BALLOTTAGGI RISULTATI COMUNALI PREVALE CENTRODESTRA MA VINCE LO SCIOPERO CONTRO LA POLITICA L’EDICOLA E ALTRE NEWS


BALLOTTAGGI RISULTATI COMUNALI PREVALE CENTRODESTRA MA VINCE LO SCIOPERO CONTRO LA POLITICA L’EDICOLA E ALTRE NEWS

 
 
BALLOTTAGGI RISULTATI COMUNALI PREVALE CENTRODESTRA MA VINCE LO SCIOPERO CONTRO LA POLITICA L’EDICOLA E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 26/05/’17 ]
 
Risultati immagini per bucci salvini e toti Risultati immagini per astensionismo COMUNALI 2017
CENTRODESTRA VOLA….          ASTENSIONISTI A GONFIE VELE….
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Berlusconi è risorto e Renzi ha preso una bella botta. Il verdetto delle elezioni comunali
 
BALLOTTAGGI  RISULTATI COMUNALI PREVALE IL CENTRODESTRA MA VINCE LO SCIOPERO CONTRO LA POLITICA L’EDICOLA E ALTRE NEWS
26/06/’17
[ Dal Web ]   25 giugno 2017
BALLOTTAGGI  RISULTATI COMUNALI PREVALE IL CENTRODESTRA MA VINCE LO SCIOPERO CONTRO LA POLITICA L’EDICOLA E ALTRE NEWS
26/06/’17
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 SCIOPERO CONTRO LA POLITICA
[ “AZ.” – 26/06/2017 IL POST  ] – anteprima di web servizio tra breve in rete –
 
[ “Azimut” – il presidente : Arturo Stenio Vuono –  leggi ]
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AI LETTORI
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E così è finita, tanto che possiamo dire altro turno e altro giro.!  Per alcuni giorni ci allieterà “il chi vince e il chi perde” ma, a prescindere dall’esito dei ballottaggi, sta di fatto che l’area dei votanti gradatamente va calando e l’allineamento all’astensionismo, registrato in tutta Europa, è ormai un fatto acclarato; La sfida tra centrodestra e centrosinistra ha visto soccombere un Pd totalmente isolato, eccezion fatta Campania e Puglie, in forza di diverse alleanze ; ma il dato più importante, che ormai pare irreversibile, è la misura minima del consenso alla scheda – come decisionalita’ – tant’è che ci si avvia ad una sorta di zoccolo duro dei votanti che, per il futuro, prevedibilmente si consoliderà solo attorno ad un 40%; astensionisti, in uno con le bianche e nulle, sono in sostanza maggioranza, questa forma di democrazia bloccata e di minoranza sceglie sempre di più una sopravvivenza affidata, in gran parte, all’adesione di precettati e di truppe cammellate. La sinistra, in primis, ha da sempre contato su elezioni – scarsamente incentivate – da fare svolgere in un solo giorno e in date poco opportune.La democrazia rappresentativa non c’e’ piu’, è defunta. Di certo non c’è proprio da rallegrarsi. Se di tanto ci rammarichiamo, decisamente interventori – in sede elettorale –  per contribuire a svolte e cambiamenti, sic res stantibus, altri che vanno ad ingrossare le fila dei non votanti non li biasimiamo.
 
Le vittorie del centrodestra, con la formula larga e federata in liste di sostegno ai candidati – sindaco, sono state anche determinate da punte massime di astensionismo che, in questa tornata, hanno interessato pure parte dell’elettorato di sinistra e dei grillini; ha contato, rispettivamente, il tentativo di detronizzare Renzi – in specie alla sinistra della sinistra – e la formula abortita, per il diniego alla base, che, mancata la conquista di comuni, il M5S del Marchese del Grillo avrebbe potuto funzionare da “costola della sinistra”. Cosi’ e’ se vi pare !
 
Tutto cio’ detto, distinti e distanti da ogni fuorviante trionfalismo, per quanto ci riguarda ribadiamo che l’alternativa  – tutta da ricostruire –  deve seriamente preoccupare Berlusconi – Renzi – Meloni; in prospettiva che si possa fare a meno di aggregazioni da “due forni” che hanno visto – per fare un solo esempio –  i discepoli di “Angelino il Siculo” affiancarsi, a destra o a sinistra, a candidature per i municipi – possibilmente vincenti per sondaggio; in futuro conteranno alleanze  – per vaste coalizioni e la loro credibilità – che diano ragioni convincenti e concrete per uscire da quello che si puo’ definire come lo sciopero contro la politica. A presto!
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LA GIORNATA ELETTORALE E I RISULTATI [ TRATTO DAL WEB ]
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25 giugno 2017

L’affluenza alle urne alle ore 12 ali ballottaggi delle elezioni comunali va collocandosi intorno al 14,4% (18,7% al primo turno). I seggi si chiuderanno alle ore 23; subito dopo lo scrutinio.

Si vota in 101 comuni delle Regioni a statuto ordinario e in dieci delle Regioni a statuto speciale per il turno di ballottaggio per l’elezione dei sindaci. Sono in totale 4.304.739 gli elettori, di cui 2.054.516 maschi e 2.250.223 femmine, e 5.184 le sezioni elettorali. Ventidue i capoluoghi interessati in questa tornata: Genova, Catanzaro, L’Aquila, Alessandria, Asti, Belluno, Como, Gorizia, La Spezia, Lecce, Lodi, Lucca, Monza, Oristano, Padova, Parma, Piacenza, Pistoia, Rieti, Verona, Taranto e Trapani. 

Una sfida per lo più a due, con il centrodestra e il centrosinistra in lizza quasi ovunque nei grandi centri e con l’incognita dell’affluenza oltre che del comportamento nelle urne degli elettori Cinquestelle che – fuori dai giochi che contano – potrebbero diventare l’ago della bilancia sui risultati finali.

Per il turno di ballottaggio il centrodestra incrocia le dita e conta di potersi affermare in una decina di capoluoghi di provincia su 22 (più Carrara) partendo con un vantaggio di 13 rispetto al centrosinistra che parte in vantaggio in soli 6. E in cui a fronte dell’attivismo di Berlusconi e Salvini, Renzi è rimasto dietro le quinte.

Il ballottaggio interessa in tutto 111 comuni italiani, 19 capoluoghi di provincia e 3 di regione: Genova, Catanzaro, L’Aquila. Tra i grandi centri il M5s punta ad affermarsi negli unici due in cui è in gara: Asti e Carrara, ma punta molto anche ai comuni in cui corre nel Lazio, anche per testare l’influenza dell’amministrazione capitolina sul territorio circostante e soprattutto a Guidonia, centro con molti abitanti. Tra tutti la sfida clou sarà quella di Genova dove, fallito il blitz dei 5 Stelle, il centrodestra punta a sfondare nella roccaforte rossa. Occhi puntati anche su Parma, con la sfida tra Federico Pizzarotti e Paolo Scarpa (sostenuto da alcune liste civiche di centrosinistra) e a Verona Patrizia Bisinella, ‘lady Tosi’, se la vedrà con Federico Sboarina (del centrodestra).

AGGIORNAMENTI

E’ stata del 14,9% l’affluenza alle urne alle ore 12 per i ballottaggi che sono in corso in oltre cento comuni italiani dove dovranno essere eletti i sindaci e i consigli comunali. Il dato segna un calo di circa quattro punti rispetto al primo turno dell’11 giugno scorso, quando l’affluenza complessiva alle urne negli stessi comuni, sempre alle ore 12, era stata del 18,65%. Il calo ha coinvolto tutti i 22 capoluoghi chiamati alle urne, senza eccezioni. Nei tre capoluoghi di regione l’affluenza è stata quasi analoga: 14,93% (19,35 al primo turno) a L’Aquila; 14,22% (16,10) a Genova; 14,08% (22,13) a Catanzaro. Le città dove si è votato di più – ma con percentuali sempre inferiori al primo turno – sono state Lecce, Padova e Rieti; fanalini di coda Belluno, con quasi la metà degli elettori al voto rispetto al primo turno, e Trapani, dove ha votato solo il 7,72 per cento degli aventi diritto. Nella città siciliana è in corso un voto atipico perché corre un solo candidato dopo l’esclusione del secondo che aveva guadagnato il ballottaggio: perché le elezioni siano valide deve recarsi alle urne il 50 per cento degli elettori e il traguardo sembra lontano. La prossima rilevazione è prevista per le ore 19.00.

Ballottaggi: affluenza in calo. E’ stata del 31,40% quella rilevata alle 19 per i ballottaggi in 103 comuni chiamati al voto (il dato diffuso dal Viminale non tiene conto delle comunali in corso in Friuli Venezia Giulia e Sicilia). Al primo turno alle ore 19 la percentuale dei votanti era stata del 40,66%. – Si conferma così il dato delle 12 che aveva visto il calo coinvolgere tutti i 22 capoluoghi chiamati alle urne, senza eccezioni. ( . . . )

26/06/’17

Netto, clamoroso, in alcuni casi “storico”: il trionfo del centrodestra segna i ballottaggi delle amministrative 2017 che vedono la gran parte dei 22 capoluoghi di Provincia in gioco passare all’asse FI-Lega Nord-Fdi. E’ per il Pd e tutto il centrosinistra, lo schiaffo è sonorissimo: cadono roccaforti “rosse” come Genova e Pistoia, dove il centrodestra non aveva mai vinto e cadono sei Comuni su sei – Piacenza inclusa – in Emilia-Romagna. Da oggi a Matteo Renzi, toccherà riannodare i fili di una sconfitta che rischia di minare anche la sua leadership: “il Pd isolato politicamente perde. Cambiare linea e ricostruire il centrosinistra subito”, è il fendente lanciato dal leader della minoranza Andrea Orlando. E gli stessi Dem ammettono, per voce del capogruppo alla Camera Ettore Rosato: ‘Abbiamo perso, ha vinto la destra’

Mentre Renzi dà la sua lettura: “Sono risultati a macchia di leopardo”. “Non è un test politico

In una tornata elettorale che registra un’alta disaffezione dell’elettorato (affluenza al 46%, tredici punti in meno rispetto al primo turno) a fare rumore è, innanzitutto, è l’imporsi di quell’alleanza Fi-Lega-Fdi che, fino a qualche giorno fa, vedeva proprio in Matteo Salvini e Silvio Berlusconi tra i più scettici. 

Eppure, laddove si presenta unito, il centrodestra vince, espugnando Genova con Marco Bucci e conquistando roccaforti rosse come La Spezia – con Pierluigi Peracchini – e Pistoia, con Alessandro Tomasi. Ma lo schema unitario è vincente anche a Monza, Lodi, nell’ “ex Stalingrado” d’Itlia Sesto San Giovanni, ad Asti e a Verona, dove Federico Sboarina trionfa su Patrizia Bisinella, compagna dell’ex sindaco Flavio Tosi e sostenuta anche dal Pd. “Ora vado fino in fondo, a governare. I prossimi sono Renzi, Gentiloni e Boschi”, esulta Salvini “vedendo” la trazione leghista del trionfo di oggi. “E’ un risultato storico, il centrodestra ne faccia tesoro”, è il messaggio, chiaro, che Giovanni Toti, dopo il trionfo del “modello” che porta il suo nome in Liguria, manda ai leader di Fi, Lega e Fdi, a cominciare proprio da Berlusconi. “Uniti si vince, no perditempo”, incalza Giorgia Meloni anticipando un dibattito che, nei prossimi giorni, si farà infuocato.

Anche perché al Sud, dove è l’influenza di FI a prevalere in maniera netta su quella leghista, il centrodestra avanza ugualmente. Clamorosa è la vittoria a L’Aquila, dove Pierluigi Biondi ribalta il risultato del primo turno e ha la meglio su Americo Di Benedetto. Annunciato, il trionfo aCatanzaro di Sergio Abramo e al fotofinish quello a Rieti. In tutto, ai ballottaggi, il centrodestra prende 16 capoluoghi su 22 rivoluzionando, inoltre, il tradizionale trend negativo che aveva subito al secondo turno.
Oggi, a “piangere”, è invece il Pd. Il centrosinistra si consola vincendo a Lecce con Carlo Maria Salvemini, a Padova con Sergio Giordani, a Lucca con Alessandro Tambellini e a Taranto con Rinaldo Melucci. “Poteva andar meglio”, scrive in tarda notte Renzi su facebook confermando tuttavia come a suo parere le elezioni amministrative siano “un’altra cosa rispetto alle politiche”. Eppure, in chiave di leadership di coalizione, il voto rischia di indebolire il segretario Dem. E da Mdp arrivano, in vista della kermesse di Giuliano Pisapia, i primi attacchi: “la destra è forte, o si cambia o si muore”, sottolinea Arturo Scotto. 
E il M5S? Dopo il “disastro” del primo turno, si consola strappando Carrara al centrosinistra (con Francesco De Pasquale) dopo 70 anni di governo “rosso” e avanzando nel Lazio, dove vince a Ardea e Guidonia. “Siamo in crescita inesorabile”, sottolinea Luigi Di Maio. A Parma, però, a sorridere è il simbolo del dissenso interno al M5S, Federico Pizzarotti. “Ognuno nel Movimento si farà domande e si darà risposte”, sono le parole della rivincita del sindaco emiliano che, con il suo “effetto Parma”, potrebbe dare linfa ad una formazione ex M5S anche a livello nazionale.
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NOI IN RETE – ARTICOLI RECENTI [ LINK ]
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DALLA PAGINA FACEBOOK DI CARMINE IPPOLITO
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L’orgoglio più pazzo del mondo. Sono orgogliosi di essersi emancipati dalla natura che li ha semplicemente fatti uomini e donne. Adesso – è il caso di dire – ognuno fa come cazzo gli pare.
Nel frattempo la maggior parte di loro non ha un lavoro vero oppure, se ce l’ha, percepisce redditi da schiavo. Hanno conquistato il diritto “civile” a scegliersi l’identità sessuale incuranti del dato biologico. E dimenticano che stiamo perdendo tutti – grazie a queste fanfaluche –

 i diritti sociali. Le banche falliscono. E lo stato impone che debbano essere le tasche dei contribuenti a salvarle. E’ incomprensibile anche la ragione del salvataggio delle banche fallite: con la progressiva riduzione dei salari, i continui tagli ai servizi pubblici essenziali, il costante aumento della pressione fiscale e con la stagnazione del commercio, i soldi in banca non li deposita più nessuno. Se la gente a stento arriva a fine mese, quale risparmio deposita in banca? Gay, lesbiche e trans invece, raggianti, festeggiano e se la ridono! Adesso possono contrarre matrimonio, e sperano di poter mettere su famiglia. Di cosa vivranno, non è dato sapere. In fondo ci sono sempre le mense della caritas e i raduni dell’arcigay. Di fronte allo scorrere delle immagini al telegiornale si accentua la sensazione di vivere in un interminabile sequel demenziale.

Buona domenica.
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[ ACCADDE A NAPOLI –  “AZIMUT” ] – IL CARTELLO – MAGLIETTA VISTO, UNO TRA I TANTI. IL PIU’ GETTONATO : “MEGLIO FROCIO CHE FASCISTA”…..A PARTE IL CHIODO FISSO DEL COSIDDETTO ANTIFASCISMO – CHE NON FUNZIONA PIU’ E NON INTERESSA PIU’ NESSUNO ( ERA ORA ! VISTO I TEMPI DELL’ATTUALE  CATASTROFE ITALIANA  ! ) – IL LINGUAGGIO USATO LA DICE LUNGA SUL POCO RISPETTO CHE QUESTI INEFFABILI DIVERSI HANNO PURE PER LORO STESSI…
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ALTRE NEWS
DA ENZO RIVELLINI
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La politica fatta con il cuore!Oppositore quando non era di moda e grillino quando Grillo era solo un comico.Leggi il mio libro NON FACCIO NOMI…SOLO COGNOMI per conoscere la politica senza tabu’.Il libro si acquista,dal 29/6/2017, alle presentazioni,via facebook, anche solo un capitolo o intero,e nelle edicole specializzate.Il ricavato netto andrà in beneficenza.Ecco la premessa:
Questo diario politico arricchito di ricordi personali, è scritto con il cuore, senza ragionamenti di alcun tipo e descrive, scevro da timori, i miei anni in politica.
Ammetto sin dall’inizio che è di parte, poco obiettivo e senza interlocutori. Ripeto è scritto d’impeto e credo che proprio per questo sia più vivo e sincero. Aggiungo inoltre che non solo è onesto ma ha il pregio di essere circostanziato con nomi e fatti precisi e il suo successo, che certamente mi interessa, è secondario al piacere di raccontare la mia vita politica ricordando le mie gioie e le mie delusioni. Alla fine spero che si percepisca che la politica per me è stata ed è passione e desiderio di far trionfare il mio Weltanschuauung(visione del mondo) e i miei valori.
Ho ricevuto tanto in questi anni e ho ricoperto incarichi importanti (ho fatto il consigliere regionale, il capogruppo di AN, il parlamentare europeo, il presidente della delegazione Europa-Cina, il coordinatore regionale di Futuro e Libertà, il coordinatore regionale dei Popolari per l’Italia, il vice coordinatore provinciale di AN, il presidente di Sanasanita’, il presidente di Mezzogiorno di fuoco, l’amministratore della Recam, il membro del Consiglio d’Amministrazione dell’Autorità Portuale, il presidente di Imprenditalia, il presidente di Napoli Capitale e altro ancora), ma ho anche dato tanto. Credo che nessuno possa negare il mio impegno, la mia dedizione, la mia correttezza, la mia sincerità e il mio coraggio e chiedo ai miei amici e ai miei nemici che leggeranno questo diario, di sfogliarlo con animo e mente libera da ogni condizionamento, valutando con oggettività ciò che è scritto.
In parallelo al mio percorso racconto l’epopea di grandi leader e la loro repentina discesa, “l’inquinamento delle idee” tanto che ormai non esistono più “elettori di riferimento” ma solo il “mercato elettorale” (credo che in questo campo Renzi è l’esempio più calzante) e l’arrivo di nuovi fenomeni come Grillo e Salvini. E descrivo un periodo politico particolare, a cavallo tra la prima, le seconda (e forse) la terza Repubblica dove la società ha cambiato velocemente i suoi giudizi e i suoi parametri di riferimento. In pochi anni il politico che poteva tutto ed era un riferimento sociale è diventato il colpevole di tutti i mali e la cosiddetta “società civile” spesso ha governato sia l’Italia che le sue città.
Sono stato un fautore di questa novità tanto che Fini mi definiva il “Guazzaloca napoletano” dal nome del sindaco di Bologna che aveva sconfitto le sinistre e proveniva dalle categorie produttive, ma credo che la “società civile” in politica abbia prodotto più guai che benefici perché non basta che chi governi sia “nuovo” ma che sia, oltre che onesto, capace di proporre un “modello” politico alternativo.
Oggi sono ancora una volta “controcorrente” perché anche se è tanto “chic” fare il “picconatore” evito questo ruolo perché desidero solo ricostruire un sistema politico democratico, evitando eccessi di demagogia. Per questo critico, senza timidezza, i 5 Stelle che da “vecchi politici” continuano a “scassare” qualcosa che non esiste più dimostrandosi, quando governano, immaturi e incapaci.
Naturalmente il mio racconto analizza in particolare il mio mondo, la destra, che ha vissuto questo periodo “bruciando” il suo patrimonio, ideale e morale. La destra italiana sembrava inossidabile: l’arco costituzionale, le Brigate Rosse, le aggressioni e gli omicidi dei nostri giovani, l’opposizione “dura e pura” che mai ci aveva consentito un minimo di gestione…nulla aveva scalfito la fedeltà del 15% circa degli italiani (10/13 AN e il resto a formazioni minori) che ci votavano orgogliosamente. Poi, dopo più di sessanta anni di fedeltà, una sciagurata classe dirigente abbagliata dal governo e dalla gestione del potere ha bruciato tutto.
Ma che era successo? Era successo che dopo anni di opposizione e ghettizzazione, duri ma orgogliosamente dignitosi, grazie a Tangentopoli, la destra si è trovata al governo e pur di restarci ha accettato dei compromessi difficili da capire: mettere insieme separatisti e nazionalisti, atei e cattolici, conservatori e riformisti e accettare la “Milano da bere degli anni 80” come condotta di vita ha minato la nostra comunità che, divisa e confusa, come un popolo errante che ha perso il proprio “cuib” (nido), nel frattempo “trova riparo” nell’astensionismo o in Grillo.
Per me la destra non è un’opinione politica, non è l’appartenenza ad un partito o a un leader. La destra è: un modo di vivere, un insieme di valori, un radicamento morale e culturale, un modo d’essere; è l’espressione della forza dell’individuo, l’orgoglio della diversità come valore che combatte la mortificazione delle qualità dell’uomo; è la gerarchia che Madre Natura ha voluto per l’equilibrio dell’universo; è il bisogno di misurarsi sempre; è l’amore per il bello e per tutto quello che dà un sapore alla vita, l’amore per la Matria (la tua comunità) e per la Patria che non sono programmi elettorali e, prima o poi, torneranno di moda.
Probabilmente ci vorrà tempo ma sono sicuro che questi valori ritorneranno ad affascinare gli uomini. Ho partecipato a quest’epoca di cambiamento e desidero consegnare il testimone delle idee che ho ricevuto dai nostri padri in un’ipotetica staffetta, alle nuove generazioni.
Questa è stata e sarà la mia missione politica e spero che anche questo libro serva a ciò.

PRESENTAZIONE LIBRO “NON FACCIO NOMI… SOLO COGNOMI!”

DI ENZO RIVELLINI

CON CIRIACO DE MITA E STEFANO CALDORO

Mercoledì 28/6 alle ore 18 30 al Circolo Posillipo Na

Il resoconto della vita politica e sociale di Enzo Rivellini, presentato in questa occasione con Ciriaco De Mita e Stefano Caldoro che si “scontrano” dopo la loro “rottura” alle regionali 2015. 

Altro…

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L’EDICOLA
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Lunedi, 26 Giugno 2017
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I primi exit poll dei ballottaggi, in tutta Italia, dicono una cosa sola: il centrodestra va forte, ovunque, sbanca Genova, si prende Verona, forse Padova, ma anche a sud, come a Catanzaro, trionfa.

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI

L’EDIZIONE DEL GIORNO

Il “Secolo d’Italia” è il quotidiano on line della destra italiana: fondato a Roma nel 1952, nel 1963 divenne l’organo di partito del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale e nel 1995 di Alleanza Nazionale.

Nel 2009 è stato uno dei quotidiani del Popolo della Libertà. Attualmente è organo della Fondazione Alleanza Nazionale.

 

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Secolo d’Italia
Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
​Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186 Roma

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Domenica, 25 Giugno 2017
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Da una parte Massimo Giletti. Cancellato con un colpo di spugna. Dall’altra Fabio Fazio, proclamato “sovrano” della Rai. Si ribellano tutti, dal popolo del web al mondo della politica. «Sarà interessante discutere nelle prossime settimane dei palinsesti ipotizzati dalla Rai in commissione di Vigilanza, dove è necessario un immediato confronto.

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI

L’EDIZIONE DEL GIORNO

Il “Secolo d’Italia” è il quotidiano on line della destra italiana: fondato a Roma nel 1952, nel 1963 divenne l’organo di partito del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale e nel 1995 di Alleanza Nazionale.

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REPETITA IUVANT
“PROTETTORATO ITALIA” – << REPUBBLICA NAPOLITANA >> : VASSALLI VALVASSORI VALVASSINI E OPPOSITORI DI SUA MAESTA’ [ “AZ.” – 25/06/2017 ]
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Gentiloni e Padoan
TIFAVANO SINISTRA-COMUNISMO
L'immagine può contenere: una o più persone e spazio all'aperto CHI MEGLIO DI LORO PUO’ SERVIRE LA FINANZA?-24/06/’17
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Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimu
 
Il premier Gentiloni ed il ministro dell'Economia Padoan a Palazzo Chigi © ANSA
( nella foto : Gentiloni e Padoan )
 
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IN COPERTINA
I “BECCHINI” DEGNI EREDI DELL’ITALIA << LIBERATA >>…..

Le chiangimorti-prefiche…Peter Gabriel- Passion – YouTube

09 ott 2013 – Caricato da violadecriptata

Nel corteo funebre, precedevano il feretro stando dietro i portatori difiaccola: con i capelli sciolti in …

 
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E “OPPOSITORI” ( SI FA PER DIRE ) CHE AMBISCONO A SOSTITUIRLI.
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La sindaca di Roma Virginia Raggi (archivio) © ANSA 
BALLA VIRGINIA BALLA

‘A paranza r’o lion stornelli Preci 2011 – YouTube

02 giu 2012 – Caricato da Antonio Damiano

Stornelli a Preci luglio 2011. … ‘A paranza r’o lion stornelli Preci 2011. Antonio Damiano. Loading …

SEGUE A RUOTA ROBERTO FICO….
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“PROTETTORATO ITALIA” – << REPUBBLICA NAPOLITANA >> : VASSALLI VALVASSORI VALVASSINI E OPPOSITORI DI SUA MAESTA’ [ “AZ.” – 25/06/2017 
IL POST
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“BECCHINI” DEGNI EREDI DELL’ITALIA << LIBERATA >>…..E “OPPOSITORI” ( SI FA PER DIRE ) CHE AMBISCONO A SOSTITUIRLI….
Tammurriata Nera – Nuova Compagnia di Canto Popolare – YouTube
https://www.youtube.com/watch?v=ZXMPryOrMhs

TRA BREVE IN RETE : 1° Campo Hobbit 40 – In difesa di una identità [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : VENERDI’, 23/06/2017 ] – 2° IL RITORNO DI MICHELE SANTORO IN TV DEI DEMONI E DEGLI UNTORI [ “AZ.” – 23/06/2017 ] – 3° BECCHINI DEL BELPAESE E OPPOSITORI BLUFF DEGNI EREDI DELL’ITALIA << LIBERATA >> L’EDICOLA E ALTRO [ “AZ.” – 24/06/2017 ]

OGGI ( dal servizio ) : ASSOCIAZIONE “AZIMUT” – AL TEMPO DELLA CONTESTAZIONE GIOVANILE CHE, AUTENTICA, MUOVEVA DALLA DESTRA, I DUE ( GENTILONI E PADOAN ) TIFAVANO PER SINISTRA E COMUNISMO; E OGGI, COME DIRE, CHI MEGLIO DI LORO PUO’ SERVIRE FEDELMENTE LA FINANZA ? !

[ tratto dal web ] – ( . . . ) – Paolo Gentiloni Silveri nasce il 22 novembre del 1954 a Roma, discendente dalla famiglia dei conti Gentiloni Silveri, Nobili di Filottrano, di Cingoli e di Macerata. ( . . . ) – È il novembre del 1970: (… ) entra in contatto con Mario Capanna e con il suo Movimento Studentesco: quando questo confluisce all’interno di Democrazia Proletaria, il giovane Paolo Gentiloni decide di restare nel MLS, il Movimento Lavoratori per il Socialismo, che a sua volta si unirà con il Partito di Unità Proletaria per il Comunismo. Dopo essersi laureato in Scienze Politiche aderisce alla sinistra extraparlamentare, cominciando a scrivere sul settimanale Fronte Popolare e su Pace e Guerra, rivista di Michelangelo Notarianni e Luciana Castellina, (… ) – .[ tratto dal web ] – ( . . . ) –

[ tratto dal web ] – ( . . . ) – Da teorico del “superamento dell’ordinamento capitalistico” a ministro dell’Economia di un Paese a libera economia di mercato. È forse questa la più incredibile capriola di Pier Carlo Padoan, che è diventato titolare del Tesoro dopo aver ipotizzato in gioventù l’abbandono della “logica keynesiana ( cioè borghese )” sulla rivista Critica marxista. [ tratto dal web ] –

E “OPPOSITORI” ( SI FA PER DIRE ) CHE AMBISCONO A SOSTITUIRLI… LA RAGGI : BALLA VIRGINIA BALLA – SEGUE A RUOTA ROBERTO FICO..[ tratto dal web ] – ( . . . ) – “Uno scandalo, un comportamento vergognoso”. Roberto Fico, presidente della Commissione di Vigilanza Rai, risponde così in merito al compenso della Rai per Fabio Fazio. “Quando era stato preventivato di toccare lo stipendio a Fazio, classico comunista col cuore a sinistra e portafogli a destra – ha affermato – voleva scappare in un’altra tv”. “Ora che è arrivato il suo compare Orfeo e gli aumentano lo stipendio – ha concluso – non vuole più scappare dalla Rai”.

“AZIMUT” – NOSSIGNORI ! A BEN VEDERE LA COSE NON STANNO PROPRIO COSI’ E IL FICO, CON LA SOLITA DOPPIEZZA, BLUFFA ECCOME PER FAR CREDERE A UNA SINISTRA PULITA E SENZA PORTAFOGLIO. INSOMMA, TUTTO GIUSTO QUANTO DICE; SE NON FOSSE CHE PER IL PORTAFOGLIO PIENO, PREROGATIVA DEI MANTENUTI DI STATO, S’HA DA ESSERE “ROSSI” E BASTA !
COSA MAI C’ENTRA IL “PORTAFOGLI A DESTRA”-COSA C’ENTRA LA DESTRA?!

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 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut” :   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono :  presidente di “Azimut”  Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 –  80131 NAPOLI
[ ex : Prima Traversa Domenico Fontana )
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.770132
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