7,2 MILIONI DI ITALIANI POVERI E 1,2 MILIARDI EURO STANZIATI PER ACCOGLIENZA CLANDESTINI 4,6 – VOGLIONO LE BARRICATE ! I MEMENTO DELL’APRILE – L’EDICOLA E ALTRE news


7,2 MILIONI DI ITALIANI POVERI E 1,2 MILIARDI EURO STANZIATI PER ACCOGLIENZA CLANDESTINI 4,6  – VOGLIONO LE BARRICATE ! I MEMENTO DELL’APRILE – L’EDICOLA E ALTRE NEWS

7,2 MILIONI DI ITALIANI POVERI E 1,2 MILIARDI EURO STANZIATI PER ACCOGLIENZA CLANDESTINI 4,6  – VOGLIONO LE BARRICATE ! I MEMENTO DELL’APRILE – L’EDICOLA E ALTRE NEWS [ “AZ.NEWS” – 20/04/2017 ]

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IN COPERTINA [ da messaggio “postato” su facebook ]

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Mimmo Falco

Detto Napoletano : ” Giacchìno mettètte ‘a legge, e Giacchìno murette.”

GIOACCHINO FECE LA LEGGE, E GIOACCHINO NE FU UCCISO….. ( in italiano )

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[ “SECOLO d’ITALIA” – giovedì, 20 Aprile 2017 – Antonio Pannulllo ]

VOLETE LE BARRICATE? Sono 7,2 milioni gli italiani che nel 2016 vivono in condizione di grave deprivazione materiale. È quanto emerge dalle rilevazioni dell’Istat, in base l’indicatore che è dato dalla percentuale di individui che vivono in famiglie che sperimentano dei sintomi di disagi. L’Istituto di statistica precisa che la quota corrisponde all’11,9% delle persone che vivono all’interno di un nucleo familiare; dal campione sono quindi esclusi tutti i soggetti che vivono al di fuori delle famiglie (come in strutture di sostegno o detentive). La reazione di Fratelli d’Italia non si fa attendere: “L’ 11,9% delle famiglie italiane è in gravi difficoltà economiche. Lo ha dichiarato oggi il direttore dell’Istat in audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Peccato che non ci sia peggior sordo di chi non voglia sentire, e che il governo abbia deciso di destinare 4,6 miliardi all’accoglienza dei clandestini e solo 1,2 miliardi per gli italiani poveri. Questa gente vuole ritrovarsi le barricate per strada? Perché continuando così le avrà presto”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Le fa eco il governatore del Veneto Luca Zaia: ”I veri profughi sono quei 7 milioni e 209 mila veneti e italiani che, lo certifica l’Istat, vivono in condizioni di difficoltà economica”.

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DALLA PAGINA FACEBOOK DI GABRIELE LIMIDO ( ROMA )

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Gabriele Limido ·

Il 19 APRILE 2005, il Conclave dei Cardinali elegge JOSEPH ALOISIUS RATZINGER che prenderà il nome di BENEDETTO SEDICESIMO : l’ultimo PAPA CATTOLICO.

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Gabriele Limido ha aggiunto 3 nuove foto.

17 aprile  · Roma, Lazio ·

50 ANNI FA, LA NOTTE CHE TENNE SVEGLIA L’ITALIA.
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Il 17 APRILE 1967, il camerata NINO BENVENUTI batte Emile Griffith al Madison Square Garden (New York) e conquista il mondiale dei pesi medi.
Profugo istriano, costretto ad abbandonare la casa paterna requisita dai comunisti del macellaio Tito, Consigliere Comunale del M.S.I a Trieste, è stato il più grande pugile italiano del dopoguerra.
Un grande Patriota che non ha mai rinnegato i Suoi ideali.

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Gabriele Limido ha aggiunto 3 nuove foto.

18 APRILE 1944 : FONDAZIONE del S.A.F. (SERVIZIO AUSILIARIO FEMMINILE) della REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA.

“A Dio la mia Fede, all’Italia la mia vita, al Duce il mio cuore”.

Nella prima foto, la Comandante del Saf, PIERA GATTESCHI FONDELLI (unico Generale di Brigata Donna che le nostre Forze Armate abbiano avuto) con il Maresciallo d’Italia, Rodolfo Graziani.

ONORI.

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DALLA PAGINA FACEBOOK DI ITALO ZICARO ( COSENZA )

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Italo Zicaro ha condiviso il post di Danilo Di Mambro.

Danilo Di Mambro

18 aprile ·

7 obbedienze massoniche unite: “NON VOTATE MARINE!”

7 obbedienze massoniche unite: “NON VOTATE MARINE!” – Blondet & Friends

Hanno firmato un “appello repubblicano” perché i francesi non votino Marine Le Pen. Nessuna sorpresa, in fondo … Le cose diventano ogni giorno più…

MAURIZIOBLONDET.I

(Sfilarono al “Je suis Charlie”)

 

Hanno firmato un “appello repubblicano”  perché i francesi non votino Marine Le Pen. Nessuna sorpresa, in fondo … Le cose diventano ogni giorno più chiare. Non ci sarà più bisogno di noi complottisti.

L’appello repubblicano è firmato da: Grand Orient de France (GODF), la Fédération française du Droit humain (FFDH), la Grande Loge féminine de France (GLFF), la Grande Loge féminine de Memphis Misraïm (GLFMM), la Grande Loge mixte universelle (GLMU), la Grande Loge mixte de France (GLMF) et la Grande Loge des cultures et de la spiritualité (GLCS).

[ TRATTO DAL SITO DI MAURIZIO BLONDET ]

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DALLA PAGINA FACEBOOK DI PIETRO LIGNOLA ( NAPOLI )

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1 [ LINK . clicca e leggi ]

Pietro Lignola

Christus vincit! Alla faccia dei suoi nemici vicini e lontani.

COMMOVENTI DOCUMENTI SUL FATTO STORICO DELLA RESURREZIONE DI GESU’ – Lo Straniero

Tra le fake news più diffuse su Gesù c’è quella secondo cui non vi sarebbero documenti storici, databili al suo tempo, che parlano di lui e della sua…

ANTONIOSOCCI.COM

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Pietro Lignola·

Lo Spirito Santo, a distanza di un anno, non ha accolto le nostre preghiere. La Merkel è sempre lì, Renzi è dietro l’angolo e Francesco non ha mutato linguaggio. Erdogan ci ha spiegato chiaramente in qual conto tenga la libertà di espressione e la smania eurabica di accontentare l’Islam, unitamente alla libidine di lucrare sull’invasione, ci ha avvicinati alla sharia come nuova costituzione di Bruxelles.

San Gennà, come fermasti la lava del Vesuvio, ferma pure quest’altro flagello!

Pietro Lignola

19 aprile 2016 ·

SUICIDIO ASSISTITO DELL’EUROPA CRISTIANA.

I fatti di cronaca confermano la mia convinzione che il pericolo maggiore per la civiltà occidentale non sia la smania…

di conquista del mondo islamico ma il masochismo dell’Occidente stesso, il cupio dissolvi dell’Eurabia, il desiderio forse (ma soltanto forse) inconsapevole dei governanti arrivare a un’eutanasia (nemmeno indolore) assistita dai signori del petrolio e dai fanatici di Allah Akbar.

Fatto numero uno: Angela Merkel autorizza la persecuzione giudiziaria del comico Jan Böhmermann per vilipendio ai danni di personalità straniere. Ella accontenta, così, il sultanello Erdogan, il quale aveva sporto denunzia, offeso da una poesia satirica che recitava, più o meno: “Hai rapporti con le capre, schiacci le minoranze, calpesti i curdi, colpisci i cristiani e contemporaneamente guardi materiale pedopornografico”. In verità, io nulla so circa le preferenze del sultanello in materia sessuale, ma è difficile negare la verità delle affermazioni dell’Anchorman teutonico sulla politica interna e internazionale della Turchia sotto Erdogan.

La libertà di espressione, ivi compresa la satira, è uno dei pilastri della cultura occidentale. Certo, non bisogna esagerare e, infatti, io appartengo alla minoranza che, pur condannando gli assassini islamici, si rifiutò di identificarsi con la blasfemia di “Charlie Hebdo”. In questo caso, però, la normativa tedesca richiede l’autorizzazione a procedere del governo centrale, che è atto politico. Non si trattava, quindi, di verificare se l’accenno a supposte perversioni sessuali fosse diffamatorio, ma di valutare se potesse consentirsi la satira su uno statista straniero. Dipenderà dal fatto che comici e vignettisti di sinistra hanno avuto in Italia mano libera contro Berlusconi o forse dalla libertà d’insulto concessa dalla politically correctness contro Assad, Trump, Thatcher, Le Pen e chiunque non piaccia alla sinistra italiana: certo è che da noi la libertà di satira non conosce confini e quindi non ci sarebbe aspettati che la Führerin (già responsabile del dono di sei miliardi nostri al Gran Turco) consentisse a Erdogan di incidere sulla libertà di espressione anche fuori del suo paese. Cosa che non poteva piacere ai tedeschi, tanto che la Merkel ha sentito il bisogno di esprimere, contemporaneamente, “grande preoccupazione” per la situazione dei media in Turchia.

Fatto numero due: Papa Francesco, in visita ai migranti nell’isola della poetessa Saffo (ogni allusione al matrimonio delle coppie omosessuali è puramente casuale), è tornato portando con sé dodici musulmani che ospiterà in Vaticano. Opera lodevolissima di carità, senza dubbio; possiamo credere, però, che fra i fuggiaschi rifugiati a Lesbo non ci fossero cristiani? Mi ha fatto impressione il numero dodici: troppo, troppo coincide con il numero degli apostoli che Gesù Cristo istruì perché andassero a convertire gli infedeli! Il commento di Antonio Socci è stato impietoso: “Si dedica con tanta passione ai migranti musulmani, che non ha tempo di ricordarsi dei molti cristiani perseguitati (come Asia Bibi), schiavizzati e uccisi sotto regimi islamici e comunisti”. Per chi non sa o non ricorda, venerdì scorso il Papa non ha ricevuto il marito di Asia, venuto in Piazza San Pietro, ma l’ha soltanto salutato. Asia Bibi, donna cattolica pakistana, condannata ingiustamente a morte per blasfemia, è in carcere da oltre 2.000 giorni, in attesa di esecuzione, per aver rifiutato la conversione all’Islam. Papa Francesco non ha mai accennato al suo caso.

Fatto numero tre: quattro barconi con almeno cinquecento migranti a bordo, salpati dall’Egitto verso l’Italia, sono affondati al largo delle coste egiziane. Pochi i superstiti. Nulla di nuovo: qualcosa di simile accadde esattamente un anno fa. La novità è che già da alcune settimane a Lampedusa e negli altri approdi siciliani arrivano imbarcazioni partite dall’Egitto, anziché dalla Libia. È soltanto un caso? Non c’entra nulla l’arroganza manifestata dal nostro governo verso le autorità egiziane nell’ambito del caso Regeni? Abbiamo chiesto la solidarietà degli europei e Hollande ce l’ha concessa a parole, recandosi subito dopo al Cairo per trattare affari miliardari nei quali la Francia vuole sostituirsi all’Italia. Petrusiniéllo Renzi, fra un selfie e l’altro, oltre a compiacersi per il flop referendario, farebbe bene a occuparsi di cose serie, come ad esempio la difesa del territorio dall’invasione musulmana. Non sa, lui, che in Senegal i tagliagole hanno istituito una scuola per terroristi da mandare sulle nostre spiagge? E non sa che il Senegal, stato dal quale non ci sono serie ragioni per fuggire, è al terzo posto fra i paesi che mandano migranti in Italia?

Tre fatti di cronaca, un solo significato. Ci sono in Europa persone responsabili (non soltanto Angela, Francesco e Matteo, per carità) che dovrebbero difendere le radici cristiane (o se preferite, giudaico-cristiane) e gli inermi cittadini da una terribile invasione e, al contrario, si comportano da alleati del turco e del saudita, ossia di coloro che ci vogliono distruggere.

Cari amici lettori, è il tempo di pregare. Preghiamo lo Spirito Santo perché illumini Francesco e la Provvidenza perché ci tolga dai piedi Angela e Matteo. Soltanto così potremo evitare la sharia, che avrà pure il vantaggio di ridurre al silenzio la Boldrina e Gad Lerner, ma porrebbe le nostre figlie e le figlie delle nostre figlie a rischio di condividere il destino di Asia Bibi.

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Pietro Lignola

Dittatori buoni e dittatori cattivi.

Articolo pubblicato sul “Roma”

Mercoledì 18 aprile 2017.

Cari amici lettori, le cronache della settimana santa vedono alla ribalta, oltre Donald Trump, due personaggi poco raccomandabili: Kim Jong-un e Recep Tayyip Erdogan.

Sgombriamo subito il campo dalle valutazioni che più interessano politologi e strateghi: la guerra coreana, per ora, non ci sarà, perché Donald ha correttamente applicato l’antico e sempre valido principio “si vis pacem para bellum”. La Cina ha convinto Kim ad abbaiare senza mordere, il temuto esperimento non si è fatto e perfino il razzo ha fatto fetecchia. Il sultanato, invece, è cosa fatta e di qui a poco la Turchia reintrodurrà la pena di morte, alla faccia dell’imbelle buonismo europeo: tolta l’Austria, nessuno in Eurabia sembra voler andare oltre le solite inutili proteste.

La conversazione, tuttavia, non finisce qui, perché può darsi che anche voi, come me, vi domandiate che specie di governo sia quello dei due soggetti in questione, evitando la banale risposta, tipica della neolingua, che si tratti di due dittature.

La dittatura, come sa chiunque abbia studiato la storia di Roma, è un governo temporaneo di un uomo solo che assume tutti i poteri. Ricordiamo Cincinnato che, dopo soli sedici giorni di dittatura, sconfitti gli Equi, tornò a coltivare il suo campo; ma anche Lucio Cornelio Silla, spesso maltrattato dagli storici, che dopo aver vinto tutte le guerre e le lotte intestine, depose spontaneamente il potere assoluto che gli era stato attribuito a vita per ritirarsi in campagna a scrivere le sue memorie.

Nel mondo moderno, se prescindiamo dalla “dittatura del proletariato”, nessun governo assoluto si autodefinisce dittatura: possiamo però attribuire questa definizione al potere di un uomo solo, destinato a cessare con la scomparsa di quell’uomo. Una monarchia, insomma, non dinastica. Dittatori furono, quindi, Cromwell e Napoleone, anche se quest’ultimo volle farsi coronare imperatore; dittatore fu, consapevolmente, Francisco Franco, che volle alla sua morte fosse ripristinata in Spagna la monarchia costituzionale.

I dittatori possono essere buoni o cattivi proprio come gli imperatori, i re e i presidenti: tralasciando gli esempi più triti, possiamo inserire fra i buoni il portoghese Antonio de Oliveira Salazar e fra i cattivi il cambogiano Pol Pot (chi non li conoscesse può sempre consultare un’enciclopedia).

Kim Jong-un, allora, non è un dittatore, ma un re assoluto, anche se si fa chiamare diversamente. Il potere gli perviene, infatti, per via ereditaria, essendo egli succeduto al nonno, fondatore della dinastia, e al padre. Nulla impedisce, ovviamente, che un monarca governi in maniera tirannica, come Kim: la storia conosce innumerevoli esempi di sovrani sia malvagi sia illuminati.

Erdogan? Io stesso lo ho definito più volte “sultanello” e certamente il suo disegno è quello di restaurare l’impero ottomano e il sultanato, ma è troppo presto per comprendere se il potere assoluto che sta conquistando debba diventare ereditario, come è normale nei sultanati. La Turchia di Erdogan non rientra, d’altra parte, nel novero delle dittature militari, che sono, negli stati musulmani, l’alternativa alla monarchia legittima e all’integralismo confessionale: Erdogan, infatti, non è un militare e ha preso il potere contro i militari kemalisti che difendevano lo stato laico. L’unico modello che mi sembra compatibile con la nuova Turchia è la monarchia saudita, che è l’unico regno musulmano usurpato da sovrani non legittimi.

Kim e Recep, in ogni modo, sono pericolosi, a differenza di Al Sisi, Assad e (pace all’anima loro) Gheddafi e Saddam Hussein. Kim fa paura al mondo perché, con buona pace del senatore Razzi, è un ragazzino capace di tutto che governa, alla maniera del grande fratello orwelliano, uno staterello che si pretende potenza atomica.

Recep fa paura a quel che resta dell’Europa perché è troppo vicino e ha già fatto più strada dei sultani del passato in direzione di Roma. Egli è pronto ad usare la bomba demografica e i suoi sudditi stanziati in Germania, Belgio, Olanda e Austria si sono palesati più fedeli al suo disegno di quelli abitanti ad Ankara, Istambul e Smirne.

Nel secolo di Lepanto i Cavalieri di Malta ebbero un ruolo di spicco nella difesa della Cristianità. Sarà un caso che proprio ora il Papa abbia ritenuto opportuno decapitare quest’ordine?

Pietro Lignola

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TRATTO DA “IL GIORNALE D’ITALIA”

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ANNIVERSARI

18/04/2013 13:01

Ugo Venturini: il primo caduto degli anni di piombo

Morire per una bottiglietta piena di sabbia

Genova. 18 aprile 1970

LEGGI L’ARTICOLO

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È una città unica, Genova. Di una bellezza struggente, come poche ce ne sono in Italia. Appoggiata sulle Alpi, con i vicoli scoscesi che arrivano fino al mare. È una città dura, Zena. Aspra e chiusa. “Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi/ ha già troppi impegni per scaldar la gente d’altri paraggi/ Se ti inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli/ in quell’aria spessa, carica di sale, gonfia di odori/ lì ci incontrerai i ladri, gli assassini e il tipo strano”. La cantava così, la “sua” Città Vecchia, Fabrizio De André. È un simbolo Genova. Simbolo della fine degli anni di piombo. Perché è qui che, con l’irruzione in via Fracchia, gli uomini del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa metteranno in ginocchio le Brigate Rosse. Ma è anche qui che tutto ha inizio.Genova, primavera del 1970. Per il 18 di aprile è previsto un comizio che passerà alla storia. Giorgio Almirante verrà a parlare nella rossissima Piazza Verdi . La Liguria è una delle regioni in cui il Movimento Sociale è riuscito a radicarsi di meno. Essere camerati è difficile. Dirsi di destra impossibile. Militare nel Msi può –anche- voler dire morire. Ma dell’ambiente ostile, a Ugo Venturini non interessa. Ha 32 anni Ugo. Fa l’operaio. Lavora duramente e vive per la sua famiglia. Per sua moglie Rita e per il piccolo Walter. A casa sua di certo non girano molti soldi. Anzi, tutt’altro. Se si volesse dare un’etichetta a tutti i costi ai Venturini, si direbbe che sono “proletari”. Al di là delle classificazioni, quella di Ugo è semplicemente una famiglia modesta, come tante, in cui per arrivare a fine mese si tira la cinghia, dove niente è facile e non ci si possono concedere lussi. C’è amore però, in quella casa. C’è n’è tanto. Ed è quella la vera ricchezza dei Venturini. Ugo è un uomo buono, con un’impressionante dedizione per il lavoro. È anche sindacalista alla Cisnal. E, quando ha tempo, fa il volontario per la Croce Rossa, si occupa del primo soccorso sulle ambulanze. La sua passione, però, è una sola: la politica. È un missino convinto Ugo Venturini. Proletario, eppure orgogliosamente schierato a destra. Ama il calcio, va sempre allo stadio. Ma appena può scappa in sezione. È una città assurda Genova. Piccola e piena di odio. Grigia come il piombo di quegli anni maledetti, rossa come le BR di cui sarà una delle roccaforti. È pericoloso scendere in piazza, a Genova. Eppure Giorgio Almirante non ci vuole rinunciare. Organizza un comizio proprio al centro della città. Proprio dove nel luglio 1960 i “compagni” avevano impedito che si tenesse il Congresso del Msi. Il Segretario del Movimento Sociale, 10 anni dopo, ci riprova. Per Almirante le cose sono cambiate, il Msi è diventato un partito di peso, esistono sezioni in tutta la Liguria. A giugno, poi, ci sono le elezioni regionali. Vale la pena tentare e provare a mandare un segnale forte al Pci.Il 18 aprile è una bella giornata primaverile. I missini di Genova sono esaltati all’idea che il Segretario vada a parlare proprio in Piazza Verdi. Eppure, sono giorni che si sa che il comizio non andrà liscio. Quarantotto ore prima, alcuni militanti di sinistra sono riusciti, non si sa come, a leggere un delirante comunicato trasmesso, grazie ad un’interferenza con RadioRai, in tutta la Liguria. “Scendete in piazza, impugnate i fucili e le mitragliatrici. Difendetevi dai fascisti! Almirante non deve parlare”. Il messaggio è firmato da una sigla strana, mai sentita prima. Si fanno chiamare Gruppi di azione partigiana. Ma ancora non basta. Sui muri di tutta la città vengono impresse minacce a carattere di fuoco. Così, tanto per non lasciare adito a dubbi: “Fascisti morirete. Almirante, non uscirai vivo da Genova”. L’avvertimento è chiaro. Se il Segretario del Msi parla, sarà guerra. E, si sa, non c’è guerra senza morti.Almirante, però, non è certo tipo da farsi intimorire dalle minacce scritte sui muri. Lui, uno di quelli che hanno fatto la Repubblica Sociale, non ha di certo paura di parlare in una città “ostile”. Anche perché, gli anni di piombo non sono ancora ufficialmente iniziati, non hanno ancora cominciato a fagocitare vite, a mietere vittime. Forse, quasi per caso, gli anni di piombo cominciano proprio nel 18 aprile del 1970. Ma questo, Almirante, non può saperlo.Quando sale sul palco di Piazza Verdi, accanto al Segretario c’è proprio Ugo Venturini. Un evento del genere, lui che è fra gli “anziani” della sezione, non se lo può veramente perdere.Almirante riesce a parlare indisturbato per una mezz’ora. Sembra (quasi) tutto tranquillo. Però, all’improvviso, la musica cambia. In piazza, oltre ad un nutrito gruppo di missini, arrivano anche i “Camalli”, i portuali, considerati da sempre il “braccio armato” del Pci genovese. Sono tutti degli energumeni facili alla rissa. Insieme a loro ci sono anche un po’ di militanti di Lotta Continua. Basta un attimo e si innesca la miccia. Partono insulti, slogan violenti. Poi scoppiano dei veri e propri scontri. I compagni circondano i missini. Riescono ad arrivare anche dietro al palco. Lanciano di tutto. Almirante prova a calmare i suoi: “Non cadete nella provocazione! Non fate come loro: loro hanno la forza delle pietre, noi quella delle parole!”. Non serve a nulla. Un gruppetto indistinto di compagni lancia una bottiglia piena di sabbia proprio verso di lui. Che, però, colpisce alla nuca Venturini. Lo hanno aggredito alle spalle, come fanno solo gli infami, solo i codardi. Ugo tentenna. Cade a terra. È un attimo. Un colpo violentissimo. Però è vigile. Ha il tempo di guardarsi le mani piene di sangue. Per centrarlo, ironia della sorte, i comunisti hanno usato il simbolo del capitalismo: una bottiglietta di Coca-Cola. Riempita di sabbia, così da renderla una vera e propria arma.Ugo viene trasportato di corsa in ospedale. È lucido, anche se ha una commozione cerebrale dovuta al colpo subito. Lo operano subito per riuscire a diminuire la pressione intracranica. L’intervento, in teoria è riuscito. In teoria. Sì, perché il terriccio di cui era riempita la bottiglia ha infettato la ferita. A Venturini devono fare l’antitetanica. Non servirà assolutamente a nulla. Per 11 giorni Ugo continuerà a combattere dal letto del reparto in cui è ricoverato. Almirante non lascerà mai il suo capezzale. La notte fra il 30 aprile e il 1° maggio, giorno della festa dei lavoratori, il militante operaio, si arrende. L’infezione lo ha devastato fino ad ucciderlo.È Ugo Venturini il primo caduto degli anni di piombo. Morto senza un senso. Non sotto il fuoco una mitraglietta Skorpion, come i giovani di Acca Larentia. Non ucciso a colpi di chiave inglese, come sarà per Sergio Ramelli. È assurda e, naturalmente, senza colpevoli, la morte di Ugo Venturini.Le indagini, come sarà poi per la totalità dei caduti degli anni di piombo, non porteranno a nulla. Non un arresto, non un colpevole, non un nome. Per la morte di Ugo, operaio e volontario, padre di famiglia e missino, nessuno ha mai pagato. In compenso, è proprio con Venturini che si inaugura la lunga stagione delle morti esaltate da Lotta Continua. Il quotidiano di Adriano Sofri, mesi dopo la morte di Ugo: Genova. Comizio di Almirante. Il Pci dice di vigilare. I proletari invece attaccano- Giustiziato il fascista Venturini. (Il corsivo è nel testo originale). E ancora. “Centinaia di proletari, invece, militanti del Pci e Lotta continua, scendono in piazza: circondano il pubblico che ascolta Almirante, danno l’assalto al palco, si scontrano contro il servizio d’ordine missino e con la polizia che fa quadrato attorno ad Almirante : cercano di far fuori questo rottame fascista, ma le pietre, le bottiglie e i bastoni colpiscono il suo servizio d’ordine. Ugo Venturini, capo dei volontari genovesi del Msi (l’apparato militare del movimento) presente fra gli uomini di Caradonna nell’assalto all’Università di Roma nel marzo ’68, viene colpito in testa da una bottiglia. Dopo alcuni giorni muore.” (I corsivi sono nel testo originale). Nessuna pietà per Rita, rimasta vedova senza un senso. Nessuna pietà per Walter, cui hanno strappato un padre che non vedrà mai più tornare a casa. Nessuna pietà per Ugo Venturini, proletario e operaio. Uomo del popolo, proprio come quelli di cui Lotta continua ed il Pci si sono autoproclamati protettori.Ugo Venturini non è l’unica vittima di quell’assurdo assalto al comizio di Almirante. La sua morte si è trascinata dietro un’altra vita. Sua moglie Rita, dopo essersi risposata ed aver cercato di superare quel lutto atroce, non ha retto. Anni dopo esser rimasta vedova di Ugo, si è suicidata.Walter, il figlio di Venturini, dopo essere stato adottato per un periodo da Giorgio Almirante e Donna Assunta, è tornato a Genova. Una volta cresciuto, ha preso la strada sbagliata, precipitando nel tunnel dell’abuso e dello spaccio di droga. Finendo perfino in galera.

È una città strana Genova. Di una bellezza struggente e di una crudeltà infinita. Madre e matrigna. Capace di dimenticarsi, senza colpo ferire, di uno dei suoi figli, caduti senza un motivo. Morto senza una ragione. All’alba degli anni di piombo.

Micol Paglia

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ALTRE NEWS

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GIANCARLO LEHNER – DA ROMA

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——– Original Message ——–

Subject: Lehner: Allah è grande e noi siamo cretini
Date: Wed, 19 Apr 2017 11:37:13 +0000
From: Giancarlo Lehner
To: ( . . . )

Kori Ali Muhammad, urlando “Allah è il più grande”, ammazza in quel di Fresno (California) tre passanti.

I mass media interpretando creativamente affermano che:

1) è razzismo ( essendo bianche le vittime), giammai terrorismo);

2) Kori Alì è solo un povero malato di mente bisognoso di cure e premure.

Per chi beve acqua e vino, non bufale: a) psicotici (e correi) sono i giudici bischeri, che hanno bloccato i provvedimenti anti immigrazione di Trump; b) razzisti sono i giornalisti velinari che, da un lato, propongono l’equazione: Islam uguale malattia mentale, e, dall’altro, trattano noi come normalissimi cretini.

Giancarlo Lehner

——– Original Message ——–

Subject: Lehner: italiani che contano: smemorati, falsi, bugiardi, voltagabbana
Date: Thu, 20 Apr 2017 06:28:28 +0000
From: Giancarlo Lehner
To:  ( . . . )

Solo nei paesi di radicata subcultura autoritaria e antisemita è normale glissare la ricorrenza del 19 aprile:insurrezione del ghetto di Varsavia. L’Italia dell’Anpi e degli ex alleati di Hitler, comunisti compresi, che respinge i vessilli della Brigata Ebraica non poteva commemorare il 19 aprile.

E, infatti, nessun opinatore-propalatore dei miei stivali se n’è ricordato, a cominciare dai vertici delle Istituzioni, la cui vergogna è arrivata al punto di non curare il cimitero di quanti sono morti a Cassino per liberarci e rilanciare in Parlamento i fascisti divenuti di colpo antifascisti.

Gli eredi di questi italiani, compresi i laudatores del patto Molotov-Ribbentrop, dapprima sfuggiti al processo di Norimberga e, quindi, all’istruttoria ancora aperta sui crimini del comunismo, sopravvivono a colpi di omissioni, oblio, menzogne.

Giancarlo Lehner

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CORRISPONDENZE ( NAPOLI – riceviamo e pubblichiamo )

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——– Original Message ——–

Subject: INVITO Seminario INDUSTRIA AERONAUTICA.Fatica e Damage Tolerance
Date: Tue, 18 Apr 2017 07:52:47 +0000
From: Aeropolis
To:  ( . . . )
Reply-To:
AEROPOLiS.it –

 

INVITO

NAPOLI 22 APRILE POLITECNICO DI FUORIGROTTA SEMINARIO PER STUDENTI E IMPRESE

Fatica e Damage Tolerance nell’Industria Aeronautica

Primo Seminario di Cultura Aeronautica, della IV edizione dell’iniziativa promossa da AEROPOLIS, AIAN, AIDAA in collaborazione con il Dipartimento Ingegneria Industriale della “Federico II” e l’associazione studentesca EUROAVIA

All’incontro di Sabato 22 Aprile 2017 è previsto l’intervento anche di un ospite di Pilatus Aeronautics.

La partecipazione ai seminari è ritenuta valida per il rilascio di crediti formativi da parte del Dipartimento d’Ingegneria Industriale secondo i criteri attualmente in essere. Ai partecipanti sarà consegnato un attestato di partecipazione tramite mail.

Per iscrizioni e info:

https://goo.gl/forms/ JYlOxIubtAtuutfw1

segreteria@aeropolis.it

napoli@euroavia.eu

Locandina:

——– Original Message ——–

Subject: Notizie dal Comune di Napoli
Date: Wed, 19 Apr 2017 23:56:07 +0200
From: “Arch. Gaetano Troncone” <tronconestudio@tiscali.it>
To: associazioneazimut@tiscali.it
Reply-To: tronconestudio@tiscali.it
Dossier sugli immobili comunali dati gratuitamente ai partiti.
Consegnato al Sindaco di Napoli de Magistris il dossier sugli immobili comunali, affidati ai partiti politici gratuitamente e a canoni fortemente agevolati
Clicca qui per visionare il dossier integrale
http://gaetanotroncone.blogspot.it/2017/04/il-dossier-sugli-immobili-comunali.html
 
 
 
Ricapitalizzazione e piano industriale società di trasporti ANM.
Trasferiti ad ANM  immobili comunali per il valore di 65.000.000 di euro. Ecco il mio intervento durante il Consiglio Comunale del 29 marzo.
https://youtu.be/IUGe-KRKkQI
 
 
 
Gazebo selvaggi
Il video che denuncia tutte le irregolarità e anomalie
https://youtu.be/xWrkbcJ-sBw
 

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L’EDICOLA

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Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui

 

 

Giovedi, 20 Aprile 2017

Meloni: “Che aspetta Alfano ad andare in Turchia a prendere Del Grande?”

Appelli del centrodestra per l’immediata liberazione del giornalista italiano Gabriele Del Grande, dopo che oggi le autorità tirche hanno impedito al legale e al console italiano inviato dal ministro degli Esteri Angelino Alfano – di incontrare il giornalista in prigione.

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Il “Secolo d’Italia” è il quotidiano on line della destra italiana: fondato a Roma nel 1952, nel 1963 divenne l’organo di partito del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale e nel 1995 di Alleanza Nazionale.

Nel 2009 è stato uno dei quotidiani del Popolo della Libertà. Attualmente è organo della Fondazione Alleanza Nazionale.

 

 

 

 

 
 
 
 

Secolo d’Italia
Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186 Roma
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7,2 MILIONI DI ITALIANI POVERI E 1,2 MILIARDI EURO STANZIATI PER ACCOGLIENZA CLANDESTINI 4,6  – VOGLIONO LE BARRICATE ! I MEMENTO DELL’APRILE – L’EDICOLA E ALTRE NEWS [ “AZ.NEWS” – 20/04/2017 ]

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Associazione Azimut, Naples, Italy.

 http://www.facebook.com/AssociazioneAzimu

 

https://azimutassociazione.wordpress.com

“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :

direzione responsabile: presidenza Associazione

team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.

Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono

(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)

“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI

[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )

TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332

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UNA BUONA LETTURA – A PRESTO !

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