LE INCHIESTE ( NARDIELLO SUL “ROMA” ) SULLE PISTE DEL’EST E I MISTERI D’ITALIA STRAGE DI BOLOGNA UCCISIONE DI MORO TERRORISMO E IL TEOREMA DELLE PISTE CHE DEPISTANO


LE INCHIESTE ( NARDIELLO SUL “ROMA” ) SULLE PISTE DEL’EST E I MISTERI D’ITALIA STRAGE DI BOLOGNA UCCISIONE DI MORO TERRORISMO E IL TEOREMA DELLE PISTE CHE DEPISTANO 

 
LE INCHIESTE ( NARDIELLO SUL “ROMA” ) SULLE PISTE DEL’EST E I MISTERI D’ITALIA STRAGE DI BOLOGNA UCCISIONE DI MORO TERRORISMO E IL TEOREMA DELLE PISTE CHE DEPISTANO 
[ “AZ.”- 02/08/2017 ]

Associazione Azimut | Raccolta di e-mail dell … – WordPress.com

https://azimutassociazione.wordpress.com/

Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimu

 
ANTEPRIMA DEL SERVIZIO 
ROMPERE SILENZIO E OMERTA’
( “AZ.” – 01/08/2017 )
NO AL BAVAGLIO 
Risultati immagini per vuono ferruccio massimo “Azimut” – il presidente Arturo Stenio Vuono
RIPUBBLICHIAMO – DA “AZIMUT ARCHIVIO ONLINE” ( 28 SETTEMBRE 2011 ) – UN NOSTRO SERVIZIO IN RETE SUL TERRORISMO IN ITALIA E NON SOLO – PER LEGGERE TUTTO VEDI : OLTRE [ e per intanto alcuni link : la strage di Bologna che ha da essere fascista – una vulgata che resiste ormai da trentasette anni – nonostante il fiume di rivelazioni, di fatti nuovi e di segreti scoperchiati…..]
 

Bologna, 2 agosto 1980 Strage Fascista Regia dello Stato – YouTube

06 set 2008 – Caricato da agitazioni

Soggetto e regia Filippo Porcelli Film realizzato in occasione del 25° anniversario della strage alla …

Strage di Bologna – Wikipedia

La strage di Bologna, compiuta la mattina di sabato 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria di …. Di una delle vittime (la ventiquattrenne Maria Fresu) non venne ritrovato il … Soltanto il 29 dicembre 1980, fu accertato che alcuni resti ritrovati sotto il ….. fu un tentativo di depistaggio per i fatti di Ustica e si definisce «fascista » …

Il Due agosto di Storace “Non fu strage fascista” – Repubblica Bologna

bologna.repubblica.it › Cronaca

30 lug 2012 – Non fu una strage di Stato, come hanno affermato diversi esponenti … sugli autori dell’attentato alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.

Giusva e le colpe della strage: “La verità? Fa troppa paura” – IlGiornale.it

02 ago 2012 – Fioravanti scrive al Giornale: “Non so se la pista palestinese sia giusta. … condannato per la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. … video 1980, la stragea Bologna. Oggi, dopo aver scontato la pena, è in libertà. … Fu una condanna atipica, dove la procura prima, e le corti poi, sostennero che

 
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DA “AZIMUT ARCHIVIO ONLINE” ( 28 SETTEMBRE 2011 )

NON CI “IMBAVAGLIANO” – CONTROINFORMAZIONE; POLITICA …

Pur segnalando, sulle inchieste in atto, ”l’ingente mole di strumenti di indagine”, …. Vincenzo Nardiello. September 27, 2011. esistere, non resistere. sul Roma. È ….. u.s. ], sulle “piste dell’Est” che, tra l’altro, “portano pure al sequestro e ….. [ della << – strage di Bologna – >> ; e sul sequestro e uccisione dell’on.le Aldo Moro ].

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Saturday, September 24, 2011 BOLOGNA E MORO
VINCENZO NARDIELLO ( il “ROMA” ) : SULLE “PISTE DELL’EST” : TRA BOLOGNA E MORO…INCHIESTE…e non solo… “Misteri d’Italia”
[ della << – strage di Bologna – >> ;  e sul  sequestro e uccisione dell’on.le Aldo Moro ]
[ “Azimut – NEWS” : sabato, 24 settembre – 2011 ]
 
    
SULLE “PISTE DELL’EST” : TRA BOLOGNA E MORO
 
[ per gli articoli – vedi: oltre ]
 
 [ Arturo Srenio Vuono – “Azimut”- settembre 2011 : da servizio in blog ] :  << – … Ma, notoriamente, indubitatamente, in Italia, per la mai cessata……. << – egemonia gramsciana – >> , imperando – tuttora – mascherati eredi dell’eterno consociativismo cattocomunista, sempre con il codazzo di “utili idioti”, in politica come in economia, non ha da esistere una sola verità – vera ma il tutto ha da essere per quel che deve apparire. [ Come, da sempre, denuncia Giancarlo Lehner  ] …. D’altronde che, in Italia, tale inquinamento culturalpolitico abbia – storicamente – incrociato anche una sorta di non dichiarata << – sovranità limitata – >> , è pacifico ed è chiaro come il sole che a rimuoverli, appena lo si tenta, se ne pagano tutte le inevitabili conseguenze; ultimamente, ad esempio, si indenizzano – solo civilmente – i parenti delle vittime della << – strage di Ustica – >> e lo si fa, dopo 31 anni, a motivo che le competenti autorità, preposte, “non garantirono la sicurezza del volo e, poi, non dichiararono – mai – come si svolsero, effettivamente, i fatti” ( sic ! ).
 
Il giornalista Vincenzo Nardiello, passando ad altro, sul quotidiano << – Roma ( “il Giornale di Napoli” ) – >>, riprende – il 20 agosto  – pregevoli e liberi interventi, in passato già letti, sull’altra……… << – strage di Bologna – >> : una ritorsione palestinese, contro l’Italia, consumata attraverso il braccio armato del gruppo Carlos ( del terrorista – alias “Lo sciacallo” ) con il coinvolgimento di almeno due terroristi tedeschi di estrema sinistra”; seguono altri due articoli e, di recente, approfondisce il tema in un servizio, a intera pagina [ 11 sett. u.s. ], sulle “piste dell’Est” che, tra l’altro, “portano pure al sequestro e all’uccisione di Moro, da parte delle Br che non agirono da sole in quanto il piano contro il leader Dc fu preparato con estremisti della Raf”. Ebbene, anche in questi casi c’è – tuttora – in piedi una ufficiale  non – verità che ha da essere mezza verità o la verità; della vicenda – Moro, infatti, devono restare – unicamente – le note congetture a riguardo di “colpe” della Dc, Cia, Mossad e chi più ne ha, più ne metta; di Bologna, parimenti, devono restare solo l’orologio della stazione con le lancette ferme e la targa della << – strage fascista – >>; e tant’è che, il paradosso, si reitera ( v. il 20 agosto u.s. – “Il Mattino”, altro quotidiano che “ci marcia”… ) “…sulla pista palestinese che non ha mai convinto i parenti delle vittime…” ( sic ! ). …
 
.L‘inquinamento culturalpolitico, a livello planetario, d’altra parte, segna – oggi – l’acme più inquietante…similmente, nel prosieguo delle c.d. simultanee ( spontanee ? ) << – primavere arabe – >>, guerra forse che si e forse che no, per la caccia al “recalcitrante” e resistente rais di Sirte; sino a quando “mediatore al tritolo”, tra i “campioni rivoluzionari”, oggi, “massacratore del popolo in Quarta Sponda”, per così dire avendo – poi – assunto funzioni di  “parte concorrente e contraente” : da prendersi vivo o morto ( meglio defunto – dicunt –  che non parla ); e, quindi, a tutto quel che viene a scaricarsi di “compassionevole” ed “umanitario”  sulla Libia – che ci pare non essere composto da confetti… – >> .
 
[ L’on,le dr. Giancarlo Lehner, studioso – saggista – storico e giornalista, già direttore del quotidiano socialista “Avanti” e tra i collaboratori – più vicini – all’on.le Craxi ( non “Bruto di Bettino” ); intellettuale, libero e rigoroso; sicuramente tra gli uomini forti, onesti e coraggiosi; il puntuale – documentato –  accusatore dei “crimini rossi”, inviso  alle dominanti  << – nomenklature – >>  ; eletto, per la corrente legislatura, in lista PdL. – Campania 2, ora tra IR – alla Camera – , nell’ottobre 2004 – onorò il dibattito, cui al manifesto in  foto del primo articolo che riproduciamo in blog ( e altri: di Enzo Nardiello sul “Roma” ), promosso dalla nostra Associazione 
 ( manifesto : omissis )
 
Opinionista: 

Vincenzo Nardiello

 
sul “Roma”
Vincenzo Nardiello
sabato, 20 agosto 2011
LA STRAGE – SVOLTA DOPO 31 ANNI . LA PROCURA INDAGA GLI AGENTI TEDESCHI DEL SUPERTERRORISTA : KRAM E FROHLICH. – BOLOGNA, CONFERMATA LA PISTA CARLOS [ 20 agosto 2011 : ATTUALITA’ – pag.7 ] 
[ articolo con foto della pagina del quotidiano  : << – 27 ottobre 2004, il “Roma” anticipava la pista Carlos nella strage di Bologna – >> : era il servizio a pag. 4 – Primo Piano – MISTERI D’ITALIA – E’ Abu Anzek Salek, che fu arrestato per i missili di Ortona: la pista di una ritorsione contro l’Italia. – Gli ex Stay Behind: si al ddl di Cossiga – << – Legittimare i gladiatori – >> / Dossier Mitrockhin e segreti del Pci : incontro con Lehner – E domani dibattito a Napoli : giovedì 28 ottobre 2004 – presso Associazione “Azimut” ( in via P. Del Torto,1 – al “Rione Alto ), in collaborazione con “Controcorrente Edizioni”, intervengono – con Giancarlo Lehner – Vincenzo Nardiello e Armando De Simone , autori di “Appunti per un libro nero del comunismo italiano” — QUEL 2 AGOSTO ’80 – In un rapporto del Sismi il nome del capo della cellula terrorista attiva nella città nel periodo dell’attentato  – BOLOGNA, L’OMBRA DI CARLOS SULLA STRAGE ]

della << – strage di Bologna – >> 

NAPOLI. Contrordine compagni. La verità sulla strage di Bologna dovrà essere riscritta. Dopo 31 anni sotto inchiesta finiscono gli agenti del gruppo Carlos. L’ipotesi battuta dai magistrati bolognesi è quella scaturita a suo tempo dagli atti e documenti raccolti dalla commissione Mitrokhin e per anni raccontata dal Roma: una ritorsione palestinese contro l’Italia; la vendetta del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina per il sequestro di due lanciamissili ad Ortona e l’arresto nel 1979 – con successiva condanna – del suo rappresentante in Italia, Abu Anzeh Saleh. Vendetta che si sarebbe consumata attraverso il braccio armato del gruppo Carlos. Atti, documenti e riscontri ora contenuti in un corposo rapporto consegnato dalla Digos alla Procura felsinea nell’ambito dell’inchiesta-bis sulla strage. Un rapporto che ha convinto il mese scorso il procuratore capo Roberto Alfonso e il pm Enrico Cieri ad iscrivere nel registro degli indagati due  terroristi tedeschi di estrema sinistra dell’organizzazione internazionale di Carlos “lo Sciacallo”: Thomas Kram e Christa Margot Frohlich. Anche se si sottolinea come l’iscrizione sarebbe un atto dovuto, un passaggio tecnico necessario per valutare il materiale che dal 2005 gli investigatori hanno raccolto a carico dei due, è innegabile che si tratti di un esito clamoroso, una svolta che porta le indagini molto lontano dalla “pista nera” e dalle condanne definitive dei Nar Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini.
Kram, nato il 18 luglio 1949 a Berlino, è stato fondatore e membro direttivo del gruppo terroristico tedesco di estrema sinistra Revolutionaere Zelle, le “Cellule Rivoluzionarie”. L’anno scorso il sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano, aveva spiegato solennemente in Parlamento che « – in base alle informazioni in possesso dell’ex Ministero della sicurezza di Stato ( la Stasi dell’ex Germania comunista, ndr ), Thomas Kram, nella sua qualità di componente delle RZ internazionali, era stato scelto dai vertici dell’organizzazione per collaborare con il Gruppo Carlos – ». La notte tra l’1 e il 2 agosto 1980 Kram alloggiò all’hotel Centrale di Bologna. Lo stesso Carlos – che attribuisce la strage ai Servizi segreti americani e agli israeliani – ha dichiarato « – che un compagno tedesco era uscito dalla stazione pochi istanti prima dell’esplosione – ». Chi era? « – Thomas Kram – ».
La donna iscritta nel registro degli indagati, Christa Margot Frohlich, fu invece arrestata nel 1982 a Fiumicino con una valigia piena di esplosivo. Esplosivo compatibile con quello usato a Bologna. Un cameriere dell’hotel Jolly, situato nei pressi della stazione di Bologna, riferì alla polizia di aver notato una certa somiglianza tra la foto dell’arrestata e una donna, che parlava italiano con un forte accento tedesco, presente al Jolly l’1 agosto 1980. Per il presidente dell’associazione del familiari delle vittime della strage, Paolo Bolognesi, è « – uno sviluppo assolutamente insignificante – », ma Enzo Raisi, deputato di Fli ed ex componente della commissione Mitrokhin, sottolinea come le mosse della Procura dimostrano invece che « – i documenti che depositai in Procura» frutto delle risultanze della Commissione hanno una loro attendibilità e credibilità – ».
 
 NEL PROSIEGUO – GLI ALTRI DUE ARTICOLI :
 
August 22, 2011
sul “Roma”.-  Vincenzo Nardiello

NAPOLI. L’oggetto del telegramma non lascia dubbi: « – Cat. A4/Digos-Sez. 3ª, voce: Stazione F.S. Bologna Centrale – Attentato – ». Il testo, letto con gli occhi di oggi, è esplosivo: « – Kram Thomas, nato a Berlino il 18.7.1948, residente Bochum – Repubblica federale di Germania – sospettato appartenere gruppi terroristici tedeschi – data 1° corrente habet alloggiato esercizio recettivo questo capoluogo. Poiché predetto – corrente anno – figura avere soggiornato questa città più volte, pregasi volere interessare corrispondenti organi polizia per conoscere motivi suoi soggiorni Bologna, attività lavorativa – condizioni economiche e compagnie frequentate abitualmente, nonché – ove possibile – sua recente fotografia». La data del telegramma è sconvolgente: 7 agosto 1980, appena cinque giorni dopo la strage alla stazione di Bologna ( 2 agosto, 85 morti e 200 feriti ). – A scriverlo è il questore di Bologna, Italo Ferrante, che si rivolge all’Ufficio sicurezza 224 del Ministero dell’Interno – e per conoscenza 443, 442, 300 e 123 – chiedendo tutta una serie d’informazioni su quel tedesco. È lo stesso Kram, esperto di esplosivi, che soltanto nell’estate 2011, 31 anni dopo, farà il suo ingresso ufficiale da indagato, assieme alla sua compagna d’arme, Christa Margot Frohlich, nell’inchiesta sulla strage. Il telegramma di Ferrante dice senza ombra di dubbio che il nome dell’uomo legato al gruppo “Separat” del superterrorista Carlos non solo era già noto agli organi investigativi italiani, ma che già nell’immediatezza della strage fu messo in relazione alle indagini sull’attentato. Ma quel telegramma dice anche che già cinque giorni dopo la strage era noto che Kram aveva alloggiato in un hotel della città la notte precedente “il botto”. Circostanza che diventerà decisiva per la sua iscrizione nel registro degli indagati solo dopo 31 anni. Quel telegramma – ritrovato dalla commissione Mitrokhin e il cui testo è riportato nella Relazione sul gruppo Separat e il contesto dell’attentato del 2 agosto 1980? degli allora consulenti della Commissione, Gian Paolo Pelizzaro e Lorenzo Matassa, da cui muove la nuova inchiesta – è soltanto il primo di un fitto scambio d’informazioni che coinvolge la Questura di Bologna, il Ministero dell’Interno, la polizia tedesca di Wiesbaden e il Bundeskriminalamt ( Bka ), la polizia investigativa della Germania.
Quest’ultima, infatti, fin dal primo novembre 1979 chiede ai colleghi italiani di confermare la presenza di Kram sul nostro territorio. Richiesta giustificata affermando che Kram è sospettato «di appartenere a gruppi terroristici… tedeschi – ». In altre parole, nel corso delle due settimane successive alla strage ( l’ultimo telegramma è del 14 agosto 1980) , la questura di Bologna raccoglie una massa di informazioni che rafforzano gli iniziali sospetti su un possibile coinvolgimento del tedesco nel grave attentato. Non solo. Quelle informazioni legano fin da subito Kram al gruppo terroristico tedesco di estrema sinistra Cellule Rivoluzionarie ( Rz ), a sua volta collegato all’organizzazione di Carlos con il quale le Rz condividevano vari leader. A cominciare da quel Johannes Weinrich, braccio destro di Carlos, che già un telegramma della Criminalpol del 9 agosto 1980 indirizzato alla Questura di Bologna descriveva in contatto con lo stesso Kram.

Tutti elementi che all’epoca non ebbero seguito, ma che ora hanno concorso a convincere la Procura ad iscrivere Kram nel registro degli indagati della nuova inchiesta che potrebbe mettere seriamente in discussione la verità giudiziaria, che attribuisce ai Nar di Giusva Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini la responsabilità dell’eccidio.
Una verità colma di buchi neri, come conferma anche Francesco Ceraudo, per lungo tempo direttore del centro clinico del carcere di Pisa. Com’è noto Massimo Sparti, il superteste al quale in buona parte si devono quelle condanne, venne scarcerato nel maggio del 1982 perché gli fu diagnosticato, dai sanitari del carcere di Pisa, un tumore al pancreas. Peccato, però, che Sparti avrebbe vissuto altri 20 anni: quel tumore era falso. « – Venni a sapere successivamente – dice oggi Ceraudo confermando dichiarazioni già rese in passato – che vi era stato ad arte uno scambio di referti. Ha ragione Stefano Sparti – aggiunge Ceraudo riferendosi alle dichiarazioni rilasciate nel 2007 dal figlio del superteste – a dire che il padre ha dichiarato il falso in merito al tumore». È anche così che la strage divenne “nera”.

August 24, 2011
sul “Roma”
Vincenzo Nardiello

NAPOLI. Onorevole Raisi, quanto pesano gli equilibri internazionali nel mancato raggiungimento della verità sulla strage di Bologna?
« – Le racconto una cosa – ».
Dica.
« – Quando la commissione Mitrokhin si recò agli archivi dei Servizi chiedemmo di vedere anche il fascicolo di Thomas Kram – ».
Cosa accadde?
« – Capii subito che non volevano farmi vedere nulla – ».
Scusi, ma nel fascicolo non vi erano diversi documenti?
« Sì, ma arrivavano al 2 agosto 1980. Su Kram avevano indagato, ma dal giorno dopo la strage non c’era più niente – ».
Lei cosa fece?
« – Mi rivolsi all’ufficiale che era lì e gli chiesi: “I regimi dell’Est che coprivano i terroristi non ci sono più, il Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp) è morto, il mondo è cambiato: non è il momento di dire la verità e farci vedere i documenti ? – ».
L’ufficiale cosa le rispose?
« – “Raisi, lei ricorda come si svolgeva il trasporto di armi dell’Fplp?”. Sì, gli dissi. Partivano dalla Bulgaria, attraversavano la Siria, s’imbarcavano in Libano e la Libia pagava. E lui: “Ricorda chi governava all’epoca in Libia e in Siria?”. Gheddafi e Assad, risposi. “E chi governa oggi?”. Sempre Gheddafi e Assad. L’ufficiale concluse: “Si è dato la risposta”. Oggi Gheddafi è agli sgoccioli, Assad trema… ma il tempo non gioca a nostro favore – ».
Enzo Raisi, ex componente della commissione Mitrokhin, deputato ( . . . ), è l’uomo che più di tutti – assieme al collega Enzo Fragalà, barbaramente assassinato da un misterioso killer – si è battuto per la verità sulla strage alla stazione di Bologna, il 2 agosto 1980. Fu lui, nell’aprile 2006, a consegnare in Procura gli atti della Mitrokhin che chiamano in causa il gruppo Carlos. Da lì l’inchiesta bis e l’iscrizione nel registro degli indagati dei tedeschi Kram e Christa-Margot Frohlich.
Il tempo sbiadisce prove e indizi: quante possibilità ci sono di giungere alla verità?
« – Nei prossimi giorni capiremo se si vuole andare fino in fondo – ».
Cosa potrebbe succedere?
« – Vedremo se ci sarà un mandato di cattura e la richiesta di estradizione dalla Germania e se i magistrati vorranno sentire Carlos
che ha detto di voler parlare con i magistrati – ».Altrimenti?
« – Sarà stato un passaggio per dire che la pista palestinese ha una sua validità, ma che non si è in grado di accertarla. Quanto sta accadendo dice che le carte della Mitrokhin sono fondate e che la storia che Frohlich e Kram non avevano collegamenti è infondata. Chi dice che questa pista era già stata verificata dice il falso. Il giorno della bomba Kram sparisce, entra in clandestinità e resta latitante 25 anni – ».
Quando consegnaste quelle carte come reagirono i magistrati?

« – Il capo della Procura assegnò le nuove indagini allo stesso pm che svolse l’accusa nel processo che condannò i Nar. Proprio il processo che quelle carte dovrebbero smentire – ».
Si è perso tempo?
« – Non solo, sono accaduti fatti gravi. Si sarebbe dovuta chiedere l’estradizione di Kram, che invece figurò come persona informata sui fatti. Nel 2001 il capo della polizia, De Gennaro, segnalò che Kram poteva essere collegato alla strage, ma la Procura aprì un fascicolo per fatti non costituenti reato, in cui mise la lettera di De Gennaro con quella di una mitomane tedesca che diceva di sapere d’essere indagata per la strage. Cambiati il capo della Procura e il pm, la svolta c’è solo adesso – ».

 “sulle piste dell’Est” : << – STRAGE DI BOLOGNA – >>  E  << –  CASO MORO – >>
[ TRE SERVIZI – A INTERA PAGINA – << – LE PISTE DELL’EST – MORO E BOLOGNA, DAI DOCUMENTI LE NUOVE VERITA’ – >>  – ( in prima e segue a pag. 4 – domenica 11 settembre 2011 ) – Primo Piano : << – L’ACCUSA : FORMO’ DEI COMBATTENTI, POI LA RINUNCIA ALLA LOTTA ARMATA LI SPINSE NELL’ILLEGALITA’. MOSCA: IL PCI SPINSE I GIOVANI SULLA VIA DEL TERRORISMO ( rapporto informativo Kgb / 1980 ) – >> / IL DOCUMENTO : << – I SOVIETICI : LE BR NON AGIRONO DA SOLE. IL PIANO PER RAPIRE IL LEADER DC PREPARATO CON TERRORISTI DELLA RAF ( Patrizio Peci, il primo pentito importante delle Brigate Rosse, dichiarò che uno dei leader della Raf << – aveva avuto contatti diretti con Moretti anche durante il sequestro di Aldo Moro e fino al ritrovamento della base di Via Monte Nevoso – >> ) – >> ; << – E’ LA CONFERMA DEL CONTATTO TRA LE DUE ORGANIZZAZIONI E DEI SOSPETTI AVANZATI IN QUESTI ANNI: PER L’AZIONE DI VIA FANI LA STESSA TECNICA MILITARE USATA PER SEQUESTRARE IL PRESIDENTE DELLA CONFINDUSTRIA TEDESCA, SCHLEYER – >> ; << – IL RUOLO DELLA STASI, I SOSPETTI DI IMPOSIMATO, I DOCUMENTI FALSI DEI MILITANTI RAF PROVENIENTI DALLO STESSO STOCK DI VIA GRADOLI, LE NOTIZIE DEL SISDE : ORA UN NUOVO TASSELLO SI AGGIUNGE AI TANTI ELEMENTI CHE INDICANO IL COINVOLGIMENTO DI EVERSORI DELL’EST – >> ;  << – BOLOGNA – IL TEDESCO ORA INDAGATO PER LA BOMBA, INCONTRO’ IL SUPERTERRORISTA A BERLINO EST – KRAM DA CARLOS 3 GIORNI DOPO LA STRAGE ( Il 5 agosto ’80 l’uomo partecipò ad un summit con lo sciacallo e il suo braccio destro nella rete terroristica – “Separat”. La prova nei documenti della polizia segreta dell’ex Germania comunista ) – >>  — ( nelle foto pubblicate : documento Kgb, Moro / covo Br, Thomas Kram e Carlos “lo sciacallo” ). — ]
September 11, 2011
sul “Roma”
Vincenzo Nardiello
NAPOLI. Roma, 15 novembre 1977. Il brigatista rosso Prospero Gallinari entra in un bar di via Appia Nuova. Lo attende un uomo che un appunto dei carabinieri qualificherà come « – un pregiudicato… ricercato per più sequestri di persona – ». Gallinari gli propone «di partecipare a un eclatante sequestro di persona a sfondo politico», ma il misterioso pregiudicato declina l’offerta. Il brigatista non è solo: lo accompagna « – un giovane tedesco, i cui connotati fanno presumere possa trattarsi del terrorista Sigmund Hoppe – ». Hoppe è un militante del gruppo terroristico di estrema sinistra Rote Armee Fraktion (Raf) – le Br tedesche per intenderci – a sua volta legato a doppio filo alla Stasi, la polizia segreta dell’allora Germania comunista. Mancano quattro mesi al sequestro di Aldo Moro e Gallinari farà parte del commando di fuoco che sterminerà la scorta del presidente dc in via Fani.

Quell’appunto verrà trasmesso dal Comando generale dell’Arma dei carabinieri al Viminale il 28 aprile 1978, ma non arriverà mai sulla scrivania dei magistrati che in quel momento stanno cercando Moro. Perché? Perché la pista del sequestro che porta a Est, verso il blocco sovietico, deve rimanere celata – « – coperta – », nel linguaggio dei Servizi – per evitare che gli inquirenti italiani vadano a ficcare il naso dove non devono. Ben presto altre piste, stavolta “atlantiche”, occuperanno giornali, dibattiti  e inchieste giudiziarie.

IL DOCUMENTO

Ma ora le cose potrebbero cambiare. Ad affermare senza tentennamenti il coinvolgimento di terroristi comunisti tedeschi nel sequestro Moro è addirittura l’organizzazione madre di tutta l’eversione proveniente dall’Est: il Kgb. In uno straordinario documento redatto nel 1980, l’intelligence sovietica espone un’analisi del fenomeno della lotta armata in Italia: il Servizio segreto di Mosca è perentorio nell’affermare che « – il terrorismo italiano ha superato le frontiere nazionali. Nell’ultimo periodo si è avuta notizia di incontri che hanno avuto luogo fra rappresentanti delle organizzazioni terroriste di diversi paesi del mondo, ai quali hanno partecipato anche gli italiani. Soprattutto esistono numerose prove di contatti bilaterali. In particolare per il caso Moro, si è stabilito che alla preparazione del piano per il sequestro hanno partecipato membri del gruppo terrorista della Germania occidentale “Baader-Meinhof” – ». Com’è noto, la banda Baader-Meinhof – dal nome dei suoi due fondatori – altro non è che la Raf delle origini. Si tratta di un rapporto importantissimo, perché è il « – primo documento elaborato dal Kgb sul terrorismo italiano divenuto accessibile – », sottolinea lo studioso Fernando Orlandi, che ne ha curato la pubblicazione nel Working Paper n.152 del Centro Studi sulla Storia dell’Europa Orientale da lui presieduto. Il memorandum – dieci pagine dattiloscritte – si trova all’interno di un volume reso disponibile alla  fine del 2010 dalla “Commissione per la divulgazione dei documenti e l’annuncio dell’affiliazione di cittadini bulgari con la Sicurezza di stato e i Servizi di intelligence dell’Esercito nazionale bulgaro”, e fa parte di una raccolta che unisce altri 97 file declassificati in materia di terrorismo internazionale, la maggior parte dei quali elaborati da dipartimenti di spionaggio e controspionaggio bulgari, « – come pure di altro materiale ottenuto nell’ambito degli scambi informativi con il Kgb dell’Urss e con i servizi di sicurezza degli altri paesi del blocco socialista – », spiega Orlandi. Va detto subito che l’ignoto estensore sovietico incorre in alcune generalizzazioni grossolane, quando non in errori e dimenticanze di fatti importanti della storia italiana di quel periodo. Tutte circostanze puntualmente rilevate dal curatore, che nell’introduzione al documento non manca di bollare l’analisi contenuta nel memorandum come « – di una grande povertà e segnata da ingenuità e carenza di informazioni – ». Orlandi si riferisce, in particolare, ad alcune mancate citazioni di eventi importanti di quel periodo, come il decisivo arresto di Patrizio Peci o l’omicidio di Guido Rossa, così come « – non troviamo riscontro della difficile situazione generale in cui si trova l’Italia nel 1979 – », anno in cui il Paese attraversa una « – profonda crisi del sistema politico – ».
Difetti della ricerca che tuttavia nulla tolgono alla valenza della notizia sulla vicenda Moro, frutto di informazioni raccolte dai sovietici evidentemente tanto precise da consentire di stabilire senza tentennamenti « – che alla preparazione del piano per il sequestro hanno partecipato membri del gruppo terrorista della Germania occidentale “Baader-Meinhof” – ». È importante non dimenticare che le organizzazioni Baader-Meinhof e Raf erano strettamente legate alla Stasi che riferiva poi tutto al servizio “madre”: il Kgb. Dunque è altamente probabile che la fonte dell’informazione in possesso dell’intelligence sovietica sia proprio il potentissimo Servizio dell’allora Ddr, e che quest’ultimo lo abbia saputo direttamente dai terroristi tedeschi con i quali era in contatto.

Un’informazione la cui attendibilità e credibilità è ulteriormente rafforzata da una messe di elementi di fonte italiana ed estera emersi nel corso degli anni, che ora trovano proprio nel memorandum del Kgb una nuova e clamorosa conferma.

BR-RAF: UN LUNGO LEGAME

Non c’è solo Hoppe, il militante della Raf che avrebbe avuto un ruolo nel reclutare partecipanti al sequestro Moro. Sono molti e dettagliati gli elementi che collegano Br e Raf. Innanzitutto ne hanno parlato diversi brigatisti. Patrizio Peci, il primo pentito importante dell’organizzazione, ha fatto di più: in un interrogatorio del 4 aprile 1980, dichiarò che « – Willy Peter Stoll aveva avuto contatti diretti con Mario Moretti anche durante il sequestro di Aldo Moro e fino al ritrovamento della base di via Monte Nevoso – ». Willy Peter Stoll era uno dei leader della Raf, tra i sequestratori di Hanns-Martin Schleyer, il presidente della Confindustria della Germania Ovest rapito il 5 settembre 1977 dai terroristi tedeschi con una tecnica militare che sarà copiata dai brigatisti in via Fani. Più che probabile che le due organizzazioni abbiano discusso proprio di questo durante la preparazione del piano. Per non parlare dei documenti d’identità falsi forniti dalle Br a diversi militanti della Raf; in particolare quelli di Elizabeth von Dick, provenienti dallo stesso stock di documenti ritrovati nel famoso covo br di via Gradoli. Più che probabile, inoltre, che a Mosca sapessero di Brigitte Monhaupt e Sieglinde Hoffmann. Si tratta delle due donne che, almeno a partire dalla fine del 1977, costituirono una sorta di rappresentanza fissa della Raf in Italia, con covi a Milano e Roma. Arrestate a Zagabria poco dopo l’omicidio di Moro, confesseranno di aver partecipato a riunioni a Milano con « – un compagno delle Br – » indicato come “Altman”. Secondo Ferdinando Imposimato, l’ex magistrato che più di tutti ha ricercato la verità sul presidente dc, è altamente probabile che “Altman” sia Mario Moretti: « – Il sospetto che mi è sempre rimasto – afferma Imposimato nel libro scritto con Sandro Provvisionato “Doveva morire” – è che la Monhaupt e Hoffmann, in contatto con il capo brigatista prima dell’operazione Moro molto probabilmente fossero a Milano nei giorni precedenti il sequestro, perché erano coinvolte, quantomeno, nella stessa organizzazione del sequestro. E in questa
luce appare credibile la notizia del Sisde avente come oggetto “Il caso Moro e i collegamenti  internazionali del terrorismo”, la quale, riportando una notizia dello storico americano Katz, riferiva che la Monhaupt “avrebbe partecipato a un vertice brigatista avvenuto a Milano nel corso del quale sarebbe stata decisa la condanna a morte di Moro” – ».

E che dire del misterioso “tiratore scelto” – mai identificato – che in via Fani sparò con estrema precisione ben 49 dei 91 proiettili esplosi dai brigatisti? Nel 2005 Falco Accame, ex presidente della commissione Difesa della Camera, dichiarò che c’era il sospetto che fosse un tedesco della banda di Carlos o comunque a lui collegato. E poi ci sono i testimoni oculari di via Fani, alcuni dei quali giurarono di aver sentito persone impartire ordini in tedesco o con accento tedesco. Il giornalista Antonio Selvatici ha testimoniato che negli archivi Stasi c’era una scheda intestata a Valerio Morucci in cui si faceva riferimento « – all’Archivio Moro – ». Un archivio che secondo Berlino, come scrive Selvatici nel suo “Chi spiava i terroristi”, non è mai stato ritrovato. Fatti, testimonianze, riscontri, sospetti sui quali, 33 anni dopo, il documento del Kgb può ora gettare nuova luce.

ROMA. « – Nei gruppi “di combattenti” formati dal partito col compito di preparare la lotta in condizioni di illegalità in Italia è entrata la maggior parte della gioventù progressista italiana che è pronta a difendere con le armi in pugno gli interessi del proletariato – ». Ma l’« – opportunismo nell’azione del Pci – » li ha « – disarmati politicamente, spingendoli sulla via del terrorismo – ». Firmato: Kgb. Nel rapporto informativo del 1980 dedicato al terrorismo italiano e portato alla luce dal Centro Studi sulla Storia dell’Europa Orientale, il Servizio segreto sovietico critica duramente il Pci. L’accusa è secca: dopo aver preparato la lotta illegale per la conquista del potere, « – il Pci non è riuscito ad elaborare un programma costruttivo per un ulteriore sviluppo delle conquiste democratiche, è rimasto sulla strada delle concessioni parziali, delle riforme limitate, ed ha rinunciato alle forme di lotta armata – ».

Atteggiamento che il Kgb bolla come « – opportunismo – », responsabile di aver « – influito decisamente sull’ideologia e sulla posizione politica di coloro che erano pronti a dare la vita per il futuro socialista dell’Italia e li ha disarmati politicamente, spingendoli sulla via del terrorismo – ». Il Kgb, inoltre, paventava la possibilità « – che nel paese può ripresentarsi una situazione nella quale il Pci sarà costretto a entrare nell’illegalità, tornare alla lotta clandestina, e che deve essere pronto a un possibile cambio cardinale delle condizioni politiche». Correva l’anno 1980. 

NAPOLI. Il cerchio si chiude. Dagli archivi dell’ex Stasi, la polizia segreta dell’allora Germania comunista, giunge un nuovo, durissimo colpo alla verità giudiziaria sulla strage di Bologna. Forse decisivo. È il 5 agosto 1980, appena tre giorni prima la stazione di Bologna è stata sventrata da una bomba che ha spezzato 85 vite innocenti. A mille chilometri di distanza, a Berlino Est, non è un sera qualunque. Thomas Kram, il tedesco esperto di esplosivi delle Cellule rivoluzionarie legato al gruppo di Carlos e solo da circa due mesi indagato a Bologna nella nuova inchiesta sulla strage, partecipa ad un summit ad altissimo livello. Con lui ci sono lo stesso Carlos, leader della rete terroristica internazionale “Separat”, il braccio destro dello Sciacallo, Johannes Weinrich (alias Steve), e Magdalena Kopp. La notizia, totalmente inedita, è contenuta in alcuni documenti della  Stasi ritrovati – grazie alla ricerca di Gabriele Paradisi, imprenditore e scrittore che non si stanca di cercare la verità – presso gli archivi del BStU (l’istituto tedesco che oggi gestisce i documenti della Stasi).  Si tratta di una notizia straordinaria, che rafforza ancora di più l’ipotesi che la bomba esplosa il 2 agosto 1980 sia stata l’esito della ritorsione (annunciata) contro l’Italia del Fronte popolare per la liberazione della Palestina. La vendetta scattò per la violazione del cosiddetto “lodo Moro”,  il patto segretamente stabilito da nostri 007 con i terroristi palestinesi: accadde con il sequestro di due lanciamissili ad Ortona e poi con l’arresto a Bologna (novembre 1979) e, soprattutto, con la mancata liberazione e la condanna di Abu Anzeh Saleh, rappresentante del Fplp in Italia e uomo  della rete di Carlos. La scoperta di Paradisi è fondamentale per almeno due motivi: innanzitutto smentisce le affermazioni rilasciate da Kram l’1 agosto 2007 a il manifesto, poi perché i documenti della Stasi potrebbero essere tra gli elementi decisivi che hanno convinto la Procura felsinea  ad iscrivere l’uomo nel registro degli indagati assieme a Christa-Margot Fröhlich, anche lei legata all’organizzazione Carlos. « – Le carte della Stasi aprono uno scenario ancor più inquietante e grave – », scrivono lo stesso Paradisi, Gian Paolo Pelizzaro e François de Quengo de Tonquédec suLiberoreporter.it, dove hanno dato notizia della scoperta. Infatti, quei documenti « – dimostrano che Kram tre giorni dopo la strage non era a Firenze, come da lui stesso dichiarato al manifesto, ma nella capitale della Germania Est, insieme a Steve, numero due di “Separat”, … e a Carlos – », che aveva il quartier generale dell’organizzazione « – in una suite del Palasthotel» sorvegliata della Stasi.  Inoltre, Kram « – dopo un primo respingimento al posto di blocco di Friedrichstrasse (l’ormai noto Checkpoint Charlie) – affermano Paradisi, Pelizzaro e de Tonquédec – riesce comunque a entrare in città, passando da Berlino Ovest a Berlino Est, a dimostrazione che senza l’aiuto della polizia segreta ciò sarebbe stato tecnicamente impossibile – ».


 sul “Roma”
Intervista a Imposimato
Vincenzo Nardiello
Thursday, September 22, 2011
« – In particolare per il caso Moro, si è stabilito che alla preparazione del piano per il sequestro hanno partecipato membri del gruppo terrorista della Germania occidentale “Baader-Meinhof” – ». Così scriveva il Kgb in un documento del 1980 che il “Roma” ha presentato ai suoi lettori l’11 settembre scorso. Ferdinando Imposimato, ex giudice istruttore del processo Moro e uomo che più di tutti ha cercato la verità sulla vicenda, non ha dubbi sul coinvolgimento dei terroristi tedeschi.
Le pare una circostanza credibile?
« – Sì, perché c’è la prova documentale dei rapporti Br-Raf. Com’è noto, la Baader-Meinhof fu sostituita dalla Raf (Rote Armee Fraktion), ma la cosa fondamentale è che queste due organizzazioni terroristiche della Germania occidentale erano sostenute dalla Stasi, la polizia segreta della Germania Est – ».
Sostenute, non semplicemente infiltrate?
« — Sostenute nel senso che erano finanziate, appoggiate, ospitate nella Germania orientale da parte di quel Governo – ».
Come fa ad esserne così sicuro?
« – Mi è stato detto esplicitamente sia da Markus Wolf che da Günther Bonsack, rispettivamente capo e vicecapo della Stasi. Wolf era contemporaneamente capo della Stasi e agente del Kgb. Come ho scritto in una sentenza fin dal 1982 e depositata nell’83, tra la Raf e le Br esisteva un rapporto organico e stabile, risalente al 1970-71. Raf e Br avrebbero dovuto fare contemporaneamente alcuni grandi attentati che dovevano essere compiuti a Roma e Milano. A Roma doveva essere sequestrato Moro e fu fatto, a Milano con l’appoggio della Raf – quindi del Kgb, perché quando parliamo della Raf parliamo della Stasi e, quindi, del Kgb – doveva essere rapito un esponente della Confindustria – ».
Di chi si trattava?
« – Leopoldo Pirelli o Guido Carli. Il doppio sequestro non venne eseguito contemporaneamente perché furono arrestati alcuni esponenti della Raf. Di sicuro alcuni agenti del Kgb a Roma hanno pedinato Moro nel periodo precedente il sequestro. In particolare Fëdor Sergeij Sokolov lo pedinò addirittura per circa tre mesi. Moro ebbe dei gravi sospetti su di lui, ma commise un errore: non denunciò questo terrorista alla magistratura come avrebbe dovuto – ».
Secondo lei perché non lo fece?
« – Perché lui lo disse al suo collaboratore, Franco Tritto, che andò a parlarne con Cossiga – addirittura lo fece nel giorno stesso del sequestro – però anche Tritto si guardò bene, purtroppo, dal parlare di questo fatto con la magistratura. E Cossiga mi diede una notizia falsa – ».
Quale?
« Che questa era una persona che non dava adito a sospetti di alcun genere. —- Ci sono prove documentali del pedinamento di Moro – ».
Chi era Sokolov?
« – Un colonnello del Kgb, un pezzo da novanta. Era responsabile delle operazioni speciali del Kgb in Italia e in Francia. Addirittura aveva compiuto un’operazione nei confronti di Sakharov. Un personaggio pericolosissimo – ».
Che rapporto può esserci tra questo quadro che lei ha delineato e l’episodio della sparizione delle
carte di Gladio dalla cassaforte del Ministero della Difesa durante il sequestro Moro?
« – Una relazione c’è sicuramente, perché questa cosa interessava non solo al Kgb, ma anche ai Servizi segreti occidentali. Del Comitato di crisi faceva parte un agente del Kgb, ma anche un agente della Cia, Franco Ferracuti. E poi c’era quest’uomo del Dipartimento di Stato Usa, Steve Pieczenik, che è quello che poi ha confessato – ».
La ragione qual era?
« – C’era un doppio interesse convergente che portava alla volontà di distruggere Moro – ».
Ma Gladio che c’entra?
« Il comitato di crisi conteneva degli elementi dei Servizi segreti che erano appartenenti all’organizzazione Gladio. Quindi non è una cosa campata in aria, ma ha attinenza con Gladio – ».  
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SU STRAGE DI BOLOGNA – LINK
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carlos: ‘la strage di bologna? quei coglioni fascisti non c’entrano nulla …

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Strage di Bologna. Alibi, bugie e un teste segreto. “Quel processo è da …

02 ago 2015 – Strage di Bologna del 2 agosto 1980 … «Sulla presenza di Mambro e Fioravanti a Treviso e a Padova la mattina del 2 agosto 1980 ci sono …

La bomba alla stazione – giornaleditalia

02 ago 2013 – Nel quadro c’è un uomo curvo su un tavolo, il volto tra le braccia per la paura e la … Sono le 10.25 Non è un sabato come gli altri, a Bologna. Il 2 agosto per tutta l’ Italia che lavora cominciano le ferie. …. Ma la strage no, con quella davvero i Nar non c’entrano. … Nonimporta tanto la ricerca della verità.

Strage alla stazione di Bologna – 2 agosto 1980 – Storia di Bologna …

03 ago 2009 – Poi vi sono coloro che hanno operato per nascondere la verità ed … “Siamo stanchi di tornare il piazza il 2 agosto sempre nel dubbio, … informati confidando nella nonconoscenza e sulla labile memoria, dato il lungo tempo trascorso. ….. i Nar non c’entrano con l’attentato alla stazione di Bologna, che fu …

Strage di Bologna, Raisi: “Nel mio libro la verità” – Repubblica Bologna

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18 nov 2012 – E annuncia novità in arrivo sulla pista palestinese “Il 2 Agosto 1980 … Home · Cronaca · Sport · Foto · Video · Annunci · Aste-Appalti · Lavoro · Motori · Negozi … cui ha deciso di scrivere un libro-inchiesta intitolato “Bomba o non bomba. 2 … ” Con la strage è cominciato il martirio di tuta la destra italiana, ma in …

Mancanti: fascisti ‎c ‎entrano

Strage di Bologna: la pista palestinese – Informazione Corretta

Ne hanno scritto su IC diverse volte Piera Prister e Vitaliano Bacchi, … degli ex neofascisti Mambro e Fioravanti per chiedere la verità sulla strage di Bologna. … Riccardo Pacifici, è scettica sulla pista nera per la bomba del 2 agosto 1980. … ex Nar nulla c’entrano(«L’attentato non è opera dei fascisti », ha ripetuto più volte).

Dossier di Fascinazione sulla strage di Bologna – 2a … – L’alter-Ugo

ugomariatassinari.it/wp-content/uploads/dossier_2.pdf

Il pretesto narrativo è l’incrocio di tre personaggi a Bologna il 2 agosto 1980. … Magliana efascisti vari. … ho paura che la verità su Bologna non verrà mai fuori, troppo in alto e troppo …. Conoscendo Raisi ci sta tutta che si sia ispirato al libro. …. Carlos ha già detto chiaramente che i neofascisti con la strage non c’entrano.

Casaggì Milazzo: La strage di Bologna non è fascista!

casaggimilazzo.blogspot.com/2011/08/la-strage-di-bologna-non-e-fascista.html

03 ago 2011 – Chi ha paura della verità sulla strage di Bologna? … serio, documentato e coerente sull’attentato del 2 agosto 1980. … Ecco il perno di tutta la questione: “Vi fu un burrascoso incontro notturno a …. stragi, e che i neofascisti come Mambro e Fioravanti non c’entrano con Bologna”. ….. VIDEO NON CONFORMI .

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LE INCHIESTE ( NARDIELLO SUL “ROMA” ) SULLE PISTE DEL’EST E I MISTERI D’ITALIA STRAGE DI BOLOGNA UCCISIONE DI MORO TERRORISMO E IL TEOREMA DELLE PISTE CHE DEPISTANO 
[ “AZ.”- 02/08/2017 ]
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