ITALIA AL VOTO AMMINISTRATIVE ECCO I RISULTATI L’EDICOLA E ALTRE NEWS


ITALIA AL VOTO AMMINISTRATIVE ECCO I RISULTATI L’EDICOLA E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 12/06/2017 ]

 
ITALIA AL VOTO AMMINISTRATIVE ECCO I RISULTATI L’EDICOLA E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 12/06/2017 ]

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la tua immagine del profilo, L'immagine può contenere: 1 persona, vestito elegante e occhiali  [ Arturo Stenio Vuono –  “AZ.” – 12/06/2017 ]
URNE CHIUSE – RITORNO AL FUTURO ! 
IL NOSTRO PUNTO DI VISTA.
E A PRESTO !
[ per leggere tutto – vedi : oltre ]
Perché i parlamentari non vogliono la fine della legislatura. Ecco quanti soldi perderebbero LORO INVECE STANNO AL RIPARO E REMANO CONTRO LO SCIOGLIMENTO DELLE CAMERE PER DURARE ! ! !
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IN COPERTINA
[ DAL WEB ]
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Un uomo guarda le liste elettorali dei candidati sindaci e consiglieri comunali per Genova © ANSA DOMENICA 11 GIUGNO 2017 ITALIA AL VOTO – OLTRE NOVE MILIONI GLI ELETTORI INTERESSATI
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LE PRINCIPALI SFIDE 
[ DAL WEB ]
GENOVA
Gianni Crivello

Centrosinistra

Marco Bucci

Centrodestra

Luca Pirondini

M5S

Paolo Putti

Sinistra

PALERMO
Leoluca Orlando

Centrosinistra

Fabrizio Ferrandelli

Centrodestra

Ugo Forello

M5S

Nadia Spallitta

Sinistra

VERONA
Patrizia Bisinella

Centro

Federico Sboarina

Centrodestra

Orietta Salemi

Centrosinistra

Alessandro Gennari

M5S

PARMA
Federico Pizzarotti

Sinistra

Daniele Ghirarduzzi

M5S

Laura Cavandoli

Centrodestra

Paolo Scarpa

Centrosinistra

L’AQUILA
Americo Di Benedetto

Centrosinistra

Pierluigi Biondi

Centrodestra

Nicola Trifuoggi

Sinistra

Fabrizio Righetti

M5S

CATANZARO
Sergio Abramo

Centrodestra

Vincenzo Ciconte

Centrosinistra

Nicola Fiorita

Sinistra

Bianca Laura Granato
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 LUNEDI’ 12/06/2017
S’e’ chiusa ieri  la tornata elettorale per il rinnovo dei consigli comunali e l’elezione diretta dei sindaci per 1.004 municipi, che ha riguardato – tra regioni a statuto ordinario e speciale – 9 milioni 208.639 elettori (su una popolazione di 10 milioni e 616.621); ha interessato il voto in 25 comuni capoluogo di provincia, di cui 4 capoluoghi di Regione, e 161 con più di 15mila abitanti.

Ieri urne aperte dalle ore 7 alle 23: nelle regioni a statuto ordinario con turno di ballottaggio il 25 giugno; ugualmente in quelle ‘speciali’: Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna; in Valle d’Aosta ( in  3 comuni) e Trentino Alto Adige (2) si era andati al voto il 7 maggio scorso. Al  ballottaggio andranno i due candidati a sindaco più votati, riguarda i comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti, in cui nessuno ha raggiunto la maggioranza assoluta dei voti; oppure, ancora per i Comuni con più di 15mila abitanti, se i due candidati abbiano avuto un numero pari di voti.

Sono stati 21 i capoluoghi di Provincia interessati  al voto (Alessandria, Asti, Belluno, Como, Cuneo, Frosinone, Gorizia, La Spezia, Lecce, Lodi, Lucca, Monza, Oristano, Padova, Parma, Piacenza, Pistoia, Rieti, Verona, Taranto e Trapani) e 4 capoluoghi di regione (Palermo, Genova, Catanzaro e L’Aquila). Con piu’ dii 100mila abitanti: Genova, Monza, Padova, Palermo, Parma, Piacenza, Taranto e Verona.

Le elezioni si sono tenute in comuni di Lombardia, Sicilia, Campania, Piemonte, Veneto, Calabria e Sardegna. In termini assoluti, tra regioni a statuto ordinario e speciale, il numero più alto di elettori (almeno a stare alla rilevazione del 31 dicembre 2016) risulta essere in Sicilia, a quota 1.545.694, distribuiti in 129 comuni; al secondo posto la Lombardia, con 1.158.821 elettori e 139 città, seguita dal Veneto (997.642 e 87), dalla Puglia (885.113, 54), Campania (810.443, 88), Liguria (655.613, 19), Piemonte (532.324, 96) e Lazio (530.260, 55).

Sono stati 132 i comuni alle urne perché commissariati; e 11 i nuovi comuni nati a seguito di processi di fusione.

[ DAL WEB ]

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LA CRONACA – L’AFFLUENZA E I RISULTATI
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UNA SINTESI DEI RISULTATI – vedi : oltre

Comunali: seggi aperti, al voto a Verona © ANSA
[ TUTTO TRATTO DAL WEB ] – I PRIMI DATI SULL’AFFLUENZA ( ore 13:00 )  : dati relativi a oltre 300 comuni sugli 849,  dati  raccolti dal Viminale; l’affluenza alle urne,  alle ore 12 ,  sopra il 14,5%. Alle precedenti amministrative, la percentuale era stata del 13%, ma allora le elezioni si erano svolte in due giorni. Dato che non ha tenuto conto dei comuni del Friuli Venezia Giulia e della Sicilia, gestiti direttamente dalle due Region
Percentuale definitiva al 19,36% – sempre alle ore 12 – negli 849 comuni italiani gestiti dal sistema informatico elettorale del ministero dell’Interno; come comunicato dal Viminale ( esclusi quelli  in Friuli Venezia Giulia e Sicilia );nelle precedenti omologhe al 13%, alle europee del 2014 al 16,67%.; in particolare : a Catanzaro (22,13%), L’Aquila (19,35%), Palermo( 14,91 )  Genova (  7,43% ); e nei capoluoghi di provincia:  Lecce  al 27,38%; e percentuali sopra la media nazionale a Frosinone, Gorizia, Lodi, Oristano, Padova, Piacenza e Rieti; di poco al di sotto a Alessandria, Asti, Belluno, Como, La Spezia, Parma, Pistoia, Verona, Taranto e Trapani;Monza con il 17%, Cuneo con il 16%, Lucca con il 15,03.

Dati relativi a oltre 300 comuni sugli 849, raccolti dal Viminale,  alle ore 19,  al 43,6% circa. Alle precedenti omologhe, alle ore 19, la percentuale era stata del 37,7%; Il dato esclude i comuni del Friuli Venezia Giulia e della Sicilia, gestiti direttamente dalle due Regioni. 

Comunali: al seggio in abito bianco, neosposa non manca voto (ANSA) LA CURIOSITA’ – Al seggio in abito bianco, neo sposa non manca voto – Ha pronunciato il fatidico sì davanti all’altare e poi, in abito bianco e strascico, si è recata al seggio per esprimere il proprio voto nelle elezioni comunali. E’ successo a Catanzaro, dove si vota per l’elezione del sindaco e il rinnovo del Consiglio comunale. Sorpresi, ma fino ad un certo punto, presidente e componenti del seggio n. 22 ubicato nel quartiere Santo Janni, alla periferia della città, che, dopo le formalità di rito, hanno consegnato scheda e matita alla neo sposa. E lei, anche in un giorno così importante e ritagliando qualche minuto tra i mille impegni che la cerimonia nuziale impone, ha potuto così esprimere il proprio voto. [ tratto da Ansa

E’ stata del 42,35% l’affluenza alle urne rilevata alle 19 per le elezioni comunali in 849 centri chiamati al voto (il dato diffuso dal Viminale non tiene conto delle comunali in corso in Friuli Venezia Giulia e Sicilia). Nelle precedenti omologhe alle ore 19 la percentuale dei votanti si era attestata al 37,7%, ma si era votato in due giorni.

E’ stata del 47,10% l’affluenza alle urne rilevata alle 19 a L’Aquila, dove si vota per il sindaco e per il consiglio comunale.

E’ stata del 54,41% l’affluenza alle urne rilevata alle 19 a Catanzaro, dove si vota per il sindaco e per il consiglio comunale.

E’ stata del 35,00% l’affluenza alle urne rilevata alle 19 a Genova, dove si vota per il sindaco e per il consiglio comunale.

E’ stata del 37,55% l’affluenza alle urne rilevata alle 19 a Palermo, dove si vota per il sindaco e per il consiglio comunale

[ I RISULTATI ]

Comunali amare per M5S. Secondo exit poll e proiezioni, il Movimento Cinque Stelle sarebbe fuori dai ballottaggi in tutte le grandi città, a partire da Genova, patria di Beppe Grillo diventata terreno di una faida interna. Il voto in 1.004 Comuni, con oltre nove milioni di italiani, riconsegna un quadro politico soprattutto bipolare con i candidati di centrosinistra e quelli di centrodestra che si sfideranno ai ballottaggi tra due settimane. 

E’ stata del 60,07% l’affluenza alle urne rilevata alle 23: nelle precedenti omologhe la percentuale dei votanti si era attestata al 66,85%.

L’unico che ottiene un’immediata riconferma al primo turno è il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. M5S, dopo l’exploit lo scorso anno a Roma e a Torino, sarebbe fuori dai quattro capoluoghi di Regione: a Genova, dove al secondo turno vanno il candidato di centrosinistra Gianni Crivello, e del centrodestra, Marco Bucci. A L’Aquila, governata fino ad oggi dal dem Massimo Cialente, è in vantaggio il candidato sindaco Americo Di Benedetto (centrosinistra) mentre a Catanzaro Sergio Abramo (centrodestra) se la vedrà al ballottaggio con Nicola Fiorita (Civica).

Il Pd nel capoluogo calabrese sarebbe fuori dai ballottaggi segnalando, secondo Roberto Speranza di Mdp, un dato politico: “In tre su quattro capoluoghi di Regione, dove c’è un’alleanza classica di centrosinistra – sostiene l’ex esponente Pd – il candidato del centrosinistra va avanti. Nell’unico comune, Catanzaro, in cui si è fatta scelta diversa e noi sosteniamo un candidato civico diverso da quello del Pd, il Pd secondo gli exit poll sarebbe fuori dal ballottaggio”.

Il flop M5S è reso ancora più amaro dal risultato, abbastanza scontato, di Parma, dove il sindaco uscente Federico Pizzarotti, espulso dal Movimento di Grillo, è in vantaggio con il suo ‘Effetto Parma’ e se la vedrà al secondo turno con Paolo Scarpa del centrosinistra. A Verona l’eredita di Flavio Tosi non sembra avvantaggiare la sua compagna Patrizia Bisinella che sarebbe fuori dal secondo turno dove si sfideranno Orietta Salemi (centrosinistra) e Federico Sboarina (centrodestra).

Tutta da decidere anche l’affollatissima partita a Taranto dove sono in quattro in corsa per raggiungere il ballottaggio. Anche se big e partiti si sono tenuti fuori dalla campagna per le amministrative, evitando di dare un valore nazionale, un minuto dopo la chiusura delle urne è partita l’esultanza per il risultato M5S. Secondo Matteo Renzi, che segue i risultati dalla sede nazionale del Pd, la sconfitta grillina è un dato politico “perché vorrebbe dire – spiega il responsabile Enti Locali Matteo Ricci – che a un anno dalla vittoria di Roma e Torino, messi alla prova del governo locale, c’è un giudizio negativo”.

Chi tira il fiato è il centrodestra, che guardava alle comunali come un test per un’alleanza tra Fi e Lega. “Noi abbiamo fatto – sostiene Maurizio Gasparri – l’alleanza classica ed a Genova abbiamo una condizione buona dove il sindaco uscente di centrosinistra nemmeno si è ricandidato autocertificando un fallimento. Il centrodestra ci può essere, vedremo lo scenario nazionale”. Ma per fare un’analisi più approfondita sulle alleanza a livello nazionale bisognerà aspettare l’esito dei ballottaggi: il Pd dovrà contare in quante città resterà alla guida per verificare se ha ancora senso un’alleanza classica di centrosinistra. Ma contro l’autosufficienza del Pd fa sentire la sua voce l’area che va da Pisapia a Si: “Laddove la sinistra è dentro il centrosinistra va, dove il Pd sceglie l’autosufficienza esce fuori”, è la tesi.

Le amministrative, per i partiti test prima delle politiche

LO SPECIALE ELEZIONI

VAI ai risultati delle singole città:

-Genova

-Palermo

-L’Aquila

-Catanzaro

-Parma

Verona

Ballottaggio in molti dei 21 capoluoghi di provincia, dunque, e 4 capoluoghi di regione al voto: la gran parte dei sindaci delle grandi città saranno con ogni probabilità eletti il prossimo 25 giugno.  

A L’Aquila è in vantaggio il candidato del centrosinistra che tuttavia sarebbe costretto al ballottaggio.

Questo il dettaglio nelle grandi città:

GENOVA ballottaggio centrodestra-centrosinistra

PALERMO probabile riconferma Leoluca Orlando

VERONA situazione incerta: i candidati di centrosinistra, di centrodestra e Patrizia Bisinella, compagna del sindaco uscente Flavio Tosi, avrebbero percentuali di voto molto vicine.

PARMA ballottaggio sindaco uscente Pizzarotti-centrosinistra

L’AQUILA ballottaggio centrosinistra-centrodestra

CATANZARO ballottaggio centrosinistra-centrodestra

TARANTO la sfida è aperta, in quattro sono per ora in corsa per raggiungere il ballottaggio MONZA ballottaggio centrosinistra-centrodestra

PADOVA ballottaggio centrosinistra-centrodestra

LECCE ballottaggio centrosinistra-centrodestra

Complessivamente, su 25 capoluoghi al voto, 15 erano guidati da giunte di centrosinistra, 5 del centrodestra (Trapani, Frosinone, Catanzaro, Gorizia, Lecce) 2 erano in mano a commissari (Lodi e Padova), e poi ci sono le situazioni di Parma, con Federico Pizzarotti che ha rotto clamorosamente con i Cinque Stelle; di Verona, dove Flavio Tosi, grande ex del Carroccio, non si è potuto ricandidare perchè ha guidato da un decennio la città e di Leoluca Orlando, candidato di un cartello di centrosinistra che si è presentato senza simboli di partiti.

IL POST
 
 
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Della tornata elettorale, teste’ conclusa, a spoglio non completamente ultimato, abbiamo curato l’informazione ( la cronaca, l’affluenza, i dati, eccetera ) così come. in sintesi, tratto dai diversi canali mediatici e agenzie di stampa; le notizie, in particolare, hanno riguardato l’esito a Palermo, Genova, Catanzaro e L’Aquila; e Alessandria, Asti, Belluno, Como, Cuneo, Frosinone, Gorizia, La Spezia, Lecce, Lodi, Lucca, Monza, Oristano, Padova, Parma, Piacenza, Pistoia, Rieti, Verona, Taranto e Trapani; e il numero dei votanti ( sul 9.172.026 elettori iscritti, dei quali 4.428.389 di sesso maschile e 4.743.637 di sesso femminile, in 10.822 sezioni elettorali.). Le amministrative, nel dettaglio, ci forniscono il quadro delle diverse e differenti situazioni che e’ stato registrato in tutta la penisola; tuttavia, per l’assieme, salvo il dato dell’astensionismo, sara’ difficile leggere un riepilogo generale ovvero il totale – in tutta Italia – dei consensi, raccolti dai diversi schieramenti in campo: centrodestra unito, Pd e M5S; a parte quelli dei minori, cespugli e neo formazioni; non ultimo quello ottenuto dalle liste espressione del civismo e del localismo. Compito, questo, non tanto degli analisti ma che, a nostro avviso, non dovrebbe essere trascurato dal ministero degli Interni. Cari lettori, come al solito e come avviene da qualche tempo, sarà facile il “chi vince e chi perde” – per comode versioni d’uso – stralciando, allo scopo, dati utili dalla frammentazione dei risultati. Elezioni, di qualunque natura siano, crediamo debbano sempre rappresentare un test e, per l’occasione, fornire una chiara e precisa graduatoria dei contendenti. A riguardo tocca registrare che sara’ difficile disporre delle sommatorie dei voti, totale generale di tutta Italia, raccolti dalle liste in campo; e segnatamente dal centrodestra unito, Pd e alleati, da Grillo col M5S; consentirebbe, per simulazione  del prossimo test politico, concludere che  le coalizioni di centrodestra e centrosinistra  ritornano a competere e il cuneo dei grillini inizia a non funzionare – altro che “primo partito” ! – indebolendo le ragioni di scelta del proporzionalismo. Cari lettori, come si vede, quanto – da sempre – abbiamo sostenuto trova molte conferme. Un ritorno al futuro. A presto !
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