APPRENDISTI STREGONI PER PRATERIE GRILLINE ( NARDIELLO SUL “ROMA” ) – RICORDO DI ANTONIO CANTALAMESSA E ALTRE NEWS


APPRENDISTI STREGONI PER PRATERIE GRILLINE ( NARDIELLO SUL “ROMA” ) – RICORDO DI ANTONIO CANTALAMESSA E ALTRE NEWS [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 31/05/2017 ]

APPRENDISTI STREGONI PER PRATERIE GRILLINE ( NARDIELLO SUL “ROMA” ) – RICORDO DI ANTONIO CANTALAMESSA E ALTRE NEWS [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 31/05/2017 ]
anteprima di web – servizio tra breve in rete
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[ TRATTO DAL “ROMA” ]

Apprendisti stregoni per praterie grilline

Opinionista: 

Vincenzo Nardiello

Gioacchino fece la legge e Gioacchino fu impiccato. L’accelerazione sulla riforma elettorale voluta da Berlusconi e Renzi rischia di aprire una prateria a Grillo e Salvini. L’accordo offerto dal Cav all’ex premier, infatti, porta con sé più incognite che certezze. Innanzitutto, il leader di Fi sta offrendo su un piatto d’argento la cosa cui il segretario Pd tiene di più: le elezioni anticipate. Renzi ha un disperato bisogno di votare in autunno per evitare d’intestarsi la durissima manovra finanziaria di fine anno. Quella sarà la vera resa dei conti che l’Italia sarà chiamata a fare con gli anni del renzismo al governo. Salvo altri maxi sconti dall’Ue, infatti, verranno al pettine tutti i problemi allegramente rinviati e aggravati dalla repubblica dei bonus e degli incentivi a debito. È evidente che se si andasse al voto dopo il varo di una manovra lacrime e sangue, il Pd pagherebbe un pesante dazio. Non solo. Le urne a ottobre consentirebbero ai dem di evitare le conseguenze delle Regionali siciliane, che si annunciano come un bagno di sangue. Per l’illusionista di Rignano, dunque, è vitale anticipare le urne e passare così la patata bollente al prossimo Governo. Già, ma a chi? E qui veniamo alla seconda parte del piano. Dopo aver gridato un giorno sì e l’altro pure che lui era per il maggioritario, bollando coloro che caldeggiavano il ritorno al proporzionale come ignobili conservatori, coltivatori di caos e ingovernabilità, l’ex premier si è improvvisamente convertito, facendo sapere a Berlusconi di essere disponibile a trattare sul sistema di voto tedesco. Cioè un proporzionale con sbarramento al 5%. Perché quest’inversione a “U”? Perché Renzi sa che in questo modo non vincerebbe nessuno, e spera che i numeri possano consentirgli – dopo il voto – di fare un Esecutivo di larghe intese, magari affidandolo ad un qualche esponente di seconda fila del Pd (ad esempio lo stesso Gentiloni), sul quale scaricare la responsabilità della manovra. Insomma, per Renzi sarebbe un affare. Ma Berlusconi cosa ci guadagnerebbe? È vero, Silvio l’Eterno spera sempre nella riabilitazione politica che potrebbe giungere da Strasburgo, ma più passa il tempo, meno s’illude che la sentenza possa arrivare in tempo utile per le urne. Soprattutto, Berlusconi sa bene che le possibilità di vincere per lui sono ridotte al lumicino. Il proporzionale è allora l’unico modo per non essere emarginato. Un risultato qualsiasi gli basterebbe per essere decisivo in un Esecutivo di unità nazionale. Inoltre, votare in autunno gli consentirebbe anche di sfruttare l’onda lunga delle elezioni tedesche che dovrebbero ulteriormente frenare gli anti-euro alla Salvini. Tuttavia, sia Renzi sia Berlusconi sembra stiano sottovalutando un paio di cosette. La prima è che questo tipo d’intesa sarebbe percepita da tutti gli elettori, indipendentemente dalla loro fede politica, come un modo per tenere a galla partiti con consensi sempre più ristretti. La seconda è che un accordo siffatto potrebbe provocare il risultato opposto: pur di rompere con una classe dirigente considerata da tanti scellerata, incompetente e ormai sconnessa dalla realtà della Nazione, tanti indecisi potrebbero orientarsi verso M5S e Lega. Grillo e Salvini, infatti, non sono contrari ad un sistema, quello tedesco, che gli consentirebbe di fare il pieno dei voti senza l’onere di governare. Nell’elettorato, soprattutto quello di centrodestra, l’ostilità nei confronti di Renzi e del renzismo è più diffusa di quanto probabilmente Berlusconi valuti. Un Nazareno bis potrebbe avere effetti devastanti da quelle parti. Per non parlare del rischio che uno stallo politico provocherebbe sulla tenuta finanziaria dell’Italia.

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IN COPERTINA
 SU NAPOLITANO ( TRATTO DAL WEB )
 

martedì 30 maggio 2017

QUESTA NOTIZIA DEVE FARE IL BOTTO: ECCO COSA HANNO SCOPERTO SU NAPOLITANO

60 ANNI DI STIPENDIO D’ORO? NAPOLITANO LO HA FATTO FRUTTARE ALLA GRANDE! ECCO L’IMPERO IMMOBILIARE DEL VECCHIO, ALLA FACCIA DI OPERAI, DISOCCUPATI ED ESODATI
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Giorgio Napoiltano e gli investimenti sul mattone
di Franco Bechis (www.limbeccata.it)
Giorgio Napolitano si è giocato buona parte degli stipendi che i contribuenti italiani gli hanno erogato nella sua lunghissima carriera politica e istituzionale sul mattone. E non ha sbagliato: il suo primo investimento oggi si è moltiplicato quattro volte e mezzo di valore, nonostante la crisi del mercato immobiliare degli ultimi anni. Secondo le valutazioni di mercato oggi i mattoni di Napolitano (condivisi con la moglie Clio Bittoni) oscillano fra i 2,1 e i 2,6 milioni di euro di quotazione.
L’ultimo investimento è anche il più recente: i coniugi Napolitano hanno acquistato l’8 novembre 2012 (dopo un preliminare di vendita firmato il 20 luglio dello stesso anno) un appartamento al terzo piano di via dei Serpenti nel quartiere Monti- dove ora sono tornati a vivere- perfettamente identico a quello che già possedevano da decenni nello stesso immobile al piano terra: entrambi sono di sei vani. A venderglielo poco prima che scadesse il primo mandato alla presidenza della Repubblica, lo svizzero Mario Busetto e altri 11 comproprietari delle famiglie Persico, Maceratesi e Bertinetti. Non è noto il prezzo, perchè non indicato nell’atto sintetico depositato. Così come non è noto quanto fu pagato il villino con pertinenze che i coniugi Napolitano possiedono in una via privata all’imbocco di Capalbio, il paese della Maremma da sempre buen retiro della sinistra italiana.
Le quotazioni – L’ultimo acquisto in via dei Serpenti però è identico al primo, avvenuto nel lontano 1980. Allora i Napolitano pagarono quell’appartamento 100 milioni di lire alla Pars Italia spa. Secondo il calcolatore Istat che rivaluta le somme, sarebbero 243.767 euro di oggi. Ma oggi quell’appartamento viene valutato in una forchetta che oscilla fra 889.200 e 1.138.000 euro a seconda dello stato dell’immobile (ottimo): l’investimento si è quindi più che quadruplicato. I Napolitano hanno un fiuto particolare per gli affari immobiliari. Ed è una fortuna: perchè il valore degli immobili posseduti dai coniugi oggi è pari a quasi la metà degli stipendi ricevuti da Napolitano in tutta la sua vita politica.
Presidente della Repubblica “Re Giorgio” lo è stato per otto anni e otto mesi, ricevendo uno stipendio netto complessivo più o meno uguale al valore dell’ultimo appartamento acquistato: 1.094.391 euro. Non avendo sostanzialmente avuto spese (vitto e alloggio erano assicurati dalla funzione per i coniugi, così come ogni spostamento), saranno stati davvero messi da parte. Nel resto della vita Napolitano ha sempre ricevuto stipendio base e rimborsi spese dai contribuenti italiani, salvo che nel lustro 1963-1968, quando rimase fuori dal Parlamento e si occupò del suo partito: membro del comitato centrale del Pci e segretario regionale della Campania. Napolitano è stato invece 27 anni e 11 mesi deputato, e 5 anni senatore della Repubblica (anche adesso lo è, essendo senatore a vita).
In contemporanea (con il doppio mandato) è stato dieci anni europarlamentare e 2 anni ministro. Ha ricevuto stipendi da parlamentare (senza calcolare le indennità extra) per 2,5 milioni di euro netti. E in più ha percepito 1,8 milioni di euro di diaria per rimborso spese per il soggiorno a Roma (che lui non aveva, abitando nella capitale) che sono diventate altro stipendio netto non tassato. In tutto fanno 5.471.891 euro netti, a cui aggiungere le eventuali somme percepite per rimborso spese di segreteria, non spese e quindi andate a cumularsi anche esse allo stipendio netto, come è malcostume accada da sempre nel mondo politico.
E QUEI FESSI DEI VICINI GLI HANNO FATTO PURE LA FESTA….
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Morto Cantalamessa, il missino sempre al fianco di Almirante

Morto Cantalamessa, il missino sempre al fianco di Almirante. Il Mattino (Caserta) – 2017-05-31 – Primo Piano – Gigi Di Fiore. Nei suoi ricordi, ricorreva spesso il

NOSTRO ULTIMO POST SU FACEBOOK
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È morto Antonio Cantalamessa. Il figlio: papà ha raggiunto Almirante
ANTONIO CANTALAMESSA E’ ANDATO AVANTI VERSO L’ALTRA DIMENSIONE DELL’ESSERE
 
Associazione Azimut
Pubblicato da Arturo Stenio Vuono · 30/05/2017 ·

Antonio Cantalamessa è andato avanti verso l’altra dimensione dell’essere.

Giovane Italia – Intervista On.Cantalamessa – YouTube

[ anteprima di web – servizio monotematico tra breve in rete ]

E’ MORTO ANTONIO CANTALAMESSA ESPONENTE STORICO DELLA DESTRA PARTENOPEA L’EDICOLA E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 31/05/2017 ] – martedì 30/05/2017 : i funerali ci saranno domani alle 11 alla chiesa di San Ciro a Portici. – « Mio padre – dice il figli

Altro…

Intervista del 21 Novembre 2010 …. Prof.Bonifacio Nunziata
YOUTUBE.COM
Antonio Cantalamessa è andato avanti verso l’altra dimensione dell’essere.
Giovane Italia – Intervista On.Cantalamessa – YouTube
[ anteprima di web – servizio monotematico tra breve in rete ]
E’ MORTO ANTONIO CANTALAMESSA ESPONENTE STORICO DELLA DESTRA PARTENOPEA L‘EDICOLA E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 31/05/2017 ]  – martedì30/05/2017 :  i funerali ci saranno domani alle 11 alla chiesa di San Ciro a Portici. – « Mio padre – dice il figlio Gianluca – ha raggiunto il suo unico segretario, Giorgio Almirante. Mi ha lasciato un grande insegnamento: grazie a lui ho capito cosa significa essere un uomo, che cos’è la destra, che cosa sono i valori ».( dal “Secolo d’Italia” ) – “AZIMUT – IL POST DEL PRESIDENTE ARTURO STENIO VUONO “ANTONIO E’ ANDATO AVANTI VERSO L’ALTRA DIMENSIONE DELL’ESSERE….” —[ “AZ.” – 30/05/2017 ] “AI LETTORI – Se n’è andato l’amico di tutta una vita; tra i più vicini, e affettuosi, che ci hanno accompagnato, e sorretto, nel corso di tutta la lunga traversata nel deserto.Sempre vicino, nelle vittorie come nelle sconfitte, decenni di militanza comune e sempre un rapporto alla pari; gli era caro, per curiosità e non solo, ascoltare piuttosto che “pontificare”, così lo distingueva da altri i “professorini”. L’ultima occasione, nel giorno della candelora – in occasione delle esequie del suo grande amico Pietro Golia – , mi ricordò le tante e fertili iniziative dei dibattiti che si svolgevano in collina, a Napoli, nella sede Msi – e poi di An – del quartiere di Arenella che dirigevo; assiduo partecipante; mi ricordò – e ricordammo – e con il rammarico per l’interruzione dovuta alla diaspora della Destra anche a Napoli. Antonio, a pochi mesi di distanza, è andato avanti verso l’altra dimensione dell’essere. Io lo credo ! “

Associazione Azimut | Raccolta di e-mail dell … – WordPress.com

https://azimutassociazione.wordpress.com/

Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut

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VIDEO – TRATTO DAL WEB
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CONTROLLATE E VEDRETE DI CHE PASTA SONO GLI AMERICANI DEI FRATELLI MASSONI/SOROS
CON I LORO CLINTON/PRESIDENTI

Da quando è avvenuto il famoso attento alle torri gemelle sono tantissime le tesi complottistiche che si sono fatte avanti, prendendo sempre più piede. In tantissimi credono che ci sia qualcun altro dietro l’attentato,…
SOLOITALIANI.COM
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DALLA PAGINA FACEBOOK – PIETRO LIGNOLA
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L’INSOPPORTABILE TIRANNIDE DELLA NOSTRA DEMOCRAZIA.
No, cari amici lettori, non v’intratterrò con il gossip dell’entente cordiale notata a Taormina tra l’enfant salito all’Eliseo (che ha contestato puntigliosamente a Putin la persecuzione degli onosessuali in Russia) e il francofono presidente del Canada, notata dai pettegoli e vista con grande soddisfazione dalle associazioni pro-omo di tutto il mondo.
Ciò sarebbe politically correct e, come ben sapete, io sono del tutto alieno all’indulgenza verso le nuove ideologie imposte dalle lobbies che govenano il mondo.
Io voglio, invece, proporvi un discorso assolutamente fuori del coro, vertente sull’art. 21 della “Costituzione più bella del mondo”. Il primo comma di quest’articolo recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
Questo principio fondante della nostra società “democratica” ci differenzia dai regimi nazisti, comunisti e islamici e ci consente di provare una certa ripugnanza verso la svolta del regime di Erdogan.
All’epoca in cui fu scritta la Costituzione, il dominio del politically correct non aveva ancora permeato ogni aspetto della società e si limitava a un antifascismo che, secondo la giustizia del tempo, vietava la ricostituzione del partito di Mussolini ma non anche le manifestazioni di pensiero tacciabili di neofascismo.
Negli anni la situazione è andata cambiando. Si è cominciato con la persecuzione del pensiero negazionista in materia di Olocausto (ma non anche su altri genocidi assai più gravi, come quello armeno, quello laotiano e quello degli aborigeni americani, australiani e di altri luoghi).
Poi è arrivata la persecuzione dell’omofobia, della quale sa qualcosa la mia amica di Facebook Silvana De Mari, illustre docente universitaria attaccata da molti omofili. Indi quella dell’islamofobia, che ha visto il consiglio dell’ordine dei giornalisti solerte nel processare chi non seguiva il pensiero dominante condiviso da papa Bergoglio. Cui si riferisce anche la persecuzione della migrantofobia, di cui è rimasta vittima la professoressa Fiorenza Pontini, insegnante di liceo: costei è stata licenziata soltanto per un post su facebook, ancorché nulla le si potesse addebitare per la condotta scolastica e, se esiste ancora un giudice a Berlino, dovrà essere riassunta e risarcita.
Ora impera la persecuzione della vaccinofobia. Dopo l’imposizione di ben dodici vaccinazioni, pena l’esclusione dall’asilo e pesanti multe ai genitori, i medici Dario Miedeco e Roberto Gava sono stati radiati dall’albo per decisione degli ordini di Milano e Treviso. Io non ho nulla contro le vaccinazioni necessarie, anche se imposte obbligatoriamente. Debbo precisare, a titolo personale, che, pur ottantaduenne, negli ultimi anni non ho ceduto alla moda di praticare la vaccinazione antinfluenzale e sono soddisfatto della mia decisione. Per quel che riguarda il decreto, dodici vaccinazioni obbligatorie mi sembrano troppe: non riesco a comprendere, ad esempio, che senso abbia quella contro la varicella, malattia esantematica che ho avuto da bambino e che, posso testimoniarlo, è molto più blanda e innocua del morbillo. Questo mi fa pensare che il provvedimento del governo, come molti altri, sia un assist, non so se gratuito, alle multinazionali farmaceutiche.
Ma veniamo al sodo: l’articolo ventuno, per quanto ne so, è tuttora vigente. I casi che ho sin qui elencato lasciano pensare che il potere in Italia (e in altri paesi d’Europa) l’abbia abrogato.
Lode allora a Erdogan, che, meno ipocrita dei nostri governi, abolisce esplicitamente per legge le libertà dei turchi.
Io mi rendo conto che siamo in democrazia (nella fase finale descritta da Platone) e che, come dimostrò Max Horkheimer (filosofo di sinistra ma non stupido, fondatore di quella Scuola di Francoforte cui appartenne anche Adorno), libertà e democrazia sono, più che incompatibili, inversamente proporzionali.
La tirannide di questa democrazia dei giorni nostri, tuttavia, mi sembra davvero insopportabile.
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ITALY – E TRUMP DIXIT ( TRATTO DAL WEB )
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“Abbiamo portato le migliori menti italiane negli Stati Uniti, i migliori artigiani, i migliori medici, i migliori economisti voglio che il paese da me amministrato diventi la più grande potenza mondiale e sono convinto che gli Italiani siano le persone giuste a cui affidare questo compito. Non capisco come il popolo non si renda conto che i loro politici stanno dilapidando un patrimonio immenso, la Nazione Italia potrebbe uscire dalla crisi domani stesso, ma non con questo sistema politico”.

Ecco cosa risponde quando gli si chiede cosa pensa della politica italiana degli ultimi anni:

“…tranne qualche eccezione, sono persone che non sono in grado di farsi rispettare in Europa e nel Mondo, non godono della stima di nessun capo di Stato”.

Parole dure che trovano d’accordo molti cittadini italiani, i quali sono pieni di rabbia e impotenza, per una situazione politica disastrosa, con a capo l’ennesimo premier mai eletto e mai voluto.

Con queste  parole il presidente degli Stati Uniti d’America , lancia una forte critica alla nostra amministrazione politica, ma quello che fa riflettere sono anche le parole rivolte verso il popolo, persone comuni che hanno il potere di fermare tutto ciò e far si che il nostro Paese torni ai fasti di un tempo.

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MISTERO BUFFO PERCHE’ FRANCESCO TRATTA I CATTOLICI PEGGIO DEGLI ALTRI ? [ MAURIZIO BLONDET – 28/05/2017 ]
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C’è qualcosa di inedito, oggi, per milioni di cattolici: all’assedio di una cultura avversa, nichilista ed atea, cui gli europei sono ormai abituati, più o meno, da due secoli, si aggiunge il quotidiano fuoco amico. Sino a quattro anni orsono, infatti, la Chiesa aveva una sua unità: non mancavano, come non sono mai mancati, accanto gli approfittatori e agli ipocriti, gli eretici, cioè coloro che miravano a distruggere il patrimonio profondo della fede. Ma dovevano in quale modo mimetizzarsi. Oggi non serve più: i media laicisti e la sede apostolica cantano e suonano sempre la stessa canzone. Aprite radio radicale: l’idolo è Bergoglio. Leggete Repubblica: l’idolo è Bergoglio. Ascoltate i discorsi dei campioni del mondialismo: non mancherà un ossequioso tributo all’attuale inquilino di santa Marta. Coloro che detestavano Benedetto e la Chiesa, oggi venerano Bergoglio.

Cosa piace, ai tradizionali nemici della Chiesa, di Bergoglio? Che è il più efficace picconatore della fede. Una città si prende più facilmente con un cavallo di Troia, che con un assedio.

Bergoglio è esattamente questo cavallo di Troia. Ogni giorno sfonda un muretto, scardina un architrave, incrina un dogma… Sempre in modo ambiguo, sempre ammiccando alla cultura dominante; sempre presentandosi come un innovatore aperto ai tempi, diverso dai predecessori. L’Islam? Una “religione di pace”. L’immigrazione senza limiti, dietro cui ci sono sfruttamento e commercio di carne umana: una “benedizione”. La cultura gay: o silenzio o frasi ambigue, del tipo “chi sono io per giudicare?”. Quanto ai cattolici che rimangono fedeli alla moglie, alla dottrina, all’insegnamento ricevuto? Sepolcri imbiancati, farisei, duri di cuore…

Un amico, che in chiesa non ci vorrebbe più andare tanto si sente tradito, ha ribattezzato Bergoglio “Anatema I”. Molto azzeccato, visto che ad ogni apertura ad extra, corrisponde una violenta invettiva ad intra.

Paolo VI parlava di “autodemolizione della Chiesa attraverso i suoi ministri” e di “fumo di Satana nel tempio di Dio“: sapeva bene con queste parole, di richiamare le profezie, che hanno sempre previsto l’apostasia nella chiesa come segno apocalittico.

Questa apostasia può esserci, maggiore o minore, in ogni tempo, ma oggi è più evidente che mai. I sacerdoti fedeli vengono perseguitati, quelli infedeli, premiati.

A Roma, me lo testimoniano numerosi amici che vivono addentro alle vicende vaticane, la corte non è mai stata tanto cortigiana: Bergoglio promuove sistematicamente coloro che portano avanti la sua visione, e annichilisce chi dissente. Non ha fatto nulla di concreto, riguardo a ciò che ha promesso (Ior, pedofilia…); non muove un dito di fronte agli scandali economici che toccano i pupilli come mons. Paglia o mons. Mogavero, ma utilizza la mannaia, o l’ingiuriosa noncuranza, verso chi osa pronunciare una domanda o proporre un legittimo dubbio. Intanto, ogni volta che può, nomina vescovi coloro che sposano le parti più controverse di Amoris laetitia, che fanno del dialogo con l’Islam o dell’apertura indiscriminata all’immigrazione la loro priorità.

Sentir parlare il nuovo vescovo di Ferrara, mons. Perego, è quantomai imbarazzante, ma anche istruttivo: laddove Benedetto XVI aveva messo un uomo come Mons. Luigi Negri, ortodosso e rigoroso, Bergoglio ha piazzato, in sostituzione, un prelato che è in tutto e per tutto l’esatto contrario.

Per non parlare di Mons Galantino e di tutti i colonelli e gli ufficiali che partecipano alla demolizione della Chiesa trasformandola in una Ong politicizzata e evitando sempre di alzare la voce quando in parlamento si promuovono eutanasia, droga libera, matrimoni gay…

Come avviene tutto questo? In un clima, come si diceva, cortigiano: ci sono file di prelati che hanno compreso che il vecchio cursus honorum non vale più. Le congregazioni non decidono più nulla; i vescovi in carica e i nunzi vengono sentiti solo pro forma; la sinodalità è una parola senza significato, un puro flatus vocis. Decide tutto Francesco, per cui bisogna entrare nelle sue grazie, adularlo e sfuggire le sue ire improvvise; bisogna assecondarlo nella sua convinzione di essere davvero un grande riformatore, come Francesco, o come Lutero, o come Castro (per Bergoglio, che non brilla certo per cultura nè per raffinatezza teologica o filosofica, è tutto lo stesso).

Si assiste così a carriere improvvise; a uomini che salgono impetuosamente e che altrettanto improvvisamente scompaiono (con in tasca la nomina cui aspiravano); a preti incontrati da Bergoglio una o due volte, di cui egli si “innamora”, e che si trovano d’incanto premiati, coccolati, vezzeggiati, persino messaggiati… Sì, la Chiesa è una monarchia, ma una monarchia “costituzionale”. Se nella Chiesa non ci sono più depositum fidei, rispetto per il magistero precedente, diritto canonico, tribunali ecclesiastici ecc., mi confida un importante e santo ecclesiastico, “allora la chiesa diventa non più una monarchia, ma una tirannia. E il modo con cui Bergoglio si comporta con le persone, è lo stesso che con cui tratta la dottrina, che dovrebbe conoscere e di cui dovrebbe essere servo, e non padrone”.

Perchè, gli chiedo, lei dice “dovrebbe conoscere”? “Si rende conto -mi risponde- che quando gli fanno una domanda che meriterebbe una risposta decisa e contro corrente, rimanda al catechismo, o, come nel caso della bioetica, dice che lui di questo non se ne intende? Si intende, a suo dire, di clima, di ambiente, di immigrazione, di sociologia, di traffico di armi… ma quanto alla fede, o rimanda ad un testo che difficilmente i giornalisti conoscono o proclama la propria ignoranza. Secondo Lei perchè?“.

Spalle al muro, non posso esimermi dal rispondere: “si vede bene che, quanto al catechismo, un po’ lo ignora, un po’ non gli piace, ma non può dirlo apertamente; un po’, infine, evita di citarlo esplicitamente, per evitare di farsi nemici tra i suoi fans laicisti“.

“Sa perchè il papa non risponde e non risponderà mai ai dubia?“, conclude il mio interlocutore. Perchè? “Glielo dico io: perchè se rispondesse, diverrebbe evidente che Amors laetita rompe bruscamente con duemila anni di tradzione; lui vuole rompere, ma senza dirlo, gesuiticamente. E per un altro motivo: ignorando bellamente non 4 ma moltissimi cardinali, afferma chiaramente che decide tutto lui, e che del collegio cardinalizio non gliene importa nulla. Immagina se Pietro avesse ignorato i dubia di Paolo? La Chiesa sarebbe morta sul nascere…”.

La Verità, 23/5/2017

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RICORDO DI ANTONIO CANTALAMESSA

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  1. Sono a Portici per salutare l’amico fraterno Tonino Cantalamessa e abbracciare i figli. Generoso, militante,fedele

Sono stato a Portici per dare l’ultimo saluto al caro amico Antonio Cantalamessa una folla immensa tutta la nostra comunita’presente

Oggi partenza improvvisa a prima mattina. Sto andando a trovare un caro amico, uno che c’è sempre stato nei momenti più importanti: al mio matrimonio, quando sono stato eletto al Parlamento Europeo, e anche quando non sono stato rieletto. Perché Tonino Cantalamessa sapeva sempre quando era importante esserti accanto. Non vedo l’ora di arrivare a Portici, ricevere il suo abbraccio, sentire le sue manone sulle guance, e ascoltare il suo vocione inconfondibile che mi chiama da lontano “uêêêêê à bllèzz”. #ciaotonino

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il ricordo di Tonino (come lo chiamavano gli amici) #Cantalamessa è vivo. il suo essere sempre aperto a tutti, gioviale, sempre pronto a consigliarti, sempre disponibile a offrirti una scelta. con lui e con altri pochi, il ricordo della mia giovinezza spesa nella militanza politica in un partito che non nego e non rinnego. un’epoca indimenticabile. è lì come Tonino ieri come oggi. la notizia della sua scomparsa è stata un fulmine a ciel sereno, che mi ha prodotto dolore ed em

Altro…

Napoli, è morto Antonio Cantalamessa, storico leader destra. Il figlio: papà ha raggiunto Almirante

Un ultimo saluto ad uno degli ultimi grandi di Alleanza Nazionale e del Movimento Sociale Italiano.
Ciao Tonino !

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ti ho conosciuto come amico del mio papà uomo di alto spessore umano e politico hai generato Gianluca Cantalamessa che mi onora del suo affetto e della sua amicizia. ci mancherai grande Presidente

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Gianluca Cantalamessa,ti faccio le mie più sentite condoglianze per la morte di tuo padre.
Che riposi in pace e che la terra gli sia lieve 😥

Lutto nel mondo della politica.
Si e’ spento l’On.Antonio Cantalamessa.
Al figlio Gianluca e a tutta la famiglia vanno le nostre piu’ sentite condoglianze.
Rivoluzione Cristiana.

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Onore ad Antonio Cantalamessa, in una delle ultime conversazioni che ho avuto con lui, mi ha detto: “Ricorda, è meglio di essere l’ultimo degli eletti che il primo”.
Un abbraccio a Gianluca Cantalamessa, ti sono vicino, amico mio.

Lutto nel mondo della destra campana e italiana: è morto all’età di 77 anni Antonino Cantalamessa, già parlamentare europeo per il Movimento sociale italiano.…
SECOLODITALIA.IT

A Tonino Cantalamessa : ripubblico la foto della posa della prima prietra dell ‘ ospedale di Procida perché si nota Antonio Cantalamessa grande amico di Procida, esperto di sanità ed in genere punto di riferimento di tanti territori.

Cantalamessa si impegno’ per farmi entrare in AN , combattendo l ‘ ostracismo di chi non aveva colto la grande novità della svolta di Fiuggi.

Ci ritrovammo, ironia della sorte, avversari ( mai nemici) in un memorabile congresso provinciale che, n

Altro…

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È morto Tonino Cantalamessa!
I funerali si terranno domani,mercoledì 31 Maggio,ore 11 chiesa di San Ciro(piazza San Ciro)-Portici. Un abbraccio Giuseppe CantalamessaGianluca Cantalamessa marco cantalamessa

Questa mattina al funerale di Antonio Cantalamessa ho incontrato tantissimi amici di quella splendida comunità che era Alleanza Nazionale. Una comunità distrutta e dispersa dal suo leader. Maledetto!

 

Napoli/Destre. Addio all’eurodeputato campano Antonio Cantalamessa

Pubblicato il 30 maggio 2017 da Red
Antonio Cantalamessa

Antonio Cantalamessa

E’ morto a Napoli Antonio Cantalamessa, già presidente di Equitalia Polis (Agente della Riscossione nel 2008 per le Province di Bologna, Caserta, Genova, Gorizia, Napoli, Padova, Prato, Rovigo, Venezia) e consigliere di amministrazione dell’Inps.

Nato a Sulmona nel 1940, aveva sviluppato tutta la sua storia professionale e politica a Napoli. Giornalista pubblicista, assicuratore, fu tra gli esponenti storici della destra partenopea, militando prima nel Msi e poi in Alleanza Nazionale. Tra le altre cariche elettive ricoprì quelle di consigliere regionale in Campania e di parlamentare europeo. I funerali saranno celebrati mercoledì alle 11 nella chiesa di San Ciro a Portici (Napoli). Il figlio Gianluca Cantalamessa è uno dei massi dirigenti campani del movimento Noi con Salvini.

@barbadilloit

Di Red
 

Addio, Tonino Cantalamessa, antico amico mio presente in tutti i momenti importanti della mia vita! R.i.p.

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A Portici, stamattina, ceravamo proprio tutti. Tutta la Destra napoletana unita per l’ultimo saluto al nostro Tonino. Ci siamo guardati, salutati con gli occhi lucidi e non ci siamo detti la cosa più importante, ma sono certo che ognuno di noi lo ha pensato: “che stupidi siamo stati a dividerci!” Grazie a Tonino Cantalamessa per una mattinata ci siamo uniti e chissà….

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LA CHIESA DI SAN CIRO A PORTICI ERA STRACOLMA DI AMICI E COMPAGNI DI PARTITO DI TONINO CANTALAMESSA. ERANO TUTTI COMMOSSI NON HO VISTO TUTTI MA DI SICURO C’ERANO VECCHI E NUOVI AMICI PERCHE’ ”LUI” ERA UN UOMO AFFETTUOSO IO HO POTUTO ABBRACCIARE SOLO ALCUNI TRA I QUALI MAURIZIO GASPARRI , IONE ABBATANGELO LUCIANO E MARTA SCHIFONE, E POI UN LUNGO AFFETTUOSO SALUTO CON FRANCESCA LA MOGLIE DI GIANLUCA. ALCUNI ALTRI NON HO VOLUTO SALUTARLI PERCHE’, ANCHE SE SOLO IN POCHI NON ERANO DEGNI NEMMENO DI SALUTARE UN UOMO ONESTO COME CANTALAMESSA. UN FORTISSIMO ABBRACCIO A TE GIANLUCA E, COME HO DETTO A TUA MOGLIE, TU NON SARAI MAI SOLO E NEL MIO PICCOLO MIO FIGLIO ED IO SAREMO CON TE NELLA VITA E NELLA POLITICA. COME DICEMMO CON PAPA’ ” SALVINI CI SALVERA”’ E COSI’ SIA

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ALTRE NEWS
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DALLE CALABRIE – COSENZA
Parliamoci chiaro e senza chiacchiere: a Cosenza spridano sempre gli stessi. Questo è un dato accertato. A guagna in determinati ambienti –…
IACCHITE.COM
 
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APPRENDISTI STREGONI PER PRATERIE GRILLINE ( NARDIELLO SUL “ROMA” ) – RICORDO DI ANTONIO CANTALAMESSA E ALTRE NEWS [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 31/05/2017 ]
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“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut”  Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
 

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1 commento su “APPRENDISTI STREGONI PER PRATERIE GRILLINE ( NARDIELLO SUL “ROMA” ) – RICORDO DI ANTONIO CANTALAMESSA E ALTRE NEWS”

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