25 APRILE ! DODOPOMANI QUALE “FESTA” ? LETTERA AI GIOVANI


25 APRILE ! DODOPOMANI QUALE “FESTA” ? LETTERA AI GIOVANI

25 APRILE ! DODOPOMANI QUALE “FESTA” ? LETTERA AI GIOVANI [“AZ.-NEWS” : 23/04/2019] – anteprima di web servizio tra breve in rete – Associazione “Azimut” NAPOLI –

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IN COPERTINA

LA BARBARIE DELLE BARBARIE

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Dissero di MUSSOLINI – Politici e Statisti 2° parte – YouTube

27 ago 2012 – Caricato da NERO ITALICO

Dissero di Mussolini: religiosi, scienziati e ricercatori, politici e statisti, scrittori, poeti e artisti del ‘900 …

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15 giu 2012 – Caricato da Istituto Luce Cinecittà

Il Duce a Bari per l’inaugurazione della V Fiera del Levante viene accolto con entusiasmo dalla folla. Il ..

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29 mag 2018 – Caricato da IgienistaMentale

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28 apr 2015 – Nel soliloquio Mussolini non si riteneva il creatore del fascismo ma l’ostetrico … da un editore romano, Latinità: Mussolini si confessa alle stelle.

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L’editoriale

Martedì 23 APRILE 2019

Di  Arturo Stenio Vuono

“QUALE FESTA ?. LETTERA AI GIOVANI “

 Dopodomani sarà la “Festa”.

La legge della mia repubblica impone che dopodomani sia festa. La legge della mia scelta di sempre, delle mie convinzioni, della mia vita, la legge del sangue dei fratelli “vinti” ma non sconfitti mi impone che dopodomani sia giorno di grande mestizia. Se mi accodo ai precetti dello Stato, vengo  a tradire me stesso.Se mantengo coerenza a me stesso,  mi si pone di fronte ad una dolorosa alternativa: restare come esule in Patria  oppure ricercare diversamente la libertà , subire la costrizione  di Altri. Si dirà che ad una stessa alternativa si trovarono i pochi, e non molti, antifascisti  che espatriarono, preferendo – secondo il loro convincimento – la libertà alla Patria. Ma il cosiddetto regime che fu praticava  il coraggio delle proprie posizioni.Si diceva fascista e “antidemocratico”.Affermava di volersi costituire a nuova statualità. Si disse che diminuiva in libertà quello che assicurava in stabilità. Diminuiva in democrazia quello che garantiva in ordine.Fu di certo un sistema in se stesso coerente.Con gli avversari, deciso ma altrettanto leale. La subentrata repubblica, sino a tutt’oggi,  è all’insegna della ipocrisia: ricordiamo che le  sue levatrici, il connubio, furono De Gasperi e Togliatti. Lo Stato, nel prosieguo, e sino a tutt’oggi,  mi “ordina” di festeggiare il ritorno della libertà e nel contempo mi vieta la libertà, la  più umana : quella di non festeggiare  quando cuore e mente non lo permettono.Dico che anteporre la libertà ovverosia la legge dei comodi propri alla Patria, non è mai giusto ma questo Stato ci costringe ad una fallace alternativa e ad una costrizione inaccettabile : bisogna far propria  la “legge democratica” in auge, cioè la legge del più forte; cosicchè sempre attesi tempi migliori per spiegare tutto ai nostri giovani, cui non è stata tramandata per intero la tragedia, ignari della strage che dopodomani vedranno le bandiere della festa per la Nazione. Dunque dopodomani è festa; ma è  festa della libertà? Può essere festa antifascista? Può essere festa nata dalle armi straniere ?. Ognuno sceglie le sue feste e i suoi anniversari; perciò liberi gli antifascisti di dirsi come “ quelli del 25 aprile “.Se fossimo solo uomini di parte, a loro grideremmo : accomodatevi.Se contasse soltanto il nostro posizionamento  politico, potremmo dire : CHE FORTUNA POTERCI DISSOCIARE  DA LORO PER QUESTO 25 APRILE, da una rievocazione  che LA PUBBLICA OPINIONE,  NON SOLO ITALIANA MA MONDIALE, NON POTRA’ MAI DISGIUNGERE DAGLI ORRIDI PROTAGONISTI DI INAUDITE STRAGI E DAGLI ASSASSINI  COMUNISTI DI PIAZZALE LORETO ! Accompagnatevi antifascisti, alle frequentazioni  che preferite; ma dopo,averle praticate non lagnatevi se il conseguente : “.. e ti dirò chi sei…” vi marchierà. Celebrino pure il 25 aprile gli eredi di Walter Audisio e sodali ! E in quanto a noi, non vale nessuna  costrizione fisica e giuridica, siete voi a restare chiusi in una galera morale, sino a quando  non avrete avuto il coraggio di recidere  i legami con quella che fu una guerra civile e fratricida. “E fatela finita  di far lampeggiare sul fondo del caleidoscopio della vulgata, la stolida teoria delle “ombre”. Se Audisio fu soltanto un’ombra, se ombre, vale a dire eccezioni, furono Moranino, Moscatelli, Ortona, Gorreri e tutti gli altri innumerevoli delinquenti comuni, la luce qual è, qual è – dov’è ? – la regola positiva ?” Sono settantaquattro anni. Dov’è la luce in mezzo alle tenebre di sangue?. Se avete fatto una rivoluzione, storicamente, se non moralmente, la rivoluzione può essere accettata e anche il sangue.”La rivoluzione francese ne versò: meno di voi ;ma ne versò tanto. Nessuno ha redento i massacratori di allora dalle loro colpe; orrida è tuttora la memoria della maggior parte di essi;ma la rivoluzione c’è stata e ha manifestato,anche negli errori , la sua grandezza.Ha lasciato dottrine, leggi, una sua moralità, un suo costume, sue tradizioni.Alcuni tra i suoi protagonisti giganteggiano.”- Nell’anniversario  della vostra beneamata “ resistenza”,  c’è soltanto la celebrazione dei massacri, e inesistenti le mete rivoluzionarie raggiunte. Quale Italia abbiamo intorno a noi ? Un brutale interrogativo e ne chiediamo venia ma da un De Gasperi ad un Orlando, da uno Scelba ad un Don Sturzo, ci hanno restituito solamente l’Italietta prefascista : poi “gli stessi errori, stessi metodi,stesse debolezze, stessa crisi di sistema, stesso equivoco di fondo.Con l’aggiunta di un partito comunista e di un partito democristiano monopolista dell’intrallazzo.” Per anni e anni “Il Parlamento è quel che fu: peggiorato.Il disordine legislativo è quel che fu :aggravato.L’incertezza giuridica è quella che fu: accentuata.Il marasma sociale è quel che fu: esasperato.” – Per anni e anni  abbiamo visto che “Lo Stato è nave con troppi nocchieri in gran tempesta.Arbitri assoluti, financo della scelta del Presidente della Repubblica, son i direttivi dei partiti politici. Nella più Alta Assemblea suonano parole d’incitamento pubblico al tradimento e alla diserzione.In entrambi i rami del Parlamento siedono numerosi i pregiudicati per reati comuni” . Per anni e anni : “la Costituzione, che pur tanto sangue costò, giace inevasa e negletta.A nessuna solida riforma si è posta mano.Contro la marea montante della disoccupazione nessun argine sociale; nessuna diga economica contro le speculazioni più folli e sfrontate.Eserciti sovversivi, liberamente organizzati sotto gli occhi del potere costituito. Scandali a catena e scioperi a singhiozzo.Il senso morale in frantumi.La gioventù preda dei mali esempi.Le peggiori mode straniere dilaganti..Cristo rimosso dalle scuole cui la TIRANNIDE l’aveva restituito: il Marxismo in cattedra.Riaperta nelle coscienze la questione religiosa.Guelfi e Ghibellini in piazza.Diviso ogni comune, ogni borgo:contaminata dalla peggior politica l’amministrazione.Regionalizzata l’Italia, insidiata l’unità nazionale. La dignità della Patria svilita da mandrie di sciuscià promossi alla vita politica. Insuperbito qualsiasi predone straniero dalla possibilità di manomettere le carni martoriate d’Italia.” – Per anni e anni fu così. E solo da qualche decennio si tenta, con fatica, di porvi rimedio.Quale successi celebrerete dopodomani, “resistenti” ? Stop alle ipocrisie: voi, non avendo ancora fatto ammenda, celebrerete soltanto il  brindare alla poltrona in coppe piene di sangue ITALIANO. “E non ci dite che dei Morti avete rispetto. Consentiteci di dirvi che persino dei vostri morti abbiamo più rispetto noi. I morti nostri e vostri vogliono silenzio;vogliono pace.Avete offeso chi, in buona fede,cadde settantaquattro anni fa anche nelle vostre file, “perché – ottimi discepoli di Roosevelt – avete tradito i solenni impegni di allora.Non li offendete ancora.Quel che di spontaneo o di generoso potè esservi dalla vostra parte non merita di certo il postumo oltraggio “delle celebrazione di sempre.

Silenzio, dunque.”Dopodomani – LA CARITA ’ DI PATRIA COMANDA PIU’ DELLA LEGGE ANTIFASCISTA  – non è festa”. PER NESSUNO !

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LINK – CLICCA E LEGGI [  quì uno stralcio ]

Veneziani e iI testamento del Duce a 70 anni dalla “macelleria dei …

https://www.secoloditalia.it/…/veneziani-ii-testamento-politico-duce-70-anni-dalla-mac…

28 apr 2015 – Nel soliloquio Mussolini non si riteneva il creatore del fascismo ma l’ostetrico … da un editore romano, Latinità: Mussolini si confessa alle stelle.

Il testamento politico del Duce

Da giovane, curai gli scritti e discorsi  di Mussolini, e l’ultimo dei diciotto  volumi si chiamavaTestamento politico.  Tra quegli scritti c’era anche quel Soliloquio, raccolto dal giornalista Ivanoe Fossani, che risale al 20 marzo del 1945, quaranta giorni prima di Piazzale Loreto. Scrisse la prefazioneVittorio Mussolini, il suo primogenito, che sottolineò l’ossessiva protezione tedesca. Nel soliloquio Mussolini non si riteneva il creatore del fascismo ma l’ostetrico o, per dirla con Socrate, il maieuta… È bello il titolo leopardiano che fu dato al soliloquio di Mussolini quando fu pubblicato sette anni dopo la sua uccisione, da un editore romano, Latinità: Mussolini si confessa alle stelle. È la solitudine stellare la chiave di questa confessione. È la notte in cui Mussolini dice di tornare  a se stesso dopo essere stato in balìa di sorveglianti, spiato per conto di Hitler, con la scusa di essere protetto.  Ma è bello, dice l’ex duce, parlare a nessuno dopo aver parlato a folle oceaniche… È un Mussolini postumo, oltre la politica, oltre la guerra, oltre il fascismo stesso… C’è qualcosa di napoleonico nei suoi pensieri estremi, l’isola di Trimellone gli ispira similitudini con l‘Elba e Sant’Elena. Attribuisce i riti e la liturgia politica del fascismo alla volontà di compiacere il «lato  pittoresco degli italiani». Sottolinea la mutevolezza degli italiani, il suo tentativo di farne un popolo… Difende la sua dittatura come «lieve», più lieve di certe democrazie… Difende i soldati italiani, dicendo che il nostro guaio fu come sempre lo Stato Maggiore, i vertici… Poi sostiene che si legò a Hitler perché costretto dall’ottusa ostilità di Francia e Inghilterra, di cui prevede la fine  dell’impero. Confessa che aveva dichiarato guerra perché l’Italia non può restare neutrale, e poi si doveva frenare «l’ingordigia tedesca»… Non si pente di aver fatto del bene agli avversari, si pente invece della diarchia col Re e di essersi circondato di dipendenti  più che di collaboratori. Il fascismo gli appare rovinato dallo spirito borghese; la sua via era il corporativismo. E infine l’avvenire: i fascisti del futuro dovranno agire con sentimento, non con risentimento, dice, per agevolare una revisione storica. «Non mi processeranno, perché sanno che da accusato diveterei pubblico accusatore, mi uccideranno e poi diranno che mi sono suicidato, vinto dai rimorsi».

«Io darei la vita anche ora, spontaneamente»

E infine indica come una sibilla un misterioso «punto di fusione», una specie di kairos del popolo italiano, per il quale, dice, «io darei la vita anche ora, spontaneamente»… Quel richiamo ai fascisti che verranno dopo, non ancora nati, infiammarono il romanticismo neofascista dei posteri. Ora che anche quello strascico di fascismo è stato sepolto dal tempo e dagli eventi, ora che sono trascorsi settant’anni e anche i diritti d’autore sono scaduti, è tempo di guardare a quella tragedia senza veleni passionali e conati politici.  Ma con la distanza siderale di un evento storico legato a un tempo che non è più il nostro. E con la pietas che si addice all’epos di una tragedia… Su quegli eventi, prima di depositarsi  la polvere della dimenticanza, aleggia la poesia, il ricordo di quell’aprile atroce… Settant’anni, l’oblio e l’eternità.

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Associazione Azimut
Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut
AZIMUTASSOCIAZIONE.WORDPRESS.COM

FINE INTERVENTO *
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* a cura : Ferruccio Massimo Vuono Responsabile Ufficio Stampa e di Fabio Pisaniello webm. adm. des. [ azimutassociazione@libero.it -associazioneazimut@tiscali.it

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