GLOBALIZZAZIONE DEL TERRORE ATTACCO ALL’IRAN COLPIRANNO ANCHE NOI L’EDICOLA E ALTRE NEWS


GLOBALIZZAZIONE DEL TERRORE ATTACCO ALL’IRAN COLPIRANNO ANCHE NOI L’EDICOLA E ALTRE NEWS

GLOBALIZZAZIONE DEL TERRORE ATTACCO ALL’IRAN COLPIRANNO ANCHE NOI L’EDICOLA E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 08/06/2017 ]

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PRIMO PIANO
dal “Secolo d’Italia” – Giovanni Trotta
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Quello che tutti si stanno chiedendo è come mai i terroristi islamici colpiscono una Repubblica islamica. Giusta domanda, ma ci sono islamici e islamici. La maggioranza dei musulmani al mondo sono sunniti, mentre gli iraniani sono per la maggioranza sciti. Basta per scatenare una strage? No, ovviamente, anche se stragi in passato ce ne furono, in Iraq ad esempio, tra sciti e sunniti, ma stavolta il primo attentato terrorista islamico in Iran di cui si sia a conoscenza, è legato a due vicende: innanzitutto la recentissima crisi del Qatar, accusato insieme ad altri Paese arabi di finanziare il terrorismo fondamentalista internazionale; in secondo luogo, ma non meno importante, c’è la gravissima “colpa” di cui Teheran si è macchiato, ossia di appoggiare il governo del presidente siriano Bashar al Assad e – da anni – gli hezbollah libanesi. Se consideriamo che i golpsiti armati islamici che hanno tentato senza riuscirci di deporre con le armi Assad sono finanziati – o furono finanziati – dall’America di Obama, ecco che il quadro a prima vista incomprensibile diventa molto ma molto più chiaro. Probabilmente l’attentato era stato programmato da tempo per via della vicenda siriana, ma è scattato solo all’indomani della crisi qatariota. Intanto si apprende che è di dodici morti e decine di feriti il bilancio dei due attacchi sferrati a Teheran contro il Parlamento e il mausoleo di Khomeini e rivendicati dall’Isis. Erano vestiti con abiti femminili i terroristi che si sono infiltrati all’interno del Parlamento di Teheran. Lo ha riferito il vice ministro dell’Interno iraniano, Hossein Zolfaqari, citato dall’agenzia di stampa ufficiale Irna. Tutti i terroristi suicidi sono stati abbattuto dalla polizia iraniana. “L’Iran è un Paese cruciale per la lotta al terrorismo e per questo motivo è stato colpito”. Lo ha sottolineato il presidente del Parlamento iraniano, Ali Larijani, commentando al termine della sessione del Majlis i due attacchi a Teheran rivendicati dallo islamico. “Come sapete, alcuni terroristi codardi si sono infiltrati nell’edificio del Parlamento, ma sono stati affrontati seriamente”, ha dichiarato Larijani, citato dall’agenzia di stampa ufficiale Irna. “Questo è un problema minore, ma rivela come i terroristi vogliano creare problemi”, ha aggiunto. “L’Iran in particolare – ha concluso – è un centro attivo ed efficace della lotta contro il terrorismo e (i terroristi, ndr) vogliono danneggiare questa tendenza”. L’ambasciata italiana a Teheran, in relazione agli attacchi di questa mattina al Parlamento ed al mausoleo di Khomeini, invita “i connazionali ad evitare luoghi affollati ed assembramenti ed a utilizzare la massima prudenza”. Sul sito, l’ambasciata segnala poi che è attivo il seguente numero di emergenza: +98 (0) 912 103 50 62. 
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IL SERVIZIO ODIERNO
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Associazione Azimut | Raccolta di e-mail dell … – WordPress.com

https://azimutassociazione.wordpress.com/

Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut

[ anteprima di web –  tra breve in rete ]
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IN COPERTINA
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ATTACCO ALL’IRAN
[ tratto dal web ]
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L’attacco in Iran “è avvenuto solo una settimana dopo l’incontro tra il presidente Trump e gli alleati nella regione” (l’Arabia Saudita, ndr) e il “coinvolgimento dell’Isis mostra le loro responsabilità”. Lo affermano i Pasdaran iraniani in un comunicato pubblicato dalla Irna. Le Guardie della Rivoluzione promettono “vendetta” per il “sangue versato”.

“Gli attacchi a Teheran renderanno l’Iran più unito e determinato nella lotta contro il terrorismo”. Così il presidente Hassan Rohani, riportano i media locali come Press Tv. “La nazione iraniana sconfiggerà tutti i piani nemici con l’unità”, ha aggiunto il presidente iraniano.

Paura a Teheran con il Parlamento e il mausoleo di Khomeini sotto attacco. Quattro uomini hanno aperto il fuoco questa mattina nel palazzo del Parlamento iraniano ferendo almeno otto persone tra cui due civili e uccidendo almeno 12 persone, tra cui una guardia e ferendone 42.Due kamikaze si sono fatti esplodere in entrambi i luoghi attaccati. La situazione all’interno del Parlamento iraniano ora è sotto controllo e l’attacco ha causato danni minori di quelli previsti, grazie alle forze di sicurezza “pienamente in grado di gestire gli aggressori codardi”. Lo ha detto il presidente del Parlamento iraniano, Ali Larijani, che oggi ha presieduto una seduta a porte chiuse mentre all’esterno dell’aula si svolgeva l’attacco terroristico. Per Larijani “l’attacco dimostra che i terroristi hanno l’Iran come obiettivo” perché “l’Iran è un hub attivo ed efficace nella lotta al terrorismo”. Molti dei feriti, ricoverati in quattro ospedali della capitale, sono in gravi condizioni. Il ministro della Sanità, Hassan Hashemi, ha visitato i feriti e ha riferito che tutti gli ospedali di Teheran sono in stato di allerta. Il numero di morti non comprende i sette terroristi.

AGGIORNAMENTO

[ tratto dal web ]

Un’azione coordinata e clamorosa. Attentati erano stati sventati meno di un mese fa, alla vigilia delle elezioni presidenziali, e altri gruppi di terroristi erano stati smantellati nell’arco degli ultimi mesi. Ma questa volta l’Isis, il nemico numero uno di Teheran, è riuscito a sfondare la porta e a colpire due luoghi simbolo della Repubblica islamica: il Parlamento e il mausoleo dell’imam Khomeini, tra i siti più sacri per gli sciiti, non solo iraniani.

   L’attacco – il primo del sedicente Stato islamico su territorio iraniano – è arrivato a sorpresa ieri mattina, quando un primo gruppo di quattro terroristi ha fatto irruzione in Parlamento, senza tuttavia riuscire a raggiungere l’aula dove era in corso una seduta. Prima gli spari, con feriti e primi morti nei corridoi del palazzo, poi uno di loro si è fatto esplodere dopo aver raggiunto il quarto piano dell’edificio. Subito dopo un altro attacco è avvenuto nella zona sud di Teheran, nel mausoleo nel quale è sepolto Khomeini con il figlio e, dal gennaio scorso, anche Akbar Hashemi Rafsanjani. Anche in questo caso i terroristi sono entrati in azione con Kalashnikov e pistole, sparando sui pellegrini che a quell’ora non erano molto numerosi. E anche in questo caso è entrato in azione un kamikaze che, secondo gli investigatori, potrebbe essere una donna. Ma la conferma non c’è ancora stata, anche perché il ministero dell’Interno ha riferito che alcuni terroristi erano vestiti da donne, probabilmente per nascondere meglio le armi sotto il chador.

   Secondo quanto riferito dal ministro dell’Intelligence, Mohammad Alavi, altri gruppi di terroristi stavano per entrare in azione ma sono stati scoperti e bloccati dalle forze di sicurezza. Proprio le forze di sicurezza, con i Pasdaran in prima fila, sono intervenute immediatamente per bloccare gli attacchi. Tra i corridoi e le stanze del Parlamento si è scatenata una vera battaglia, come dimostra anche un video diffuso dall’agenzia Amaq assieme alla rivendicazione dell’Isis. Si è parlato in un primo momento di una presa di ostaggi. Ma alla fine le forze di sicurezza sono riuscite a incastrare i terroristi e a ucciderli tutti.

   Il bilancio finale, in ogni caso, è stato pesante, con 13 morti, dichiarati “martiri vittime del terrorismo”, 52 feriti, di cui molti gravi, e sette terroristi uccisi. In tutta questa tragica situazione, però, il Parlamento ha voluto dare una prova importante: a porte chiuse, e incurante degli spari, la seduta è andata avanti, presieduta da Ali Larijani. Come dire che l’Iran e le sue istituzioni non hanno alcuna intenzione di piegarsi al terrore. E tra i banchi, mentre si udivano i colpi, molti deputati hanno lanciato slogan contro l’America e l’Arabia Saudita, ritenuti sponsor dell’Isis e degli attacchi.

   Anche il presidente Hassan Rohani è intervenuto in serata su quanto avvenuto, affermando che “gli attacchi a Teheran renderanno l’Iran più unito e determinato nella lotta contro il terrorismo” e “la nazione iraniana sconfiggerà tutti i piani nemici con l’unità”.

   Intanto il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica ha voluto ricordare che l’attacco in Iran “è avvenuto solo una settimana dopo l’incontro tra il presidente Trump e gli alleati nella regione” (l’Arabia Saudita, ndr) e il “coinvolgimento dell’Isis mostra le loro responsabilità”. Una situazione che, promettono i Pasdaran, sarà seguita da una “vendetta per il sangue versato”. Per ora a Teheran e nell’intero Paese vige lo stato di emergenza. Il clima è teso e, per qualcuno, ricorda i lontani tempi dell’invasione da parte dell’Iraq di Saddam Hussein. Era infatti da allora che l’Iran non subiva più attacchi dall’esterno. Come se un’ombra fosse improvvisamente riapparsa.

   Donald Trump “compiange e prega per le vittime innocenti degli attacchi terroristi in Iran e per il popolo iraniano che sta vivendo questo tempi impegnativi” ma sottolinea che “gli stati che sponsorizzano il terrorismo rischiano di cadere vittima del male che promuovono”. Lo ha reso noto ieri sera la Casa Bianca.

   Oggi Teheran ha replicato duramente alle parole del presidente Usa definendole “ripugnanti”. Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha commentato così su Twitter le affermazioni di Trump. Zarif ha a sua volta accusato gli Usa si sostenere il terrorismo e ha rimarcato che “il popolo iraniano respinge le affermazioni statunitensi”. 

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L’OPINIONE [ VINCENZO MANNELLO – DA CATANIA ]

——– Original Message ——–

Subject: non occorre essere “geni titolati”..
Date: Thu, 8 Jun 2017 08:03:05 +0200
From: <info@vincenzomannello.it>
To: “associazioneazimut@tiscali.it” <associazioneazimut@tiscali.it>, ( .. . )

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Non occorre essere dei geni titolati per comprendere cosa sarebbe accaduto all’Iran : già 6 giorni fa,a Radio Irib,evidenziavo la dichiarazione di guerra scagliata contro la Repubblica Islamica dall’asse Usa,Arabia Saudita,Isis

http://parstoday.com/it/news/iran-i96310-vincezo_mannello_trump_vendendo_armi_a_riad_mira_a_coalizzare_i_sunniti_contro_iran

Ieri il primo avviso..non da poco,visto che un vero commando ha potuto colpire il cuore stesso di Teheran,il Parlamento ed il Mausoleo di Khomeini.

Oggi tutti gli “esperti” sembrano “spiazzati” dallo evento : se Isis colpisce l’Iran,come si può additare come “fonte” del terrorismo la stessa Repubblica Islamica ??

Oddio,chi legge non creda a tutte queste sceneggiate messe in opera dai/sui media occidentali,specie radiotelevisivi..”loro” (politici,giornalisti e sodali prezzolati vari) sanno benissimo che le forze armate iraniane e le milizie sciite (in senso lato con Hezbollah,Palestinesi ed altro) sono il vero ed unico baluardo contro lo Stato Islamico formatosi tra Irak e Siria (con propaggini in Libia,Sudan,Somalia ed altrove).

L’eroico esercito di leva di Assad,da solo,non avrebbe potuto mai contenere lo straripante flusso di uomini e mezzi messo in campo da Al Baghdadi per insediarsi a Raqqa ed arrivare quasi fino a Damasco..grazie ai foreignfighters ( tutti stranieri) addestrati,armati e sostenuti proprio dagli Usa,dalla Arabia Saudita,dagli Emirati e pure dalla Nato (via Al Qaeda e “ribelli” vari) !!

Idem in Irak con Mosul..dove,proprio grazie agli iraniani,un governo tenuto in piedi dal padrone americano ha ritrovato (obbligatoriamente) sul campo dignità nazionale e forza di combattere.

Non promette niente di buono l’attacco diretto contro Teheran,lo ripeto…

E non solo quello terroristico di ieri ma l’altro,proclamato a Riad da BomboTrump e soci islamici (israele compresa)..

La Repubblica Islamica (come la Siria ed Hezbollah in Libano) non cederanno di un millimetro alla aggressione sunnita/americana,ci potete contare !

E,se Putin resterà convinto di essere il prossimo bersaglio degli Usa,ne vedremo prossimamente delle belle…anzi,delle brutte !!

 

Grazie per l’attenzione

Vincenzo Mannello

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MA A ROMA : SI GIOCA NEI “PALAZZI DI BISANZIO”…..

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[ dal web ]

La legge elettorale torna in commissione alla Camera. Lo ha deciso l’Aula della Camera accogliendo, con un voto, la richiesta in tal senso avanzata dal Pd.

La riforma della legge elettorale è morta. A cantare il de profundis della modifica del sistema di voto è il relatore del provvedimento,Emanuele Fiano, dopo una mattinata convulsa con i franchi tiratori in azione che di fatto affossano il provvedimento votando in maniera difforme rispetto al ‘patto a quattro’ Pd-Fi-M5s-Lega. Ne scaturisce uno scambio di accuse con tanto di ‘prova foto’ da parte del Pd perchè nell’incriminato voto segreto compare invece il tabellone palese creando un ulteriore giallo. “M5s ha votato compatto”, dice Roberto Fico. Non la pensano così i Dem che convocano una segreteria. “Abbiamo chiarissima l’operazione del M5s – dice il capogruppo Dem Ettore Rosato – che ha voluto far fallire la legge elettorale. Ne prendiamo atto, bastava che lo dicessero subito che non sono capaci di mantenere la parola data. Sul blog avevano detto che la legge andava bene e invece l’hanno fatta cadere su una cosa che non c’entra niente”. Ora, dice Rosato, il Pd farà “una valutazione politica e istituzionale dopo di che assumeremo le nostre decisioni”. “La legge elettorale è morta” dichiara, a Montecitorio, il relatore della riforma elettorale Emanuele Fiano (Pd).

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DUE ARTICOLI DAL “SECOLO d’ITALIA” E ALTRO

TRATTO DALLA PAGINA FACEBOOK DI PIETRO LIGNOLA

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Tony Capuozzo: “Ecco perché gli islamici non ci hanno ancora attaccato”

Tony Capuozzo: “Ecco perché gli islamici non ci hanno ancora attaccato”

martedì 6 giugno 2017 

Un post su Fb franco e diretto senza buonismi, chiamando le cose con il loro nome. Sul web si è apwerto un dibattito. La storica decisione dell’Allenaza militare araba di escludere il Qatar, accusandolo di finanziare il terrorismo, “non deve ingannare chi considera ora la coalizione a guida saudita come il fronte più candido e immacolato”. E’ l’avvertimento del giornalista Toni Capuozzo, scrittore e autore di tantissimi reportage e conduttore di trasmissioni di successo: “È un po’ come il bue che dà del cornuto al toro: nessuno è limpido quanto a rapporti con il radicalismo islamico”. Inizia così il post su Fb di Capuozzo. La rottura tra i due fronti arabi ha un elemento in comune, secondo Capuozzo, individuabile nelle “relazioni con l’Iran e con i Fratelli musulmani”. Il Qatar finora è sempre stato considerato uno dei principali finanziatori del movimento politico di stampo islamista, oltre che uno dei pochi Paesi arabi che conserva solidi rapporti bilaterali con Teheran. Fa rifletere poi il proseguimento del ragionamento che mette in primo piano il ruolo del nostro Paese. Capuozzo mette sul tappeto della discussione in maniera netta quello che molti si chiedono e fornisce una verità quasi “brutale»” nel suo realismo: perché l’Italia fin’ora si è “salvata” dagli attentati del terrorismo islamico?

Ecco perché i terroristi non ci attaccano

Capuozzo dà un’ opinione franca che gli sta provocando una piccola bufera sul suo profilo. La posizione dell’Italia non può che essere “confusa”, scrive Capuozzo. E non può esserlo altrimenti, visto che nel nostro Paese “ancora Al Jazeera passa per la Cnn del mondo, dove la Qatar foundation finanzia 33 centri islamici, dove il Qatar possiede il 99% di Porta Nuova a Milano, dove i Fratelli Musulmani passano per un’innocua confraternita? Non sarà anche questo, oltre al fatto di essere un porto franco, lo stellone che ci salva dagli attentati?”. Questa parte finale del suo commento sta  scatenato un vero e proprio dibattito sui social. Secondo Capuozzo il nostro Paese sarebbe immune da attentati proprio per gli interessi economici che alcuni Paesi arabi hanno in Italia.

SUL RUOLO DI PUTIN
 
Il presidente russo Vladimir Putin ha inviato un messaggio ad Hassan Rohani in cui condanna con forza gli attacchi terroristici di Teheran. L’attacco di questa mattina “sottolinea una volta di più la necessità di aumentare la cooperazione internazionale nella lotta al terrorismo”, si legge nel telegramma di Putin, che ha inoltre “confermato la disponibilità di Mosca a ulteriori sforzi con l’Iran in questo settore”. E come si è visto. la rivendicazione non si è fatta attendere: poche ore dopo le prime notizie degli attacchi a Teheran, quando ancora la situazione nella capitale iraniana non era pienamente sotto il controllo delle forze di sicurezza, l’Isis ha messo la firma su quelli che – se autentica la rivendicazione – sono i suoi primi attacchi in Iran. Amaaq, l’organo di propaganda del gruppo, ha affermato che “combattenti dello Stato Islamico” hanno messo a segno gli attacchi, senza però aggiungere alcun dettaglio. Quel che è certo è che quanto avvenuto oggi a Teheran non conosce precedenti per la capitale iraniana dai tempi della Rivoluzione del 1979. L’Iran – patria dello sciismo, coinvolto nei conflitti in Iraq e Siria – era stato sinora risparmiato dalla scia di sangue e attacchi che ha travolto i Paesi vicini, anche se di recente avevano riferito di aver smantellato alcune cellule terroristiche prima che potessero entrare in azione. Tuttavia negli ultimi mesi l’Isis ha iniziato a puntare sulla propaganda in lingua farsi e, come riportato a fine maggio dall’agenzia di stampa iraniana Ilna, il gruppo ha lanciato di recente l’edizione in lingua farsi del magazine online Rumiyah, una delle pubblicazioni di propaganda del sedicente “califfato”. C’era un riferimento a Teheran – oltre che a Roma – anche nel messaggio audio diffuso a inizio aprile dal portavoce dell’Is Abu Hassan al-Muhajir. Il portavoce faceva un paragone con il movimento delle maree e affermava: “Quando verrà l’alta marea sarà la conquista di Baghdad, Damasco, Gerusalemme, Amman, Costantinopoli, Teheran e Roma”.

La guerra è guerra
Articolo pubblicato sul “Roma”
Mercoledì 7 giugno 2016.

Cari amici lettori, oggi non ci intratterremo su Totò Riina e sul farisaico coro di giustizialisti indignados che, in un paese dominato dal buonismo verso gli assassini in attività di servizio, criticano la Cassazione per aver affermato il diritto a una morte dignitosa.
Majora premunt, perché gli assassini (termine che trae origine proprio da una setta islamica) devoti ad Allah sono, in tutta Europa, liberi di manifestare il loro culto sanguinario. Io non riesco più a sopportare l’inettitudine dei governi europei, che sembra a volte sconfinare nella complicità. Sembra incredibile che gli islamici assatanati, benchè noti ai servizi e alle forze dell’ordine, siano lasciati liberi di uccidere i nostri figli e i nostri nipoti. A ogni strage segue la solita stucchevole litania: cordoglio, manifestazioni di solidarietà, inviti a continuare la vita normale, bla-bla-bla, bla-bla-bla. Chiacchiere, null’altro che chiacchiere: i cittadini non dovrebbero essere lasciati soli a difendersi, come possono, dai criminali armati di Corano, bombe, mitra, coltelli e furgoni.
Nessuno, oramai, osa più contestare che siamo in guerra: una guerra asimmetrica, ma sempre una guerra. Durante una guerra “normale” le nazioni si sono sempre difese contro le azioni compiute da agenti nemici sul proprio territorio, “oltre le linee”.
Io, come tutte le altre persone ignare di scienza militare ma dotate di buon senso, so benissimo cosa si dovrebbe fare.
In primis, anche l’Italia dovrebbe, come tutti gli altri, chiudere le frontiere e rispedire al mittente i non aventi diritto. So bene che questo non basta e so anche quali sono le difficoltà invocate; ma è necessario per la nostra sopravvivenza e non capisco perché le larve che ci sgovernano non superino queste difficoltà stipulando, ad esempio, accordi internazionali per il rimpatrio dei clandestini. Il problema esiste ormai da anni e la montagna, impegnata a studiare leggi elettorali e lucrare su ogni emergenza, non ha partorito un topolino e nemmeno un protozoo.
Che cosa fanno le nazioni in guerra, oltre a bloccare l’accesso dei nemici? Difendono le proprie comunicazioni e ostacolano quelle avverse, mettono i potenziali nemici presenti sul territorio in condizioni di non offendere.
I paesi “alleati”, durante la seconda guerra mondiale, misero in campi di concentramento i cittadini di origine tedesca, italiana e giapponese dei quali ritenevano non potersi fidare. Gli americani hanno gestito per anni Guantanamo, finché la scellerata politica di Obama non ha restituito al nemico i terroristi detenuti, perché potessero combattere altrove.
Io credo che sarebbe tempo di istituire campi di concentramento per i musulmani sospettati di terrorismo e per quelli che inneggiano alla jihad. Non si tratta di perseguire penalmente le loro azioni, ma di adottare misure di sicurezza per prevenire possibili stragi. Non serve mettere questa gente in carcere, cosa addirittura controproducente perché costoro, nei luoghi di comune detenzione, svolgono azione di proselitismo. Nemmeno servono gli ordini di rimpatrio, che quasi sempre restano ineseguiti e, nei rari casi in cui il soggetto viene rimandato a casa, non garantiscono per nulla che non ritorni.
Sarebbe anche tempo di oscurare tutti i siti che inneggiano al califfato, che incitano gli immigrati alla guerra santa e che danno istruzioni su come preparare le bombe, di fare le stesso con le reti straniere d’ispirazione jihadista e con tutte le apparecchiature elettroniche usate dai terroristi, ivi compresi tablets e telefonini. Le capacità tecniche per farlo ci sono ma, purtroppo, mancano le palle.
Come dite? Non possiamo limitare la libertà degli assatanati? Ho riletto tutta la Costituzione, ma non vi ho trovato alcun accenno al diritto di ammazzarci in nome di Allah. Se anche ci fosse, dovremmo abolirlo.
Come dite? In un paese come il nostro, dove la c.d. giustizia perseguita chi ha sparato al rapinatore entrato in casa e lascia libero il rapinatore che ha ucciso la vittima, non c’è da sperare che si facciano queste cose? Allora è tempo di cambiare questo paese, mandando a casa politici e magistrati incapaci di fare seriamente il proprio lavoro. La guerra è guerra!
Pietro Lignola

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TRATTO DA “IL GIORNALE D’ITALIA”

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  • Sei in

 

07/06/2017 06:00

SIAMO IN GUERRA

Non saranno i gessetti colorati a salvarci, ma solo la consapevolezza di avere un nemico in casa

SIAMO IN GUERRA

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Il Giornale d’Italia ha condiviso un link.·
S’impongono scelte su confini, moschee, legittima difesa: armandoci sì, ma di coraggio
ILGIORNALEDITALIA.ORG
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4 Giugno 2017 London Bridge, 11 settembre 2001 Torri Gemelle: tra questi due estremi temporali in cui si distende la lunga mano della morte del terrorismo islamico si arriva a 46 attentati, con un bilancio di 5.277 morti. Ma la progressione è impressionante: fino al 2014 si contano diciassette stragi, poi nove nel 2015, quindici nel 2016 e cinque prima della metà di quest’anno. È di poche ore fa inoltre la notizia di un altro attacco fuori dalla cattedrale di Notre Dame a Parigi.

Eppure, ogni volta che accade, i governanti dell’Occidente non sanno fare altro che manifestare stupore e cercare scuse per la loro impreparazione. Il massimo l’ha raggiunto Theresa May con il suo agghiacciante commento all’ultimo attentato: “quando è troppo è troppo, ora basta”. Manchester non era già troppo? E, ancora prima, l’attacco al Parlamento inglese? Ormai non c’è una volta che gli attentatori non siano già noti all’intelligence, alla polizia, perfino agli organi di informazione. Ma erano rimasti liberi, in grado di colpire gli innocenti.

La mentalità dominante vuole rimuovere l’idea della guerra, lasciandola agli “oscuri ricordi” della cultura di destra. Si tende a negare che la guerra comporti irreversibilmente un cambiamento di vita rispetto ai tempi di pace. Continuano a ripeterci che “non dobbiamo cambiare i nostri stili di vita” oppure indicano come armi di difesa i “gessetti colorati” o i peluche dei bambini uccisi. Poi, come è accaduto a Torino, basta un petardo e un falso allarme per rischiare di farci una strage da soli.

Siamo in guerra. Signori sveglia: siamo in guerra. Non è guerra di religione contro tutto l’Islam, anzi per vincere dobbiamo inevitabilmente cercare alleati tra il miliardo e 400 milioni di persone che credono in Allah. Ma siamo in guerra contro il fondamentalismo, che è la base culturale e popolare su cui si fonda l’Isis e il terrorismo, contro le centrali economiche e politiche che lo sostengono. Ed è incredibile che siano stati i paesi arabi, prima che quelli occidentali, a imporre l’embargo contro il Qatar.

Questo non significa che dobbiamo nasconderci in casa terrorizzati, possiamo prendere esempio da quei cittadini britannici che nel 1940 assistevano ai duelli aerei della battaglia di Londra prendendo il sole in costume da bagno sulle spiagge della Manica.

Significa, invece, che dobbiamo imporre una discriminante precisa: per ogni islamico che incontriamo dobbiamo sapere con certezza se abbiamo di fronte un amico e un alleato o un potenziale assassino, e nel dubbio dobbiamo considerarlo un nemico. Non possono esserci più zone grigie: ogni sospetto deve essere immediatamente espulso o arrestato (per non scoprire il giorno dopo che faceva parte di cellule omicide). Significa che non possiamo tollerare neppure una moschea non autorizzata sul nostro territorio, con un preciso regolamento per distinguere i luoghi di culto affidabili da quelli in cui si nasconde (neanche troppo) il fondamentalismo. Significa che non possiamo tollerare neanche un giorno di più l’esistenza dell’Isis, denunciando tutti i capi di Governo che, sul modello Obama, tergiversano sull’argomento. Significa che abbiamo un motivo in più per bloccare subito i flussi migratori che arrivano sulle nostre coste e non possiamo certo permetterci, proprio oggi, di approvare una legge sullo Ius Soli.

Significa considerare la sicurezza non più compito delle sole forze armate o di polizia ma un impegno prioritario di tutti i cittadini, come avviene nei paesi in guerra. Dopo l’attentato di Londra i media ci hanno raccontato i molteplici casi in cui i londinesi hanno reagito ai terroristi sfidandoli a viso aperto. In Italia è ancora sostanzialmente reato difendersi in casa propria con le armi in pugno, non importa se da un ladro o da un terrorista.

Dobbiamo invece armarci di coraggio e dobbiamo riscoprire un sentimento virile a difesa del nostro popolo. Più tardi ci sveglieremo, più drammatico sarà il bilancio e più difficile sarà sconfiggere i nostri nemici.

Gianni Alemanno

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NOI IN RETE – ULTIMO POST SU FACEBOOK PER ULTIMO SERVIZIO

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TERRORISMO ORIANA FALLACI COLPIRANNO ANCHE NOI 
La profezia della Fallaci ‘Colpiranno anche noi’ – YouTube
TERRORISMO E IN ULTIMO ACCADDE A PARIGI MA BUONISTI E INVERTEBRATI NON DEMORDONO [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : MARTEDI’, 6 GIUGNO 2017 ]
DA “AZIMUT ARCHIVIO ONLINE” – 

non solo ratisbona ratzinger su europa islam turchia eccetera

22 lug 2016 – NON SOLO RATISBONA RATZINGER SU EUROPA ISLAM TURCHIA ECCETERA … (Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli).

Ecco perchè sbarcano i musulmani e non i cristiani – agosto 2014 : – CRISTIANI, IL MARTIRIO E L’OLOCAUSTO DEI MANSUETI di Arturo Stenio Vuono *
 
*Solo di recente, per i centomila e più ch’erano in fuga dall’Iraq verso il Kurdistan autonomo, sotto attacco jihadista, denunciato dal patriarca caldeo di Babilonia, è riemersa la tragedia di fedeli e religiosi cristiani che si va consumando da tempo, in tutto il mondo, ( . . . ).Gli integralisti islamici tolgono le croci dalle chiese e bruciano gli antichi manoscritti, conducono le donne cristiane velate in nero e in catene per venderle all’asta; l’ottanta per cento delle stragi di religione sono di cristiani e si stima in settanta milioni il numero dei soppressi di ogni fede e di martiri cristiani, vittime di questa folle carneficina, di cui più della metà s’è già consumata nel ventesimo secolo, cosicchè la fede in Cristo è la più perseguitata.
 
Il riluttante Mr.Obama, con tante responsabilità ascrivibili alla politica Usa nel recente come nel passato,sensibile a ben altri interessi, perciò interventore seppure tardivo, tanto per salvarsi la faccia, sembra che si sia accorto dell’ultimo tentativo di genocidio e, alfine, sono piovuti bombe sui massacratori e aiuti in viveri sui profughi in marcia forzata verso i curdi. Nulla di più. 
 
L’offensiva contro i credenti cristiani, una mattanza spesso e volentieri oscurata e ignorata, si manifestò e si manifesta dall’Egitto, non più a guida di Mubarak, dell’attacco suicida alla Chiesa copta di Alessandria, alla Turchia dove non sono mancati casi di omicidi di religiosi e a Cipro con chiese sconsacrate e saccheggiate; dalla Nigeria con azioni terroristiche , rapimenti e uccisioni di fedeli; al Pakistan della blasfemia con imprigionamenti e condanne a morte; dalla Corea del Nord con zone cristiane totalmente spopolate per uccisioni indiscriminate e alla Cina con l’abbattimento di chiese e croci , ufficialmente non in sintonia con i piani urbanistici; alla Siria con tutte le comunità cristiane a rischio, di certo non ad opera di Assad, e alla Libia, senza più Gheddafi, con gli esodi di massa; in Sudan con processi e condanne, e potremmo continuare. Ora cruenta in Iraq che non è più di Saddam Hussein. 
 
L’Islam che predica la convivenza con il cristianesimo e l’ebraismo, dove sta e cosa fa ? Il sorgere di califfati, anche per via degli scontri tra le diverse fazioni islamiche, e le nuove persecuzioni dell’Isil, non si limitano solo a colpire i cristiani e si allargano nell’agire contro tutte le altre minoranze che non condividono questa rinnovata e brutale serie di uccisioni di massa. Pure gran parte della catastrofe umanitaria dei migranti, che cercano scampo nel mediterraneo, è il risultato di questa generale offensiva dell’integralismo islamico che, per certi versi, supera di molto finanche il risultato delle devastazioni di guerre che, a suo tempo, condusse il feroce Saladino ma che non si accaniva sui vinti, con ebrei lasciati vivere nelle loro terre e il consentito culto nelle chiese cristiane. 
 
Oggi su croci improvvisate, ad esempio ed avvertimento, vengono appesi i cristiani, e non solo, con sgozzamenti a colpi di scimitarra che vengono filmati e ampiamente pubblicizzati nei minimi e crudeli particolari. Quello dei cristiani è, in termini assoluti, il più grande e drammatico martirio di massa di tutti i tempi ed è un vero e proprio olocausto dei mansueti. Una vergogna che l’intero occidente non può più continuare soltanto a guardare e a stigmatizzare con semplici petizioni di principio; e con l’ignavia di tollerarla ulteriormente. Con buona pace di tutti gli apprendisti stregoni che hanno peraltro tifato per le cosiddette primavere arabe e con buona pace dell’ineffabile pacifismo, ad ogni costo, quello di panciafichisti in servizio continuo e permanente effettivo. 
 
Cosa s’intende fare, nel concreto, per fermare la barbarie ? Lo chiediamo, chiaro e tondo, a coloro cui compete ogni risposta in merito. Ad iniziare dai soloni dell’Ue, che tutti si diano dunque una mossa.”
* presidente Associazione Culturalsociale “Azimut” – Napoli
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La profezia della Fallaci ‘Colpiranno anche noi’ – YouTube

19 nov 2015 – Caricato da La7 Attualità

Le parole di Oriana Fallaci da La Rabbia e l’orgoglio e Le radici dell’odio.

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19 nov 2015 – Caricato da La7 Attualità

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Enrico Mentana racconta lo speciale su Oriana Fallaci – YouTube

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Enrico Mentana racconta lo speciale su Oriana Fallaci … ma anche con altre sequenze ormai …

ORIANA FALLACI: IL TERRORISMO ISLAMICO … – YouTube

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IO TROVO VERGOGNOSO (di Oriana Fallaci) – YouTube

14 nov 2015 – Caricato da Abdia Christian

“Profetico” articolo del 2002 scritto, letto e interpretato da Oriana Fallaci.http://www.oriana-fallaci …

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Una intervista veramente difficile, dove Oriana Fallaci, evidentemente infastidita cercava ogni appiglio …

 
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Subject: Incontro a Camaldoli il 17-18 giugno 2017: “Il mondo cattolico e l’impegno politico di oggi”
Date: Wed, 07 Jun 2017 09:34:46 +0200
From: LUCIANI NINO <nino.luciani@alice.it>
To: omnia-1432-3giu@impegnopoliticocattolici.bo.it
Centro studi per l’ IMPEGNO Politico dei CATTOLICI
Sede in Bologna, via Titta Ruffo 7 
Direttore Prof. Nino Luciani
Ordinario di Scienza delle Finanze, Universita’
– Ai “Membri della Assemblea dei soci della DC”;
– A tutti gli “Altri” che hanno domandato di essere informati sulla organizzazione della DC
 
Oggetto: Incontro a Camaldoli il 17-18 giugno 2017: “Il mondo cattolico e l’impegno politico di oggi”. 
INIZIATIVA DEL  PROF. FABRIZIO FABBRINI,  Presidente dell’ Associazione “Codice di Camaldoli
– Per le prenotazioni e come arrivare, clicca su: http://www.impegnopoliticocattolici.bo.it/Camaldoli%20-%20come%20arrivare.pdf
– Per trovare il Codice di Camaldoli, clicca su: http://www.impegnopoliticocattolici.bo.it/camaldoli%20-%20codice.pdf
Il PROF. FABRIZIO FABBRINI, d’intesa con l’Abate del Monastero, organizza un incontro a Camaldoli (Foresteria).
– L’incontro è aperto al pubblico cattolico (vale dire non solo agli amici della DC), sia pur rimanendo in numeri stretti di persone qualificate.
– Il prof. Fabbrini invita personalmente Luciani, Fontana, altri…, ma vuole che costoro estendano l’invito, a loro volta, ad alcuni altri.
– Fabbrini sa che la DC si ritrova bloccata, a tre mesi e mezzo dall’assemblea di feb  2017.
 Questa mia lettera vuole indicare possibili argomenti di discussione, all’interno del tema piu’ generale del prof. Fabbrini.
 
Sui motivi che stanno bloccando la riorganizzazione della DC.
 Direi che i motivi siano principalmente due.
1) C’e’ stato un Ricorso al Tribunale di Roma per fare annullare l’assemblea della DC del 26 feb. 2017.
Questo fatto ha creato un rallentamento della DC, in attesa della sentenza. 
Penso, pero’, che questo sia sbagliato. Dobbiamo andare avanti. I processi possono durare anni.
Preavviso tutti, intanto, che c’è un problema di soldi per pagare il nostro Avvocato (e io, come Presidente designato che convocò l’Assemblea dei soci, sono il primo imputato).
 
2) E’ ricomparso il vecchio dilemma, che gia’ avevamo risolto quando si doveva decidere come riorganizzare la DC. Esso era:
a) andare a congresso con il vecchio statuto ?
b) oppure, andare congresso con un nuovo statuto, dopo avere aggiornato le norme organizzative applicando il codice civile ?
 Facciamo, qui sotto, la storia di queste due scelte alternative.
3) Si è aggiunto, quale spinta al non far nulla, l’ennesimo appello di Bonalberti alla Federazione dei popolari di centro, motivata dalla urgenza elettorale.
_____________________
STORIA. 1) In origine (dic. 2013), preso atto che il XXI congresso era stato annullato per la impossibilità di applicare correttamente il vecchio Statuto, si decise di chiedere al Tribunale civile di convocare l’assemblea dei soci in base al codice civile.
Poi, nel settembre 2016, mentre si attendeva la risposta del Tribunale, ci fu una discussione (nello Studio di Fontana, a Roma) tra me e Grassi (presente Alessi). 
Precisamente:
– Luciani sosteneva che, se il giudice avesse accolto il ricorso in base al codice, si doveva poi proseguire la strada verso il congresso, continuando ad applicare il codice;
– Grassi sosteneva, invece, che (dopo il decreto del giudice) si dovevano ricostituire le sezioni, e andare a congresso con il vecchio statuto.
La discussione si concluse con un accordo: se il Tribunale avesse accettato l’elenco dei soci del 2012 e convocato l’assemblea in base al codice, si sarebbe proseguito con il codice.
 
2) Ma poi, nel corso dell’Assemblea dei soci, e’ riemersa la questione.
  Avevo proposto alla assemblea la seguente norma transitoria:
“In via transitoria, tutte le modifiche di statuto, che rendono attuabili la ricostituzione degli organi medesimi, sono di competenza della assemblea”. 
 Questo presupponeva che fosse rispettata l’intesa di proseguire applicando il codice civile.
 Ma Grassi, che al momento presiedeva l’assemblea, si oppose e la votazione fu rinviata alla successiva assemblea, su proposta di Bonalberti.
3) Sono passati oltre tre mesi e l’Assemblea non è stata ancora convocata.
  Anzi, al contrario, Fontana convocava un “Gruppo di persone”, da lui scelte, a Roma il 26 aprile, per fare approvare un ordine del giorno in cui si diceva “di organizzare le sezioni della DC comunali, territoriali e comitati civici in tutto il territorio nazionale con in criteri gia’ comunicati dal presidente dell’associazione come da sua precedente lettera. Le sezioni sono lo strumento base a tutela dei successivi adempimenti per lo svolgimento regolare dei congressi provinciali, regionali ed infine nazionale e delle elezioni dei delegati nel loro ambito eletti”.
  Di fronte al capovolgimento delle cose, io avevo comunicato ultimamente che facevo un passo indietro, e lasciavo via libera a Grassi.
4) E’ passato inutilmente un altro mese, e non risulta essere stata costituita una sola sezione locale.
  A questo punto mi sento di ribadire quanto gia’ detto il 26 aprile e precisamente:
  a) In base all’art. 34 dello Statuto, per costituire una Sezione servono 15 iscritti del 1992, con prova di possedere la tessera del 1992;
  b) Poi, serve l’approvazione della Direzione provinciale.
  E’ impossibile realizzare l’una e l’altra condizione. Come pure, il Presidente Fontana non puo’ sostituire la Direzione provinciale, perche’ nello Statuto non esiste una norma in tal senso.
5) L’appello di Bonalberti per la Federazione dei popolari di centro. Egli ha scritto “Ho il piacere di inviarvi le conclusioni cui siamo giunti con gli amici impegnati da diverso tempo nel tentativo di ricomposizione dell’area cattolica e popolare e per concorrere alla costruzione del nuovo soggetto politico”.
  Questo contribuisce a distoglierci dal nostro obiettivo di riorganizzare la DC.
  Anch’io voglio la federazione, ma con la DC, dentro. E questo potra’ accadere dopo che la DC avra’ una sua identita’ con un congresso, e riconquistato il suo simbolo scudo crociato – libertas.
  Bonalberti vada per la sua strada. Rientrera’ piu’ tardi.
 
6) Conclusione. Faccio appello a tutti gli amici perché a Camaldoli si parli tutti assieme di questa situazione.
  Sono tra quelli che ritengono che l’unico modo di risolvere …. sia ripartire dall’Assemblea dei soci, unico organo valido per le decisioni. 
  APPELO a Fontana a volere finalmente ottemperare alla delibera dell’Assemblea dei soci, sopra richiamata.
  Cordialita’. luciani 
__________________________
POSCRITTO: REFERENDUM DELLA RETE DC . Ho costruito un sito provvisorio non ufficiale della DC storica. Chi condivide questo appello a Fontana, voglia scrivere al Direttore pro-tempore. 

——– Original Message ——–

Subject: Chiarimenti sul REFERENDUM DELLA RETE DC ON LINE – in vista Incontro di Camaldoli il 17-18 giugno 2017
Date: Wed, 07 Jun 2017 17:53:51 +0200
From: LUCIANI NINO <nino.luciani@alice.it>
To: omnia-1432-3giu@impegnopoliticocattolici.bo.it
Centro studi per l’ IMPEGNO Politico dei CATTOLICI
Sede in Bologna, via Titta Ruffo 7 
Direttore Prof. Nino Luciani
Ordinario di Scienza delle Finanze, Universita’
– Ai “Membri della Assemblea dei soci della DC”;
– A tutti gli “Altri” che hanno domandato di essere informati sulla organizzazione della DC
Oggetto: Aggiornamento della Lettera di questa mattina (in vista di Camaldoli).
Mi sono pervenute telefonate ed e-mail per chiarimenti sul REFERENDUM DELLA RETE DC On Line, a cui ho fatto riferimento nell’ultima riga della lettera di questa mattina
Per questi chiarimenti e per come partecipare al REFERENDUM, clicca su:http://www.democraziacristianastorica.it/ .
  Cordialita’. luciani 
 

——– Original Message ——–

Subject: L’INGEGNERE 4.0, 15 giugno 2017 – Canada Business Opportunities – Futuro Remoto
Date: Tue, 6 Jun 2017 14:20:44 +0200
From: “SMSengineering Marketing” <marketing@smsnewsletter.it>
To: associazioneazimut@tiscali.it
Reply-To: marketing@smsnewsletter.it

L’ing. Francesco Castagna, Coordinatore della Commissione Informatica dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Napoli, è lieto di invitare la S.V. al convegno:

L’INGEGNERE 4.0, ETICA, DEONTOLOGIA, FORMAZIONE E AVVIO ALLA PROFESSIONE 
15 Giugno 2017, 14:00-20:15,  Basilica di San Giovanni Maggiore – Via Rampe S.Giovanni Maggiore 14, Napoli
Italy Canada Business Forum 30 maggio 2017

In occasione della visita in Italia del Premier Canadese Justin Trudeau per il vertice G7 a Taormina, lo scorso 30 maggio 2017, il Ministro del Commercio Internazionale, François-Philippe Champagne, ha guidato, presso la sede di Confindustria a Roma, una delegazione di circa 50 aziende. Confindustria, in collaborazione con l’Ambasciata Canadese, ha organizzato nel pomeriggio un incontro con la delegazione imprenditoriale rivolto alle imprese del sistema, con focus sui settori Agroalimentare, ICT (cyber security) e Aerospazio. Il workshop è stata l’occasione per approfondire i vari aspetti delle relazioni economiche italo-canadesi anche nel quadro dell’Accordo di Libero scambio UE-Canada (CETA). Hanno aperto i lavori il Vice Presidente per l’Internazionalizzazione di Confindustria Licia Mattioli e il Ministro Philippe Champagne (Minister of International Trade Canada). Gli incontri B2B hanno coinvolto più di 130 operatori in totale,70 aziende italiane, 50 canadesi, 12 associazioni industriali. Tra le aziende presenti la SMS Engineering che ha presentato agli operatori canadesi dell’ ICT e dell’ Aerospazio la Soluzione Software per la Gestione delle Non Conformità di Processo e di Produzione AQUIS (Aviation Quality Improvement System www.aquis.cloud che ha ricevuto anche il seal of Excellence nell’ ambito del Programma Europeo Horizon 2020 e sarà Presentata anche nell’ International Paris AIR SHOW, 19-25 June 2017 HALL 2B Stand G91) e le competenze in ambito Cyber Security sulla WAN Acceleration and Optimization, sull’Asset and Connectivity Management e sulla Vulnerability Assessment maturate in ambito NATO.

FUTURO REMOTO 2017, 250MILA VISITATORI…SPAZIO AI DRONI!

Ing. Massimiliano Canestro
SMS Engineering – Vice President
AFCEA Naples Chapter Secretary 
HUMANITAS Naples District Commander (Lt. Colonel)
Rating Advisor
Napoli  D:+39 0810155611  F:+39 0810155666  M:+39 3485905083
London  D:+44 2032393730  F:+44 2033180740  skype: m.canestro
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L’EDICOLA
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Mercoledi, 7 Giugno 2017
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«Youssef Zaghba, il terzo attentatore di Londra, era di Bologna aveva la nazionalità italiana: da oggi non esportiamo solo eccellenze». L’amaro cinguettio di un commentatore su Twitter vale più di un editoriale.

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Il “Secolo d’Italia” è il quotidiano on line della destra italiana: fondato a Roma nel 1952, nel 1963 divenne l’organo di partito del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale e nel 1995 di Alleanza Nazionale.

Nel 2009 è stato uno dei quotidiani del Popolo della Libertà. Attualmente è organo della Fondazione Alleanza Nazionale.

 

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Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
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Giovedi, 8 Giugno 2017
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Quello che tutti si stanno chiedendo è come mai i terroristi islamici colpiscono una Repubblica islamica. Giusta domanda, ma ci sono islamici e islamici. La maggioranza dei musulmani al mondo sono sunniti, mentre gli iraniani sono per la maggioranza sciti. Basta per scatenare una strage?

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(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut”  Napoli)
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