IN ESCLUSIVA DA LEHNER CRAXI E ROMANO MUSSOLINI – LA STORIA E LE DATE : 23 MARZO – TERRORE A LONDRA – DEIR EZZOR LE VERITA’ SULLA SIRIA E ALTRE NEWS


IN ESCLUSIVA DA LEHNER CRAXI E ROMANO MUSSOLINI – LA STORIA E LE DATE : 23 MARZO – TERRORE A LONDRA  – DEIR EZZOR LE VERITA’ SULLA SIRIA E ALTRE NEWS

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ANTEPRIMA DI WEB – SERVIZIO TRA BREVE IN RETE

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IN ESCLUSIVA DA LEHNER CRAXI E ROMANO MUSSOLINI – LA STORIA E LE DATE : 23 MARZO – TERRORE A LONDRA  – DEIR EZZOR LE VERITA’ SULLA SIRIA E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 23/03/2017 ]

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IN COPERTINA

LA STORIA E LE DATE : 23 MARZO

[ MUSSOLINI : DAL 23 MARZO 1919 AL 23 MARZO 1945 ]

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Ultimo discorso del Duce Benito Mussolini, 23 marzo 1945 – YouTube

▶ 3:28

https://www.youtube.com/watch?v=MmSRCFFXADg

16 mag 2013 – Caricato da VOCEDITALIA

Eccezionale documento storico. Ultimo discorso del Duce BenitoMussolini23 marzo 1945, ai …

Italia – 23 marzo 1919, Discorso sulla fondazione dei Fasci di …

https://it.wikisource.org/…/Italia_-_23_marzo_1919,_Discorso_sulla_fondazione_dei…

02 apr 2016 – «L’adunata del 23 marzo rivolge il suo primo saluto e il suo memore e …. (Il discorso di Mussolini, interrotto nei suoi punti più salienti da …

Sansepolcro 23 Marzo del 1919 – Fasci Italiani di Combattimento …

▶ 4:40

https://www.youtube.com/watch?v=Yqd5tYO6Oqw

27 ago 2012 – Caricato da NERO ITALICO

Quel giorno, al di là delle roboanti e bellicose dichiarazioni di principio che furono rispettivamente …

( . . . )  un link.

Sansepolcro 23 Marzo del 1919 – Fasci Italiani di Combattimento

Quel giorno, al di là delle roboanti e bellicose dichiarazioni di principio che furono rispettivamente pronunciate dai diversi intervenuti, non furono soltan…

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IN QUESTO NUMERO :

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IN ESCLUSIVA DA LEHNER CRAXI E ROMANO MUSSOLINI ( vedi : oltre )

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TERRORE A LONDRA

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[ tratto dal web – stralci ] – Londra sotto attacco. Alla guida di un suv, un uomo si è lanciato sulla folla del ponte di Westminster lasciando numerosi feriti per terra, quindi è sceso dall’auto e ha accoltellato un agente nel cortile del Parlamento di Londra. L’assalitore è stato ucciso dalle forze di polizia dopo aver tentato di fare irruzione nel Parlamento britannico attraverso i cancelli del compound di Westminster. Evacuata la premier Theresa May che prendeva parte alla seduta in corso. Scotland Yard ha parlato chiaramente di terrorismo. I testimoni hanno descritto l’attentatore come un uomo ‘dai tratti asiatici, un quarantenne’. Fino ad ora sono due le vittime dell’attacco, secondo Sky News. Tra le vittime una donna.

Torna il terrore, stavolta a Londra, nel giorno dell’anniversario della strage di di Bruxelles. Sono quattro le persone uccise e venti i feriti dopo l’attacco davanti al Parlamento inglese. Alla guida di un suv, un uomo si è lanciato sulla folla del ponte di Westminster lasciando numerosi feriti per terra, quindi è sceso dall’auto e ha accoltellato un agente nel cortile del Parlamento di Londra. L’assalitore è stato ucciso dalle forze di polizia dopo aver tentato di fare irruzione nel Parlamento britannico attraverso i cancelli del compound di Westminster. Evacuata la premier Theresa May che prendeva parte alla seduta in corso. Scotland Yard ha parlato chiaramente di terrorismo. I testimoni hanno descritto l’attentatore come un uomo ‘dai tratti asiatici, un quarantenne’. Fino ad ora sono due le vittime dell’attacco, secondo Sky News.Un agente di polizia è stato accoltellato nel cortile del Parlamento dall’assalitore che era sceso dalla macchina dopo essere passato sul Westminster bridge. Sono almeno sette, secondo quanto riporta il sito della Bbc, i fermi effettuati dalla polizia nei raid legati all’attacco di ieri a Westminster. Secondo la Cnn, i sette arresti sarebbero stati compiuti in almeno sei diversi indirizzi in varie località del Paese.

[ tratto dal web – stralci ]

IL COMMENTO

“AZIMUT” IL PRESIDENTE ARTURO STENIO VUONO : LA TOPPA SUL TERRORISMO – DATO CHE I FLUSSI DELL’IMMIGRAZIONE S’HANNO DA CONTINUARE – DURA A MORIRE; LA VELINA : TRATTASI DI LUPI SOLITARI – DISADATTATI – ALIENATI MENTALI – SINGOLI RADICALIZZATI – ET SIMILIA. UNA VERGOGNA ! ! !

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BENEDETTO ( BETTINO ) CRAXI IL TESTAMENTO INEDITO – LINK – ALCUNE DELLE DIVERSE PRESENTAZIONI IN RETE

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▶ 43:48

https://www.youtube.com/watch?v=4fRJXM1zh-E

21 feb 2016 – Caricato da Paulus Marzic

Stefania Craxi a “LaGabbia OPEN”: «le profezie sull’euro di mio padre» – 05/07/2016 – Duration: 11 …

CRAXI il testamento inedito – YouTube

Benedetto Craxi Il testamento inedito – YouTube

▶ 1:02:38

https://www.youtube.com/watch?v=-1on8Stmfyk

13 dic 2016 – Caricato da Erma Warner

Benedetto Craxi : il testamento inedito / [intervista di Luca Josi] Le immagini che descrivono la vita e la …

CRAXI – il testamento inedito – YouTube

▶ 43:48

https://www.youtube.com/watch?v=OrXxUXZ4A3E

16 ott 2016 – Caricato da Cristian Cantin

Craxi e gli anni ’80-’90: il racconto di Carpeoro BN STORY – Duration: 22:14. Border Nights 2,381 …

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IN ESCLUSIVA DA LEHNER CRAXI E ROMANO MUSSOLINI

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——– Original Message ——–

Subject: Craxi e Romano Mussolini
Date: Wed, 22 Mar 2017 16:39:01 +0000
From: Giancarlo Lehner <giancarlolehner@hotmail.com>
To: arturo stenio vuono <associazioneazimut@tiscali.it>

Non fu Bettino Craxi a parlarne, bensì Romano Mussolini.

Mi trovavo a Mondello e dopo una nuotata nella piscina dell’hotel, mi accingevo a scrivere un pezzo per l’Avanti!. Era il 1988.

A quei tempi, si scriveva su carta sulla quale era stampigliata la testata del giornale.

Avevo appena inserito il foglio nel rullo della Lettera 22, quando una persona che non conoscevo, appena dietro di me, mi disse:

“Mi scusi se la disturbo ma ho visto che scrive per il giornale del Psi… E’ bene che mi presenti: sono Romano, uno dei figli di Mussolini”.

Rimasi un attimo senza parole, quindi, lo invitai a sedersi vicino a me e, magari, a gradire un caffè.

Si trovava a Palermo con la sua orchestra jazz e questo lo sapevo, avendo sbirciato una locandina che ne dava l’annuncio.

“Perché – gli domandai – è così interessato all’Avanti! ..Beh, immagino perché un tempo suo padre ne fu il direttore, fra l’altro un grande direttore…”.

“Certo – rispose Romano -, ma in questo momento lo seguo con interesse perché, confesso, sono un tifoso di Bettino Craxi, il leader politico, il solo che può far grande l’Italia…”.

Lo ringraziai un po’ incredulo e, forse, Romano scorse nel mio sguardo il segno del dubbio.

“Veda – riprese – io sono anche affezionato a Craxi come persona e non solo come politico”.

Io, sempre più stupito, chiesi ragione di cotale affezione verso il leader di un partito sicuramente antifascista.

Invero, Bettino era stato il primo premier italiano a sdoganare l’Msi, ma si trattava di una vicenda del tutto politica…

Ed ecco la straordinaria testimonianza di Romano:

 

«Dopo un’esibizione in un locale di Milano si avvicinò Bettino Craxi per farmi i complimenti. Craxi amava la musica, pensai, al punto da passare sopra il mio cognome. Mi chiese come mi trovassi nella “sua” Milano… Ed io non potei evitare di lamentarmi. Sono un Mussolini e questo marchio qui a Milano significa emarginazione e solitudine.

Craxi mi mise la mano sulla spalla e, guardandomi dritto negli occhi, esclamò un po’ contrariato: “Ma come, Milano ha cuore… Lo sa che la prima rivista dove scrisse i primi articoli Filippo Turati s’intitolava “Cuore e critica”? Qui, c’è la più viva tradizione del socialismo umanitario… Comunque, la invito sabato prossimo a cena a casa mia.

Ci saranno  amici politici, ma anche uomini di cultura e di sicuro anche amanti del jazz. Si troverà bene e farà nuove amicizie…”.

Ero felice, sorpreso e non poco imbarazzato, perché quel sabato avevo promesso alla bambina di stare con lei.

Mi feci forza  e spiegai a Craxi che avevo un impegno con la mia figliola Alessandra… E Bettino reagì: “Che problema c’è? Venga con la bambina. A proposito, Alessandra… ma il grande socialista romagnolo Alessandro non era il padre di Benito?”

Il sabato successivo, dunque, ci demmo un’aggiustata – non navigavo nell’oro – ed io ed Alessandra ci recammo a casa Craxi. C’era parecchia gente e un certo brusìo. Fummo accolti con straordinario garbo dalla signora Anna, quindi si avvicinò Bettino, che volle presentarmi con nome e cognome: “Questa sera, con noi, c’è Romano, gran musicista,  sì Romano Mussolini, il figlio di Benito”.

A questo punto, un  socialista con trascorsi da partigiano e, in quel momento, assai influente, più dello stesso Craxi, obbiettò ad alta voce: “Un fascista fra di noi! No, non può essere vero… pure figlio di Mussolini… Bettino che ti è saltato in testa?”.

Craxi ebbe un fremito, per così dire di sdegno, esclamò che a casa sua gli ospiti erano sacri, mentre erano sgraditi i maleducati e gli intolleranti stalinisti. Prese per un orecchio quel suo importante compagno di partito e trascinandolo sin sull’uscio, stava quasi per buttarlo fuori di casa a calci nel sedere, se non fosse intervenuta Anna. Comunque, lo cacciò in malo modo, per difendere il mio diritto ad esistere.

Da allora, tornai spesso a casa Craxi e debbo dire che ad uomini così non si può non voler bene e portare rispetto.

Io, figlio di Mussolini, ammiro Craxi…».

 

Queste, se la memoria non mi inganna, le precise parole di Romano.

L’influente socialista cacciato di casa da Bettino ha un nome ed un cognome, che non rivelo, essendo ormai da tempo nel mondo dei più. Posso dire che se la legò al dito e continuò da allora a sputare veleno insieme ai comunisti.

Osteggiò sempre la politica di Craxi e, quando la Cia decise di eliminare Bettino, si unì di gusto alla cagnara giustizialista .

 

Giancarlo Lehner

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GIANCARLO LEHNER – DA ROMA

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——– Original Message ——–

Subject: Lehner: una tantum pro lanzichenecchi garantita dalla Costituzione
Date: Thu, 23 Mar 2017 08:01:40 +0000
From: Giancarlo Lehner
To: ( . . . )

Il diritto-dovere all’imbecillità è previsto dalla Costituzione? Credo di sì, visto che, per non subire gli strali dei supremi custodi a 500 mila euro mensili, nessuno ha il coraggio di decidere che, in occasione di ricorrenze come i 60 anni del Trattato di Roma, nessun corteo può essere autorizzato nella città appartenente non ai romani e neppure agli italiani, bensì  ai cittadini dell’universo mondo.

Il diritto all’imbecillità viene, perciò, esercitato:

– a danno della “Città Eterna” – nel senso di eternamente invasa, violata e vandalizzata -;

– sulla pelle dei lavoratori delle forze dell’ordine, i quali, costituzionalmente parlando, debbono esser feriti, e talvolta uccisi, da bombole, cassonetti, molotov, bombe-carta, sanpietrini, senza  giammai reagire;

–  sulle tasche dei contribuenti ulteriormente tartassati dalla reiterata una-tantum pro lanzichenecchi.

Nel 2008, presentai in Commissione Giustizia della Camera la proposta di legge “Salva Roma”, che non venne mai incardinata giacché, secondo gli egregi giuristi di tutti i partiti,  ledeva il diritto dei vandali e dei violenti al “Sacco di Roma”, nonché l’impegno all’imbecillità militante da parte della classe politica.

Nessuno riflette sul fatto che l’imbecillità costituzionalizzata non favorisce soltanto le orde strafatte, luddiste, anarco-antagoniste, iconoclaste, ma è e sarà l’acqua di coltura macchiata dal nostro sangue, dove nuoteranno indisturbati i terroristi islamisti, ancora non del tutto persuasi da chi propala l’idea che Islam significa non sottomissione, bensì pace.

Giancarlo Lehner

 

——– Original Message ——–

Subject: Lehner: Vedi Bersani e Grillo e poi muori
Date: Wed, 22 Mar 2017 12:57:03 +0000
From: Giancarlo Lehner
To:  ( . . . )

Buon sangue stalino-togliattista non mente. Bersani apre a Grillo. Sembrerebbe una scelta contronatura, ma non lo è, ricalcando gli stalinisti tedeschi che sposarono la strategia dell’attenzione verso i nazisti contro i “rinnegati” socialdemocratici.

Lo stesso PCd’I, ossessionato dall’antisocialismo, considerò Mussolini meno pericoloso di Turati e Treves.

Col patto Molotov-Ribbentrop, poi, gli amorosi sensi dei comunisti verso Hitler toccarono l’acme.

Il partito fratello più convinto del patto, da cui scaturì la guerra mondiale ma anche l’Olocausto – Stalin a mo’ di cadeau ad Hitler svuotò carceri e lager sovietici di ebrei e li consegnò alle “cure” del III Reich -, fu il partito comunista italiano.

Togliatti giunse al punto di addossare la responsabilità della guerra agli imperialisti francesi ed britannici, i quali, secondo Palmiro, aggredirono la Germania.

Giancarlo Lehner

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ALTRE NEWS [ tratto da “Fascinazione” ]

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CATEGORIA: FASCISMO E LIBERTÀ

Laboccetta: Fini Non Ha Più Coperture Ora Le Toghe Hanno Capito Tutto

Giuseppe Parente Mercoledì, Marzo 22, 2017 Nessun Commento

(G.p)Il collega Paolo Bracalini dalle colonne de Il Giornale, storico quotidiano milanese, intervista in esclusiva l’ex parlamentare di An e del Popolo della libertà Amedeo Laboccetta, principale accusatore dell’ex Presidente della Camera dei Deputati nonché ultimo presidente di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini nell’inchiesta sui soldi di Corallo e gli affari della famiglia Tulliani.

Corallo, il re delle slot machine, versava milioni di euro ai Tulliani, per ottenere l’aiuto di Gianfranco Fini nell’approvazione delle leggi. Le bordate dei pm contro l’ex leader di An sono durissime.

E uno dei suoi accusatori- l’ex parlamentare Amedeo Laboccetta- torna ad attaccarlo: sapevano tutto della casa a Montecarlo ma i giudici lo proteggevano. Ora le sue coperture sono saltate.

“Fini non ha più le coperture di un tempo, direi che è un po’ organo di protezioni, o almeno si sono indebolite. Eppure in quegli anni la terza carica dello Stato Italiano, e cioè il signor Fini, godeva di una super protezione, tanto a livello nazionale che internazionale.

Non tocca a me dare le pagelle ai magistrati. Sono convinto che la Procura di Roma e il gip che ha formulato la richiesta di arresto per Tulliani abbiano ben inquadrato la figura di Fini in tutta la vicenda.

Adesso si tratta di avere pazienza ed aspettare la fine della storia”.

L’ex parlamentare di An Amedeo Laboccetta è diventato il principale accusatore di Fini nell’inchiesta sui soldi di Corallo e gli affari della famiglia Tulliani, inchiesta che riguardo lo stesso Laboccetta come ex consulente dell’imprenditore delle slot ed ufficiale di collegamento tra l’Atlantis e l’allora presidente della Camera.

Fu lei a presentarli, e sempre lei a raccontare che fu Fini in persona a chiedera a Corallo di attivarsi per trovare casa a Montecarlo

E’ quello che ho riferito con precisione ai magistrati. In quell’incontro Fini fece intendere che l’aspirazione sua e della compagna Elisabetta Tulliani fosse quelle di avere una casa a Montecarlo. E Corallo si mostrò disponibile.

Dunque Fini non sarebbe il coglione( epiteto usato da lui stesso) utilizzato a sua insaputa dai Tulliani, ma avrebbe avuto un ruolo da protagonista in tutta la vicenda.

Macché coglione. Solo politicamente è stato un coglione, perché si è fatto illudere da Napolitano che facendo il killer di Berlusconi sarebbe diventato premier di un governo istituzionale. Ma sulla casa di Montecarlo no, sapeva tutto. Io penso che sia arrivato il tempo per Fini di raccontare la verità, gli italiani hanno capito com’è andata la storia, se continua in questo atteggiamento si fa male da solo. Apra il cuore e gli archivi, magari potrebbe aiutare a riabilitare la sua immagine. Anche se non sarà facile.

Fini ha già annunciato che la querela.

“Che ci provi, controquerelerò subito lui per calunnia. Lo sfido in qualsiasi sede ad un contraddittorio. Io ho ricostruito in un libro, con testimonianze dirette, quel che ho visto, sentito, toccato con mano durante l’ignobile manovra di palazzo, un vero colpo di stato, andato in scena nel 2010. Nessuno mai ha smentito, né Fini, né tanto meno Naoplitano. Dovrebbe essere il Parlamento ad avviare una seria attività di indagini su quelli anni opachi. Altrimenti lo farà la magistratura.

Lei conosceva Fini da molto tempo, già dagli anni del Msi. Come spiega il suo comportamento?

Non voglio entrare nelle vicende personali altrui, ma sicuramente la famiglia Tulliani ha molto condizionato l’operato e le scelte di Fini sul piano politico e dei rapporti istituzionali.

In particolare Giancarlo Tulliani, una persona innamorata solo della bella vita, del lusso e della ricchezza.

Sta dicendo che ha contagiato Fini.

Le racconto un aneddoto, per farle capire che punto di boria era arrivato. Ci portò all’Antica Pesa di Roma: io Corallo,Elisabetta e Giancarlo Tulliani. In questo ristorante mi hanno dedicato una bottiglia d’acqua personalizzata disse Fini.

Arrivò in effetti un cameriere con una bottiglia e l’etichette dedicata al presidente della Camera. “La imbottigliano solo per me. Un gesto di attenzione per un uomo importante come me” Rimasi sbigottito. Non riuscivo a capacitarmi di come Fini non capisse che era un’usanza per i clienti in vista, nulla più. E infatti ce n’era una dedicata ad Alemanno. Quando lo dissi a Fini, sbiancò.

Lei lo ha definito un uomo ossessionato dal potere.

E’ un piccolo politico. Una volta Almirante ci disse:”ricordate passeranno almeno venti anni prima che gli italiani capiscano chi è davvero Fini. Solo un gran bel megafono.

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IL NOSTRO SUD

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DALLA HOMEPAGE

Il Mattino > Napoli > Cronaca

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  • 5496

ll Consiglio comunale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno con cui si impegna l’amministrazione comunale a «verificare la possibilità, alla luce della normativa vigente, di revocare il riconoscimento della cittadinanza onoraria al generale Enrico Cialdini». Cialdini si rese responsabile del massacro della popolazione civile di Pontelandolfo e di Casalduni, compiuto dal Regio Esercito il 14 agosto 1861. Nei mesi scorsi, il sindaco Luigi de Magistris – a quanto reso noto – aveva già impartito disposizioni ai propri uffici per avviare l’iter di revoca.

Lunedì 20 Marzo 2017,

[ IL SERVIZIO CONTINUA ]

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22/03/2017 [ << ROMA ( “il GIORNALE di NAPOLI” ) >>

PIETRO LIGNOLA

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Cari amici lettori, come sapete, io da qualche anno non guardo più la TV, quindi non so chi sia questa Paola Perego; ricordo che ai miei tempi c’erano una Maria Perego, creatrice di Topo Gigio, e una Didi Perego, buona attrice non protagonista (genere ormai scomparso). Non ho mai visto, ovviamente, “Parliamone sabato” e non ho potuto indignarmi per la trasmissione “sessista” sulle donne orientali che ha tanto scandalizzato i benpensanti del politicamente corretto, in primis l’immancabile Boldrina, e ha indotto i dirigenti renziani della Rai all’immedata chiusura della trasmissione. Non posso, tuttavia, indignarmi o scandalizzarmi neanche ex post, poiché non riesco a immaginare come una trasmissione della Rai possa essere peggiore delle altre: suppongo, in verità, che questa Perego, se è stata cacciata o comunque messa in castigo, non debba essere una fedelissima dell’ex petrusiniéllo.Quello che, invece, mi fa incazzare è il consiglio comunale di Napoli che, a maggioranza, si è rifiutato di manifestare solidarietà ai poliziotti e ai carabinieri feriti dai teppisti antisalvini e, ancor peggo, di far costituire l’ente locale parte civile contro i summenzionati teppisti. Mi sono chiesto se agiscano così perché ci sono o perché obbediscono a Giggino: ho concluso che entrambe le ipotesi sono fondate. Ciascuno di loro, probabilmente, è animato da ancestrale animosità verso le forze dell’ordine; ma, d’altra parte, il sindaco deve pur proteggere le sue guardie armate.

Quest’ultima ipotesi mi convince assai, poiché ricordo il recente divieto di un suo assessore alla discussione in consiglio della nostra richiesta di cancellare dalla toponomastica i nomi dei massacratori del Sud. L’idea non dovrebbe ripugnare al DeMa, che sembra voler cancellare la cittadinanza onoraria concessa illo tempore al boia Cialdini. Entrambi gli episodi, peraltro, riconducono a un suo tratto psicologico: una cosa è buona se sua è l’iniziativa, ma la stessa cosa è cattiva se proposta da chi non è d’accordo con la sua leadership. In lingua nostra, potremmo dire che è “nu poco protanguànguero”.

Passiamo a un argomento un po’ più serio: la Libia. Le notizie sono due, anzi tre.

Lunedì a Roma si è tenuta la prima riunione del “Gruppo di contatto sulla rotta migratoria del Mediterraneo centrale”: presiedeva Minniti, presenziava Gentiloni, partecipavano Algeria, Austria, Francia, Germania, Libia, Malta, Slovenia, Svizzera, Tunisia e Unione europea. A capo della delegazione libica Fayez al Serraj, presidente libico riconosciuto e sostenuto da Onu, Nato, Ue e Italia ma non dai libici. Serraj controlla soltanto la base navale di Abu Sitta, presidiata anche da forze internazionali, ma attaccata, proprio domenica scorsa, da truppe del rivale tripolino Khalifa Ghwell. Noi, come Europa e come Italia, gli daremo ottocento milioni, ma io non riesco proprio a comprendere a cosa serva finanziare un fantoccio.

La seconda notizia è che l’ambasciatore italiano in Libia ha ammonito il generale Khalifa Haftar, uomo forte del governo di Tobruk, a deporre le armi. Haftar, al contrario di Serraj, controlla circa metà del territorio libico (tutta la parte orientale), forte del sostegno egiziano e russo: proprio in questi giorni ha riconquistato i terminali petroliferi di Ras Lanuf e Sidra, che erano stati occupati da milizie islamiche. Haftar ha rifiutato di incontrarsi con al Serraj, ha ammonito l’Italia a non immischiarsi negli affari libici, ha precisato che gli accordi con Serraj non lo impegnano e ha persino rifiutato nostri aiuti economici.

La terza notizia: le milizie di Zintan che, sostenute dalla Turchia, controllano una zona occidentale della Tripolitania, hanno liberato Saif al-Islam, il figlio superstite di Gheddafi, da quattro anni loro prigioniero. Queste milizie riconoscono il governo di Tobruk e, quindi, sono molto più propense ad accordarsi con Haftar che ad appoggiare Serraj.

Conclusione? Gli accordi di Roma si riveleranno una dispendiosa buffonata, come tanti altri accordi stipulati dai nostri governanti. Forniremo motovedette al governo di Abu Sitta: ma quelle di cui già dispone la Libia, lungi dal riportare a terra i migranti, recuperano i motori dei gommoni affondati per restituirli ai mercanti di carne umana. I mezzi da noi forniti, allora, finiranno probabilmente a qualche gruppo di terroristi; come le armi che Obama mandava ai ribelli “buoni” in Siria.

Pietro Lignola

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DEIR EZZOR LE VERITA’ SULLA SIRIA

[ RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – CENTRO DI INIZIATIVE PER LA VERITA’ E LA GIUSTIZIA  – 14 marzo 2017, a cura di Enrico Vigna – SOS SIRIA/CIVG ]

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Deir ez Zor, Siria. Un nome che dovrebbe far vergognare tutto l’Occidente.

Una catastrofe umanitaria nascosta, la complicità verso una tragedia ignobile                                                                               A cura di Enrico Vigna,

14 marzo 2017

 

Padre Elias Janji, prete armeno cattolico siriano sui mezzi di informazione occidentali: “I media europei ci hanno tradito, non dicono la verità”.

Deir ez Zor o Deir Ezzor, una città nel governatorato omonimo della Siria orientale, era la settima più grande città del Paese; situata a circa 450 km da Damasco, situata sulle rive del fiume Eufrate, aveva circa 215.000 residenti. La maggioranza dei suoi abitanti è formata da arabi musulmani, oltre a una forte e radicata comunità armena siriana; a Deir ez Zor convivevano tutti insieme sunniti, assiri siriaci, arabi e kurdi e cristiani.

La città prima e dopo gli scontri

La città era famosa sopratutto per un bellissimo antico ponte sull’Eufrate ora distrutto, e per la “Chiesa Memoriale del Genocidio Armeno”, una chiesa che ricordava il massacro di decine di migliaia di armeni, avvenuto proprio sulle rive del fiume, i quali erano sopravvissuti al genocidio turco, che ogni anno il 24 aprile ospitava migliaia di pellegrini armeni per commemorare il genocidio.

Il memoriale è stato distrutto dai terroristi di ISIS e di Al Nusra il 21 settembre 2014.

Anche il Ministro degli Esteri armeno Nalbandian ha denunciato questa distruzione e ha invitato la comunità internazionale a intervenire al fianco della Siria contro il terrorismo.

Vi era anche l’importante Museo dove erano custoditi migliaia di pezzi archeologici risalenti al tempo della antica Mesopotamia, anch’esso attaccato e semi distrutto; nel 2015 il governo aveva portato via molti pezzi. Oltre a due Università e un Politecnico, tutto distrutto dai terroristi.

Una città dove oltre 100.000 persone sono intrappolate da tre anni da un assedio dei terroristi dell’ISIS; oltre centomila bambini, donne, anziani senza acqua, cibo, medicine, luce, riscaldamento se non quei pochi approvvigionamenti che l’Esercito Arabo Siriano e le Forze di Difesa Nazionale riescono, mediante via aerea, a far arrivare alla popolazione periodicamente.

Quanti, in questi anni nel nostro paese o in occidente, hanno sentito levarsi voci, articoli, denunce, indignazioni, presidi per questa città martoriata da 5 anni! Una catastrofe umanitaria occultata.

Forse per i cantori dei “diritti umani”, della democrazia, dei “diritti civili”, della “pace” nostrani, queste donne, questi bambini, questi civili di Deir ez Zor, non sono esseri umani?

Forse per i nostri giornalisti “democratici” narrare e documentare la tragedia, non fa indici di ascolto bene accolti? Forse perché in questi anni oltre alla popolazione civile che ha subito orridi massacri di massa, ha avuto a sua difesa e scudo, perdendo centinaia di eroici soldati, soltanto l’EAS, le Forze di Difesa Nazionale e le milizie popolari dei villaggi.

O forse perché dovrebbero raccontare che il 17 settembre 2016 gli USA hanno fatto dei raid aerei su obiettivi ISIS, ma in realtà hanno colpito unità dell’Esercito siriano, uccidendo 62 soldati, nonostante la Russia avesse avvisato i comandi USA, che quello era un sito controllato del governo di Damasco e ferendone altre decine. Subito dopo (che casualità), l’ISIS ha attaccato l’area conquistandola e tagliando in due la città.

Forse bisognerebbe dire che la resistenza di questi centomila civili e dei 4000 soldati dell’EAS che li difendono è in Siria considerata leggendaria.

Non si deve dire, non si deve sapere, potrebbe far pensare troppi onesti occidentali.

Il primo massacro di massa in questa città era avvenuto il 14 agosto 2014, dopo che le forze locali erano riuscite a respingere e a scacciare dalla città le forze ribelli e l’ISIS.

Questo dopo una lunga battaglia e grazie soprattutto alla Milizia sunnita Shaitat, espressione delle comunità e tribù sunnite locali, la quale nonostante forti pressioni e allettamenti economici, si era schierata senza indugi per la difesa della Siria araba e sovrana, pagando fino ad oggi un altissimo tributo di sangue. Come reazione l’ISIS crocifisse e decapitò in tre giorni circa 700 prigionieri in gran parte di Shaitat.

Oppure come il 17 gennaio 2016 quando l’ISIS ha riportato di aver ucciso oltre 400 civili in un tentativo di spezzare la resistenza di un area orientale della città, difesa dalle milizie locali di autodifesa dei cittadini e da un contingente di soldati.
Giovani locali siriani sunniti catturati prima di essere massacrati

La tragedia di Deir ez Zor era cominciata fin dall’inizio dell’aggressione alla Siria, quando nella città si verificarono scontri armati tra l’Esercito Arabo Siriano, polizia e gruppi del cosiddetto Esercito Libero Siriano, dell’ISIL, di Al Nusra con la presenza di mercenari stranieri.

Nel Maggio 2015 dopo una pesante offensiva con oltre 14.000 combattenti, l’ISIS prese il controllo delle aree esterne della città, lasciando solamente a trasporti aerei e di elicotteri la possibilità di rifornimenti alimentari e aiuti, oltre al controllo dell’aereoporto militare a pochi chilometri dall’abitato e presidiato da un contingente della 104° Brigata Aviotrasportata, un corpo di elite della Guardia Repubblicana guidata dal Generale druso Issam Zahreddine, un comandante leggendario dell’EAS.

La Russia, il governo siriano e il WFP hanno fornito finora via aerea centinaia di tonnellate di aiuti umanitari; nel 2016 il governo siriano è riuscito a far arrivare cibo e medicine attraverso la Croce Rossa Siriana.

La città ha un ruolo strategico, sia perché è la più ricca provincia petrolifera delal Siria orientale, e perché se cadesse l’ISIS unificherebbe i suoi territori iracheni con quelli siriani, e da un punto di vista militare avrebbe notevoli benefici tattici.

Attualmente la situazione militare è in una fase di intensificazione degli scontri, sia sul terreno che dal cielo. Dopo la liberazione di Palmira nei primi di marzo 2017 da parte delle forze governative, ora l’EAS insieme con le milizie popolari e le forze alleate sta dirigendo massicce forze e armamenti verso Deir ez Zor, ponendo l’obiettivo della sua liberazione come prossima tappa per la cacciata dei criminali e terroristi dal paese. Già a metà gennaio altre unità delle forze di elite della Guardia Repubblicana dell’EAS erano state trasportate con elicotteri alla guarnigione dell’aereoporto militare vicino alla città, andando a rinforzare la presenza militare governativa.

Nel frattempo la popolazione siriana della provincia di Deir ez Zor si rivolta contro i mercenari e terroristi e chiede la liberazione al Governo siriano e a Assad.

Il 18 gennaio 2017 nelle cittadine di al-Mayadeen e al-Ashareh, nel sudest di Deir ez Zor, la popolazione stremata dalla situazione e dall’occupazione dei terroristi e mercenari dell’ISIS e Al Nusra è scesa in piazza attaccando le sedi dei terroristi.

Innalzando bandiere della Siria araba e sovrana, cartelli e foto di Assad hanno marciato per le strade prima di essere dispersi.

A al-Mayadeen la gente ha anche incendiato alcuni veicoli della cosiddetta polizia speciale dell’ISIS.

Il 19 gennaio anche ad Hatleh, un villaggio vicino alla città, un gruppo guerrigliero formato da cittadini del posto, ha attaccato e ucciso 9 terroristi dopo che questi avevano decapitato alcuni civili per una rappresaglia. Dato il terrore instaurato nelle aree occupate, questi sono segnali che la situazione in prospettiva sta cambiando.

Come per Aleppo, Palmira, Maaloula e le altre aree liberate, si avvicina anche per il popolo di Deir ez Ezor e della Siria la liberazione, nonostante il silenzio vergognoso della “stampa libera” occidentale.

 

14 marzo 2017, a cura di Enrico Vigna – SOS SIRIA/CIVG

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Subject: Universitas News: EDIZIONE GRATUITA marzo 2017
Date: Wed, 22 Mar 2017 19:14:07 +0100
From: NINO LUCIANI <nino.luciani@alice.it>
To: universitas5@universitas.bo.it

UNIVERSITAS News Foglio Indipendente on Line Sede in Bologna, via Titta Ruffo 7 PROF. NINO LUCIANI, Direttore responsabile Tel 347 9470152 EDIZIONE DI MARZO 2017 ARGOMENTI : 1) Ancora dalla MERKEL: Europa a A DUE VELOCITA’ ? GENTILONI, Primo Ministro italiano: “E’ necessario” . LUCIANI, Necessità di considerare la armonizzazione fiscale delle imposte indirette: non solo la tipologia, anche l’aliquota. CLICCA su: http://www.universitas.bo.it/index.html#INDEX 2) CNRU-CIPUR, Documento unitario per i problemi di ricerca e di carriera dei ricercatori e dei professori. Verso la ripresadei rapporti dei sindacati con il MIUR ? LUCIANI: Il metodo è corretto, ma non ha mai funzionato. Serve una strategia che ricomprenda la CRUI-Rettori CLICCA su: http://www.universitas.bo.it/STATO%20Giuridico.htm#STATO 3) MATRIMONI MISTI: argomento sempre considerato velocemente, ma divenuto cruciale in tempi di globalizzazione e grandi migrazioni. A favore o contro ? La via per dividere o unire i popoli. Riflessioni in vista della prossima visita (28-29 aprile 2017) del papa in Egitto. CLICCA su: http://www.universitas.bo.it/FORUM5.htm#FORUM 5 4) Riorganizzato a Roma il 26 feb. 2017 il partito della la DC storica. Potrà riavere il simbolo SCUDO CROCIATO, LIBERTAS ? La legge dà la precedenza al partito che lo ha usato tradizionalmente. La proprietà è un additivo, non un requisito. Vale di più l’uso tradizionale del partito della UDC nel periodo 2006-2017; oppure il pre-uso tradizionale del partito della DC nel periodo 1948-1992 ? CLICCA su: http://www.universitas.bo.it/FORUM1.htm

Alessandro Sansoni ha condiviso un link.

Partire per un’esperienza di impegno nell’ambito di un progetto di cooperazione internazionale è senz’altro un’esperienza indimenticabile, specialissima e dall’alto valore formativo. Significa aprire i propri orizzonti, confrontarsi con culture diverse e distanti, percepire il valore delle differenze che esistono tra i gruppi umani e, contestualmente, costruire dei paradigmi culturali e comportamentali che rendano possibile un dialogo sano e non banale. Se poi questa

occasione esistenziale vede protagonista una giovane napoletana in Argentina, terra che ha accolto tanti emigranti partenopei in passato e con la quale da sempre Napoli coltiva un legame particolare, ecco che una vicenda individuale può acquisire un valore esemplare. Stiamo parlando di Anna, Anna Opera, una giovane volontaria di 25 anni del MODAVI Federazione Provinciale di Napoli ONLUS, laureata in Scienze del Servizio Sociale, che da alcuni giorni, insieme ad altri 2 volontari, si trova a Bahia Blanca, dove il MODAVI ONLUS, dal 2003, realizza attività ricreative e didattiche per migliorare le condizioni di vita e di sviluppo psico-sociale di minori e adolescenti in grave disagio, attraverso il Comedor Campana de Palo, che accoglie i bambini e gli adolescenti del quartiere Villa Bordeu. Da oggi, grazie a questo diario di bordo, potremo vivere insieme ad Anna la sua esperienza di volontaria in servizio civile all’estero. La seguiremo nelle sue attività e nel suo lavoro, parteciperemo delle sue emozioni e attraverso il suo racconto conosceremo la vita, le speranze, le angosce, i problemi e le aspirazioni dei bambini e degli adolescenti di questo angolo di Sud America.

SCN all’estero, diario di bordo di una volontaria napoletana in Argentina « modavinapoli.it

Partire per un’esperienza di impegno nell’ambito di un progetto di cooperazione internazionale è senz’altro un’esperienza indimenticabile, specialissima e…

MODAVINAPOLI.IT

Alessandro Sansoni ha condiviso il post di katehon in italiano.

27 settembre 2016

katehon in italiano

27 settembre 2016

VLADIMIR #PUTIN E LA #RIVOLUZIONE #CONSERVATRICE

Un’originale interpretazione della figura del #presidente #russo, inedita in #Italia, firmata da Alexander #Dugin

VLADIMIR PUTIN E LA RIVOLUZIONE CONSERVATRICE

Nel corso del suo primo mandato presidenziale, Vladimir Putin ha provato, in un modo al tempo stesso ostinato e disperato, a suggerire all’opinione…

KATEHON.COM

Francesco Maggio

Ma quale Europa ?Il momento che sta vivendo l’Europa è un travaglio certamente grave soprattutto perché tocca la concezione antropologica e culturale e quindi la stessa coscienza interiore europea.La grave crisi che investe l’Europa consiste quindi proprio nel voler eliminare il fatto è i valori che veramente hanno fatto della vera Europa i valori cristiani.Il tentativo di basare la vita su una concezione atea o totalmente laicizzata.Coloro che ipocritamente si appellano

all’Europa ho più Europa sono proprio coloro che si ispirano al centralismo burocratico ,statalista vuoto !L’Europa è sempre esistita con la propria identità di popoli altro che Spinelli De Gasperi …L’Europa senza le sue radici Cristiani muore !I paesi dell’est dove hanno subito la dittatura atea stanno dando l’esempio nel difendere proprio l’identità ma vengono tacciati di populismo proprio da coloro l che auspicano una Europa centralista laicista atea senza identità meticciata !L’europa costituisce una parte essenziale di questo orizzonte .In quanto continente nel quale si trovano le nostre Patrie le sue culture uniti dalle sue radici .Senza le sue radici scompaiono i valori umani fondamentali .La dignità della vita e sistematicamente minacciata .La famiglia è minacciata ,vale a dire questo legame essenziale reciproco fondato sulla legge naturale .E anche tutto il patrimonio spirituale delle nazioni e delle patrie che è minacciato.Dobbiamo batterci contro la deriva laicista di questa Europa riaffermando i valori millenari di questa malata Europa . Questi sono corresponsabili di questa decadenza rappresentano solo se stessi

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Giovedi 23 Marzo 2017
Terrore a Westminster: ecco i primi video dell’attacco a Londra
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Mercoledi 22 Marzo 2017
Sondaggio Ipsos conferma: Pd in crisi nera, il centrodestra unito è al 30%
Il M5S è balzato al 32,3 (+1,4 rispetto a febbraio) non risente in alcun modo dello sfascio amministrativo in cui versa la Capitale per responsabilità della sindaca grillina Virginia Raggi.

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IN ESCLUSIVA DA LEHNER CRAXI E ROMANO MUSSOLINI – LA STORIA E LE DATE : 23 MARZO – TERRORE A LONDRA  – DEIR EZZOR LE VERITA’ SULLA SIRIA E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 23/03/2017 ]

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(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)

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FINE INTERVENTO

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