VASCO OK DIVERTIAMOCI MA SFASCISTI VETERO-REPUBBLIKANES CACCIAMOLI ! E ALTRO


VASCO OK DIVERTIAMOCI MA << SFASCISTI >> VETERO-REPUBBLIKANES CACCIAMOLI ! E ALTRO

VASCO OK DIVERTIAMOCI MA << SFASCISTI >> VETERO-REPUBBLIKANES CACCIAMOLI ! E ALTRO [ “AZ.” – 03/07/2017 ]
AI LETTORI – un video

L’ ALDILA’ Testimonianze INCREDIBILI Documentario – YouTube

01 gen 2017 – Caricato da Rick Niolas

Testimonianze pre-morte. Il Dr. Eben Alexander, neurochirurgo di fama mondiale , riporta la sua …

 
“AZ.” – 03/07/2017 ]
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Associazione Azimut | Raccolta di e-mail dell … – WordPress.com

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Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimu

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IN COPERTINA
VASCO:DISTRAZIONE DI MASSA E PER INTANTO RITORNO ALL’AMMUCCHIATA DEGLI << SFASCISTI >> VETERO-REPUBBLIKANES – CACCIAMOLI ! ! !
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Attento Renzi, il sorriso di Prodi è una tagliola e ti spiego perché Il centrosinistra non è saltato in aria. Esce dal weekend di paura diviso, ma non ancora distrutto
DIVERTIAMOCI 
MA QUESTI CACCIAMOLI ! ! !
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COMPLEANNI 2 E 3 DI LUGLIO
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322 amici hanno pubblicato qualcosa sul Diario di Benedetto per il suo compleanno.

 

02/07/2017
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ERANO 73 E ORA 74
03/07/2017  – DA “AZIMUT ARCHIVIO ONLINE” ( 2016 )
“Azimut” . il presidente
 QUEL PICCOLO MONDO ANTICO…..
IO E L’AUTARCHIA…..
( 3 Luglio 1943 – 3 Luglio 2016 )
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Non per autocelebrarmi, di me si potrebbe dire che venne alla luce il 3 di luglio del millenovecentoquarantatrè e oggi a quota primavere settantatrè; fa pure rima. La condizione di anziani, in verità, non dispiace e irrompono i “cattivi pensieri” secondo la vulgata sul passato. “Ragazzo del ’43”, e per soli ventidue giorni figlio della lupa, rivivo i tempi da bambino e adolescente, e della gioventù, che se indietro non si torna però è necessario che si tramandi e che la memoria non si interrompa. In specie, e soprattutto, per i calamitosi tempi che corrono.
 
Ho conosciuto, vissuto, l’autarchia – in pieno regime repubblicano – che mi fecero e mi fanno dire, seppure dominante ed egemone – poi – l’antifascismo, fu ed è una cosa buona e giusta. E ne spiego il perché, tanto restò radicato in tutte le famiglie il principio dell’autosufficienza. Se tutto ciò non vi fosse stato, prima e durante il cosiddetto << miracolo economico >> , e il dopo – purtroppo – della rinuncia e del consumismo, l’Italia non sarebbe sopravvissuta; l’attualità docet. 
 
Uno dei tanti lasciti del fascismo, per il popolo non di lacrime e sangue, dato e considerato che ritorna prepotente il richiamo del principio di salvezza per ogni paese  e che ogni nazione va rivalutando, si chiama autosufficienza giuridica e politica, ed economica, beninteso secondo i tempi e le circostanze che mutano. Quel piccolo mondo antico, in cui sono nato e cresciuto, non conobbe l’egemonia della grande distribuzione e l’arcinoto “usa e getta”; popolarissimo rione cittadino, prolifico e autarchico, nel prosieguo dal dopoguerra e almeno sino agli settanta, mi ritorna prepotentemente in mente. Poche file di case a due piani – a dimensione umana -, con gestione a “economia chiusa”  – bastevole a sufficienza proprio per tutti – , con in mezzo il forno per cuocervi – in quantità e qualità –  il pane speciale della festa e nelle più liete ricorrenze, focacce e pizze,  dolciumi  del natale e della pasqua e altre leccornie da ricette dell’antica tradizione; ai lati, per ogni famiglia, il piccolo orto da coltivarsi nel tempo libero e l’eccellente, genuina, produzione di ortaggi, etc., con spazi adatti per allevare conigli, polli e suini. Credetemi, non è una leggenda metropolitana. Fu realtà.
 
Si cucinava a  fuoco, alimentato da carbone e carbonella, e tanto sempre misurato con pochi avanzi che si destinavano agli allevamenti domestici di cortile; il focolare riscaldava, a cippi di legno, e non si mancava di farne uso per altre pietanze a sfizio. Al mattino, prima delle uscite per la scuola, arrivava il lattaio che ci mungeva il latte e il cesto con il pane di primo forno; da scolari, con la paghetta quotidiana delle dieci lire, era immancabile l’acquisto del panino di castagna e liquerizia.
 
Le nonne filavano e lavoravano la lana, fornita dalla tosatura delle pecore, per farne maglie e maglioni per l’inverno, etc.; i panni venivano lavati e lindi per immersione nella varechina e copertura di cenere; asciugavano per il calore dell’immancabile braciere, fornito della cupola di legno, che rendeva l’adeguata temperatura ambiente. Le madri erano esperte per sarciture e rammagliature, al rinnovo di ogni indumento con filo, ago, ditale e l’immancabile uovo di legno. Provetti sarti di famiglia recuperavano vestiti, e altro, con una esperta opera atti a rivoltarli e il ciabattino del rione, collocando sottosuola i puntelli di ferro, rendeva le calzature a lungo termine. 
 
La bottega di quartiere ci forniva quanto necessario all’ alimentazione dei preparati in casa e l’extra del casalingo, l’acquisto con credito allo scoperto che veniva saldato ogni fine mese. Da bambini ci univano i tanti giochi inventati, crescendo le frequentazioni con gli innamoramenti, le pellicole al cinema, nello sport, nelle residue colonie marine;e così avvenivano da giovani i matrimoni. Pomodori e frutta, etc.,  più che la carne, accompagnavano in abbondanza i pasti e i primi piatti di preparazione a mano; era in uso che ogni famiglia ne partecipasse ai più bisognosi e all’ora del desco di mezzogiorno si apparecchiava anche per uno di loro, con tavolinetto e sedia collocati alla porta.
 
Credo che, arrivati il frigorifero e la lavatrice, la lavastoviglie e il frullatore, etc., televisione e stereo,  tanto provvidenziali e necessari, la contestuale e totale cancellazione del fai da te e del caminetto – luogo di riunione, ci ha privato del passato contrappeso alla subentrata e generale dipendenza. Questo, senza che si ritorni al tutto del’antico, tuttavia resta il problema dei problemi; nel passaggio da un estremo all’altro, senza una via di mezzo, c’è la spiegazione della graduale schiavitù di approvvigionamento e il debordare dei rifiuti che conducono alla grande pattumiera. Il nostro piccolo mondo antico, moltiplicato per mille città e milioni di conterranei, segnò mirabilmente il tempo dell’autarchia e ne conservò, prima e per molto tempo dopo,  i benefici  ad una Italia  cui non mancò e non mancava il pane, la dignità e libera di prosperare. Io e l’autarchia.
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DA COSENZA :  terzo mottetto di Totonno Lombardì
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ricordo di antonio ( totonno ) lombardi l’eretico cosentino della sinistra …

15 apr 2017 – Associazione Azimut | Raccolta di e-mail dell … … Il Circolo fondato negli anni ‘ 60 operò nell’ambito della sinistra cittadina e non solo fino al …

COSENZA FEDE TRADIZIONE E GRAZIE STORICA PROCESSIONE …

04 mag 2017 – 3 MAGGIO DEI CAPPUCCINI [“AZIMUT-NEWSLETTER” : 4 MAGGIO 2017 ] … Crocifisso (detto della Riforma) dei Frati Minori Cappuccini di Cosenza. ….. LOMBARDI L’ERETICO COSENTINO DELLA SINISTRA IL TOTALE ..

—-Messaggio originale—-
Da: “Giancarlantonio olivieri” 
Data: 2-lug-2017 6.57
A: “azimutassociazione@liber.”<azimutassociazione@libero.it>
Ogg: terzo mottetto di totonno lombardì
Caro direttore ti invio un terzo mottetto di Antonio Lombardo, dal quale traspare che non condivideva con la sinistra ufficiale la propensione alla definiamola “identità di genere”specialmente del genere di mezzo.Ricordo quanto mi lesse il mottetto prima di darmi il foglio volante, cosa che faceva sempre e con tutti,come ribadì “simenti masculina avia chiantatu” sogno agognato di ogni maschio meridionale,almeno una volta.
Eccoti di seguito il mottetto con un caro saluto,egregio direttore.
Quannu l’unnici agustu sugnu nato
sangu napulitanu s’era mischatu
simenti masculina avia chiantatu
cumu mastru Tonnu m’avia chiamatu.
Quannu l’unnici d’agustu sugnu natu
quasi tutti avianu a manu azàta
radio alluttata ppe Guadalajara
lacrime all’uocchi di Santachiara.
Quannu l’unnici d’aguistu sugnu natu
cchi mala sorti ca m’é capitata!
                                           santachiara
 
foglio volante 1280   cosenza 10 maggio 1998
 
[ dal vernacolo calabrese in lingua italiana : “Quando l’undici di agosto sono nato / sangue napoletano s’era mischiato / seme di maschio aveva piantato / come maestro Antonio mi avevano chiamato / Quando l’undici di agosto sono nato / quasi tutti avevano la mano alzata / radio in lutto per Guadalajara / lacrime agli occhi di Santachiara / Quando l’undici agosto sono nato / che cattiva sorte mi è capitata ! ” ]
 
( ci scusiamo se, eventualmente, in difetto la traduzione )
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DALLA PAGINA FACEBOOK DI GUGLIELMO DONNINI
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Alessandro De Angelis = Huffington Post

“(…) In conclusione, ognuno per la sua strada (e per la sua piazza). Discorso chiuso, complice la legge elettorale proporzionale. Dice Massimo D’Alema: “Stiamo andando verso le elezioni, se questo nuovo soggetto che stiamo costruendo avrà forza, allora dopo il voto riapriremo il discorso”. Delle alleanze. Dopo, non prima.”.

LA MIA OPINIONE

PIAZZA SANTI APOSTOLI

È il proporzionale, baby… “Allora, dopo il voto, riapriremo il discorso”: D’Alema dixit. Chiaro, limpido: a sinistra come a destra. Tutto dopo il voto. Chi vuole illudersi è padrone di farlo. Poi non si lamenti, dopo…

Allacciamo le cinture!

guglielmo donnini

L'immagine può contenere: sMS
 
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INTERVENTI TRATTI DA “il GIORNALE” di MILANO
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Matteo Salvini piace sempre di più agli italiani perché propone quello che vorremmo sentirci dire

 
L’Italia s’è destra. Il nostro Paese, nella mattina di lunedì, si è svegliato avvolto da una certezza il tempo del renzismo e del grillismo è alle strette. Ancora presto per cantare vittoria, ma i presupposti ci sono tutti. “La macchina renziana si è inceppata perdendo nella gran parte dei 22 capoluoghi di provincia in gioco. Il centrodestra espugna Genova e L’Aquila, vince a Verona, Taranto, Monza, La Spezia, Piacenza, Alessandria, Trapani, Como, Asti, L’Aquila e si aggiudica pure Sesto San Giovanni, la cosiddetta Stalingrado d’Italia. Un tracollo netto quello di Renzi, che nella sua Toscana perde pure Pistoia, altra città storicamente amministrata dalla sinistra, che passa al centrodestra e Carrara, unico capoluogo che l’armata Brancaleone grillina riesce ad espugnare. Il centrosinistra si conferma soltanto a Lucca, si tiene Taranto e si prende Lecce e Padova. In Sicilia c’è poi il caso di Trapani, senza quorum verrà commissariata”. Questo riporta Il Primato Nazionale. Un crollo ai ballottaggi. Un crollo quando tutto diventa decisivo. Un crollo quando serve il voto di “militanza” e non il centrista imborghesito da ombrellone e mojito. La gauche con i lifting progressisti degli anni ’10 ha perso. “La sinistra hipster è il succedaneo, nell’ordine, della cosiddetta ‘sinistra dei club’ (la stessa che, nei primissimi anni Novanta, avrebbe dovuto fiancheggiare e nutrire in senso lib-lab la nascita del nuovo soggetto voluto da Occhetto, con un personale borghese laico) e ancora i ‘girotondi’, il cui scopo primario d’esistenza, in nome dello sdegno, era forse quello di liberare il paese da Berlusconi e le sue brame affaristiche e di ‘patonza’”. La sconfitta nelle parole di Fulvio Abbate, sul sito Linkiesta. Il volto peggiore dell’Italia, il volto subdolo e falso, il volto contratto in una smorfia mentre la democrazia compie il suo decorso e riscrive pagine nuove, a partite dalla Stalingrado tricolore tale Sesto San Giovanni.
“Nemmeno nei suoi sogni più voluttuosi la destra poteva augurarsi un tale rientro in partita. Silvio Berlusconi e Matteo Salvini avrebbero messo dieci anzi cento firme sotto la conquista di Genova la ‘rossa’. Figurarsi con quale soddisfazione sono stati accolti i primi exit-poll di stanotte, con la cattura di 15 città, da Catanzaro a Verona passando per L’Aquila e la sola debacle di Lecce. Gode il mondo berlusconiano, con il Cav che oggi canterà vittoria”, scrive La Stampa. Ma il vero trionfatore porta il fazzoletto verde al collo e risponde al nome di Matteo Salvini. Il leader leghista ammonisce il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni: “Non rappresenta più nessuno. Se dopo decenni ci chiedono di governare Genova, Pistoia o Sesto San Giovanni, vuol dire che possiamo governare anche il Paese”. Un uomo sicuro dei propri mezzi, capace di tornare a far volare la Lega Nord dopo l’oblio targato trota ed affini. Tra lauree comprate, diamanti venduti e l’organicità politica colpevolmente assente. Battagliero. “Invitiamo il Pd a portare la legge elettorale subito al Senato, con tre righe che premino le coalizioni, penso che si possa portare a casa in una settimana”. Spocchioso. “Con Berlusconi ci vedremo, ci sentiremo, ragioneremo, ma la leadership è l’ultima delle mie preoccupazioni”. Determinato. “Le primarie? Le ho proposte diciotto volte non solo sul leader ma anche sul programma”. Un rincorsa che ha portato il Nabucco ad essere il primo partito a Genova. 12,95% il risultato in termini di consensi, per l’esattezza 28.194 voti con 9 seggi da sfoggiare in consiglio comunale. E tutti gli altri a distanza.
Il nocciolo della questione la tocca Alessandro Catto direttamente dal suo blog qui su Il Giornale. La sconfitta è figlia dello Ius Soli: “In un momento storico nel quale l’immigrazione è spesso percepita come un pericolo e come una filiera di lucro e di interesse, proporre una discussione parlamentare sul tema, oltre che dare l’idea di una totale lontananza dalle esigenze dell’elettorato comune, costituisce un autogol pazzesco, conclamato dal voto anche in assenza di un centrodestra particolarmente in salute”. Ed è qui che la Lega tira la volata alla destra, ed è qui che la Lega viene premiata. L’assalto agli scranni dorati della politica italiana di Gian Marco Centinaio armato di foglio, bianco con scritta verde, che riportava la dicitura No Ius Soli ha pagato. E Salvini, che strizza l’occhio al premierato, passa ad incassare. Essere contro l’Europa delle banche, delle privazioni e delle vessazioni convince sempre più italiani. Populismo? Assurdo definire con un termine del genere la volontà di difendere la dignità del proprio popolo. Ed è qui che si combatte la battaglia decisiva. La volontà di non snaturarsi regala gioie in termini di percentuali. Accentarsi non è la soluzione, ma un’ulteriore perdita di tempo e di voti. L’immigrazione è il male per questo Paese, bisogna avere il coraggio di dirlo. Lo Ius Soli distruggerà la nostra identità, affogandoci nel nulla, bisogna avere il coraggio di dirlo. I soldi regalati agli istituti di credito, danaro sfilato di tasca ai contribuenti e devoluto agli amici degli amici, è una metastasi per questa nazione, bisogna avere il coraggio di dirlo. Tutto il resto è paraculismo, volta faccia e volta gabbana in attesa di una nuova poltrona dove contare i soldi derubati agli elettori.
Mantenersi in piedi tra le rovine, per citare Julius Evola, è l’unico modo per far ritrovare la sovranità all’Italia. Lo insegna anche il caso di CasaPound, scusate il gioco di parole. Il movimento guidato da Simone di Stefano ha ottenuto l’8% in quel di Lucca e a Todi ha superato il 5%. Seguire la propria natura, mettersi dalla parte degli italiani in ogni istanza, in ogni circostanza, anche rimettendoci a livello personale, è l’unica scelta possibile per non far sprofondare nel pantano lo Stivale. Matteo Salvini ha le armi ed il tempo dalla sua parte, saprà usarli al meglio? Lo scopriremo solo vivendo. “Se in ogni circostanza non rapporterai la tua azione al fine secondo natura, ma, nella scelta o nel rifiuto, ti indirizzerai ad altro fine, le tue azioni non saranno in coerenza con le tue parole”. Epicuro. In politica la saggezza non è mai abbastanza. www.ilgiornale.it www.andreapasini.it

La chiamano accoglienza. È disumanità

Karen Rubin – Sab, 01/07/2017 

Nella polemica politica sull’immigrazione l’attore principale, il migrante, è strumentalizzato.

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Da una parte è vissuto come un pericolo e dall’altra come una risorsa. Emigrare è un evento traumatico. Il migrante è una persona con una sindrome post traumatica da stress, in particolare quando fugge come accade ora da guerre e genocidi, quando arriva su un barcone dove ha rischiato di morire. Se la sindrome cronicizza l’individuo diventa un alienato. Disturbi fisici, insonnia con risvegli da flashback fino a stati psicotici o dissociativi in cui dominano temi di persecuzione che possono determinare reazioni violente. Altri possono sviluppare uno stato depressivo con conseguente letargia e isolamento sociale. Il disturbo post traumatico può manifestarsi in modo forte o lieve ma rende vano ogni tentativo d’integrazione. Nel nuovo ambiente l’individuo continua ad usare le sue modalità comunicative e la sua lingua. I suoi schemi cognitivi rimangono invariati intrappolandolo in un trascorso che non è più realtà. Abbandonare il passato è possibile soltanto se il presente ha un senso e se c’è una speranza di vita migliore, se è possibile ricostituire dei legami affettivi, se c’è un supporto sociale che garantisce sostegno emotivo e materiale. Dei quattro milioni di italiani emigrati negli Stati Uniti tra il 1880 e il 1915 il 60% fece ritorno in patria. Nonostante fossero salpati con un progetto migratorio realizzabile in un Paese che li accoglieva a braccia aperte, non riuscirono ad adattarsi. Quelli che rimasero avevano una personalità resiliente, un’identità culturale solida cui aggrapparsi ma con un sistema cognitivo flessibile capace di comprendere ed accettare una nuova cultura. Sapevano che avrebbero potuto fare ritorno o fortuna, avevano scelto liberamente ed erano armati di grande volontà. Arrivando nel paese ospitante trovarono un lavoro e una casa, costruirono quartieri in cui incontrarsi per rievocare un passato povero ma senza tragedie. Integrarono nel loro io la vecchia e la nuova identità, diventando italo-americani.

Questi nuovi immigrati fuggono senza sapere cosa accadrà. Non hanno un progetto migratorio né la possibilità di trovare un lavoro e una casa in cui dormire, in un paese che è in crisi economica. Sono catapultati in un limbo in cui hanno perso la loro vecchia identità e non ne possederanno una nuova. Saranno deculturizzati, periferizzati e marginalizzati. E invece di definirla disumanità la chiamano «accoglienza», senza se e senza ma.

Il diavolo Renzi e i gironi danteschi dei Democratici

Visto da fuori, il partito che si spaccia per essere il paradiso della democrazia è in realtà un inferno dantesco

Alessandro Sallusti – Sab, 01/07/2017 

Vista da fuori, la lite perenne dentro il Pd appare surreale. Chi voleva uscire (dalemiani e bersaniani) è uscito, chi voleva restare e contarsi all’interno (Franceschini e Orlando) è rimasto.

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La conta – primarie e congresso – è avvenuta e ha vinto alla grande Matteo Renzi.

Ma siamo punto e a capo, nel senso che il capo (Renzi) ogni giorno è messo in discussione praticamente su tutto. Il partito che si spaccia per essere il paradiso della democrazia è in realtà un inferno dantesco. Ci troviamo tra l’ottavo di Malebolge e il nono cerchio dei traditori, con i loro gironi popolati – sosteneva Dante – da consiglieri fraudolenti, seminatori di discordia, falsari, ipocriti, adulatori, maghi, ladri e indovini. Un popolo di dannati costretti a stare contro la loro volontà al cospetto del diavolo Renzi.

Chi ha provato la fuga da tanta sofferenza si è schiantato. Elettoralmente Bersani vale all’incirca come Alfano (cioè poco e niente), Pisapia è una pura invenzione del solito circolo salottiero e mediatico radical chic (persona perbene, per carità, ma fuori da Milano non sanno neppure che faccia abbia, nonostante i fotoni a tutta pagina su Repubblica e le comparsate televisive sempre più frequenti). E vogliamo parlare di Romano Prodi? L’ha detta bene ieri Berlusconi sul Corriere della Sera: la sinistra l’ha già usato e fregato tre volte, essendo masochista lui si candida alla quarta.

A me sembra molto semplice. Il Pd è Matteo Renzi, non perché lo dice qualcuno – tanto meno noi – ma perché ha vinto due primarie di seguito. Ai contestatori perpetui del loro segretario proporrei una riflessione semplice: o dite che le primarie non valgono (e allora perché le fate?) oppure dovete prendere atto che la maggioranza dei votanti Pd non è di sinistra, non almeno come la intendete voi. In ogni caso siete spacciati, vittime della perversa e ipocrita democrazia interna che avete creato. Al massimo potete sperare di trascinare a fondo Renzi insieme a voi. Perché avanti così gli elettori di sinistra, pur corazzati a sopportare schifezze di ogni genere, prima o poi non ne potranno più. E quello, detto con rispetto per voi e per la democrazia, sarà un bel giorno, per noi è per l’Italia intera.

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E IN ULTIMO
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Putin, invadici! E facciamola finita.

 

Mercoledì 28 giugno 2017 – Cuore Castissimo di San Giuseppe – a Casa Spirlì, in Calabria

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Eh, sì! Facci la santa cortesia, caro Presidente Putin, di rivolgere un paio di decine di migliaia di cosacchi verso l’Italia. E facci tuoi! Ci resti solo Tu come aiuto serio, credibile e concreto contro questa Europazza antitaliana, questi governanti imbecilli, queste signorine istituzionali dalle fantasie eroticoamoraliste, questi politici pinocchi e strafottenti, queste teste di cardo di italioti confusamente e avidamente satolli di hotdog di porco e chebab d’agnello, questi gheiarcobalenati violenti saccenti e pretenziosi, queste tonache bianco sangue che blaterano da balconi e amboni, questa catasta di finti buoni e veri accoglioni che ci stanno meticciato con la peggiore feccia raccattata nei continenti limitrofi…

Se trovi cinque minuti di tempo, inviaci una flotta, che ne so, dei sottomarini, dei tupolev carichi, dei camion… Vedi Tu. A Te, fortunatamente, non manca la competenza e l’inventiva. Ed io, Dio mi perdoni, dimenticando il peso che provo sul cuore nel chiedere aiuto ad un (ex)comunista, penso che, tutto sommato, meglio Tu che questo pattume che ci circonda!

Se riesci a fare in fretta, senza far passare questi drammatici giorni di mare calmo e tempo favorevole, sarebbe più gradito il Tuo intervento. Così, in autunno, saremmo già svuotati del di più che è sbarcato negli ultimi anni sulle nostre coste, nei nostri porti, e che si è spalmato lungo tutto lo Stivale, occupando e pisciando tutti i marciapiedi d’Italia; avremmo già chiuso quelle migliaia di moschee clandestine, messe su da altrettanti imam clandestini e fedeli clandestini; avremmo già ripulito le nostre città di predatori e scippatori che nomadeggiano per tutta la penisola, zingarando fra luoghi turistici e paesini di pensionati (ghiotti bocconi per figli di puttana senza fissa dimora); avremmo già potato la lingua a quei predicatori biancosangue, che stanno impalando Cristo da dentro le Sue Divine Carni…

Faccelo un pensierino, Vladimir Vladimirovic. Perché qui il vento è cambiato. La Gente Italiana si sta svegliando e sta cominciando ad assestare i primi calci in culo ai bugiardi in poltrona. Se, poi, all’orizzonte si vedesse stagliarsi la Tua stella, sai che siringata di ottimismo per il mio Popolo…

Pensaci…

#frameeVladi #quellobuono

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ULTIMO NOSTRO POST SU FACEBOOK
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Post

Associazione Azimut
Pubblicato da Arturo Stenio Vuono · 01/07/2017 ·

AVETE SENTENZIATO CHE CHARLIE NON PUO’ E NON DEVE VIVERE !!! “SAREBBE MEGLIO CHE VI LEGASTE AL COLLO UNA MACINA DA MULINO E VI GETTASTE NEL PIU’ PROFONDO DEL MARE” – ALTRE NEWS [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 2 LUGLIO 2017 ] – anteprima di web servizio tra breve in rete –

STORIA DI UN BAMBINO CHE HA VISTO L’ALDILA’…. – YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=Tn1KlzUcbYg

IN QUESTO NUMERO, TRA LE TANTE NOTIZIE, SUL PICCOLO CHARLIE : DALLE PAGINE FACEBOOK DI : LUIGI BOBBIO – MAX FATI…

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La storia del piccolo Lucas…una storia che vi emozionera’..
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AVETE SENTENZIATO CHE CHARLIE NON PUO’ E NON DEVE VIVERE !!! “SAREBBE MEGLIO CHE VI LEGASTE AL COLLO UNA MACINA DA MULINO E VI GETTASTE NEL PIU’ PROFONDO DEL MARE” – ALTRE NEWS [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 2 LUGLIO 2017 ] – anteprima di web servizio tra breve in rete –
STORIA DI UN BAMBINO CHE HA VISTO L’ALDILA’…. – YouTube
https://www.youtube.com/watch?v=Tn1KlzUcbYg

IN QUESTO NUMERO, TRA LE TANTE NOTIZIE, SUL PICCOLO CHARLIE : DALLE PAGINE FACEBOOK DI : LUIGI BOBBIO – MAX FATI – EMMANUELA FLORINO -CARMINE IPPOLITO – PIETRO LIGNOLA – VINCENZO MANNELLO – MARIO MORMONE – BRUNO TOMASICH. – e tra i molti commenti me scegliamo due :

POST CIT.Fabrizio Formicola
Nicholas Francis (giudice inglese che aveva ordinato l’interruzione delle cure); e i giudici CEDU: Linos-Alexandre Sicilianos (Grecia); Kristina Pardalos (San Marino); Ales Pejchal (Rep. Ceca); Krzysztof Wojtyczek (Polonia); Armen Harutyunyan (Armenia); Tim Eicke (UK); Jovan Ilievski (Macedonia).
Questi sono i nomi degli assassini che hanno negato ai genitori di Charlie Gard di curare loro figlio condannandolo a morte.
Un ringraziamento speciale anche alle “guide spirituali” della Santa Romana Chiesa come Mons. Paglia che ha giustificato il fatto che sia un tribunale a decidere della vita e della morte, e al nostro Papa, troppo impegnato a parlare di migranti e pensioni d’oro.
Sic transeat gloria mundi.

Post di un PAPÀ DI CASAPOUND.
“Vorrei dire due parole sul bambino inglese:
Probabilmente non si sarebbe salvato, probabilmente la sua vita avrebbe cessato di esistere ugualmente lacerando il cuore dei genitori allo stesso modo, ma almeno in cuor loro avrebbero saputo che ogni strada era stata percorsa e ogni sforzo sarebbe stato fatto per salvargli la vita. Invece no, il tribunale inglese e la corte dei diritti europea si sono opposti a tali sforzi, riducendo la questione a costi/opportunità, non calcolando che quei genitori avevano già trovato la possibilità di curarlo.
Ora al netto della possibilità o meno che il bambino si potesse salvare realmente, in un continente dove ogni nefandezza e perversione viene coperta dalla storiella dei “diritti umani” con slogan che hanno il contenuto pari a quello di un sacco della spazzatura vuoto, “stay human” o “siamo tutti stocazzo”, questo bambino viene condannato ancor prima di tentare l’impossibile, legando metaforicamente, ma neanche troppo, le mani a chi gli ha dato la vita.
Questa è la vostra umanità, costi/opportunità, quindi i vari Roberto Saviano, Selvaggia Lucarelli e tutti i radical shit del cazzo che ogni giorno inondano il mondo con le loro cazzate a difesa dei diritti dei più perversi e sparuti gruppi di psicopatici, oggi non hanno nulla da dire.
Scusate il Pippone, ma se fossi stato il padre di quel bambino la possibilità di tentare l’impossibile sarebbe stato il minimo che avrei voluto fare.
#StayHuman #StoCazzo
Marco Casasanta

Il dramma del piccolo Charlie. La vergogna dal Vaticano: cosa è riuscito a dire il Papa

LIBEROQUOTIDIANO.IT
Da diverse ore il mondo cattolico aspettava un intervento di Papa Francesco sulla vicenda del piccolo Charlie Gard, il bambino affetto da una grave malattia incurabile al quale sarà staccata la spina dopo una sentenza del Tribunale dei diritti dell’uomo. Bergoglio si è affidato a Twitter per lanciare il suo messaggio: “Difendere la vita umana, soprattutto quando è ferita dalla malattia ha scritto – è un impegno d’amore che Dio affida ad ogni uomo”.
ECCEZIONE
da “il Giornale” di Milano
L’arcivescovo di Bologna, Caffarra, su Charlie Gard: ” Fermatevi in nome di Dio!” ( nel servizio pubblichiamo tutto l’intervento )
Per leggere tutto e tutte le altre notizie ( anche con video ) – attualità documentazione e storia – visionare ascoltare riflettere e commentare, vai al sito:

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L’EDICOLA
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Domenica, 2 Luglio 2017
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Fratelli d’Italia aderisce ufficialmente alla manifestazione indetta da Coldiretti per il prossimo 5 luglio in Piazza Montecitorio a Roma contro il Ceta, il Trattato di libero scambio Ue-Canada.

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI

L’EDIZIONE DEL GIORNO

Il “Secolo d’Italia” è il quotidiano on line della destra italiana: fondato a Roma nel 1952, nel 1963 divenne l’organo di partito del Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale e nel 1995 di Alleanza Nazionale.

Nel 2009 è stato uno dei quotidiani del Popolo della Libertà. Attualmente è organo della Fondazione Alleanza Nazionale.

 

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Secolo d’Italia
Registrazione Tribunale di Roma n. 16225 del 23/2/1976
​Redazione: Via della Scrofa, 39 – 00186 Roma
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VASCO OK DIVERTIAMOCI MA << SFASCISTI >> VETERO-REPUBBLIKANES CACCIAMOLI ! E ALTRO [ “AZ.” – 03/07/2017 ]
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