NOI ABBIAMO…SCHERNITO TUTTI I CIARLATANI – BIANCHI, ROSSI E NERI …- O ILLUSTRI CANTASTORIE DI TUTTE LE SACRISTIE..


<< NOI ABBIAMO…SCHERNITO TUTTI I CIARLATANI – BIANCHI, ROSSI E NERI …- O ILLUSTRI CANTASTORIE DI TUTTE LE SACRISTIE…>> [ M ] – [ “AZ.-NEWS” : 4 APRILE 2018 ] – anteprima di web servizio tra breve in rete – VISITA IL SITO –

<< NOI ABBIAMO…SCHERNITO TUTTI I CIARLATANI – BIANCHI, ROSSI E NERI …- O ILLUSTRI CANTASTORIE DI TUTTE LE SACRISTIE…>> [ M ] – [ “AZ.-NEWS” : 4 APRILE 2018 ] – anteprima di web servizio tra breve in rete – VISITA IL SITO –

Associazione Azimut
Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut
AZIMUTASSOCIAZIONE.WORDPRESS.COM

[ M. ] – << …Noi abbiamo stracciato tutte le verità rivelate…schernito tutti i ciarlatani – bianchi, rossi, neri – che mettono in commercio le droghe miracolose per dare la <<  – felicità –  >> al genere umano….Non crediamo a una soluzione unica – sia essa di specie economica o politica o morale – a una soluzione lineare dei problemi della vita perchè, – o illustri cantastorie di tutte le sacristie – la vita non è lineare e non la ridurrete mai a un segmento chiuso fra bisogni primordiali –  >>. ( Navigare necesse, nel Popolo d’Italia, 1° gennaio 1920, e in Diuturna, ed. cit. , p. 223; ora nell’edizione definitiva Hoepli, vol. II, pag. 53 )

“AZIMUT” NAPOLI – il presidente Arturo Stenio Vuono

1 – << QUANDO LA VERITA’ NON E’ PIU’ LIBERA, LA LIBERTA’ NON E’ PIU’ REALE  >> –  2 “CHI SBAGLIA STORIA, SBAGLIA POLITICA” [ Giovanni Cantone ] – 3 “LA STORIA E’ POLITICA SPERIMENTALE” [ Joseph De Maistre ] –  4 “CHI CONTROLLA IL PASSATO, CONTROLLA IL PRESENTE” [ G. Orwell ] – Associazione CulturalSociale “Azimut” Napoli

———————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————-LA STORIA – NON C’E’ BISOGNO DI RISCRIVERE LA STORIA, BASTA FAR CONOSCERE TUTTI I FATTI E LE PAGINE SEMPRE SECRETATE  PER GIUNGERE ALLA VERITA’ – QUELLA VERA !

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[ DA “ARCHIVIO AZIMUT ONLINE” – DUE LINK – CLICCA E LEGGI ]

“AZIMUT”: SULLA DOTTRINA DEL FASCISMO – Associazione Azimut

26 ott 2012 – Associazione Azimut Anteprima di web : Friday, October 26, 2012 E.mail : LA STORIA E LA RISPOSTA DI “AZIMUT” : SULLA < DOTTRINA DEL FASCISMO >. “QUANDO LA VERITA’ NON E’ PIU’ LIBERA, LA LIBERTA’ NON E’ PIU’ REALE” [“Az.-News”: ottobre 2012 ] << – Quando la verità non è più libera, …

LA FINE DEL DUCE E LA VERITA’ MAI SVELATA – Associazione Azimut

8 mar 2017 – ( AZIMUT – dipartimento << area studi e documentazione >> ). FASCISMO : CERCARE LA VERITA’ SU MUSSOLINI. [ Domani e sabato un convegno storico a Dongo, sull’uccisione di Mussolini – Hanno preceduto i servizi del giornalista Vincenzo Nardiello sulquotidiano << Roma ( “il Giornale di Napoli” ) …

LA STORIA

   

( foto tratte dal web )

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TRATTO DALLA PAGINE FACEBOOK DI EDDA NEGRI MUSSOLINI

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È iniziato aprile, mese carico di giorni infausti per la mia famiglia. Mi ritrovo a pensare oggi è Pasqua: 1 aprile. 73 anni fa il 1 aprile 1945 era Pasqua come oggi. I nonni sorridevano a tavola con i nipoti e i figli. La nonna Rachele vedendo quei visi sorridenti per un attimo si rivede a Villa Torlonia, quando tutta la famiglia era riunita. Ma ora manca Bruno col suo sorriso, morto 4 anni fa a 23 anni, l’ Edda che è in svizzera. Un dolore colpisce il cuore della nonna ma poi vede i bambini che ridono e per un attimo tutto passa. Non sa quale sarà il loro destino quante sofferenze porterà aprile in quell’anno e negli a venire. Quante morti e quanto dolore. Il nonno, la mamma morta il 25 aprile del 1968, l’11 aprile del 1974 muore Marzio, l’ Edda il 9 aprile 1995, Fabrizio, l’altro figlio dell’ Edda muore l’8 aprile del 2008. Aprile è cominciato e spero passi in fretta!!

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SU MUSULMANI IMMIGRAZIONE ( E ARGOMENTI CORRELATI )

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Bruno Esposito ha condiviso un post sul diario di Emmanuela Florino.
Bruno Esposito

Documento sulla presenza di moschee clandestine a Napoli e Provincia diffuso dai VOLONTARI PER L’ITALIA AD OTTOBRE SCORSO, avevamo visto giusto !!!

L’immagine pubblicata da numerosi giornali che mostra diverse migliaia di fedeli musulmani raccolti in preghiera in Piazza Garibaldi,mentre occupano l’intera area della piazza stessa, per la festa del sacrificio o festa dello sgozzamento (in arabo Eid al–Adha) ha provocato sorpresa e sgomento fra quanti hanno assistito alla cerimonia e fra quanti hanno appunto visto le immagini diffuse dagli organi d’informazione e rimbalzate sui social
In quell’occasione la Città è venuta a conoscenza dell’esistenza di una struttura sommersa di numerose micro moschee diffuse su tutto il territorio di Napoli e non solo.
La cerimonia ricorda il profeta Abramo che, nell’obbedire alla richiesta divina, sta per sacrificare suo figlio quando un angelo lo ferma. Il montone sacrificato è quindi una forma di ringraziamento ad Allah per aver salvato il giovane.
La celebrazione incontra, soprattutto in Occidente, per le modalità cruente che la caratterizzano, sgomento ed orrore in parti consistenti dell’opinione pubblica.
Quella di Piazza Garibaldi è stata anche una provocatoria esibizione di radicamento e di forza della Comunità islamica nella nostra città.
In una realtà come quella dell’area metropolitana di Napoli, in cui si è ormai dissolta ogni presenza politica e sindacale, in una città che ormai risulta orfana di qualsiasi tipo di sollecitazione all’impegno civico, le uniche strutture organizzate esistenti sul territorio sono quelle della Comunità islamica e della malavita.
Costituiscono non solo presidi di aggregazione religiosa, ma anche sedi in cui vengono surrogate quelle funzioni di assistenza civile che dovrebbero essere esercitate dallo Stato.
La Comunità islamica si trova così ad autorganizzarsi ignorando o violando difatto tutte le normative esistenti.
Finora è mancata qualsiasi presa di coscienza del rischio di questa presenza che andrebbe, invece, quanto prima censita.
Le Autorità napoletane, ai vari livelli di competenza e di responsabilità, ignorano tutto di questa Comunità religiosa autorganizzata, non tenendo presente che per gli islamici la moschea non è soltanto luogo di preghiera, ma anche centro di pedagogia dei fedeli, di preparazione per i giovanissimi e in alcuni casi, non episodici, anche di militanza politico-religiosa, se non peggio, come le luttuose cronache del terrorismo insegnano.
Delle numerose moschee sommerse che si vanno moltiplicando s’ignora il loro orientamento, anche se, in molti casi, risentono delle infiltrazioni salafite quanto mai pericolose per la tenuta dell’ordine e della sicurezza.
Non c’è intenzione di alcuna contrapposizione o di alcun limite della libertà religiosa della comunità musulmana, c’è però l’esigenza di conoscere l’allocazione dei luoghi di preghiera e dell’eventuale infiltrazione fondamentalista e della sua eventuale presa effettiva sulla Comunità islamica napoletana.
Per questo le Autorità citate “devono” provvedere con urgenza al censimento di tali micro moschee diffuse sul territorio, alla conoscenza l dell’orientamento degli imam che le reggono e degli eventuali collegamenti con altre strutture presenti sul territorio italiano ed altrove.
Volontari per l’Italia
Ottobre 2017

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#Cronaca: i dati pubblicati oggi dal ministero dell’Interno smentiscono le Ong. Ecco perché per far diminuire gli sbarchi è necessario fermare anche chi li agevola

#Ong #migranti #immigrazione #sbarchi #IlPrimatoN

I dati pubblicati oggi dal ministero dell’Interno ci dicono che gli sbarchi e i morti in mare sono in diminuzione. Casualmente proprio quando non sono attive le…
ILPRIMATONAZIONALE.IT |DI IL PRIMATO NAZIONALE

Roma, 28 mar – Gli sbarchi di immigrati nei primi tre mesi del 2018 sono sensibilmente diminuiti, se confrontati con lo stesso periodo relativo al 2017. In un’intervista pubblicata oggi da La Stampa, il ministro Minniti ha specificato come non abbiano alcun senso gli appunti dei detrattori che ritengono sia un effetto stagionale: siamo in inverno e quindi il mare è spesso troppo mosso, presto riprenderanno ad aumentare gli arrivi. Per Minniti è “infantile dirlo” e la diminuzione è “frutto di un lavoro che non può essere banalizzato”. I dati poi parlano senz’altro chiaro e come si evince dai grafici pubblicati oggi dal ministero, dal 1 gennaio al 28 marzo di quest’anno il numero di migranti sbarcati in Italia è pari a 6.161 (di cui 4.399 provenienti dalla Libia), a fronte dei 23.145 del 2017 (stesso periodo appunto). In percentuale -73,38% rispetto allo scorso anno.

E’ stato dunque fatto un buon lavoro di contenimento da parte del governo? Difficile dirlo, perché andrebbero analizzate tutte le concause che hanno scatenato fino ad ora questa ondata di arrivi: dalla guerra in Libia al generale fenomeno delle Primavere arabe, dalle politiche delle porte aperte sin qui promosse da chi era al governo, ai messaggi lanciati dalle sirene che hanno fatto dell’immigrazione un business sotto gli occhi di tutti. Ci sono poi le conseguenze dei sommovimenti in atto nei paesi di origine africani, che oscillano continuamente tra assestamenti e spaccature sociali. Un’instabilità cronica che Italia e nazioni europee hanno saputo più aggravare che contenere. C’è poi il proficuo lavoro svolto negli ultimi mesi dalla Guardia Costiera Libica che ogni giorno salva e riporta in Libia centinaia di migranti. Guardando però attentamente i dati pubblicati oggi dal ministero dell’Interno e dall’International Organization for Migration, si evincono facilmente altri due fattori affatto trascurabili legati alla presenza nel Mediterraneo delle navi targate Ong.

I morti in mare nei primi tre mesi del 2018 sono stati 359 a fronte dei 727 dello stesso periodo relativo al 2017. Lo scorso anno erano particolarmente attive le imbarcazioni delle Ong che hanno sempre sostenuto di “salvare vite umane”, facendo di questo motto una sorta di mantra indiscutibile che nessuno poteva azzardarsi a mettere in discussione, pena l’inevitabile gogna mediatica e l’accusa di razzismo. Peccato che negli ultimi mesi le attività “salva migranti” di queste navi siano diminuite. Anzi, potremmo dire quasi scomparse, perché attraccate nei porti quando non bloccate per legge: si veda il caso della Iuventa sequestrata ad agosto. I dati pubblicati oggi quindi smentiscono la versione delle Ong: senza di loro si verificano meno morti, non viceversa. Allo stesso tempo, è altrettanto indiscutibile che senza la loro presenza nel Mediterraneo vi sono molti meno sbarchi. Che bizzarra casualità.

Eugenio Palazzini

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Emmanuela Florino ha condiviso un link.
Sempre più clandestini algerini arrivano sulle coste italiane. In patria li chiamano “bruciatori di confine”, che si fanno selfie durante le traversate
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Roma, 25 mar – “C’è un’alleanza strategica fra l’Italia e l’Algeria sulle grandi sfide che abbiamo di fronte oggi nel campo della sicurezza, dell’immigrazione e dello sviluppo. Avevamo già rapporti eccellenti tra i nostri due Paesi, oggi possiamo dire che li abbiamo ulteriormente migliorati”. Era il settembre del 2017 quando il ministro dell’Interno italiano, Marco Minniti, pronunciava queste parole in visita ad Algeri, dove aveva incontrato il suo omologo, Noureddine Bedoui. Poche settimane dopo, ai primi d’ottobre, i frutti di questa “alleanza strategica” e di questi “rapporti eccellenti” era già palpabile: “Migranti, diminuiscono le partenze dalla Libia ma crescono quelle dall’Algeria”, titolava il Fatto Quotidiano, tanto per citare il primo risultato che si trova in rete.

In tutto il 2017, sono arrivate in Sardegna 884 persone in più di quante non ne fossero venute nel 2016. Nel 2018, secondo i dati del ministero dell’Interno, sono già 171 in pochi mesi, abbastanza per fare degli algerini la nona nazionalità per numero di immigrati arrivati in Italia. In Algeria li chiamanoharraga, “bruciatori di confini”, termine piuttosto eloquentetanto della condizione esistenziale di chi migra, quanto, forse involontariamente, di ciò che accade al Paese di destinazione, le cui frontiere, e quindi la cui sovranità, vengono quindi “bruciate”, polverizzate, cancellate. Come al solito, si emigra per una serie di motivi. La corruzione endemica e la caduta del prezzo del petrolio hanno messo il governo del primo ministro Ahmed Ouyahia con le spalle al muro. L’inflazione galoppa, il potere d’acquisto viene dimezzato e i servizi vengono tagliati. Per molto tempo, la religione ha fatto da ammortizzatore sociale, al prezzo, tuttavia, di una islamizzazione crescente. La primavera araba, qui come altrove, non ha risolto nulla, anzi, forse ha peggiorato le cose.

L’emigrazione verso l’Italia – la Sardegna dista appena 200 chilometri – è quindi diventata una sorta di rito generazionale, con tanto di risvolto social. Su Facebook esiste addirittura una pagina che aggiorna costantemente i propri utenti sui viaggi compiuti dall’Algeria verso la Sardegna, chiamata per l’appunto “HaRaGa Dz”, al cui interno si possono notare selfie scattati dai migranti durante le traversate, così come post scritti in arabo dagli amministratori in cui vengono postate informazioni e dettagli sia sui viaggi appena effettuati che su quelli che ancora devono essere intrapresi. Molti di loro poi puntano alla Francia, con cui c’è un ancestrale rapporto di amore e odio a causa della colonizzazione (anche se, come dice Renaud Camus, è bizzarro che si metta tanta energia per cacciare un nemico tanto odiato e poi, una volta liberi, si faccia di tutto per tornare a voler convivere con lui). Ma quel conta è intanto mettere piede in Europa, poi si vedrà. Parallelamente all’emigrazione “ufficiale”, anche se pur sempre illegale, gli algerini battono tuttavia anche la strada di quella “fantasma”: barchini più piccoli, più sicuri e più veloci, costo della traversata più alto, con la tendenza a sparire nel nulla una volta attraccati. A febbraio, la relazione annuale dell’intelligence ha segnalato che «rispetto agli arrivi dalla Libia, quelli originati dalla Tunisia e dall’Algeria presentano caratteri peculiari: sono entrambi essenzialmente autoctoni e prevedono sbarchi <occulti>, effettuati sotto costa per eludere la sorveglianza marittima aumentando con ciò, di fatto, la possibilità di infiltrazione di elementi criminali e terroristici».

Non ci sono solo giovani senza speranze, quindi, ma anche altri migranti, non meglio identificati, dalle intenzioni losche e, forse, sanguinarie. Una chiosa finale: ma queste terre d’emigrazione, saranno almeno solidali con i “poveri migranti” che invece giungono da loro? Se guardiamo alla condizione dei subsahariani in Algeria non si direbbe. Due settimane fa, ungruppo di uomini arrestati a Ghardaia, a 600 chilometri a sud della capitale, è stato espulso verso il Mali. Erano più di 120 persone: maliani, ma anche guineani, ivoriani, senegalesi, gambiani, burkinabè. Gente arrestata senza tanti complimenti sui luoghi di lavoro e deportata al confine. Alla faccia del buonismo.

Adriano Scianca

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Emmanuela Florino ha condiviso un link.
Senza una politica estera autonoma, incapace di tutelare i propri interessi e sempre al guinzaglio di Usa e Ue: questa è l’Italia senza sovranità che obbedisce ed…
ILPRIMATONAZIONALE.IT |DI IL PRIMATO NAZIONALE

 

Roma, 27 mar – L’Italia è sempre stata in buoni rapporti con la Russia, fin dai tempi dell’ex Urss. A partire dall’Eni, che faceva affari a Est e contrastava il predominio delle cosiddette Sette Sorelle del petrolio, oppure con la Fiat, che si stabilì a Togliatti(grad). Dopo la caduta dell’Urss è stato merito di Berlusconi quello di mantenere buoni i rapporti, prima con Eltsin e poi ovviamente con il grande amico Putin. Ottimi affari negli ultimi tempi minati prima dalla posizione assunta dalla Ue e dalle conseguenti sanzioni ed ora – ancora più grave – conl’allontanamento di due diplomatici russi a causa della crisi Londra-Mosca. Il governo Gentiloni (il quale come da regolamento si è dimesso), ancora in carica per gli affari correnti,si è accodato pedissequamente al fronte anti-russo,lasciando al futuro esecutivo una bella gatta da pelare. Anche se, almeno secondo quanto riportato da alcune fonti, l’Italia sembrerebbe intenzionata a fermarsi a queste due espulsioni (di funzionari non così importanti, per altro), i rischi di una crisi con Mosca sono evidenti.

Per non parlare poi della totale mancanza di peso specifico sullo scacchiere europeo dimostrata da questo atto di vero e proprio masochisimo. Ricordiamoci che al di là dei rapporti commerciali – Confindustria e Coldiretti giustamente si stracciano le vesti immaginando scenari di perdite economiche colossali – , la Russia è una delle potenze che opera nel Mediterraneo (con le sue basi in Siria). È quindi un partner cruciale per la stabilizzazione di aree assolutamente instabili come il Nord Africa e il Medio Oriente. Insomma, la Ue, la Nato e gli Usa stanno giocando con il fuoco, perché gli States non vogliono perdere la leadership nel Mare Nostrum e quindi tutti gli altri alleati-sudditi devono allinearsi. L’Italia per ora ne sta uscendo nel peggiore dei modi. D’altronde sul nostro territorio a tutt’oggi ci sono ancora 59 tra basi e installazioni militari Usa-Nato. Siamo la nazione che ha subìto il Cermis – volo a bassa quota non consentito per fare riprese del paesaggio costato venti morti, piloti Usa assolti. E che sta ancora subendo una trafila giudiziaria su basi inesistenti riguardo i nostri due marò“messi in mezzo” in India.

Altra prova di debolezza della nostra nazione a conferma di un peso quasi inesistente in politica estera. Ecco, ora lo scenario dicevamo è addirittura peggiorato. Siamo in attesa di avere un governo – che dovrà affrontare le conseguenze del gesto di Gentiloni – siamo senza sovranità, visto che eseguiamo direttive dall’alto che ci danneggiano fortemente. E ora siamo nel mirino di Mosca. Il portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha dichiarato che dalla Russia arriverà “una risposta adeguata” alla decisione di Stati Uniti, Canada e di molti Paesi europei di espellere diplomatici russi in segno di solidarietà con la Gran Bretagna per il caso Skripal. In casi come questi, una nazione come la nostra – dove alcune forze politiche cercano di far adottare linee sovraniste o quanto meno non masochistiche ma la maggioranza del Parlamento è ottenebrata dalla vulgata del Putin liberticida e nemico dell’Europa, in linea con la visione “veltroniana” degli States paladini della democrazia – difficilmente arriva a esprimere in politica estera una posizione forte, unitaria, di autodifesa. E pertanto probabilmente sarà tra le più colpite dalla “rappresaglia” russa.

Adolfo Spezzaferro

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CONOSCERE GLI ELETTI : GIANLUCA CANTALAMESSA ( “UN VINCITORE E’ UN SOGNATORE CHE NON SI E’ MAI ARRESO…” – NELSON MANDELA ) – [ “AZ.-NEWS” : 01/04/2018 ] – anteprima di web servizio tra breve in rete – VISITA IL SITO

LA SANTA PASQUA CHE RICHIAMA IL << LUNEDI’ DELL’ANGELO >> : NE ABBIAMO SCRITTO LO SCORSO ANNO ( REPLICA ) – [ “AZ.-NEWS” – 01/04/2018 ]

LA STORIA – “FIUME : INIZIO MANCATO DI UNA RIVOLUZIONE (MA DI QUALE?)” – DAL SITO DI FRANCO CARDINI -[“AZ.-NEWS” – 4 APRILE 2018]-anteprima web-

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[ “AZIMUT” ] – OGGI E DOMANI CONSULTAZIONI AL QUIRINALE – SI TEME LA SVOLTA : << MERCATI >> E “BORSAIOLI” PRONTI PER LO SPREAD [ “AZ.-NEWS” – 4 APRILE 2018 ] -anteprima web servizio tra breve in rete- VISITA IL SITO

2 APRILE FESTIVITA’ SAN FRANCESCO DI PAOLA PATRONO REGNO DELLE DUE SICILIE E ALTRE NEWS [“AZ.-NEWS” – 4 APRILE 2018] – anteprima di web –

“ORA FINITELA COL VOSTRO DITINO” ( DAL SITO DI << ACCADEMIA DELLA LIBERTA’ >> ) – GLI ORFANI DELLA SINISTRA TIFANO PER I “CINQUESTALLE” E ALTRE NEWS [ – “AZ.-NEWS” – 4 APRILE 2018 ] – anteprima di web –

LO SCUDISCIO DI GIANCARLO LEHNER ( DA ROMA – TRATTO DALLA PAGINA FACEBOOK ) MISCELLANEA SINTETICA DI DISSACRAZIONE DEL << PENSIERO UNICO >> – [ “AZ.” – 04/04/2018 ] – anteprima di web servizio tra breve in rete –

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L’EDICOLA ( “Secolo d’Italia” )

Lunedì 2 Aprile 2018

Resta quanto mai incerto l’esito delle consultazioni per la formazione del governo, che si apriranno il 4 aprile. Un «rebus» lo definisce Nando Pagnoncelli, che ha svolto una rilevazione tra gli elettori per capirne gli umori. 

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Vuono surname – Names Directory
http://www.namesdir.net/s/vuono
Maria Vuono 22; Giuseppe Vuono 18; Giovanni Vuono 10; Francesca Vuono 9; Alessandro Vuono 9; Marco Vuono 8; Salvatore Vuono 7; Franco Vuono 7 …. Vuono; Stephanie Vuono; Stenio Vuono; Stella Vuono; Stefaniah Vuono; Sofi Vuono; Siobhan Vuono; Simone Vuono; Silvana Vuono; Sibilla Vuono; Sheena Vuono

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“AZIMUT” ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE NAPOLI – IN RETE :

direzione responsabile: presidenza Associazione team azimut online: Fabio Pisaniello webm. adm. des. Uff. Stampa Associaz. “Azimut” : Ferruccio Massimo Vuono (Arturo Stenio Vuono : presidente di “Azimut” Napoli)

“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 [ Telfax 081-7701332 / Tel. 340 – 34 92 379 ]

 FINE INTERVENTO – UNA BUONA LETTURA E A PRESTO !

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