TANTO PER RINFRESCARE LA MEMORIA : MIGRANTI LA LEGGE DEL 2002 SMANTELLATA DALLA SINISTRA DEI “BUONISTI” PER LA GODURIA DEI NUOVI NEGRIERI – L’EDICOLA E ALTRO


TANTO PER RINFRESCARE LA MEMORIA : MIGRANTI LA LEGGE DEL 2002 SMANTELLATA DALLA SINISTRA DEI “BUONISTI” PER LA GODURIA DEI NUOVI NEGRIERI – L’EDICOLA E ALTRO

 
TANTO PER RINFRESCARE LA MEMORIA : MIGRANTI LA LEGGE DEL 2002 SMANTELLATA DALLA SINISTRA DEI “BUONISTI” PER LA GODURIA DEI NUOVI NEGRIERI – L’EDICOLA E ALTRO [ “AZ.” – 07/07/3017 ]
 © AP [ tratto dal web ]
Dall’inizio dell’anno sono 85.042 i migranti sbarcati sulle coste italiane, con un aumento del 19.44% rispetto allo stesso periodo del 2016 quando gli arrivi furono 71.804. Questi gli ultimi dati forniti dal Viminale. I minori stranieri non accompagnati giunti in Italia via mare sono stati 9.761(al 27 giugno scorso) erano stati 25.856 in tutto il 2016. Secondo i dati del Viminale riferiti a ieri, i primi dieci porti con il maggior numero di sbarchi sono: Augusta(13.221 persone), Catania(10.254), Pozzallo(7.834), Reggio Calabria (7.087), Palermo (5.799), Vibo Valentia (5.229), Lampedusa (5.168), Trapani (5.155), Messina(4.319), Salerno(4.112).
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G20 – SCONTRI AD AMBURGO
SOLITO TRAN TRAN E SOLITO COPIONE…..
© AP [ tratto dal web ]
Notte di scontri tra militanti anti-G20 e forze dell’ordine a Amburgo: la polizia afferma all’ANSA che sono 111 i poliziotti rimasti feriti. Non è ancora chiaro, invece, il numero degli infortunati sull’altro fronte. Stando agli organizzatori delle proteste, citati da Bild on line, numerosi manifestanti sono rimasti feriti e ci sarebbero stati tra i 10 e i 20 fermi. ( . . . )
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E A PROPOSITO DI MIGRANTI E DEL DISASTRO…..
TANTO PER RINFRESCARE LA MEMORIA
ECCO QUELLO CHE IL COSIDDETTO BUONISMO HA DEFINITO “RAZZISMO” E HA GRADUALMENTE SMANTELLATO PER LA GODURIA DEI NUOVI NEGRIERI…..
[ vedi : sotto – testo della legge, l’unica in Italia, varata dal governo di centrodestra ]
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Legge 30 luglio 2002, n. 189 – Camera dei Deputati

30 lug 2002 – 286, di seguito denominato «testo unico di cui al decreto legislativo n. … di soggiorno è sufficiente, ai fini del reingresso nel territorio dello Stato …

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ULTIMA NOSTRA E.MAIL E ULTIMO POST – FACEBOOK ( tra breve in rete )
SUMMIT TALLINN SOLO PIU’ TABACCO MIGRANTI BUSINESS – L’APPELLO REDAZIONE << ACCADEMIA DELLA LIBERTA’ >> CONTRO PRIVILEGI E DISUGUAGLIANZE – 14 LUGLIO ’70 REGGIO DI CALABRIA RIVOLTA DI POPOLO – L’EDICOLA E ALTRO [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : GIOVEDI’, 6 LUGLIO 2017 ] 
Associazione Azimut
Pubblicato da Arturo Stenio Vuono · 06/07/2017 · 

REGGIO DI CALABRIA 14 LUGLIO 1970 – LA RIVOLTA LA RABBIA E L’ORGOGLIO

– TRA BREVE IN RETE : SUMMIT TALLINN SOLO PIU’ TABACCO MIGRANTI BUSINESS – L’APPELLO REDAZIONE << ACCADEMIA DELLA LIBERTA’ >> CONTRO PRIVILEGI E DISUGUAGLIANZE – 14 LUGLIO ’70 REGGIO DI CALABRIA RIVOLTA DI POPOLO – L’EDICOLA E ALTRO [“AZIMUT-NEWSLETTER” : GIOVEDI’, 6 LUGLIO 2017 ] per leggere-visionare-ascoltare-per le altre news VISITA IL SITO –

LA RIVOLTA DI REGGIO 1970 – YouTube
https://www.youtube.co…Continua a leggere

Radio Studio 95 e Tele Melito – Tele Bova Marina
YOUTUBE.COM
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E DOPO LA RIVOLTA IL LUNGO SONNO DEL SUD…..
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Sandro Fabiano ha condiviso il post di Luigi Incarnat

Luigi Incarnato· 

Buongiorno. C’è chi guadagna 19 € ad ora lavorando molto, chi guadagna 163 € ad ora facendo finta di lavorare e chi ne guadagna 214 € ad ora facendo danni. Questa è la Calabria dei disoccupati ma soprattutto la Calabria dei cervelli mortificati ma quando finirà tutto questo ?

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IL SERVIZIO ODIERNO
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Associazione Azimut | Raccolta di e-mail dell … – WordPress.com

https://azimutassociazione.wordpress.com/

Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimu

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 NEL PROSSIMO NUMERO PUBBLICHEREMO L’INTERO TESTO DELLA LEGGE 2002 SUI MIGRANTI ( POTRETE GIUDICARE VOI DOVE STANNO I RAZZISTI DI IERI E DI OGGI CHE L’HANNO SMANTELLATA ) E PER INTANTO  LINK
 

Legge Bossi-Fini – Wikipedia

La legge 30 luglio 2002, n. 189, meglio nota come legge Bossi-Fini, è una normativa della Repubblica Italiana che disciplina l’immigrazione, detta così dai primi …

04 ott 2013 – Dopo il naufragio di Lampedusa in cui risultano morte finora 111 persone, si è tornati a parlare della cosiddetta “Bossi-Fini”, la legge che in …
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DALLA PAGINA FACEBOOK DI PIETRO LIGNOLA ( opinionista del << Roma >> )
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CRONACHE DELL’INVASIONE
Cari amici lettori, il mio disgusto verso il governo italiano, l’Unione Europea, il Vaticano e il sistema mediatico cresce di giorno in giorno. No, non mi riferisco alla disgustosa campagna contro il presidente Usa nè alla c.d. giustizia europea (che merita un discorso a parte) e nemmeno alle noiosissime lagne sulle diatribe delle c.d. sinistre italiane. Parlo dell’invasione islamica, incoraggiata dalle gerarchie ecclesiastiche, agevolata dal governo italiano, ignorata dal potere comunitario.
Sorvoliamo, per una volta soltanto, sul cupio dissolvi del Vaticano secondo Francesco, tanto dissimile, questo, dai tanti papi che hanno difeso la Cristianità dalle invasioni. Sarebbe ingeneroso parlare del vertice cattolico in un momento in cui si licenziano tutti coloro che volevano mettere ordine nelle finanze vaticane e si scoprono, proprio lì, dietro le mura leonine, festini omosessuali a base di droga.
L’Europa, anzi la comunità che nulla ha di europeo, fa schifo come sempre. Gentiloni e Minniti si sono fatti prendere in giro, ma se lo meritavano. Cosa pretenderebbe il governo italiano? La redistribuzione dei migranti negli altri paesi europei? Ma ci sono nazioni, come Ungheria, Polonia e Slovacchia, che uscirebbero dall’Unione se si forzasse il loro rifiuto di accogliere migranti: ricordano recenti invasioni di senza Dio e meno recenti guerre islamiche, nelle quali erano sulla linea del fronte (fu un re di Polonia a liberare Vienna dall’assedio dei Turchi). Ce ne sono altre, come la Spagna, che faticarono a liberarsi dei Mori; oggi gli spagnoli difendono con le armi gli avamposti africani di Ceuta e Melilla. Non c’è quindi da meravigliarsi che, quando il governo italiota chiede l’apertura dei porti agli sbarchi, Madrid li chiuda con uno sberleffo. Merkel e Macron, secondo la stampa italiana, avrebbero promesso a Gentiloni mari e monti; Macron, però, ha chiuso anche lui i porti e la Merkel è ben lieta che l’Austria schieri le truppe per difendere il confine italiano. La Merkel, con Sarkozy, ridacchiò alle spalle di Berlusconi; con Macron non ha avuto bisogno nemmeno di questo, anche perché non è possibile ridere di un ectoplasma come Gentiloni.
Ma cosa vogliamo da questi pessimi vicini? Essi obbediscono agli stessi vertici mondiali che sostengono e finanziano i mercanti di carne umana. Non dimentichiamo che il termine “Eurabia” fu coniato oltre quindici anni fa da Bat Yeor, studiosa inglese di razza ebraica, che descrisse le manovre della burocrazia eurabica per distruggere la civiltà e sostituirla con qualcos’altro, qualcosa di “arabico”. Non dimentichiamo che questi pessimi europei, in combutta con Obama e la Clinton, hanno fatto fuori Gheddafi, che era l’unica barriera fra l’Africa e il Mediterraneo e che, con la lotta ad Assad, hanno fatto nascere il califfato e le sue propaggini che ci minacciano dall’interno.
Francia e Spagna chiudono i porti, Francia e Austria sigillano le frontiere. Ma la nostra stampa è in adorazione di Macron e favoleggia del suo sostegno a Gentiloni.
Il governo dem comincia ad accorgersi che c’è qualcosa che non va in questa “accoglienza” dell’invasione. La gestisce, così come fa la mafia, perché si tratta di un affare lucroso, fottendosene della libertà e dell’esistenza stessa delle generazioni future (ivi compresi i nostri nipoti ignari). Tollerano qualsiasi offesa alla nostra civiltà, qualsiasi oltraggio alle chiese e ai simboli della nostra religione, qualsiasi violenza alle nostre donne, qualsiasi forma di delinquenza (che ormai si nutre di migranti, maggioritari nelle carceri rispetto ai delinquenti indigeni). Inventano, però, la colpa d’islamofobia e colpiscono quei pochi giornalisti che interpretano il sentimento della maggioranza popolare. Gli altri, i molti, fanno finta di nulla, si gingillano con le liti nella sinistra e con le pagliacciate di certi sindaci. Sono allineati, ci tengono al posto in TV, alle ovattate redazioni ove si copiano le veline governative. Una volta al Corriere poteva esserci un Magdi Cristiano Allam, oggi non si può immaginare nulla di simile.
Gli sporchi interessi si sommano alla vigliaccheria. E tutto va nel peggiore dei modi possibili. Ma il coro continua a cantare, all’indirizzo della Boldrina: “Tout va bien, madame la President!”.
 
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I CAMPIONI DELL’ACCOGLIENZA
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Giovanni de Ficchy ha condiviso il post di Saverio Ciampi.

Li strapaghiamo pure. L’Italia è piena di questa gente.

Boeri, tipico boiardo di Stato moderno, che per essere tale ha fatto tutta la trafila di enti sovranazionali pro-sostituzione etnica come l’Ocse.
VOXNEWS.INFO
 
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Boeri, tipico boiardo di Stato moderno, che per essere tale ha fatto tutta la trafila di enti sovranazionali pro-sostituzione etnica come l’Ocse.

Uno stipendio milionario per fare lo scrittore di fantascienza e raccontarci, senza ironia, che gli immigrati ci pagheranno le pensioni. Una cagata pazzesca, per essere in tema con un grande attore tragico scomparso in questi giorni.

Diciamo subito una cosa: la boutade degli immigrati che pagano le pensioni è stata ormai ridicolizzata da una moltiplicità di studi e da persone più intelligenti del boiardo di cui sopra.

Ci sarebbe però un modo di far risparmiare qualche soldino all’Inps tagliando i superstipendi di Boeri e soci.

La metà o quasi dei super burocrati dell��Inps guadagna 239mila 800 euro, appena 200 euro sotto il tetto massimo di legge dei 240mila.

I file con le retribuzioni dei manager pubblici dell’istituto di Via Ciro il Grande sono rimasti fermi ai dati relativi al 2014 per tutto il biennio 2015-’16 e solo agli inizi di febbraio, sono stati inseriti quelli del 2015, con oltre un anno di ritardo. Degli emolumenti 2016 neanche l’ombra. Così come non si trovano le dichiarazioni fiscali e patrimoniali connesse ai nomi dei dirigenti indicati. E questo al di là degli obblighi formali, tanto è vero che l’Inail, per esempio, pubblica “tutto”. Né è sufficientemente chiaro, per di più, tra acconti e saldi, stabilire quale sia l’effettivo stipendio annuo lordo per ciascuno dei dirigenti indicati: alcune voci retributive sono di competenza di un anno, altre di un altro.

Nonostante la scarsa “trasparenza”, una cosa è certa: i dirigenti generali dell’Inps si piazzano tra le prime posizioni nella speciale classifica dei super guadagni dei grand commis pubblici. Risulta di tutta evidenza, infatti, che se il tetto massimo delle retribuzioni dei manager pubblici è fissato a 240 mila euro l’anno (come per il presidente della Repubblica e il primo presidente della Corte di Cassazione), la maggior parte dei dirigenti generali si trova sotto la soglia di appena qualche centinaio di euro. E non è detto che non la superi, perché appare complicato stabilire che cosa imputare a un anno e che cosa a un altro.

Nel 2015 risultavano in servizio ben 44 dirigenti di primo livello, con una retribuzione complessiva annua ampiamente sopra i 210mila euro a testa, con circa venti recordman a quasi 240 mila euro: da Giulio Blandamura a Vincenzo Caridi, da Rosanna Casella ad Antonello Crudo, da Vincenzo Damato ad Antonio De Luca, da Cristina Deidda a Maurizio Manente, da Flavio Marica a Fabrizio Ottavi, da Luca Sabatini a Sergio Saltalamacchia, da Maria Sciarrino a Gabriele Uselli e altri. Ad appena mille euro in meno si trovavano Giovanni Di Monde, Giuliano Quattrone e Gabriella Di Michele, che a febbraio scorso è stata nominata direttore generale dell’Istituto.

Se dalla dirigenza di prima fascia si passa alla seconda, le retribuzioni restano comunque su livelli elevati. Su oltre 450 dirigenti di questa categoria, tutti si portano a casa stipendi ampiamente oltre i 100mila, con una quota rilevante che oscilla tra i 130 e i 150.

VERIFICA LA NOTIZIA

Quindi, solo per i superburocrati, l’Inps spende in stipendi 10 milioni di euro. Con i loro superstipendi si potrebbe dare un bonus di 100 euro a 100mila pensionati al minimo. E non ci romperebbero le palle raccontandoci favole sulla risorsa immigrazione come Tito Boeri.
 
 
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LA STORIA INSEGNA
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Massimo Iaquinangelo ha condiviso un link.
Arriva da noi il libro che ha diviso la Francia per il polemico parallelo tra il passato e oggi
ILGIORNALE.IT
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Già esaurito e in ristampa, il libro dello storico Michel De Jaeghere Gli ultimi giorni dell’Impero Romano che arriva ora in Italia (Leg, pagg.

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624, euro 34), è uscito due anni fa in Francia e, là, ha sollevato un putiferio. Perché? Perché l’autore dimostra che quella civiltà collassò per le seguenti cause: a) crollo demografico, per far fronte al quale si inaugurò b) una persecuzione fiscale che c) distrusse l’economia; allora si cercò vanamente di ovviare tramite d) l’immigrazione massiccia. Che però si trascurò di governare.

Se tutto questo ci ricorda qualcosa, abbiamo azzeccato anche il motivo per cui gli intellò politicamente corretti d’oltralpe sono insorti. La vecchia tesi di Edward Gibbon, che è settecentesca e perciò più vecchia del cucco, forse poteva andar bene a Marx, ma non ha mai retto: non fu il cristianesimo a erodere l’Impero Romano, per la semplice ragione che la nuova religione era minoritaria e tale rimase a lungo anche dopo Costantino. L’Impero cessò ufficialmente nel V secolo, quando i cristiani erano neanche il dieci per cento della popolazione. Solo nella pars Orientis erano maggioranza. Infatti, Bisanzio resse altri mille anni: quelli che combattevano per difenderla erano tutti cristiani. E pure a Occidente erano cristiani soldati (inutilmente) vittoriosi come Ezio e Stilicone.

Michel De Jaeghere, direttore del Figaro Histoire, fa capire che tutto cominciò col declino demografico. I legionari, tornati a casa dopo anni di leva, mal si adattavano a una condizione di lavoratori che, quanto a profitto, li metteva a livelli quasi servili. Così andavano a ingrossare la plebe urbana, cui panem et circenses gratuiti non mancavano. Le virtù stoiche della pietas e della fidelitas alla res publica vennero meno, e il contagio, al solito, partì dalle élites. Nelle classi alte si diffuse l’edonismo, per cui i figli sono una palla al piede. Coi costumi ellenistici dilagarono contraccezione, concubinaggio e divorzio, tant’è che Augusto dovette emanare leggi contro il celibato. Inutili. Anche perché, secondo i medesimi costumi, l’omosessualità era aumentata in modo esponenziale. Roma al tempo di Cesare aveva un milione di abitanti: sotto Romolo Augustolo, l’ultimo imperatore d’Occidente, solo ventimila. Già nel II secolo dopo Cristo l’aborto aveva raggiunto livelli parossistici e, da misura estrema per nascondere relazioni illecite, era diventato l’estremo contraccettivo. Solo i cristiani vi si opponevano, ma erano pochi e pure periodicamente decimati dalle persecuzioni. Così, ogni volta i censori dovevano constatare che di gente da tassare e/o da mandare a difendere il limes ce n’era sempre meno. Le regioni di confine divennero lande semivuote, tentazione fortissima per i barbari dell’altra parte. Si pensò allora di arruolarli: ammessi ai benefici della civiltà romana, ci avrebbero pensato loro a difendere le frontiere. E ci si ritrovò con intere legioni composte da barbari che non tardarono a chiedersi perché dovevano obbedire a generali romani e non ai loro capi naturali. Metà di loro erano germanici, e si sentivano più affini a quelli che dovevano combattere. La spinta all’espansione era cessata quando i romani si erano resi conto che, schiavi a parte, in Europa c’era poco da depredare. I barbari, invece, vedevano i mercanti precedere le legioni portando robe che li sbalordivano (e ingolosivano). Si sa come è andata a finire.

Intanto, che fa il fisco per far fronte al mancato introito (dovuto alla denatalità)? La cosa più facile (e stupida) del mondo: aumenta le tasse. Solo che gli schiavi non le pagano, e sono il 35% della popolazione. Gli schiavi non fanno nemmeno il soldato. I piccoli proprietari, rovinati, abbandonano le colture, molti diventano latrones (cosa che aumenta il bisogno di soldati). Il romano medio cessa di amare una res publica che lo opprime e lo affama, e non vede perché debba difenderla. Nel IV secolo gli imperatori cristiani cercarono di tamponare la falla principale con leggi contro il lassismo morale, intervenendo sui divorzi, gli adulteri, perfino multando chi rompeva le promesse matrimoniali. Ma ormai era troppo tardi, la mentalità incistata e diffusa vi si opponeva. Già al tempo di Costantino le antiche casate aristocratiche erano praticamente estinte. L’unica rimasta era la gens Acilia, non a caso cristiana. Solo una cosa può estinguere una civiltà, diceva Arnold Toynbee: il suicidio. Quando nessuno crede più all’idea che l’aveva edificata. Troppo sinistro è il paragone con l’oggi, sul quale, anzi, il sociologo delle religioni Massimo Introvigne in un suo commento al libro di De Jaeghere ha infierito affondando il coltello nella piaga: i barbari che presero l’Impero non avevano una «cultura forte» e riconoscevano la superiorità di quella romana. Infatti, ne conservarono la nostalgia e, alla prima occasione, ripristinarono l’Impero (Sacro e) Romano. Si può dire lo stesso degli odierni immigrati islamici? I quali pensano che la «cultura superiore» sia la loro?

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DA MAURIZIO BLONDET
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—-Messaggio originale—-
Da: “Maurizio Blondet” <info@maurizioblondet.it>
Data: 7-lug-2017 6.12
A: <azimutassociazione@libero.it>
Ogg: Nuovo articolo di Maurizio Blondet

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