NAPOLI PATRIOTI IN CAMPO GAZEBO IN COLLINA TESSERAMENTO E PROGRAMMA “FRATELLI D’ITALIA” DOMENICA 10 E ALTRE NOTIZIE


NAPOLI PATRIOTI IN CAMPO GAZEBO IN COLLINA TESSERAMENTO E PROGRAMMA “FRATELLI D’ITALIA” DOMENICA 10 E ALTRE NOTIZIE

NAPOLI PATRIOTI IN CAMPO GAZEBO IN COLLINA TESSERAMENTO E PROGRAMMA “FRATELLI D’ITALIA” DOMENICA 10 E ALTRE NOTIZIE [“AZ.-NEWS” : 06/03/2019 ] – anteprima di web –

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[ ULTIMA DAL WEB ] – ” (… ) La Camera ha approvato il disegno di legge sulla legittima difesa. Il provvedimento è passato con 373 voti favorevoli, 104 contrari e 2 astenuti. Al voto sono scoppiati gli applausi dei deputati di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega. Dal 26 marzo il provvedimento passerà al vaglio del Senato per la terza lettura. – Venticinque deputati di M5s non hanno votato la proposta di legge. E’ quanto risulta dai tabulati del voto. I cronisti hanno potuto osservare che un gruppo di deputati pentastellati è rimasto in Transatlantico entrando in aula solo dopo….( … )” – [ ULTIMA DAL WEB ] –

———————————————————————————————————————————————————–IN COPERTINA – NAPOLI – L’APPUNTAMENTO

https://www.facebook.com/Fratelliditalia.na.it/photos/a.486184331917314/489558908246523/?type=3&eid=ARD0ia-Z1B80g-aOeQuZi54s-rGr-Lrv2IJeU57rSPVwlzx7MFT0xLQ8VpAI2_tIPvRRbCiqQInzpDiX&__xts__%5B0%5D=68.ARA0mB-4FehFyhAlBYUBhC0T95epbek_ZxTpZWNiEkwbaco5l4nQvvYjBmSWqs3HNxGUByF-5CzPQ4lZFTqVR4kaJB_GeiaUn4OFsxCcUYB2iAeh2Y0pxfr0DURL5sqApFrNDP8TuzIH92EohjGx8vTeNjteysFQrUh2_iBmr9cyY3EC83wreAbXudFtsX7vq6hjcIhp-RaPMHOPQLMKI8T2EqdL0GBBIqtPO2E1wBh_KHXBwz4PMXFXY-1BbENVQiH8Vf6LhW5k2lyDuUTLflpSvGxXgusaWNitRIodnakA9MEZde_I1vudNeH0xM6IZoMpzGiqrWodUnQv9yjB6WE&__tn__=EEHH-R

Pubblicato da Mario Manzo· – 06/03/20919  · 

Il Presidente del Circolo territoriale Arenella/Vomero di Fratelli d’Italia,Massimo Vuono, informa che Domenica 10 c.m. dalle ore 9.00 alle ore 13.00 ha organizzato un gazebo in Via Scarlatti per la distribuzione del programma politico per la 5^Municipalità e per il tesseramento al partito per l’anno 2019. Saranno presenti i soci del circolo ed il Coordinatore/Portavoce per la 5 Municipalità Ciro Manzo. Vi Aspettiamo!

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https://lh3.googleusercontent.com/7-81utRhzIZ6W36ls_tbvYe_tfjFk2flGSU82JL2fYPzk653KpscwPdQmhxG7Vrvxj_vzQ=s85

https://lh3.googleusercontent.com/9H16db4pMmjaEco6utYsNnU-aCxImJStv4oHNHw3Irqla_HRUQscRs5KPzfFy1XWrMV62QI=s85

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https://lh3.googleusercontent.com/7IPvR33UcPte-atR-PHXBHJ3zZ2JrriyQYpiPecFIO97Zki4hSnhNLyDDIeFVlj8pu47=s113

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@quotidiano_roma

La guerra alla Chiesa fa venire la Pell d’oca

Opinionista:

Vincenzo Nardiello

E h no, i cornuti no. La lezioncina che troppi buoi pretendono di dare agli asini cattolici, in questi giorni messi al muro da un giustizialismo sia di matrice ecclesiastica che laicista, è francamente insopportabile. Un tanfo di zolfo avvolge la questione pedofilia nella Chiesa, tornata prepotentemente alla ribalta delle cronache con l’esplosione del caso del cardinale George Pell, travolto dalle accuse. Ovviamente il problema della pedofilia nella Chiesa esiste; così come esistono i singoli casi di abuso e la necessità di punire i responsabili. Ci mancherebbe. Ma tutto ciò è l’effetto – non la causa – d’una questione molto più grande e altrettanto irrisolta: quella dell’omosessualità all’interno della Chiesa stessa. Anzi, della lobby omosessualista. Fatto fuori l’ultimo Papato contraddittore del mondo e delle sue luciferine iniquità – quello ratzingeriano – c’è ora chi punta a rovesciare il Pontificato più aperto ai desiderata del mondo secolare che si sia mai visto da duemila anni a questa parte. Evidentemente gli applausi farisei e interessati non bastano a chi vuol far la guerra a Cristo, minando dall’interno catechismo e dottrina, approfittando della debolezza d’una Chiesa che, a furia d’assecondare la mondanità, sta smettendo di sceverare il vero dal falso. Le ultime notizie giunte dal clero australiano e nordamericano confermano come sia in atto una strisciante eresia, una piaga purulenta che rischia d’infettare i fedeli tutti. Quale sia il vero problema della Chiesa è certificato dai numeri: circa l’80% degli abusi sono di natura omosessuale. Anche se è vietato dirlo. Il professor Dariusz Oko, della Pontificia accademia di Cracovia, è tra i pochi ad avere avuto il coraggio di affermare che «secondo stime attendibili, il 30-40% dei preti e il 50% circa dei vescovi negli Stati Uniti hanno inclinazioni omosessuali». Dunque, se è vero che non tutti i preti omosessuali sono pedofili (ovviamente), è altrettanto vero che la grande maggioranza degli abusi coinvolge preti gay. Non è un’opinione, né tantomeno un giudizio di valore. È un fatto. Che in quanto tale non può essere negato. Invece è esattamente ciò che è accaduto e sta accadendo. Un caso? No. È in atto una gigantesca offensiva affinché l’omosessualità venga sdoganata nella Chiesa anche dal punto di vista teologico. È questa la vera posta in gioco della guerra civile che sta scuotendo il Vaticano dalle fondamenta. Un conflitto furibondo, dai chiari tratti anticattolici, caratterizzato da una virulenza e ostilità che non si vedevano dai tempi di Lutero. Al punto che è ormai buona regola guardare ogni prete con sospetto, ogni cardinale come un presunto indiziato, ogni religioso come ambiguo a prescindere. Sono le armi con le quali picchiano duro quei lupi travestiti da agnelli che si battono per abolire il celibato, per il sacerdozio alle donne, il matrimonio dei preti, la revisione della dottrina della contraccezione e così via rinnovando, aggiornando, riformando. Sono i nuovi modernisti. Essi puntano a che la Chiesa riconosca che l’attrazione tra eguali è uno status affettivo-sessuale assolutamente normale, al pari di quello etero. Il loro sogno è emendare il catechismo, laddove esso considera il fatto omosessuale «intrinsecamente disordinato», senza – si badi bene – condannare le persone omosessuali, verso le quali la Chiesa adotta accoglienza e rispetto. Fatevi un giro nei seminari e ve ne renderete conto. A quest’offensiva si sommano due circostanze devastanti: da un lato un attacco mediatico su scala globale, che accredita gli inquisitori come ricristianizzatori di una Chiesa antiquata e fuori tempo, quando si tratta – semmai – di nuovi scristianizzatori che sognano di ridurre il Vangelo a un manuale per giovani marmotte; dall’altro una gerarchia incapace di reagire, che subisce – o peggio, asseconda – un giustizialismo che dilaga nella Chiesa come la cultura della gogna nel resto della società. Senza la minima opposizione a chi pretende che la denuncia sia condanna, le accuse siano prove e le testimonianze sentenze. Insomma, una Chiesa da Pell d’oca.

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Alessandro Sansoni – 05/03/20919 ·  [ VIDEO ]

…oggi a Omnibus, su LA7, ho parlato di Tav, infrastrutture, investimenti, burocrazia, mafia, antimafia, legittima difesa e, soprattutto, di Sud…

-6:58
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@quotidiano_roma

Pietro Lignola – 06/03/20919 · ZINGARETTI QUA, ZINGARETTI LA’

Cari amici lettori,
io. ovviamente, non sono andato a votare per la scelta del nuovo segretario piddì, anche se, qualche volta, scegliersi i nemici sarebbe quasi importante come scegliersi gli amici. Non avrei potuto, quindi, affrontare quest’argomento, se non fossi stato perseguitato e oppresso da notizie, commenti e celebrazioni: la televisione, i giornali, il web quasi non si occupano d’altro, quasi che l’ascesa di Zingaretti (peraltro largamente prevista) al vertice del partito sia un fatto epocale, come la battaglia di Lepanto o il lancio dell’atomica su Hiroshima. Mi sembrano particolarmente sconvolgenti alcuni fondi che prevedono nella politica italiana, per effetto di quest’ascesa, una rivoluzione copernicana simile alla discesa in campo di Berlusconi o all’esplosione dei Cinque stelle.- La segreteria del Partito democratico (erede molto decaduto dei partiti che furono guidati da Togliatti, da Berlinguer e da D’Alema) non ha dato finora molto lustro. I segretari che hanno preceduto Zingaretti (sette, come le stelle dell’Orsa Maggiore, un paio in più di quelle noleggiate da Beppe Grillo) non hanno particolarmente brillato. Io, come quasi tutti gli italiani, ne ricordavo solo tre, tutti disarcionati a seguito di rovesci elettorali: l’amerikano Walter Veltroni, che doveva andarsene in Africa, ma non ha mai mantenuto la promessa, Pier Luigi Bersani, che una volta caduto ha cambiato partito, e Matteo Renzi, più tenace di tutti ma anche lui sospettato di una futura scissione. Pochi ricordano Dario Franceschini, Guglielmo Epifani (reggente e poi emigrato anch’egli altrove), Matteo Orfini (reggente e tornato in Parlamento col voto proporzionale, dopo essere arrivato terzo nel suo collegio) e Maurizio Martina, il segretario uscente. Martina, detto fra noi, mi fa tanta tenerezza: anche se non era tagliato per quella parte, ha fatto tutto il possibile per impersonare nei media il capo della sinistra italiana. Merita un plauso soltanto per la buona volontà dimostrata e per aver provato, con la sua tenera umiltà, a far dimenticare Matteo il gradasso. – Nicola Zingaretti è noto al grosso pubblico soprattutto per essere il fratello minore di Luca, attore di cinema, teatro e televisione e famoso soprattutto come Commissario Montalbano. Pochi sanno che Luca ha interpretato anche una parte (di attore protagonista) non proprio politicamente corretta, quella di un ufficiale italiano non collaboratore, detenuto anche a guerra finita nel campo di concentramento di Hereford (Usa) e trattato in maniera degna di sovietici e nazisti. Il film (“The good war”, “Texas 1946” nel doppiaggio italiano), fu tratto dal libro autobiografico “Fame in America” (1954) di Armando Boscolo e girato nel 2002 da Giorgio Serafini. Voi, naturalmente, non avete potuto vederlo, poiché è stato nascosto come “Li chiarmaarono briganti” di Squitieri, “Katyn” di Wajda, Red Land di Bruno e tutti i film di Martinelli. Tanto per intenderci, gli ufficiali reclusi (lo raccontava lo zio di un mio amico che c’era stato) erano talmente alla fame che catturavano le cavallette per mangiarle (e in Usa non c’era la penuria di cibo che c’era in Germania nell’ultimo anno di guerra).- Noi, però, volevamo parlare di Nicola. Questi ha un grosso pregio: è un comunista doc, come D’Alema, non un democristiano alla Franceschini o alla Renzi. Quando cominciò a fare politica esisteva ancora l’USSS e, poco dopo la fine di quella, egli diventò segretario del movimento giovanile del Partito Comunista. Non sono pervenute le notizie sui successi della sua politica come Presidente della Provincia di Roma prima e della Regione Lazio poi. Sappiamo soltanto che un paio di procedimenti penali appena avviati nei suoi confronti furono archiviati.- La sua notorietà, assai più modesta di quella del fratello maggiore, dipende a mio avviso dal non aver egli avuto come sponsor un pezzo grosso dell’intelligentsia rossa (il fratello ha avuto Andrea Camilleri, che secondo la critica di regime sarebbe uno scrittore siciliano all’altezza di Sciascia, Pirandello e De Roberto). Vedrete, però, che il trattamento mediatico di riguardo, per lui previsto dalle grosse sacche di resistenza piddina nei media, rimedieranno a questo handicap, portandolo almeno al livello di Toninelli. – Da oggi, in ogni modo, il nostro futuro non è più soltanto verde, arancione e azzurro, ma anche un po’ rosso. L’unico colore che manca è il rosa. Chillo ‘o fatto è niro niro…

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RESTITUITE IL MALTOLTO

Fratelli d’Italia Camera·  – 05/03/20919  ·

Giorgia Meloni “Il governatore Visco sostiene che le riserve auree italiane sono di proprietà di Bankitalia. Non si è fatto sfuggire l’occasione dopo che qualche giorno fa il premier Conte aveva sostenuto questa assurdità rispondendo in Parlamento a un nostro quesito. L’oro è degli italiani, NON dei banchieri. Siamo pronti a dare battaglia in Italia ogni sede e a portare gli Italiani in piazza se sarà necessario.”

https://lh3.googleusercontent.com/-SLCAifV5ElkOcbSCqi1YfJnG1FRntfE2a8_McKPQGlN1D1OkhqLSUan1U9Xuut9wVrc=s85

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EMIDDIO NOVI – PROFETICO E ANTICIPATORE

E VENNE IL GIORNO IN CUI IL POPOLO HA SCELTO

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=344687392923508&set=a.200830417309207&type=3&eid=ARCdODhHVZpq-PbS6VedtIvk8W98ZbvnAkpeU4nvANuHUNB4XEOFfCimTL7myzW5Bk3kpDi10HDsxx87

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Post

Associazione Azimut
Pubblicato da Arturo Stenio Vuono · 06/03/20919   ·

ORBAN IL PATRIOTA ( GIORGIA MELONI DIXIT : IN UNGHERIA IL VERO SOVRANISMO ) E I SINISTRI D’ITALY CHE FINIRANNO CON IGNOMINIA [ “AZ.-NEWS” : 05/03/2019 ] – anteprima di web servizio tra breve in rete – Associazione CulturalSociale “Azimut” Napoli – L’ESEMPIO –

https://lh3.googleusercontent.com/sQCwBXU7fI5tF8NqTmWFKy8LF…

Giorgia Meloni·.- Un vero sovranista come Viktor Orban ha realizzato una vera flat tax, e guardate i risultati… Perché non possiamo farlo anche noi? Perché far scappare le aziende italiane invece che liberarle dall’oppressione fiscale? BASTA TASSE! #FlatTaxSubito

ILSOLE24ORE.COM
La flat tax di Orban attira in Ungheria una nuova impresa italiana al giorno
Passeggiare per le strade di Budapest è un tuffo nell’italianità. Ovunque ti giri vedi un ristorante o un marchio italiano nei negozi. È un esercito di società a capitale italiano che continua a crescere
giorno dopo giorno da anni, indipendentemente dalla flat  tax per imprese e persone fisiche…

FINE INTERVENTO

Associazione Azimut*
Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut
AZIMUTASSOCIAZIONE.WORDPRESS.COM

“Azimut” associazione – Via P. Del Torto n. 1 – 80131 Napoli Telfax 081 – 7701332 Info 340 – 3492379 – E. mail:an.arenella@libero.it( segreteria )-massimovuono@libero.it( ufficio stampa )

*a cura : Ferruccio Massimo Vuono Responsabile Ufficio Stampa e di Fabio Pisaniello webm. adm. des. [azimutassociazione@libero.it-associazioneazimut@tiscali.it]

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OGGI – NAPOLI PATRIOTI IN CAMPO GAZEBO IN COLLINA TESSERAMENTO E PROGRAMMA “FRATELLI D’ITALIA” DOMENICA 10 E ALTRE NOTIZIE [“AZ.-NEWS” : 06/03/2019 ]

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