LA CHIESA DI FRANCESCO TRA LUCI E OMBRE E ALTRE NEWS


LA CHIESA DI FRANCESCO TRA LUCI E OMBRE E ALTRE NEWS 

LA CHIESA DI FRANCESCO TRA LUCI E OMBRE E ALTRE NEWS 
[ “AZ.” – 04/06/2017 ]
Associazione Azimut | Raccolta di e-mail dell … – WordPress.com

https://azimutassociazione.wordpress.com/
Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut
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IN QUESTO NUMERO
LA CHIESA DI FRANCESCO TRA LUCI E OMBRE…. 
( vedi : oltre ) )
 
 

IL PARROCO CHE SFIDA BERGOGLIO:”NON è il VERO PAPA!

[ LINK – TRATTO DA << ACCADEMIA DELLA LIBERTA’ >> ]
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IN COPERTINA
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Un saluto (in piedi) ai ragazzi della Folgore

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Un saluto ( in piedi) ai ragazzi della Folgore

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TRATTO DAL WEB 
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 © ANSA ( . . .  ) – Oltre un minore su dieci era nel 2015 in situazione di povertà assoluta. E’ l’amara fotografia scattata da Bankitalia nell’ultima relazione annuale in cui si sottolinea come negli anni di crisi la povertà sia aumentata in Italia soprattutto tra le famiglie numerose e tra le coppie con due o più figli.( . . . )
 
La vittima dell’ agguato avvenuto poco prima delle 14 ad Afragola (Napoli) è Remigio Sciarra, 52 anni. L’ uomo era bordo di un’ auto con la moglie, una donna di 50 anni, colpita da un proiettile alla mano, il figlio di 11 anni ed un suo coetaneo, che sono rimasti illesi.A far fuoco, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, è stato un killer che in sella ad uno scooter ha raggiunto l’auto sulla quale viaggiava la vittima. Il sicario ha sparato alcuni colpi di pistola a distanza ravvicinata. Per Remigio Sciarra, che era sottoposto alla misura della sorveglianza speciale, non c’è stato scampo. Un proiettile ha ferito di striscio la moglie. Gli inquirenti stanno scavando nel passato dell’uomo per comprendere chi abbia deciso quest’ennesimo delitto. Si lavora anche per accertare la sua vicinanza al clan Cennamo. Sul posto è giunto il sostituto procuratore di Napoli, Henry John Woodcock.
 
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SU ALFANO ( GIANCARLO LEHNER – DA ROMA )
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La nuova legge elettorale ha il suo lato ironico: ci fa, infatti, sorridere l’idea di un Alfano, già senza quid, senza quorum, senza QI, costretto a rimanere pure senza seggio e/o poltrona ministeriale. Insomma, gli rimarrà solo una poltronasofà e l’olio di palma.
Il suo addio sarà uno spettacolo da stadio olimpico… vuoto.
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SU TRUMP ( VINCENZO MANNELLO – DA CATANIA )
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Subject: Intervista a Radio Irib
Date: Sat, 3 Jun 2017 15:21:44 +0200
From: <info@vincenzomannello.it>
To: “associazioneazimut@tiscali.it” <associazioneazimut@tiscali.it>,

la mia (sintetica) opinione su quel che penso su Trump in relazione agli ultimi eventi🙂 (ascolta audio intervista a Radio Irib) grazie   http://parstoday.com/it/news/iran-i96310-vincezo_mannello_trump_vendendo_armi_a_riad_mira_a_coalizzare_i_sunniti_contro_iran

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DALLA PAGINA FACEBOOK DI ANDREA SANTORO – NAPOLI
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Noi parliamo di integrazione senza renderci conto che ce la cantiamo e ce la suoniamo da soli… L’Italia è vista all’estero come il paese delle impunità. Ecco perché vengono tutti qua. E sono delinquenti, figli di delinquenti e padri di futuri delinquenti. Che si ammazzano fra di loro e ammazzano gente innocente, dopo averci rapinato, dopo aver rubato nelle nostre case e dopo aver violentato donne innocenti.
Di Italiani delinquenti ce ne sono già tanti.
Non importiamone altri.

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NAPOLI NOBILISSIMA MA SVENTURATA….. ( l’articolo – dal “Roma” )
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L’OPINIONE di GERARDO MAZZIOTTI LA CITTA’ DEL NULLA
Il sindaco de Magistris non perde occasione per magnificare gli straordinari progressi di Napoli grazie alla sua amministrazione. Basta sentirlo ogni sera dagli studi di una emittente televisiva cittadina, che è diventata il suo “Istituto Luce”. Ma la realtà è ben diversa da quella che lui espone perché non uno dei problemi veri di questa disgraziata città è stato risolto. 
E’ sufficiente citarne solo alcuni.
Dopo la chiusura dell’Ilva e delle altre industrie Napoli ha perso il suo apparato produttivo, che per circa un secolo ha garantito occupazione e ha prodotto ricchezza. E che ha creato la classe operaria napoletana. Lo stesso Bassolino, che la pretese, se ne pentì e il 19 novembre 2009 promosse un convegno alla Città della Scienza per affermare che “Ripensare Bagnoli è ripensare lo sviluppo di Napoli e del Mezzogiorno secondo un modello ecologicamente e socialmente sostenibile, che non può essere basato solo sul turismo ma deve consistere in una vera e propria re-industrializzazione fondata sulla industria ad elevato valore aggiunto di conoscenza in una prospettiva euro mediterranea”. 
La stessa tesi di Sergio Cofferati e di Giorgio Bocca. Il sindaco de Magistris è invece convinto che “Napoli deve diventare una città turistica”.
Che la camorra eserciti uno strapotere lo sostiene lo storico Francesco Barbagallo “ c’è una sola cosa che funziona a Napoli ed è la camorra”. Infatti l’intera città è teatro di scippi, rapine, regolamenti di conti e omicidi. E lo confermano gli assassinii degli ultimi giorni. Ma il sindaco de Magistris spreca il suo tempo in una inutile polemica con il giornalista Roberto Saviano.
La vicenda di Bagnoli è talmente nota da apparire stucchevole ripetere quanto è stato detto e scritto negli ultimi vent’anni. Basterà ricordare che de Magistris aveva promesso di rimuovere la colmata con i fondi comunali ma poi preferì polemizzare con Iritecna e col presidente del Consiglio Renzi arrivando a dichiarare Napoli “una città derenzizzata”. Una dichiarazione arrogante di cui non si è mai capita l’utilità che la città ne ha tratta.
Il grandioso complesso architettonico della Mostra d’Oltremare continua a essere precluso alla fruizione quotidiana dei napoletani perché il sindaco non ha capito l’importanza di trasformarla in un rione cittadino secondo una proposta condivisa dal gotha della cultura cittadina. Una soluzione che entusiasma il suo assessore alla cultura Nino Daniele al punto da fargli dichiarare “ Dobbiamo farcela”.
E stiamo aspettando fiduciosi come intende farcela.
L’amministrazione Iervolino aveva varato nell’ottobre 2009 il PIU (piano di interventi integrato) per impiegare nel centro storico i 240 milioni di euro stanziati dall’ UE. Ma non riuscì ad attuarlo. Ci ha provato recentemente la Regione Campania con un piano da 100 milioni di euro nel quale il punto più qualificante è “ un sistema di “bike sharing” per favorire la mobilità dei pedoni e migliorare la qualità dell’ambiente, fondato sul proposito di incentivare l’uso di biciclette da parte dei privati, al fine di ridurre la congestione del traffico e l’inquinamento atmosferico”. L’amministrazione deMagistris si è limitata a studiarne la “fasizzazione” (!) senza chiedersi come si possa proporre l’uso delle biciclette in una città di salite e discese come Napoli. 
Per risolvere la complessa problematica del centro storico occorrono interventi progettuali di scala e di natura ben diversi da quelli del mero restauro filologico di alcuni “monumenti”. Che vanno attuati ma, preliminarmente, è necessario “rivitalizzare” il tessuto sociale. Perché questa parte della città è fatta di “persone”, con tutto il loro carico di problemi esistenziali, e non solamente di “ pietre”.
Ma oltre alla “fasizzazione” (un orrendo neologismo per definire le varie fasi di attuazione del piano regionale) deMagistris e i suoi assessori non hanno uno straccio di idea su come “rivitalizzare” il centro storico , che è la condizione essenziale per evitare che il processo di degrado si riformi..
Il sindaco deMagistris dica quale di questi problemi è stato risolto.
E smentisca il magistrato Raffaele Cantone che afferma “ Napoli è la città dove si decide il Nulla”.
g_mazziotti@yahoo.it
 
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DAL SITO DI MAURIZIO BLONDET [ QUATTRO LINK ]
 
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Perché la  superclasse mondiale  non è una aristocrazia (II).

Queste cerchie  (che abbiamo esplorato nel precedente articolo) non stanno allo stesso livello, ovviamente. Esse sono gerarchicamente ordinate. La cerchia economico-finanziaria transnazionale sta ovviamente al vertice, è il cuore  della superclasse mondiale: è il potere del denaro de-regolato allo stato puro.  Comanda a quelli sotto, come esecutori, compagni di strada, utili idioti.

La cerchia dei poteri pubblici ed amministrativi  si pone all’ultimo posto, perché obbedisce ai dettami di sopra strumentalizzando una autorità residuale su uno spazio nazionale, dunque ridotto. Fano …

LA BEATA SUPERCLASSE MONDIALE. UN IDENTIKIT. (I)

Avrete letto probabilmente la notizia: “Laura Boldrini alla ricerca di una super-casa nei pressi di Piazza Navona.  […] Si tratta di una abitazione “cinquecentesca molto bella e di valore storico, tra i bugnati che qua e là sorgono nei dintorni di piazza Navona”. L’Espresso osserva che la magione della Boldrini – che nel 2014 ha dichiarato un reddito imponibile di 115.338 euro– ha tutt’altro che l’aspetto di “un appartamento da fine legislatura” ma sembra “la tipica casa di …

La strage dei copti in Egitto. Una mano libica?

“Ci sparavano contro – hanno raccontato i superstiti – e filmavano tutto”.

I cristiani copti stavano viaggiando verso il monastero di Anba Samuel. Un commando armato ha sparato contro l’autobus: almeno 35 morti, molti dei quali bambini

Questa mattina, a Minya, città di quasi 200mila abitanti a circa 250 chilometri a sud del Cairo, è stato preso d’assalto un autobus. Ad attaccarlo è stato un commando formato da dieci persone a volto coperto che, imbracciando armi automatiche, hanno aperto il …

AI FANATICI DELLA NATO TRUMP NON E' PIACIUTO.

No, non ha ripetuto che l’Alleanza Atlantica è “obsoleta”. Ma col linguaggio del corpo, Trump è stato inequivocabile. A  cominciare da  come ha sbattuto da parte il primo ministro del Montenegro Dusko Markovic, prossimo membro della NATO: certo,   Donald non lo conosceva (e chi mai lo conosce?) ma l’atto è altamente  simbolico: Stoltenberg e i servi europei di Obama hanno voluto  il Montenegro nella NATO, contro Mosca, a tutti i costi,  al punto da tentare un colpo di Stato per…

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LA CHIESA DI FRANCESCO TRA LUCI E OMBRE…. ( tutto tratto dal web )
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«Un disastro per l’umanità e per il pianeta». «Il diavolo è una figura simbolica creata da noi». Le prime sono le parole con cui monsignor Marcelo Sanchez Sorondo, Cancelliere della Pontificia accademia delle Scienze, ha commentato la decisione di Trump di sfilarsi dall’accordo sul clima di Parigi, mentre le seconde sono quelle che padre Arturo Sosa, Generale dei Gesuiti, ha rilasciato a El Mundo. Mi sembrano affermazioni gravissime; ma non per Trump e neppure per la teologia, bensì per la Chiesa. Noi pecorelle sempre più smarrite abbiamo infatti numerosi pastori che non si rendono conto che, se da una parte negano l’esistenza del diavolo e la certezza delle parole di Cristo (come aveva fatto, poco tempo fa, sempre padre Sosa), e dall’altra tuonano solo su immigrazione e e ambiente, forse aumenteranno le donazioni a Save The Children e Greenpeace, ma continueranno a perdere fedeli i quali, se non possono avere la vera Chiesa, si cercheranno almeno il vero associazionismo. Un consiglio, quindi, a chi sta disorientando il gregge: se proprio amate le priorità sociali, prima di parlare di CO2dovreste dire qualcosa a difesa di Charlie, il piccolo di nove mesi affetto sindrome della deplezione del Dna mitocondriale a rischio di essere soppresso perché, secondo i giudici inglesi, tenerlo in vita non sarebbe etico. Qualcuno infatti ha detto: «Qualunque cosa avete fatto ai più piccoli, lo avete fatto a me» (Mt 25,40). Affermazione cui, cari pastori 2.0, vale la pena dare retta anche se non è di Marco Pannella, no?Giuliano Guzzo

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2«Il diavolo è una figura simbolica creata da noi», la nuova dottrina del Generale dei Gesuiti

di Marco Tosatti

03-06-2017

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Padre Arturo Sosa
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In un’intervista a El Mundo il venezuelano padre Arturo Sosa, eletto Preposito Generale della Compagnia di Gesù, continua nella sua operazione di creare stupore fra i cattolici. Un’impresa già cominciata con la famosa, lunga intervista concessa a Giuseppe Rusconi. 

Quella di cui parliamo oggi è un’intervista piuttosto ampia, di cui riportiamo sostanzialmente tre punti che ci sembrano interessanti. Il più sorprendente, visto che viene da un gesuita, e per di più molto vicino al Pontefice, riguarda l’esistenza o meno del demonio. Il Papa ci crede, e ne parla con una certa frequenza, come di un’entità personale. Sant’Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di cui adesso padre Sosa è il responsabile, anche; il “discernimento degli spiriti” cui il santo guerriero ha dedicato alcune pagine anche letterariamente bellissime tratta proprio del “nemico dell’umana natura”, e ne parla chiamandolo per nome: il maligno, satana, un angelo certamente non di luce.

Gli riconosce un’identità, una volontà di nuocere, e indica negli effetti finali perversi di un’azione apparentemente innocua, o anche buona, la “sua coda”. Fu un militare, sant’Ignazio, e per descrivere l’azione demoniaca dice : “Come il capitano di un esercito, dopo avere piantato la tenda di comando e osservato le postazioni o la posizione di un castello, lo attacca dalla parte più debole, così il nemico della natura umana, circondandoci, esamina tutte le nostre virtù e ci attacca dove ci trova più deboli”.

Ma padre Sosa ha idee diverse. All’intervistatore, che gli chiedeva se “Crede che il male sia un prodotto della psicologia umana o provenga da un’entità superiore”, il Preposito ha risposto: “Dal mio punto di vista, il male fa parte del mistero della libertà. Se l’essere umano è libero, può scegliere fra il bene e il male. Noi cristiani crediamo di essere fatti a immagine a somiglianza di Dio, per cui Dio è libero, ma Dio sceglie sempre di fare il bene perché è tutto bontà. Abbiamo creato figure simboliche, come il diavolo, per esprimere il male. I condizionamenti sociali anche rappresentano questa figura, ci sono persone che agiscono così perché c’è un ambiente dove è molto difficile fare il contrario”.

Il Preposito Generale ha idee nuove anche sulla possibilità per le donne di accedere ai ministeri; sia pure, forse, con qualche forzatura, rispetto alla realtà. A una domanda sul ruolo femminile della Chiesa ha risposto: “Gesù non ha seguito le norme comuni della donna della sua epoca. Donne lo accompagnarono sempre. La Chiesa non è esistita senza di loro. Per me sono le grandi trasmettitrici della fede. Verrà un momento in cui il loro ruolo si riconoscerà di più. La Chiesa del futuro dovrà avere una gerarchia differente, con ministeri diversi. Mi appello alla creatività femminile affinché entro 30 anni abbiamo comunità cristiane con un’altra struttura. Il Papa ha aperto la porta del diaconato creando una commissione. Poi potranno aprirsi più porte”.

Ora, bisogna ricordare che all’epoca di Gesù in Medio Oriente le sacerdotesse erano piuttosto diffuse; certo non nell’ebraismo, ma nelle altre religioni sì. E la commissione voluta dal Pontefice, come hanno precisato Avvenire e padre Lombardi, aveva portato a conclusioni affrettate: «Con alcuni quotidiani e siti online che avevano travisato le parole del Papa, leggendole – erroneamente – come un’apertura alle donne diacono e addirittura al sacerdozio femminile. Niente di tutto questo. Padre Federico Lombardi, che ancora rivestiva il suo ruolo di portavoce vaticano, già lo scorso 13 maggio, aveva esplicitato la posizione di Papa Francesco: “Bisogna essere onesti – aveva precisato l’allora direttore della Sala Stampa Vaticana -: il Papa non ha detto che abbia intenzione di introdurre un’ordinazione diaconale delle donne, e meno che meno ha parlato di ordinazione sacerdotale delle donne”».

Più sfumato, anche se evidentemente pronto ad accettare le unioni civili, sul “matrimonio omosessuale”: «Una cosa è il pensiero pubblico e ufficiale, e altro è ciò che accade nelle comunità. Una cosa è la mia omosessualità, un’altra è il mio compagno omosessuale, che fa parte della mia famiglia, del mio ambiente. Nella vita religiosa ci sono omosessuali e non sono perseguitati, fanno parte della comunità. Il sacramento (del matrimonio, N.D.R.) è un altro tema, una cosa è riconoscere lo statuto civile perché non ci siano discriminazioni e un’altra è l’aspetto teologico. I sacramenti non nascono così».

Abbiamo accennato, all’inizio all’abitudine del padre Sosa di stupire. Certamente resteranno nella storia le parole con cui ha commentato le parole di Gesù sul divorzio: “Intanto bisognerebbe incominciare una bella riflessione su che cosa ha detto veramente Gesù… a quel tempo nessuno aveva un registratore per inciderne le parole. Quello che si sa è che le parole di Gesù vanno contestualizzate, sono espresse con un linguaggio, in un ambiente preciso, sono indirizzate a qualcuno di definito…”.

La risposta era data a Giuseppe Rusconi, che ha insistito: – Ma allora, se tutte le parole di Gesù vanno esaminate e ricondotte al loro contesto storico, non hanno un valore assoluto…- “Nell’ultimo secolo nella Chiesa c’è stato un grande fiorire di studi che cercano di capire esattamente che cosa volesse dire Gesù… capire una parola, capire una frase… le traduzioni della Bibbia cambiano, si arricchiscono di verità storica… Pensi un po’: per me, venezuelano, una stessa parola può avere un significato diverso se detta da uno spagnolo…Ciò non è relativismo, ma certifica che la parola è relativa, il Vangelo è scritto da esseri umani, è accettato dalla Chiesa che è fatta di persone umane. Sa che cosa dice san Paolo? Non ho ricevuto il Vangelo da nessuno degli Apostoli. Sono andato a trovare Pietro e Giacomo per la prima volta tre anni dopo la conversione. La seconda, dopo dieci anni e in quell’occasione abbiamo discusso di come va compreso il Vangelo. Alla fine mi hanno detto che anche la mia interpretazione andava bene, ma una cosa non dovevo dimenticare: i poveri…. Perciò è vero che nessuno può cambiare la parola di Gesù… ma bisogna sapere quale è stata!». 

Sul difficile crinale del discernimento e della dottrina il Preposito si è destreggiato così, per rispondere all’intervistatore che chiedeva:
– Se la coscienza, dopo il discernimento del caso, mi dice che una certa azione la posso compiere, lo posso fare senza sentirmi in colpa e con l’approvazione della comunità…posso per esempio fare la Comunione anche se la norma non lo prevede…? -:
«La Chiesa si è sviluppata nei secoli, non è un pezzo di cemento armato… è nata, ha imparato, è cambiata… per questo si fanno i concili ecumenici, per cercare di mettere a fuoco gli sviluppi della dottrina. Dottrina è una parola che non mi piace molto, porta con sé l’immagine della durezza della pietra. Invece la realtà umana è molto pi� sfumata, non è mai bianca o nera, è in uno sviluppo continuo…».
– Mi par di capire che per Lei ci sia una priorità della prassi del discernimento sulla dottrina…-.
«Sì, ma la dottrina fa parte del discernimento. Un vero discernimento non può prescindere dalla dottrina…».
– Però può giungere a conclusioni diverse dalla dottrina…-.
«Questo sì, perché la dottrina non sostituisce il discernimento e neanche lo Spirito Santo».

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L’arcivescovo Henryk Hoser ad Aleteia: “Non dovremmo preoccuparci per Medjugorje!”

 Konrad Sawicki | Mar 15, 2017
Hieronymus/Shutterstock
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Vorrei chiedere ai lettori di Aleteia di pregare per il successo della mia missione a Medjugorje, perché si possa giungere il più vicino possibile alla verità oggettiva e si possano ottenere risultati positivi e concreti.

“Se a Medjugorje si è sviluppato il culto mariano, se vi arrivano folle così imponenti, è un posto in cui la venerazione continuerà, visto che la Madonna può essere venerata ovunque, soprattutto in quei luoghi in cui questa venerazione è così feconda, come sentiamo da tante testimonianze”, ha detto adAleteia l’arcivescovo Henryk Hoser, inviato speciale della Santa Sede a Medjugorje. Konrad Sawicki lo ha intervistato.

East NewsEccellenza, quando partirà per Medjugorje?

Di recente ho sentito dire che sarei già lì e sarei stato guarito miracolosamente dalla Beata Vergine Maria… Scherzi a parte, la mia prima visita a Medjugorje, una visita orientativa, inizierà alla fine di marzo.

Incontrerò in primo luogo il nunzio apostolico in Bosnia-Erzegovina e l’arcivescovo di Sarajevo. Poi, ovviamente, incontrerò l’ordinario locale, il vescovo di Mostar, e i frati francescani che lavorano nel santuario. Come prima cosa, ad ogni modo, ascolterò con attenzione le varie opinioni ed esaminerò la situazione pastorale locale.

Sarà la sua prima visita al santuario ma non sarà la sua prima missione speciale, vero?

È vero che non ho mai visitato Medjugorje, ma molti fedeli della mia diocesi di Varsavia-Praga vi si recano e ho familiarità con i loro racconti.

È anche vero che non sarà la mia prima missione come inviato speciale del papa. Finora ne ho svolte tre dello stesso tipo. Due visite apostoliche sono state brevi – ho trascorso due settimane rispettivamente in Togo e in Benin. Ho analizzato la questione dei seminari in questi due Paesi. La terza missione è stata lunga. Ho trascorso un anno e mezzo in Ruanda subito dopo il genocidio. È da questa esperienza che ho tratto il coraggio per intraprendere la visita a Medjugorje.

Circa le apparizioni mariane a Medjugorje e la loro autenticità, può spiegare ai nostri lettori quale sia la situazione attuale?

Nel 2010 la Santa Sede ha nominato una commissione dottrinale speciale guidata da Sua Eminenza il cardinale Camillo Ruini. Nel 2014 la commissione ha concluso i suoi lavori ed ha sottoposto le proprie conclusioni al Santo Padre, che ha poi girato la questione alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Finora la Congregazione non ha adottato una posizione definitiva.

La sua missione non riguarda solo le apparizioni in sé, ma ha un carattere pastorale. Non tutti, ad ogni modo, capiscono perché un arcivescovo polacco abbia ricevuto una missione speciale da papa Francesco. Un sito web ha annunciato che Sua Eccellenza “esaminerà il conflitto relativo alle apparizioni mariane”.

La missione che mi è stata affidata è ausiliare rispetto a ciò che ha svolto la commissione dottrinale. Ogni anno il santuario viene visitato da due milioni-due milioni e mezzo di pellegrini provenienti da tutto il mondo. È diventato un luogo carismatico. Il fatto che Medjugorje venga visitata da tanti fedeli, che senza dubbio ne traggono un arricchimento personale, è una cosa da tenere bene a mente.

C’è una forte richiesta di assistenza pastorale in questo luogo. Ci sono ben 50 confessionali. Il problema è che spesso non ci sono abbastanza confessori che parlino lingue diverse.

La mia missione, secondo quanto stabilito nel comunicato diffuso dalla Santa Sede, è quella di esaminare da vicino la situazione pastorale locale, in particolare le necessità dei pellegrini. Dovrei anche indicare nuove possibili iniziative pastorali. L’obiettivo soggiacente è promuovere l’assistenza pastorale e coordinare meglio le azioni pastorali locali.

Dopo la nomina dell’inviato speciale e la pubblicazione di una lettera da parte del vescovo locale, che mette in discussione l’autenticità delle apparizioni, molti fedeli in tutto il mondo sono preoccupati. Il loro pellegrinaggio è stato inutile? Le loro preghiere non erano autentiche? Si chiedono. Sua Eccellenza, come inviato pastorale papale potrebbe spiegare la situazione attuale e fugare le loro paure?

Non dovremmo affatto preoccuparci! La Chiesa non si è ancora espressa sull’autenticità delle apparizioni. Dovremmo attendere con calma la posizione definitiva. Non è certo la prima volta in cui la Chiesa è lenta nel prendere una decisione, soprattutto per il fatto che la forma delle apparizioni mariane a Medjugorje è significativamente diversa da quella delle apparizioni precedenti ben note.

La questione, poi, non cambierà nulla dell’insegnamento della Chiesa sul culto mariano. Se a Medjugorje si è sviluppato il culto mariano, se vi arrivano folle così imponenti, è un posto in cui il culto mariano si rafforzerà: la Madre di Dio può essere venerata ovunque, soprattutto nei luoghi in cui questa venerazione è così feconda, come sentiamo da tante testimonianze.

Il Santo Padre ne � consapevole, e quindi non solo vorrebbe esaminare la situazione pastorale a Medjugorje, ma anche, se necessario, trovare dei metodi per migliorare l’assistenza pastorale offerta ai pellegrini in questo luogo tanto dedicato alla Madonna.

Mi permetta di cogliere questa opportunità per salutarla a nome degli editori e dei lettori del portale cattolico Aleteia ed augurarle una ripresa completa e rapida. C’è qualcosa che vorrebbe dire al nostro staff e ai nostri lettori?

Vorrei chiedere ai lettori di Aleteia di pregare per il successo della mia missione a Medjugorje. Intraprendo questa missione affidatami dal Santo Padre per conto della Chiesa augurandomi che possa giungere il più vicino possibile alla verità oggettiva e possa produrre risultati positivi e concreti.

Sono un emissario della Chiesa, ma la Chiesa dovrebbe pregare per me come ha pregato all’epoca per San Pietro e San Paolo. Dopo tutto, la preghiera è la forza motrice delle nostre azioni nella Chiesa, sia di quelle tangibili che di quelle invisibili…….

L’arcivescovo Henryk Hoser, vescovo della diocesi di Varsavia-Praga, è nato nel 1942 a Varsavia (Polonia). Laureato in Medicina, nel 1968 è entrato nella Società dell’Apostolato Cattolico (Pallottini). Dopo essersi laureato in Filosofia e in Teologia ed essere stato ordinato sacerdote, è partito per Parigi e poi per una missione in Ruanda (1975-1996). Nel 1978 ha istituito un Centro Medico e Sociale a Kigali e lo ha guidato per 17 anni. Ha anche creato il Centro per la Formazione della Famiglia (Action Familiale). Dopo la guerra civile in Ruanda, la Santa Sede lo ha nominato visitatore apostolico nel Paese africano. Nel 2005 papa Giovanni Paolo II lo ha nominato arcivescovo, segretario aggiunto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e presidente delle Pontificie Opere Missionarie. Nel 2008 Benedetto XVI lo ha nominato vescovo della diocesi di Varsavia-Praga. L’11 febbraio 2017 papa Francesco lo ha nominato inviato speciale della Santa Sede a Medjugorje. All’inizio del 2017 l’arcivescovo Hoser ha rivelato di soffrire di malaria.

 

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : SABATO, 3 GIUGNO 2017 ] – anteprima di web servizio tra breve in rete – Dal servizio stralci : “I decantati accordi di Parigi sul clima non sono mai stati ratificati d…

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