TERRORISMO ATTACCO A PUTIN BOMBA A SAN PIETROBURGO – IL POPULISMO E LA GUERRA DELLE PAROLE – L’EDICOLA E ALTRE NEWS


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TERRORISMO ATTACCO A PUTIN BOMBA A SAN PIETROBURGO – IL POPULISMO E LA GUERRA DELLE PAROLE – L’EDICOLA E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 03/04/2017 ]
 
IN COPERTINA
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Risultati immagini per putin DOPO LE PROVOCAZIONI DI PIAZZA LA  BOMBA…COLPIRE EUROPA E OCCIDENTE MA ORA  SOPRATUTTO LA RUSSIA…
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ULTIMA DAL WEB
( foto Ansa )In basso a sinistra la foto del presunto attentatore di San Pietroburgo (immagine tratta dal sito Fontanka) © ANSA
 
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[ tratto dal web ] – ( . . . . ) – Bomba nella metropolitana di San Pietroburgo: una esplosione è avvenuta nel tunnel tra due stazioni e ha causato dieci morti e 47 feriti, di cui 6 in gravi condizioni. Il numero delle vittime arriva dalla ministra russa della Salute Veronika Skvortsova, secondo cui 39 persone sono ricoverate in ospedale. Secondo la ministra, sette persone sono morte sul posto, una durante il trasporto in ambulanza, e altre due in ospedale.

La deflagrazione è avvenuta tra la fermata di Sennaya e quella del Tekhnologichesky Institut e, secondo fonti citate dall’agenzia Interfax, è stata causata da un ordigno artigianale “probabilmente lasciato su un vagone prima della partenza del convoglio”, e quindi non da un terrorista kamikaze. La bomba era stata resa più pericolosa con l’aggiunta di “elementi lesivi”. [ tratto dal web ] – ( . . . . ) –

Il presidente Putin che si trova Strelna, nei pressi di San Pietroburgo, dove aveva in programma un incontro con il presidente bielorusso Alexander Lukashenko – è stato informato di quanto è accaduto. “I motivi al momento non sono chiari, non escludiamo nessuna pista: né quella criminale, né quellaterroristica”: così Vladimir Putin, sottolineando che le indagini “sono in corso”. 

Il Comitato Investigativo russo ha aperto due indagini criminali sui fatti di San Pietroburgo. Una in base all’articolo 205 del codice penale – “terrorismo” – e una in base al codice 223, “produzione di esplosivi e ordigni”. Lo riporta Kommersant [ tratto dal web ] – ( . . . . ) –

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MEMENTO

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 ( . . . )  il post di Giuseppe Ingaglio.

Ottimo Video! Veritiero.

-1:33
Visualizzazioni: 890
“Che senso ha rispettare chi non rispetta noi? Che senso ha difendere la loro cultura o presunta cultura quando essi disprezzano la nostra?” 
(ORIANA FALLACI)
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Iceberg (18/01/10)-Intervista a Bettino Craxi tre giorni prima di morire …

19 gen 2010 – Caricato da anglotedesco

Intervista fatta da Antenna 3. … Iceberg (18/01/10)-Intervista a BettinoCraxi tre giorni prima di …

Intervista a Bettino Craxi del 11/03/1997 – YouTube

17 gen 2014 – Caricato da RadioLombardiaTube

Intervista di Luca Levati all’ex Segretario del PSI Bettino Craxi in collegamento da Hammammet.

Intervista a Bettino Craxi (1989) – Mixer – YouTube

17 lug 2014 – Caricato da Viqueria – Storia

Minoli intervista il segretario del Partito Socialista Italiano Bettino Craxi. … Iceberg (18/01/10 …

L’ultima intervista di Massimo Scalingi – YouTube

05 apr 2014 – Caricato da antonio calabrese

L’ultima intervista di Massimo Scalingi … Iceberg (18/01/10)-Intervista a Bettino Craxi tre giorni …

Intervista Bettino Craxi 1997 – Europa e Trattato di Maastricht – YouTube

12 ott 2012 – Caricato da Gennaro Salvatore

Bettino Craxi, in una intervista del 1997, parla dell’Europa e di come essa influirà sull’Italia …

craxi – 3 luglio 1992 – YouTube

21 dic 2008 – Caricato da Andrea Spedale

Non credo che ci sia nessuno in questaula, responsabile politico di … Iceberg (18/01/10)-Intervista …

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I drammi del mare e l’onore del marinaio

Opinionista: 

Pietro Lignola

Le tragedie del mare affascinano da sempre la fantasia dell’uomo. “La tempesta” è un titolo che ricorre costantemente, dal Rinascimento al Romanticismo, in pittura, musica e letteratura, raggiungendo vette espressive in Giorgione, Shakespeare, Vivaldi e Beethoven. Correlato alla tempesta è il naufragio, che a volte approda a un lieto fine, come Ulisse fra le braccia di Nausicaa nell’isola dei Feaci, altre volte conduce alla morte, come Achab sconfitto dalla balena bianca. Ci sono, poi, gli innumerevoli drammi della realtà, che impressionano la pubblica opinione soltanto quando le vittime sono numerose e la colpa dell’uomo sovrasta l’ostilità della natura. Esemplare, a piu’ di un secolo di distanza, è l’affondamento del Titanic, non soltanto per la sua ripetuta celebrazione cinematografica ma anche per le polemiche su alcune opere che avevano ridotto i livelli di sicurezza, come l’abbassamento delle paratie stagne. La reiterazione delle sciagure, tuttavia, finisce con l’indurre assuefazione, com’è avvenuto per i quotidiani naufragi dei gommoni su cui i mercanti di carne umana imbarcano i migranti diretti in Italia: i morti si contano a migliaia, ma diventano un puro dato statistico, sicché riesce a far notizia, ma non per tutti, solo l’annegamento di qualche gruppo di cristiani deliberatamente sommersi dai loro compagni musulmani. Il principe dei naufragi, a livello mediatico, resta, in ogni modo, quello della Costa Concordia, che il 13 gennaio di cinque anni fa costò la vita a 32 persone. Il comandante Francesco Schettino è stato condannato dalla Corte d’Appello di Firenze a sedici anni di reclusione e tra meno di un mese sulla vicenda dovrà pronunziarsi la Corte di Cassazione. Schettino non gode di buona stampa. Egli è stato massacrato dai media prima che dai giudici soprattutto per aver abbandonato la nave: un comportamento disonorevole secondo la tradizione marinara, che impone al comandante di inabissarsi con la nave. Si spiega così la pena così elevata, davvero inconsueta per un delitto colposo, specie ove si consideri che nel nostro paese feroci assassini tornano spesso velocemente in libertà. Il povero Schettino, non appartenendo alla criminalità organizzata, non ha la possibilità di “infamare” parenti e amici per fruire degli sconti e delle altre agevolazioni riservate ai cosiddetti “pentiti”. Il capitano di Meta di Sorrento ha fatto ora circolare un filmato, intitolato “L’onore del marinaio”, con il quale fornisce, sulla scorta di alcuni atti processuali, la sua versione dei fatti: egli smentisce, in sostanza, di aver abbandonato la nave. Egli sarebbe, al contrario, rimasto a bordo fino al ribaltamento dello scafo sul lato destro: solo quando comprese che la nave stava per rovesciarsi sull’ultima scialuppa e trascinarla a fondo con tutti gli occupanti, sarebbe saltato sulla scialuppa, disincagliandola dai bracci della gru che si erano conficcati nel tetto. Nel tragitto dalla nave alla scogliera avrebbe raccolto altre persone dall’acqua e sarebbe poi rimasto sulla scogliera a coordinare i soccorsi, come risulta dai messaggi scambiati col Comando generale delle capitanerie di porto e con la motovedetta coordinatrice dei soccorsi sul campo. Comunque vada a finire il processo, mi sembra importante che quest’uomo, se dice il vero, riottenga l’onore del marinaio, dopo che il tritacarne mediatico l’ha trasformato in un esempio proverbiale della viltà marinara.

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LA GUERRA DELLE PAROLE
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A PROPOSITO DI POPULISMO
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tratto dal web – stralci
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Esistono alcune parole che, nell’attuale scenario in Italia, vengono spesso usate dai politici e dai mass media in modo per lo più improprio. Ci è possibile notare che più determinate parole sono inflazionate, più sono al tempo stesso usate in modo scorretto: con ciò la nostra classe politica, che è l’artefice spavalda di questa manipolazione, dimostra così di essere doppiamente miserevole, sia per la crassa ignoranza culturale, sia per l’abietta disonestà intellettuale. Un termine che rappresenta al meglio questa distorsione politico-mediatica è “Populismo”: questa è, almeno adesso, una delle parole maggiormente abusate nella scena politica e mediatica nazionale.

( . . . ) la parola “populismo” è diventata una delle più storpiate da qualsiasi mezzo d’informazione e all’interno di qualsiasi discorso politico. Ildizionario Treccani afferma che per “populismo” si intende il “movimento culturale e politico sviluppatosi in Russia” tra il 19° e 20° secolo, “che si proponeva di raggiungere […] un miglioramento delle condizioni di vita delle classi diseredate, specialmente dei contadini e dei servi della gleba”. Attenendosi dunque al significato proprio e originario di questo termine, non vi troviamo assolutamente niente di negativo o di criticabile, mentre quando chicchessia usa questa parola oggi, le conferisce un significato dispregiativo, confondendola di fatto con un’altra parola, che in realtà è “demagogia“.

Facciamoci caso: quando ( troppo spesso ) si sente parlare il politico di turno, riferendosi ( . . . ) nel suo complesso, la parola più benevola che pronuncia è “populista” o “populismo”, intendendola comunque come se fosse un sinonimo di “demagogo” o “demagogia”.
Restando in tema “Populismo/Movimento…” StelChomsky ci dà un’ottima definizione: “Populismo significa appellarsi alla popolazione“. Chi detiene il potere vuole invece che la popolazione venga “tenuta lontana dalla gestione degli affari pubblici”. Chomsky ritiene al contrario che “la popolazione dovrebbe essere partecipe e non spettatrice”.

Tenere la popolazione lontana dalla cosa pubblica è una posizione “comune tra . . . gli intellettuali democratici e, da loro, si trasferisce alle classi dirigenti”. Ciò, unito al fatto che le figure che vengono candidate alle elezioni sono “create dal mondo economico” (perché create tramite finanziamenti di tipo lobbistico e commerciale), contribuisce ad attribuire ai partiti una funzione totalmente “apolitica”, trasformandoli di fatto in macchine addette alla “produzione di candidati attraverso meccanismi che sono controllati da concentrazioni di potere economico che emarginano la popolazione”.

Se per populismo dunque si intende una concezione della politica che ravvicini i cittadini alla cosa pubblica e dia la priorita’ agli interessi della popolazione anziché a quelli ristretti di una esigua élite di privilegiati, la cosa non è solo positiva, ma ha un nome preciso: “democrazia”. Nello specifico, in Italia, in cui la contrapposizione tra “casta” (o, meglio, “caste”) e la cittadinanza è considerevolmente più netta e marcata rispetto a molti altri paesi europei, la volontà di una maggiore giustizia ed equità, non solo economica, ma anche di partecipazione democratica, non può che essere considerata altro che un sentimento nobile e giusto. L’errato utilizzo di questa parola (insieme a molti altri, purtroppo) denota quanto la politica e l’informazione, intrinsecamente e patologicamente collegate, seguano più una “moda” nel parlare e nell’usare certi termini, quando in realtà questa gente non sa neanche di che cosa sta parlando.

Temo però (e questo sarebbe l’aspetto più grave e deleterio) che l’intento sottile perseguito da questa operazione consista nel voler far passare nella testa della gente l’idea ultima che qualsivoglia difesa degli interessi popolari, quantunque nobile in sé, sia purtroppo illusoria, utopica, perché in contrasto con la dura realtà economica e le sue immodificabili leggi ( . . . ) . Insomma, una pia quanto infantile posizione da “anime belle”, a fronte di una coriacea realtà con cui invece occorre confrontarsi in modo maturo.

( . . . )

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ALTRE NEWS

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Lo scenario apocalittico di Davide Casaleggio: "Vi racconto cosa succederà nei prossimi anni"

Carmine Ippolito ha condiviso un link.

Morale a cinque stelle. I cinque stelle sono a favore del popolo soltanto a parole, giammai nei fatti e neppure nelle frequentazioni. Lo dimostra la partecipazione di uno dei massimi rappresentanti della Trilateral Italia alla commemorazione di Casaleggio. E lo dimostrano i voti degli eletti del movimento a cinque stelle sempre a sostegno di provvedimenti nefasti per la Nazione. La trilateral nasce, infatti, negli ambienti atlantisti agli inizi degli anni 70.

Che non rappresenti soltanto un gruppo di analisti politici lo si comprende dal fatto che l’amministrazione Carter sarà composta solo da suoi membri, compreso lo stesso Presidente Usa. La Casa Bianca da allora resta sotto l’influenza della Commissione Trilateral della quale faranno parte Clinton, Bush senior e Bush Jr. Nel 76 la Trilateral pubblica un documento con il quale manifesta il suo progetto politico che, nel frattempo, si è progressivamente inverato. La commissione progetta di liberare, in particolare, di ispirare grandi riforme strutturali negli stati i cui governi sono sottoposti alla sua influenza. Tali riforme saranno tutte orientate a svincolare le oligarchie economico finanziare dalle pastoie parlamentari e, quindi, a mutilare l’intangibilità delle sovranità nazionali. Dalla fine di “mani pulite” – che contrariamente a quanto si ritiene non è stato un fenomeno soltanto italiano – il ceto politico rappresentativo è stato ridotto, in Italia, ad un ruolo assolutamente marginale. Se gli esponenti Trilaterale sono intimi frequentatori dei cinque stelle è facile trarre conclusioni: quella sbandierata dai grillini è una ” morale doppia ” ed inevitabilmente la azione politica non può che rivelarsi sterile per il paese. Non a caso i cinque stelle hanno votato a favore dell’abrogazione del reato di immigrazione clandestina, del riconoscimento delle unioni omosessuali e di ogni piano di indiscriminata accoglienza degli stranieri sul nostro territorio

paolo magri della trilateral alla commemorazione per gianroberto casaleggio   1. IL SEGRETARIO ITALIANO DELLA TRILATERAL ALLA COMMEMORAZIONE…
Vedi altre reazioni

 

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L’EDICOLA

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Lunedi, 3 Aprile 2017
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Per chi non lo sapesse, l’Acea è un grande centro di potere romano e ai grillini fa evidentemente gola, alla faccia del principio dell’”uno vale uno”. Stavolta il mini-direttorio romano non ha lasciato campo libero alla Raggi, imponendo la ripartizione delle nomine secondo il più classico dei sistemi correntizi: il Manuale Cencelli.

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L’EDIZIONE DEL GIORNO

Il “Secolo d’Italia” è il quotidiano on line della destra italiana: fondato a Roma nel 1952, nel 1963 divenne l’organo di partito del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale e nel 1995 di Alleanza Nazionale.

Nel 2009 è stato uno dei quotidiani del Popolo della Libertà. Attualmente è organo della Fondazione Alleanza Nazionale.

 

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Secolo d’Italia
Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
Redazione: Via della S
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Domenica 2 Aprile 2017
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Meno tasse, meno Stato, meno Europa. Il programma di Forza Italia c’è, ora bisogna fare gli alleati. Ma Silvio Berlusconi, a quanto pare ha le idee chiare e nel progetto dell’Albero della Libertà vuol coinvolgere anche la Lega e Fratelli d’Italia per tornare a vincere alle prossime politiche.

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