DOMENICA DELLE PALME 2017 DI SANGUE E IL MARTIRIO DEI MANSUETI IN CRISTO – SU NAPOLI DA ARCHIVIO AZIMUT ONLINE ( PROFEZIE ? ) – L’EDICOLA E ALTRE NEWS


 
DOMENICA DELLE PALME 2017 DI SANGUE E IL MARTIRIO DEI MANSUETI IN CRISTO  – SU NAPOLI DA ARCHIVIO AZIMUT ONLINE ( PROFEZIE ? ) – L’EDICOLA E ALTRE NEWS

Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimu
 
DOMENICA DELLE PALME 2017 DI SANGUE E IL MARTIRIO DEI MANSUETI IN CRISTO  – SU NAPOLI DA ARCHIVIO AZIMUT ONLINE ( PROFEZIE ? ) – L’EDICOLA E ALTRE NEWS [ 09/04/2017 ]
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IN COPERTINA
 
Egitto, strage nella Domenica delle Palme © AP
26 MORTI IN EGITTO [ tratto dal web ]
Mondo.

Nella città di Tanta, a nord del Cairo. L’esplosione sarebbe stata provocata da un ordigno all’interno della chiesa di Mar Girgis. Si stava celebrando la Domenica delle Palme. Ci sono due arresti

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DOMENICA DELLE PALME 2017  [ tratto dal web ]
 

Esplosione in una chiesa copta nella città egiziana di Tanta, a nord del Cairo nel giorno della Domenica delle Palme. Le vittime sarebbero 25. Una fonte della sicurezza egiziana ha detto che l’esplosione è stata provocata da un ordigno scoppiato all’interno della chiesa di Mar Girgis. In una dichiarazione alla Mena la fonte ha aggiunto che sono sul posto le squadre esperte di esplosivi per assicurarsi che non vi siano altri ordigni. Secondo la Tv di stato è possibile che l’ordigno sia stato fatto esplodere a distanza.

La chiesa si trova nella zona Ali Moubarak, riporta il giornale Al Masry Al Youm, sottolineando che cinque ambulanze si sono recate immediatamente sul posto. Nella chiesa si stava celebrando la Domenica delle Palme.

La polizia ha arrestato due persone sospettate di essere coinvolte nell’attentato: lo rivelano l’emittente Al Arabya e la tv di Stato egiziana. Al momento dell’esplosione nella chiesa c’erano circa 2.000 persone.

Al Cristo crocifisso il Papa affida le vittime “anche dell’attentato compiuto purtroppo al Cairo in una chiesa copta: al mio fratello papa Tawadros II” “e a tutta la nazione egiziana – ha detto – esprimo il mio profondo cordoglio, sono vicino ai familiari e alla comunità, il Signore converta i cuori delle persone che seminano terrore, violenza e morte, e anche il cuore di quelli che fanno e trafficano le armi”. Subito prima il Papa aveva affidato al “Cristo crocifisso” le vittime dell’attentato a Stoccolma.

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LA DOMENICA DELLE PALME
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CHE COSA SI CELEBRA E PERCHÉ SI USANO RAMI D’ULIVO

08/04/2017  Con questa festa oggi si ricorda l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme accolto dalla folla che lo acclama come re agitando fronde e rami presi dai campi. Una tradizione legata alla ricorrenza ebraica di Sukkot durante la quale i fedeli salivano in pellegrinaggio al tempio di Gerusalemme portando un mazzetto intrecciato di palme, mirto e salic

Con la Domenica delle Palme, con cui si ricorda l’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme per andare incontro alla morte, inizia la Settimana Santa durante la quale si rievocano gli ultimi giorni della vita terrena di Cristo e vengono celebrate la sua Passione, Morte e Risurrezione.
Il racconto dell’ingresso di Cristo a Gerusalemme è presente in tutti e quattro i Vangeli, ma con alcune varianti: quelli di Matteo e Marco raccontano che la gente sventolava rami di alberi, o fronde prese dai campi, Luca non ne fa menzione mentre solo Giovanni parla di palme (Mt 21,1-9; Mc 11,1-10; Lc 19,30-38; Gv 12,12-16). 
L’episodio rimanda alla celebrazione della festività ebraica di Sukkot, la “festa delle Capanne”, in occasione della quale i fedeli arrivavano in massa in pellegrinaggio a Gerusalemme e salivano al tempio in processione. Ciascuno portava in mano e sventolava il lulav, un piccolo mazzetto composto dai rami di tre alberi, la palma, simbolo della fede, il mirto, simbolo della preghiera che s’innalza verso il cielo, e il salice, la cui forma delle foglie rimandava alla bocca chiusa dei fedeli, in silenzio di fronte a Dio, legati insieme con un filo d’erba (Lv. 23,40). Spesso attaccato al centro c’era anche una specie di cedro, l’etrog (il buon frutto che Israele unito rappresentava per il mondo). 
Il cammino era ritmato dalle invocazioni di salvezza (Osanna, in ebraico Hoshana) in quella che col tempo divenuta una celebrazione corale della liberazione dall’Egitto: dopo il passaggio del mar Rosso, il popolo per quarant’anni era vissuto sotto delle tende, nelle capanne; secondo la tradizione, il Messia atteso si sarebbe manifestato proprio durante questa festa.

LA SCELTA DELL’ASINA AL POSTO DEL CAVALLO

Gesù, quindi, fa il suo ingresso a Gerusalemme, sede del potere civile e religioso della Palestina, acclamato come si faceva solo con i re però a cavalcioni di un’asina, in segno di umiltà e mitezza. La cavalcatura dei re, solitamente guerrieri, era infatti il cavallo. 
I Vangeli narrano che Gesù arrivato con i discepoli a Betfage, vicino Gerusalemme (era la sera del sabato), mandò due di loro nel villaggio a prelevare un’asina legata con un puledro e condurli da lui; se qualcuno avesse obiettato, avrebbero dovuto dire che il Signore ne aveva bisogno, ma sarebbero stati rimandati subito. Dice il Vangelo di Matteo (21, 1-11) che questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato annunziato dal profeta Zaccaria (9, 9) «Dite alla figlia di Sion; Ecco il tuo re viene a te mite, seduto su un’asina, con un puledro figlio di bestia da soma». 
I discepoli fecero quanto richiesto e condotti i due animali, la mattina dopo li coprirono con dei mantelli e Gesù vi si pose a sedere avviandosi a Gerusalemme. 
Qui la folla numerosissima, radunata dalle voci dell’arrivo del Messia, stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi di ulivo e di palma, abbondanti nella regione, e agitandoli festosamente rendevano onore a Gesù esclamando «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nell’alto dei cieli!».

LA LITURGIA CON LA LETTURA DELLA PASSIONE

  
La liturgia della Domenica delle Palme, si svolge iniziando da un luogo adatto al di fuori della chiesa; i fedeli si radunano e il sacerdote benedice i rami di ulivo o di palma, che dopo la lettura di un brano evangelico, vengono distribuiti ai fedeli, quindi si dà inizio alla processione fin dentro la chiesa. Qui giunti continua la celebrazione della Messa, che si distingue per la lunga lettura della Passione di Gesù, tratta dai Vangeli di Marco, Luca, Matteo, secondo il ciclico calendario liturgico; il testo della Passione non è lo stesso che si legge nella celebrazione del Venerdì Santo, che è il testo del Vangelo di San Giovanni.
Il racconto della Passione viene letto alternativamente da tre lettori rappresentanti: il cronista, i personaggi delle vicenda e Cristo stesso. Esso è articolato in quattro parti: l’arresto di Gesù; il processo giudaico; il processo romano; la condanna, l’esecuzione, morte e sepoltura. 
Al termine della Messa, i fedeli portano a casa i rametti di ulivo benedetti, conservati quali simbolo di pace, scambiandone parte con parenti ed amici. Si usa in molte regioni, che il capofamiglia utilizzi un rametto, intinto nell’acqua benedetta durante la veglia pasquale, per benedire la tavola imbandita nel giorno di Pasqua.

LA DATA È MOBILE E LEGATA ALLA PASQUA

La Domenica delle Palme è celebrata dai cattolici, dagli ortodossi e dai protestanti, e cade durante la Quaresima, che termina Giovedì Santo, primo giorno del cosiddetto “Triduo Pasquale”. 
Questa festa non cade sempre nello stesso giorno perché è legata direttamente alla Pasqua, la cui data cambia ogni anno. La festa è mobile e viene fissata in base alla prima luna piena successiva all’equinozio di primavera del 21 marzo. La data della Pasqua per i cattolici oscilla quindi tra il 22 marzo e il 25 aprile. Se, per esempio, la luna piena si verifica un sabato 21 marzo, la Pasqua cade il 22 marzo, ovvero la domenica immediatamente successiva all’equinozio. 
Per gli ortodossi la data oscilla tra il 4 aprile e l’8 maggio perché utilizzano il calendario giuliano e non quello gregoriano come i protestanti e i cattolici.
 
 
 
 
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[ “Az.-News” : 09.04.’16 ]
IL POST DEL PRESIDENTE
276261_1002645712_5204015_n L’EDITORIALE – VERSO LE AMMINISTRATIVE 2016 – NAPOLI NOBILISSIMA MA SVENTURATA
Arturo Stenio Vuono *
 * presidente Associazione Culturalsociale “Azimut” Napoli
Tralasciamo le vicende in corso a Roma, Milano, Torino, eccetera, dove i partiti si sbranano in un cupio dissolvi di tutte le ideologie e veniamo alla nostra amata Partenope; quì la confusione e il caos, l’affannarsi di tutti o quasi per un riposizionamento, hanno una ragione che si chiama il peggio del passato che ritorna. L’unica cosa certa è che la campagna elettorale si chiuderà, per paradosso, non appena se ne registrerà ufficialmente l’inizio, terminato il lavoro per le sistemazioni che sortiranno dallo scontro interno ai partiti ovvero a quel che di essi rimane e alle faide di sempre;i lettori sanno bene che, dopo il quinquennio 1993 – 1997, in cui nel bene e nel male prevalse e contò su tutto lo scontro – confronto, il sale della democrazia, le elezioni non hanno mai fatto storia, per non parlare del prima, eccezioni il periodo laurino e la campagna di “Almirante-Sindaco”, e la ventata del primo centrodestra cittadino.Napoli è ristretta in una gabbia di turpitudini dalla quale è sempre più difficile uscire, era il ’76 e si inaugurava l’egemonia della gestione amministrativa di sinistra, la linea del capitalismo assistito con l’elefantiasi – lumaca dell’arcinota metropolitana ( poi cosiddetta << d’arte >> ) e il resto lo fece la politica di cogestione consociativa del sismo ’80 con il capolavoro delle vele – ghetto  di Secondigliano , tanto per dirne una, il contrordine compagni che portò dalla trincea dei caschi gialli dell’Italsider alla “svolta” di deindustrializzare l’area di Bagnoli, eccetera. Mezzo secolo di guasti rossi e la costante fissa che a riparare i danni fossero sempre gli stessi sfascisti. La città, a tutt’oggi, è ostaggio delle caste cattocomuniste e non ci incanta il fiorentin bizzarro, calato a Napoli a fare la campagna elettorale, con l’edizione – riveduta e corretta – del risanamento e del rilancio di Bagnoli, spacciato per la grande novità del Renzi Matteo; il mirabolante piano non è altro che la trita e ritrita rappresentazione di tutto quel che la sinistra ha sempre pubblicizzato ma mai ha realizzato. Se lo farà il premier ( ? ) poco servirà ad emendarsi da un crimine trentennale di assoluta insolvenza. Non a caso tacciono gli ineffabili filosofi e intellettuali, perdurando il vizietto di gran parte dei media ad incensare i manovratori, usi da sempre a criticare finemente il loro governo cittadino per poi egregiamente sostenerlo.Inquesta situazione di totale immobilismo e di sostanziale ingessamento, da cui origina il graduale incremento dell’astensionismo, molti i vantaggi per i gattopardi dell’uscente di Magistris che, oggettivamente, non ha concluso a soluzione neppure uno dei problemi cittadini; ultima e redditizia espressione del pernicioso giacobinismo rosso, per i cittadini napoletani in cerca di fortune e avvinti all’errore affascinante. Molti i vantaggi : la spaccatura, inequivocabile dei democrat e la disarticolazione del centrodestra i cui pezzi, seppure non tutti, si limitano all’affiancamento dell’apparato civico di Lettieri; il disorientamento dei pentastellati, con un candidato d’importazione meneghina, e l’inevitabile dissidenza della ex base che produrrà una difficile partecipazione anche a livello delle municipaltà e potrà giustificare la conseguente desistenza in favore degli arancioni; e la presenza di qualche outsider che non andrà molto lontano. Esito delle urne  al primo o al secondo turno? Così stando le cose, con buona pace dei sondaggi, nessuno può dirlo. Uniche novità, nell’ambito della ristrutturazione dell’area del centrodestra e d’una sua ricomposizione di là da venire, le nuove entrate di liste che s’ispirano, rispettivamente,  al “Noi con Salvini”, con l’incognita dell’accoglienza o meno dei napoletani, e al neo movimento dei cattolici che Gianfranco Rotondi, con leale vicinanza a Silvio Berlusconi e determinato a non abbandonare il centrodestra, ha voluto – con una forte caratterizzazione ideologica – come “Rivoluzione Cristiana”. Vedremo come finirà. Una partita, comunque sia, aperta e dal finale dunque  imprevedibile.
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Pubblicato da Arturo Stenio Vuono · 08/04/2017·
Il presidente siriano ha risposto alle domande dei media russi sulla situazione in Siria. Un’analisi a tutto tondo che parte dalla guerra in Iraq nel 2003, s…
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 “AZIMUT” – NAPOLI. GRANDI MANOVRE – UTILIZZANDO NUOVAMENTE LA SIRIA – PER SCONGIURARE QUEL CHE SI PROFILAVA COME LA FESTA FINITA PER UNA POSSIBILE INTESA PUTIN-TRUMP. PER ORA RIEMERGE IL DISEGNO DEI TANTI CIRCOLI ( IN USA – EUROPA – ETC. ) CHE, EVIDENTEMENTE, NON INTENDONO FARLA FINITA CON I TAGLIALAGOLE CHE ERANO, ORMAI, ALLA FRUTTA. IL RESTO NON MERITA ALCUN COMMENTO… ( OK ! ) – E IN CONTO CHE IL TERRORE DILAGHI IN EUROPA….SULL’ARSENALE CHIMICO DI ASSAD – OGGI UNA VERA E PROPRIA BUFALA – GIA’ ABBIAMO DETTO E RIPETUTO…( ARMI CHIMICHE SEMMAI IN USO PIU’ VOLTE DAI “RIBELLI”… ) – per leggere tutto e tutte le altre notizie visionare ascoltare e riflettere : prossima pobblicazione in sito. Boona domenica!

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2 giorni fa – Dichiarazione che venne messa alla prova nell’agosto 2013 dalla strage di … Non il regime di Assad, che si è dotato in passato di un poderoso … che interesse avesse Assad abombardare con i gas Ghouta, ad appena 2 ..

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Domenica 9 Aprile 2017
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Ora gli investigatori, ha spiegato il viceprocuratore capo svedese Hans Ihrman, stanno esaminando i tabulati telefonici e gli account sui social media del 39enne, principale sospettato dell’attacco di ieri, per avere informazioni sul suo ruolo nell’attentato.

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