IN QUESTO NUMERO : NAPOLI SABATO 29 PRESENTAZIONE LIBRO “PASSIONE POLITICA” DI ANTONIO MAZZONE ( a cura di Alessandro Sansoni )


IN QUESTO NUMERO : NAPOLI SABATO 29 PRESENTAZIONE LIBRO “PASSIONE POLITICA” DI ANTONIO MAZZONE ( a cura di Alessandro Sansoni )

IN QUESTO NUMERO : NAPOLI SABATO 29 PRESENTAZIONE LIBRO “PASSIONE POLITICA” DI ANTONIO MAZZONE ( a cura di Alessandro Sansoni )
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anteprima di web – servizio tra breve in rete
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APRILE 25 L GIORNO DELLA DISCORDIA – NAPOLI SABATO 29 PRESENTAZIONE LIBRO DI ANTONIO MAZZONE – L’EDICOLA E ALTRE NEWS
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : MERCOLEDI’ 26 APRILE 2017 ]
 
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IN COPERTINA
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 ( . . . ) evento.·
APR29

Sab 17:30 · Circolo Nautico Posillipo · Napoli, Campania
Antonio Mazzone ti ha invitato
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ULTIMO NOSTRO POST SU FACEBOOK 
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Post
Associazione Azimut
Pubblicato da Arturo Stenio Vuono · 25/04/2017 ·

VOGLIONO TUTTA LA TRIPPA !
POTERE MONDIALE, TUTTA LA VERITA’ – YouTube
https://www.youtube.com/watch?v=wt8xX_aXYkY

BALLOTTAGGIO PER L’ELISEO PARTITA APERTA IL NOSTRO 25 E 28 APRILE L’EDICOLA E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 24/04/2017 ] – E.mail anteprima di web – da messaggio su facebook : A NAPOLI “Per il 28 aprile anniversario dell’assassinio di Benito Mussolini ci incontreremo tutti alle ore 18:00 nella chiesa di piazza Trieste e Trento per ricordare colui che fu il protagonista di

Altro…

Chi detiene il vero potere mondiale? Chi si nasconde dietro le decisioni politiche dei governi occidentali? Come nascono i governi tecnici e chi li ha invent…
YOUTUBE.COM
” – OGGI:
DRACULA DENARO ILLUMINATI SQUADRA E COMPASSO VOGLIONO TUTTA LA TRIPPA ! E ALTRE NEWS – [ “AZ.” – 25/04/2017 ] – anteprima web tra breve in rete –
da messaggio su facebook : “Noi eravamo il MSI e Almirante costituiva L’EURODESTRA con lo spagnolo Blas Piñar ed il francese Jean Louis Tixier-Vignancour. Quest’ultimo era il capo del movimento Force Nouveau. Dopo questo movimento nacque il Front National e Tixier-Vignancour vi aderì. Almirante, poi, costituì al parlamento europeo il Gruppo delle Destre Europeee, con il Front National di Jean Marie Le Pen ed il Msi era il punto di riferimento più importante delle destre europee. Noi ora in Italia viviamo una crisi della destra che sembra non dover finire. Sento spontaneo dentro di me una assoluta vicinanza a Marine Le Pen. Del resto, il simbolo di F. N. è quello che è. FORZA MARINE!!!!” —————- tutte le news : “Massoneria Pride! La magistratura acquisisce gli elenchi di logge massoniche ed i massoni si indignano! I venerabili non chiariscono mai quali sono le “indicibili” ragioni che spingono tanti rispettabili ad aderire a logge di iniziati ed a conservare il segreto sugli adepti!…( da messaggio su facebook ) – MILANO  23 APRILE 2017 OSTACOLATA LA SANTA MESSA AL CAMPO X SI VERGOGNI SINDACO SALA Quanto accaduto ieri al campo X del cimitero di Musocco è grave…-21 aprile  Giustizia questa sconosciuta. Nicola Cosentino condannato in primo grado a 5 anni per riciclaggio di danaro… –  WASHINGTON (WSI) – La ricetta per aumentare l’occupazione e combattere le disparità sociali è nel taglio al cuneo fiscale. A dirlo il Fondo monetario internazionale che indica anche al nostro paese dove recuperare le risorse per abbattere il costo del lavoro, ossia tassando le proprietà immobiliari… – TRE INTERVENTI TRATTI DAL SITO DI MAURIZIO BLONDET – VIDEI E ALTRO. – Per leggere tutto, ascoltare, visionare, riflettere :
VISITA IL SITO

Associazione Azimut | Raccolta di e-mail dell … – WordPress.com

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Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut.

 
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UNA NE FACCIO E CENTO NE PENSO…..
LA RIVOLUZIONE DELLA NUOVA CARTA DI IDENTITA’ ELETTRONICA
IL “GRANDE FRATELLO” IN TASCA….
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Al via la carta di identità elettronica: come funziona e come si deve richiedere
foto di Giancarlo Lehner.
GIANCARLO LEHNER – DA ROMA
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Vorrei fondare un partito con un programma essenziale.
Al primo posto, la denuncia dell’imbroglio dell’anti qualcosa, dove le buone intenzioni producono effetti infernali. Così, antimafia, anticamorra, anti-evasione, antidroga, etc. etc. non sono servite a sconfiggere mafie, camorre, spaccio, evasione, bensì all’edificazione di un regime autoritario e poliziesco, tant’è che il cittadino non può gestire liberamente il proprio conto corrente, né, per comodità, richiedere pezzi di carta moneta da 200 o 500 euro, altrimenti viene segnalato e schedato.
E se compra un immobile e paga il dovuto allo Stato attraverso il notaio, subirà senza meno un controllo ed un aumento a priori della tassazione.
C’è una Spectre dietro l’anti-qualcosa?
Di sicuro, ci sono corporazioni e burocrazie che accrescono potere e stipendi a danno della libertà e dell’ossigeno vitale dell’individuo, degli imprenditori, di quanti cercano invano un lavoro.
Di conseguenza, al secondo posto del programma porrei la riforma fiscale ridisegnata sul modello statunitense: tutti si scaricano tutte le spese, con due esiti felicissimi: scompare l’evasionee la pressione fiscale può dimezzarsi.
Se fino ad oggi non s’è realizzata – la proposi da parlamentare al ministro Tremonti, il quale mi rispose che in Italia non eravamo attrezzati, come a dire i troppi che lucrano e mangiano non la consentono -, vuol dire che la Spectre è fortissima e che per abbatterla servirebbe la rivoluzione liberale violenta in un Paese malato di cretinismo pusillanime e statalista.
Infine, il terzo ed ultimo punto del programma: scardinamento di tutti gli immarcescibili parametri dei carrozzoni costosi e spreconi, dalla Sanità alla Scuola Pubblica, che non possono più essere gratis per tutti.
Lapo Elkann, ad esempio, se ha bisogno dell’ospedale, dopo una notte trasgressiva, paga tutto, anche l’aria condizionata e se ha messo al mondo figli o li iscrive in un istituto privato oppure paga la giusta retta alla scuola pubblica. Perché mai, il pensionato a 1000 euro al mese dovrebbe continuare a pagare cure e istruzione alle famiglie tipo Elkann?
Insomma, il modello Unico sia finalmente il metro della vera equità
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TRATTO DAL “SECOLO D’ITALIA”
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25 aprile, Boldrini stile Minculpop: chiudete 2700 pagine fasciste su Fb

25 aprile, Boldrini stile Minculpop: chiudete 2700 pagine fasciste su Fb

martedì 25 aprile 2017 


Torna, forbici alla mano, la Censora Nazionale. Laura Boldrini, quella Laura Boldrini che aveva già auspicato a gran voce l’abbattimento dell’obelisco del Duce al Foro Mussolini a Roma, coglie l’occasione del 25 aprile per chiedere a Zuckerberg, anzi, pretendere, che vengano oscurate addirittura 2700 paginedi Facebook “colpevoli”, a suo dire, di non essere allineate allaretorica antifascista, resistenziale e partigiana. MaZuckerberg non obbedisce: le nostre regole sono altre e non lo prevedono. Boldrini, che si professa sincera democratica, non ama le critiche alla sua persona, denuncia le fake news e ora ha un elenco di “pagine della vergogna” da chiudere. Una paladina, dunque, della creazione di quella “cupola” che avrebbe il compito di controllare ciò che è bene e ciò che è male pubblicare su Fb. Un dibattito ormai globale, nel quale Boldrini interviene facendosi scudo di parole d’ordine vecchie di 70 anni mentre sarebbe suo dovere, in certe ricorrenze, pronunciare parole che uniscano e non dividano. 

“In Italia – strilla la Censora Nazionale – non sono consentite manifestazioni fasciste né atti di apologia nei confronti delfascismo. Lo voglio ricordare oggi, anche perché l’Anpi ha prodotto una ricerca, in continuo aggiornamento, secondo la quale in Italia ci sono purtroppo circa 2700 pagine Facebooklegate all’estremismo di destra. 300 di queste apertamente apologetiche. E questo rappresenta un pericolo reale perché, come sappiamo, Facebook è uno strumento molto frequentato dai giovani“.

Inviperita per l’affronto la Boldrini annuncia urbi et orbi, con unpost su Facebook, di aver scritto nientedimeno che “a MarkZuckerberg, fondatore di Facebook, per denunciare questa situazione”.

“Lo voglio dire chiaro e tondo – tuona la terza carica delloStato  – l’apologia di fascismo non può essere vietata in ogni circostanza, tranne che su Facebook. Non è tollerabile”.

“Da Facebook rispondono dicendo che loro hanno regole e politiche di carattere internazionale e che, solo in certe circostanze, tengono conto delle legislazioni nazionali – spiega indignata per essere stata respinta con perdite la Boldrini – Ma il fascismo non è una semplice questione di leggi locali. Anche dagli Stati Uniti, che è il Paese in cui è nato Facebook, vennero migliaia di ragazzi in divisa a combattere per la libertà. Altro che fatto locale”.

Poi giù con la solita tiritera. “Nessuno può ignorare chel’Olocausto resta la più grande tragedia, la più terribile creatura del nazifascismo. Non un singolo Paese, come può essere l’Italia, ma tutto il mondo moderno è frutto della sconfitta delnazifascismo.
Questa memoria e questa consapevolezza dovrebbero quindi appartenere pienamente alla politica di Facebook, in ogni Paese del mondo”.

“E allora, signor Zuckerberg, glielo voglio dire oggi, 25 Aprile, il giorno in cui l’Italia sconfisse il nazifascismo – conclude la sua tirata retorica resistenzialista la Boldrini – Glielo voglio dire dal palco di Bologna, città medaglia d’oro dellaResistenza: prenda coraggio e cancelli una volta per tutte le pagine della vergogna”. La Censora Nazionale dovrà rassegnarsi. E tornare a fare il presidente della Camera. Speriamo ancora per poco

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LA GIORNATA DELLA DISCORDIA
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“AZIMUT” – IL POST DEL PRESIDENTE
Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut”
Anche quest’anno la “Giornata della Discordia”. Il 25 Aprile pare, ormai, al tramonto e, sempre di più, carente della partecipazione popolare. Abbiamo scelto, nel più completo e reale pluralismo,  di pubblicare la cronaca ufficiale della giornata e alcuni, diversi punti di vista. Per quanto ci riguarda, nell’evitare un nostro repetiita iuvant, in tema di fascismo e antifascismo – di resistenza e liberazione, etc. – , molti dei nostri servizi in rete, ben noti ai nostri lettori, sono stati sempre nel segno della doverosa alternativa alla vulgata e al pensiero unico.Non temiamo il confronto.
Continuiamo a interrogarci, e ad interrogare, se sia cosa buona e giusta la versione, in auge, che tarda ad abortire, riconfermata al massimo livello delle istituzioni : fascismo << male assoluto >> , antifascismo tutto il “bene assoluto”; certo che no, e per molti motivi, stante che la cosiddetta << liberazione >> dal ricorrente e improprio termine di “nazifascismo” ( ? ), l’aggiunta “nazi” la dice lunga – un vero e proprio autogol di chi ostacola il dibattito e impedisce l’analisi sul c.d. << ventennio >>,  a tutt’oggi ci ha consegnato in eredità semmai l’occupazione e una sovranità limitata.
A settantanni, e più, le celebrazioni, in nome d’una democrazia monca e reticente, continuano a stendere una cortina fumogena, in difesa – si dice – della costiituzione , tanto da giustificarsi la vergogna dell’eccidio di Mussolini e Altri, a riguardo della barbarie d’una guerra fratricida al nord e i crimini in danno di chi non stava dalla parte dei  “combattenti per la libertà” ( ! ) – che si dilaniarono anche tra di loro ad opera dei “rossi” ; delle nefandezze, al sud, da parte degli eserciti straniere “liberatori” ; e non c’è alcun bisogno di riscrivere la Storia ma è tempo di fare conoscere tutti i fatti e avremo tutta la vera verità. Sinora non s’è voluto e non s’è potuto. Ma v’è di più, non è mai cessato di spirare il vento liberticida e del discrimine contro i << vinti >> e di chi seguì, politicamente, a darvi dignità nella repubblica.
Non solo discordia che fu tra fascisti e antifascisti, poi – nel prosieguo – fra italiani e italiani, e non solo per il passato; oggi pure tra antifascisti e antifascisti. E nel mentre, le burocratiche parate, si fanno in nome d’una presunta “unità”; unire ! unione ! ; tutto giusto, se non fosse che il concime dell’odio non pacifica !
D’altronde i precedenti non mancano : mantenere uno spartiacque tra “buoni, belli e puliti” e “cattivi, brutti e sporchi”, non è  prerogativa che tocchi ad antifascisti e fascisti; dal 1860 è stato lo stesso : “liberatori” erano i piemontesi dell’infrancesato, briganti i veri resistenti dell’ex Regno delle Due Sicilie. Una pagina della Storia, scritta dai vincitori – che, alfine, è in completa revisione ed in via di cancellazione. Tempo ne passerà e, parimenti, sarà così per la comoda versione sul 25 aprile !
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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita al Campo di deportazione di Fossoli, 25  aprile 2017. ANSA/GIANDOTTI/UFFICIO STAMPA QUIRINALE © ANSA
25 APRILE 2017 / 1 [ LINK – clicca e leggi ]
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25 aprile, celebrazioni in Abruzzo – Abruzzo – ANSA.it

http://www.ansa.it › Abruzzo

Celebrazioni in tutto l’Abruzzo per il 25 aprile. A L’Aquila in centro storico oltre 15 … Redazione ANSA L’AQUILA 25 aprile 201719:03 News. Suggerisci …

25 Aprile, Roma divisa, due celebrazioni. Mattarella – Ansa

http://www.ansa.it › Politica

25 Aprile, Roma divisa, due celebrazioni. Mattarella: … 25 aprile 201719:02 News … Fotoracconto 25 aprile, le celebrazioni dell’anniversario della Liberazione …

25 aprile, celebrazioni in Molise – Molise – ANSA.it

http://www.ansa.it › Molise

Redazione ANSA CAMPOBASSO 25 aprile 201715:10 News. Suggerisci … Così il sindaco di Campobasso, Antonio Battista, per le celebrazioni del 25 aprile.

25 aprile, la memoria condivisa lungo i sentieri partigiani e nei … – Ansa

4 giorni fa – 25 aprile, la memoria condivisa lungo i sentieri partigiani e nei luoghi … dicelebrazione ma anche di polemiche politiche, 2017 compreso.

Renzi celebra 25 aprile a Cavriglia – Toscana – ANSA.it

http://www.ansa.it › Toscana

Redazione ANSA FIRENZE 25 aprile 201717:40 News … della Festa della Liberazione Matteo Renzi ha celebrato il 25 aprile intervenendo a Castelnuovo dei …

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25 APRILE 2017 / 2  [ LINK – clicca e leggi ]
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LINK – clicca e leggi
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Gruppo Facebook sul Duce: autore arrestato e indagati … – Il Giornale

17 mag 2016 – Un nome diretto: “Gruppo Dux Nobis” e molti iscritti che ora … Vorrei segnalare alla polizia postale di bloccare anche il sito delle “100 opere”. …. L’apologia del fascismo èun reato di opinione, che come tale va abolito.

Chiuda le pagine che inneggiano al fascismo – Il Giornale

03 apr 2017 – La Boldrini scrive a Zuckerberg: “Da noi l’apologia di fascismo è un reato”. … sono d’accordo per la chiusura dei siti. … immigratis e c’è anche chi dovrebbe chiudere la bocca però, chissà perché, nessuno chiude nulla,è tutto a …

( . . . )  il post.
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25 APRILE 1945: L’Italia è liberata dal nazismo e dal fascismo; ha termine la seconda guerra mondiale.
25 aprile 2016Senza categoriaGalli Gabriele
sogno

Fonte: http://www.politicamagazine.info

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Arturo Stenio Vuono
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( . . . )  la foto di Salvatore Tardi.
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PER IL 25 APRILE, RICORDA.

( . . . ) un link.
Gli anniversari dovrebbero essere aboliti. Soprattutto quando celebrano un evento politico che si presta a una giostra di opinioni non condivise. Accade così per il settantesimo del 25 aprile 1945, la festa della Liberazione. Una cerimonia…
LIBEROQUOTIDIANO.IT

Oggi la vera liberazione è antisfascista

“25 aprile: la vera resistenza oggi è contro lo sfascismo, di civiltà, popoli e famiglie. L’antisfascismo è la vera lot

Altro…

Ma se il 25 aprile diventasse la Festa dell’antisfascismo? Se fosse quella la vera, Resistenza che urge ai nostri giorni, la guerra di liberazione dallo sfascismo? Il fascismo dista ormai 72 anni dal nostro presente, è pura
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ALTRE NEWS
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da messaggio su facebook – un link.

Le vie dell’amore sono infinite. Lui subiva l’inconfessabile fascino delle zie, lei voleva tanto un nipotino. Una straordinaria love story in salsa transalpina, per la serie non “facciamoci mancare niente all’Eliseo”

Lei, docente di francese al liceo, ad Amiens un paese di circa 130.000 mila abitanti in Piccardia, conobbe Emmanuel quando il ragazzo aveva 16 anni
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ALTRE NEWS ( TRATTO DAL “PRIMATO NAZIONALE” )
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La destra moderata è miserabile (in Francia, ma anche in Italia)

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Roma, 24 apr – Dice, la destra moderata è moderata: bella scoperta. Vero. Ma c’è modo e modo di essere moderato. E poi non è affatto vero che gli ambienti più radicali siano immuni da tentazioni moderate. È quindi interessante far notare come, a urne appena chiuse e a risultati ancora parzialissimi, tutto lo stato maggiore dei Républicains, a cominciare dal candidato premier François Fillon, e poi, a seguire, con Alain Juppé, Christian Estrosi, François Baroin e Jean-Pierre Raffarin, ha invitato a votare per Macron. Ovvero un ex ministro di Hollande, catapultato in politica direttamente dalla banca Rotschild.

È importante notare come la riunione dell’ufficio politico del partito gollista sia programmata per oggi. Tutti, quindi, hanno voluto affrettare i tempi, senza neanche salvare la faccia. Si poteva confluire su Macron mostrando almeno la parvenza di un minimo travaglio interiore. Ma si poteva anche evitare di esprimersi e lasciare libertà di scelta, se il voto per Marine Le Pen era ritenuto troppo osé. E invece no, ci si è subito lanciati sulle barricate del macronismo, dell’anti-marinismo, dell’antifascismo, pretendendo la prima linea. Da vomito.

È inoltre interessante sottolineare come Fillon, benché ultra-liberista, abbia un profilo in grado di attrarre qualche sprovveduto “identitario”: vicinissimo agli ambienti della Manif pour tous, radicalmente ostile al “matrimonio egualitario”, amico personale di Putin. Eppure eccolo lì, appecoronato a un ex collega della Taubira, l’artefice del Mariage pour tous che scatenò le adunate oceaniche della Manif. Tutto questo ci dà una lezione che oltrepassa anche la contingenza. Tra qualche mese, infatti, ci saranno le elezioni anche in Italia. E allora torneranno gli strali verso chiunque proponga un messaggio realmente sovranista, perché si sa: “non bisogna disperdere il voto” e “comunque meglio Forza Italia del Pd”. Come se i voti dati a Fi (e alleati) non servissero e non fossero già serviti a sostenere governi del Pd. Essere moderati non è mai stato una virtù. Oggi, tuttavia, coincide con il crimine.

Adriano Scianca

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ALTRE NEWS – TRATTO DA “IL TEMPO” DI ROMA

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IN DIRETTA TV

Crolla l’ultima bugia di Gianfranco Fini

Giurava: “Io mai a Montecarlo per seguire i lavori di ristrutturazione per la casa”. Ma viene smentito dal suo avvocato, che ammette in tv che quel viaggio ci fu

Crolla l'ultima bugia di Gianfranco Fini

Alla fine le verità non dette, piano piano, vengono a galla. Ospite de L’Arena sui Raiuno, l’ avvocato di Gianfranco Fini Michele Sarno ha ammesso che l’ allora presidente della Camera aveva lasciato i suoi incarichi istituzionali per accompagnare la moglie Elisabetta Tulliani a Montecarlo a seguire i lavori di ristrutturazione dell’ appartamento che il cognato, Giancarlo Tulliani, aveva acquistato da An tramite due offshore riconducibili ai fratelli Tulliani e coi soldi del re delle slot Francesco Corallo, accusato di associazione a delinquere finalizzata al peculato, al riciclaggio e alla sottrazione fraudolenta delle imposte.

Fini finora ha sempre negato. L’ha fatto anche quando, nei giorni “caldi” dello scandalo, più di un testimone disse al nostro direttore Gian Marco Chiocci (all’epoca inviato per Il Giornale) di aver visto l’ ex leader di An aggirarsi per le strade di Montecarlo. Tra questi c’ era l’ immobiliarista Luciano Garzelli, incaricato dai fratelli Tulliani di seguire il restyling: «Il signor Tulliani mi chiamò da Roma, era inizio luglio (2010, ndr), mi disse che il presidente Fini con la sua compagna erano stati nell’appartamento il giorno prima e che per una perdita d’ acqua il parquet si era sol levato». La conferma viene dalla stampa di una mail del 19 ottobre 2010, inviata da Garzelli al legale di Tulliani, trovata dai finanzieri dello Scico nell’ appartamento romano di via Raffaele Conforti, dove vivono i coniugi Fini: «La prego di informare il suo cliente Giancarlo Tulliani di restare calmo e tranquillo perché, tra le altre cose in mio possesso, c’ è anche la registrazione di una sua telefonata di luglio 2010 con la quale si evidenzia che il giorno prima, un noto personaggio, e non cito il nome che il Tulliani mi ha fatto, insieme a sua sorella, non avrebbe potuto DORMIRE nell’ appartamento a causa di un problema al parquet». Un mese fa Garzelli ha confermato a Il Tempo: «Mi ricordo che Fini e la moglie andavano a dormire nell’ hotel a fianco per poter supervisionare i lavori». L’ albergo è il Novotel di boulevard Princesse Charlotte 16.

Nell’interrogatorio del 10 aprile Fini (indagato per concorso in riciclaggio) ha riferito che Elisabetta si era limitata ad aiutare il fratello. Eppure eralei che dava indicazioni all’ architetto e che insieme al marito volava nel Principato per seguire i lavori; è stata lei a scegliere la cucina e (guarda caso) non si è fatta accompagnare dal fratello, ma da Fini, che, mentre presiedeva la Camera, trovava il tempo per scegliere i fornelli al cognato. «L’ acquisto della Scavolini è stato trattato personalmente da Fini e dalla sua signora insieme a uno stock di sedie e tavoli per una casa all’ estero», avevano spiegato a Il Giornale due dipendenti del mobilificio Castellucci.

L’ex leader di An, per bocca del legale, sostiene che il prezzo con cui il partito ha venduto la casa monegasca ereditata dalla Colleoni, ossia 300mila euro, era congruo e che non c’ erano offerte migliori. Eppure Filippo Apolloni Ghetti, importante agente immobiliare romano, aveva raccontato di aver valutato l’ appartamento 1,2-1,3 milioni di euro. «Non ricordo il giorno esatto, direi che eravamo nel 2002. Fini mi chiese una stima e poi mi disse che i suoi tecnici l’avevano valutato 800 mila euro. Io gli risposi: a un milione te lo compro io. “No, meglio di no”- replicò lui “tu sei membro dell’assemblea di An. Qualcuno potrebbe avere da ridire”. Ad Apolloni Ghetti no, al cognato sì».

La bugia più grossa è quella che Fini ha confessato solo ora ai pm: «Ho appreso a dicembre 2010 che le società erano di Giancarlo, quando il ministro Frattini rese pubblica la lettera inviata dal primo ministro di St. Lucia. In quel momento ho rotto i rapporti con mio cognato. Solo, non ho reso pubblico il suo inganno perché temevo sfavorevoli conseguenze politiche, visto che a settembre avevo detto che mi sarei dimesso se si fosse scoperto che la casa di Montecarlo era stata acquistata da mio cognato». Insomma, è proprio il caso di dirlo: da Fini la coerenza è di casa.

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L’EDICOLA
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Mercoledi, 26 Aprile 2017
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Niente ricapitalizzazione alle porte, lasciano intendere i vertici del gruppo. Il tono è di chi, a questo punto, avvisa che il baratro è vicino, per “colpa” di chi ha fatto la scelta sbagliata. Immaginate chi.

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L’EDIZIONE DEL GIORNO

Il “Secolo d’Italia” è il quotidiano on line della destra italiana: fondato a Roma nel 1952, nel 1963 divenne l’organo di partito del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale e nel 1995 di Alleanza Nazionale.

Nel 2009 è stato uno dei quotidiani del Popolo della Libertà. Attualmente è organo della Fondazione Alleanza Nazionale.

 

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Secolo d’Italia
Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
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 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)
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