SU TRUMP ( LIGNOLA ) – SU TERRORISMO E ALTRO ( LEHNER ) SU ALMIRANTE ( DEL NINNO ) – SULLA CONFEDERAZIONE DELLE MISERICORDIE D’ITALIA, ETC. ( SANSONI ) – CARDINALE CAFFARRA ( SU SUOR LUCIA E ALTRO – DIANE MONTAGNA )


SU TRUMP ( LIGNOLA ) – SU TERRORISMO E ALTRO ( LEHNER )  SU ALMIRANTE ( DEL NINNO ) – SULLA CONFEDERAZIONE DELLE MISERICORDIE D’ITALIA, ETC. ( SANSONI ) – CARDINALE CAFFARRA ( SU SUOR LUCIA E ALTRO – DIANE MONTAGNA )

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Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut

 
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SU TRUMP ( LIGNOLA ) – SU TERRORISMO E ALTRO ( LEHNER )  SU ALMIRANTE ( DEL NINNO ) – SULLA CONFEDERAZIONE DELLE MISERICORDIE D’ITALIA, ETC. ( SANSONI ) – CARDINALE CAFFARRA ( SU SUOR LUCIA E ALTRO – DIANE MONTAGNA ) – [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : MERCOLEDI’, 24 MAGGIO 2017 ]
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Il colloquio allargato è durato circa mezz’ora sulle principali questioni internazionali a partire dall’emergenza terrorismo

 
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TRUMP A ROMA ( TRATTO DAL WEB )
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Prima tappa Vaticano, con il colloquio privato con Papa Francesco: inizia così la visita di Donald Trump a Roma. L’agenda, molto fitta, prevede anche un incontro con il presidente Mattarella e con il premier Gentiloni. Nel primo pomeriggio, il presidente americano lascerà la capitale per Bruxelles. 

LA GIORNATA DI TRUMP

Ore 16,10 – Trump arrivato a Bruxelles – L’Air Force One è atterrato sulla pista dell’aeroporto di Melsbroek, l’area militare dello scalo internazionale di Bruxelles, alle 16.05. Il Presidente americano Donald Trump è atteso dal premier del Belgio, Charles Michel. La Casa Bianca ha poi reso noti alcuni resconti della giornata, tra cui il “ringraziamento all’Italia per il suo contributo agli sforzi nella lotta al terrorismo, specialmente per la sua partecipazione alla coalizione globale anti Isis e il suo ruolo attivo in Iraq e in Afghanistan”. Il presidente Usa si e’ complimentato con l’Italia anche per i suoi “importanti sforzi diplomatici per cessare le violenze in Libia”.

Trump ha “riaffermato l’unità transatlantica nel mantenere la Russia responsabile per le sue azioni in Crimea e nell’Ucraina orientale” e ha “sottolineato l’importanza di convincere la Russia ad adempiere ai suoi impegni in base agli accordi di Minsk”.

La Casa Bianca ha anche reso noto che, nel suo incontro col Papa, Donald Trump ha rinnovato l’impegno degli Usa nel combattere la fame nel mondo, annunciando uno stanziamento di oltre 300 milioni, in particolare per le crisi in Yemen, Sudan, Somalia e Nigeria: “Gli Usa e la Santa sede condividono molti valori fondamentali e cercano di impegnarsi globalmente per promuovere i diritti umani, combattere le sofferenze umane e proteggere la liberta’ religiosa”.

ORE 14,29 – Trump e Melania lasciano Roma, destinazione Bruxelles – Il presidente americano Donald Trump e la moglie Melania hanno lasciato Roma per raggiungere Bruxelles. La coppia presidenziale dopo l’arrivo a Fiumicino, si è imbarcata sull’Air Force One che è appena decollato. Restano invece a Roma la figlia del presidente Usa, Ivanka, con il marito Jared Kushner. 

E prima di lasciare la Capitale Trump twitta: “Incontrare papa Francesco è stato l’onore di una vita. Ho lasciato il Vaticano più determinato che mai a perseguire la pace nel mondo”. 

 
 
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SU TRUMP ( LIGNOLA )
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LUCI E OMBRE DI DONALD TRUMP
Io non condivido sempre gli articoli di Vittorio Feltri, tornato alla direzione di “Libero” dopo la cacciata dell’antirenziano Belpietro, ma lo considero, in ogni modo, uno dei migliori giornalisti italiani. Mi è molto piaciuto, in particolare, il suo fondo di lunedì sul presidente Trump. Egli conclude la sua disamina, affermando: “Mi sembra evidente che sia vittima del pregiudizio che i progressisti hanno nei confronti di chi non si adatti al loro conformismo squallido”. Condivido pienamente il confronto fra l’atteggiamento pregiudizialmente ostile degli opinion makers anche italiani ed europei contro il nuovo presidente e il ridicolo Nobel per la pace assegnato, a priori e a prescindere, al suo predecessore.
Il problema che attualmente si pone ai simpatizzanti di Donald è una certa difformità fra ciò che disse nella campagna elettorale e ciò che sta facendo da presidente.
Occorre innanzitutto precisare che alcune promesse sono state già adempiute e che, in un paio di occasioni, la loro attuazione è stata vanificata dal Congresso (il che non può a lui addebitarsi).
Il punto dolente mi sembra, ad ogni modo, la politica estera, che è importante per la pace nel mondo e che riguarda noi assai più delle faccende interne agli States.
In campagna elettorale Trump aveva fatto intendere che avrebbe promosso un deciso riavvicinamento con la Russia di Putin, che, invece, non sembra ci sia stato. Bisogna tener conto, ovviamente, degli attacchi dei suoi nemici interni, i quali sperano di utilizzare il c.d. Russiagate per toglierlo di mezzo: essi hanno ottenuto una prima vittoria con la rimozione di Mike Flynn, che era il principale amico dei russi nello staff trumpiano. Bisogna tener conto anche degli amichevoli colloqui con Lavrov, che sono costati a Trump minacce (a mio avviso del tutto irragionevoli) d’impeachment per un atto di collaborazione nella lotta al terrorismo islamico.
Desta seria perplessità, tuttavia, l’attacco missilistico alla Siria, pretestuosamente giustificato con una assai dubbia malefatta di Assad, e il ritorno alla demonizzazione del leader siriano che, a differenza del tiranno nordcoreano, non è pericoloso per la pace nel mondo.
Ora, il viaggio presidenziale in Medio Oriente ha rivelato un aspetto assai allarmante della nuova politica estera statunitense: il riavvicinamento all’Arabia Saudita, fonte primaria del wahabismo e, quindi, dell’espansionismo islamico. La gigantesca fornitura di armi rischia di incidere profondamente sugli equilibri fra sunniti e sciiti: non è per nulla certo, d’altra parte, che queste armi saranno impiegate contro i terroristi, poiché, come tutti sanno, il terrorismo è, attualmente, di marca sunnita.
Certo , ci sono anche elementi di novità, come il monito di Trump a smettere la persecuzione di altri musulmani, di ebrei e di cristiani, l’accenno al problema della donna (non è un caso, del resto, che le donne di Trump, al contrario di certe politiche nostrane, non abbiano indossato il velo). Ma i sauditi ci sentono da quest’orecchio?
Positiva, invece, la nuova intesa con Israele, poiché l’eccessivo sostegno alle fazioni islamiche non porterà mai un po’ di pace in Palestina.
Stiamo a vedere quali saranno gli sviluppi. Contrariamente a quello che sostengono i suoi detrattori, Trump non è un pazzo. Se i suoi nemici non riusciranno a eliminarlo come fecero con Nixon e non ricorreranno alle soluzioni estreme già adottate nei confronti di Kennedy, egli potrebbe riuscire un ottimo presidente come Reagan. Già è migliore dell’abbronzato premio Nobel per la pace ma, in verità, non ci voleva molto. L’importante è che non si lasci condizionare da pressioni e minacce.
 
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SU TERRORISMO E ALTRO ( LEHNER
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Dopo ogni strage islamista, vien fuori che gli autori erano da tempo monitorati dai servizi segreti. Non solo, quasi sempre si tratta di assassini già accolti, sfamati, calzati, domiciliati e, infine, dotati di cittadinanza britannica, francese, belga, etc. etc.

Da noi persiste, dunque, l’ubriacatura di idiozia masochista, dall’accoglienza a cani e porci alla bufala dell'”integrazione”, sino alla follia dello “ius soli”, che in romanesco verrebbe da definire “ius sòl

erano da tempo monitorati dai servizi segreti. Non solo, quasi sempre si tratta di assassini già accolti, sfamati, calzati, domiciliati e, infine, dotati di cittadinanza britannica, francese, belga, etc. etc.

Da noi persiste… dunque, l’ubriacatura di idiozia masochista, dall’accoglienza a cani e porci alla bufala dell'”integrazione”, sino alla follia dello “ius soli”, che in romanesco verrebbe da definire “ius sòla”.

V

Altro…

Va bene che le classi dirigenti della UE, perfetti eredi degli imbecilli di Monaco 1938, configurano un Cacasenno collettivo, tanto saccente quanto cretino; va bene che l’informazione occidentale si dibatte tra buonismo e cretinismo, ma sarebbe ora, salvando la pelle anche agli euro-accoglionisti, di ripristinare il confino di polizia, per rendere inoffensivi gli inutilmente “monitorati”.
הדר ישראל
הדר ישראל La psichiatra Americana fuggita dalla Siria qualche decennio fa spiega le cose in modo favoloso https://www.youtube.com/watch?v=ISNpOkpcWqg
 
———————————————————————————————————SU ALMIRANTE ( DEL NINNO )
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29 anni fa moriva Giorgio Almirante: innovatore, maestro di stile e democrazia

29 anni fa moriva Giorgio Almirante: innovatore, maestro di stile e democrazia

lunedì 22 maggio 2017 

Ventinove anni fa l’Italia e il mondo della Destra storica e di opposizione di governo davano l’addio a Giorgio Almirante, (scomparso a sole 24ore di distanza da Pino Romualdi) un leader d’alto rango che, per ricordarlo attraverso le parole diMarcello Veneziani, saggista e scrittore che, tra i tanti esponenti politici e culturali che ne hanno omaggiato la memoria e ripercorso le tappe politico-sociali nella Mostra voluta e organizzata nei mesi scorsi dalla Fondazione An dedicata alla storia del Movimento Sociale, di lui ha detto: «Parlava, e nelle sue parole avvertivi una storia, una sensibilità, una cultura. Era il Noi che rappresentava una continuità, non unIo che parlava di sé. Il suo era un dialogo con la coscienza e per questo colpiva chiunque lo ascoltasse. Ha portato l’italianità nella politica, restituito dignità al Tricolore, alla bandiera, recuperato il senso della Patria».

Giorgio Almirante, la grande lezione dell’uomo e del politico

Un uomo che ha incarnato la tenacia e l’onestà intellettuale applicate a una politica di “vecchio stampo”, militante e ideologica, ancora lontana dagli scandali di corruzione e tangenti, compromessi e tornaconto individuali. Un politico capace di coniugare, nell’impegno quotidiano, tenacia e fermezza e indiscutibile capacità di tenere unita una comunità ancora emarginata, discriminata, vittima del terrorismo imperante dei feroci anni Settanta, quando parlare da un pulpito non violento in un momento in cui molti si incamminavano nel tunnel buio della lotta armata contro il sistema, non era facile. Anzi, era quasi impossibile. Eppure Almirante, protagonista assoluto della storia italiana e della Destra nazionale, è riuscito a dispetto di tutto e di tutto a rimanere nell’alveo di una civile competizione democratica. Non per niente, tra i tanti che a lui hanno riconosciuto doti politologiche e lungimiranza strategica, in particolare Montanelli disse che «il leader del Msi era il solo uomo politico cui potevi stringere la mano senza timore di sporcartela».

Giorgio Almirante, ricordi e lezioni di vita e di politica

E non solo: «Era un  uomo schietto, intento a  cambiare radicalmente l’impostazione culturale delle istituzioni che amava profondamente» ha ribadito una volta di più la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, che in un suo personale ricordo dedicato ad Almirante ha anche detto: «Se oggi si può parlare di pacificazione, si può chiudere una pagina della storia nazionale e aprirne una nuova, lo si deve anche al suo contributo politico e morale. Gli piaceva dire “noi possiamo guardarti negli occhi” e l’Italia, soprattutto in questo momento ha un disperato bisogno di persone che possano dire al popolo: “Possiamo guardarti negli occhi». E se  Altero Matteoli esponente di Forza Italia ha a più riprese sostenuto come, «di fronte alla politica attuale ricordare la figura di Almirante mette i brividi. Lui, Berlinguer… sembra di parlare di secoli fa. Erano gli anni del grande scontro di idee, dei confronti sanguigni ma corretti, oggi è tutta una marmellata indistinta», Ignazio La Russa (FdI) lo ha spesso ricordato in questo episodio che molto racconta dell’uomo e del politico: «Ricordo perfettamente un giorno di autunno, pioveva a dirotto, in cui Almirante piombò in sezione: ci avvertirono poco prima, davanti a due-trecento ragazzi iniziò a parlare, parlare, parlare non curante della pioggia battente.  Sapeva bene che l’esempio vale molto più delle parole, così iniziò il invitandoci a “inventare”  un nuovo linguaggio, a svecchiare le vecchie liturgie,  poi si interruppe e disse, “che fate con questi ombrelli, toglieteli”.  Parlò ininterrottamente per cinquanta minuti sotto l’acqua»…

Un esempio ancora oggi insuperato

Anche per questo, allora, in anni in cui la politica sembra aver smarrito progettualità ambiziosa e profondità di pensiero, riveduta e corretta dalla banalità imperante dei talk show divenuti malgrado tutti – addetti ai lavori compresi – la terza Camera dello Stato in cui chiacchiericcio e insulti hanno la meglio; in un momento storico in cui il pensiero di un’Europa che non c’è e di una comunità continentale unita non solo geo-monetariamente ma politicamente è una chimera che svilisce all’ordine del giorno valore e senso della Nazione. In cui gli italiani perdono ad ogni settimana che passa un pezzo di orgoglio e di dignità, autorevolezza e incisività, la lezione di Almirante impartita con passione e sacrificio, si fa più vivida, vibrante e necessaria che mai. I suoi discorsi. Il suo stile. La sua pacatezza e passionalità dialettica, la sua educazione, eleganza e gentilezza, la sua impareggiabile ironia e uno stile da uomo di Stato d’altri tempi (politici) ancora ineguagliabile, svettano in un presente immiserito da una politica politicante intrisa di demagogia e autoreferenzialità.

Un innovatore puro, maestro di democrazia e pacificazione

Un innovatore puro che, come ha detto a più riprese e in diverse occasioni commemorative Maurizio Gasparriproponendo del leader della Destra una diversa lettura, in uno dei suoi appassionati ricordi di Giorgio Almirante rivolto «a quanti lo hanno troppo sbrigativamente giudicato un nostalgico» ha ricordato come, quanto e perché il numero del Msi «fu maestro di democrazia e di pacificazione» che «con il presidenzialismo voleva un coinvolgimento più ampio dei cittadini nelle scelte fondamentali della vita dello Stato e della democrazia governante». E ancora: «Almirante invitò costantemente alla pacificazione tra gli italiani. E lo fece durante gli anni di piombo, in un tempo ancora non sufficientemente lontano dagli odi e dai rancori della guerra civile. Lo voglio ricordare oggi che di pacificazione si torna a parlare in altri contesti, di grande polemica e di scontro politico, ma certamente diversi dai tempi cruenti degli anni di piombo durante i quali parlare della pacificazione era un atto di grande coraggio». 

«Non rinnegare né restaurare» nell’indicazione del futuro

E allora, in conclusione, ci piace rievocarne personalità politica e particolarità personali anche con le parole di Franco Mugnai, presidente della Fondazione An, che ormai qualche tempo fa, in occasione di un convegno tenutosi nella sala della Regina, a Montecitorio, per la chiusura del centenario della nascita di Giorgio Almirante promosso dalla Fondazione che porta il suo nome, richiamando una frase che lo rese famoso, ha detto: «Non rinnegare né restaurare. Era il suo pensiero, il filo conduttore della sua azione, la filosofia politica di una vita intera, il monito rivolto ai giovani. Ai quali Almirante amava indicare il futuro. Un Futuro da costruire con passione e sacrificio, senza mai recidere le proprie radici. Una lezione per tutti. Un esempio di democrazia. Uno stile di vita».

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– SULLA CONFEDERAZIONE DELLE MISERICORDIE D’ITALIA, ETC. ( SANSONI ) – 

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Io, che per primo denunciai le gravi anomalie del Centro 

Immigrati di Isola Capo Rizzuto

 
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Maggio 24, 2017 Alessandro Sansoni

Intervista a Peppe De Stefano, già vicepresidente nazionale della Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia

Peppe De Stefano, 62 anni, è stato un uomo di primissimo piano nel mondo del Terzo Settore in Italia. Ex presidente del Centro servizi per il volontariato di Napoli ed ex consigliere di CSVnet, la rete nazionale dei CSV, ha ricoperto per diversi anni il ruolo di vicepresidente nazionale della Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia. «Oggi ne sono un semplice volontario», ci dice e nelle sue parole si avverte l’orgoglio di una lunga militanza di impegno civile e sociale. De Stefano non è meravigliato per lo scandalo che ha coinvolto la sua organizzazione, quello che vede protagonista il Centro Immigrati di Isola Capo Rizzuto in Calabria, colpito da un’inchiesta condotta dal procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri. Non è meravigliato perché fu lui 11 anni fa a denunciare per primo, in un consiglio direttivo della Confederazione, le gravi anomalie riscontrate nella conduzione di quello che a tutti gli effetti è il più grande centro di accoglienza per migranti d’Europa, pagando a caro prezzo il suo coraggio. Anomalie che stando all’inchiesta di Gratteri prefigurerebbero una contiguità strettissima tra l’amministrazione del centro e la ‘ndrina della famiglia Arena, che avrebbe di fatto gestito attraverso il presidente della Misericordia di Capo Rizzuto (e vicepresidente nazionale della Confederazione) Leonardo Sacco la struttura ed incassato circa un terzo dei 100 milioni di euro assegnati ad essa nel corso degli ultimi anni.
Il giorno dopo l’arresto di Sacco – spiega a Tempi De Stefano – la confederazione nazionale ha inviato un commissario a Capo Rizzuto. In realtà il presidente dell’Anac Raffaele Cantone aveva già messo tutto sotto amministrazione giudiziaria.
Era la locale associazione delle Misericordie a gestire il centro?
La gestione reale era affidata ad una srl, la Miser ICR, di cui l’associazione Misericordia di Isola Capo Rizzuto è socio unico.
Una srl?
Si tratta di una scelta perfettamente in linea con la filosofia della recente Riforma del Terzo Settore, che tende a privilegiare le imprese sociali a scapito delle organizzazioni di volontariato. Per certi aspetti la Miser ICR fino a qualche giorno fa rappresentava una sorta di modello, essendo l’impresa sociale più grande del paese, cui faceva capo l’amministrazione anche di altri centri di accoglienza in Calabria e in Sicilia.
Cosa accadde esattamente 11 anni fa, quando lei sollevò il caso in seno alle Misericordie?
All’epoca ero il numero due della Confederazione ed ebbi i primi segnali che qualcosa non andava.
Cioè?
Innanzitutto mi insospettì la crescita esponenziale, addirittura abnorme, del bilancio della Misericordia locale. Inoltre, alcuni ragazzi che lavoravano per l’associazione si vennero a lamentare da me, affermando di essere taglieggiati sullo stipendio. Su circa 1.000 euro netti erano costretti a restituire in nero il 15-30 per cento.
Cosa fece a quel punto?
Provai ad accendere i riflettori sulla vicenda, nel disinteresse generale (eravamo nel 2005-2006). Ne parlai con l’allora presidente nazionale Gianfranco Gambelli, che raccolse le testimonianze dei ragazzi, ma preferì minimizzarne la portata. Non mi diedi per vinto e mi rivolsi al cardinale di Firenze (la vera autorità religiosa per noi volontari delle Misericordie), che all’epoca era Ennio Antonelli: fu lui a chiedermi di denunciare pubblicamente, con elementi alla mano, la vicenda.
Lei non si tirò indietro…
No. Sapendo che lui sarebbe intervenuto ad una riunione del nostro Consiglio direttivo preparai una relazione di carattere generale, di cui possiedo copia, all’interno della quale segnalavo le inquietanti anomalie riscontrate nella gestione del Centro immigrati di Capo Rizzuto e la esposi all’assemblea. Sacco, all’epoca giovanissimo e già presidente dell’organizzazione locale, si difese caparbiamente sostenendo di iscrivere tutto in bilancio e il cardinale si lasciò convincere.
Ci furono altri episodi significativi in quel frangente?
Ne ricordo in particolare uno che vede, in qualche modo, protagonista don Edoardo Scordio, parroco di Capo Rizzuto e Correttore della Misericordia.
Colui che, secondo la Procura di Catanzaro, è stato l’ideatore del “sistema” e il garante dei rapporto tra associazione e clan…
Esatto. Ricordo che quando incominciai ad occuparmi della faccenda, ebbi un incontro con il vescovo di Crotone, che all’epoca era don Andrea Mugione. Mugione fu molto contento del mio interessamento, perché anche lui desiderava mettere ordine in quella situazione e provammo insieme ad intervenire. Riscontrammo una commistione pressoché totale tra le attività della parrocchia e quelle dell’associazione e la giudicammo una patologia inaccettabile. Il vescovo prese una posizione molto energica e pretese che fosse ripristinata una corretta e completa distinzione tra le iniziative messe in campo dai due enti. Dopo qualche settimana don Mugione fu investito per grazia di Dio e disposizione della Cei della guida della diocesi di Benevento.
Insomma l’impressione che si ricava dal suo racconto è che è mancata la volontà politica di intervenire per sanare la situazione…
Personalmente ritengo di sì. Dopo quel mio intervento in consiglio, ebbe inizio un profondo contrasto tra me e la dirigenza, che si concluse con l’elezione nel 2011 di Roberto Trucchi a presidente nazionale della Confederazione delle Misericordie e dello stesso Lorenzo Sacco a vicepresidente.
Come riuscì Sacco ad ottenere un incarico così importante?
La sua forza era direttamente proporzionale al suo peso economico, pari ad almeno un quarto del nostro bilancio complessivo. Al nazionale spetta, infatti, il 5 per cento delle entrate delle articolazioni locali. Sacco ha continuato a ricoprire la carica fino ad un anno fa e rieletto consigliere il giorno prima del suo arresto.
Secondo lei il vertice nazionale ha delle responsabilità su quanto è successo?
Quanto meno una culpa in vigilando. Anche dopo la mia non sono mancate le segnalazioni: in questi anni l’Espresso ha dedicato ben tre inchieste al Centro di Capo Rizzuto, nel 2015 ci fu un’intera puntata della trasmissione Servizio Pubblico di Michele Santoro dedicata all’argomento e anche il parlamento dedicò al caso alcune audizioni. Come può oggi la Confederazione dire che non sapeva niente?
Qual è lo stato d’animo dei volontari in questo momento?
Ho rilevato due approcci molto diversi. C’è chi è disgustato per quanto accaduto e teme che l’organizzazione abbia perso di credibilità e tradito i propri principi (fatto gravissimo per un’associazione di volontariato). Ma c’è anche un’altra parte (temo maggioritaria), allineata con la dirigenza, la quale sostiene che per un’organizzazione che ha otto secoli di storia alle spalle questo sia un semplice incidente, con responsabilità esclusivamente personali che ricadono su Sacco e don Scordio.
In che misura la recente riforma del Terzo Settore si interseca con questa brutta storia?
La riforma non scioglie due nodi fondamentali. Il primo riguarda il ruolo delle organizzazioni cosiddette di secondo livello: a che servono? A che titolo ricevono quote di affiliazione e partecipano ai tavoli istituzionali se poi non vigilano sull’operato delle associazioni di base? Il secondo attiene alla contiguità, non sempre virtuosa, tra Pubblica Amministrazione e Terzo Settore. Entrambe gestiscono, a titolo diverso, risorse pubbliche e dovrebbero farlo nel modo più appropriato. Sono come due fratelli. Il problema è che spesso sono fratelli siamesi, senza soluzione di continuità.
Questa vicenda è l’ennesima conferma che sull’immigrazione si gioca un business senza scrupoli. Che ne pensa?
Direi di sì. Aggiungo che ho l’impressione che esista una qualche forma di coordinamento tra chi gestisce i centri di accoglienza e i “caronte” del mare, ovvero le famose Ong, per garantire un flusso costante di ospiti. Anche sotto questo aspetto le organizzazioni di secondo livello spesso giocano un ruolo opaco e, invece di essere garanti della correttezza delle attività, finiscono per diventare i registi politici di ciò che non va fatto. Un esempio paradossale servirà a spiegare meglio cosa intendo.
Mi dica…
Per anni la Misericordia di Palermo ha gestito in modo irreprensibile il centro immigrati di Lampedusa, in condizioni logistiche drammatiche. Poi per un gioco di appalti gli fu tolta la gestione. Sa a chi fu affidata?
Sono tutt’orecchi.
Alla Misericordia di Capo Rizzuto. Mi creda: i veri peccati, prima che in Calabria, vanno cercati a Firenze.

Foto Ansa

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CARDINALE CAFFARRA ( SU SUOR LUCIA E ALTRO – DIANE MONTAGNA )
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Intervista esclusiva al Cardinale Caffarra: “Quanto mi ha scritto Suor Lucia si sta adempiendo oggi”

 Diane Montagna | Mag 22, 2017
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La veggente di Fatima gli disse: “Verrà un momento in cui la battaglia decisiva tra il regno di Cristo e Satana sarà sul matrimonio e sulla famiglia”

CITTÀ DEL VATICANO – Le parole profetiche di Suor Lucia sullo “scontro finale” tra il Signore e Satana, che avrebbe riguardato il matrimonio e la famiglia, “si stanno adempiendo oggi”, ha dichiarato adAleteia il Cardinale Carlo Caffarra.

Nel pomeriggio di venerdì 19 maggio il cardinale italiano è intervenuto al quarto incontro del “Roma Life Forum“, un appuntamento annuale che riunisce più di 100 esperti su vita e famiglia da oltre 20 nazioni per discutere su come difendere e rafforzare la vita coniugale e familiare nel mondo.

Il cardinal Caffarra è Arcivescovo emerito di Bologna e presidente fondatore del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia. È attualmente membro del Supremo tribunale della Segnatura apostolica, del Pontificio consiglio per la famiglia e della Pontificia accademia per la vita.

È stato creato cardinale da Papa Benedetto XVI nel marzo 2006. Il cardinal Caffarra è stato uno dei 45 delegati scelti da Papa Francesco per partecipare al Sinodo Ordinario sulla Famiglia nel 2015.

In quest’intervista esclusiva, rilasciata prima del suo discorso, il cardinal Caffarra descrive anche come Satana stia tentando di distruggere i due pilastri della creazione, in modo da modellare la propria “anti-creazione”, spiegando perché, in questa battaglia, la donna è “l’essere umano che deve essere difeso maggiormente”.

Sua Eminenza, cosa può dirci della lettera che ha ricevuto da Suor Lucia mentre lei stava lavorando per fondare il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia a Roma?

Nel 1981 papa Giovanni Paolo II fondò l’Istituto per studi su matrimonio e famiglia. I primi anni (1983-1984) sono stati molto difficili. L’Istituto non era benvoluto.

Chi non lo voleva?

Era malvisto sia dentro che fuori della Chiesa, a causa della visione che proponeva. Ne ero molto preoccupato. Senza averlo chiesto a nessuno, pensai: “Scriverò a Suor Lucia”.

Come le è venuto in mente?

Mi è venuto e basta. Ma come sapete, fin dall’inizio la patrona dell’Istituto è stata Nostra Signora di Fatima. È contenuto nella Costituzione Apostolica, in cui il Papa ha affidato istituto al patrocinio della beata Vergine di Fatima. Al punto che – e spero che sia ancora così – entrando nell’istituto, alla fine del corridoio, c’è una statua di Nostra Signora di Fatima, e la cappella dell’Istituto è dedicata a Nostra Signora di Fatima.

E così, ho pensato di scriverle. Le ho scritto dicendole semplicemente: “Il Papa ha voluto questo Istituto. Stiamo attraversando un momento molto difficile. Ti chiedo solo di pregare”. E ho aggiunto: “Non mi aspetto una risposta”. Le sue preghiere mi sarebbero bastate.

Come sapete, per avere qualsiasi contatto con Suor Lucia, anche per lettera, bisognava passare per il suo vescovo. Così ho inviato la lettera al vescovo, che l’ha consegnata a Suor Lucia.

Con mia gran sorpresa, dopo non più di due o tre settimane, ho ricevuto una risposta. Era una lunga lettera scritta a mano. Era il 1983, o il 1984. La lettera finiva così: “Padre, verrà un momento in cui la battaglia decisiva tra il regno di Cristo e Satana sarà sul matrimonio e sulla famiglia. E coloro che lavoreranno per il bene della famiglia sperimenteranno la persecuzione e la tribolazione. Ma non bisogna aver paura, perché la Madonna gli ha già schiacciato la testa”.


LEGGI ANCHE: La profezia di Suor Lucia: «Lo scontro finale tra Dio e Satana è su famiglia e vita»


Questo è rimasto inciso nel mio cuore, e tra tutte le difficoltà che abbiamo incontrato – e ce ne sono state così tante – queste parole mi hanno sempre dato una grande forza.

Quando ha letto le parole di Suor Lucia, ha pensato che lei stesse parlando di quel momento storico?

Qualche anno fa ho cominciato a pensare, dopo quasi trent’anni: “Le parole di Suor Lucia si stanno adempiendo”. Questa battaglia decisiva sarà il tema del mio discorso di oggi. Satana sta costruendo un’anti-creazione.

Un’anti-creazione?

Leggendo il secondo capitolo della Genesi vediamo che l’edificio della creazione si fonda su due pilastri. In primo luogo, l’uomo non èqualcosa; è qualcuno, e per questo merita un rispetto assoluto. Il secondo pilastro è il rapporto tra uomo e donna, che è sacro. Tra l’uomo e la donna. Perché la creazione trova la sua completezza quando Dio crea la donna. Al punto che, dopo aver creato la donna, la Bibbia dice che Dio si è riposato.

Cosa vediamo oggi? Due eventi terribili. In primo luogo, la legittimazione dell’aborto. Cioè, l’aborto è diventato un diritto soggettivo della donna. Il “diritto soggettivo” è una categoria etica, e quindi siamo nell’ambito del bene e del male; si sta dicendo che l’aborto è un bene, che è un diritto. La seconda cosa che vediamo è il tentativo di equiparare i rapporti omosessuali e il matrimonio. Satana sta tentando di minacciare e distruggere i due pilastri, in modo da poter forgiare un’altra creazione. Come se stesse provocando il Signore, dicendo a Lui: “Farò un’altra creazione, e l’uomo e la donna diranno: qui ci piace molto di più”.

Le Scritture dicono che il diavolo è il padre della menzogna, che si presenta come un angelo di luce…

Nel mio discorso, spiegherò le parole di Gesù su Satana: “Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna” (Giovanni 8:44). E così secondo me – e non so se Giovanni Paolo II lo avesse già previsto – in questo tipo di situazione l’essere umano che deve essere difeso di più è la donna. Infatti nel suo pontificato scrisse Mulieris Dignitatem. Lì volle sviluppare una teologia della femminilità, perché capì che questo fosse un punto delicato.

La donna è quindi il campo di battaglia?

Nella Bibbia c’è un dettaglio che mi ha sempre colpito. Dopo il peccato originale, Dio affronta il serpente e dice: “Io porrò inimicizia tra te e la donna”. Dio ha posto una particolare inimicizia tra la donna e il male, come se la donna avesse una sorta di istinto per il bene. Dio ha posto questa inimicizia proprio tra la donna e il male. Il testo continua: “Tra la tua stripe e la sua stirpe”, e qui i teologi vedono la predizione del Figlio di Maria. Pertanto, la donna ha un particolare coinvolgimento che ha conseguenze per la cultura, la società e la famiglia.


LEGGI ANCHE: 7 citazioni di Edith Stein che ogni donna dovrebbe leggere


Stiamo commemorando il centenario delle apparizioni della Madonna ai bambini di Fatima. Qual è il messaggio oggi?

Per me, l’originalità di Fatima è questa: a Fatima, la Madonna ha profetizzato. In altre apparizioni, non ha profetizzato, bensì esortato. Come a Lourdes: fate penitenza, pregate, dite ai sacerdoti di costruire una cappella in questo posto. Esorta e ricorda le forti esortazioni di Gesù alla penitenza e alla preghiera. Ma a Fatima profetizza; questo vuol dire che si introduce negli eventi umani e gli interpreta. Non l’aveva mai fatto prima.

Anche Suor Lucia ha profetizzato?

Sì, l’ha pienamente indirizzata [la profezia della Madonna] e ci ha lasciato le sue Memorie. Alcuni sono molto sconvolgenti. Sentì che questo fosse il compito che la Madonna le aveva dato, cioè diffondere e interpretare questa profezia.

E anche le parole di Suor Lucia sulla “battaglia decisiva” sono state una profezia?

Si assolutamente. Ciò che Suor Lucia mi ha scritto si sta adempiendo oggi.

[Traduzione dall’inglese a cura di Valerio Evangelista]

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CONOSCERE TUTTI I FATTI PER RISTABILIRE LA VERITA’ !
 Risultati immagini per soldati italiani grande guerra sul piave
foto tratte dal web – fronte italiano 1915 / 1918
[ soldati italiani nelle trincee e al fronte ]
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Associazione Azimut
Pubblicato da Arturo Stenio Vuono · 24/05/2017 ·

IL 24 MAGGIO DEL PIAVE

La leggenda del Piave – YouTube – https://www.youtube.com/watch?v=fhCQxa85PMI

RICORDANDO IL 24 MAGGIO DEL PIAVE E L’ALTRA STORIA – DA “AZIMUT ARCHIVIO ONLINE” 2015 – 2016 E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 24/05/2017 ] -“Meglio agitarsi nel dubbio che riposare nell’errore” [ Alessandro Manzoni ] – NON C’E’ BISOGNO DI RISCRIVERE LA STORIA – E’ SUFFICIENTE FARE CONOSCERE TUTTI I FATTI PER RISTABILIRE LA VERITA’ !

https://azimutassociazione.wordpress.com– “Azimut” –

Altro…

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IL 24 MAGGIO DEL PIAVE
RICORDANDO IL 24 MAGGIO DEL PIAVE E L’ALTRA STORIA – DA “AZIMUT ARCHIVIO ONLINE” 2015 – 2016  E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 24/05/2017 ] –“Meglio agitarsi nel dubbio che riposare nell’errore” [ Alessandro Manzoni ] – NON C’E’ BISOGNO DI RISCRIVERE LA STORIA – E’ SUFFICIENTE FARE CONOSCERE TUTTI I FATTI PER RISTABILIRE LA VERITA’ ! 
https://azimutassociazione.wordpress.com– “Azimut” – il commento – Arturo Stenio Vuono presidente Associazione – “DEMOCRATICI” E POPULISTI – NORBERT HOFER SOLO TRENTUNOMILA VOTI IN MENO DELLA GRANDE AMMUCCHIATA UN AUSTRIACO SU DUE CONTRO LA TROIKA E IL 24 MAGGIO DEL PIAVE ALTRE NEWS [ “AZIMUT-NEWSLETTER : 24 MAGGIO 2016 ]– ‘ZU FRANCISCU. ( L’ALTRA STORIA ) DI OLIVIERI GIANCARLANTONIO A 100 ANNI DALL’ENTRATA DELL’ITALIA NELLA GRANDE GUERRA E DALLA LEGGENDA DEL PIAVE – LA STORIA – REPLICA RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO —– Original Message —– From: Tullio Pighetti Tent: Sunday, November 10, 2013 12:34 PM Subject: MUSSOLINI VERITA meditare necesse!!! MUSSOLINI NEL MONDO AL COSPETTO DELLA STORIA   – per leggere tutto e le altre news clicca link ( vedi : sotto ) visita il sito –

NORBERT HOFER SOLO TRENTUNOMILA VOTI IN MENO DELLA …

24 mag 2016 – NORBERT HOFER SOLO TRENTUNOMILA VOTI IN MENO DELLA GRANDE AMMUCCHIATA … [ “AZIMUT-NEWSLETTER : 24 MAGGIO 2016 ].

NORBERT HOFER SOLO TRENTUNOMILA VOTI IN… – Associazione …

Associazione Azimut. · June 5, 2016 ·. NORBERT HOFER SOLO TRENTUNOMILA VOTI IN MENO DELLA GRANDE AMMUCCHIATA UN AUSTRIACO SU DUE …

Associazione Culturalsociale “Azimut”… – Associazione Azimut …

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La leggenda del Piave – YouTube

24 ott 2011 – Caricato da ministerodifesa

La leggenda del Piave. ministerodifesa. Loading… Unsubscribe … Comments are disabled for this …

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“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut”  Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
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1 commento su “SU TRUMP ( LIGNOLA ) – SU TERRORISMO E ALTRO ( LEHNER ) SU ALMIRANTE ( DEL NINNO ) – SULLA CONFEDERAZIONE DELLE MISERICORDIE D’ITALIA, ETC. ( SANSONI ) – CARDINALE CAFFARRA ( SU SUOR LUCIA E ALTRO – DIANE MONTAGNA )”

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