PER LA CULTURA DELLA VITA CORRISPONDENZE L’EDICOLA ALTRE NEWS


PER LA CULTURA DELLA VITA CORRISPONDENZE L’EDICOLA ALTRE NEWS

PER LA CULTURA DELLA VITA CORRISPONDENZE L’EDICOLA ALTRE NEWS [“AZ.” 06/05/2017]
 
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NON STACCATE LA SPINA !
PER LEGGERE TUTTO – VEDI : OLTRE
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IN COPERTINA ( da messaggi su facebook )
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Nessun testo alternativo automatico disponibile.
 
הדר ישראל
הדר ישראל L’AUTODIFESA è SEMPRE legittima.
È un DIRITTO NATURALE inalienabile.
Vedi altre reazi
הדר ישראל
הדר ישראל Io porto una pistola perché un poliziotto pesa troppo… 😉
 
 
 

GIANCARLO LEHNER

Alla mia missiva di ieri ha gentilmente risposto, a nome dei ladri, rapinatori ed assassini organizzati, il killer di Budrio. Ecco il testo:

«Caro professore, lei, ironizzando sulla nuova legittima difesa votata alla Camera, glissa sulla implicita civiltà giuridica. Se tu mi spari di notte, io posso legalmente fucilarti di giorno, come, del resto, ho sempre fatto, attenendomi alla norma della reciprocità. Controlli pure: ho seminato lutti alla luce del sole, lasciando a voi

vittime il diritto di reagire dopo il tramonto. Questo spiega, inoltre, perché non mi catturate. Potreste farlo di notte, ma, col buio- trattandosi di un diritto sancito e custodito da Cgil-Cisl-Uil, dormite. 

Ergo, mi associo a quanti piddini dicono trattarsi di una buona legge. E la smetta di fare battutacce: piddino non è sinonimo di cretino, anzi fa rima con budino, il dessert che mi prepara la mammina, quando, affamato e stanco, rientro dagli eccidi quotidiani. La vostra è sempre una gran bella vigna, la vigna dei Gentiloni.
Distinti saluti. Suo e Vostro Igor»


GIANCARLO LEHNER

Egregio rapinatore, in base alla nuova legittima difesa non posso reagire violentemente se penetri in casa di giorno. Potrò accoglierti, socializzare, dialogare sulle primarie Pd, confrontarmi sulle ferie dei magistrati, discutere con te sul quoziente d’intelligenza dei parlamentari italiani. Magari ti spaventi e scappi via. Se, poi, ti aggiungo il tema degli amorosi sensi fra i non credenti del Vaticano, allora potresti pentirti e consegnarti alla Polizia. Però, se il traffico ti trattiene e ti fa giungere, quando arriva il buio, allora sono abilitato a spararti fra i denti. Io non pretendo di importi gli orari di effrazione, ma preferendo la seconda opzione, ti prego soltanto di avviarti verso casa mia di pomeriggio, attraversando possibilmente il GRA. Avrò il tempo di caricare

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DAL << ROMA ( “il GIORNALE di NAPOLI” ) >>
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Parigi val bene un centrodestra

Opinionista: 

Vincenzo Nardiello

Lezioni di francese. 1) La destra cosiddetta populista e radicale, separata dalla destra liberale, popolare e conservatrice va incontro ad un solo destino: la sconfitta. 2) La destra liberale, popolare e conservatrice, separata dalla destra cosiddetta populista e radicale va incontro ad un solo destino: fare da stampella al progressismo, qualunque sia la maschera con cui quest’ultimo si propone agli elettori. 3) Per quanto vuoto possa essere il candidato progressista (vedi alla voce Macron), esso avrà sempre enormi possibilità di vittoria se contrapposto ad uno o più candidati del centrodestra diviso. 4) I cosiddetti populisti da soli – almeno in Europa – non vincono. Per incidere hanno bisogno di costruire una radicale alternativa di governo, e l’unico modo per poterlo fare è attraverso una rinnovata alleanza con la destra liberale, popolare e conservatrice. Non certo con i marxisti alla Melenchon. Insomma, ce n’è abbastanza per dire che il voto in Francia ha parlato al centrodestra italiano molto più che agli altri. E l’ha fatto per ribadire che o le forze alternative alla sinistra tornano unite, o saranno destinate a dividersi tra utili idioti del Pd e oppositori privi di alcuna, concreta prospettiva di governo. La Le Pen, infatti, ha una sola possibilità di vincere: riuscire a realizzare nelle urne quell’alleanza impossibile tra i gruppi dirigenti. La leader del Front National potrà vincere solo se una parte importante degli elettori gollisti rifiuterà di votare per il progressista Macron. In Italia la situazione è diversa. Il progetto renziano di conquistare i voti in libera uscita di Fi è fallito. È la dimostrazione che 20 anni di bipolarismo hanno radicato fortemente un elettorato di centrodestra che è stato in grado – finora – di non disperdersi e sopravvivere finanche alla devastante crisi di rappresentanza dei suoi partiti di riferimento. Una scelta di campo che, evidentemente, non è solo politica e programmatica, ma anche valoriale e, per certi versi, antropologica. Un punto di forza dal quale ripartire se non si vuol lasciare campo libero agli opposti nullismi di Renzi e Grillo. In Italia non esistono le ragioni storiche che in Francia dividono i gollisti dal Fn. Al contrario, quella del centrodestra è una storia di unità forgiata nella prova più difficile: il governo. Una collaborazione, quella tra radicali e moderati, che permane in Regioni chiave come Lombardia, Liguria e Veneto con risultati tutt’altro che disprezzabili. Perché, dunque, rassegnarsi a dividersi? Certo, un’intesa elettorale da sola non reggerebbe. Per offrire una credibile alternativa di governo all’avventurismo giustizialista di Grillo e al neoprogressismo parolaio renziano occorrono un progetto e una leadership. E per farlo serve una coalizione che sia nazionale, liberale e sociale in economia e radicale su sicurezza, immigrazione ed Ue. Salvini e la Meloni rinuncino alla parola d’ordine, ridicola e impraticabile, dell’uscita dall’euro, e si rendano disponibili a costruire un progetto di liberazione nazionale su tasse, lavoro, debito, burocrazia, riforma dell’Ue e della finanza. Temi sui quali un’intesa è tutt’altro che impossibile. Contro questo progetto militano due potenti fattori: da un lato le piccole aspirazioni e le miserabili invidie di personaggi che solo la modestia delle classi dirigenti contemporanee poteva promuovere al rango di leader; dall’altro la voglia di correre per conto proprio, massimizzando rendite di posizione esaltate dal sistema proporzionale. Ma questa non è politica. È tattica. Negli ultimi 17 mesi la destra ha stravinto ovunque: Macri in Argentina, Trump in Usa, May in Gran Bretagna, Rajoy in Spagna e vincerebbe anche in Francia se Fn e gollisti non fossero irrimediabilmente divisi. Lezioni di francese, dunque. Per evitare di ripetere gli stessi errori.

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DAL << ROMA ( “il GIORNALE di NAPOLI” ) >>

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Anche Giggino a volte riesce a farne una buona

Opinionista: 

Pietro Lignola

Gli antichi romani avevano alcune espressioni per significare che talora, in via del tutto eccezionale, le cose potevano filare meno lisce del solito. La più nota è “semel in anno licet insanire”: una volta all’anno si può impazzare. Si riferivano, verosimilmente ai “Saturnalia”, feste decembrine in qualche maniera accostabili al Carnevale e, perché no, alla Piedigrotta napoletana che soppiantò le orge del culto di Priapo. Altri tempi, certo, quando nei giorni “normali” non esistevano le risse dei giovani “bene” avanti ai baretti. Meno noto, ma più espressivo il detto “quandoque bonus dormitat Homerus” (qualche volta anche il buon Omero dormicchia), che potremmo tradurre “na vòta ògne tanto pure ’o mèglio fa’ na strunzata”. Monumento egregio, quest’espressione, dell’umana fallibilità. Voi vi starete certamente chiedendo, arrivati a questo, dove voglio andare a parare con questo discorso. È presto detto: voglio rovesciarlo per tessere, una tantum, le lodi del nostro amato sindaco Giggino, il conquistatore (sia pure per delega) di Pontida, che è riuscito laddove il Barbarossa fallì. In parole povere, de Magistris, per la prima volta da quando abbiamo notizia delle sue imprese, ha fatto una cosa buona, togliendo la cittadinanza onoraria al boia Cialdini. Voi, amici lettori, certamente conoscete le imprese di questo generale piemontese, che massacrò senza vergogna non soltanto i patrioti del Regno, ma anche vecchi, donne e bambini di cittadine del Mezzogiorno. Non sapete, forse, che gli amministratori di questa città, dopo la colonizzazione piemontese, non si limitarono a intitolare piazze, corsi e vie a Garibaldi, Vittorio Emanuele II, Cavour, Mazzini e altre decine di loschi figuri al servizio dei conquistatori, concessero a Enrico Cialdini la cittadinanza onoraria: questa vergognosa onoranza fu decisa il 21 febbraio 1861 dal sindaco Andrea Colonna di Stigliano. Ebbene, la scorsa settimana, il 20 aprile 2017 per l’esattezza, la giunta de Magistris, accogliendo un ordine del giorno votato all’unanimità dal consiglio comunale, ha cancellato l’indegna concessione. Perché, perché il nostro sindaco non riesce a realizzare null’altro di buono? Perché continua a guidare le finanze comunali verso il più totale dissesto? Perché, ad esempio, continua a restringere le corsie veicolari nelle piazze? Una mia amica altoatesina, che stavo accompagnando alla stazione dopo una breve vacanza napoletana, è rimasta sconvolta vedendo, mentre eravamo fermi nel traffico di piazza Garibaldi, che i portici bucherellati erano affiancati da un altro larghissimo tratto di marciapiede. Lo stesso accade con l’assurdo piazzale desertico creato a piazza Municipio, a danno della strettissima corsia di marcia: una piazza nella quale si è persa una storica occasione di creare un sottopasso veicolare collegante via Marina con via Depretis, via Medina e i Guantai. Perché il trasporto pubblico peggiora di giorno in giorno? Ora finalmente, dopo anni, s’incomincia a parlare dell’opportunissimo ripristino delle linee tranviarie, purtroppo limitato a piazza Sannazaro rispetto agli antichi capolinea di Mergellina (linea 3) e Bagnoli (linea 1). Ma il discorso molto vago sui tempi lascia credere che la durata dei lavori insidierà il primato della Metropolitana linea 1 (da calcolare non in mesi o anni ma in generazioni!). Che posso aggiungere in questo poco spazio? Che non vedo più il bel cielo azzurro quando esco perché il mio sguardo non può staccarsi dal marciapiede (incredibile il dissesto che ho notato, da ultimo, alla Riviera di Chiaia) per evitare un rovinoso ”‘ntrùppeco” e conseguenti fratture dei femori? Che quando mi dolgo col meccanico o col carrozziere per i lamenti delle sospensioni, mi guardano compassionevolmente, m’informano che stiamo a Napoli e mi chiedono “si tèngo denare ‘a jettà’”? Perciò, amici lettori, crogioliamoci un pochettino nel piacere della cittadinanza onoraria tolta al boia Cialdini. Quandoque optime agit malus Gigginus!

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DALLA PAGINA FACEBOOK DI PIETRO LIGNOLA

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NOI PAGHIAMO LE FORZE D’INVASIONE. 
Le dichiarazioni del Procuratore della Repubblica di Catania sono, a mio avviso, il fatto più importante della settimana.
Trovo assolutamente ridicolo che televisioni e giornali diano un mostruoso risalto a un fatterello scontato e di nessun interesse come le primarie renziane e ignorino o travisino la gravissima vicenda delle o.n.g. maltesi e tedesche.
La cosa più grave è che si dia gran risalto alle critiche, a mio avviso interessate, mosse da alcune parti al magistrato, per aver questi pubblicizzato intercettazioni dei servizi segreti non utilizzabili in giudizio.
A me non interessa per nulla giudicare il capo dell’ufficio inquirente, operante (sia pure in una regione autonoma) in uno Stato ove i processi si celebrano, quando fa comodo al potere, sui giornali e altri inquirenti mandano elicotteri a sorvolare la villa di un politico per verificare quali donnine allegre la frequentino.
Il cittadino italiano medio, invece, ha interesse a conoscere se sia vero che delle o.n.g. con sede all’estero operino in combutta con i trafficanti di carne umana perché i migranti siano messi in mare su carcasse destinate ad affondare e recuperati, quando non anneghino prima, dalle loro navi per essere poi sbarcati in Italia. Il cittadino italiano medio vuol sapere se è vero che queste o.n.g. (ma le definirei piuttosto a.p.d. = associazioni per delinquere) percepiscono contributi dallo Stato o da enti e organizzazioni pubbliche e, in definitiva, dai contribuenti e da altri ignari benefattori.
La circostanza che gli atti non siano utilizzabili in giudizio rende, al contrario, assolutamente doveroso che un magistrato li giri agli altri poteri dello Stato competenti a intervenire (Governo e Parlamento). 
Il cittadino medio sa benissimo che non può fidarsi né del Governo né del Parlamento e che, pertanto il popolo (sovrano, è scritto da qualche parte!) deve sapere per esercitare la necessaria pressione sui suoi rappresentanti che siano interessati solo alla conservazione della poltrona o, peggio, alla banca di famiglia o all’impresa che paga i favori ricevuti o ai parenti e amici che gestiscono il fenomeno migratorio.
Stavolta, del resto, persino Alfano e il giornale dei vescovi si sono resi conto che il fenomeno è di eccezionale gravità: quei serpenti (iene o sciacalli sarebbe offensivo per quegli animali che non spargono il sangue di persone vive e addentano solo per sfamarsi) non solo collaborano all’invasione del nostro paese ma, lungi dall’operare nell’interesse dei migranti, contribuiscono, pur di fare quattrini a palate, all’uccisione di una parte di costoro.
Aspettiamo che Mattarella, Gentiloni, Minniti, Renzi, Orlando ed Emiliano s’interessino a questa faccenda e facciano qualcosa per porvi fine. Non ci crediamo molto, ma “spes ultima dea”.
E perdonatemi, amici lettori, se ricordando che il popolo è sovrano ho permesso a quelli là di definirmi populista e sovranista: che, alla faccia della “costituzione più bella del mondo”, sono parolacce belle e buone.

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DALLA PAGINA FACEBOOK DI BRUNO TOMASICH

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Ho appena licenziato “L’Eco dei numeri zero” e mi sono buttato a scrivere “Il Sangue e l’Oro nell’era globale”, quella battaglia che nella nostra speranza avrebbe dovuto fare la Storia e i giardini a profumare e ci vide soccombere ed ancora ci fa sentire prigionieri nel nostro Mar che vede le navi delle ONG filantropiche a salvare dalla morte in mare i bambini mentre altri bambini muoiono nelle miniere dell’Africa e nelle guerre nella complicità silenziosa dei filantropici schiavisti. Così descrivo nel nuovo libro le gesta filantropiche dei padroni delle miniere: “Warren Buffet, la 4° persona più ricca del mondo nel 2014, ha così commentato il fenomeno descrivendo l’atteggiamento dei signori dell’oro che nell’1% dividono la metà della ricchezza del mondo con l’altro 99% della sua popolazione: “C’è stata una lotta di classe negli ultimi 20 anni e la mia classe ha vinto”. Non tutti i pareri sono concordi ma comunque si trova in quell’uno per cento una sospetta concordanza di vedute circa il fenomeno dell’emigrazione . E Warren Buffett che ha scalato 2 posizioni nella classifica mondiale dei ricchi 2017, ponendosi subito dopo il fondatore di Microsoft, Bill Gates la pensa esattamente come lui in fatto d’emigrazione.
Buffett, sostenitore democratico di Obama e della Clinton, è stato particolarmente critico del neoeletto presidente americano Donald Trump e la sua politica anti immigrazionista, affermando che il miracolo economico americano sia stato reso possibile grazie a un “marea di immigranti ambiziosi e di talento”.
Buffett, che presiede la Berkshire Hathaway, ha deciso di donare l’85% del suo patrimonio (stimato in 44 miliardi di dollari) in beneficenza e più precisamente l’80% corrispondente a 30 miliardi di dollari, alla “Gates Foundation” del fondatore della Microsoft e della moglie Melinda French. Non a caso Bill Gates che, con il suo amico Warren Buffett, si contende il primato dell’uomo più ricco del mondo, come Soros e lo stesso Buffett, finanzia le campagne a favore dell’aborto e della riduzione delle nascite, ed ora anche quelle dell’immigrazione. E’ una strana coincidenza quell’impegno filantropico che, dal favorire il contenimento delle nascite nel continente nero con le pratiche abortive e la contraccezione, si è trasformato ora in forte incoraggiamento ai fenomeni migratori verso l’Europa con la giustificazione del suo ripopolamento.
Nel mio ultimo libro “L!Eco dei numeri zero” osservavo: “Mentre, con finto francescanesimo si spinge per lo spopolamento dell’Africa e l’invasione dell’Europa, continua la colonizzazione e la riduzione in schiavitù da parte delle multi e sovranazionali dell’high-tech che utilizzano le popolazioni indigene più povere, non solo uomini, ma soprattutto donne e bambini, a scavare a mani nude nelle miniere per raccogliere il coltan (ossidi di terre rare e metalli di transizione) per ricavarne il Niobio e il Tantalio, superconduttori indispensabili per i nostri telefonini nelle loro sempre più sofisticate performance”. E aggiungevo: “Dietro al disinteressato interesse di Bill Gates per il problema dell’accoglienza c’è il suo interesse partecipativo di massimo detentore delle azioni della biotecnologica Monsanto e il suo land grabbing nel mercato della deforestazione (Congo RDC e Centrafrica) e delle coltivazioni OGM di biocarburanti alternativi al petrolio, (Uganda, Kenya). Guarda caso questi avvenimenti riferibili ai noti filantropi, nuovi benefattori dell’umanità del terzo millennio, si concatenano fra loro senza che nessuno di noi ne rilevi le contraddizioni, presi come siamo dalla frenesia del click sugli hardware che i nuovi padroni del mondo ci hanno regalato. Gli OGM, che dovevano essere destinati a sfamare l’umanità, hanno tolto terreno alle foreste e, trasformati in biocarburanti, hanno tolto grano alle popolazioni che, spinte dalla necessità, hanno fatto le rivoluzioni arabe che, a loro volta hanno contribuito alle guerre e alle migrazioni. Il giro tondo attorno al mondo si va compiendo e con esso il grande imbroglio”.

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  • CORRISPONDENZE
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  • ——– Original Message ——–
  • Subject: tanto per saperlo prima🙂
    Date: Fri, 5 May 2017 16:08:57 +0200
    From: <info@vincenzomannello.it>
    To: ( . . . )
  •  
  •  
  • ⚠ VIDEO IMPORTANTE #Venezuela..appaiono i #caschibianchi a fianco dei “dimostranti” contro #Maduro. Si vede benissimo che non sono solo “soccorritori” ma logisticamente funzionali ai violenti !! Stessa tattica militare e mediatica sperimentata ad Aleppo ed in Siria contro il governo Assad..ora il luridume giornalistico occidentale ed italiano li presenterà come angeli da Nobel😡 
  • https://m.youtube.com/watch?v=PmC6n2lkbjU
  •  
  • ——- Original Message ——–
  • Subject: rappresentazione storico-teatrale “Scacco al Duce” dal 10 al 14 maggio 2017
    Date: Fri, 5 May 2017 14:39:07 +0000
    From: “Segreteria – Fondazione AN” <segreteria@fondazionean.it>
    To: ( . . . ) 
  •  
  • Carissimi,
  •  
  • il presidente del Comitato Scientifico ci segnala che dal 10 al 14 maggio p.v., presso il Salone Margherita di Roma, andrà in scena la rappresentazione teatrale “Scacco al Duce” e confidando di farVi cosa gradita invio, acclusa alla presente, la locandina dell’evento.
  •  
  • Per l’occasione ci è stata offerta la possibilità di acquistare il biglietto a tariffe scontate secondo il seguente calendario:
  • mercoledì 10, giovedì 11 e venerdì 12 maggio 2017 – ore 21
  • Poltronissime €.30   (intero €.38)
  • Poltrone          €.20   (intero €.28)
  •  sabato 14 e domenica 15 maggio 2017 – ore 16.30
  • Poltronissime  €.35    (intero €.38)
  • poltrone          €.25    (intero €.28)
  •  
  • Per la prenotazione dei posti contattare la sig.ra Angela al numero 3335001699 comunicando il riferimento “gruppo della Bona”.
  •  
  •  Un caro saluto
  •  
  • Franco Mugnai

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ALTRE NEWS

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Francia, bambini davanti ai candidati elettorali in vista della sfida di domenica © AP

[“AZ.” – MACRON : PER OGNI POPOLO SCELGONO IL CARNEFICE DI TURNO…. ]

FORZA MARINE !

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[ tratto dal web ] – ( . . . ) – Ultimo giorno di campagna elettorale in Francia in vista delle presidenziali di domenica (LO SPECIALE). E, nei sondaggi, il candidato di ‘En Marche!’, Emmanuel Macron, aumenta il suo distacco dalla Le Pen. La candidata della destra oggi è stata nuovamente contestata con lancio di uova, tanto da vedersi costretta a una ‘fuga all’inglese’ dalla cattedrale di Reims. 

La candidata del Front National è giunta a sorpresa nella cittadina dell’est della Francia insieme al suo alleato di Debout la France, Nicolas Dupont-Aignan. Come ieri in Bretagna, Marine Le Pen è stata accolta con fischi, slogan anti-Fn e il lancio di qualche uova. Protetta dal servizio d’ordine, la leader dell’estrema destra è entrata all’interno della cattedrale di Reims. Ad  attendere la Le Pen fuori c’è una folla di 200-300 giovani, tra cui un gruppo di militanti di gauche della ‘France Insoumise’.La candidata del Front National e il suo alleato di Debout la France hanno deciso di uscire da una porta secondaria per non affrontare la folla di giovani anti-Fn che si era assiepata fuori dallo storico edificio religioso. “I sostenitori del signor Macron agiscono con violenza ovunque – ha attaccato – anche alla cattedrale di Reims, un luogo simbolico e sacro. Nessuna dignità”, lscrive in un tweet Marine Le Pen dopo la sua visita contestata a Reims con tanto di lanci di uova.– [ tratto  dal web ] –  ( . . . ) –

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L’EDICOLA

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Giovedi, 4 Maggio 2017
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La nostra scuola è in crisi, ma anche quella americana non deve passarsela tanto bene se è costretta ad affidarsi a un Luigi Di Maio per rendersi conto di come (non) vanno le cose della politica in Italia.

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GLI ARTICOLI PIU’ LETTI

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L’EDIZIONE DEL GIORNO

Il “Secolo d’Italia” è il quotidiano on line della destra italiana: fondato a Roma nel 1952, nel 1963 divenne l’organo di partito del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale e nel 1995 di Alleanza Nazionale.

Nel 2009 è stato uno dei quotidiani del Popolo della Libertà. Attualmente è organo della Fondazione Alleanza Nazionale.

 

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Secolo d’Italia
Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
​Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186 Roma
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Venerdi, 5 Maggio 2017
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Incatenati davanti Montecitorio contro la legge sulla legittima difesa, approvata alla Camera. I deputati di Fratelli d’Italia hanno portato anche fuori dall’aula la loro battaglia contro un provvedimento che, di fatto, non cambia la legge esistente e si connota anzi come «un inganno» nei confronti dei cittadini.

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Il “Secolo d’Italia” è il quotidiano on line della destra italiana: fondato a Roma nel 1952, nel 1963 divenne l’organo di partito del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale e nel 1995 di Alleanza Nazionale.

Nel 2009 è stato uno dei quotidiani del Popolo della Libertà. Attualmente è organo della Fondazione Alleanza Nazionale.

 

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Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
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PER LA CULTURA DELLA VITA CORRISPONDENZE L’EDICOLA ALTRE NEWS [“AZ.” 06/05/2017]

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PER LA CULTURA DELLA VITA

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NON STACCATE LA SPINA !
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NON STACCATE LA SPINA TUTTO PUO’ ACCADERE 
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 04/05/2017 ]
 
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Associazione Azimut
Pubblicato da Arturo Stenio Vuono · 04/05/2017 ·

NON STACCATE LA SPINA TUTTO PUO’ ACCADERE

Cosenza. Festa del Crocifisso 2017 – YouTube

COSENZA FEDE TRADIZIONE E GRAZIE STORICA PROCESSIONE 3 MAGGIO DEI CAPPUCCINI [“AZIMUT-NEWSLETTER” : 4 MAGGIO 2017 ] – monotematico – anteprima di web – servizio tra breve in rete – “AZIMUT” – il presidente Arturo Stenio Vuono – IL RACCONTO e altro – visita il sito – https://azimutassociazione.wordpress.com

Altro…

Cosenza. Festa del Crocifisso 2017
YOUTUBE.COM
COSENZA FEDE TRADIZIONE E GRAZIE STORICA PROCESSIONE 3 MAGGIO DEI CAPPUCCINI [“AZIMUT-NEWSLETTER” : 4 MAGGIO 2017 ] – monotematico – anteprima di web – servizio tra breve in rete – “AZIMUT” – il presidente Arturo Stenio Vuono –  IL RACCONTO e altro –  visita il sito –   https://azimutassociazione.wordpress.com
AI LETTORI, in epoca più lontana nel tempo, quando eravamo ragazzi, nel popolarissimo quartiere cosentino – dove sono nato – i festeggiamenti in onore del simulacro miracoloso del Cristo Crocifisso e quello della Sua Santissima Madre Addolorata, per devozione e durata, erano pari a quelli della Pasqua e del Natale; venivano portati a spalle da una locale paranza, composta da abitanti alla via Antonio Monaco e delle palazzine dei ferrovieri, una mansione che toccava a nuclei familiari “privilegiati” per il compito che se la tramandavano da padre in figlio.
Ma durante tutto l’anno, attorno ai frati cappuccini della Riforma, la partecipazione popolare – devotissima – era una costante che sopratutto coinvolgeva la stragrande parte dei giovani che confluivano nella Gi.Fra. – la Gioventù Francescana – e nel Terz’Ordine Francescano. Era, da sempre, l’esempio di come si incrociavano fede e tradizione con  l’apostolato dei monaci dai piedi nudi con i soli sandali. Copiose, non un fatto raro, erano le vicende vissute per grazia ricevuta.
Ne cito soltanto una; riguardò un mio coetaneo, all’incirca di quindici anni, colto da tifo che si sviluppò – micidiale – prima in setticemia e, poi, in sepsi acuta che lo portò in coma per diciassette giorni. I frati, in tale circostanza, aprirono – in sede serale e notturna . la chiesa e la illuminarono a giorno; si formò una gigantesca catena di preghiere da parte di abitanti del quartiere che, a turno, vi parteciparono. Il ragazzo, degente nel vicino ospedale civile, dichiarato dai medici irreversibilmente non guaribile, invece si svegliò e, in poco tempo, contrariamente a quel che la scienza medica prevedeva, camminò e parlò, ne uscì completamente indenne e senza danni cerebrali; addirittura ritorno, dopo il periodo di malattia a cavallo del dicembre 1957 e del gennaio 1958, a frequentare la sua scuola e a completare, nel migliore dei modi, l’anno scolastico.
Uno dei genitori, il padre – notoriamente non credente, un fatto raro da quelle parti – fu il testimone del fatto che, nella notte di quella ch’era stata diagnosticata per l’inevitabile dipartita, l’inviato San Francesco – il grande taumaturgo di Paola – gli si presentò realmente  con un gesto tranqullizzante e di muta assicurazione.Al mattino il ragazzo iniziò ad essere chiamato da medici, degenti, parenti e amici <<Rinato >> !

Santuario Diocesano SS. Crocifisso – Frati Minori Cappuccini – Facebook

Crocifisso – Frati Minori Cappuccini – Cosenza accedendo a Facebook. Invia un … Crocifisso (detto della Riforma) dei Frati Minori Cappuccini di Cosenza.

Santuario del Santissimo Crocifisso (Cosenza) – Wikipedia

Sito web · www.santissimocrocifisso.it/ · Modifica dati su Wikidata · Manuale · Coordinate: 39°17′30.52″N 16°15′01.29″E / 39.291811°N 16.250357°E 39.291811; 16.250357 (Mappa). Il complesso convento-chiesa, situato nella Cosenza storica, è volgarmente detto “Riforma�� perché dal XVIII secolo fu convento dei Frati … Tale devozione fu incrementata dai Frati Cappuccini, al punto che, cosentini ..

 
 
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“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
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