E LA VERITA’ DISSE ALLA FALSITA’…TU POTRAI ANCHE ANTICIPARMI, MA IO TI RAGGIUNGERO’ SEMPRE…LEGGICI UNA BUONA DOMENICA !


E LA VERITA’ DISSE ALLA FALSITA’…TU POTRAI ANCHE ANTICIPARMI, MA IO TI RAGGIUNGERO’ SEMPRE…LEGGICI UNA BUONA DOMENICA !

 
 
E LA VERITA’ DISSE ALLA FALSITA’…TU POTRAI ANCHE ANTICIPARMI, MA IO TI RAGGIUNGERO’ SEMPRE…LEGGICI UNA BUONA DOMENICA !
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : SABATO, 3 GIUGNO 2017 ]
 
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PRIMO PIANO – COSE DI CASA NOSTRA ( E QUI VULT CAPERE, CAPEAT… )
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E la Verità disse alla falsità…
Tu potrai anche anticiparmi, ma io ti raggiungerò sempre…
Vedi altre reazioni
( . . . )  il post 
L'immagine può contenere: una o più persone, persone sedute e spazio all'aperto
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Sfilata del 2 Giugno, sfilano i parà della Folgore: Mattarella non applaude, la Boldrini si mette seduta. Questo è stato il comportamento delle nostre due più a

Altro…
LINK – VIDEO

Condividere prima che lo rimuovono.

-5:57
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Questo signore è l’ex Generale dei Carabinieri Pappalardo. ASCOLTATELO prima che venga rimosso !!!

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Associazione Azimut | Raccolta di e-mail dell … – WordPress.com

https://azimutassociazione.wordpress.com/
Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut
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ULTIMA DAL WEB 
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L’urna contenente
il cervello di San Giovanni Bosco è stata rubata nelle scorse ore dalla Basilica di Colle Don Bosco, nell’Astigiano. Lo si apprende da fonti investigative. La reliquia si trovava dietro l’altare maggiore, nella parte inferiore della basilica costruita nei luoghi natii del fondatore della congregazione salesiana
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IN COPERTINA – AL  VOTO : FORSE CHE SI’ E FORSE CHE NO…..
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ELEZIONI:IL 31/5 23 MLN A URNE PER REGIONALI E COMUNALI © ANSA

Sono 780 gli emendamenti che complessivamente dovranno essere votati dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera alla legge elettorale, a partire dalle 14 e 30 di oggi pomeriggio. Ai 417 già presentati si sono aggiunti 363 subemendamenti all’emendamento del relatore Emanuele Fiano. Questi numeri sono stati annunciati dal presidente della Commissione, Andrea Mazziotti, su Twitter.

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Giancarlo Lehner
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I decantati accordi di Parigi sul clima non sono mai stati ratificati dal congresso statunitense, ergo, come sempre, stanno abbaiando alla luna, per farci ragionare e prendere posizione sul nulla. 

Qualcuno avverta Jorge Mario, Gentiloni, Renzi e compagnia di giro per prenderci in giro che Trump ha detto no ad un bla-bla-bla a futura memoria, pr

eso a parole, solo a parole, dal chiacchierone Obama

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LA MACCHINA VORACE DELLO STATO CRAVATTARO E PARASSITARIO
[ “AZIMUT” ]
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[ tratto dal web ]
 

Meditate gente, meditate, recitava il famoso spot di una birra: e c’è davvero parecchio su cui riflettere, in effetti, se consideriamo che, secondo quanto analizzato e desunto da Paolo Zabeo, coordinatore della Cgia, quello di oggi è l’ultimo giorno dell’anno in cui abbiamo finito di lavorare per il fisco. In base ai calcoli fatti e ufficializzati dalla Cgia, infatti, da domani scatta l’agognato “giorno di liberazione fiscale”, ossia, il fatidico giorno del 2017 in cui cominciamo (finalmente) a lavorare per noi stessi e non già per pagare tasse e gabelle. E’ il 3 giugno, il giorno più atteso e simbolico dei 12 mesi, considerando anche, come riporta l’Ansa sulla base dei dati Cgia – che “incluse le festività nel 2017 sono stati necessari 153 giorni per scrollarci di dosso la morsa del fisco; ben 38 giorni in più rispetto al dato registrato nel 1980”. E allora, lavorare e sacrificarsi 5 mesi su 12 per lo Stato e l’obbligo a versare oneri e scadenze tributarie rende perfettamente l’idea di quanto gravoso sia il sistema fiscale di casa nostra. Non a caso, sempre Zabeo, a riguardo ha sottolineato: “Al netto del peso dell’economia sommersa, sui contribuenti fedeli al fisco grava una pressione fiscale reale che sfiora il 50%, un carico che non ha eguali in Europa”. E c’è di che essere scontenti e sfiduciati, insomma: e se per tante cose – obblighi d’accoglienza di profughi e migranti siamo da sempre in pole position – in materia di sgravi fiscali siamo ancora in fanalino di coda europeo. Per venire a un esempio pratico, allora, a parità di reddito percepito, ma in nome di un regime fiscale diametralmente opposto, se in Italia un pensionato da 1.500 euro lordi al mese è chiamato a versare non meno di quattromila euro di tasse, il suo omologo in altri paesi europei pagherà somme di gran lunga inferiori: molto meno della metà in Francia, Gran Bretagna e Spagna, qualche spicciolo in Germania. Questa, a parità di retribuzioni e condizioni economiche, l’inaccettabile divario fiscale che ogni anno si rinnova nei cinque principali Paesi dell’Unione Europea. E i dati arrivano direttamente da Confesercenti, che ha realizzato una ricerca comparata su tasse e pensioni, mettendo a confronto l’Italia con i suoi principali competitor europei. Non numeri di parte, quindi, ma cifre reali che fotografano la gravosità del sistema fiscale di casa nostra e che, paragonate a situazioni affini ma ben diverse, confermano il Belpaese tra le realtà più onerose del mondo che non salvano nessuno, né cittadini, né imprese…