scotto di Articolo 1 – Movimento democratico e progressista su Facebook.  “Anima sentimenti di odio e contribuisce a incendiare la società italiana con slogan razzisti. Non vale la pena andarlo ad ascoltare. Ma sarebbe sbagliato impedirgli di prendere la parola. La città ha anticorpi solidi che affondano le radici nelle Quattro giornate. Non serve a nessuno farne un martire e consegnargli nelle mani l’ennesima arma di propaganda”. [ TRATTO DALLA SOLITA << REPUBBLIKAS >> ]

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IL NOSTRO BENVENUTO
ALLA VIGILIA – AVEVAMO SCRITTO

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Associazione Azimut
Pubblicato da Arturo Stenio Vuono · 10/03/2017·

NORD SUD UNITI LIBERTA’ !

GIUSEPPE VERDI – Nabucco – Va, Pensiero – YouTube

Video relativi a va pensiero video youtube▶ 4:16

https://www.youtube.com/watch?v=e1JkhNOcXGo

Continua a leggere

GIUSEPPE VERDI – Nabucco – Va, Pensiero Nabucco è la terza opera (il titolo originale completo è Nabucodonosor) di Giuseppe Verdi e quella che ne decretò il …
 
[ per leggere tutto – vedi : oltre ]
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GIANCARLO LEHNER – DA ROMA
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——– Original Message ——–

Subject: Lehner: XANAX AKBAR!
Date: Fri, 10 Mar 2017 06:38:38 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To:  ( . . . )

L’arte di prendere per il culo, rimescolando il nesso tra significanti e significati, fu la magìa dei comunisti.

Mercenari e sicari dell’imperialismo rosso si spacciavano per “partigiani della pace”, mentre l’inferno sovietico veniva rivenduto come “società a misura d’uomo”. Nulla di vero usciva da quelle bocche, capaci di arrivare alle più alte vette del bricolage semantico, per trasformare in Eden ogni loro efferato crimine contro l’umanità. L’antisemitismo e l’omicidio di ebrei in quanto ebrei – vedi il caso Slansky – fu, ad esempio, rinominato “antisionismo”.

Oggi, implosa nella vergogna e nell’infamia l’URSS, ci tocca essere presi per il culo dall’EU-RSS, dove ogni assassino islamista viene fatto passare per malato mentale. 

Insomma, per combattere i terroristi che ci ammazzano non dovremmo utilizzare la forza, bensì gli psicofarmaci. 

Per Merkel e gli altri membri del Comitato centrale di Bruxelles, che ci considerano eurorincretiniti,  il nostro grido di battaglia dovrà essere: “XANAX AKBAR!”.

Giancarlo Lehner

 
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TUTTE LE CAMPANE
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UNO DEI MESSAGGI “POSTATI” SU FACEBOOK

MA CHE DEMOCRAZIA E’?
Si può legittimamente dsisentire dalle posizzioni della Lega, ma il diritto costituzionale alla libertà di pensiero e di manifestazione non può essere soffocato da una qualunque formazione politica, peraltro alquanto minoritaria.

Ore convulse e colpi di scena per la presenza di Matteo Salvini alla Mostra d’Oltremare di Napoli sabato alle 17. Sembrava saltato tutto, poi il dietrofront
AFFARITALIANI.I

Vedi altre reazioni

 
UNO DEGLI ARTICOLI SULLA STAMPA QUOTIDIANA
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DAL << ROMA ( “il GIORNALE di NAPOLI” ) >>
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È vero, ci odiano ma affonderemo tutti

Opinionista: 

Vincenzo Nardiello

Una commedia rozza e volgare. Quella andata in onda ieri a Napoli, con Salvini a dire scempiaggini da una parte e i centri sociali a contestarlo con il loro consueto carico di imbecillità e prepotenza dall’altro, è l’ennesima prova di una città ostaggio di incompetenti e demagoghi. In pochi giorni, dal «Piagnisteo napoletano » di “Libero” alla sfuriata del presidente azzurro De Laurentiis contro il Nord «che odia Napoli» e i giornali del Settentrione, è tornato a galla tutto il ben fornito armamentario dei luoghi comuni di cui si nutre il mai sopito scontro Nord-Sud. Una Santabarbara sempre alla ricerca di una miccia calda. Che i meridionali in generale, e i napoletani in particolare, siano vittime di un pregiudizio vergognoso è cosa assodata. Che questo pregiudizio si manifesti praticamente ovunque, da tutti gli stadi italiani sopra la linea del Volturno a certa editoria antimeridionale, dalla politica alle assicurazioni e chi più ne ha più ne metta, è altrettanto innegabile. Ecco perché il fatto che De Laurentiis sia andato in tv a formulare la concreta ipotesi che non di solo calcio si tratti, ma che il più bel gioco del mondo sia soltanto l’occasionale manifestazione di un odio antico – calorosamente ricambiato, sia chiaro – è forse criticabile per il luogo e il momento scelti per sferrare l’attacco, non certo per la sostanza. Siccome in questo cortocircuito tutto si tiene, Salvini è sbarcato ieri a Napoli con l’effetto di gettare ulteriore benzina sul fuoco delle polemiche. Il leader leghista è ridicolo quando, nel tentativo disperato di raccattare qualche voto, afferma di non aver mai detto nulla contro i partenopei. Basta guardarsi il video in cui canta che i napoletani puzzano, o scorrere una qualsiasi delle decine e decine di dichiarazioni fatte contro i meridionali. È l’indignazione incisa anche in una canzone di Pino Daniele. È la stessa “cultura” alla base di quei coretti così garbati ed affettuosi – tipo “Vesuvio lavali col fuoco” – che sistematicamente risuonano contro i tifosi azzurri negli stadi di calcio senza che nessuno faccia nulla per fermare quest’indecenza. È ciò che accade quando un tessuto sociale è devastato, quando una Nazione perde il senso di se stessa e dello stare insieme, quando i suoi gruppi dirigenti si trasformano in un establishment delegittimato e antipopolare: tutto si tiene e si fonde in una miscela esplosiva. Calcio e politica, pregiudizio e demagogia si danno la mano. Speravamo che lo stereotipo del meridionale «assenteista» e «disonesto» fosse stato cancellato per sempre dal campionario delle generalizzazioni nazionali. Ma a far cambiare idea ai soloni del pensiero nordista non sono bastati e non bastano gli scandali del Mose e dell’Expo, la ’ndrangheta in Lombardia o i Casalesi in Emilia, e nemmeno i “furbetti del cartellino” di Sanremo. Si continua ad alimentare la rappresentazione ridicola di uno scontro che nuoce a tutti e dimostra come ci si ostini a non capire che dividere l’Italia vuol dire solo condannarla al servilismo e all’irrilevanza. Un settentrionale serio come Tremonti, parlando dell’atteggiamento dell’Europa nei confronti dell’Italia, ha utilizzato un paragone che da solo dovrebbe bastare a zittire le pulsioni antimeridionali: «Ci vogliono far fare la fine che i piemontesi hanno fatto fare al Regno delle Due Sicilie». Tradotto: invasione e spoliazione. Di fronte ad un tale rischio mortale, logica vorrebbe che ci fosse un moto di unità nazionale, nella consapevolezza che l’Italia può salvarsi solo tutta insieme. Invece in questi anni abbiamo assistito alla cancellazione del Sud dall’agenda politica dei governi. Salvo venire a cercare consensi buoni per qualche elezione politica o amministrativa. Da questo punto di vista Renzi e Salvini non sono molto distanti. È indecente che certi politici italiani si preoccupino del Sud del mondo e lascino marcire il Sud dell’Italia. Inutile illudersi. Si cheterà Salvini, si spegneranno i riflettori, proseguiremo a portarci appresso la maledizione della questione meridionale, lobby di affaristi e clientes vari continueranno a vivere di sussidi e buone relazioni col potente di turno, le camorre seguiteranno a tenerci in ostaggio. E le commedie zozze e volgari ricominceranno.

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DAL “SECOLO d’ITALIA”
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Il 2018 sarà l’anno della reazione del popolo italiano. Ecco perché…

Il 2018 sarà l’anno della reazione del popolo italiano. Ecco perché…

giovedì 9 marzo 2017 

Ricordo il titolo di un capitolo del mio libro di storia di Liceo di Armando Saitta, riferito ad una certa fase della Rivoluzione francese del 1789: “Furoreggia la reazione”. Titolo criptico che aveva suscitato in me, giovane studente di liceo appassionato di storia e di letteratura, grande curiosità ed inquietudine. Mi torna in mente oggi, a distanza di decenni, perché fotograferà la realtà dell’anno prossimo venturo, il 2018. Per la verità, come ormai concordano tutti i commentatori politici, la “reazione” è già cominciata nell’ultimo scorcio del 2016 con laBrexit, l’elezione di Trump e la sonora sconfitta di Renzi al referendum costituzionale in Italia. Ma questo è stato solo l’antipasto che si consoliderà con tutti i risultati delle elezioni nel vecchio continente di quest’anno: il 15 marzo in Olanda, il 23 aprile in Francia e il 24 settembre in Germania. Qualunque siano i risultati fin da ora sono previsti discontinuità e ribaltoni rispetto al trend tradizionale di voto. Ma il botto grosso è prevedibile proprio in Italia, alle elezioni politiche della primavera 2018 che secondo le previsioni di vari uffici legislativi dei “Palazzi romani” non si terranno a scadenza ordinaria, prevista il 24 febbraio 2018, cioè 5 anni dopo le elezioni del 2013, bensì entro 90 giorni da quella data, utilizzando strumentalmente la legge, il che significa che probabilmente si voterà a metà maggio 2018. Furoreggia la reazione, perché? Nel 1795, perché dopo gli anni degli eccessi rivoluzionari della sinistra di allora, i giacobini, la destra rialzò la testa e mise fine al regime uscito dalla Rivoluzione, con la Reazione.

Siamo sull’orlo del big bang, e nel 2018 esploderà

Perché 2018? Perché la gente oggi non ne può più dei garantismi che proteggono migliaia di criminali in servizio permanente effettivo, che una volta arrestati dalle forze dell’ordine vengono immediatamente rilasciati a piede libero in attesa di processi che non avranno mai efficacia. Perchè i normali cittadini non ne possono più di essere ogni giorno vessati dalla tasse che servono a finanziare con 4 miliardi di euro il flusso di 200 mila clandestini l’anno, di cui appena il 10% veri rifugiati di guerra. Perché la gente non sopporta più pensioni minime di 400 euro al mese a persona, a coloro che hanno versato contributi previdenziali tutta la vita e che invece ogni clandestino venga mantenuto dallo Stato italiano a 1100 euro al mese, finanziando cooperative di amici degli amici, senza alcun controllo di gestione, determinando ignobili speculazioni. Perchè l’impresa, da quella grande a quella piccola, da quella industriale o agricola o commerciale, non ne può più di essere spremuta con tasse che servono a finanziare il mostruoso apparato burocratico dello Stato che non garantisce alcun diritto alle imprese, a cominciare dalla giustizia civile e amministrativa e alla concorrenza sleale della contraffazione. Perchè le opere pubbliche, che potrebbero essere un volano per rilanciare gli investimenti, non decollano o procedono al lumicino, in quanto i fondi vengono bloccati per garantire la liquidità di cassa allo Stato. Perché i cittadini sono indignati per i tagli ai servizi sanitari pubblici, che si fanno carico di migliaia di extra-comunitari, che addirittura si portano i parenti dall’estero per curarsi, e quindi coloro che ne avrebbero realmente diritto, devono ricorrere alla sanità privata poichè non sono più garantite le ordinarie prestazioni mediche e i costi delle cure più avanzate. Perché la sicurezza delle persone non è garantita neppure dentro casa e quando qualcuno si difende da solo viene incriminato per eccesso di legittima difesa. Perché la Magistratura non è più uno strumento di Giustizia, ma di lotta politica per affossare Governi o perseguitare dei leader politici o imprenditoriali. Perché i diritti civili non sono più la tutela delle persone, ma l’arroganza di nuove dottrine, dal gender all’utero in affitto, che vanno contro il diritto naturale e tutelano egoismi di piccole lobby, che si arrogano l’arbitrio di praticare ogni tipo di perversione. Perché le élite culturali, dall’Università al Teatro, alla musica al cinema, all’editoria, che dovrebbero essere l’avanguardia del pensiero della Società, sono gruppi autoreferenziali che stabiliscono abusivamente ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, senza più alcun legame con il sentire popolare, creando una frattura incolmabile tra la volontà delle persone comuni e il loro pensiero unico e incriticabile. Perché non sono più accettabili leggi che non incontrano più il sentire dei popoli ma garantiscono solo banche, fondi di investimento e lobby finanziarie e speculative. Perchè si vogliono estirpare i costumi, le tradizioni e addirittura i cibi che vengono prodotti da secoli in omaggio a nuove norme inventate dalle burocrazie europee per il vantaggio di multinazionali ed interessi illeciti . La misura è colma e la pentola bolle, poichè nessuno spegne il fuoco, anzi molti aggiungono nuovo carburante esplosivo: tra poco salta il coperchio e il botto sarà terribile. Solo che per rimediare, poi, non saranno suffcienti i normali cambiamenti, ma occoreranno misure forti che susciteranno ulteriori reazioni e determineranno implosione civile, tensione internazionale e guerre . Siamo sul ciglio del big-bang, che in Italia può riportare al Governo il centrodestra ripulito di coloro che in realtà non ne hanno mai fatto veramente parte, ma che si erano comodamente associati per opportunismo. Oppure vincerà il qualunquismo del Movimento 5 Stelle che, senza progetto e senza classe dirigente, può però riuscire a rappresentare comunque l’indignazione collettiva. Il PD, proprio perchè è sempre stato il referente di tutte le amministrazioni, le burocrazie, le lobby e tutti gli interessi diffusi, ora ne paga le conseguenze, essendo universalmente riconosciuto come il massimo rappresentante di tutti i poteri, da quelli istituzionali a quelli giudiziari, da quelli bancari a quelli assicurativi, da quelli dell’informazione a quelli economici. La reazione per una volta stabilirà che “gli ultimi saranno i primi”. Come dicevo qualche tempo fa, secondo me “andremo a comandare”, a meno che siamo degli incapaci totali e ciò può succedere solo per nostro totale demerito.

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ALTRE NEWS
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IL NOSTRI SUD
 
Italo Zicaro ha condiviso un link.
Forse non c’è più una pubblica opinione al Sud, forse c’è solo un’onda di generica voga sentimentale tutta di tarante e di eventi perché, certo, è il posto…
 
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ALLA VIGILIA – AVEVAMO SCRITTO
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NORD SUD UNITI LIBERTA’ !

GIUSEPPE VERDI – Nabucco – Va, Pensiero – YouTube

17 mar 2011 – Caricato da Peter Mark

GIUSEPPE VERDI – Nabucco – Va, Pensiero Nabucco è la terza opera (il titolo originale completo è .

( . . . )  la copertina.
11  marzo ·
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MATTEO SALVINI A NAPOLI E IL NOSTRO BENVENUTO 
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 10/03/2017 ]
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Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut.

Risultati immagini per arturo stenio vuono Il nostro benvenuto a Matteo Salvini significa, innanzitutto, discostarsi dalla solita doppiezza che mostrano istituzioni cittadine e, salvo qualche eccezione, i media che ne hanno scritto alla vigilia; un panorama disdicevole, illiberale e intollerante; uno scenario, preannuncio di tempesta indotta, che bene ha fatto a stigmatizzare Gianluca Cantalamessa; che di questa visita è il più convinto promotore. E, sopratutto,  c’è da sperare che la città non si ritrovi compiacente con i soliti “sfascisti”  in “servizio permanente effettivo”, accompagnato dall’arcinoto copione da “lacrime di coccodrillo” se vi sarà una controvisita da incappucciati con tute nere. Da uomini liberi, mai condizionati da pregiudizi, possiamo – vogliamo – dobbiamo prendere atto di questa svolta del leader leghista che s’è lasciato alle spalle tutti i vascelli delle antiche e antistoriche contrapposizioni tra il nord e il sud, o meglio le contumelie per i meridionali, etc.; e si manifesta, con impegno solenne, il suo intendimento,  reiterato in più occasioni, di tutela della dignità e della libertà – per tutti gli italiani dalle Alpi alla Sicilia – che non possono più subire la tirannia dei satrapi dell’Ue. I tempi cambiano e il cambiamento deve interessare tutti. D’altronde un ” settentrionale serio come Tremonti, parlando dell’atteggiamento dell’Europa nei confronti dell’Italia, ha utilizzato un paragone che da solo dovrebbe bastare a zittire le pulsioni antimeridionali: « Ci vogliono far fare la fine che i piemontesi hanno fatto fare al Regno delle Due Sicilie ». Tradotto: invasione e spoliazione. “
Che non sia più tempo  di contrapposizionl  infertili ma di virtuosa competizione è un fatto; e, senza volere entrare nel merito di quanto propone per ambire a una funzione di premier – in alternativa ai democrat e pentastellati – , è opportuno sottolineare che quì è già nato un progetto di << Napoli Capitale >> dell’amico Enzo Rivellini; una visione da futuribile, realistico e concreto, in alternativa al cosiddetto << centralismo >> che non funziona; le macroregioni,  in un quadro di moderna e autosufficiente autonomia, una visione federalista che consenta al nord – al centro e al sud di autogovernarsi; in tal senso è da intendersi, per quanto riguarda i meridionali, Sudexit che infatti non significa uscita per rottura ma per ricomposizione di un nuovo quadro statuale – unitario – che consenta le necessarie indipendenze. Come si vede. in verità, nuove sinergie in assoluta sintonia.
Ciò detto quel che Salvini sottolinea e propone : ” Stop invasione, basta euro, prima gli italiani”, necessita di un confronto serio .- e ragionevole – in ambito di una rinnovazione di tutta l’area vasta che, un tempo, si ritrovò affasciata nell’ex centrodestra; non è impossibile, a nostro avviso, un comune programma, e un comune candidato premier, tra le attuali forze in campo: Fi, Lega Nord, Fratelli d’Italia, “Noi con Salvini” e per nuove alleanze, in primis, con il movimentismo meridionalista; sia che, per l’andata alle urne, ci si trovi a competere per un neo proporzionalismo che per coalizioni.
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IL SERVIZIO CONTINUA
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L’EDICOLA
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Sabato 11 Marzo 2017
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È l’Italia di strade e di autostrade. L’Italia dei cavalcavia che collassano. E dei viadotti che smottano. E dei ponti che si sbriciolano. È l’Italia che crolla. Pessima metafora del pessimismo peggiore.

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L’EDIZIONE DEL GIORNO

Il “Secolo d’Italia” è il quotidiano on line della destra italiana: fondato a Roma nel 1952, nel 1963 divenne l’organo di partito del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale e nel 1995 di Alleanza Nazionale.

Nel 2009 è stato uno dei quotidiani del Popolo della Libertà. Attualmente è organo della Fondazione Alleanza Nazionale.

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Secolo d’Italia
Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186 Roma
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Venerdi, 10 Marzo 2017
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“È paradossale che 6 multinazionali alimentari che non rappresentano l’industria europea, né tantomeno quella italiana, tentino di imporre in Europa un sistema talmente grossolano da penalizzare produzioni leader nella qualità a livello mondiale, come quelle italiane”.

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Il “Secolo d’Italia” è il quotidiano on line della destra italiana: fondato a Roma nel 1952, nel 1963 divenne l’organo di partito del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale e nel 1995 di Alleanza Nazionale.

Nel 2009 è stato uno dei quotidiani del Popolo della Libertà. Attualmente è organo della Fondazione Alleanza Nazionale.

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Redazione: Via della Scr
UNA BUONA LETTURA E A PRESTO !
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OGGI ( ANTEPRIMA DI WEB – SERVIZIO TRA BREVE IN RETE )
DAL  REDUCISMO DEL LINGOTTO DI TORINO AGLI INCAPPUCCIATI DI GIGGINO A NAPOLI  QUALCUNO LI AVVISI CHE IL VENTO E’ CAMBIATO E ALTRE NEWS 
[ “AZ.” – 11/03/2017 ] – anteprima di web servizio tra breve in rete 
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“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
 
FINE INTERVENTO
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