IL VENTO CAMBIA E GLI APPARATI BARCOLLANO QUALCUNO LI AVVISI CHE VANNO VERSO IL CAPOLINEA – L’EDICOLA E ALTRE NEWS


IL VENTO CAMBIA E GLI APPARATI BARCOLLANO QUALCUNO LI AVVISI CHE VANNO VERSO IL CAPOLINEA – L’EDICOLA E ALTRE NEWS 

IL VENTO CAMBIA E GLI APPARATI BARCOLLANO QUALCUNO LI AVVISI CHE VANNO VERSO IL CAPOLINEA – L’EDICOLA E ALTRE NEWS

[ “AZ.” – 20/03/2017 ]

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Associazione Azimut | Raccolta di e-mail dell … – WordPress.com

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Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut.

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IN COPERTINA

 ( . . . )  la foto di Magdi Cristiano Allam.

Magdi Cristiano Allam

OSCAR GALLIANO – Non se ne può più di sentire che presto arriveranno le casette per i terremotati, un presto che dura da oltre otto mesi, otto mesi in cui i poveri terremotati, abbandonati al loro destino, cercano di sopravvivere con estrema dignità. Certo se si tratta di regalare miliardi di euro a FONDO PERDUTO a MPS, allora i soldi si trovano in poche ore; se si tratta di spendere miliardi per i clandestini idem; ma per gli italiani così duramente colpiti dalla natura, nulla o molto poco. Per fortuna che vicino all’Aquila vi erano le case realizzate a suo tempo da Berlusconi in tempo record e non baracche di legno come quelle che si stanno vedendo ora ma case complete di elettrodomestici riscaldamento e altri confort. Casette cosi vituperate dalla sinistra per anni, ma che ora son diventate l’unico vero rifugio stabile e sicuro per i terremotati delle nuove aree…Ma si sa per i nuovi governanti contano di più altre cose: centri sociali, clandestini, banche varie ecc.. E gli italiani? Quelli non contano tanto per un po’ manco andranno a votare e quando sarà ora si vedrà. Magari un bel bonus di 80 euro, farà rivincere gli stessi che si stanno prendendo gioco di tutti noi.

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LA FOTO  / 1 E 2 / E LA NOTIZIA

[ QUI VULT CAPERE CAPEAT ]

SENZA PAROLE….

 

[ Ultima dal web ] – ( . . . ) – Ordinanza di custodia cautelare in carcere per Giancarlo Tulliani, cognato di Gianfranco Fini, nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma su una presunta attività di riciclaggio riconducibile a Francesco Corallo, il “Re delle slot” detenuto dallo scorso dicembre. Il provvedimento del gip Simonetta D’Alessandro non è stato eseguito: Tulliani è residente a Dubai e per la magistratura italiana risulta irreperibile. [ Ultima dal web ] – ( . . . ) – 20/03/2017 –

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DA POST SU DACEBOOK

Guglielmo Donnini

Nomine partecipate, slittano i tempi. Resta forte il marchio renziano: Matteo Del Fante a Poste (e non solo)

6 ore fa

Alessandro De Angelis Politics Reporter, L’Huffington Post

ANSA…

Come se Matteo Renzi fosse ancora a palazzo Chigi: un giro di nomine “fiorentino”, nella regia e anche nei principali attori, è quello che si definisce in serata per Poste, Eni, Enel, Finmeccanica, Terna e le principali aziende di stato. E che sarà ufficializzato a ore, di certo entro la riapertura delle borse di lunedì mattina. Proprio come tre anni fa quando i posti strategici da assegnare, cemento di ogni governo, furono a giudizio di molti il principale movente della defenestrazione del governo Letta.

La priorità non cambia, sia pur nel mutato contesto con Renzi nei panni di ex premier e di ex segretario. E sancisce il nuovo di boa del renzismo: il ritorno in campo e una lunga marcia che va ben oltre le prossime elezioni politiche, perché gli uomini chiave nei posti chiave, avendo mandato di tre anni, le supereranno.

Il caso più eclatante è Poste Italiane, dove arriva l’ennesimo fiorentino, antica conoscenza di Renzi: Matteo Del Fante, formazione Jp Morgan, già direttore generale di Cassa Depositi e Prestiti e da tre anni a.d. di Terna, la società che gestisce la rete elettrica. Prenderà il posto di Francesco Caio, nonostante i risultati del manager che in questi tre anni ha triplicato gli utili. E nonostante la difesa del ministro Padoan. La sua “colpa” principale è stata quella di aver rotto con la Cisl – non con gli altri sindacati, che si sono schierati con lui – che nell’azienda è la sigla più forte. E che, sussurrano i maligni, è forte anche in vista delle primarie del Pd.

Il passaggio di Del Fante alle Poste libera la casella Terna. Una fonte di governo a tarda sera dice: “Il quadro delle nomine è pressoché chiuso, il problema è Terna dove c’è un braccio di ferro tra Renzi e il Tesoro”. Il nome dell’ex premier (e di Maria Elena Boschi) è Alberto Irace, oggi a capo di Acea. Altro “fiorentino”, come appartenenza politica, anche se cagliaritano nei natali: ha guidato dal 2009 al 2014 la Publiacqua, società toscana che ha avuto nel cda Maria Elena Boschi, Erasmo D’Angelis e che oggi è presieduta da Filippo Vannoni, uno degli accusatori di Lotti nell’affaire Consip. In alternativa Luigi Ferraris, capo dello Finanze di Poste, molto stimato da Padoan o Francesco Sperandini, altro tecnico a capo del Gse (gestore del servizio elettrico), anch’egli stimato dalla Boschi.

Prima della partenza di Padoan per il G20 di Baden Baden, è stato invece già comunicato ai diretti interessati l’avvicendamento a Finmeccanica, dove l’ex banchiere Alessandro Profumo, prenderà il posto di Mauro Moretti, dimissionato non per i suoi risultati, considerati positivi dal mercato e dal governo, ma per la condanna a sette anni in primo grado nel processo sulla strage di Viareggio. Un profilo, quello di Profumo, molto “finanziario” per formazione, alla guida del cuore pulsante delle strategie industriali che in molti ci invidiano. I rumors, in ambienti finanziari, parlando di un grande attivismo di Marco Carrai proprio sul dossier Finmeccanica, sia sul fronte amministratore delegato sia su quello della presidenza, ruolo ricoperto da Gianni De Gennaro. Proprio l’ossessione renziana per gli uomini di mercato è stata determinate per l’opzione Profumo, preferito alla soluzione interna che portava a Fabrizio Giulianini, attualmente alla guida dell’area elettronica della difesa di Leonardo-Finmeccanica.

Confermati i due amministratori delegati che Renzi aveva scelto nel 2014 per Eni e Enel, Claudio Descalzi e Francesco Starace. E saranno confermati anche tutti i fiorentini: Alberto Bianchi, tesoriere della Fondazione Open, dovrebbe rimanere in Enel, Fabrizio Landi nel cda di Finmeccanica, Elisabetta Fabbri in quello di Poste. Come tre anni fa, anche se con Renzi che (formalmente) non è più a palazzo Chigi. Con l’eccezione di qualche critico, come Francesco Boccia. Che, fiutata l’aria, a metà pomeriggio chiede formalmente a Renzi e Padoan che “nessun candidato alle primarie possa incidere nel processo delle nomine”. E si richiama alla “grammatica” istituzionale del governo Prodi che in un contesto analogo – era in scadenza nel 2008 – lasciò l’onere e l’onore delle nomine al governo che a breve avrebbero scelto di elettori. Già, la grammatica istituzionale.

LA MIA OPINIONE

LE MANI IN PASTA

Nel “pastificio” del Bomba, poco o nulla sembra cambiare.

Le “mani in pasta” le mette ancora lui, strafregandosene della “grammatica istituzionale”: che vorrebbe dire “lasciare l’onere e l’onore delle nomine al governo che a breve sceglieranno gli elettori”. Impossibile, nella grammatica del Bomba, una simile regola di galateo politico istituzionale.

E poi, chi vi dice che presto si faranno nuove elezioni? Avete visto quante volte — da Monti in poi — si sono formati governi per volontà della Troika e degli esecutori nazionali?

“Dai, babbino, che ce la facciamo anche stavolta!”

NON ABBASSIAMO LA GUARDIA!

NON LASCIAMOCI SCAPPARE LA FRIZIONE!

STIAMO ALLEPRATI!

ABBASSO IL BOMBALIERE!

guglielmo donnini

Guglielmo Donnini

Nomine, rivoluzione a Poste e Leonardo. L’impronta renziana sul cambio dei vertici delle società partecipate

7 minuti fa | Aggiornato -10 minuti fa

Redazione L’Huffington Post

ANSA…

Rivoluzione ai vertici di Poste Italiane: Marco Del Fante e Bianca Maria Farina rimpiazzeranno Francesco Caio e Luisa Todini nei ruoli di amministratore delegato e presidente. Cambio anche a Leonardo: via l’a.d. Mauro Moretti, che sarà rimpiazzato da Alessandro Profumo. Sono questi i nomi che sono presenti nelle liste che il Tesoro depositerà per procedere al rinnovo dei cda delle società partecipate. Nomi dai quali traspare l’impronta renziana: Del Fante, fiorentino, è una vecchia conoscenza dell’ex premier. Non solo. Marchio fiorentino anche nel cda di Enel, dove rimane il tesoriere della Fondazione Open, Alberto Bianchi, e in quello di Leonardo, dove è riconfermato Fabrizio Landi.

Nessun cambio della guardia in casa Eni e Enel. Alla guida della società elettrica sono stati confermati Patrizia Grieco e Francesco Starace, mentre a Eni restano Emma Marcegaglia e Claudio Descalzi. A Enav il Tesoro indica Roberta Neri, che è l’attuale a.d., e Roberto Scaramella come presidente.

“I nominativi che compongono le liste – spiega il Mef – sono stati individuati secondo una procedura di selezione, svolta – in linea con quanto disposto dalla Direttiva del Ministro dell’economia e delle finanze sulle procedure di individuazione dei componenti degli organi sociali delle società partecipate dal Ministero – con il supporto di primarie società di consulenza per la selezione e il reclutamento manageriale (Eric Salmon & Partners, Korn Ferry, Spencer Stuart), sulla base di criteri di professionalità e secondo prassi di uso comune di mercato”.

Per quanto riguarda Terna., le cui nomine spettano al Consiglio di Amministrazione della Cassa depositi e prestiti, “le proposte dei vertici Cdp saranno coerenti con i criteri seguiti dal Governo nelle nomine di propria competenza”, aggiunge la nota del Mef.

Ecco l’elenco delle liste del Tesoro. Il primo nome è quello del candidato presidente, il secondo quello dell’a.d. Seguono poi gli altri componenti del cda.

Enav

  1. Roberto Scaramella
  2. Roberta Neri
  3. Giuseppe Acierno
  4. Maria Teresa Di Matteo
  5. Nicola Maione
  6. Mario Vinzia

Enel

  1. Patrizia Grieco
  2. Francesco Starace
  3. Alfredo Antoniozzi
  4. Alberto Bianchi
  5. Paola Girdinio
  6. Alberto Pera

Eni

  1. Emma Marcegaglia
  2. Claudio Descalzi
  3. Andrea Gemma
  4. Diva Moriani
  5. Fabrizio Pagani
  6. Domenico Trombone

Leonardo

  1. Giovanni De Gennaro
  2. Alessandro Profumo
  3. Guido Alpa
  4. Luca Bader
  5. Marina Calderone
  6. Marta Dassù
  7. Fabrizio Landi

Poste Italiane

  1. Bianca Maria Farina
  2. Matteo Del Fante
  3. Carlo Cerami
  4. Antonella Guglielmetti
  5. Francesca Isgrò
  6. Roberto Rao

Da TaboolaPromosso

LA MIA OPINIONE

NEL SEGNO DEL COMANDO

Quando la realtà supera la fantasia.

Una specie di cartello “Torno subito!”, lasciato dal fruttarolo di quartiere…

” ‘Ndo sta er fruttarolo?” — chiede una cliente — “Ar Bar dei Pini” — le risponde un ragazzo…

Il Bomba fa lo stesso.

Solo che non si tratta di insalata campagnola o di zucchine.

Sul banco del bulletto della Lingotta ci sono solo cetrioli.

Non chiedere dei noti destinatari…

NON ABBASSIAMO LA GUARDIA!

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guglielmo donnini

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L’ARTICOLO [ DE MAGISTRIS SALVINI SPOT IN TV )

De Magistris-Salvini, spot di populismo | Il Mattino

www.ilmattino.it/…/de_magistris_salvini_spot_e_sfumature_di_populismo-2328716.h...

10 ore fa – De MagistrisSalvinispot e sfumature di populismo … così potente – ieri su Raitre, con De Magistris e Salvini ospiti di Lucia Annunziata.

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LEGGI L’ARTICOLO E IL COMMENTO “AZIMUT”

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Ma siamo proprio sicuri che – come qualcuno si è affrettato a scrivere – ci sia stata finalmente una svolta sul fronte della sfida populista? Non esageriamo. Non c’è da farsi troppe illusioni, sulla tenuta della diga olandese.

Sia perchè, numeri alla mano, è andata bene soprattutto rispetto alle paure della vigilia, e il cuneo del partito anti-europeo resta saldo e pericoloso nel futuro del prossimo governo di una nazione così importante negli equilibri dell’Unione. Sia perchè il termine stesso non appare una scelta – lessicale e simbolica – particolarmente felice. Come ha ricordato recentemente Marco Damilano, di fronte all’estrema volatilità e cambiamento degli orientamenti che nascono dal profondo della società, il richiamo alla diga suona male. Evoca una barriera, un muro che si erge a difesa di una cittadella protetta, con i suoi privilegi e immobilismi. E la incapacità di interpretare il nuovo – ahinoi, spesso molto simile al vecchio – che ribolle in un elettorato che appare sempre più disorientato. Ma comunque portatore dell’onda che la diga prova a fermare, depositario del movimento contro l’ordine costituito.

Gli entusiasmi sono prematuri anche per un’altra ragione, della quale abbiamo avuto in questi giorni – purtroppo – un’anteprima italiana. Diversamente dal governo, che deve fare – un po’ meglio o un po’ peggio – un mestiere molto preciso, ed estremamente complesso e impegnativo, i populismi sono – per definizione – irresponsabili e proteiformi. Possono cioè adattarsi alle cinquanta sfumature del malcontento popolare, interpretarne questa o quella pulsione, sollecitare qualunque paura o smisurata ambizione. Tanto, fino a prova contraria – cioè, fino alla prova del governo – avranno comunque ragione. Prendete lo show televisivo andato in onda – ahi, l’onda mediatica, anch’essa così potente – ieri su Raitre, con De Magistris e Salvini ospiti di Lucia Annunziata. Con un formato inusuale, in cui al posto del confronto diretto abbiamo avuto due megaspot paralleli. Certo, con il tentativo della conduttrice di fare un poco di contraddittorio. Ma con esiti ben diversi da quelli che avremmo avuto se i due fossero stati l’uno di fronte all’altro. Al posto di uno scambio di insulti, l’inedito canovaccio mediatico ha portato a due comizi di indubbia efficacia, con due risultati paradossali.

Il primo è che, entrambi i leader, sono passati da imputati a accusatori. Il sindaco di Napoli ha avuto buon gioco a ribadire che lui con i violenti non c’entrava, visto che non esistono prove fattuali ma solo – come dire – deduttive. E, liquidata in cinque minuti l’accusa più insidiosa, ha passato gli altri venticinque a declamare la propria piattaforma sudista, autonomista e populista. Regalandoci anche una primizia, la – intelligente – difesa del populismo buono – dalla parte dei bisognosi – contro quello cattivo – anti-immigrati e filo-filospinato. Salvini, per parte sua, si è liberato altrettanto rapidamente degli improperi che – lui o i suoi seguaci – avrebbero rivolto contro il Sud, definendoli eccessi da tifosi. E, con abile retorica, è passato a sciorinare le inadempienze del sindaco antagonista come amministratore. Per poi passare a dettagliare il programma di ribellione ai diktat europei con cui sta provando a trasformare il suo partito nordista in un movimento nazionale. Invece di uno striminzito pareggio – come sarebbe accaduto in un rabbioso confronto diretto – entrambi hanno portato a casa un due a zero.

Anzi, forse, qualcosa di più. Il secondo paradosso, infatti, è che la partita non ha riguardato soltanto i fan delle opposte fazioni, ovviamente impegnati a tifare per il proprio campione di turno. Ma ha coinvolto anche molti spettatori inizialmente neutrali, e comunque molto più moderati. Che si sono ritrovati a schierarsi – non avendo molte alternative – col populista più vicino o, se volete, meno distante. Immagino che una bella fetta di quei – tantissimi – napoletani che non ne possono più di De Magistris abbiano atteso con un sospiro di sollievo che finalmente Salvini introducesse qualche elemento di verità nell’idilliaca rappresentazione che il sindaco aveva fatto della sua – e loro – città. Di converso, molti tra coloro che non sopportano l’aggressività di Salvini – e della Lega – nei confronti degli immigrati e di nuovi importanti diritti di cittadinanza abbiano ascoltato – forse, per la prima volta – con un mix di curiosità e di interesse le sirene con cui il sindaco di Napoli ha esposto il suo manifesto di una rete di città ribelli.

Complice anche il proporzionale, tornato ad essere il vero dominus della scena politica italiana, conviene rassegnarsi all’idea che forse – almeno nell’immediato – non ci sarà lo sfondamento al governo di un grande partito populista. Ma continueranno a fiorire uno, cento, mille populismi. Con cinquanta sfumature di proteste, che andranno ad ingrossare l’onda minacciosa dell’antipolitica.

Domenica 19 Marzo 2017 – MAURO CALISE

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IL COMMENTO

AZIMUT IL  PRESIDENTE ARTURO STENIO VUONO(RISPOSTA A MAURO CALISE : IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO)

Napoli. De Magistris balla la tammurriata – YouTube

▶ 0:42

https://www.youtube.com/watch?v=cCZUxlDtYO4

29 mar 2016 – Caricato da Il Mattino

Pasquetta sul fondo confiscato Lacandona, a Chiaiano, con un De Magistris scatenato nelle danze. Il …

Il pezzo sul quotidiano “Il Mattino”, come al solito, è un vero capolavoro di doppiezza; la miscelazione del duo de Magistris e Salvini, mischiando le carte, lancia -. come sempre – una cianbella di salvataggio agli apparati e a coloro che contano, e che van per la maggiore. Sgombrato il campo dal bluff del sindaco arancione – gattopardo, finto populista, gli arzigogoli su Matteo Salvini non stupiscono più di tanto; mettere l’avviso sul cattivo leghista è l’espediente che si pensa utile a non fare scoperchiare le nefandezze del sistema di potere. A Napoli, e per il resto dell’Italia ci pensa il Marchese del Grillo – rivoluzionario di cartone, e rete, – il primo cittadino, alias ( per Altri ) Giggino ‘a manetta e “Zapata el revoluzionario del Sud”, ci prova con il suo tomo tascabile “Napoli Città Ribelle” ; ovverosia che ribellarsi è cosa buona e giusta; tutto giusto, per l’appunto, se non fosse che – in compagnia di antagonisti ( ! ? ) deo centri sociali  ( ! ? ) –  ci si ribelli contro coloro che si ribellano avverso i satrapi ueisti, la moneta di eurbelzebù., le consorterie del dinero, il buonismo pro nuova schiavitù, li “prima i non italiani”, la spoliazione, la nuova povertà, etc.; poco male, tranquillo la penna del quotidiano partenopeo, per quanto ci riguarda perciò non biasimiamo Matteo Salvini

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L’OPINIONE

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VINCENZO MANNELLO – DA CATANIA

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——- Original Message ——–

Subject: Erdogan pianifica..la crescita demografica a casa nostra
Date: Mon, 20 Mar 2017 07:58:46 +0100
From: <info@vincenzomannello.it>
To: ( . . . )

So benissimo che le analisi da me messe in rete sono alquanto “scomode e politicamente scorrette” e che offrono il fianco a critiche (spesso offensive e minacciose sul piano personale) non solo verso la mia persona ma pure verso quelle testate che mi ospitano,magari non condividendo ma nel rispetto del tanto decantato pluralismo.

Colgo pertanto l’occasione per ringraziare chi ancora offra lo spazio telematico necessario a quanti poi mi onorino della loro attenzione leggendo quello che scrivo..ovvero,oggi,quanto sotto

Su Erdogan ed il suo scontro con la Merkel (e l’Olanda prima)..le balle UEiste sono davvero spaziali !! BombObama,la Nato e l’ UEismo lo volevano deposto e magari morto..questo è l’unico dato di fatto emerso dal tentato golpe.

Lo ha salvato Putin ed oggi si vede..malgrado il grande problema Assad (odiato da Erdogan),

la Turchia sta sgretolando i propri vincoli con UEismo e Nato avvicinandosi alla Russia.

Questo non può star bene alla comacchia di Bruxelles che,conseguentemente,fa di tutto per screditarlo e metterlo in difficoltà..dove ? Ovunque ci sia una foltissima comunità turca,ovvio !!

Fino al punto di aver permesso,ieri,ai Curdi di inneggiare nelle piazze al terrorismo del PKK di Ocalan,quello che lo stesso UEismo (e non certamente io) dichiarano di voler combattere mettendolo fuorilegge..roba da manicomio !!

Così,a parte le ritorsioni immediate che davvero Erdogan (forte del consenso popolare) può mettere in campo (vedi ripresa del flusso profughi),quale è la vera arma puntata sull’Europa che il Sultano ha impugnato ??

“Fate a testa 5 figli” ha ordinato ad ogni famiglia turca immigrata nella UE..chiamalo fesso !!

Quante generazioni occorreranno per ottenere (a costo zero per loro) un esercito turco già all’interno dei confini UEisti ?

Se aggiungiamo poi tutte le altre etnie musulmane sunnite presenti in Europa occidentale, la indicazione data da Erdogan al suo popolo risulta chiara : saremo prima o poi maggioranza fisica o,al lmite, minoranza religiosa fortissima e compatta..saremo l’Islam politicizzato che attaccherà l’Occidente dall’interno..poi vedremo come andrà a finire !!

Grazie per l’attenzione

Vincenzo Mannello

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VERSO Il 25 MARZO – A ROMA

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LINK

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LE INIZIATIVE AVVERSO TROIKA E UE

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Il Giornale d’Italia ( . . . )  un link.

15 marzo 

25 marzo: c’è l’adesione di Noi con Salvini – giornaleditalia

Una delegazione sarà presente al corteo di Roma ‘contro questa Europa’

ILGIORNALEDITALIA.ORG

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MEMENTO

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LINK

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CRAXI – SIGONELLA

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( . . . ) un link.

30 ANNI FA LA “NOTTE DI SIGONELLA”: QUANDO CRAXI INSEGNO’ AGLI ITALIANI LA DIGNITA’ DI RIBELLARSI AGLI AMERICANI. UN ATTO DI…

GRANDECOCOMERO.COM

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NOI IN RETE – ULTIMO POST SU FACEBOK

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Associazione Azimut

Pubblicato da Arturo Stenio Vuono · 19/03/2017 ·

FESTA DEL PAPA’

Giovanna – Caro Papà (di G. Filippini – T. Manlio) – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=7TamKv3GvfE

DOMENICA 19 MARZO ’17:AUGURI A TUTTI I PAPA’ E AI GIUSEPPE E GIUSEPPINA…

Continua a leggere

Giovanna – Caro Papà (di G. Filippini – T. Manlio)

Giovanna – Caro Papà, di G. Filippini – T. Manlio Caro papà, ti scrivo e la mia mano quasi mi trema, lo comprendi tu? Son tanti giorni che mi sei lontano e d…

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FESTA DEL PAPA’

Giovanna – Caro Papà (di G. Filippini – T. Manlio) – YouTube

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DOMENICA 19 MARZO ’17:AUGURI A TUTTI I PAPA’ E AI GIUSEPPE E GIUSEPPINA

OGGI : FESTA DEL PAPA’ CENTRODESTRA SULLA STRADA MAESTRA LA DRITTA VIA ( ! ? ) – ARTURO STENIO VUONO ( PROFEZIE ? )  ARTICOLI ( DAL “SECOLO d’ITALIA” ) E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 19/03/2017 ] – anteprima di web servizio tra breve in rete –  https://azimutassociazione.wordpress.com – stralci dal servizio :

Lehner: “Contro Erdogan, Coito ergo sum. La Merkel chiese, invano, 5 gravidanze 5 allo stallone Erdogan? Certo è che, da discepola di Epeiós, voleva introdurlo, autentico cavallo di Troia, ben dentro la UE. Ora, davanti all’imperialismo pubico ottomano, a difesa della libertà e dei valori occidentali, riprendiamo la filosofia post-cartesiana del “Coito ergo sum”, esportandola al di là del Bosforo, per farla conoscere e praticare anche all’eterno femminino regale turco.Dal Manzanarre al Reno, dal Danubio sino allo Kizilirmak, facciamo di più e intensamente l’amore, la micidiale arma segreta per la Resistenza vittoriosa antinazi-ottomani”.Giancarlo Lehner –

DA “ARCHIVIO AZIMUT ONLINE” – il post del presidente : 19 MARZO 2016 ARTURO STENIO VUONO ( PROFEZIE ? )  “PER LA POLITICA CHE VOLA ALTA OCCORRE SEMPRE AVERE UN SOGNO”

“Quando, tra i tanti progetti per il futuribile, Giuseppe Tatarella indicò come l’obiettivo principe la federazione dell’area vasta, alternativa alla sinistra – da sempre maggioritaria ma mai maggioranza elettorale -, non si sbagliava; oggi più che mai la sua antica prospettiva è di estrema attualità. Occorre sempre avere un sogno, certo che sì.

Fatto il lavoro sporco, segnatamente per gli anni dalla fine del 2011 ad oggi, i solerti picconatori all’interno, e all’esterno, del centrodestra – con l’avallo dell’apparato istituzionale e dei soliti noti poteri forti – devono iniziare daccapo.Proprio così.

La loro combinata alternativa allo schema bipolare, destra-centro e sinistra-centro, non s’è in effetti ancora concretizzata; apparentemente l’indotta diaspora della destra, la provocata autoliquidazione dell’ex PdL – come partito unico del centrodestra – , l’estromissione di Silvio Berlusconi dall’agone parlamentare, può far credere il contrario. Resta certo perciò, oggettivamente, che all’attuale spaccottamento della riva destra non ancora si riesce a consolidare – come compatta ed egemone – quella di sinistra-imposta; e la consentita opposizione di sua maestà del sodalizio di “Casaleggio” & “Grillo” con il codazzo a cinque stelle;il tutto non funziona, arranca e non sfonda.

Al tradizionale e innovatore schema bipolare, non è subentrato definitivamente , e irreversibilmente, lo schema autorizzato del Renzi designato e del Grillo ratificato; la maggioranza degli abusivi è in difficoltà e la cosiddetta rivoluzione in rete non ha sortito il risultato, almeno fino ad oggi, di metabolizzazione della protesta.La gente per bene, nell’interesse dell’Italia intera, prima o poi ritornerà a schierarsi; e il fuoco cova sotto la cenere. (continua) – per leggere tutto e le altre news visita il sito blog.

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GIANCARLO LEHNER – DA ROMA

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——– Original Message ——–

Subject: Lehner: attenzione all’olio di palma e soprattutto a quello di ricino
Date: Mon, 20 Mar 2017 14:33:07 +0000
From: Giancarlo Lehner
To:  ( . . . )

Il medico mi ha proibito la carne di Grillo, cruda e comunque cucinata, perché, oltre a quello di palma, contiene olio di ricino.

Giancarlo Lehner

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IL VENTO CAMBIA

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FRANCIA

Regis Gianluca ha condiviso la foto di LIBERTÀ NAZIONALE.

USA

Guglielmo Donnini

G-20, il protezionismo non è più un tabù. Scontro fra Usa e Europa su economia e ambiente. Il ruolo della Cina 45 minuti faGiuseppe ColomboAGFI primi segni dell’impronta che l’America di Donald Trump vorrebbe dare all’economia mondiale si sono manifestati nel compromesso al ribasso adottato dal G-20 di Baden Baden, in Germania. Nella dichiarazione finale poche e deboli parole (“Lavoriamo per rafforzare il contributo del commercio alle nostre economie”)

e un grande assente: la lotta al protezionismo che negli ultimi dieci anni era stato il tratto distintivo dei big dell’economia e della finanza. La musica è cambiata e il marchio del direttore d’orchestra, cioè il presidente degli Stati Uniti, ha portato a una riscrittura dello spartito che l’economia globale si appresta a eseguire. Come e in che misura è ancora da verificare e dipenderà da come gli altri player proveranno a rilanciare la propria visione.Tutto in uno scenario dove la dialettica-scontro tra il protezionismo e il libero scambio si intreccia a interessi nazionali, come quello del suprlus della Germania e di una Cina che ha la necessità di spingere sull’acceleratore del liberismo puro per reggere il passo di un’economia americana ritornata sugli scudi.Se a ciò si aggiunge che il comunicato del G-20 non fa riferimento alla lotta ai cambiamenti climatici, suggellata con l’accordo di Parigi Cop21, si capisce bene come Trump non solo abbia rovesciato le politiche del suo predecessore, Barack Obama, ma abbia anche rotto gli equilibri che avevano avvicinato i tre player mondiali più influenti, cioè Usa, Cina ed Europa.Il silenzio del G-20 sul contrasto al protezionismo segna il terzo step della strategia dispiegata da The Donald negli ultimi giorni, dopo i tagli del 30% all’Agenzia per la protezione ambientale previsti nel piano americano “American first” e la linea di chiusura sugli immigrati e i rifugiati, ribadita ieri nell’incontro alla Casa Bianca con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Uno schema, quello del protezionismo, che Trump mira a inserire nel contesto dell’economia mondiale come fattore destabilizzante di un quadro caratterizzato da forte instabilità e da una crescita che vacilla, soprattutto in Europa. Trump ha affidato al segretario del Tesoro, Steven Mnuchin, la sua strategia al G-20. “Crediamo in un commercio libero, ma equilibrato, che riduca gli eccessi”, ha affermato Mnuchin e il tema che animerà da oggi in poi l’economia globale sta proprio nel punto di caduta di questo equilibrio.Gli Usa vogliono un equilibrio che miri a proteggere maggiormente la loro economia rispetto ad oggi. Per l’America la minaccia è la grande esposizione che molti Paesi, Germania in primis, hanno verso il suo mercato. Basta pensare a Berlino: l’export tedesco negli Stati Uniti ha toccato quota 113,73 miliardi, mentre il flusso inverso, cioè le importazioni di prodotti e merci americane in Germania sono state appena pari a 59,30 miliardi. Una differenza che per Berlino vale un surplus di quasi 50 miliardi di euro. Troppo per non spingere Trump a correre ai ripari: prima la minaccia di introdurre una tassa sulle importazioni delle Bmw prodotte in Messico. In attesa di capire se il presidente americano passerà alle misure pesanti, come la border tax per frenare le importazioni, gli Usa danno un primo segnale, e forte, al G-20, ma non chiudono la porta in faccia agli altri Paesi. Per questo Mnuchin si dice “fiducioso” di riuscire a collaborare “costruttivamente” sui macro temi della crescita globale e della stabilità finanziaria. E il braccio di ferro potrebbe passare anche attraverso il cambio del dollaro. Con la Banca centrale europea che potrebbe finire sotto ulteriore pressione per una normalizzazione monetaria che pone un sacco di problemi, in Europa e in Italia.Il dinamismo dell’America si contrappone alla posizione degli altri player. La Cina esce sconfitta da questo G-20: le raccomandazioni del ministro delle Finanze, Xiao Jie, sulla necessità di opporsi al protezionismo “in modo deciso” si sono rivelate insufficienti per far convergere il G-20 su una posizione diversa rispetto a quella assunta nel comunicato finale. A pagare lo scotto di un’America che vuole lasciare il segno è anche l’Europa. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha affermato chiaramente che ci aspettava ben altro sul tema del commercio. Lecca le ferite anche la Francia, che aveva fatto da casa madre all’accordo sul clima di Parigi. Il ministro dell’Economia francese, Michel Sapin, esprime tutto il suo rammarico per il fatto che nella dichiarazione finale non si faccia riferimento al tema dell’ambiente. “È un vero peccato che nelle discussione odierna siamo stati incapaci di raggiungere qualsiasi accordo soddisfacente”. Parole di resa.La partita per la direzione da imprimere all’economia globale è entrata nel vivo. Intanto, per non farsi troppo male, i Paesi del G-20 hanno deciso di non dare vita a una guerra tra le valute: si sono impegnati a consultarsi in modo assiduo sui tassi di cambio e a evitare svalutazioni competitive. Sarà una sfida alla pari. Almeno sulla carta.LA MIA OPINIONE IL GLOBALISMO NON È PIÙ DI MODA Ci voleva Donald per rompere le uova globaliste al G-20. Il vento è cambiato, e si vede, anche per i globalisti pro domo eorum come la debordante Angela Merkel. Trump continua il suo cammino come da programma. Interlocutore scomodo, il miliardario dei Grattacieli. Ecco perché l’establishment non voleva lui, ma la politicante Hillary. E siamo solo all’inizio.NON ABBASSIAMO LA GUARDIA! NON LASCIAMO CHE CI SCAPPI LA FRIZIONE! STIAMO ALLEPRATI! ABBASSO IL BOMBALIERE! guglielmo donnini

ITALIA

Guglielmo Donnini

Umorismo involontario

Guglielmo Donnini

domenica 19/03/2017

PARTITINI

Alfano caccia la destra (dal nome): “Al centro si è riaperta una prateria”

PRIMA REPUBBLICA – DEMOCRISTIANI RIUNITI, FUNERALE A NCD: NASCE ALTERNATIVA POPOLARE

di Gianluca Roselli

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Al centro – Il funerale di Ncd officiato da Angelino Alfano, gran cerimoniere di “Alternativa popolare”.

Siamo in 10 mila, alla faccia di tutte le Cassandre…!”. Era il 7 dicembre 2013: negli studios sulla via Tiburtina, a Roma, Angelino Alfano dava così il via alla nascita di Ncd (Nuovo Centro Destra), dopo lo strappo da Forza Italia. Ieri, dopo quattro anni di governo insieme al Pd, Angelino ha abbassato la saracinesca al partito che doveva prendere il posto di Fi, si lascia alle spalle la parola “destra”, e vara Alternativa popolare, nuova forza di centro che, sfruttando il sistema proporzionale, alle elezioni andrà da sola, senza essere costretta a scegliere tra Matteo Renzi e l’ex Cavaliere. “Noi siamo alternativi ai lepenisti, alla sinistra dell’indietro tutta, a chi ha in mente solo la ruspa e a chi non ha cura della Repubblica”, dice il ministro degli Esteri, dal palco del centro congressi Roma Eventi, a due passi da Piazza di Spagna, presentando anche il nuovo simbolo: cuore giallo su sfondo blu, che ricorda un po’ quello del cornetto Algida.

Nelle intenzioni di Alfano, però, il cuore non è di panna, ma denso di “popolarismo europeo” e vecchia Dc. Che spiri un vento neo democristiano lo dice pure Marco Follini, redivivo, dalle pagine del Corriere della Sera. “Torno in politica, sta tornando la nostra stagione”, sottolinea l’ex segretario dell’Udc. Al centro è tutta una fibrillazione: Casini sta da una parte, Cesa dall’altra, poi ci sono Fitto, Tosi, Augello, Quagliariello, Parisi. “Se il Pd va sempre più a sinistra, facendosi dettare l’agenda dalla Camusso e Berlusconi cammina verso una deriva sovranista in cui comanda Salvini, al centro si apre una prateria e quello sarà il nostro campo da gioco. Ma non vogliamo giocare da soli”, dice Alfano, proponendo agli altri soggetti centristi una aggregazione/federazione.

Il candidato premier e i nomi per il Parlamento si sceglieranno con le primarie. Alfano, dunque, rimette la barra al centro, favorito dal ritorno al proporzionale. Ma alle amministrative che si fa? “Lì la legge ci obbliga a coalizzarci”, è la risposta. Raffaele Cattaneo, che in Lombardia governa con Lega e azzurri, è preoccupato: “Bisogna stare col centrodestra volevamo essere la nuova Forza Italia e siamo finiti a fare la nuova Udc”. Mentre da fuori Berlusconi torna a punzecchiare Angelino: “Ha preso Fi al 25% e l’ha portata all’11,7”. Per celebrare il funerale di Ncd l’ex iena Enrico Lucci, ora conduttore di Nemo in Rai, arriva con un finto carro funebre. Maurizio Lupi non la prende bene: “Servizio vergognoso da parte della tv di Stato”. Su cui presenterà un’interrogazione in Vigilanza.

© 2017 Editoriale il Fatto S.p.A. C.F. e P.IVA 10460121006

LA MIA OPINIONE

CI MANCAVA SOLO ANGELINO

Finalmente gli italiani hanno la loro stella polare.

Quale migliore sede di Roma Eventi, a due strusciate da Piazza di Spagna, per l’annuncio che milioni di concittadini attendevano col cuore gonfio di trepida attesa?

Più “centro” di Piazza di Spagna non si può.

E quel furbone di Angelino ha colto nella location la forza del messaggio. Per chi ancora non l’avesse capito, “loro” sono al centro di tutto: della famelica ricerca di poltrone e strapuntini; degli scandali passati, presenti e futuri; di tutti i ribaltoni passati, presenti e futuri; di tutti i ricatti parlamentari possibili.

Ecco, se gli italiani desideravano un attrezzo politico di tali caratteristiche, hanno quello che si meritano: Alternativa popolare.

L’acronimo “Ap” potrebbe essere messo in chiaro con “Ancora peggio”. Quanto al peggio, e al peggio del peggio, Angelino è maestro formidabile di peggiologia.

All’anima dei partitacci loro!

NON ABBASSIAMO LA GUARDIA!

NON LASCIAMOCI SCAPPARE LA FRIZIONE!

STIAMO ALLEPRATI!

ABBASSO IL BOMBALIERE!

guglielmo donnini

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“UNA GUANTANAMO EUROPEA” (“Secolo d’Italia” – di Federica Argento – 20.03.’17)

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“UNA GUANTANAMO EUROPEA” Una Guantanamo europea per i potenziali terroristi. La proposta è forte, fa discutere. Il senatore Gasparri getta il sasso nello stagno dell’inerzia e della rassegnazione. Questo il suo ragionamento che esamina un caso concreto, quello appena avvenuto in Francia: “Il terrorista islamico ucciso all’aeroporto di Orly era stato segnalato come radicalizzato in carcere, dove era finito per una rapina. Poi, tornato a piede libero, ha tentato una strage. Questa vicenda dimostra come in Europa ci sia bisogno di un enorme Guantanamo dove rinchiudere tutte le persone sospette, cambiando le regole fondamentali del nostro diritto. Non ci possono essere garantismi nei confronti di potenziali stragisti”. Il senatore azzurro e vicepresidente del Senato spiega che se le misure adottate fin’ora non sono tali da ridurre al minimo gli attacchi terroristici, la strategia dovrà cambiare. Se non si adottano altri criteri più severi, siamo destinati a soccombere. “Bisogna individuare e rinchiudere tutti coloro che minacciano la nostra sicurezza e la nostra libertà. Altro che pannicelli caldi varati con decreti inutili. Nei confronti di questi potenziali terroristi invasati dalla religione islamica servono misure radicali e decise”.

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Lunedi, 20 Marzo 2017
Giorgia Meloni: il 25 marzo a Roma per un’Europa di nazioni libere e sovrane
” Vogliamo un’Europa di nazioni libere e sovrane“. Giorgia Meloni chiama a raccolta il popolo della destra (e non solo) sabato 25 marzo a Roma per raccontare, dice, “la nostra idea di Europa”.

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Salvini: non “scioglierò” la Lega in un listone. Meglio una federazione

 

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Erdogan scatenato: “Processeremo il reporter tedesco, è un terrorista”

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Schulz presidente della Spd, ora mette paura alla Merkel: “Sarò cancelliere”

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“Nomine fatte col compasso” da Renzi, gli ex-Pd evocano la massoneria

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Alfano, il centrista “popolare” ieri senza “quid” e oggi senza “quorum”

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L’EDIZIONE DEL GIORNO
Caro abbonato, per leggere l’edizione completa di oggi del “Secolo d’Italia” in versione sfogliabile, clicca qui o sulla prima pagina del giornale
 

 

Il “Secolo d’Italia” è il quotidiano on line della destra italiana: fondato a Roma nel 1952, nel 1963 divenne l’organo di partito del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale e nel 1995 di Alleanza Nazionale.

Nel 2009 è stato uno dei quotidiani del Popolo della Libertà. Attualmente è organo della Fondazione Alleanza Nazionale.

 

Secolo d’Italia
Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186 Roma

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IL VENTO CAMBIA E GLI APPARATI BARCOLLANO QUALCUNO LI AVVISI CHE VANNO VERSO IL CAPOLINEA – L’EDICOLA E ALTRE NEWS

[ “AZ.” – 20/03/2017 ]

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Associazione Azimut, Naples, Italy.

 http://www.facebook.com/AssociazioneAzimu

 

https://azimutassociazione.wordpress.com

“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :

direzione responsabile: presidenza Associazione

team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.

Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono

(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)

“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI

[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )

TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332

FINE INTERVENTO

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