TAORMINA DI SCENA I NUOVI CAPORALI: I (NON)DECISORI IMPOSTI E GLI ANTAGONISTI A REGISTRO UN GIOCO DELLE PARTI L’EDICOLA E ALTRE NEWS


TAORMINA DI SCENA I NUOVI CAPORALI  : I (NON)DECISORI IMPOSTI E GLI ANTAGONISTI A REGISTRO UN GIOCO DELLE PARTI L’EDICOLA E ALTRE NEWS

“AZIMUT-NEWSLETTER” : 27 MAGGIO 2017 
UNA BUONA LETTURA E UNA BUONA DOMENICA !
 

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Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut

 
TAORMINA DI SCENA I NUOVI CAPORALI  : I (NON)DECISORI IMPOSTI E GLI ANTAGONISTI A REGISTRO UN GIOCO DELLE PARTI L’EDICOLA E ALTRE NEWS
[ LA SOLITA “SCALETTA” ]
G7 Summit in Taormina - Clashes between police and demonstrators (foto: ANSA)
 

Scontri tra manifestanti ‘No G7’ e polizia stanno avvenendo a Giardini Naxos. Il corteo non si è fermato dove era prevista la conclusione del percorso ed è avanzato verso lo schieramento delle forze dell’ordine.

Gli scontri sono stati provocati da una trentina di persone che indossavano magliette nere e rosse contro la volontà della maggioranza dei partecipanti, che ha anche cercato di fermare i più facinorosi. Il contatto con le forze dell’ordine è durato pochi secondi, dopodiché il gruppo che aveva tentato di sfondare si è ricompattato e ha affrontato per alcuni minuti i poliziotti per poi disperdersi. La maggioranza del corteo ha espresso contrarietà al tentativo di sfondamento: alcuni di loro sono anche stati picchiati dagli stessi che avevano provocato gli scontri. La situazione ora è tornata tranquilla e il corteo si sta pian piano sciogliendo.

“Non siamo noi gli invasori – dicono – siamo quelli che vivono e lottano ogni giorno per questa terra. Sono loro che se ne devono andare”. Al corteo partecipano diverse centinaia di persone.

Un lungo applauso di alcune centinaia di persone ha accolto l’arrivo del corteo. Lungo il percorso della manifestazione si vedono anche persone affacciate dal balcone che esprimono consenso per la contestazione.

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UN DIBATTITO INTERESSANTE [ SUL POPULISMO ] – vedi : oltre 
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[ tratto dal “Secolo d’Italia” ]
DE BENOIST: POPULISMO VA OLTRE LA DESTRA E LA SINISTRA di Bianca Conte 
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LO SPECCHIETTO DELLE ALLODOLE [ tratto dal “Secolo d’Italia” ]
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G7: “FRONTIERE SI POSSONO CHIUDERE” Sul tema dei migranti nelle discussioni in corso al G7 «si è raggiunto un buon compromesso». Èquanto dicono fonti diplomatiche italiane, sottolineando come nel testo «si riconosca l’approccio globale al problema, anche nel lungo periodo con il coinvolgimento dei Paesi di origine e la responsabilità condivisa». Le fonti ricordano tuttavia che la discussione vera e propria al summit sul tema migranti «ci sarà domani», mentre «si continua a lavorare sui due paragrafi» ad hoc del testo finale, ma «non ci sono problemi» con gli americani, che hanno chiesto maggiore attenzione alla sicurezza. I governi hanno il diritto «sovrano» di chiudere le loro frontiere e di fissare delle soglie per i migranti. È quanto si legge in una bozza di conclusioni che circola a Taormina. «Nel rispetto dei diritti umani e di tutti i migranti e rifugiati -si legge nel documento citato dall’agenzia tedesca Dpa- riaffermiamo i diritti sovrani degli Stati a controllare i propri confini e a fissare i limiti chiari sui livelli di migrazione come elemento chiave della sicurezza nazionale e del benessere economico». Nella bozza si ribadisce poi «la necessità di sostenere i rifugiati il più vicino possibile ai loro paesi di origine, in modo che siano in grado di tornare» e «di creare partnership per aiutare i paesi a creare le condizioni all’interno dei loro stessi confini per risolvere le cause delle migrazioni
 
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IL SERVIZIO ODIERNO – anteprima di web ( servizio tra breve in rete )
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PRIMO PIANO
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 SUL POPULISMO 
Alain De Benoist, sempre attivo sul fronte della speculazione intellettuale, analista contemporaneo lungimirante e lucido, in un’intervista rilasciata a il Dubbio mette sotto la lente dell’osservazione socio-politicilogica l’abusato tema del populismo, e ne dè una chiave di lettura – alla luce delle recenti elezioni francesi ovviamente – perfettamente in linea con i suoi trascorsi intellettuali e editoriali. Non a caso l’intervista titola con un punto di domanda: «E se il futuro del populismo fosse a sinistra»? Vecchio tema, nuova angolazione: le ultime elezioni presidenziali e quelle ormai imminenti per il rinnovo del Parlamento, da un lato, e la recentissima uscita del suo nuovo saggio Le moment du populisme, dall’altro, hanno riportato sotto la luce dei riflettori la figura di Alain De Benoist. Malgrado il lavorio intellettuale e l’ingente produzione di volumi e interviste nell’arco di decenni, sul suo nome viene ancora appiccicata l’etichetta di ideologo della destra, “nuova” o “radicale” che sia; viene così ignorata a scopi di squallida bottega politica la sua ricerca di nuove sintesi, che vadano al di là del discrimine destra/ sinistra. Eppure, proprio i suoi interventi a margine della campagna presidenziale e, soprattutto, le riflessioni contenute nell’ultimo saggio da lui redatto, dovrebbero sgombrare il terreno da ogni dubbio al riguardo. Già durante la campagna elettorale, de Benoist non aveva nascosto il suo apprezzamento per certi argomenti sbandierati dal candidato delle sinistre, Jean Luc Melenchon; ma al tempo stesso aveva valutato positivamente alcune prese di posizione della Le Pen, soprattutto in tema di rappresentante delle classi più “basse” della società e di difesa dell’identità francese. Eppure il Fn ha perso anche se, come sostiene De Benoist nell’intervista, «Macron è stato eletto per difetto, dal momento che quasi la metà di coloro che hanno votato per lui, ha fatto in modo da “bloccare” l’avanzata del Fn. Le cifre mostrano che un numero considerevole di francesi non era né con Macron né con la Le Pen. Questo è uno dei dati che Macron deve prendere in considerazione se si vuole vincere le elezioni a giugno». Non solo: nell’intervista citata in apertura de Benoist spiega come e perché «Mélenchon, data la sua posizione politica, non poteva invitare a votare per Marine Le Pen. Tuttavia ha rifiutato di votare a favore di Macron, il che è già molto – e gli è valso molte critiche. Marine Le Pen, da parte sua, poteva anche trovare una sponda tra gli elettori di François Fillon. Le analisi elettorali mostrano che il secondo turno ha ricevuto circa il 15% dei voti Mélenchon e circa il 25% dei voti Fillon». E allora, alla domanda del giornalista de il Dubbio su come il populismo, più volte indicato dall’intellettuale francese come «rivolta del ceto medio» possa aver condizionato il fenomeno Macron, de Benoist spiega il fenomeno populista declinato alle presidenziali francesi sostenendo come il populismo sia «un modo di articolare la domanda politica e sociale dal basso e vede le classi dirigenti (“quelli in alto”) come una casta oligarchica ansiosa di non difendere i propri interessi. La sua base sociale è costituita dalle classi popolari e la parte inferiore della classe media… Il fenomeno Macron «al contrario, recluta principalmente dalla borghesia delle città, i dirigenti, “bobos”, ecc… Gli attacchi terroristici che si svolgono nelle grandi città non cambiano la questione, dal momento che tutti i governi sostengono di combattere il terrorismo. Non è terrorismo, ma l’immigrazione incontrollata a preoccupare gli elettori del Front National». Laddove, dunque, nel populismo de Benoist vede non già un’ideologia, bensì una mentalità, un’ondata rivendicazionista degli strati sociali rimasti privi di rappresentanza politica e in forte contestazione nei confronti delle élites di potere, occulte o palesi, nazionali e internazionali.
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TAORMINA DI SCENA I NUOVI CAPORALI  : I (NON)DECISORI IMPOSTI E GLI ANTAGONISTI A REGISTRO UN GIOCO DELLE PARTI L’EDICOLA E ALTRE NEWS
 
IN COPERTINA
Corteo 'No G7' (foto: ANSA)
G7 (foto: ANSA)
G7, Gentiloni: 'Trump decida, ma sul clima non arretriamo di un millimetro' (ANSA)
Sì a nuovi voucher © ANSA
Carcere di Rebibbia, "Peso 230 chili e non posso uscire dalla cella, sono condannato a morte"
(NON)DECISORI E ANTAGONISTI A REGISTRO : TIRANO LA VOLATA A  “BUONI LAVORO” E “MIGRANTI A BASSO COSTO” – COME DIRE NEGRIERI E NUOVE SCHIAVITU’ PER ITALIANI E PER “SBARCATI” – QUANDO NEL MONDO LA CANAGLIA IMPERA LA PATRIA DEGLI ONESTI E’ LA GALERA “AZIMUT”  – NAPOLI]
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CIRCOLA IN RETE
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Nessun testo alternativo automatico disponibile.
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BENEDETTO L’AVEVA PREVISTO
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AL FUNERALE DI ALMIRANTE C’ERA ANCHE UN PARTIGIANO di Antonio Pannullo
 
Si teneva 29 anni fa, il 24 maggio, il commosso saluto dei missini a Pino Romualdi e Giorgio Almirante, in una piazza Navona gremita all’inverosimile, con seguaci dei due uomini politici venuti da tutta Italia e anche dall’estero. Ricordo benissimo quei giorni: al Secolo d’Italia, dove già lavoravo, eravamo sotto pressione da settimane, da quando Almirante si era ammalato. Ci alternavamo a fare i turni davanti la clinica romana dove era ricoverato. Dovemmo poi fare due edizioni straordinarie per Romualdi e il giorno dopo per Almirante. E poi venne il giorno dei funerali. Ricordo che Francesco Storace, distrutto, in forza allora al servizio politico, aveva già chiarito che avrebbe preso un giorno di ferie per poter partecipare alle esequie. Così noi redattori non inviati alla cerimonia per servizio, a turno, andammo a piazza Navona per prendere parte almeno per qualche decina di minuti a un evento non solo storico ma che faceva parte della nostra storia umana e politica. Andai anch’io, per una mezz’ora, e poi tornai nella “storica” redazione di via Milano. Il giorno dopo, però, il mio migliore amico, Augusto, mi telefonò e mi disse che era andato anche lui a piazza Navona (ma non ci eravamo incontrati) e disse: “Indovina un po’ chi ho visto?” . “Non lo so”, risposi, “chi?”. “Tuo padre!”, mi disse lui, ben sapendo che mio padre non aveva mai fatto politica in tutta la sua vita. “Ah, dissi io, strano…”. “Ma non sai tutto”, insisté Augusto, “non lo sai che ha fatto quando è passata la bara… il saluto romano!”. La cosa mi parve impossibile, perché mio padre non era certo fascista, al massimo liberale, e poi dopo l’8 settembre aveva fatto parte dei partigiani garibaldini. Ma Augusto non sbagliava, me lo confermò poi anche un attivista di via Sommacampagna, la sede provinciale del Fronte della Gioventù. La cosa era inspiegabile, per questo ho pensato che fosse il momento di raccontarla. Classe 1914, come Almirante, mio padre era cresciuto durante il fascismo, e andava a anche a sentire, ragazzo, i discorsi di Mussolini a piazza Venezia. Nel 1934 entrò nell’accademia allievi ufficiali medici di Firenze, vicino Ponte Vecchio, accademia non più esistente, e quandò si laureò, nel 1940, fu spedito immediatamente al fronte. Combatté in Albania e Montenegro con la Divisione Perugia. Ma dopo l’8 settembre, i tedeschi fucilarono tutti gli ufficiali della Perugia, tranne mio padre e un altro medico. Circostanza riportata in due libri, Tempesta sulle alpi albanesi e Sacrificio italiano in terra albanese. Fu portato dai tedeschi in Germania e poi in Nord Italia. Ma mio padre scappò, perché non voleva stare coi tedeschi e si rifugiò in Piemonte, dove entrò in un reparto partigiano che operava nell’Oltrepo pavese, con cui rimase due anni. Non raccontò mai molto di quel periodo, e in ogni caso mai di atrocità né partigiane né delle Camicie Nere. Ricordava invece con terrore quelli che definiva i “rastrellamenti” dei tedeschi, dai quali i partigiani erano riusciti a scampare più volte per miracolo. Tornato a casa, al quartiere Prati di Roma, mio padre iniziò la professione di medico, forte anche dell’esperienza che aveva fatto in cinque anni di guerra. Non so se votò, e cosa, al referendum, ma so che dal 1950 in poi votò sempre Partito Liberale, anche perché suo padre, alto magistrato, era diventato senatore di quel partito. Ostacolava, ma come un padre, non politicamente, la mia attività nel Movimento Sociale, e certo non assisté mai a un comizio missino né mise mai piede in una sezione. Ancora oggi non so perché fece quel gesto: per me? Per stima verso Almirante? Perché i vincitori lo avevano deluso? Non lo so e non lo saprò mai, anche perché lui non me lo disse. E io non glielo chiesi.
 
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[ tratto dal “ROMA” ]
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Condanniamo yahweh per omofobia

Opinionista: 

Pietro Lignola

Cari amici lettori, le cronache m’impongono, oggi, di parlarvi dei gesuiti, una Società di cui ho diretta conoscenza, avendo frequentato per otto anni, dal 1945 al 1952, la scuola media, il ginnasio e il liceo classico nel prestigioso Istituto Pontano Cariati. Ho un bel ricordo di quegli anni, nei quali ebbi come insegnanti, oltre a molti altri bravi professori sia chierici sia laici, padre Catalano (cappellano militare che ci insegnò ad amare l’italiano e la patria) e padre Germier (che del Pontano era rettore e passò poi a dirigere il Gesù Nuovo e la Compagnia a Napoli). Non erano, certo, tutte rose. Noi ragazzi evitavamo accuratamente di confessarci con un certo “padre” per evitare d’essere palpati ed io mi rifiutai di diventare scout perché, nel primo approccio con i “lupetti”, trovai incompatibile con la mia dignità di decenne la richiesta di mettermi a quattro zampe e ululare. Nel complesso, però, quei gesuiti non avevano nulla a che vedere con quelli delle stragi nel Paraguay o delle deviazioni massoniche.
Oggi, invece, mi sto facendo della Società di Gesù un’opinione un po’ diversa.
Il nuovo generale, il venezuelano Arturo Sosa Abascal (recentemente nominato da papa Francesco), messo in difficoltà dall’intervistatore con le chiare parole di Gesù sull’indissolubilità del matrimonio, ha affermato che al tempo di Gesù non c’erano i registratori e, quindi, non sappiamo se egli ha veramente detto quel che è scritto nei Vangeli. Buon per lui che non ci sia più il rogo per gli eretici, ma qui siamo oltre l’eresia: negare i Vangeli significa negare le fondamenta della religione cristiana.
Lo stesso papa Francesco, che, essendo gesuita, può agevolmente essere identificato come il “papa nero”, ultimo pontefice romano nella profezia di San Malachia, non perde mai occasione di formulare affermazioni sconvolgenti. La più incredibile è stata che “non esiste un Dio cattolico”, quasi che tutte le religioni professino i dogmi della Trinità, dell’Incarnazione e della Resurrezione (solo nell’induismo c’è qualche vaga affinità, con la Trimurti e gli Avatara) e quella conseguenziale che “tutti gli uomini sono figli di Dio”, in palese opposizione al Vangelo (Giov. I, 12), ove è scritto che “A quanti però lo hanno accolto, ha dato il potere di diventare figli di Dio” (nella traduzione di S. Quasimodo: “A coloro che lo ricevettero, e sono quelli che credono nel suo nome, diede il potere di diventare Figli di Dio”).
Non posso qui indugiare in una disamina completa di queste battute (sono già stati scritti volumi sull’argomento), che richiederebbe anni di studi e la redazione di un’enciclopedia. Voglio ricordarne soltanto due, la più recente e quella che io ritengo più grave sul piano pratico.
Bergoglio è andato a Fatima per santificare i fratellini di suor Lucia e ivi ha dato definizioni della Madonna che negano aspetti mariani dalla stessa Vergine affermati (la sua intercessione che ferma la spada) e si pongono in assoluto contrasto con la devozione consolidata (leggetevi ciò che egli ha detto e ciò che è scritto nella “Supplica” alla Madonna di Pompei); è stato “cattivo” (parola sua!) con Medjugorje, trascurando il fatto che ivi le conversioni avvengono a migliaia e i fedeli sono milioni e milioni.
Tutto ciò, tuttavia, non giunge alla gravità del “Chi sono io per giudicare?”, che rinnega un’altra affermazione di Cristo, rivolta a Pietro, sul cui trono siede Francesco: “Tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli” (Mt. XVI, 17). Il giudizio che Bergoglio non vuol dare è quello sull’omosessualità, che la Chiesa ha sempre considerato peccato contro natura. La teologia della Misericordia è giusta, perché Dio perdona sempre il peccatore (pentito); non, però, il peccato in quanto tale.
Bergoglio, del resto, il mese scorso ha chiamato un altro gesuita, padre James Martin, a ricoprire il ruolo di consulente della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede. Padre Martin è noto per i “ponti” che vuole innalzare fra la Chiesa e le comunità omosessuali e per le sue prese di posizione sui cessi per omo e trans. Il 5 maggio u.s. padre Martin ha scritto su Facebook che “alcuni santi erano probabilmente gay. Una certa parte dell’umanità è gay. Anche una certa parte dei santi poteva esserlo. Potresti essere sorpreso quando in Paradiso verrai salutato da uomini e donne Lgbt”.
In questo padre Martin sembra perfettamente allineato alla lobby omosessuale che vuole imporre il “gender” e perseguitare l’omofobia. Prima o poi vorranno processare Yahweh, che disse ad Abramo: “Il grido contro Sodoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è assai grave!” (Gen. XVIII, 20) e, dopo che i sodomiti ebbero tentato di stuprare i due angeli inviati a Lot, “fece piovere zolfo e fuoco” (ivi, 28) e distrusse “la valle con tutti gli abitanti e la vegetazione del suolo”.
Ditemi, amici lettori, non è omofobia questa? È arrivato, allora, il tempo di processare Yahweh!

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Associazione Azimut
Pubblicato da Arturo Stenio Vuono ·26/05/2017·

TAORMINA VAL BENE UNA MESSA MA GLI “INTEGRATI” SONO SOTTO CASA…

TERZO SEGRETO DI FATIMA – FINTA SUOR LUCIA – APOSTASIA .

https://www.youtube.com/watch?v=4MD2JpjEKm4

TAORMINA VAL BENE UNA MESSA BERGOGLIO L’ENIGMA E FATIMA VIENI SANTO SPIRITO L’EDICOLA E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 26/05/2017 ] – IL SERVIZIO ODIERNO – anteprima di web – DISCETTANO DEI MASSIMI SISTEMA MA GLI “INTEGRATI” SONO SOTTO CASA – TAORMINA VAL BENE UNA MESSA MA GLI “INTEGRATI” SONO SOTTO CASA – “( . . . ) Sui 

Altro…

G7 (foto: AP)
 

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Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut

TAORMINA : DISCETTANO DEI MASSIMI SISTEMA MA GLI “INTEGRATI” SONO SOTTO CASA… [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : VENERDI’, 26 MAGGIO 2017 ]
 
TAORMINA VAL BENE UNA MESSA MA GLI “INTEGRATI” SONO SOTTO CASA…
TAORMINA VAL BENE UNA MESSA BERGOGLIO L’ENIGMA E FATIMA VIENI SANTO SPIRITO L’EDICOLA E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 26/05/2017 ] – IL SERVIZIO ODIERNO – anteprima di web – DISCETTANO DEI MASSIMI SISTEMA MA GLI “INTEGRATI” SONO SOTTO CASA – TAORMINA VAL BENE UNA MESSA MA GLI “INTEGRATI” SONO SOTTO CASA – “( . . . ) Sui migranti “è stato raggiunto un buon compromesso: si riconosce l’approccio globale al problema, anche a lungo periodo con il coinvolgimento dei paesi di origine e la responsabilità condivisa”. E’ quanto spiegano fonti diplomatiche italiane che seguono il dossier. La discussione vera e propria al tavolo del G7 “ci sarà domani” ed è “ovvio si continui a lavorare sui due paragrafi” ad hoc del testo finale, ma “non ci sono problemi” con gli americani, che hanno chiesto maggiore attenzione alla sicurezza. ( . . . ) ”  [ tratto dal web ]
– LEGGI IL POST – stralcio  [ da “archivio azimut online” Arturo Stenio Vuono  ]
” ( . . . ) E’ sufficiente un giro in uno dei quartieri delle nostre città, per osservare, provare per credere.Non c’è tabacchi, bar, supermercato, eccetera, che non veda stazionarvi per la questua immigrati, giovani e in carne, a fare – per così dire – il loro lavoro quotidiano; e noi italiani, com’è noto, non neghiamo l’obolo; è vero che l’accattonaggio non è più un reato ma la sua organizzazione e predisposizione – a turni e posti interscambiabili – certamente sì. Chi sono ? regolari o no, con permessi di soggiorno o no, con documenti o no ? ; per i commissariati di pubblica sicurezza, le stazioni dei carabinieri e i comandi della polizia municipale, evidentemente, vale il disposto del “lasciar fare”. — E quì che sorge, spontanea, una domanda delle cento pistole : e, poi,  se decidessero di assegnarli ad altri “compiti” ? ristorando, vita natural durante, le loro famiglie di origine e spingendoli a guadagnarsi il loro paradiso ? Insomma, dove gli italiani non sono che l’enclave, nei quartieri ancora nostri – e sotto le nostre finestre –  , visibili i parcheggi di potenziali e futuri “soldati dell’Islam”. ( . . . ) — Se si vuole che il problema possa avere una risoluzione culturale, è pacifico che non debba proseguire – ad iniziare dalla scuola e dalla prima infanzia –  col biascicare di tolleranza ad ogni costo; l’acquiescenza e l’arrendovolezza, propinate ai nostri figli e nipoti, ovviamente non paga;meglio prepararli, con buona pace dei  complici “buonisti”,  all’eventuale  difesa dal basso che non solo è legittima ma sacrosanta. No al suicidio. Verrà l’ora che canti la mitraglia! “
[ PER LEGGERE TUTTE LE NOTIZIE  VISIONARE ASCOLTARE RIFLETTERE E COMMENTARE VISITA IL SITO https://azimutassociazione.wordpress.com  ]

Papa BERGOGLIO non dirà MAI la Verità – (Padre Quirino … – YouTube

26 apr 2017 – Caricato da Arkivio21xl

Papa BERGOGLIO non dirà MAI la Verità – (Padre Quirino SALOMONE) – 10-07- 2-15 https://www …

La Verità su Papa Francesco. quello che i Mass Media non Dicono …

03 lug 2016 – Caricato da Giuseppe Catalano

La Verità su Papa Francesco. quello che i Mass Media non Dicono.. Chi Sono Io per giudicare un 

 

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ALTRE NEWS
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corrispondenze
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——– Original Message ——–

Subject: aggiornamenti su argomenti Italia, Europa, Universita’
Date: Sat, 27 May 2017 10:44:29 +0200
From: LUCIANI NINO <nino.luciani@alice.it>
To: omnia1443@impegnopoliticocattolici.bo.it


Centro studi per l’ IMPEGNO Politico dei CATTOLICI
Sede in Bologna, via Titta Ruffo 7
Direttore Prof. Nino Luciani
Ordinario di Scienza delle Finanze, Universita’
347 9470152

– Ai Soci DC iscritti nell’ultimo elenco disponibile, convocati dal Tribunale a Roma il 25/26 feb 2016, per assemblea dei soci ex-art. 20 c.c.;
– Ad Altri vicinissimi, che hanno domandato di essere informati sulla evoluzione del procedimento organizzativo della DC

Oggetto: aggiormenti su Italia, Europa, Università (in attesa di nuove importanti iniziative per la DC, per uscire dal NULLA attuale, senza una speranza),

ARGOMENTI :

1) ITALIA: LEGGE ELETTORALE in vista Elezioni politiche 2018: il testo del relatore di maggioranza.
Proposta di una legge elettorale proporzionalista pura, associata a Regolamenti parlamentari bipolaristi.
CLICCA su: http://www.universitas.bo.it/FORUM1.htm

2) EUROPA: Quale nuovo trattato per la riforma della UE ?
Merkel: Un budget in eurozona per  aiutare i paesi propensi alle riforme !
Macron: Convergenza fiscale graduale e Investimenti europei !
prof. Luciani: La via italiana verso Merkel e Macron: prime ipotesi Italy, allargate alla riforma fiscale europea
CLICCA su: http://www.universitas.bo.it/index.html#INDEX

3) UNIVERSITA’ :
a) Universita’ di contro  Ministerio dell’università: ottiene da  Corte costituzionale demolizione  illegittimo sistema finanziaro delle universita’.
L’Università di Macerata aveva lamentato che il calcolo del costo standard per studente fosse stato “il frutto di un sistema cervellotico del ministero”
CLICCA su: http://www.universitas.bo.it/STATO%20Giuridico.htm#STATO

b) ASDU – Associazione Scientifica Docenti Universitari.
Riunione 11 aprile 2017: PRINCIPALI ARGOMENTI  :
– Colloqui avviati con l’Ateneo, per la valorizzazione scientifica dei docenti in pensione, senza oneri per l’Ateneo;
– Per la crezione di un premio scientifico ai professori e ricercatori in pensione (non ADSU);
– Censurata la chiusura della biblioteca di Via Zamboni 36, per demerito di pochi studenti contro la generalità degli studenti.
CLICCA su: http://www.universitas.bo.it/ASDU.htm#ASDU

Cordiali saluti. Nino Luciani

—-Messaggio originale—-
Da: associazioneazimut@tiscali.it
Data: 27-mag-2017 12.12
A: “Azimutassociazione”<azimutassociazione@libero.it>
Ogg: Fwd: Universitas News: EDIZIONE GRATUITA maggio 2017

——– Original Message ——–

Subject: Universitas News: EDIZIONE GRATUITA maggio 2017
Date: Fri, 26 May 2017 20:33:37 +0200
From: LUCIANI NINO <nino.luciani@alice.it>
To: universitas5@universitas.bo.it


UNIVERSITAS  News
Foglio Indipendente on Line
Sede in Bologna, via Titta Ruffo 7
PROF. NINO LUCIANI, Direttore responsabile
Tel  347 9470152

EDIZIONE DI MAGGIO 2017

ARGOMENTI :

1) EUROPA: Quale nuovo trattato per la riforma della UE ?
Merkel: Un budget in eurozona per  aiutare i paesi propensi alle riforme !
Macron: Convergenza fiscale graduale e Investimenti europei !
prof. Luciani: La via italiana verso Merkel e Macron: prime ipotesi Italy, allargate alla riforma fiscale europea
CLICCA su: http://www.universitas.bo.it/index.html#INDEX

2) UNIVERSITA’ DI MACERATA contro  Ministerio dell’unvesrotà  ottiene da  Corte costituzionale demolizione  illegittimo sistema finanziaro delle universita’.
L’Università aveva lamentato che il calcolo del costo standard per studente fosse stato “il frutto, più o meno casuale, di un sistema cervellotico”
CLICCA su: http://www.universitas.bo.it/STATO%20Giuridico.htm#STATO

3) ASDU – Associazione Scientifica Docenti Universitari.
Riunione 11 aprile 2017: PRINCIPALI ARGOMENTI  :
– Colloqui avviati con l’Ateneo, per la valorizzazione scientifica dei docenti in pensione, senza oneri per l’Ateneo;
– Per la crezione di un premio scientifico ai professori e ricercatori in pensione (non ADSU);
– Censurata la chiusura della biblioteca di Via Zamboni 36, per demerito di pochi studenti contro la generalità degli studenti.
CLICCA su: http://www.universitas.bo.it/ASDU.htm#ASDU

4) ITALIA: ELEZIONI POLITICHE 2018: il testo del relatore di maggioranza.
Proposta di una legge elettorale proporzionalista pura, associata a Regolamenti parlamentari bipolaristi.
CLICCA su: http://www.universitas.bo.it/FORUM1.htm

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L’EDICOLA
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Sabato, 27 Maggio 2017
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L’ennesimo attentato alla comunità cristiana Egitto ha suscitato sdegno e sgomento nell’opinione pubblica internazionale. Indignate e allarmate le reazioni in una parte del mondo politico italiano. Fa sentire la sua voce Giorgia Meloni, che invita i grandi della Terra a non rimanere inerti davanti al genocidio dei cristiani nel mondo.

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L’EDIZIONE DEL GIORNO

Il “Secolo d’Italia” è il quotidiano on line della destra italiana: fondato a Roma nel 1952, nel 1963 divenne l’organo di partito del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale e nel 1995 di Alleanza Nazionale.

Nel 2009 è stato uno dei quotidiani del Popolo della Libertà. Attualmente è organo della Fondazione Alleanza Nazionale.

 

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Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
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(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut”  Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
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