NON ABBIATE PAURA LO SCONTRO FINALE VOLGE AL TERMINE E LE FORZE DEL BENE VINCERANNO COME DA FATIMA ANNUNCIATO


NON ABBIATE PAURA LO SCONTRO FINALE VOLGE AL TERMINE E LE FORZE DEL BENE VINCERANNO COME DA FATIMA ANNUNCIATO 

NON ABBIATE PAURA LO SCONTRO FINALE VOLGE AL TERMINE E LE FORZE DEL BENE VINCERANNO COME DA FATIMA ANNUNCIATO 
[ “AZ.” – 10/06/2017 ]
——————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————-“AZIMUT – IL POST DEL PRESIDENTE ARTURO STENIO VUONO
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NON ABBIATE PAURA
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la tua immagine del profilo, L'immagine può contenere: 1 persona, vestito elegante e occhiali  [ “AZ.” – 10/06/2017 ]
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Abbiamo tratto dal sito di Maurizio Blondet due interessanti interventi su quel che appare l’inarrestabile degradazione in atto, al massimo della sua espansione, e postato uno dei nostri link per argomenti correlati; selezionato un video che la dice lunga su questi tempi che oscillano tra la non speranza e la preoccupante deriva di quota parte della gioventù:; ma troverete quello che deve essere considerato un messaggio, oltre la speranza. per essere piu’ di una certezza : una parte delle rivelazioni, anticipatrici, del terzo Messaggio di Fatima. Non abbiate paura, lo scontro volge al termine e le forze del bene vinceranno proprio come da Fatima annunciato. Se a noi credenti, come agli Altri, non sarà concesso goderne – non è dato conoscerne, precisamente, i tempi – di certo lo celebreranno chi ci seguirà e sarà grande il giubilo per i nostri figli e nipoti. Una buona lettura e a presto ! Non abbiate paura : Suor Lucia, in anticipo,  ha visto  lo scontro finale tra Dio e Satana; lo scontro finale , sarà sulla famiglia e sulla vita. La profezia e’ chiara ed e’ sicura, la Madonna ( a Satana ) gli schiaccera’ la testa.Non abbiate paura !
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Inno alla Madonna di Fatima. http://fatima-araldi.arautos.org/ – YouTube

06 mag 2013 – Caricato da Missione Araldi del Vangelo

http://fatima-araldi.arautos.org/ Inno alla Madonna di Fatima in portoghese, con scene che …

La Madonna di Fatima e i Tre Pastorelli – YouTube

01 mar 2014 – Caricato da gia5757

Fatima 1917-Apparizione della Madonna ai tre Pastorelli–Lucia-Giacinta e Francesco. … I’m love so …

Canto mariano.Il tredici maggio..wmv – YouTube

10 mag 2011 – Caricato da Innamorati della lode

Il tredici maggio..wmv. Innamorati della lode …. Anna Tatys4 years ago. Auguriiper Justyna Piskorska …

Madonna di Fatima. – YouTube

14 mag 2010 – Caricato da Junior Perfeito

Origine:Canto Nuovo.

“Il tredici maggio ave Maria di Fatima “(canto mariano con … – YouTube

09 mag 2017 – Caricato da passage to sound bells 333

Ed ai spaventati – di tan… … “Il tredici maggio ave Maria di Fatima “(canto mariano con tutte le strofe …

#AveMaria IL 13 MAGGIO – YouTube

12 mag 2015 – Caricato da Redazione Papaboys

… ave ave ave Maria. Splendente di luce veniva Maria il volto suo bello un … … che a Fatima un …

gigione madonna di fatima – YouTube

03 dic 2009 – Caricato da Puntacana R

gigione e jo donatello brano piu foto.

Sotto il cielo di Fatima – YouTube

05 feb 2011 – Caricato da Alida Ferrarese

Sotto il cielo di Fatima. … Comments are disabled for this video. Autoplay When autoplay is enabled, a …

Alberobello Madonna di Fatima – YouTube

05 gen 2017 – Caricato da ENRICO SEMERARO

Dalla Chiesa Rettoria Madonna di Cesare (Madonna della Madia) di Alberobello. Il Rettore Don …

I tre pastorelli di Fatima – YouTube

19 lug 2008 – Caricato da don mauro Manzoni

La vita dei tre pastorelli in schede da colorare per i bambini. … Molto bello…oggi 13 MAGGIO MADONNA …

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IL SERVIZIO ODIERNO
UNABUONA DOMENICA E UNA BUONA LETTURA !
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Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut

[ anteprima di web –  tra breve in rete ]
 
NON ABBIATE PAURA LO SCONTRO FINALE VOLGE AL TERMINE E LE FORZE DEL BENE VINCERANNO COME DA FATIMA ANNUNCIATO 
[ “AZ.” – 10/06/2017 ]

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La profezia di Suor Lucia: «Lo scontro finale tra Dio e Satana è su …

16 giu 2015 – La profezia è di suor Lucia dos Santos, la veggente di Fatima di cui il … lo scontro finale tra il Signore e il regno di Satana sarà sulla famiglia e …

Mancanti: terzo
 

La profezia di Suor Lucia: «Lo scontro finale tra Dio e Satana è su famiglia e vita»

© Public Domain/Wikipedia

La veggente di Fatima lo ha scritto al cardinale Carlo Caffarra. «La Madonna gli ha già schiacciato la testa»

Dio contro Satana: l’ultima battaglia, «lo scontro finale», sarà sulla famiglia e sulla vita. La profezia è di suor Lucia dos Santos, la veggente di Fatima di cui il 13 febbraio scorso è cominciato il processo di beatificazione. 

LA LETTERA A LUCIA
A raccontarla è il cardinale Carlo Caffarra in un’intervista concessa a La Voce di Padre Pio (marzo 2008). Il porporato ebbe da Giovanni Paolo II l’incarico di ideare e fondare il Pontificio Istituto per Studi su Matrimonio e Famiglia, di cui oggi è professore emerito. «All’inizio di questo lavoro – spiega Caffarra – ho scritto a suor Lucia di Fatima, attraverso il vescovo perché direttamente non si poteva fare. Inspiegabilmente, benché non mi attendessi una risposta, perché chiedevo solo preghiere, mi arrivò dopo pochi giorni una lunghissima lettera autografa – ora negli archivi dell’Istituto». 
LA RISPOSTA DELLA SUORA
In quella lettera di Suor Lucia è scritto che lo scontro finale tra il Signore e il regno di Satana sarà sulla famiglia e sul matrimonio. «Non abbia paura, aggiungeva, perché chiunque lavora per la santità del matrimonio e della famiglia sarà sempre combattuto e avversato in tutti modi, perché questo è il punto decisivo».
LA COLONNA PORTANTE DELLA CREAZIONE
La suora di Fatima sosteneva che la Madonna ha già «schiacciato» la testa a Satana. «Si avvertiva – prosegue il porporato – anche parlando con Giovanni Paolo II, che questo era il nodo, perché si toccava la colonna portante della creazione, la verità del rapporto fra l’uomo e la donna e fra le generazioni. Se si tocca la colonna portante crolla tutto l’edificio, e questo adesso noi lo vediamo, perché siamo a questo punto, e sappiamo». 
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“AZIMUT” – UN NOSTRO LINK
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“omofobia” ( ! ? ) vi diciamo quello che nessuno ha il coraggio di dirvi

17 mag 2017 – VI DICIAMO QUELLO CHE NESSUNO HA IL CORAGGIO DI DIRVI Associazione … Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut.

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VIDEO – SENZA PAROLE
————————————————————————————————————————————————ADESSO BASTA! VI DICIAMO LA VERITÀ | Matt & Bise – YouTube
31 gen 2017 – Caricato da Matt & Bise

VI DICIAMO LA VERITÀ | Matt & Bise …. bel successo su youtube e ora ve la meritate quella casa …

Mancanti: omofobia ‎azimut
 
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“GENDER” CONE ARMA DELLA NUOVA OPPRESSIONE LIBERTARIA
MAURIZIO BLONDET 9 GIUGNO 2017

“Nessuno ci obbligherà a tornare  indietro al concetto di “la biologia è destino”, che cerca di confinare e ridurre le donne alle loro caratteristiche fisiche.  La definizione di genere è già entrata nell’attuale discorso pubblico”, come “differenziata dalla parola sesso”, […] ”l’inclusione della prospettiva di genere in tutti gli aspetti delle attività dell’Onu è un impegno fondamentale approvato già nelle precedenti conferenze e pertanto deve essere rafforzato nella quarta conferenza internazionale  sulle  donne”. Così gli organizzatori della Conferenza di Pechino sulla donna  del 1995: un momento cruciale  dell’imposizione del “gender” in Occidente,  ma, come si vede, lungamente preparato da “precedenti conferenze” tutte sotto l’egida dell’Onu.

Il rifiuto del “sesso come destino”  nasce come una istanza di certo femminismo estremo statunitense,  come programma “di liberazione” della donna.  Uno dei meriti del saggio di Elisabetta Frezza Malascuola, è mostrare come il programma “libertario”  venga fin dall’inizio concepito come coercitivo.  A cominciare da Simone De Beauvoir,la compagna di Sartre, capostipite dell’ideologia femminista:

“A  nessuna donna dovrebbe essere consentito di stare a casa a  badare ai figli […] per il semplice fatto che se esistesse una tale opzione sarebbero in  troppe a sceglierlo”.

Così cominciamo a capire come mai  nella Italia povera dei nostri nonni,  le madri avevano il lusso di stare a casa, mentre oggi  nel ricco  Occidente  devono lavorare fuori: non è stata la crisi economica, ma un programma  attuato deliberatamente. Perché, come scrive l’esponente femminista Nanchy Chadorow, “in una famiglia in cui il padre lavora e  la donna sta a casa, il bambino viene condizionato a credere  che i due sessi siano diversi”.

Liberticide festeggianoMa già nel 1969 Frederick Jaffe, vicepresidente della International Planned Parenthood Federation(la grande entità promotrice dell’aborto legale, oggi diventata in Usa l’abortoio di massa che rivende le  parti corporee di feti) redige un memorandum – attenzione,  richiestogli dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità  dell’Onu – indica i fini: “Ristrutturare la famiglia, posticipando o evitando il matrimonio; alterare l’immagine della famiglia ideale; educareobbligatoriamente i bambini alla sessualità; incrementare percentualmente l’omosessualità”

Avrete notatola parola “obbligatoriamente”.   Di fatto, è impressionante  con quanta frequenza   tali termini  che invocano  coazione, ricorrano nei testi dell’ideologia del “gender” e delle loro promotrici. Bisogna  fare violenza alle donne e alle famiglie, per liberarle.

Propaganda del regime.

Judith Butler, alta esponente della filosofia lesbica,  sostiene che è necessario “il controllo assoluto sulle famiglie, sulla educazione, sui media e sulle conversazioni private”.   Capito? “Controllo assoluto”. Persino sulle “conversazioni private”: bel programma libertario. Stalin non avrebbe  potuto dir meglio.  Quanto ai media,  le dichiarazioni di intenti dei gruppi femministi avviati a Pechino  intimano agli autori televisivi, di cartoni animati e di testi scolastici  quanto segue: “Non bisogna  mai mostrare le donne come madri a tempo pieno o casalinghe, a meno che non si  raffigurino come vittime di violenze, sociopatiche, o nelle vesti di fanatici religiosi”.

Notate  il tono imperativo: “Non bisogna”. “Mai”. Per contro, secondo Shulamit  Firestone (notissima esponente femminista, fino al giorno in cui si suicidò nel 2012) bisogna promuovere il “pansessualismo senza ostacoli. In cui la perversità polimorfa sostituirà l’etero, l’omo,  la bi-sessualità”:  da cui si vede con quanta naturalezza  il programma  totalitario femminista si colleghi  alle”battaglie omosessuali”,  alle “lotte di liberazione” sodomitiche, LGBT, che stanno chiudendoci nella loro gabbia totalitaria.  Ciò serve, per la Firestone, a annullare “il tabù dell’incesto”.

“Il tabù dell’incesto serve solo  a preservare la famiglia. […]  Una volta eliminato il tabù dell’incesto, non ci sarebbe  niente di male se un bambino avesse rapporti sessuali con la madre”:    naturalmente, bisognerà forzare i bambini, condizionarli ad accettare questa liberazione dal tabù. A  ciò mirano tutti i testi ONU, i programmi UE, le “riforme educative” mondialiste,  e i progetti sovrannazionali che passano sotto la dizione (in neo-lingua orwelliana) di “diritti del bambino” . I “diritti del bambino alla sessualità” erano già invocati fra i  “diritti umani” in una conferenza ONU del Cairo, nel 1994, sulla popolazione.

Abbiamo già visto la direttiva del Planned Parenthood, l’abortoio: “educareobbligatoriamente i bambini alla sessualità”, per convincerli che “gli esseri umani  alla nascita sono psicosessualmente plastici”; così sono escogitate le nuove pedagogie che insegnano ai  maschietti all’asilo a comportarsi da bambine, a  recitare di  “sposare” altri maschietti, gli Standards per l’Educazione Sessuale in Europa, emanati  nel 2010 dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità)  raccomandano d’ insegnare ai bambini di 4 anni “il piacere di toccare il proprio corpo”.  Si punta al condizionamento dei bambini come cani di Pavlov. E’ violenza,come dimostrano le innumerevoli  reazioni di bambini di questo tipo: “Mio figlio è tornato  a casa e mi ha detto: il sesso fa schifo; parlandoci ho capito che era rimasto disgustato dalla spiegazione data in aula  del sesso orale”.

Ma è ovvio che un regime totalitario così inaudito da  imporre ogni perversione, patologia e vizio sessuale  come “valore  pubblico”, debba trattare l’innocenza infantile come uno spregevole residuo del passato, da stroncare  corrompendo le piccole anime: nel che mostra la sua natura   metafisicamente satanica .  Il governo quindi  insiste  nel compito educativo di far superare il disgusto ai giovani:  “Per le scuole superiori il MIUR e l’UNAR promuovono la visione di film di amore omosessuale  guidati da  kit didattici”.   Tra i film  ce n’è uno che insegna questo: “nel mondo gay funziona così, cioè prima si scopa e poi ci si conosce”.

Notate l’uso orwelliano delle sigle: MIUR sta  per Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, UNAR è il noto istituto della presidenza del Consiglio il cui compito   è segnalare e denunciare alla nuova psico- polizia, all’OSCAD (Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori) , il corpo di polizia Ps e CC,  i “reati” di omofobia o discriminazione.

Ricordiamo che quando lo Stato si mette ad applicare misure “contro la discriminazione”,   si deve intendere “misure contro la libertà”, di  opinione, di critica, di espressione: scopo repressivo pure e semplice.  Ora,  già il ministro berlusconiano Frattini ratificò nel  2010 la direttiva di repressione  dei Ministri degli Esteri Europei “misure volte a combattere la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale e  sull’identità di genere”  che contiene già un invito a legalizzare la pedofilia (finalmente abbiamo capito a cosa serviva  il “ministro”  Frattini). La Fornero, del governo golpista-tecnocratico Monti, in qualità di Ministra delle Pari Opportunità, a  Monti dimissionario, varò la “Strategia nazionale per  la prevenzione e ilcontrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere” [così avete capito a cosa serve il ministero  Pari Opportunità] . Un progetto POLITE (Pari Opportunità  nei Libri di Testo, sic) della Presidenza del Consiglio esige dalla Associazione Italiana Editori “la garanzia che nella realizzazione dei libri di testo e materiali didattici destinati alla scuola vi sia attenzione allo sviluppo dell’identità di genere , come fattoredecisivo dell’educazione dei soggetti in via di formazione”

Esperta in totalitarismo...Una successione di normative e decreti, spesso atti amministrativi (sottratti dunque alle “garanzie  previste dal sistema giuridico per le fonti di diritto” ) che  dobbiamo per forza accorciare. Arriviamo al ddl Fedeli, 2014,   quando la allora vicepresidente del senato Valeria Fedeli  dà  le istruzioni per la “lotta ai pregiudizi”; il “disegno di legge Fedeli è assorbito in toto dalla legge di riforma della legge chiamata La Buona Scuola”,  scrive la Frezza; e la Fedeli, fanatica  ideologica del “gender”,  è la ministra della Istruzione, senza titolo di studio, ma assolutamente titolata per attuare il programma totalitario di sovversione dei giovani nella scuola. Cosa si propone il ddl Fedeli? Lo dice la relazione preliminare:

“Eliminare stereotipi, pregiudizi, costumi, tradizioni ed altre pratiche socio-culturali fondati sulla differenziazione delle persone in base al sesso di appartenenza”.

Ancora il tono imperativo: “Eliminare”. E non solo “stereotipi e pregiudizi”, ma soprattutto “costumi e tradizioni”:  la volontà totalitaria  di sradicare la struttura storica e culturale, i fondamenti della stessa identità  di un popolo. Allo stesso modo, i bolscevichi hanno provato per 70 anni di sradicare la cultura  e le tradizioni russe  a forza di pistolettate alla nuca e di GuLag.  Decisamente i comunisti restano affezionati ai loro sistemi e  progetti di creazione coattiva dell’Uomo Nuovo; pur essendosi messi al servizio del capitale internazionale, restano, si può dire, Fedeli ai vecchi metodi.

Non a caso in alcuni libretti destinati alle scuole, e commissionati dall’UNAR (di Spano, il cappottino arancio) il fatto di professare la religione cattolica “è enunciato in sé come grave sintomo di omofobia, da cui diffidare e a cui porre rimedio”.  Prodromi di una stretta persecutoria che ha già la benedizione di El Papa “Francesco”: il quale nel documento Amoris Laetitia ha inserito un  disprezzo della famiglia (definita “tradizionale” e spesso teatro di  autoritarismo, in piena sintonia con la dittatura sodomita) e un elogio  alle nuove “famiglie”   nate “dall’amore”:  chiarendo che la neo-Chiesa “non  rimane” attaccata “a  uno stereotipo della famiglia ideale bensì”, bensì si rallegra di “ un interpellante mosaico di realtà diverse” (AL, n.57).  Lo sdoganamento clericale della  perversione totalitaria.

Ma non  cominci il lettore a dire che qui siamo mossi da moralismo e bigottismo cattolico.   La  nostra opposizione  è  morale e  metastorica, ma anzitutto civile e politica; una lotta per la libertà contro l’oppressione. Perché sappiamo, con la Frezza, che il nuovo totalitarismo, con la  “Buona Scuola”  mira a  formare, “ad uso e  consumo dei padroni del vapore, torme di individui incolti e svirilizzati, privi del senso del sacrificio e dell’attitudine al combattimento, disabituati al dissenso e incapaci di affrontare il conflitto, esenti per mandato da ogni velleità speculativa e  identitaria, concentrati sulla soddisfazione delle proprie pulsioni, […]  senza finestre su quel patrimonio di esperienza e di pensiero che  ha sempre legato le generazioni lasciando uno spiraglio aperto sull’uomo e la sua natura spirituale”:

 
VERSO LO STATO TOTALITARIO OMOSESSISTA
MAURIZIO BLONDET – 8 GIUGNO 2017

Nella riforma che il governo ha  chiamato “La Buona Scuola” per autocertificazione, l’”alternanza scuola-lavoro” è certo un punto dei più “qualificanti”, come dicono loro. Tanto che essa è”prescritta obbligatoriamente in tutte le scuole superiori senza eccezioni”,  in quanto “modalità educativa permanente”.  Sponsorizzata da Confindustria, sindacati, cooperative sociali, offre agli  studenti entusiasmanti “possibilità di crescita personale presso aziende, associazioni e cooperative”,  in stages dove finalmente imparare qualcosa di pratico, che serva per la vita.

Vi sono ONG (Organizzazioni Non Governative) che si son subito fatte avanti ad offrire ai giovani  servizi di “volontariato”:  per esempio l’Arcigay. “Agli stagisti, sempre affiancati da un tutor  cultore della materia  che si prende cura  di loro, viene affidata  la gestione dei Pride Village oppure, a scelta,  la promozione di gruppi studenteschi LGBT all’interno delle loro scuole di appartenenza”.

Voi vorreste sottrarre il vostro figlioletto a questo genere di corsi?  Vi opponete a che la vostra bambina venga addestrata in stages del genere? Chiedete a gran voce che se mai facciano il loro stage di Alternanza Scuola-Lavoro presso un meccanico, un calzolaio, una ditta di trafilati? Attenzione, perché potreste essere denunciati per “discriminazione su base sessuale”, reato previsto dal ddl Scalfarotto, Norme contro l’Omofobia e la Transfobia.IL ddl Scalfarotto non è ancora legge; lo sarà di sicuro. Perché frattanto, è già stato approntato l’apparato giudiziario repressivo del delitto in fieri, l’omofobia.

Forse  infatti non sapete – io lo ignoravo –  che in Italia  è stato creato l’OSCAD (Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori)  che è “un organismo interforze, Polizia di Stato ed Arma dei Carabinieri” per la repressione delle “discriminazioni”:  è dunque una vera “polizia dei costumi”  come esiste in Arabia Saudita, ma allo scopo contrario: proteggere i malcostumi LGBT da ogni critica.  Questo nuovo corpo poliziesco  agisce sulla base di “segnalazioni” – ossia denunce- di “istituzioni impegnate nella lotta alle discriminazioni”: in primo luogo dall’UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali presso la Presidenza  del Consiglio di  cui è ministra  Etruria Boschi.

Ex direttore dell’UNAR.Vi dice niente il nome UNAR? Eh sì, è proprio quell’ente  governativo cui presiedeva  – con stipendio di 200 mila annui –  l’omino dal cappotto arancione, Francesco Spano.  Quello che, come rivelò la trasmissione Le Jene 20 febbraio scorso,finanziava con soldi pubblici “centri  culturali” come l’ANDOS (Associazione Nazionale contro la Discriminazione da Orientamento Sessuale), di cui era socio,   che erano in realtà luoghi di prostituzione sodomitica  dove avvengono pratiche violente come glory hole,  fisting, e  bareback, spaccio di coca  e crack, nonché “sesso praticato alla cieca con soggetti sieropositivi” .

Se Spano è scappato e si è dimesso, l’UNAR continua ad esistere   sotto la Boschi, sottosegretaria della presidenza del Consiglio: la Boschi che “nell’estate del 2016 , snobbando ogni altro impegno istituzionale”, fece da madrina a Padova al Pride Village.

Ho trovato queste informazioni in “Malascuola – Gender, affettività, emozioni, il sistema “educativo” per abolire la ragione e manipolare i nostri figli”,  di Elisabetta Frezza (Casa Editrice Leonardo da Vinci). La Frezza è una delle menti più limpide e potenti  della resistenza intellettuale all’andazzo. Oltre che madre di cinque figli,  ha un dottorato di ricerca in diritto: è dunque con piena cognizione di causa che essa ci dimostra in questo saggio come la pretesa “difesa degli LGBT dalle discriminazioni” si configuri come un sistema totalitario, chiuso e ferreo nei suoi divieti, già compiuto; con la sua psicopolizia, la sua centrale di denuncia,  la sua ideologia  innaturale, la sua coercizione  – tipica di ogni Stato  totalitario – della coscienza intima dei suoi sudditi, per costringerli a pensare ciò  che non vogliono, “espropriarne la libertà”.

Elisabetta Frezza.Da giurista,  la Frezza  ci fa riflettere che ogni nostro atto libero è “naturaliterdiscriminatorio”.   Quando scegliamo se ordinare vino o birra in pizzeria, o se andare in vacanza a Rimini oppure  alle Canarie, esercitiamo una discriminazione, rigettiamo una possibilità per privilegiarne un’altra.  Ovviamente  ciò è cruciale  in politica: quando uno decide, che so, di votare Salvini, scarta il PD,  giudicandolo un’accolta di farabutti al soldo del capitale transazionale; scarta il 5 Stelle perché continua a ritenerlo (fra l’altro) ambiguo e fanatico e  che vota sempre col PD sulle scelte morali fondamentali; scarta Berlusconi deridendolo nella sua ultima versione animalista e idiota. Insomma uno esprime giudizi molto duri. Se  gli fosse vietato, spero si sia d’accordo  a concludere che sarebbe sparita la libertà politica.

Cirinnà e Scalfarotto, liberticidi

Ora, questa discriminazione  ci è vietata appunto  su tutto ciò che riguarda gli omosessuali, i LGBT e la “cultura” omosessista. Non possiamo più  esprimere  un  libero giudizio negativo  su questo “mondo”.  Per esempio, esemplifica la Frezza, potrai licenziare la baby sitter perché è manesca col tuo bambino; ma non se la baby sitter è un transessuale che si veste da donna, perché allora lui (lei?) si avvarrà della legge  -e della legge penale – contro di te che lo discrimini, di te “omofobo” .  Le leggi Cirinnà e il ddl Scalfarotto, nonché organi di Stato come l’UNAR,  mirano a fare della  perversione sessuale  “un valore pubblico meritevole di tutela privilegiata” da parte dello Stato, superiore alla “libertà di pensiero”. Una legge penale incriminatrice “che introduce una protezione speciale per una categoria di persone che vanta come titolo di merito esclusivamente le proprie tendenze sessuali è, questa sì, gravemente discriminatoria”; la norma “che  fa generico riferimento al concetto di discriminazione senza ulteriore specificazione del contenuto … spalanca ad ogni possibile arbitrio interpretativo da parte del giudice (p.39)

Il sottosegretario Scalfarotto col moglio.Non consolatevi, infatti, pensando che dopotutto  la nuova dittatura si limita a vietarvi di dire quel che pensate nel solo ambito dei comportamenti sessuali, lasciandovi il resto delle libertà personali e politiche, per esempio la scelta del partito da votare. No, nient’affatto; essa  sta  già cominciando a debordare per sopprimere  nelle altre libertà. Come?

Si introduca qui  l’ECRI,   sigla che sta per “Commissione Europea contro Razzismo e Intolleranza”: fondata dal Consiglio di Europa,   vien definito un “organo indipendente di monitoraggio”  nella lotta contro il “razzismo e l’intolleranza”. Di fatto è un UNAR  di livello europeo, composta di osservatori selezionati non si sa come  – o si sa troppo bene: militanti LGBT – i quali stilano un rapporto quinquennale sui “progressi” dei paesi nella lotta all’omofobia.

Ebbene, questo ECRI  ha emanato nel giugno 2016, un rapporto sui progressi del sodomismo  in Italia.  Riguardo allo OSCAD, ossia alla psico-polizia  di  repressione,  “la rimprovera di scarsa efficienza” perché lamenta “il numero troppo esiguo  di denunce e segnalazioni  dei crimini d’odio ed episodi di intolleranza”; si raccomanda alle “autorità” la più incisiva applicazione della legge sulla Buona Scuola nella parte che “fornisce a  tutti gli studenti le informazioni, la protezione e il supporto necessari per vivere in armonia il loro orientamento sessuale e identità di genere”. Si sollecita “l’estensione dei poteri dell’UNAR”: forza Spano! Si rimprovera aspramente il fatto che “parte dell’opinione pubblica sia ancora ostile alle persone LGBT, e male informata dei loro diritti”.

Ma questo non basta ancora, c’è di peggio. Lo ECRI denuncia con forza che “la questione dell’educazione sessuale e dell’identità di genere nelle scuole […] incontra forti opposizioni da parte di certe autorità regionali”, in Veneto, Lombardia e Liguria, dove “i consigli regionali hanno approvato mozioni contro il gender”.

Capito? Ci sono  partiti politici che l’ECRI  non approva,  e che invita a non votare, perché “omofobi”.  Come nei vecchi stati totalitari il “nemico oggettivo” era  l’avversario di classe, il borghese, il proprietario privato, l’ebreo, oggi è “l’omofobo”.  “Il nuovo delinquente da perseguire … L’omofobia entra nell’immaginario collettivo  come disvalore etico e scorrettezza politica, pericolo sociale degno di somma e unanime riprovazione”, scrive la Frezza.   L’omofobo singolo andrà “rieducato”  grazie “al potente ricatto dell’amore ‘cristiano’”, opera a cui si propone volonterosa la neo-chiesa di “Francesco”;  ma come trattare partiti interi che si macchiano di “omofobia”  vietando l’insegnamento del “gender” nelle regioni dove hanno la maggioranza?

Basterà poco, un ulteriore giro di vite ai ceppi europei, e quei partiti  saranno esclusi dall’agone politico, in quanto “discriminatori e intolleranti”.  Magari non saranno messi fuorilegge, ma ci sono molti modo per colpirli:  basta ricordare “l’arco costituzionale”, ossia il patto  di DC e PCI e tutti gli altri , in nome dell’”antifascismo”, di negare legittimità al Movimento Sociale ed  escluderlo di fatto. Si potrà  mobilitare contro qui partiti l’opinione pubblica “progressista”, colpirli con l’indegnità morale  dello “ottuso e retrogrado oppositore del progresso civile”.  Guardate come siamo ridotti:  non ci assoggettiamo già oggi a questa  dittatura delle masse, quando,   dichiarandoci contrari all’insegnamento del gender nelle  scuole,  ci “proclamiamo non omofobi” con un tipico “automatismo difensivo”?  E’ il tipico automatismo difensivo con cui nell’URSS di Stalin ci si doveva comunque proclamare  previamente anti-capitalisti, anti-kulaki,  anti-Trotzky perché il vicino ti ascoltava e poteva denunciarti al NKVD…

Non Armata Rossa… 

 

 

 

..Ma l‘Armata Rosa porta la nuova dittatura. 

E pensare che noi europei, noi occidentali avanzati, eravamo prontissimi  e sveglissimi ad opporci al “ritorno del totalitarismo”. Vegliavamo insonni contro “Il fascismo”, se  tornava.  E certo l’avremmo riconosciuto e ci saremmo opposti, perché ce lo immaginavamo in divisa militare, coi baffetti o coi baffoni.  E’ arrivato mascherato da drag-queen o da tenero finocchietto, e ci ha di nuovo asservito.

(L’argomento è così grave che richiederà una seconda puntata. Alla prossima)

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NON ABBIATE PAURA LO SCONTRO FINALE VOLGE AL TERMINE E LE FORZE DEL BENE VINCERANNO COME DA FATIMA ANNUNCIATO 
[ “AZ.” – 10/06/2017 ]
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(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut”  Napoli)
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