AMARCORD: “NOSTALGIA DELL’AVVENIRE”; … “L’UOMO CHE VIDE IL FUTURO”…; BIRRA – CULTURA – POLITICA, ETC


LA STORIA (E NON SOLO…)

ALMIRANTE GIORGIO: “L’UOMO CHE VIDE IL FUTURO!… (CHE, DA SEMPRE, CI SI VUOLE NEGARE – !!!)

OGGI

 Alfano-Bersani, scontro sul lavoro

UN NOSTRO FRATELLO, E’ “RITORNATO A CASA”!!!

UN NOSTRO AMICO, TARDA “A ROMPERE”!!!

 La salma di Franco Lamolinara arrivata a Roma  


[ “Azimut-NewsLetter: domenica, 11 marzo 2012 ]

[ puoi – anche – cliccare sul titolo ]

GIORGIO ALMIRANTE – WIKIPEDIA

it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_AlmiranteCopia cache – Simili
Giorgio Almirante (Salsomaggiore Terme, 27 giugno 1914 – Roma, 22 maggio … Giorgio Almirante apparteneva a una famiglia di origine nobiliare molisana: gli …
Origini familiari e primi anni … – Nell’Italia Fascista – Nella Repubblica Sociale …

IMMAGINI RELATIVE A GIORGIO ALMIRANTE

http://www.google.it/search?q=giorgio+almirante&hl=it&biw=1024&bih=571&prmd=imvnso&tbm=isch&tbo=u&source=univ&sa=X&ei=5o5bT5b3Daal4gTnpbjdDw&sqi=2&ved=0CEIQsAQ#

  

ALMIRANTE GIORGIO: “L’UOMO CHE VIDE IL FUTURO!… (CHE, DA SEMPRE, CI SI VUOLE NEGARE – !!!) — [“AZIMUT-NEWSLETTER: DOMENICA, 11 MARZO 2012]

     
«  Vivi come se dovessi morire subito, pensa come se non dovessi morire mai  »
(Giorgio Almirante)
Noi siamo caduti e ci siamo rialzati parecchie volte. E se l’avversario irride alle nostre cadute, noi confidiamo nella nostra capacità di risollevarci. In altri tempi ci risollevammo per noi stessi, da qualche tempo ci siamo risollevati per voi, giovani, per salutarvi in piedi nel momento del commiato, per trasmettervi la staffetta prima che ci cada di mano, come ad altri cadde nel momento in cui si accingeva a trasmetterla.

( fine aggiornamenti )


March 10, 2012 –  AMARCORD : < NOSTALGIA DELL’AVVENIRE > ; … “L’UOMO CHE VIDE IL FUTURO”…; BIRRA – CULTURA – POLITICA, ETC.
[ “Azimut-NewsLetter: domenica, 11 marzo 2012 ]
Q U E L    1 9 6 8 !

SUL FINIRE DEGLI ANNI SESSANTA : LA < MADRE DI TUTTE LE LOTTE STUDENTESCHE > , INASPETTATAMENTE “ESPLOSE”…MA IL < SISTEMA > – MAI COME ALLORA COSI’ FORTE  – FU CAPACE DI < “STRAVOLGERE” & “METABOLIZZARE” > : ALLA FINE…FU

< CONTRORIVOLUZIONE > ! ! !

[ “AZIMUT” – ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE – NAPOLI ]

PER UNA BUONA DOMENICA E UNA BUONA LETTURA !

ASSOCIAZIONEAZIMUT.BLOGATTIVO.COM – BLOG ASSOCIAZIONE AZIMUT …

associazioneazimut.blogattivo.com/…/Abbiamo-lottato-torniamo-a-ca…Copia cache 16 ott 2010 – Abbiamo lottato, torniamo a casa, combatteranno meglio i nostri nipoti…” “Azimut” : “…Abbiamo lottato, torniamo a casa, combatteranno meglio i …

Russia: opposizione in piazza, migliaia di manifestanti a Mosca

ATTACCO A PUTIN…

sciopero fiom 10
Fiom, gruppo manifestanti si stacca da corteo: blitz a sede Inps
< R E D U C I S M O > …

 Il segretario nazionale del Pdl Angelino Alfano

NON DELUDERCI ! ! !

associazioneazimut@tiscali.it
10/03/2012 20.08 – an.arenella@libero.it
AMARCORD : < NOSTALGIA DELL’AVVENIRE > ; … “L’UOMO CHE VIDE IL FUTURO”… ; BIRRA – CULTURA – POLITICA, ETC.
[ “Azimut-NewsLetter: domenica, 11 marzo 2012 ]
 Arturo Stenio Vuono :  QUANDO CI SI ACCORGE DI TROVARSI SUL “VIALE DEL BEL TRAMONTO”… IL PENSIERO CI PORTA A QUEGLI ENTUSIASMANTI ANNI SESSANTA, IN PIENA E GENEROSA GIOVINEZZA, AUTENTICAMENTE MILITANTE,  DELLE NOTTI CAPITOLINE : era buona la bevuta della “birra nera alsaziana”, portata in stivali di vetro ( litri due ), nel locale alle spalle di piazza Colonna – prima che ci si portasse alla fontana di Trevi – , oppure – in alternativa – si optava per le speciali “bruschette universitarie” presso “Meo Patacca” a Trastevere ( ascoltando musica e ballando, era di casa, allora, la “new roman jazz band” ) ; le “frequentazioni”, più strettamente politiche, “pendolavano” tra: vicoletto del Pantheon ( pure con l’appendice, nel sottostante locale del palazzo,  per l’immancabile pizza …) , via degli Scipioni, piazza del Risorgimento e Via Domenico Fontana…etc., etc., etc. ( erano tutte – come si diceva – “sedi extraparlamentari”… ); tra via delle IV Fontane, via Sommacampagna, etc., e la facoltà universitaria di piazzetta della Fontanella Borghese, etc., in “luoghi ortodossi” – come si diceva – della destra missina; all’Istituto di Cultura Austriaco in  Italia, in conferenze con il buffet di “crauti al senape” ( in via dei Parioli ) ; pure in via Rovereto (per lavoro – presso studio legale – in modo da “arrotondare”) e, parimenti, in via dei Taurini ( alla tipografia – in locale piano terra della direzione e redazione del giornale – per integrare: come correttore di bozze ) , etc.; e potremmo continuare ( quanti splendidi ricordi… ) . La nostra gioventù!


ALTRI UOMINI – ALTRI TEMPI ! ! !

an.arenella@libero.it –  associazioneazimut@tiscali.it
Scritto : March 10, 2012

Per invio : AMARCORD : < NOSTALGIA DELL’AVVENIRE > ; … “L’UOMO CHE VIDE IL FUTURO”…etc.
A.G. Napoli: La storia del Msi, vissuta da un militante. PostDateIcon 22 novembre 2006 | PostAuthorIcon Autore: admin. TRATTO DA ” 50 ANNI DI MOVIMENTO …”
   

Pubblicato su :  LaDestra.Info – LaDestra.Info il portale della destra italiana, news, politica, eventi, cultura, una
finestra aperta sul mondo della destra italiana.
http://www.ladestra.info/

[ leggi uno stralcio – che riguarda Almirante – vedi: oltre ]
  

ACCADDE     O G G I   ACCADDE    I E R I
SEMPLIFICAZIONI: EMENDAMENTO TLC; OPERATORI DENUNCIANO A UE (Adnkronos)
AD ANGELINO ALFANO : “SCIOGLITI DALL’ABBRACCIO MORTALE” !

I SEGRETI DI TRINACRIA
E GLI “EREDI”
CHE SONO “VIVI” & “VEGETI”…
Identificati i resti di Placido Rizzotto

Fonte della foto: Il JournalRitrovati i resti del sindacalista Placido Rizzotto, ucciso dalla mafia nel 1948 per via delle sue lotte per il movimento contadino.

Il Journal


Consiglio ministri: il 17 marzo ''Giornata nascita Stato italiano'' 

AL CAPO DELLO STATO : L’ITALIA E’ UNA GRANDE NAZIONE CHE NON PUO’ SOGGIACERE SOTTO IL “TALLONE DI ANGLI” O DELL’ASSE DI < “LURCHI” & “MAGIARI FRANCOFONI” : UN GOVERNO POLITICO, E’ QUEL CHE OCCORRE ! IL RIPRISTINO DELLA < PIENA SOVRANITA’ > NON E’ “COSA DEL MONTI > ! [ “Azimut-Associazione” ]


AG Napoli: La storia del Msi, vissuta da un militante ( uno stralcio, dal sito )
PostDateIcon 22 novembre 2006 | PostAuthorIcon Autore: admin
TRATTO DA ” 50 ANNI DI MOVIMENTO : LA STORIA DEL MSI, VISSUTA DA UN MILITANTE ” di Arturo Stenio Vuono “STAMPATO IN PROPRIO DA A.G.- ARENELLA – NAPOLI – 1997″ ( II – PAG. 7 E SEGUENTI ; XIII PAG. 33 e SEGUENTI (II° – pag.n. 7 e seguenti)

…Di Almirante, possiamo tentare di dire qualcosa : aveva fiducia in tutti ma non si fidava di nessuno, detestava le “confidenze”, non curava ( troppo ) la sua persona; così preso dalla sua missione, pensando a tutto personalmente, curando direttamente anche la copiosa corrispondenza con la “base” degli iscritti, contraddizione tra le contraddizioni, accettava di buon grado che la sua vita la si organizzasse, sopportava poco la confusione, “tollerava” opportunisti e mezze figure semprechè non aspiranti al ruolo di protagonisti, riteneva decisamente irripetibile ( e non ne faceva mistero ) l’esperienza del ventennio fascista così come – storicamente – s’era realizzata; giornalista polemico ma non fazioso e grande amico nonchè educatore dei giovani. Del personaggio così abbozzato si tentò di aggiungervi ch’era stato, all’epoca della Repubblica Sociale Italiana, un “fucilatore” ma, questo, perchè dopo i successi della Destra , il leader era ormai divenuto totalmente e realmente credibile anche fuori dal ristretto ambito, tradizionalmente, missino ( nel ’70 tredici consiglieri comunali a Roma e Lui che batte per preferenze il leader storico comunista Ingrao, già in età giovanile definito il “poeta di Mussolini”; nel ’71 la grande avanzata in Sicilia nelle elezioni regionali, nel ’72 lo sfondamento – seppure non come le massime previsioni – alle politiche del neonato Msi-Dn : la < < Destra Nazionale >> ).

Almirante, infatti, sino a quegli anni ( agirà, sempre, all’insegna di “una politica per ogni stagione” e con lucido pragmatismo ), aveva fatto perno sui concetti dell’autonomia del vecchio Msi ( senza Dn) e dello sganciamento da ogni intesa permanente ( usando poco e malvolentieri il termine “destra” ) per, poi, con lungimiranza, uscire dall’isolamento; con un primo esperimento che portò alla <  costituente di destra  > ed alla “Destra Nazionale” ( inglobando monarchici ed altre – seppure minoritarie – correnti cattoliche e laico-liberal-risorgimentali ).

Se gli si continuava a dire, questo per la cronaca, che – mancando il Msi – si sarebbe dovuti essere almeno socialisti, amava ripetere : che…”non ci sarebbe stato niente di male, ma ( io ) sono stato un “sociale con la socializzazione”, e non un “socialista senza la socializzazione” ( un “poveraccio” e non un “padrone” )…”eccetera. Altre sue caratteristiche: contrario ai metodi violenti ed allo “scontro fisico” per lo scontro, era un convinto sostenitore di una “Europa dei Popoli” ( che non fosse a guida di soli finanzieri ), per uno stato “nazionale ma non nazionalista”, “sociale ma non socialista”; contrario, come politico, “a passare la mano” – nel campo dell’economia – ai soli tecnici così, come nel campo della cultura, solo ed esclusivamente agli intellettuali. Uno dei suoi cento “cavalli di battaglia”, ad esempio, restò la “impresa partecipata” ( come modello di partecipazione agli utili ed alla gestione delle aziende, da parte delle maestranze ); fu il primo, con avveniristica intuizione, a proporre: elezione diretta dei sindaci, del presidente della repubblica e, oppure, del presidente del consiglio “indicato”, direttamente da parte del popolo ( a Napoli: “per una nuova repubblica”, nel ’79 ).

E del ’79, ci piace ricordarlo, fu quella intervista a Gianfranco Fini ( allora a capo dell’ex Fronte Della Gioventù ), curata da me e da alcuni amici di “Radio Fiamma”, su questi temi ed altro – essendo lo stesso legatissimo ad Almirante – che si concluse con un’augurale “salutiamo il futuro segretario del partito”.

In seguito, Almirante, usava – perciò – ripetere ( sempre sui temi della  sua < < nuova repubblica >>, e non solo, che si facevano strada ): “Quando la verità affiora sulle labbra del tuo avversario, vanne fiero perchè è il segno della tua vittoria” . Almirante, pure, usò definire il regime catto-comunista come un regime popolato da sudditi e non da cittadini liberi. Di questo straordinario protagonista delle vicende italiane, di Giorgio ( più che Almirante ), come più le nostre folle – e in specie i giovani – lo acclamavano, potrei dirvi tante altre cose; nel suo libro ( ho già citato < < Autobiografia di un “fucilatore” >> ), più che scrivere ci parla ( e me ne accorgo quando lo rileggo ), dedica: “…agli amici di tutta una vita”, definiti “protagonisti – sin dall’inizio della nascita del Msi – d’una dura battaglia di riscatto nazionale e piccola pattuglia di credenti”.

Quando incrociai la mia vita col Msi ( era nel ’58 ed io avevo solo quindici anni ed il movimento ne aveva solo dodici ), fu un vero e proprio “colpo di fulmine”, diciamo “un’amore a prima vista” già in incubazione: da più piccolo avevo assistito alla scena di un comizio missino, sciolto di viva forza dalla “celere”, ricordavo le foto dei giornali sulla restituzione – in una cassa di imballaggio – delle spoglie mortali di Benito Mussolini, m’era impressa la scena d’una grande manifestazione di giovani nazionali ( a sostegno della “rivolta ungherese” ) – nel ’56 – contro il comunismo russo; eravamo, all’epoca così tanto pochi ( ad esporci ) che la conoscenza – anche personale ( e più stretta ) – del leader massimo, sia sul piano nazionale che locale, come di tutti gli altri dirigenti, ad ogni livello, era inevitabile; cosicchè, solo e per questo, posso aggiungere qualcosa di personale.

Nel 1965 ( avevo 22 anni, non compiuti ) alla vigilia dell’VIII° Congresso Nazionale di Pescara, lo incontrai insieme ad altri ( nella “Sala Donato”, in Cosenza, nel popolarissimo quartiere ove sono nato : vi avevano abbondato i vecchi socialisti, poi – nel dopoguerra – con tanta gioventù di destra ), avendo un breve “scontro” incruento ( intendo dialettico ) ; che, nel prendere la parola ( quale più giovane delegato eletto in Italia ), gli contestai di avere preso le distanze, dalla segreteria di Michelini ( col quale aveva, comunque, cogestito la cosiddetta politica di “centro”, nel partito, sostenuta dalla “destra interna” dell’onorevole Romualdi ) , solo strumentalmente, per inquadrare – ed assorbire – il malcontento che stava, invece, portando “l’ala sinistra” ( sempre interna : degli onorevoli Leccisi e Manco ) a posizioni di forza impreviste; solo strumentalmente per , poi, a Pescara, “rientrare” ( cosa che, in effetti, avvenne); e fu, da parte sua, solo uno sguardo di meraviglia, una non risposta ( per comprensione ), e più tardi ne metabolizzai il senso ed il suo scopo ch’era invece mirato, unicamente, alla preservazione del movimento. In effetti, come vedremo, ognuno dei segretari del Msi ( o a chi a tale missione fosse chiamato, più che aspirare ) si pose sempre al centro e come equilibratore “di destra e di sinistra, interne” ( al partito ); una costante di tanti e tanti anni difficili e di immensi affanni, resistendo a tutto e a tutti, onde continuare ad essere una “riserva morale” per l’Italia che l’attuale, diverso, più comodo scenario di Alleanza Nazionale non può appieno fare comprendere. Citerò qualche altra occasione “d’incontro ravvicinato”..

Una colazione di lavoro si tenne presso la stazione di Roma Termini, fui insieme a lui ed ai colleghi della direzione centrale del sindacato Usfi ( il sindacato “Unione Sindacale Ferrovieri Italiani”, aderente all’ex confederazione Cisnal ), s’era nel ’72 : io, dirigente nazionale del sindacato, sui trent?anni – mio figlio Ferruccio Massimo nato da pochi mesi – , già eletto nella commissioni interne di Modane ( Savoia – Francia ) e della stessa Roma Termini, più in là sarei divenuto il segretario di quella della stazione di Napoli Centrale; si parlò del più e del meno : ci disse, a proposito di Salsomaggiore, ch’era sì nato il 27 giugno ’14 ma non proprio in quella cittadina, all’altezza di quella città, invece, era nato in treno ( e vi fu registrato per legge) ;e, precisamente, sotto la galleria della direttissima Roma- Firenze; sua madre e suo padre, infatti, assieme agli zii ( Luigi, Ernesto e Giacomo ), costituivano una nota compagnia teatrale che si spostava, continuamente, in tutta Italia. Almirante, però, dopo la sua “parte” di girovago, già aggregato a quella compagnia ( dopo la sua infanzia ), ha risieduto – stabilmente – prima ( per pochi anni ) a Torino e, poi, sempre a Roma. Giornalista, professore in lettere per licei, capo di gabinetto del ministero della cultura popolare( al nord : dal ’43 al ’45 ), latitante ( per motivi politici ), rappresentante e venditore “porta a porta”, insegnante privato e, infine, deputato e segretario di partito – si può dire – per una vita intera. Anche perseguito, sottolineo stupidamente, per il reato di tentata ricostituzione del disciolto Partito Fascista, proprio lui a differenza dei tanti nostri “rivoluzionari” in gioventù ( evidentemente con “l’autorizzazione del ministero degli interni…” ), tant’è che poi in età più matura, li ritroviamo – tutti – notai, magistrati oppure “questurini”, ecc. ( lo dico senza voler mancare di rispetto, indiscriminatamente, a queste categorie, soltanto volendo sottolineare il “paradosso, se così posso dire ).

Per ultimo, volendo accennare anche l’episodio ( assai emblematico ) dell’Hotel Paradiso, a Napoli ( ove nel 1983 il Presidente Rastrelli, in mio appoggio e di altro candidato – come me – alle “amministrative” di quell’anno, volle convocare una c.d. “cena elettorale”, con la sua presenza prestigiosa e cioè di Almirante ); io ho fatto – come candidato – solo quattro campagne elettorali : “politiche” del ’79, “comunali” dell’83, “circoscrizionali” del 1987 e del 1993 ( oltre che con una lista civica , l’Unione Bruzia – a Cosenza 1970 – primo esperimento in Italia di “lega locale”, come risulta ) ; episodio che colpì, profondamente, mia moglie ( avvicinatasi – anch’essa – alla destra, in occasione delle “politiche” ’79 ) a motivo della genuina affabilità ed umiltà del grande leader ( assolutamente scevro da voglie di eleganza, indossava un semplice maglione sotto la giacca…..).

Ora, volendo evitare una cronologica e lunga elencazione di incontri, infine lo vidi – proprio per l’ultima volta – nel decisivo XV congresso nazionale di Sorrento ( Napoli ) del 1987 ( allora gli anni erano saliti, per me, a 44 ). Lui, “passando il testimone”, e fu l’anno dell’elezione a segretario dell’attuale presidente di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini. Elezione preceduta dal geniale lavoro di coordinamento di Pinuccio Tatarella.

Almirante s’era gia seduto nella prima fila della platea ( avendo abbandonato il palco del teatro ove si svolgevano i lavori congressuali : deluso ed amareggiato, in parte, perchè una quota del partito gli negava la presidenza all’unanimità e per acclamazione : a Lui, ironia della sorte, colpevole di avere un “delfino” ); stava con l’affettuosa ed inseparabile – sua moglie – nobildonna Donna Assunta, come al solito e con grande pazienza autografava – per ricordo – gli stampati congressuali che gli porgevano i numerosi delegati o invitati, e ne fui tentato anch’io ( chè un “peccato veniale”, nella mia libreria – infatti – sono a diecine i libri autografati che conservo per mio figlio e per il figlio di mio figlio, dei maggiori protagonisti – a cominciare dallo stesso Almirante – di tutta la destra italiana ed europea ). Stava seduto, quando nel leggere il mio cognome – stampato sull’invito che gli porgevo – si alzò per dirmi testualmente: “Vuono e adesso chi leggerà più le tue benedette lettere, scritte a mano ? e ti risponderà ?” ..e disse altro…. Non compresi che la frase, seguita da un’abbraccio inconsueto ( alla presenza dei molti…), e lo compresi più tardi, non era un addio da segretario uscente e, piuttosto, anticipava – non so come – la sua morte fisica ( Lui era già gravemente ammalato ma molti di noi non sapevano.. ), di lì a poco avvenuta, nella primavera dell’88 ( all’età di 74 anni, ancora non compiuti ), seguita – a 24 ore di distanza – da quella dell’altro “grande vecchio” ( cofondatore del Msi ), on.le Pino Romualdi; ne furono congiunti i funerali, quel 22 maggio ’88, in Roma, incredibilmente imponenti ed attraversarono, lo ricordo con grande emozione, per l’ultimo saluto, uno straordinario e commovente mare di folla e di popolo genuino, giunto da ovunque ( lo ricorderanno i tantissimi intervenuti – anche – della nostra città e della nostra regione ).

CON ALMIRANTE, NEL MIO PICCOLO ( E PER QUEL CHE HA CONTATO )…, MOLTI DI NOI HANNO AVUTO UN RAPPORTO ASSAI STRANO : MAI – COMPLETAMENTE – CONDIVIDENDO LA SUA POLITICA, IN POSIZIONE DI DISTINGUO NELLA DINAMICA DELLA DIALETTICA INTERNA; SEMPRE – IN ULTIMA ANALISI – CON IMMENSA FIDUCIA PERO’ NELLA SUA FIGURA DI “REGGITORE” E DI “TIMONIERE” DI CUI – E’ CHIARO – CHE NON SI POTEVA FARE A MENO E DI CUI, COMUNQUE, CI SI POTEVA – CERTAMENTE – FIDARE; E ALMIRANTE : COME LA “STELLA POLARE”, UOMO BUONO E GIUSTO NONCHE’ MITE, BENCHE’ IRRIDUCIBILE, PIENO DI SENTIMENTI UMANI, MASSIMAMENTE APERTO AL COLLOQUIO CHE NESSUNA BARRIERA DELLA POLITICA, PURE IN PRESENZA DI ASPRI CONTRASTI, AVREBBE POTUTO – PER LUI – IMPEDIRE. E SPESSO NON SI POTEVA EVITARE…CHE I SUOI SENTIMENTI UMANI SOPRATUTTO T’INONDASSERO E L’ACQUA, COSI’, CADENDO SUL FUOCO….. >>


NOTE
< <  (XIII° – pag. n. 33 e seguenti.)…E’ nell’anno ’76, tanto per ritornare al tema, che – registrando ( anche ) una perdita elettorale rispetto al ’72 – il Msi-Dn raggiunge l’acme delle sue divergenze interne : sono due le “correnti” ( ora, ufficialmente, precostituite ) in aperta contrapposizione alla segreteria di Almirante : “Linea Futura” dell’on.le Pino Rauti e “Democrazia Nazionale” degli on.li De Marzio – Nencioni – Roberti ( Rauti, come abbiamo detto, poi, opterà per un accordo all’XI° congresso nazionale, nel gennaio ’77); e “Democrazia Nazionale”, nel dicembre ’76, si scinde dal Movimento e diventa un vero e proprio partito ( con molti “in attesa….a “doppia tessera”…). Su “Democrazia Nazionale”, finita nel nulla entro il breve volgere di tre anni ( sarà spazzata via – dall’elettorato di destra – nelle “politiche” del ’79 : il Msi-Dn si riprenderà in tutta Italia, in specie a Napoli dove – poi – si svolgerà la campagna speciale elezioni per << Almirante Sindaco >> – 1980 – con uno straordinario consenso popolare ), l’argomento non può interessare più di tanto, comunque sia, va detto che alla “Destra Nazionale” servirà ( per paradosso ) a dimostrare che non era cessata la linea di < < – alternativa al sistema  – >> ( che, invece, proprio i cosiddetti “rivoluzionari interni” sostenevano che fosse stata tradita sin dal ’73; smentiti, ora, da quelli che – essi stessi – definivano, da sempre, i “moderati”; che, per l’appunto, ne chiedevano la smobilitazione; e osserviamo, perciò, che entrambe queste linee di tendenza, di fatto convergevano contro Almirante ). E che il presupposto dell’autoscioglimento del Msi-Dn, in una nuova (ri)fondata e presunta nuova < destra democratoica >  onde colloquiare con settori democristiani e liberali ( a loro dire ) preoccupati di un possibile “compromesso storico” ( con il Pci ), veniva decisamente rigettato.

Insomma, col 22 dicembre ’76, la metà dei deputati e senatori del Msi- Dn ( a Napoli, tutti ) lasciano il partito e passano a “Democrazia Nazionale”; tutto sarà evidentemente inutile poichè ( a prescindere che resta il dubbio – su tale vicenda – che sia stato, solo, il riflesso nella destra, delle divergenti strategie che, all’interno della Dc, si ispiravano agli on.li Andreotti e Moro ) gli anni a seguire, poi, dimostreranno inequivocabilmente, il fatto che se la stessa “Democrazia Nazionale” avesse avuto successo ( anche per l’ingente quantità in mezzi finanziari di cui dispose ), e così non fu, non sarebbe stata altro che una “foglia di fico” ( e una “riserva indiana” ) per una “destra di paravento” – e a copertura della stessa Dc – essendosi decisa, comunque sia ( per ragioni interne ed internazionali ), la legittimazione – piena – del Partito Comunista Italiano.

A riguardo, in conclusione, essendosi verificato il rientro – in questi ultimi anni – di tanti che uscirono dalla Destra ( scegliendo “Democrazia Nazionale”), questi transfughi – da parte mia – sì – li ritengo i veri “riciclati” – il pericolo in atto è che si possa accreditare un falso “parallelismo” con l’attuale Alleanza Nazionale ( di cui – essi – in cerca d’una “riverginatura”, dunque, si riterrebbero “anticipatori”); c’è che nel ’76, invece, si voleva una “neo destra” come “ruota di scorta” ( legittimata – “santificata” – neo “democraticamente” ) della Democrazia Cristiana mentre, ai nostri giorni, e prima, almeno più accentuatamente ad inizio degli anni novanta, viene – semmai – ad operarsi l’irreversibile sostituzione della Dc al potere ( e volendosi evitare che ne occupasse il cessato ruolo di governo, come apparve chiaro, la compagine post-comunista del Pds); in cui la Destra ( oggi : Alleanza Nazionale ) sostiene un proprio ruolo, attraverso alleanze paritarie e adeguate ai tempi, inclusa quella coi cattolici “diccì – non deviati” ( ex che, nulla, hanno da rimproverarsi : come Rocco Buttiglione ed altri); ruolo in proprio, sapendo che la “partita è tuttora aperta” ( eccome ! ).
A Napoli, dal 5 al 7 ottobre ’79, si svolge il XII° congresso che, con Rauti in ascesa ( firmatario della mozione “Spazio Nuovo” )…, vede – però – rieletto Almirante : egli “candida il Msi-Dn a partito guida delle riforme istituzionali, in favore del presidenzialismo” ( e per una < < nuova repubblica >> ); e, poi, seguirà, nel 1980 – a Napoli – la nota campagna per < – Almirante Sindaco  >. A Roma, dal 18 al 21 febbraio ’82, il XIII° congresso che…..vede… prevalere la mozione della segreteria (Almirante rieletto)…..>>

fine intervento

  Azimut” – associazione   Festa della Liberazione Associazione CulturalSociale Napoli
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 FINE INTERVENTO

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L’ESECUTIVO MONTI E’ (POLITICAMENTE) FRUTTO D’UNO “SCIPPO” ! E’ ORA CHE IL “SUPERMARIO PREMIER ABUSIVO”, RESTITUISCA (POLITICAMENTE) IL “MALTOLTO”!


Associazione Azimut. Thursday, March 09, 2012

L’ESECUTIVO MONTI E’ (POLITICAMENTE) FRUTTO D’UNO “SCIPPO” ! E’ ORA CHE IL “SUPERMARIO PREMIER ABUSIVO”, RESTITUISCA (POLITICAMENTE) IL “MALTOLTO”! [ NewsLetter:10.3.’12 ]
Marò, terza udienza e conclusione della perizia  I due ostaggi uccisi in Nigeria
IERI,  E OGGI, IL PROBLEMA DELL’ITALIA : IMPOTENZE, CONGENITE, “GOVERNICCHIO”!
Tav, il governo spiega le ragioni del sì: solo 2 comuni contro La Fiom scende in piazza per difendere
IERI,  E OGGI, IL PROBLEMA DELL’ITALIA : IMPOTENZE, CONGENITE, “GOVERNICCHIO”!
IERI,  E OGGI, IL PROBLEMA DELL’ITALIA : IMPOTENZE, CONGENITE, “GOVERNICCHIO”!
Associazione Azimut – Napoli
Scritto : Thursday, March 09, 2012 Per invio : L’ESECUTIVO MONTI E’ ( POLITICAMENTE ) FRUTTO D’UNO “SCIPPO” ! E’ ORA CHE IL “SUPERMARIO PREMIER ABUSIVO”, RESTITUISCA ( POLITICAMENTE ) IL “MALTOLTO” ! [ NewsLetter :10.3.’12 ]
[ News: 10.3.’12 ]
L’ESECUTIVO MONTI E’ ( POLITICAMENTE ) FRUTTO D’UNO “SCIPPO” ! E’ ORA CHE IL “SUPERMARIO PREMIER ABUSIVO”, RESTITUISCA ( POLITICAMENTE ) IL “MALTOLTO” ! [ NewsLetter : 10.3.’12 ]
 I N    C O N T R O T E N D E N Z A : E NELLA “FATTISPECIE”…NE HA BEN DONDE ! [ ASSOCIAZIONE “AZIMUT” . NAPOLI ]
Original Message From: Giancarlo Lehner To: arturo stenio vuono; ( . . . ) Sent: Thursday, March 08, 2012 1:09 PM Subject: Lehner contro l’8 marzo
La bolscevica Aleksandra Kollontaj promise l’emancipazione totale, il libero amore, l’eros alato, poi l’utopia divenne incubo e lo Stato che sostituì le mamme riempì le strade di bambini abbandonati e di delinquenza minorile.
Da allora, l’8 marzo è ricorrenza tetra e desolante, trattandosi di uno stanco e stantìo rituale sovietico, una delle peggiori festività di regime.
Chi ha vissuto nei paesi comunisti ricorda con orrore siffatta scadenza obbligatoria e coatta, culminante pubblicamente, ogni anno, nel « regalo » alle donne, che dovevano mostrarsi sorridenti e felici, altrimenti erano guai, di una rosa tea già appassita, di un paio di calzette e di una saponetta, simboli della miseria e del disagio, che pesava – altro che emancipazione – soprattutto sulle donne.
Abbasso l’8 marzo!,  rituale che offende la libertà e l’eterno femminino regale.
Giancarlo Lehner

[ in questo numero : leggi al termine del servizio ]
Original Message From: an.arenella@libero.it To: associazioneazimut@tiscali.it Sent: Thursday, March 08, 2012 5:56 PM
Subject: I: PASCOLI NELLA CULTURA ITALIANA E MEDITERRANEA. UN POETA A CENTO ANNI DELLA SCOMPARSA. PUBBLICAZIONE, MOSTRE E INCONTRI

O G G I

ROMPERE GLI INDUGI ! “OGNI ECCEZIONE RIMOSSA” !

CARO ANGELINO, MANDALI A CASA ! ! !  ORSU’ : “LIBERACI DALLA CONGREGA” ! ! !

L’ESECUTIVO MONTI E’ ( POLITICAMENTE ) FRUTTO D’UNO “SCIPPO” ! E’ ORA CHE IL “SUPERMARIO PREMIER ABUSIVO”, RESTITUISCA ( POLITICAMENTE ) IL “MALTOLTO” !


 

A C H I   ?

Conferma: mostriamo il vero volto del “Grillo (s)parlante” ; il < mandarino rosso > e il noto “guitto sinistrese > nonchè il “goffo giullare” : “capopolo dell’antipolitika” ( per i gonzi ).

Nel mentre, da parte del < sistema di potere > – e con i soliti “mezzi” – ,  si attacca la Lega Nord…nel contempo, “dividendosi i compiti” ( ! ) : occorre “completare l’opera” ( capite ? )

< Domanda dalle cento pistole > ( che non necessita di risposta alcuna ) : dunque, per chi lavora – effettivamente e realmente ( da sempre ) – l’ineffabile “istrione” , il “BEPPE” ?

Original Message From: Beppe Grillo To: associazioneazimut@tiscali.it Sent: Thursday, March 08, 2012 5:43 PM Subject: Formigoni e’ meglio di Belen

Il post di Beppe Grillo

FORMIGONI E’ MEGLIO DI BELEN

Roberto Formigoni è la vergine di ferro battuto della politica italiana. Alterna l’espressione di un chierichetto abusato a quella di un farfallone amoroso in camicia a fiorelloni. Non è dato sapere nulla della sua vita privata, men che meno di quella sessuale. Non si sa neppure dove abita. Il tribunale di Milano non riuscì a trovare il suo indirizzo per notificargli un avviso per occupazione abusiva della presidenza della Regione Lombardia. Ha conosciuto Don Verzè in tenera età e da allora lo ha seguito come “un ragazzo segue l’aquilone”. Al fallimento dell’ospedale San Raffaele rispose: “Non sapevo del buco”. E sul carteggio avuto con don Verzè nel quale emergeva il buco di 35 miliardi disse “Quelle lettere sono state giudicate penalmente irrilevanti”. Pensava fossero lettere d’amore. E’ un santo laico, un anacoreta, uno stilta che vive sopra a un palo della luce e che non dà peso alle cose terrene.

… [continua]


L’ULTIMA E RECENTE INFORMAZIONE SUL “PREMIER ELETTO”  E SUOI COLLABORATORI :[ OGNUNO LEGGA – SE NE FACCIA UNA PROPRIA OPINIONE ]

BERLUSCONI: CI SIAMO FATTI PARTE PER RSPONSABILITA'

SILVIO 06/03/2012 09:49

Berlusconi: Ci siamo fatti da parte per senso di responsabilità

L’intervista di Slvio Berlusconi al quotidiano russo Komsomolskaya Pravda

Presidente Berlusconi, in qualità di capo del Governo lei ne ha passate di tutti i colori: la sua coalizione si è divisa, lei è stato sottoposto a numerosi procedimenti giudiziari e tirato in ballo in alcuni scandali sessuali. Il risultato è stato che lei si è dimesso prima del tempo, senza nemmeno ricorrere a un voto di sfiducia in Parlamento. Perché questa scelta?
Ci siamo fatti da parte, nonostante avessimo la maggioranza in Parlamento, per un atto di responsabilità e di generosità verso il Paese, per cercare un accordo con l’opposizione sulle riforme istituzionali indispensabili per la governabilità del Paese. Riforme che da soli non saremmo riusciti ad approvare. Questo accordo si e’ rivelato possibile solo mettendo in campo un governo di tecnici, un governo che noi sosteniamo con convinzione e lealtà Si sente come una vittima delle circostanze, o c’era una specie di congiura contro di lei?  Assolutamente no. La decisione apparteneva solo a me e al mio partito. Per quanto riguarda gli “scandali sessuali” sono tutte calunnie, costruite durante una campagna orchestrata per screditarmi anche a livello internazionale. Gli italiani lo sanno, è abbastanza ovvio che si tratta di bugie e non per questo c’è stato un calo nei consensi. Ho una cosa da rimproverarmi: non sono riuscito a conquistare oltre il 50 per cento dei voti, non sono riuscito a convincere gli italiani.Anche se loro sono responsabili del fatto di aver disperso i loro voti in maniera irrazionale tra i piccoli partiti. Il mio partito, “Il Popolo della Libertà” per 18 anni è stato il primo di questi. Ma per la maggioranza assoluta erano necessarie alleanze con partiti minori, che occupano quasi la metà di tutti i seggi in parlamento. E ora come stanno le cose?  Ora stiamo lavorando alle riforme di concerto con l’opposizione, perchè, come ho detto, queste sono necessarie a modernizzare il nostro paese e a permettere una migliore governabilità. Oggi, il Governo non ha alcun potere. Il Primo Ministro italiano non può nemmeno sostituire i ministri. Dopo venti anni di fascismo, infatti, i nostri padri costituenti, temendo il ritorno della dittatura, distribuirono i poteri tra il Governo, l’Assemblea parlamentare, il Capo dello Stato, e la Corte Costituzionale. Il Governo ha soltanto il potere di presentare alle Camere i disegni di legge. Questi disegni diventano legge dopo circa 18-24 mesi. Ma se non piacciono alla magistratura di sinistra vengono impugnati da un Pubblico Ministero che li porta davanti alla Corte Costituzionale che, inderogabilmente, li abroga. Negli ultimi cinque anni, sono state abrogate 241 leggi. Come potete vedere e’ indispensabile cambiare questa architettura istituzionale che non consente al Paese di essere governato. Due anni fa, i maggiori politici d’Europa, tra cui lei, parlarono con sicurezza di un’economia stabile. Come è possibile che nessuno di voi abbia previsto l’attuale crisi economica? La crisi proviene dal tesoro. Tutto è iniziato con la crisi finanziaria negli Stati Uniti, e poi si è sviluppata in crisi economica e sociale. Nell’autunno del 2008, parlando con alcuni miei colleghi di allora, sentì dire che era necessario prevenire il collasso delle banche. Cosi molti paesi hanno adottato misure per salvare i loro istituti bancari. Noi in Italia no, perché il nostro sistema bancario è stato sempre e rimane tutt’ora molto stabile. La crisi è stata alimentata dagli speculatori internazionali e da uno smisurato pessimismo. Essere ottimisti non significa essere ingenui. Inoltre, il dovere di un politico è quello di essere ottimista. In una situazione complessa, il pessimismo è un elemento chiave che porta alla crisi. In tempi di recessione economica sono l’ottimismo e il coraggio imprenditoriale ad essere essenziali. Tengo ancora come souvenir una di quei convertitori Lira – Euro. Uno di quelli che presentaste alle famiglie italiani 10 anni fa. Fatto in Cina, tra l’altro, funziona ancora e non ho cambiato nemmeno la batteria. Ma cosa si deve aspettare l’eurozona? Alcuni prevedono il collasso, altri l’uscita di qualche paese, altri ancora un ritorno alle vecchie valute… Non mi sembra probabile. Certo prima dell’Euro avevamo la possibilità di essere competitivi, attuando delle svalutazioni delle nostre monete per favorire le esportazioni, cosa che non e’ più possibile con l’euro. Il problema attuale e’ che dietro l’euro non c’e’ un governo centrale in grado di esprimere una politica economica e monetaria comune. E non c’e’ una Banca centrale come garante di ultima istanza, come invece accade con il dollaro, la sterlina, lo yen. Questo determina la fragilità strutturale dell’Europa che perdurerà in assenza di decisioni risolutive e coraggiose sulle due questioni che ho ricordato. Per quanto riguarda noi italiani abbiamo ereditato dai governi precedenti un debito pubblico molto elevato. In Italia prima di noi i governi duravano in media 11 mesi e per recuperare il consenso in vista delle elezioni spendevano molto e producevano debito. Ma la solidità economica dell’Italia non e’ mai stata posta in discussione: mettendo insieme il debito pubblico e quello privato, l’Italia si posiziona subito dopo la Germania come secondo Paese economicamente più forte di tutta l’Europa, prima della Svezia, della Francia e della Gran Bretagna.

Negli ultimi dieci anni, lei è stato certamente uno dei politici più importanti del mondo in Russia, considerato un grande amico del nostro paese. Perché questa simpatia? Al contrario, secondo le rivelazioni di Wikileaks, lei non piace agli americani…  Il mio amore per la Russia nasce dalle letture giovanili dei vostri grandi romanzieri e anche da una paura tipica del secolo scorso. La mia generazione ha conosciuto la guerra fredda e non posso dimenticare che ho vissuto molti anni sotto la minaccia dell’olocausto nucleare. La possibilità di mettere fine a questo insensato e terribile incubo e di aprire i nostri Paesi all’amicizia e alla collaborazione mi e’ sembrata subito un’opportunità storica, un’occasione da cogliere al volo. Per questo il risultato netto del mio rapporto con il vostro Paese e con il presidente Putin e’ che ormai le relazioni tra l’Italia e la Federazione Russa hanno raggiunto a tutti i livelli un’importanza e una qualità mai viste prima e sono certamente destinate ad incrementarsi nel futuro. Quanto alle presunte difficolta’, rivelate da Wikileaks, del mio rapporto con gli Stati Uniti per via della mia amicizia con la Russia, ricordo che sono state smentite in modo ufficiale dal Dipartimento di Stato Usa. Una delle prime esperienze che ebbi come corrispondente in Italia, fu il vertice NATO di Pratica di Mare nel maggio del 2002, che fu personalmente patrocinato da lei. Allora sembrava un punto di svolta nelle relazioni storiche tra gli ex rivali della “guerra fredda”. Ma nel corso degli ultimi dieci anni ci sono state nuove ‘ondate di freddo’. Ora Putin ha addirittura affermato che la NATO ha fatto il suo tempo e non è più un’Istituzione necessaria. Lei che ne pensa?  Da un punto di visto storico il vertice di Pratica di Mare nel 2002, fu il momento culminante. La Federazione Russa firmò un accordo con la NATO e io curai personalmente il testo. Tra le altre cose, l’accordo prevedeva la cooperazione nella lotta al terrorismo internazionale, al crimine organizzato, al traffico di droga, al contrabbando di armi e alla cooperazione in situazioni di eventi naturali catastrofici. Con questa firma, la Russia fece la scelta di diventare parte dell’Occidente. Fu davvero un passo fondamentale, che segnò la fine della “guerra fredda” tra i due blocchi. I vecchi schemi di conflitto geopolitico culminarono in una visione comune dei problemi di sicurezza. Fu una grande soddisfazione vedere i leader della NATO e della Russia seduti allo stesso tavolo come amici. Questa fu una tappa decisiva ed emozionante. Sono orgoglioso di avere il merito di ciò. Che cosa è cambiato da allora?  La prevista espansione della NATO in Ucraina e in Georgia, il dispiegamento dei missili americani in Polonia e Repubblica Ceca sono stati percepiti da Mosca come deterrente, come un tentativo di circondare il territorio russo. Ho provato a guardare la cosa da entrambi i punti di vista, cercando di trovare posizioni equidistanti, di raddrizzare il rapporto. E così sono diventato un professionista per molte persone, anche se non abbastanza atlantista. In realtà ho operato nel tentativo di evitare una spaccatura tra la Russia e l’Occidente.Per me, infatti, l’Occidente è indivisibile, e comprende la Russia. Il 4 marzo scorso la Russia ha scelto Vladimir Putin come presidente. Quali sono le sfide più importanti che attendono il nuovo inquilino del Cremlino?

Ho seguito con interesse la vostra campagna elettorale. In diversi articoli di giornale Vladimir Putin ha illustrato il suo programma. Un programma, il suo, nel quale era possibile vedere l’orgoglio dei risultati ottenuti, la realizzazione delle sfide economiche e sociali che lo attendono, una visione chiara di ciò che dovrebbe essere fatto nei prossimi anni. La sua ricetta è una maggiore crescita, accompagnata da una maggiore giustizia sociale, da un’attenzione per il sistema educativo, da un’incentivazione del talento giovanile e della loro attività imprenditoriale. Parla di classe media come struttura portante della società, sostiene la crescita demografica e l’istituzione della famiglia Le elezioni per Putin non erano una prova di maturità politica e di equilibrio. E’ stata già dimostrata l’importanza del suo ruolo in Russia e sulla scena internazionale e la responsabilità per la sicurezza mondiale. Come valuta il suo programma?  Molto positivo. La crescita economica della Russia è evidente a tutti, così come il miglioramento dello stile di vita dei cittadini russi. Sono convinto che ancora oggi rimane il leader che può guidare questo grande paese. Ho letto le risposte critiche al suo programma, ma faccio un’analisi oggettiva. E le dirò di più: non ho mai visto programmi alternativi chiari e adeguati.

Recentemente lei è apparso di fronte ai giornalisti con un livido sul volto, dicendo che se lo era procurato durante una partita a hockey con Putin. Parlando di ricordi, magari meno traumatici, quali sono quelli per lei più belli della Russia?
Il mio rapporto con la Russia e’ costellato da molti episodi e dai ricordi dei luoghi in cui ho vissuto momenti bellissimi: le sale del Cremlino, Sochi e le rive fiorite del Mar Nero, San Pietroburgo in festa per i suoi trecento anni… Solo per dirle le prime cose che mi vengono alla mente. E poi, i miei rapporti e la mia amicizia con Gorbaciov, con Eltsin, con Putin, con Medvedev. Certo nei confronti di Vladimir nutro un sentimento di amicizia speciale. Lui e’ un uomo straordinario, semplice e umile, una persona di grande umanità, di grande sensibilità e di forti sentimenti primo tra tutti quello dell’amicizia. Per il suo Paese ha svolto e svolgerà ancora un ruolo determinante. Ha saputo portare avanti la transizione dal totalitarismo alla democrazia: un’impresa difficile che richiede tempo. Siamo spesso in contatto telefonico, ci siamo fatti visita a vicenda. Devo a lui gran parte delle emozioni che ho vissuto in Russia. Ricordo che una sera gli chiesi di portarmi a fare un giro per San Pietroburgo. Arrivati al porto, scendemmo dall’auto e proseguimmo a piedi, senza gli agenti della scorta.
Fummo attorniati dalla gente che, via via lo riconosceva, gli stringeva la mano, lo abbracciava e lo applaudiva. In tanti chiesero di fotografarsi con noi. E tutto questo avveniva fuori dai riflettori, fuori dalle regole ufficiali. Credo davvero che ciò che Vladimir e’ riuscito a farmi sentire sia proprio il cuore del suo popolo. Che e’ la scoperta più bella che si possa fare in Russia. E’ per questo che ho sempre voglia di tornare da voi. Lei ha recentemente annunciato di non volersi ricandidare per il suo partito. Quindi, nel futuro, farà solo il presidente della sua squadra di calcio, il Milan?  Non ho intenzione di candidarmi per la settima volta alla guida del Governo. Ma rimango sempre presidente e fondatore del Popolo della Libertà e lavorerò per promuovere le riforme che servono al paese. Io credo nella possibilità di cambiare il sistema attuale, che renda l’Italia uno Stato moderno, efficiente e capace di affrontare al meglio le sfide globali. Mi considero sempre al servizio del mio paese e continuerò a lavorare per questo, proprio come ho fatto durante tutta la mia vita

Tag: Komsomolskaya Pravda

Messaggio originale Da: no-reply@forzasilvio.it Data: 08/03/2012 12.02 A: “Arturo Stenio Vuono” Ogg: Come possiamo riconquistare la fiducia dei cittadini?
Forzasilvio.it
Arturo stenio, inizia oggi la Scuola di Orvieto. Qui puoi leggere in anteprima la riflessione di Sandro Bondi che aprirà la scuola. Si tratta di un testo interessante, che apre una discussione su come dobbiamo agire per riconquistare la fiducia di tanti nostri elettori ora critici nei nostri confronti. Aspettiamo il tuo commento. Grazie e buona lettura. on. Antonio Palmieri responsabile internet PDL

Approfondimento 08/03/2012 12:12

Bondi: Pdl unico movimento politico ad aver avuto un cambiamento generazionale

Il contributo di Sandro Bondi alla Scuola di formazione politica di Orvieto Abbiamo una massa di problemi da affrontare, in uno spirito di riflessione (di scavo, di ricerca, di proposta, di comunione d’intenti, che è l’anima della buona politica).

Verso la politica c’è in questo momento il massimo di sfiducia, ma la politica resta indispensabile per costruire la vita in società secondo principi di democrazia e secondo ideali di libertà. Come possiamo riacquistare la fiducia dei cittadini?

Io credo che potremo riconquistare la fiducia dicendo la verità, su noi stessi e sull’Italia. Solo il linguaggio della verità può riavvicinare i cittadini alla politica e solo dicendo la verità su noi stessi e sull’Italia possiamo sperare di ricoprire ancora un ruolo positivo nella storia nel nostro Paese. Dobbiamo essere capaci, come ci ha ricordato recentemente un illustre studioso, di una analisi approfondita della vicenda del nostro Paese, di una radiografia dei suoi problemi, dei suoi vizi e delle sue virtù. Qual è il nostro giudizio sulla crisi che stiamo attraversando, sullo stato dell’Europa e infine sulla nostra identità, cioè sul tipo di società che vogliamo contribuire a realizzare? Innanzitutto è necessaria una premessa: quella che chiamiamo crisi è in realtà un mutamento, una trasformazione a livello mondiale dell’economia e dei rapporti sociali, che comporta una ridefinizione del ruolo dello Stato. Questa crisi, cioè questa trasformazione, mette in discussione tutte le nostre certezze e le conquiste sociali e civili che, soprattutto in Europa, sono state possibili grazie all’opera e all’incontro delle grandi tradizioni politiche: da quella socialista democratica a quello cattolico liberale.  Il dato più evidente è che questa crisi si accompagna all’impotenza della politica e di conseguenza alla sfiducia nella democrazia.

Questo dato è più lampante in Italia, ma si verifica in tutte le democrazie. Oltretutto, il sistema democratico rivela un limite di fondo, e cioè quello di avere una vista corta. Da tempo il sistema democratico mostra una grave carenza: quella di non saper prendere decisioni che tengano conto del futuro.La somma delle decisioni democratiche è fortemente condizionato dal presente, dagli interessi in conflitto che hanno una visione di breve respiro. Da questo punto di vista, la questione del debito pubblico è emblematica, ma non è l’unica.  Il tema delle pensioni, l’ambiente in cui viviamo, il mercato del lavoro, sono tutte questioni che in questi ultimi decenni sono stati affrontati scaricando sul futuro, sulle spalle dei giovani, i costi delle decisioni che accontentano, democraticamente, le corporazioni e gli interessi che si fanno valere nelle sedi democratiche. La soluzione di un governo tecnico, cioè in pratica di una temporanea sospensione delle regole della democrazia, manifesta perciò un problema, quello delle decisioni che riguardano il futuro, che coinvolge tutte le democrazie, soprattutto in un tempo di crisi come questo. In Italia questo problema è più acuto e drammatico che altrove, perché l’assemblearismo parlamentare e il coacervo di organismi di controllo giudiziario e amministrativo, hanno di fatto indebolito oltre ogni limite la forza decisionale della democrazia. Il governo dei tecnici ha anche messo in evidenza una questione sulla quale da tempo aveva riflettuto un imprenditore come Adriano Olivetti, e cioè la competenza che i politici devono possedere e la separazione fra la sfera dei partiti e quella delle istituzioni.

Oltretutto (al riguardo apro solo una breve parentesi) il federalismo che in questi anni abbiamo cercato di realizzare, rischia non di rafforzare il sistema di governo ma di dare il colpo di grazia all’unità nazionale e alla residua efficienza dell’amministrazione centrale. La formazione di un governo tecnico può essere considerato come il punto di arrivo di una crisi dell’intero sistema politico italiano, del bipolarismo militarizzato così come lo abbiamo sperimentato in Italia, e delle natura delle alleanze che si sono confrontate per la guida del governo. Dopo la crisi del nostro governo, la sinistra non poteva rappresentare una alternativa, pur avendo probabilmente la maggioranza nel Paese. Un’alleanza come quella presentata a Vasto, non sarebbe stata una vera maggioranza di governo, ma un cartello elettorale destinato a naufragare alla prima occasione e ad aggravare la crisi del Paese. Bisogna riconoscere a Bersani di avere avuto la coscienza di questo handicap della sinistra: che poteva contrare e forse può ancora contare su una maggioranza elettorale ma che non sarebbe credibile come maggioranza di governo. Per quanto riguarda la nostra coalizione il discorso è diverso. La nostra esperienza di governo non ha un bilancio negativo, ma bisogna riconoscere che non siamo stati capaci di superare le prove più difficili. Perché? Le cause non sono addebitabili solo agli altri. Abbiamo avuto anche noi delle responsabilità, ma si può dire, senza tema di essere smentiti, che anche la nostra alleanza aveva al proprio interno degli squilibri che hanno reso difficile il percorso del governo. Il maggiore squilibro riguardava il ruolo e la natura della Lega, una forza politica che indubbiamente ha avuto una evoluzione positiva, grazie a Berlusconi, ma che mantiene dentro di sé degli elementi contraddittori. L’attuale posizione della Lega conferma che la vocazione al governo e il compito di rappresentare gli interessi della parte più dinamica del nostro Paese, non è ancora un approdo stabile della Lega. Purtroppo, un ulteriore elemento di squilibrio è stato rappresentato dal ruolo assunto da un ministero cruciale come quello dell’economia, che anziché contribuire ad una ulteriore evoluzione positiva della Lega ha finito per abbracciarne le posizioni, finanche in contraddizione con le posizioni più ragionevoli del proprio partito. Questo è ormai il passato. Il presente è rappresentato dal governo Monti, la cui nascita ed i cui risultati fin qui positivi si devono in gran parte alla scelta lungimirante di Berlusconi e al leale sostegno assicurato in Parlamento dal Popolo della Libertà. La decisione di sostenere il governo Monti, cioè di garantire gli interessi nazionali, è non solo giusta, ma con il tempo farà emergere pienamente il nostro profilo di forza politica nazionale, moderata e popolare. Il governo non è una parentesi, ma un tempo da utilizzare non solo per gli interessi nazionali, ma al tempo stesso per valorizzare la nostra identità, i nostri programmi il nostro progetto di società. La crisi determina scelte difficili, ma impone anche di estrinsecare la nostra visione della società. La crisi economica, l’introduzione dell’euro, la globalizzazione hanno determinato fratture nella coesione sociale della società e riproposto questioni fondamentali riguardanti l’eguaglianza, la parità dei punti di partenza, la solidarietà versi i più deboli, l’atteggiamento verso gli immigrati, che costituiscono principi essenziali del nostro bagaglio culturale. Da questo punto di vista, quello che accade negli Stati Uniti è emblematico. Recentemente Obama ha posto delle questioni che valgono anche per noi. L’ineguaglianza crescente distorce la democrazia, distrugge il senso di appartenenza ad una Nazione, ad una comunità che offre a tutti l’occasione per entrare nella classe media, di avere eguali chance di successo, di aspirare ai più alti traguardi. Non è un caso che sempre di più, da Obama a Putin, da Hollande a Sarkozy, si sente un richiamo forte alla classe media, che può garantire la coesione della società e la tenuta della democrazia. Il libero mercato è la più grande forza propulsiva del progresso economico nella storia umana, ma funziona soltanto quando ci sono regole precise per garantire che la competizione sia giusta, trasparente e corretta.

E soprattutto il libero mercato non significa il trionfo di una autentica democrazia se non diventa un sistema economico per mezzo del quale a ogni individuo viene garantita l’opportunità di mostrare le sue qualità migliori. Durante questo tempo che è rappresentato dal governo Monti, possiamo anche riflettere, liberi dai condizionamenti della Lega, sul tema dell’immigrazione, senza ideologie e preconcetti. Lo ripeto: la voce della Chiesa va ascoltata sempre, sia quando parla del valore della vita sia quando ci invita a considerare il problema dell’integrazione degli immigrati, a partire (senza alcun automatismo) da quei figli di immigrati nati in Italia e che frequentano le nostre scuole. Anche questo è un modo di delineare la nostra vera identità, di forza politica moderata e popolare, appartenente a pieno titolo alla grande famiglia dei popolari europei. Per concludere, siamo espressione di una grande storia. Grazie al Presidente Berlusconi abbiamo potuto essere protagonisti dei destini del nostro Paese. Siamo cresciuti enormemente in questi anni. Siano l’unico movimento politico in cui è avvenuto un cambiamento generazionale, del quale la nomina di Angelino Alfano è stata la conseguenza più importante e più feconda per il futuro. E questo lo si deve al Presidente Berlusconi, l’unico leader politico che in questi anni ha reso possibile la formazione e la selezione di una nuova generazione competente e onesta in grado si assumere responsabilità di governo. Sta a noi dimostrare che siamo ancora capaci di produrre idee, di testimoniare un impegno coerente al servizio del nostro Paese e dell’Europa.


Dal nostro collaboratore – online – 2 segnalazioni ( da Cosenza ) :

Messaggio originale Da: “o.g.” Data: 08/03/2012 14.45 A: “Associazione Azimut”
Cc: “Vuono”an.arenella@libero.it [ puoi – anche – cliccare su titolo, e ansare al sito ]

Ti invio anche questo articolo sempre tratto da Stampa Liibera, che indica come l’Europa si stia svegliando dal brutto sogno targato Sarkosy-Merkel e che da noi vorrebbe dire o un ravvedimento di Monti con revoca dei provvedimenti fiscali che vessano all’inverosimile il popolo e rovina dell’attuale casta politica che lo sostiene,o un’abbandono di Monti da parte della  casta politica che lo sostiene ed oltre alla revoca dei provvedimenti vessatori fiscali anche la messa in stato d’accusa per attentato alla costituzione di tutti coloro che hanno avallato la situazione in cui ci troviamo e della cui gravità evidentemente non tutti si rendono conto.

Il rombo sovrano della Spagna e la fine dell’Europa della Merkel
6 marzo 2012 | Autore Jacopo Castellini |  Stampa articolo

Ndr: Segue un articolo di Maurizio Blondet.
Articolo di Ambrose Evans-Pritchard * telegraph.co.uk
Traduzione di Comedonchisciotte
La ribellione spagnola è iniziata, prima e più decisamente di quanto mi aspettassi.
Come molti lettori avranno già saputo, il Premier Mariano Rajoy si è rifiutato categoricamente di adempiere alle richieste di austerità della Commissione Europea e del Consiglio Europeo (sequestrato da Merkozy).
Prendendo quella che ha definito una “decisione sovrana“, ha semplicemente annunciato che intende di ignorare gli obbiettivi per il deficit dell’UE del 4,4% del PIL per quest’anno, fissando l’asticella al 5,8% (in calo dall’8,5% del 2011).
In venti anni trascorsi a seguire da vicino gli affari dell’UE, non ricordo un atto di sfida tanto audace e aperto da parte di uno stato.  Di solito gli argomenti sono sfumati. Le nazioni arrivano al limite, ma non lo oltrepassano mai.
Con una condotta appropriata, il signor Rajoy ha comunicato lo scoop subito dopo il summit dell’UE, senza averlo prima notificato alla commissione o ai colleghi dirigenti dell’UE. E per questo è sembrato provar piacere nel buttare all’aria il libro delle regole e nel disconoscere l’intera struttura di controllo monetario dell’UE.
Ha sicuramente ragione nel prendere l’iniziativa. L’economia della Spagna si contrarrà dell’1,7% quest’anno con i suoi progetti modificati e la disoccupazione raggiungerà il 24% (o il 29% con il metodo di conteggio degli anni ‘90). Combinare tutto questo alla stretta fiscale maniacale – senza alcuna svalutazione compensatoria – è intellettualmente indifendibile.
Arriva un punto in cui una democrazia non può più sacrificare i propri cittadini per compiacere gli ideologhi reazionari che sono determinati a imporre le politiche di terra bruciata degli anni ’30. Ya basta.
Quello che sorprende è l’ondata di sostegno per il signor Rajoy che arriva dai commenti spagnoli.
Questo di Pablo Sebastián mi ha lasciato senza parole.
Una mia traduzione sommaria:
“La Spagna non è un antico paese che permetterà di essere umiliata dalla Cancelliera Tedesca.”
“Il comportamento della Commissione Europea verso la Spagna negli ultimi giorni è stato infame e ha superato i limiti di potere del trattato […] questi eurocrati pensano che sono i proprietari e i padroni della Spagna.”
“La Spagna e le altre nazioni nell’UE sono seccate per le intromissioni della Cancelliera Merkel e per l’usurpazione della Germania, con l’aiuto della Francia di Sarkozy e la loro pretesa ‘presidenza esecutiva’ che non esiste nei trattati dell’UE.“
“Rajoy non deve arretrare di un millimetro. La posta in gioco è alta e il paese non può in alcun modo subire umiliazioni da una Cancelliera che sta facendo incetta di tutti i risparmi dell’Europa e che non ascolterà nessuno, come se fosse la despota assoluta dell’Unione. La Merkel e la Commissione dovrebbero pensarci a lungo prima di allungare le mani sulla sovranità di questa nazione – o di una qualsiasi altra – prima che se le brucino.”
È questo l’umore in fermento di una nazione antica e fieramente orgogliosa nell’anno III della depressione, probabilmente la peggiore che il paese ha subito dal 1640, o me ne sono persa una?
Per quanto riguarda il “Fiscal Compact” è stato reso lettera morta dall’iniziativa spagnola.
Gracias a Dios. Se il testo dovesse entrare in vigore, le conseguenze sarebbero rovinose. Introdurrebbe l’Hooverismo nelle leggi dell’UE, e imporrebbe politiche contrazionarie senza il consenso dei parlamenti futuri, compreso un qualsiasiBundestag. E per questo, probabilmente viola la costituzione tedesca.
Non potrà essere attuato in ogni caso perché le realtà politiche dell’UE stanno già mettendo i bastoni fra le ruote, e si intrometteranno sempre di più. Il presidente François Hollande of France lo farebbe a pezzettini.
Il Blocco Latino si sta svegliando.
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE
Rajoy silura il fiscal compact
Articolo di Maurizio Blondet * Link
Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha annunciato a Bruxelles che ha deciso di infischiarsene delle austerità che la UE (alias, la Merkel) vuole imporre alla Spagna. L’eurocrazia voleva che il governo ispanico abbassasse il limite del deficit al 4,4% del PIL di quest’anno (era stato dell’8,5% l’anno scorso); Rajoy ha fatto sapere che, invece, il suo governo si è posto un limite del 5,8%. «Decisione sovrana», ha detto. Punto e basta.
A questo punto, il «Fiscal Compact» – ossia il trattato con cui 27 Paesi, sotto dettatura germanica, si sono impegnati a inserire l’obbligo di pareggio nella Costituzione e a far controllare i loro conti, preventivamente, dai Commissari – è silurato e (forse) affondato. Almeno per la Spagna.
Al contrario, Monti e i suoi servi – il parlamento da noi pagato, che ormai non ha altro scopo che obbedire ai «tecnici» voluti dai Commissari, dalla Germania e da Goldman Sachs – stanno invece per inserire nella Costituzione l’obbligo di pareggio di bilancio voluto dalla Merkel; e per giunta, modificano l’articolo della Costituzione in modo da rendere impossibili, da noi, i referendum. Il tutto alla chetichella, e con maggioranza che è appropriato definire «bulgara»: la UE sotto il Meccanismo di Stabilità somiglia sempre più al Patto di Varsavia.
L’economia spagnola è in recessione da tre anni e si contrarrà quest’anno dell’1,7%: il primo ministro Rajoy ritiene che il suo Paese abbia già dato, e non abbia bisogno di ulteriori strette di bilancio che hanno il solo effetto di aggravare la depressione. L’opinione pubblica è tutta con lui, a giudicare dai commenti sui giornali: «Il Paese non è in vena di subire umiliazioni da un Cancelliere che si appropria di tutti i risparmi d’Europa e non ascolta nessuno, come fosse il padrone assoluto dell’Unione». (Spain’s sovereign thunderclap and the end of Merkel’s Europe)
Frattanto in Olanda, nel Nord ricco, Geert Wilder, leader del Partito della Libertà (destra populista) ha proposto l’uscita dall’euro: «L’euro non è nell’interesse dell’Olanda. Vogliamo essere padroni in casa nostra, torniamo al fiorino». Wilder ha citato uno studio inglese, secondo cui tenere insieme l’unione monetaria costerà ai nordeuropei 2.400 miliardi di euro, se Italia e Spagna entrano nella situazione di Grecia o Portogallo. Geert ha detto inoltre: prima dell’euro, l’Olanda è cresciuta al ritmo del 3% annuo per tre anni; dopo l’introduzione dell’euro, è all’1,25%, con crescita molto rallentata rispetto a Svezia e Svizzera che si sono tenute la divisa nazionale.
Il partito diWilders, populista e anti-immigrazione, è cresciuto fino a diventare il terzo nel quadro politico dei Paesi Bassi. Non fa parte dell’attuale coalizione di governo, ma il governo olandese in carica essendo di minoranza, ha bisogno dell’appoggio del Partito della Libertà per funzionare. Gli olandesi sono tra i massimi contributori alla UE, e la prospettiva, in questa crisi degli Stati del Sud, è di sganciarsie ancor più nel quadro del Meccanismo di Stabilità. Gioverà ricordare che nel 2005, gli olandesi hanno rigettato a larga maggioranza la Costituzione Europea. (Dutch Freedom Party pushes euro exit as €2.4 trillion rescue bill looms)

Messaggio n. 2

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Dubbio  – Fermatevi ed ascoltatelo il silenzio delle cose   Non correte più non ammucchiate più   Immensa fossa comune, benessere anelato verità disperse   Fermatevi, che oltre ancora v’è l’immenso baratro del nulla.     Olivieri Giancarlantonio (1979)

Messaggio originale Da: “o.g. ” – Data: 08/03/2012 14.18 A: “Associazione Azimut” Cc: “Vuono” Ogg:  ( . . . ) – con poesia
Come facevo ad inviati questa mia poesia se non avevo quest’articolo di supporto,tratto da Stampa libera,bellissimo l’articolo non so la poesia.  Dubbio Fermatevi ed ascoltatelo il silenzio delle cose   Non correte più non ammucchiate più   Immensa fossa comune, benessere anelato verità disperse   Fermatevi, che oltre ancora v’è l’immenso baratro del nulla. Olivieri Giancarlantonio (1979)
“NOI SIAMO UNA PARTE DELLA TERRA”8 marzo 2012 | Autore Domenico Proietti |  Stampa articolo Nel 1854, il “Grande Capo Bianco” di Washington si offri` di acquistare una parte del territorio indiano e promise di istituirvi una “Riserva” per il popolo indiano. La risposta del “Capo” Seattle e` stata descritta come la piu` bella e la piu` profonda Dichiarazione mai fatta sull’ambiente. “Come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra? L’idea ci sembra strana. Se noi non possediamo la freschezza dell’aria, lo scintillio dell’acqua sotto il sole, com’e` che voi potete acquistarli? Ogni parco di questa terra e` sacro per il mio popolo. Ogni lucente ago di pino, ogni riva sabbiosa, ogni lembo di bruma dei boschi ombrosi, ogni radura ed ogni ronzio degli insetti e` sacro nel ricordo e nell’esperienza del mio popolo. La linfa che cola negli alberi porta con se` il ricordo dell’uomo rosso. I morti dell’uomo bianco dimenticano il loro paese natale quando vanno a passeggiare tra le stelle. I nostri morti non dimenticano mai questa terra magnifica, perche` essa e` la madre dell’uomo rosso. Noi siamo una parte della terra, e la terra fa parte di noi. I fiori profumati sono nostri fratelli; il cervo, il cavallo, la grande aquila sono nostri fratelli, la cresta rocciosa, il verde dei prati, il calore dei pony, e l’uomo appartengono tutti alla stessa famiglia. Per questo, quando il Grande Capo Bianco di Washington ci manda a dire che vuol acquistare la nostra terra ci chiede una grossa parte di noi. Il Grande Capo ci manda a dire che ci riservera` uno spazio per muoverci affinche` possiamo vivere confortevolmente tra di noi. Egli sara` il nostro padre, noi saremo i suoi figli. Prenderemo, dunque in considerazione la vostra offerta ma non sara` facile accettarla. Questa terra, per noi, e` sacra. Quest’acqua scintillante che scorre nei torrenti e nei fiumi non e` solamente acqua, per noi e` qualcosa di immensamente piu` significativo; e` il sangue dei nostri padri. Se noi vi vendiamo le nostre terre, voi dovrete ricordarvi che esse sono sacre, dovrete insegnare ai vostri figli che e` terra sacra e che ogni riflesso nell’acqua chiara dei laghi parla di avvenimenti e di ricordi della vita del mio popolo. Il mormorio dell’acqua e` la voce del padre di mio padre. I fiumi sono nostri fratelli, ci dissetano quando abbiamo sete. I fiumi sostengono le nostre canoe, sfamano i nostri figli. Se vi vendiamo le nostre terre, voi dovrete ricordarvi, ed insegnarlo ai vostri figli, che i fiumi sono i nostri, e i vostri fratelli e dovrete dimostrare per i fiumi lo stesso affetto che dimostrereste ad un fratello. Sappiamo che l’uomo bianco non comprende i nostri costumi. Per lui una parte di terra e` uguale all’altra, perche` e` come uno straniero che arriva di notte ed alloggia nel posto che piu` gli conviene. La terra non e` un suo fratello, anzi e` un suo nemico e quando l’ha conquistata va oltre piu` lontano. Abbandona la tomba dei suoi avi e di cio` certo non se ne preoccupa. La tomba dei suoi avi, il patrimonio dei suoi figli cadono nell’oblio. Tratta sua madre, la terra, e suo fratello, il cielo, come se fossero semplicemente delle cose da acquistare, prendere e vendere come si fa con i montoni o con le pietre preziose. Il suo appetito divorera` tutta la terra e a lui non restera` che il deserto. Io non so. I nostri morti sono diversi dai vostri. La vista delle vostre citta` fa male agli occhi dell’uomo rosso. Ma forse cio` e` perche` l’uomo rosso e` un selvaggio e non puo` capire! Non esiste un posto accessibile nelle citta` dell’uomo bianco. Non esiste un posto per vedere le foglie ed i fiori sbocciare in primavera, o ascoltare il fruscio delle ali di un insetto. Ma forse e` perche` io sono un selvaggio e non posso capire. Il baccano sembra insultare le orecchie. E quale interesse puo` avere l’uomo a vivere senza poter ascoltare il rumore delle capre che succhiano l’erba o il “chiacchierio” delle rane, la notte, attorno allo stagno? Io sono un uomo rosso e non capisco. L’indiano preferisce il suono dolce del vento che slanciandosi come una freccia accarezza la faccio dello stagno, e preferisce l’odore del vento bagnato dalla pioggia mattutina, o profumato dal pino pieno di pigne. L’aria e` preziosa per l’uomo rosso, giacche` tutte le cose respirano la stessa aria; le bestie, gli alberi, gli uomini tutti respirano la stessa aria. L’uomo bianco non sembra far caso all’aria che respira. Come un uomo che impieghi parecchi giorni a morire resta insensibile alle punture. Ma se noi vendiamo le nostre terre, voi dovete ricordare che l’aria per noi e` preziosa, che l’aria divide il suo spirito con tutti quelli che fa vivere. Il vento che ha dato il primo alto al nostro Grande Padre e` lo stesso che ha raccolto il suo ultimo respiro. E se noi vendiamo le nostre terre voi dovrete guardarle in modo diverso, tenerle per sacre e considerarle un posto in cui anche l’uomo bianco possa andare a gustare il vento reso dolce dai fiori del prato. Considereremo la vostra offerta di acquistare la nostre terre. Ma se decidiamo di accettare la proposta io porro` una condizione: l’uomo bianco dovra` rispettare le bestie che vivono su questa terre come se fossero suoi fratelli. Io sono un selvaggio e non conosco altro modo di vivere. Ho visto un migliaio di bisonti imputridire sulla prateria, abbandonati dall’uomo bianco dopo che erano stati abbattuti da un treno che passava. Io sono un selvaggio e non comprendo come il “Cavallo di ferro” tutto fumante, possa essere piu` importante dei bisonti quando noi li uccidiamo solo per assicurarci un mezzo per sopravvivere. Che cosa e` l’uomo senza le bestie? Se tutte le bestie sparissero, l’uomo morirebbe di una grande solitudine nello spirito. Poiche` cio` che accade alle bestie, prima o poi accade all’uomo. Tutte le cose sono legate tra di loro. Dovrete insegnare ai vostri figli che il suolo che essi calpestano e` fatto dalle ceneri dei nostri padri. Affinche` i vostri figli rispettino questa terra, dite loro che essa e` arricchita dalle vite della nostra gente. Insegnate ai vostri figli quello che noi abbiamo insegnato ai nostri: che la terra e` la madre di tutti noi. Tutto cio` che di buono arriva dalla terra, arriva anche ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su se` stessi. Noi almeno sappiamo questo: la terra non appartiene all’uomo, bensi` e` l’uomo che appartiene alla terra. Questo, noi lo sappiamo. Tutte le cose sono legate tra loro come il sangue che unisce i membri della stessa famiglia. Tutte le cose sono legate tra loro. Tutto cio` che si fa per la terra, lo si fa per i suoi figli. Non e` l’uomo che ha tessuto le trame della vita: egli ne e` soltanto un filo. Tutto cio` che egli fa alla trama lo fa a se` stesso. Lo stesso uomo bianco, col quale il buon Dio si accompagna e parla con lui come due amici insieme, non puo` essere dispensato dal destino comune. Prima di tutto, forse noi siamo fratelli. Noi verremo volentieri. C’e` una cosa che noi sappiamo e che forse l’uomo bianco scoprira` presto: il nostro Dio e` lo stesso vostro Dio. Voi forse pensate che adesso lo possedete come volete possedere le nostre terre; ma non lo potete. Egli e` il Dio dell’uomo, e la sua pieta` e` uguale per tutti: tanto per l’uomo bianco quanto per l’uomo rosso. Questa terra per lui e` preziosa. Nuocere alla terra e` come ricoprire d’ingiurie il suo Creatore. Anche i bianchi spariranno; forse prima di tutte le altre tribu`. Infettate i vostri letti, ed una notte vi troverete soffocati dai vostri detriti. Ma morendo voi brillerete con splendore, ardenti della forza di Dio che vi ha portati sino a questa terra e per qualche disegno particolare vi ha fatto dominare questa terra e l’uomo rosso. Questo destino e` per noi un mistero, perche` non riusciamo piu` a comprendere quando i bisonti vengono massacrati tutti, i cavalli selvaggi domati, gli angoli piu` segreti delle foreste invasi dagli uomini, quando la viste delle colline in pieno fiore e` imbruttita dai fili che parlano. Dov’e` finito il bosco? E’ scomparso. Dov’e` finita l’aquila? E’ scomparsa. E’ la fine della vita e l’inizio della sopravvivenza”.


altra corrispondenza
[ da Napoli ]

Messaggio originale Da: desk@ufficiostampapress.com Data: 08/03/2012 17.25 A:
Ogg: Non vanno nella direzione dell’ interesse comune le azioni dei vertici di Coppa America Napoli. Un’altra occasione perduta per lo sviluppo della città e per il comparto della nautica.

COMUNICATO STAMPA
Non vanno nella direzione dell’ interesse comune le azioni dei vertici di Coppa America Napoli. Un’altra occasione perduta per lo sviluppo della città e per il comparto della nautica.
Napoli 8 Marzo 2012.
Il cosiddetto calendario di “eventi collaterali” da tenersi a latere della settimana di regate veliche per le prove di Coppa America miete ulteriori vittime con bandi di gara annullati a pochi giorni dagli eventi e ‘ minacciati ricorsi al TAR e  denuncie  alla Procura della Repubblica, ‘ così si apprende dagli organi di stampa. Eppure quei fondi Europei per ben 3,2 milioni di euro, sei miliardi e mezzo circa delle vecchie e care lire, che rendevano meglio le dimensioni del denaro facendo rimanere tutti con i piedi ben piantati per terra, potevano essere in larga  parte risparmiati o più proficuamente utilizzati, se a latere di un evento nautico episodico, quali appunto le regate veliche delle prove di Coppa America, come “eventi collaterali” si fosse considerata anche un’expo delle eccellenze dei prodotti della cantieristica navale e affini della Campana valorizzata in un contesto di brand internazionali, quale è ed è stato per anni il Nauticsud. Del resto, sarebbe stato certamente più coerente ed opportuno, offrire alle centinaia di migliaia di appassionati stimati ed attesi sul territorio del capoluogo Campano, perché attratti dalle regate veliche, una visita anche all’esposizione di prodotti nautici Campani ed affini, piuttosto che un improbabile e onerosissimo programma di eventi che vanno, dal concerto di  Eugenio Finardi  alle performance ironiche di  Dario Vergassola. La storica manifestazione Nauticsud, la fiera del Turismo Nautico, che vanta una tradizione di ben 43 anni nel capoluogo Campano, poteva essere una risorsa per alleggerire i costi degli eventi collaterali, anche più coerenti con la prevista sezione dedicata al tema del  mare e viceversa le risorse economiche attinte dai fondi Europei per un’episodica manifestazione velica potevano essere un’opportunità di stabile consolidamento sul territorio di un’altra manifestazione promossa per il Turismo nautico- Nauticsud- questa invece tradizionalmente radicata sul territorio da ben 43 anni e di valorizzazione di tutta la filiera delle Attività Produttive Campane della risorsa mare (cantieristica e affini). In questo modo i tradizionali flussi di visitatori di Nauticsud (oltre centomila nella scorsa edizione) si potevano addizionare a quelli stimati per le regate veliche, la fiera del Turismo nautico infatti vanta una mailing list consolidata negli anni con oltre centomila nominativi di visitatori provenienti da varie aree geografiche e che negli anni sono confluiti sul territorio del capoluogo Campano per visitare l’esposizione a Fuorigrotta e partecipare alle prove a mare a Mergellina. Sta di fatto che il mancato e corretto preavviso per tempo da parte dei vertici di Coppa America Napoli, hanno prodotto i seguenti danni all’interesse pubblico :
1)   Un’opportunità di consolidamento stabile di un evento nautico già esistente sul territorio da ben 43 anni quale appunto Nauticsud si trasforma invece in un enorme danno per la manifestazione patrimonio del Sud Italia
2)   La Regione perde l’opportunità di valorizzare anche le Attività Produttive della cantieristica navale della Campania in forte crisi per concomitanti effetti negativi globali e territoriali, senza sostenere grandi costi.
3)   Si perde l’opportunità di beneficiare anche dei flussi turistici tradizionalmente attratti dalla fiera del turismo nautico
4)   Si perde l’occasione, a fronte della sola messa a disposizione di un’area asfaltata e pedonalizzata per l’esposizione nautica, di assicurare  “eventi collaterali” a costo zero e certamente più in target con il tema del mare.
Invece si preferisce impegnare cospicui fondi della comunità Europea , 3.2 milioni di euro nel malcontento comune con preavvisati ricorsi al TAR ed alla Procura della Repubblica.
Nauticsud dunque da considerare in sinergia e non in conflitto come invece si apprende nell’assurdo STOP comunicato dall’ Autorità Portuale di Napoli per una manifestazione nautica, che da abitudinariamente si svolge nelle acque del porto di Mergellina.
Capo Ufficio stampa Nauticsud Mariagrazia Laganà +39 081 66 08 36 +39 3401727708 Info : press@nauticsud.com

[ da FACEBOOK ]

Messaggio originale  Da: notification+acf6oy26@facebookmail.com Data: 08/03/2012 17.01 A: “AMICI DEL SS. CROCIFISSO”<372845022728326@groups.facebook.com> Ogg: [AMICI DEL SS. CROCIFISSO] Ricordo l’appuntamento di oggi pomeriggio alle…

Pasquale Perri ha pubblicato qualcosa nel gruppo AMICI DEL SS. CROCIFISSO.
Ricordo l'appuntamento di oggi pomeriggio alle...8 marzo 17.01.46
Ricordo l’appuntamento di oggi pomeriggio alle ore 18.30 con la Catechesi di Quaresima per i giovani tenuta da P. Marcellino

Messaggio originale Da: csrbruni@alice.it Data: 08/03/2012 16.06 A: “VUONO”, ( . . . )
CULTURA ITALIANA E MEDITERRANEA. UN POETA A CENTO ANNI DELLA SCOMPARSA. PUBBLICAZIONE, MOSTRE E INCONTRI

6 aprile 2012

GIOVANNI PASCOLI A CENTO ANNI DALLA MORTE:
TRADIZIONE E INNOVAZIONE NELLA LINGUA ITALIANA.
UNO STUDIO DI MARILENA CAVALLO E PIERFRANCO BRUNI, “NEL MARE DI CALIPSO”, SUGGERISCE UNA PROPOSTA DI LETTURA ORIGINALE E SCIENTIFICAMENTE DOCUMENTATA.
CON PREFAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE DEL MIBAC
MAURIZIO FALLACE
UN SERVIZIO RAI E UNA MOSTRA VIDEO – IMMAGINI
PER RIPROPORRE UN POETA ITALIANO A CENTO ANNI DALLA MORTE

Il 6 aprile prossimo è l’anniversario del Centenario della morte di Giovanni Pascoli scomparso nel 1912 (era nato nel 1855). Per l’occasione è stato pubblicato una originale pubblicazione che pone come premessa il tema della Mediterraneità in Giovanni Pascoli. Un omaggio per non dimenticare e proseguire lo scavo nella letteratura italiana. Il lavoro rientra in un Progetto completamente dedicato all’opera di Pascoli. Un saggio critico, Un servizio andato in onda su Rai Tre e una mostra Video – Immagine dei frontespizi delle pubblicazioni dei libri di Giovanni Pascoli.  Un poeta italiano tra metafore e plurilinguismo in un viaggio nella cultura Mediterranea.
Con Prefazione del Direttore Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali Maurizio Fallace si apre il saggio dal titolo: “Nel mare di Calipso. La dissolvenza omerica e l’alchimia mediterranea in Giovanni Pascoli” di Marilena Cavallo, studiosa di letteratura italiana e saggista, e Pierfranco Bruni, esperto in problematiche letterarie etno – antropologiche e responsabile del MiBAC per uno studio sul plurilinguismo e il mediterraneo in Pascoli nel centenario della morte di Giovanni Pascoli.
Il saggio è pubblicato dalla Casa editrice Pellegrini e rientra nelle attività del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Numerosi sono gli appuntamenti fissati per “non dimenticare” Pascoli e la cultura italiana che il poeta ha incarnato.
Lo studio di Marilena Cavallo e Pierfranco Bruni apre un confronto tra le radici omeriche e mediterranee, la cultura islamica e la classicità nella tradizione del Novecento letterario italiano. Protagonista è Giovanni Pascoli nel centenario della sua morte in un attraversamento originale nel quale si pone l’attenzione anche sulla poesia sufica e sulla visione di una poesia che ha radici orientali.
Lo studio si arricchisce, in Appendice, del Discorso che Pascoli pronunciò a Barga il 26 novembre del 1911: ” La Grande Proletaria si è Mossa”, in occasione della Guerra dell’Italia mossa contro la Cirenaica e la Tripolitania. Tale discorso è commentato da Micolo Bruni.
Il progetto, comunque, si arricchisce di un servizio Rai andato in onda su Rai Tre per Dieci Minuti di con commento di Pierfranco Bruni e una Mostra Video – Immagini.
Uno dei punti forti dello studio è anche  il rapporto tra la lingua del Pascoli  e le forme linguistiche che lo stesso poeta adotta all’interno dei suoi testi. Un plurilinguismo in una dialettica dell’antropologia poetica.
C’è il mito omerico nella sua tradizione ma c’è soprattutto il superamento del rapporto tra Ulisse e Itaca, tra Ulisse e Penelope, tra Ulisse e il viaggio come nostos. La figura e l’opera di Giovanni Pascoli, a cento anni dalla morte, (era nato il 31 dicembre 1855 e morto il 6 aprile 1912), vivono all’interno del contesto del Novecento, alla luce di una chiave di lettura che pone in essere la metafora dell’Ulissismo come percorso centralizzante.
Il saggio di Marilena Cavallo e Pierfranco Bruni dal titolo: “Nel mare di Calipso. La dissolvenza omerica e l’alchimia mediterranea in Giovanni Pascoli” propone, con una coraggiosa originalità, l’intreccio di tematiche letterarie attraverso parametri esistenziali e mitico – simboliche. Uno scavo nell’estetica dei contenuti e nell’intreccio delle tematiche che Pascoli ha sottolineato e a volte sottaciuto. La lingua e i simboli in un Centenario che far� discutere sui percorsi del Novecento letterario e linguistico europeo.
Tra le pagine del saggio di Cavallo e Bruni vengono alla luce stimoli e lampi di grande poesia suscitando un interesse che nasce da una critica completamente originale e autonoma rispetto ai parametri storiografici di questi anni.
Il Pascoli moderno è certamente nella struttura linguistica della sua poesia e del plurilinguismo che si legge tra i suoi versi ma soprattutto nelle metafore che hanno come riferimento il mare e il viaggio. Proprio per questo il mito di Ulisse viene ad essere ridiscusso grazie ad un processo non solo culturale ma simbolico letterario.
Infatti sono i  “Poemi Conviviali” a proporre non solo il Pascoli della tradizione ma anche il Pascoli moderno. Ulisse che viene trasportato morto tra le braccia di Calipso è l’immagine che rende straordinario uno spaccato poetico che rompe la tradizione omerica: ecco dunque la dissolvenza per creare una frattura tra il tempo e la sua continuità e l’immortalità di Calipso.
Proprio su queste immagini il saggio propone delle pagine di stupenda bellezza all’interno di una rilettura di Pascoli attraverso l’opera di Omero. Pascoli viene restituito alla poesia italiana grazie ad una impostazione estetico – simbolica in cui la lingua nazionale diventa riferimento.
Il saggio è pubblicato dalla Casa editrice Pellegrini di Cosenza (info. 0984 795065) con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Info. 3389108211 – 345 3045217


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FINE INTERVENTO

“BUONE NUOVE”: VUOI VEDERE CHE SI ROMPONO”… “FUSSE CHE FUSSE LA VORTA BBOMA” … (come diceva Manfredi)


Associazione Azimut – Napoli

Scritto :  Wednesday, March 07, 2012
Per invio :
“BUONE NUOVE”: VUOI VEDERE CHE SI ROMPONO”… “FUSSE CHE FUSSE LA VORTA BBOMA” … (come diceva Manfredi)
 [ “Azimut-NewsLetter”: giovedì, 8 marzo 2012 ]

( come diceva Manfredi )

« Fusse che fusse la vorta bbona »
 barista di Ceccano”

…..Sul piccolo schermo apparve per la prima volta nel 1956, nello sceneggiatoL’alfiere diretto da Anton Giulio Majano, ma è nel 1959 (annata chiave della sua carriera) che ottenne uno strepitoso successo di pubblico con la sua partecipazione a Canzonissima, accanto a Delia Scala, Paolo Panelli e il ballerino e coreografo statunitense Don Lurio. In quella memorabile trasmissione creò la macchietta del “barista di Ceccano”, la cui battuta tormentone Fusse che fusse la vorta bbona entrò nel linguaggio comune. Riuscì persino a convincere l’amico Marcello Mastroianni, ciociaro anch’egli, notoriamente restìo ad apparire in televisione, ad esibirsi in una scenetta insieme a lui…..

NESSUNO LI VUOLE COME LA   <  TRIMURTI  >  ! ! !

OGNUNO “RITORNI AL PROPRIO POSTO” ! 

[ “AZIMUT” – NAPOLI ]

PER QUANTO RIGUARDA L’ON.LE ALFANO, ( PROPRIO ) DA NAPOLI :

MESSAGGIO – “TARGATO – POPOLO DEL CENTRODESTRA” – AD ANGELINO : SOLLECITO, INEQUIVOCABILE, A “PRENDERE LE DISTANZE” E A “STACCARE LA SPINA” ! ! ! – IMMANTINENTEMENTE , “OGNI ECCEZIONE RIMOSSA” ! ! !

In primo piano

TENSIONE GOVERNO-PARTITI MONTI ANNULLA IL VERTICE

PREMIER: ‘PROBLEMI TRA DI LORO’. BERSANI: ‘NO, DI ALFANO’. PDL: ‘FIDUCIA SOLO PER INTERVENTI SU CRISI

Mario Monti

Mario Monti

— Politica —

Stasera ci sarebbe dovuto essere l’incontro periodico del premier con i partiti che sostengono l’esecutivo. Segretario Pdl: ‘Non viene meno la fiducia al governo’. Bersani: ‘Atteggiamento incredibile’.

  • Pdl protesta contro vertice Severino-Pd-Udc

  • ‘Non oscurare Alfano’, Berlusconi rinuncia a Porta a Porta da Vespa

  • Alfano, Bersani? Simpatico, prenda il posto di Crozza

  • Bossi: ‘Monti rischia vita, Nord lo fara’ fuori’

ROMA  – Il presidente Mario Monti, appresa la notizia che Alfano non intende partecipare al vertice per sopravvenuti problemi nella maggioranza che sostiene il governo, ha deciso di annullare l’incontro con i leader di Pdl, Pd e Udc. E’ quanto riferiscono fonti di governo. Il vertice è rinviato a data da destinarsi. ‘Dal rinvio del vertice – spiega Monti – non ci saranno conseguenze per il governo e la collaborazione non è incrinata’.

BERSANI, DA ALFANO ATTEGGIAMENTO INCREDIBILE – “E’ un atteggiamento incredibile”. Così Pier Luigi Bersani ha commentato, a quanto si apprende, la decisione di Angelino Alfano di disertare il vertice con Mario Monti, poi annullato. “All’ordine del giorno dell’incontro, come potrebbe confermare anche lo stesso Monti, non c’erano solo Rai e giustizia”, ha aggiunto il segretario del Pd.

ALFANO NON VADO AL VERTICE – “Ecco perché non andrò al vertice stasera da Monti con Bersani e Casini: non vogliamo parlare di Rai e di giustizia”. Lo afferma il segretario del Pdl Angelino Alfano in un’intervista al Tg5.

“Mi pare di capire – prosegue il segretario del Pdl, spiegando le motivazioni della sua assenza questa sera all’incontro tra il premier, Bersani e Casini – che si voglia parlare di Rai e giustizia. Ci eravamo sbagliati a credere che i problemi degli italiani riguardassero l’economia. Se li mi devo incontrare per soddisfare la sete di poltrone Rai o per far restare unito Bersani e Vendola e Di Pietro parlando di giustizia mi pare che sarebbe il teatrino della politica. A questo mi sottraggo”.

“No, il pasticcio di oggi non è responsabilità di Monti che domani avrà la nostra fiducia alla Camera dove ci sarà una votazione. Da questo punto di vista non verrà meno la fiducia al governo”.

CICCHITTO: FIDUCIA A MONTI SU CRISI NO SU RAI-GIUSTIZIA “Abbiamo dato la fiducia a Monti affinché intervenga su questioni economiche e non su Rai e giustizia. E la fiducia continuerà ad averla se si occuperà di questo”. Lo dice al termine del vertice del Pdl convocato da Angelino Alfano, il capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto.


IN COPERTINA

OGGI ; CORRISPONDENZE SU CUBA E GIAPPONE, LEHNER SU I “NO-TAV”, “NORMALE CRONACA ITALY”… E NOSTRO MEMENTO : “REPETITA IUVANT”..

ASCA > Attualità

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Papa: nel mondo di oggi serve silenzio, staccarsi da fiume di parole
IN COPERTINA
[ “Azimut” – ASCOLTATELO ! ! ! ]

Papa: nel mondo di oggi serve silenzio, staccarsi da fiume di parole

07 MARZO 2012 – 12:00

(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 7 mar – ”A noi, spesso preoccupati dell’efficacia operativa e dei risultati che conseguiamo, la preghiera di Gesu’ indica che abbiamo bisogno di fermarci, di vivere momenti di intimita’ con Dio, staccandoci dal frastuono di ogni giorno, per ascoltare, per andare alla radice che sostiene e alimenta la vita”. Lo ha detto papa Benedetto XVI durante l’udienza generale del mercoledi’ che, con l’avvicinarsi della primavera, si e’ tenuta per la prima volta nel 2012 all’aperto, in piazza San Pietro. Papa Ratzinger, di fronte a circa 10mila pellegrini e’ tornato sul tema del silenzio che gia’ aveva affrontato nel suo messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali e durante l’Angelus domenicale.
Per il pontefice, ”la nostra e’ un’epoca in cui non si favorisce il raccoglimento; anzi a volte si ha l’impressione che ci sia paura a staccarsi, anche per un istante, dal fiume di parole e di immagini che segnano e riempiono le giornate”. Di qui la necessita’ di ”educarci al valore del silenzio” e di ”riscoprire il senso del raccoglimento e della quiete interiore”. Allo stesso modo, ”la croce di Cristo non mostra solo il silenzio di Gesu’ come sua ultima parola al Padre, ma rivela anche che Dio parla per mezzo del silenzio”.


Original Message From: an.arenella@libero.it To: associazioneazimut@tiscali.it Sent: Wednesday, March 07, 2012 11:30 AM Subject: I: CORRISPONDENZE SU CUBA E GIAPPONE, LEHNER SU I “NO-TAV”, “NORMALE CRONACA ITALY”… E NOSTRO MEMENTO : “REPETITA IUVANT”.. [ “Azimut-NewsLetter” : mercoledì, 07.03.2012 ]
[ GALLERIA – tratta dal web ]
Berlusconi-Vespa, in una puntata di Porta a Porta nel 2009
SI “SPOSTANO I RIFLETTORI”…AMERIKA – AMERIKA – AMERIKA ! ! !
 Ignazio Visco
BORSE – BORSE – BORSE ! ! ! [ OCCORRE “LAVORARE DI PIU’ ” [ SIC ! ]
SKY Tg24
LA “TROVATA” :  < LEGA LADRONA >…CI RISIAMO : OHIBO’ !

“Azimut” – breve nota, e “QUI VULT CAPERE…CAPEAT…” — [ IN DIALETTO CALABRESE : “…QUANNU A GATTA E ZA VICENZA …” ; INDOVINA A CHI SI ADDICE ( A UNO O PIU’ DI UNO ) : “…quannu a gatta ‘e zà Vicenza và scamannu pì ra via ca fà vutu d’astinenza unna cride cchiacchiaria…”[ italiano : “…quando il gatto di zia Vincenza, corre strillando per la via che farà voto di astinenza non dare credito perchè sono solo chiacchiere…” ]


Messaggio originale Da: associazioneazimut@tiscali.it Data: 06/03/2012 19.48 A: “Arenella Arturo Stenio”<an.arenella@libero.it> Ogg: CORRISPONDENZE SU CUBA E GIAPPONE, LEHNER SU I “NO-TAV”, “NORMALE CRONACA ITALY”… E NOSTRO MEMENTO : “REPETITA IUVANT”.. [ “Azimut-NewsLetter” : mercoledì, 07.03.2012 ]

Mario MontiSergio Marchionne Un distributore di benzina

APPASSIONATAMENTE…E, PER INTANTO, IL “PIZZO DEI PIZZI”!!! – NEL MENTRE SI APPROSSIMANO TUTTE LE “SCADENZE”: “PARTE – A PIOGGIA ” – UNA “GRAGNUOLA DI BALZELLI” CHE, AL COLLASSO DI TUTTA LA RETE PRODUTTIVA (DI PICCOLA E MEDIA DOMENSIONE), SEGUIRA’ (SOLO) L’EGEMONIA DEI < GRANDI GRUPPI > (“CONSORTERIE” E “CONCENTRAZIONI DI INTERESSI”) E DELLA < MANO PUBBLICA > !

 Il leader della Lega, Umberto Bossi (Ansa)

“…CHI TOCCA I FILI, MUORE…” !

 Il presidente del Consiglio regionale Lombardia, il leghista Davide Boni
INIZIATO L’ < ATTACCO ALLA LEGA NORD” ( come previsto )
Terzi convoca l'ambasciatore indiano. I marò: stiamo bene
L’INDIA “SNOBBA” L’ITALIA
Tav, Napolitano non vede i sindaci. Passera: opera strategica
I < LOTTATORI >… CONTINUANO LA “SCENEGGIATA”…
Parmalat, difesa: Tanzi è
I PROCESSATI SI “AMMALANO”…
Dalla, non c'è testamento, nominato il curatore patrimoniale
INIZIATA “PRIMA DEL TEMPO”…LA SOLITA TENZONE PER AGGIUDICARSI LA “TRIPPA – LASCITO” ( senza testamento )
Crollo palco, la Pausini sospende il tour per 2 settimane
LA SOLITA “PAUSA DI LUTTO” ( palco ceduto e “intervallo-facciata” … )
Inps, a febbraio è boom della cassa integrazione: +49%
< MASSIMA OCCUPAZIONE > : UNA “CHIMERA”…!
Primarie a Palermo, confermata la vittoria di Ferrandelli
PALERMO COME NAPOLI ? ( la “f. in mano alla creatura” … )

CORRISPONDENZE SU CUBA E GIAPPONE, LEHNER SU I “NO-TAV”, “NORMALE CRONACA ITALY”… E NOSTRO MEMENTO : “REPETITA IUVANT”.. [ “Azimut-NewsLetter” : mercoledì, 07.03.2012 ]

Original Message From: “g.o.” To: Associazione Azimut Cc: Vuono Sent: Tuesday, March 06, 2012 1:05 PM

Caro Vuono a nemmeno un paio di giorni da che hai postato sul blog ciò che hai definito giustamente “cronache dell’inverosimile” ti invio questo post tratto da yahoo Italia.Ora io ti chiedo,assunto che da sempre la scienza ha come punto fermo l’imprevedibilità dei terremoti, chi sono questi scienziati che ne preannunciano proprio al Giappone e proprio a Tokio entro quattro anni uno ancor più devastante e sopratutto in base a quali dati?
Certe concomitanze sono quantomeno strane e non valgono le solite storielle sulle analisi probabilistiche ed i tempi di ritorno,dimostratesi fallaci ed inattendibili specie nel breve e medio periodo.
Inoltre che vale avvertire le autorità dando la notizia al mondo anzichè farlo in forma riservata,certi avvertimenti somigliano più ad una minaccia,se non altro per il panico e l’insicurezza che certamente generano.Secondo me non sta impazzendo la natura ma gli uomini,almeno taluni.

Un super-terremoto entro 4 anni: scienziati avvertono Tokyo
Il Sussidiario.netIl Sussidiario.net –  20 ore fa

Il Giappone un anno dopo lo tsunami

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Il Giappone un anno dopo lo tsunami
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Il 13 marzo 2011 Yuko Sugimoto era avvolta in una coperta e osservava quel che rimaneva della sua città, Ishinomaki, travolta dalla furia dello tsunami che sue giorni prima aveva colpito il Giappone. La scena era stata fotografata da un reporter, ed era finita sulle prime pagine di tutti i giornali. Yuko è diventata uno dei volti della tragedia giapponese.<br><a target=A un anno di distanza Yuko è stata fotografata in quello stesso punto: ha tra le mani la foto scattata nel 2011 e la voglia di raccontare la sua esperienza di sopravvissuta.” title=”Il 13 marzo 2011 Yuko Sugimoto era avvolta in una coperta e osservava quel che rimaneva della sua città, Ishinomaki, travolta dalla furia dello tsunami che sue giorni prima aveva colpito il Giappone. La scena era stata fotografata da un reporter, ed era finita sulle prime pagine di tutti i giornali. Yuko è diventata uno dei volti della tragedia giapponese.
A un anno di distanza Yuko è stata fotografata in quello stesso punto: ha tra le mani la foto scattata nel 2011 e la voglia di raccontare la sua esperienza di sopravvissuta.”

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Il 13 marzo 2011 Yuko Sugimoto era avvolta in una coperta e osservava quel che rimaneva …

Un volontario ripulisce una foto spazzata via dalla prefettura di Iwate durante lo tsunami dell'11 marzo

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A un anno dal più potente terremoto a memoria d’uomo, gli scienziati giapponesi hanno annunciato che Tokyo potrebbe presto essere colpita da un nuovo sisma in grado di uccidere migliaia di persone e provocare danni inenarrabili. Lo rivela il portale AsiaOne.com, secondo cui l’area metropolitana di Tokyo, popolata da 35 milioni di persone, avrebbe triplicato la sua attività tettonica in seguito al terremoto sottomarino di magnitudo 9.0 che lo scorso 11 marzo scatenò lo tsunami. La capitale giapponese registra in media quasi un terremoto e mezzo al giorno ed è uno dei luoghi più popolati della Terra.
Lo scultore giapponese Sotoo: Così rinasce la speranza dopo la tragedia dello tsunami
Gli abitanti di Tokyo sono però così abituati a sentire le scosse che la maggior parte di loro lascia che avvengano senza quasi aprire bocca. La metropoli del resto è a prova di terremoto, tanto è vero che anche la scossa che l’11 marzo scorso ha colpito a soli 370 chilometri di distanza provocò pochi danni strutturali. I trasporti pubblici furono costretti a fermarsi, lasciando a piedi migliaia di persone, ma nessun edificio crollò e non si registrò un elevato numero di vittime.
Tsunami, madre trova i resti della figlia a distanza di mesi: “Ora continuerò a scavare”
L’Istituto di Ricerca sui Terremoti dell’Università di Tokyo afferma che la città, costruita nel punto di intersezione di quattro placche tettoniche, nei prossimi quattro anni ha una probabilità del 50% di essere colpita da un sisma di grandi proporzioni, cioè superiore a una magnitudo 7.0. Asahiko Taira, direttore esecutivo della Japan Agency for Marine-Earth Science and Technology, ha dichiarato: “Dobbiamo prepararci per il terremoto che verrà”. Una simulazione dell’agenzia giapponese suggerisce che se un terremoto di magnitudo 7.3 dovesse verificarsi nella Tokyo Bay, morirebbero 6.400 persone.


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Original Message From: Associazione Azimut To: Undisclosed-Recipient:;
Sent: Monday, March 05, 2012 6:53 PM
Subject: Fw: LEHNER GIANCARLO : “….SOLTANTO IN ITALIA, DOVE l?IDEA DI NAZIONE E’ UNA CHIMERA, LA MANCANZA DI ATTRIBUTI…”, etc., etc. [ “Azimut-NewsLetter” : martedì, 06.03.2012 ]

RICEVIAMO E “GIRIAMO” [ DOVEROSA L’INFORMAZIONE – NO ALL’ATTACCO AL VATICANO ]

La entidad Cubanos Desterrados, de Miami, se adhiere a la lúcida carta que 750 opositores y disidentes cubanos acaban de enviar a S.S. Benedicto XVI, respecto de su visita a la isla-cárcel de Cuba del 26 al 28 de marzo próximosi.

1. Persecución religiosa en la Cuba de hoy

En el histórico documento, esos pacíficos y valientes opositores de la tiranía comunista manifiestan que sin lugar a dudas estarían “muy gustosos de recibirlo en nuestra Patria, si el mensaje de fe, amor y esperanza que nos pueda traer, sirviera también para detener la represión por la que están pasando los que quieren asistir a la Iglesia”.
El grupo de opositores justifica su preocupación por el hecho de que, aún después de haberse anunciado la visita papal, continúa la persecución policial y psicológica contra los fieles católicos, y ellos narran en su carta varios hechos recientes. Se comprende enteramente esa preocupación si se considera que el régimen comunista no cesó la represión, siquiera como un maquillaje cosmético, ante el anuncio de la visita papal. Y se justifica el recelo que los firmantes de la carta manifiestan a continuación a Benedicto XVI:
“Su presencia en la Isla, sería como enviar un mensaje a los represores, de que pueden seguir haciendo lo que quieran, que la Iglesia lo va a permitir; ya que a pesar de conocerse de su visita desde hace algunos meses, esto no ha sido óbice para que se incrementen -desde el poder- las detenciones y el castigo con violencia hacia actuaciones religiosas, políticas y sociales. ¡Que la Divina Trinidad ilumine su mente para que le permita tomar una correcta determinación! Amén.”ii.

2. Nuncio en La Habana niega audiencia a opositores

En ese sentido, causó profunda tristeza entre los fieles católicos de la isla y del destierro la revelación efectuada por la ex presa política Martha Beatriz Roque, respetada y respetable figura de la oposición en la isla-cárcel, una de las inspiradoras de la carta a Benedicto XVI, de que durante un mes solicitaron una audiencia al Nuncio Apostólico de la Santa Sede en Cuba, monseñor Bruno Musaro, para entregarle la carta, pero no obtuvieron ninguna respuesta.
En momentos en que las puertas de las prisiones se abren para recibir nuevas levas de presos políticos, las puertas de la Nunciatura Apostólica se cierran herméticamente a esos miembros del rebaño cristiano que no querían otra cosa sino hacer llegar una súplica al Pastor de los Pastores. El episodio del portazo podrá pasar a la Historia de los atribulados fieles católicos cubanos como uno de los más amargos de ese interminable vía crucis de más de medio siglo.
Los firmantes de la carta no tuvieron entonces otro recurso a disposición sino enviar el mensaje por e-mail a su alto destinatario y, posteriormente, a diversos medios de comunicación.
Constata el periodista Juan O. Tamayo, de El Nuevo Herald, de Miami, que esa respetuosa pero firme carta constituyó “la más reciente expresión por parte de esos disidentes cubanos a quienes les preocupa que la visita del Papa sólo sirva para legitimizar al gobierno de Raúl Castro y hará poco o nada para mejorar la situación de los derechos humanos”. Y el episodio de la Nunciatura Apostólica que acaba de ser narrado no hace sino aumentar la dramaticidad de esas preocupaciones.

3. “Ostpolitik” vaticana: un ¿”pacto con el diablo”?

Por su parte, el periodista Victor Gaetan, corresponsal internacional del National Catholic Register, escribe que en su visita a Cuba Benedicto XVI podrá dar continuidad a la estrategia de la diplomacia vaticana  de “evitar diligentemente cualquier confrontación política con el régimen de Castro, al tiempo que colabora con La Habana para combatir el embargo norteamericano y apoya las reformas económicas anunciadas por el gobierno”.
Según el referido periodista, el esquema que se está aplicando en Cuba es el de la llamada “ostpolitik” impulsada por el Vaticano en tiempos de la Guerra Fría, con relación a los regímenes comunistas del Este europeo.
No obstante, tal como constata Gaetan, así como en Europa la “ostpolitik” no dejó de traer problemas de credibilidad a la Iglesia, también puede estar trayéndolos ahora y traerlos en una Cuba post-castrista. En ese sentido, advierte el periodista católico:
“El riesgo que corre la Iglesia en el contexto de un futuro post-Castro es el de ser severamente censurada por haber hecho un pacto con el diablo”iii.

4. ¿De una “Iglesia de mártires”, a una de “traidores”?

Ese riesgo fue claramente percibido por el entonces arzobispo de Santiago de Cuba, monseñor Pedro Meurice, quien durante el colaboracionista Encuentro Nacional Eclesial Cubano, realizado en 1986, constató crudamente el concepto que tantos fieles católicos de la isla habían pasado a tener de sus Pastores: “Nos consideraban una Iglesia de mártires y ahora algunos dicen que somos una Iglesia de traidores” (cf. La Voz Católica, Arquidiócesis de Miami, 14 de marzo de 1986, p. 15).

5. Mártires vivos de la fe y “ostpolitik” vaticana

Sobre la “ostpolitik” vaticana, mártires vivos de la fe, como los cardenales Mindszenty, Stepinac y Slipyj mostraron en su momento, de manera respetuosa, pero firme, sus objeciones a esa estrategia de aproximación diplomática y diálogo con los regímenes comunistas.
Hace algunos años, el lanzamiento en Roma de las memorias del fallecido cardenal Casaroli (“Il martirio della pazienza”, Einaudi Editore), quien fuera secretario de Estado de la Santa Sede e impulsor de la llamada “ostpolitik” vaticana, hizo revivir polémicas en torno de este delicado tema. Una de las voces más críticas fue la del cardenal eslovaco Ján Korec, nombrado cardenal en 1991 y uno de los más importantes testimonios vivos de la “ostpolitik” en Checoeslovaquia. En entrevista al periódico “Il Giornale”, el purpurado la calificó como una “catástrofe” para la Iglesia de ese país pues “liquidó” con la actividad de los católicos que resistían al comunismo a cambio de “promesas vagas e inciertas de los comunistas”. Del lado comunista todo no pasó de una “farsa”, la cual “continúa hoy en China, Corea del Norte, Cuba, Vietnam”, añade el cardenal Korec.
Sobre la alegada eficacia de dicha política para lograr la libertad de las naciones comunistas, el Cardenal Korec preguntó: “¿Por qué entonces China continúa siendo la misma China, Vietnam continúa el mismo Vietnam y Cuba, sobre todo, sigue siendo la misma Cuba?” (“I martiri dell’Est – L’Ostpolitik di Casaroli danneggiò i cattolici – Intervista con il cardinale slovacco Korec”, Il Giornale, Italia, 18 de julio de 2000). Doce años después, las palabras del Cardenal Korec continúan con una crucial actualidad.

6. No se puede transigir con el comunismo

También respecto de la “ostpolitik” vaticana hacia Cuba y de las relaciones del Episcopado cubano con el régimen comunista, la entidad Cubanos Desterrados ha editado o contribuido a difundir numerosos documentos, inclusive libros. Entre esos documentos, nos permitimos citar: “Respetuosa y filial súplica de los refugiados de Miami al Padre Común de la Cristiandad”, 1987, por ocasión de la visita de S.S. Juan Pablo II a Miami; “¿Hasta cuándo las Américas tolerarán al dictador Castro? Dos décadas de progresivo acercamiento comuno-católico en la isla-presidio del Caribe”, Miami-Nueva York, 1990; “Cuba comunista, 1997: vergüenza de nuestro tiempo y de nuestro continente – Dramáticos aspectos de la isla-cárcel en vísperas de la visita papal”, Miami, 1997; “Cuba comunista después de la visita papal – Temas candentes de la actualidad religiosa y política de la isla-cárcel”, de la Comisión de Estudios Por la Libertad de Cuba, Miami, 1998; un libro en el cual se analizan respetuosamente las al
ocuciones papales en la perspectiva de la “ostpolitik” vaticana.

7. Acuerdo con el régimen comunista: para la Iglesia, ¿esperanza o autodemolición?

En los pronunciamientos de la entidad “Cubanos Desterrados” sobre la dolorosa colaboración eclesiástica con el comunismo cubano, la entidad ha tenido como obras de referencia numerosos escritos del intelectual brasileño Profesor Plinio Corrêa de Oliveira, que dedicó su vida a la denuncia de la infiltración izquierdista en los medios católicos. El pensamiento del referido autor ha tenido una influencia decisiva en los exiliados cubanos, entre otros motivos, por el hecho de que el “Diario Las Américas”, de Miami, publicó durante décadas numerosos artículos de su autoría. En especial, cabe resaltar el estudio “Acuerdo con el régimen comunista: para la Iglesia, ¿esperanza o autodemolición?”  (1963). En la referida obra, el Profesor Corrêa de Oliveira desarrolla la tesis de que “la Iglesia no puede aceptar una libertad que implique callar sobre los errores del régimen comunista, creando en el pueblo la impresión de que Ella no los condena”. A lo largo de la Historia, explica el mencionado
autor, no existe un ejemplo de presión más completa en su contenido doctrinal, más sutil y polimórfica en sus métodos, más brutal en sus horas de acción violenta, que la ejercida por los regímenes comunistas que están bajo su yugo. Por ello, delante de un Estado totalmente anticristiano, no existe otro medio de evitar esta influencia sino instruyendo a los fieles sobre todo lo que ese régimen tiene de malo y perverso, destacando la necesidad de la propiedad privada, respaldada por dos Mandamientos de la Ley de Dios: el 7o. y el 10o.
Por ocasión de la publicación de este estudio, Plinio Corrêa de Oliveira recibió carta laudatoria de la Congregación de Seminarios y Universidades, en la cual se refería a su persona como “merecidamente célebre por su ciencia filosófica, histórica y sociológica”, y al contenido del estudio como un “eco fidelísimo” de las enseñanzas papales.

8. ¿Reconciliación entre el bien y el mal?

La Sra. Sylvia G. Iriondo, una de las figuras más destacadas del destierro cubano en los Estados Unidos, acaba de publicar en el Diario las Américas, de Miami, un contundente análisis sobre la peregrinación de católicos exiliados a Cuba, organizada por la Arquidiócesis de Miami, por ocasión del viaje de Benedicto XVI a Cuba.
La Sra. Iriondo revela que la lista de candidatos fue entregada al régimen de La Habana para ser analizada por los censores cubanos, y se suprimieron o vetaron los nombres de potenciales peregrinos que hubieran manifestado la menor crítica al comunismo cubano.  Lo cual es un indicio de cómo el gobierno comunista continúa actuando con brutalidad, inclusive en los bastidores, para intentar mantener un control ostensivo o camuflado de los más mínimos detalles durante la visita papal.
Comenta también la Sra. Iriondo: “El nombre dado, ‘peregrinación de reconciliación’, constituye de por sí una distorsión de la triste realidad cubana, cuyo problema no radica en la ‘reconciliación’ entre cubanos del exilio y de la isla -que somos un solo pueblo- sino que emana de la imperiosa necesidad del establecimiento de un estado de derecho, con justicia y libertad, que tenemos el deber de defender y el compromiso de lograr”.

9. Autoridades eclesiásticas: “silencio cómplice”

La Sra. Iriondo concluye diciendo que “a cambio de algunas concesiones que ratifican precisamente la naturaleza totalitaria del régimen, han antepuesto intereses por encima de sagrados principios. Resulta incompatible con los valores cristianos de la religión por la cual murieron tantos mártires cubanos ejecutados en el paredón de fusilamiento exclamando ‘Viva Cristo Rey’, la forma en que autoridades eclesiásticas se han pronunciado o dejado de pronunciar en la isla, prefiriendo el silencio cómplice a la proclamación de la verdad”iv.

10. Súplica a la Virgen de la Caridad del Cobre

Desde el exilio, la entidad Cubanos Desterrados, al tiempo que reafirma su incondicional obediencia a la Iglesia y al Papado en los términos estipulados por el Código de Derecho Canónico, defiende como enteramente lícito el derecho y el deber de los fieles católicos cubanos, de la isla y del destierro, de oponerse respetuosamente a las orientaciones de la diplomacia vaticana y del episcopado cubano, que ya llevan décadas de aplicación en Cuba, en la medida en que discrepen de la línea tradicionalmente adoptada por la Iglesia con respecto al comunismo, y en la medida en que sus amargos frutos han revelado ser, parafraseando al cardenal Korec, arriba citado, una “catástrofe” para la vida de la Iglesia cubana y de la sociedad cubana en general.
Por fin, Cubanos Desterrados eleva a los Cielos una súplica a la Virgen de la Caridad del Cobre, Patrona de Cuba, para que no permita que el régimen comunista manipule la visita papal, para que fortalezca en la fe a los cubanos que sufren en la isla, y para que  pronto llegue el día de la liberación de nuestra querida Patria.
Miami, 05 de marzo de 2012, 04:50PM.
Sergio F. de Paz, Director

Notas:
i  Juan O. Tamayo, Disidentes advierten al Papa sobre visita a Cuba,http://www.elnuevoherald.com/2012/03/02/1141787/disidentes-advierten-al-papa-sobre.html#storylink=y.

ii  Carta Abierta al Papa Benedicto XVI,http://media.elnuevoherald.com/smedia/2012/03/01/16/52/1mWFwo.So.84.pdf.
iii  Victor Gaetan, How the Catholic Church is Preparing for a Post-Castro Cuba,http://www.foreignaffairs.com/articles/137303/victor-gaetan/how-the-catholic-church-is-preparing-for-a-post-castro-cuba?page=ow.

iv Sylvia G. Iriondo,  “¿Ir a tanta vergüenza? Otros pueden. ¡¡Nosotros no podemos!!”- José Martí, http://www.diariolasamericas.com/print.php?nid6232&origen=

Se solicita la mayor difusión posible en las redes sociales, especialmente, el envío a sus amigos y familiares en Cuba. Puede difundirse y publicarse por cualquier medio, libremente. No precisa citar la fuente (Cubanos Desterrados, de Miami). Si fuera posible, comunique la publicación y/o su valiosa opinión a sergiodepaz2013 @ gmail.com Para ser retirado de la lista automáticamente, simplemente envíe e-mail escribiendo en la línea de Asunto: R E T I R A R

DESDE LA ISLA-CÁRCEL DE CUBA, 750 OPOSITORES ADVIERTEN:
EL VIAJE PAPAL PUEDE SER UTILIZADO
POR EL CASTRO-COMUNISMO

LOS AMARGOS FRUTOS DE LA “OSTPOLITIK” VATICANA

Índice
1. Persecución religiosa en la Cuba de hoy
2. Nuncio en La Habana niega audiencia a opositores
3. “Ostpolitik” vaticana: un ¿”pacto con el diablo”?
4. ¿De una “Iglesia de mártires”, a una de “traidores”?
5. Mártires vivos de la fe y “ostpolitik” vaticana

6. No se puede transigir con el comunismo
7. Acuerdo con el régimen comunista: para la Iglesia, ¿esperanza o autodemolición?
8. ¿Reconciliación entre el bien y el mal?
9. Autoridades eclesiásticas: “silencio cómplice”
10. Súplica a la Virgen de la Caridad del Cobre


Original Message From: guido marone To: guidomarone@yahoo.it Sent: Monday, March 05, 2012 5:49 PMSubject: Municipalià Arenella/Vomero – Spazi per i senzatetto – Comunicato del Gruppo Nuovo PSI / Forza del Sud – Cons. Guido Marone

Con preghiera di pubblicazione.
Guido Marone
cell. 338.7647640

MUNICIPALITA’ VOMERO/ARENELLA – CONS. GUIDO MARONE (NUOVO PSI): SPAZI PER I SENZATETTO – NONOSTANTE I PROCLAMI, IL CENTROSINISTRA NON GARANTISCE GLI SPAZI PER I MENO FORTUNATI, PUR CONTINUANDO IL FREDDO NOTTURNO.

Il Presidente del Gruppo Consiliare Nuovo PSI/Forza del Sud presso la V Municipalità Arenella – Vomero, cons. Guido Marone (già candidato Presidente per la coalizione di centrodestra), unitamente ai componenti del Gruppo Ugo Fiore e Giuseppe La Palombara, denunziano che “su richiesta del gruppo Nuovo PSI/Forza del Sud, alcuni spazi inutilizzati della Municipalità del Vomero sono stati (finalmente) destinati per i senzatetto del quartiere e della città, come da nota a firma del Presidente Coppeto.

Purtroppo, però, constatiamo che, pur avendo ampiamente diffuso la notizia tramite gli organi di stampa, evidentemente per motivi di mera propaganda politica, Coppeto non ha a cuore i deboli del nostro territorio, visto che gli spazi nella struttura di via Morghen risultano da settimane inaccessibili ai clochard, che sono, quindi, costretti a rimanere per strada, pur nelle adiacenze della Municipalità.”

“E’ intollerabile e triste” concludono Marone, Fiore e La Palombara, “che nonostante l’iniziativa delle forze di opposizione di aprire gli spazi municipali ai bisognosi, la maggioranza di centrosinistra non garantisca la fruibilità degli spazi per i senzatetto. Ci auguriamo che, visto il clima ancora freddo, il Presidente Coppeto intervenga con urgenza”

Napoli, 5 marzo 2012

Gruppo Nuovo PSI / Forza del Sud Municipalità V – Arenella / Vomero

Guido Marone – Presidente – guidomarone@yahoo.it – cell 3387647640

Ugo Fiore

Giuseppe La Palombara

 

SI ALLEGA DISPOSIZIONE A FIRMA DEL PRESIDENTE DELLA V MUNICIPALITA’

Original Message From: an.arenella@libero.it To: associazioneazimut@tiscali.it Sent: Wednesday, March 07, 2012 11:28 AM Subject: I: [Fermiamo Equitalia – Polis (ex Gestline)] COMUNICATO STAMPA
Original Message From: an.arenella@libero.it To: associazioneazimut@tiscali.it Sent: Wednesday, March 07, 2012 11:29 AM Subject: I: [Fermiamo Equitalia – Polis (ex Gestline)] Per ricorsi gratuiti, abbiamo un gruppo di…

Messaggio originale
Da: notification+acf6oy26@facebookmail.com Data: 06/03/2012 14.08 A: “Fermiamo Equitalia – Polis (ex Gestline)”<59773190305@groups.facebook.com> Ogg: [Fermiamo Equitalia – Polis (ex Gestline)] Per ricorsi gratuiti, abbiamo un gruppo di…

 

Raffaele Bruno ha pubblicato qualcosa nel gruppo Fermiamo Equitalia – Polis (ex Gestline).

Per ricorsi gratuiti, abbiamo un gruppo di...6 marzo 14.07.47

Per ricorsi gratuiti, abbiamo un gruppo di avvocati agguerriti per fronteggiare questi strozzini legalizzati e assassini di Equitalia Polis. Chiama al 330/995465! Lottiamo per l’AMNISTIA FISCALE per tutti! Raffaele Bruno

Messaggio originale Da: notification+acf6oy26@facebookmail.com Data: 07/03/2012 10.42 A: “Fermiamo Equitalia – Polis (ex Gestline)”<59773190305@groups.facebook.com> Ogg: [Fermiamo Equitalia – Polis (ex Gestline)] COMUNICATO STAMPA
Raffaele Bruno ha pubblicato qualcosa nel gruppo Fermiamo Equitalia – Polis (ex Gestline).
COMUNICATO STAMPA CONVEGNO CONTRO OGNI...7 marzo 10.42.10
COMUNICATO STAMPA

CONVEGNO CONTRO OGNI VIOLENZA : “NON TACERE… VIVI!!!” A NAPOLI

In occasione della “Giornata della Donna”, la Sezione Regionale Campana del Movimento Internazionale Anti-Stalking, Anti-Pedofilia e Pari Opportunità e le Associazioni “Vento del Sud” e “Rinnovare Sud”, rispettivamente rappresentate dall’avv. Bianca Fiore, dal Dr. Raffaele Bruno e da Gennaro Bruno, annunciano lo svolgimento del Convegno che si terràsabato 10 marzo alle ore 10.00, in Napoli, presso la “Sala Gemito” (di fronte al Museo Nazionale) dal titolo“NON TACERE… VIVI!!!”.
La finalità del Convegno è quella di rappresentare e analizzare un fenomeno di grave allarme sociale, che troppo spesso sfocia nell’evento “morte”, quale lo STALKING.
Con il prezioso contributo di Personalità di Alto Profilo (Questore, Funzionari della Polizia di Stato, Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Napoli, Consiglio dell’Ordine Forense Napoletano, Crimilogo), di Operatori della società civile e delle Associazioni “Vento del Sud” e “Rinnovare Sud”, nonché dell’Organizzazione Sindacale “S.I.A.P, – Sindacato Italiano Addetti Polizia e di un operatrice dello sportello antistalking campano, Anna Buonocore,”, il Convegno, da un lato analizzerà la fattispecie del “Reato di Stalking”, dall’altro evidenzierà e ribadirà come il primo e fondamentale strumento per contrastare detto fenomeno sia quello della “prevenzione” e, in quest’ambito, elemento fondante e costitutivo sia quello della “denuncia”.
La necessaria sinergia di tutte le componenti della società deve operare non solo nella difesa delle vittime di tale reato e nel dare loro giustizia (funzione questa deputata alle Istituzioni), ma, principalmente, nello sconfiggere la “cultura del silenzio” (che spesso sfocia in una inconsapevole “condotta omertosa”, fertile humus in cui si sviluppano le condotte illecite e i soprusi sfocianti in reato) per ribadire il primato della “cultura del dialogo e della vita” attraverso un circuito virtuoso che veda la piena osmosi tra Cittadini e Stato.
LA STAMPA E’ INVITATA!

Napoli, marzo 2012 L’addetto stampa
Ettore Ferronetti


Original Message From: an.arenella@libero.it To: associazioneazimut@tiscali.it Sent: Wednesday, March 07, 2012 11:27 AM Subject: I: [AMICI DEL SS. CROCIFISSO] la festa si avvicina
Messaggio originale Da: notification+acf6oy26@facebookmail.com Data: 06/03/2012 23.32 A: “AMICI DEL SS. CROCIFISSO”<372845022728326@groups.facebook.com> Ogg: [AMICI DEL SS. CROCIFISSO] la festa si avvicina
Oreste Caputo ha pubblicato qualcosa nel gruppo AMICI DEL SS. CROCIFISSO.
la festa si avvicina6 marzo 23.31.37
la festa si avvicina

Original Message From: an.arenella@libero.it To: associazioneazimut@tiscali.it Sent: Wednesday, March 07, 2012 11:27 AM Subject: I: [AMICI DEL SS. CROCIFISSO] Nuovo link

Messaggio originale Da: notification+acf6oy26@facebookmail.com Data: 06/03/2012 23.58 A: “AMICI DEL SS. CROCIFISSO”<372845022728326@groups.facebook.com> Ogg: [AMICI DEL SS. CROCIFISSO] Nuovo link
Giuseppe Lombardi ha pubblicato qualcosa nel gruppo AMICI DEL SS. CROCIFISSO.
6 marzo 23.58.19
(1) Guarigione dell’Albero di Famiglia
Guarigione dell’Albero di Famiglia – Maurizio Tiezzi – Cantonuovo

NAPOLI

Associazione Azimut – www.associazioneazimut.blogattivo.com

Scritto : Monday, March 05, 2012 Per invio : LEHNER GIANCARLO : “….SOLTANTO IN ITALIA, DOVE L’IDEA DI NAZIONE E’ UNA CHIMERA, LA MANCANZA DI ATTRIBUTI…” ,  etc., etc.
[ “Azimut-NewsLetter” : martedì, 06.03.2012 ]
Lehner sui no-tav, no-attributi [ “Azimut”  – commento icastico, al messaggio; vedi : sotto ]
UNO “SCONTRO” ( ! ) – TUTTO “DA RIDERE” !
Uomini, mezzi uomini, ominicchi e quaquaraqua

esistono solo 5 tipi di uomini al mondo, e sono in una scala:

1- Uomini
2- Mezzi Uomini
3- Ominicchi
4- Piglia in C.ulo
5- Quàquàraquà

 
Uomini, mezzi uomini, ominicchi e quaquaraqua
Lehner sui no-tav, no-attributi
Tav, Cancellieri:  Turi Vaccaro sul traliccio (fermo immagine)   No Tav: Vaccaro scende dal traliccio di ChiomonteTAV: A ROMA CORTEO INVADE E BLOCCA TANGENZIALE
[ foto. tratte dal web ]
Original Message From: Giancarlo Lehner  To: Arturo Stenio Vuono ; ( . . . ) Sent: Monday, March 05, 2012 1:37 PM

Subject: Lehner sui no-tav, no-attributi

Se i no-tav avessero un briciolo di coraggio, andrebbero a bloccare il traffico a Lione, rischiando profondissime sodomie verticali, perché da quelle parti si può essere tutto, ma giammai nemici della Douce France. Soltanto in Italia, dove l’idea di nazione è una chimera, la mancanza di attributi, ovvero la castrazione conclamata, può essere spacciata come un merito.
No-tav, ovvero no-attributi.

Giancarlo Lehner, P.T.


MEMENTO
 L'idea di Berlusconi:
REPETITA IUVANT

“MANI ALZATE” NON SERVONO ! NON TI “ARRENDERE” ! ! !
Azimut” — Nessuna difesa può bastare…salvo che ( sia ), solo, tattica o strategia : onde “nascondere” la “vigilia” di ogni giorno – del “passare al contrattacco” ! ! !
[“Az.-NewsLetter” : lunedì, 20.02.2012 ]


RIPUBBLICHIAMO UNA CORRISPONDENZA ( a suo tempo, ricevuta, più volte inserita nei nostri servizi ) – UNA “FARFALLA” MI HA DETTO…[ “Azimut” – archivio ]in blog ]

ALTROCHE’ ! “…S’ODE UNA STRANA STORIELLA…”
  
[ “Azimut” – ( nella foto ): Silvio Berlusconi, Bettino Craxi ed Enrico Mattei ( capite ? ) … ]
[ . . . ]
[ . . . ]
( . . . ) 13 del novembre 2010
  
[ “Azimut” ( nella foto ) : il giornalista Mauro De Mauro ( ricordate ? ) … ]

<< – UNA “FARFALLA”. MI HA DETTO… – >> —  Commento di: Ezio [ Visitatore ]
Caro Vuono, s’ode una strana storiella. Racconta di attori e comparse, protagonisti e comprimari. Burattini e burattinai. Narra di strani fili – rigorosamente visibili ai soli pochi eletti – in grado di dettare ritmi e menar danze. La storiella nasce a Tripoli, rimbalza a Mosca, si ritrova a Teheran e conclude la sua bizzarra parabola a Roma, nell’epicentro della più grave crisi politico-stituzionale della Seconda Repubblica. Nientedimeno! Chi la racconta fantastica di scenari internazionali, circoli americani, fondi sovrani, gnomi della finanza ed elfi di chissà cosa……. « – Si è spinto troppo in là – », —- « – ha esagerato – », — « – si è mosso senza rete – », « – ha coltivato certi rapporti in maniera eccessivamente spregiudicata – », « – non aveva le spalle adeguatamente coperte – » sono le espressioni che maggiormente ricorrono. Il soggetto, manco a dirlo, è sempre e solo lui: il divino Silvio. Santo e diavolo, angelo e demone.
leggi:
La storiella racconta di certe smorfie provocate a Washington in seguito ad accordi italo-libici, di mal di pancia eccessivi e persistenti dopo dichiarazioni del tipo di quella di Gheddafi: « – La Libia ha il petrolio di cui l’Italia ha bisogno – ». …. « – L’Italia avrà la priorità su petrolio e gas e in altre forme di investimento, perché è uno Stato amico – ». Parole pronunciate nell’arco degli ultimi due anni e ben annodate – racconta la storiella – a diversi fazzoletti. Ma non di soli fazzoletti si tratta.


Al sole d’agosto dello scorso anno Turchia e Russia hanno firmato l’intesa che consentirà la costruzione del gasdotto South Stream nel Mar Nero. Il giorno dopo “l’Unità” titolava: « – La Banda del Tubo – ». E spiegava: « – Berlusconi sensale dell’affare del secolo tra Putin ed Erdogan. Joint- venture per far fuori l’Europa e l’America». Il fatto è che in mezzo a gas e tubi è finita anche la lirica. Eh sì, che gli americani si sono messi in testa di cantare il Nabucco, faraonica opera in quattro atti concorrente del South Stream. Gli Usa, infatti, hanno tutto l’interesse ( nazionale e internazionale ) alla creazione di un gasdotto che, attraversando numerosi “Stati amici”, indebolisca la rinata potenza russa. Il problema, però, è che il gas si trova ad Est, direttamente in Russia o in territori ex sovietici che, mai come oggi, subiscono la diretta influenza di Mosca. A complicare ulteriormente il quadro è la partecipazione al progetto South Stream dell’Eni. Scusate, volete che a Washington non s’incazzino? E infatti la storiella racconta di grandi incavolature e di telefoni bollenti al di qua e al di là dell’Atlantico. Com’è finita? Con un rafforzamento degli approvvigionamenti dell’Eni in Turkmenistan, paese chiave per prendere il gas da trasportare attraverso il gasdotto destinato a rafforzare il monopolio russo. « – Ma allora è guerra – », dichiara l’uomo senza volto, io narrante della storiella suddetta.Si dà il caso, infatti, che il gas turkmeno serva anche agli altri progetti alternativi a cui lavorano Usa e Ue. A questo punto la storiella opera un salto in Medio Oriente e ci ricorda come, al termine di un lunghissimo braccio di ferro con gli Usa, alla fine l’Eni pare che abbia ceduto alle pressioni americane: lascerà perdere le sue attività economiche in Iran. Non prima, però, di aver portato a termine gli accordi commerciali esistenti. Per decidersi ci sono volute le minacce americane di penalità economiche contro il cane a sei zampe. Del resto, era stato il Cavalier servente nella sua visita in Israele ad assumere l’impegno per un abbandono delle attività economiche con il regime guidato da Ahmadinejad. Eh già, s’erano incazzati pure gli israeliani. Capirete che far incazzare contemporaneamente americani e israeliani, con annessi e connessi i loro trasversali alleati, non è il massimo per chi la sera voglia poggiare la testa sul cuscino tranquillo. Di recente il ministro degli Esteri, Frattini, ha bisbigliato:…. « – Nel mondo c’è una rete di nemici dell’Italia che vogliono il male dell’Italia – ». E te credo, verrebbe da dire.Il fatto è che la presenza Eni in Iran era cominciata con una di quelle brillanti mosse che resero famoso Enrico Mattei. E qui l’io narrante, con gesto eloquente, si gratta.Vorrà mica scacciare qualche brutto presagio?
Saluti a voi, e buon lavoro ! ezio
Original Message — From: “ezio” ; To: “arturo vuono”
Sent: Friday, November 12, 2010 5:25 PM Subject: una farfalla mi ha detto… 13.11.10 @ 00:38:51


MEMENTO:
“Lo hanno capito tutto tranne gli italiani…”
[ SE VUOI FRUIRE DEL VIDEO – AUDIO : CLICCA SUL TITOLO E “SCOPRIRAI”… ]
“La democrazia deve essere sospesa!” 
RIPUBBLICHIAMO IL NOSTRO EDITORIALE ( prima che s’insediasse il “professore” )
GOVERNO TECNICO SI’, GOVERNO TECNICO NO

Non prestare il fianco, non fornire l’alibi a chi “sospende la democrazia”
Noi siamo contro il governo tecnico. Noi siamo contro la “condotta ostruzionistica” ( di parlamento e di piazza ) al governo tecnico. Tale nostra ( apparentemente contradditoria ) posizione è ( al contrario ) il contenuto di una lucida linea culturale e politica. E tentiamo di spiegarci. All’indomani della conclusione governativa del cosiddetto  <<  – berlusconismo –  >>  il “circolo mediatico” ha pubblicizzato, come già dato per scontato, che il professore Monti si accingeva a varare una squadra per un nuovo esecutivo. Tale “indicazione” ( da parte di chi ? )  avviene, ovviamente, non a caso. Si inserisce, tempestivamente, in un quadro politico i cui ingredienti sono: la prova di forza contro il  <<  – sistema Italia –  >>  ( perchè “appetibile”, checchè se ne dica… ) da parte dei cosiddetti “mercati” che violentano, sistematicamente,  il  <<  – mercato –  >> ( e perchè – essi – menano, a prescindere, per la loro strada ); la spaccatura, contrariamente a quel che appare, delle forze politiche ( di tutte, chi più o meno, al loro interno o in ambito delle coalizioni di alleanza ); le garanzie, almeno ufficialmente, non trattarsi, assolutamente, di  <<  – ribaltone – >>. Un quadro politico, cioè, nel quale, apparentemente, eliminata la ipoteca del centrodestra ( PdL e Lega, seppure con diverse strategie, rifiutano di stare al gioco della  <<  – solidarietà nazionale –  >>  , un gioco che li stava stritolando ), sembra vi sia via libera al subentrare del neo regime d’una “democrazia anomala” , o meglio d’una  << –  democrazia anonima –  >>  , nel quale tutti ( in senso assoluto ) i problemi, per il combinato disposto di “tecnocrazia” più  <<  – partitocrazia –  >>  , a nostro avviso, si complicano, nel quale nessun problema sarà possibile – compiutamente – risolvere. Ma ci chiediamo: donde viene il governo tecnico ? che cosa è il governo tecnico ? ove tende il governo tecnico ? E’ arcinoto che il “tecnicismo”, vuoi o non vuoi, è generato dal vuoto della Politica ( un vuoto nel quale la gestione, la direzione e l’interesse del Paese, subisce, di fatto, la  <<  – supplenza –  >>  ). Il “tecnicismo” genera le deroghe; le deroghe ( di prassi, normative, etc. ) generano le procedure extra quali “efficaci mezzi” ( ? ) di tutela della Nazione ( ! ) che, obtorto collo, si affida – purtroppo – ad una sorta di  <<  – costituzione di fatto –  >>  ( non, nella fattispecie, a quella vigente; per cui governi non sfiduciati, possono essere – ugualmente – “sostituiti” [ sic ! ] e “mandati a casa”” ).
Tutela per che cosa ? per quali fini ?
Quì le strade sembra che divergano.
Se la “tutela” ( con le sue ragioni ) è vivificata dal verbo – esclusivamente – dei c.d. “mercato” (  il mercato, il mercato, solo il mercato,  <<  – scientifico –  >>  o  <<  – reale –  >>  che sia ), la tutela è il mezzo “insostituibile” ( per direttive economiche, piuttosto che politico-economiche ) nel subordinarvi l’economia reale (  nella dimensione pubblica o privata ) e per l’instaurazione d’una  <<  – economia di carta –  >>  ( ancora, e sempre, padrona del default ). E’ questa la meta, conseguentemente imposta, del “tecnicismo”, al di là delle ipocrisie e degli aggiustamenti “dovuti” per le regole ( non scritte ) del gioco da neo regime che tocca all’Italia e come ad ogni altro Stato – in Europa – sino a prova contraria ( se dovessimo credere – al contrario – alle tenere  revisioni, alle buone  e dolci  riconsiderazioni, agli utili  aggiustamenti di Monti, dovremmo consigliare lo stesso di iscriversi al partito unico di centrodestra ). Se la tutela. al contrario, la consideriamo elemento naturale inserito in un contesto politico, giustificato come “riformista”, essa dovrà tuttalpiù operare, comunque sia, a pro’ del consolidamento – attraverso appositi correttivi – del neo regime – magnificenza  di  <<  – tecnocrazia –  >> . Il che si ottiene considerando l’emergenza, la transizione, etc., strumenti solo giustificativi per garantirne il funzionamento e celebrarne il ruolo di sostituzione – come già appare – sino alla fine della legislatura in corso. La consultazione elettorale ( anticipata o a scadenza naturale ) si impone, però, come prevede – (non)ci dicono i bene informati – la stessa costituzione della Repubblica Italiana ( non solo nel suo articolato ma per l’effetto del metodo elettorale che, in questi, ultimi tre lustri, è andato molto vicino, a parte le strumentali polemiche sulle “preferenze”, alla forma di  <<  – democrazia diretta –  >>  ). Fra i paladini di coloro che considerano la  <<  – tutela –  >> ( e la “supplenza” ) quale elemento naturale in ambito delle due opzioni – di cui abbiamo detto – troviamo tutti I ( falsi ) “progressisti” e tutti i ( falsi ) “liberalizzatori”. Tutti costoro finiranno, prima o poi, con l’essere coinvolti dalla stessa logica del “tecnicismo”, nella  <<  – necessità –  >>  della  <<  – disciplina –  >>  di defintiva rinuncia al “primato della politica”. Le esigenze del contenimento della “crisi” ( o presunte tali : lo spread, il differenziale a quota 500 [ o oltre ] – infatti – è una catastrofe indotta se riferita a Berlusconi, è una “normalità ineluttabile” se riferita a Monti… ), le esigenze di affidabilità per i mercati, le esigenze di perfettibilità dei bilanci, le esigenze della ricostruzione, le esigenze di garantire – eventualmente – l’ordine, ecc. ecc…, saranno, di volta in volta, le motivazioni schermo dietro le quali si opererà per rinsaldare – e dicevamo consolidare – il regime del ritorno all’arcinota  <<  – democrazia bloccata –  >> consacrato nell’ibernata  <<  – costituzione di carta –  >>  della nostra Repubblica. E il momento politico è particolarmente propizio a tale operazione, come dicevamo all’inizio di queste considerazioni. Come, poi, i paladini della “partitocrazia”, possono uscire indenni ( o almeno illudersi di farlo ) dall’egemonia dei tecnocrati che li coinvolge? A questa domanda, rivolta virtualmente – già nei fatti che si succedono -, noi avremmo risposto : il mondo politico italiano può evitare il suicidio superando la subordinazione, superando la sudditanza ( sia di scelta che d’imposizione ); ma nessuna risposta, ovviamente, viene da nessun leader che siede, per mandato popolare, negli scranni. Fuori dal Parlamento, tanto per fare un solo esempio, d’altro canto, ogni giovin signore della “sinistra radicale” ha, invece, risposto: non facendo la politica né dei “salvatori”, né dei “collaboratori”, né degli “affiancatori” , ma facendo – unicamente – la “politica della piazza”. E’ la risposta dell’antagonismo, di un movimento senza sbocco, evidentemente è la risposta del mulla. E’ la risposta – conferma alle nostre considerazioni ( e dell’esercitato “antiberlusconismo” che s’è regalato Monti ). E veniamo, in ultimo, ai fautori della “normalizzazione” che, oggi, s’è avviata: e, cioè, ai propugnatori della “terzietà”. Le guide illuminate di cui al cosiddetto “terzo polo” e “il progetto” di cui all’antibipolarismo, altro non sono che combinazioni – l’una presupposto dell’altro – tipici del sistema politico-partitocratico: della struttura di supporto, cioè, all’attuale regime rinunciatario e della regressione. In  un tale quadro, per come da noi detto, però non v’è più posto per la “politica dei due forni”, venendone a mancare la necessità. Diciamo, quindi,  <<  – no –  >>  al governo tecnico in quanto non trova posto nelle prospettive per le quali operiamo. Diciamo altrettanto  e ancor più  <<  – no –  >>  alla “condotta ostruzionistica” ( di parlamento e di piazza ); in quanto diciamo, chiaro e tondo, che – stante le nostre prospettive – non intendiamo, oggi, lavorare ( prestando il fianco ) per fornire l’alibi a chi vuol “sospendere la democrazia” ed ha necessità d’una “risposta del disordine” anzichè del legittimo  rivendicarsi che l’esperienza, in corso, sia solo di tempo e non di espropriazione del popolo sovrano. Non intendiamo lavorare per fornire l’alibi a un sistema economico e politico che ha fatto il suo tempo; e che o si evolve nel senso da noi delineato o deve approdare ai lidi liberticidi: raggiungendo così l’ultima tappa dello sviluppo tecnico-partitocratico.



[ Ripubblichiamo ]

Arturo Stenio Vuono  [ Ripubblichiamo editoriale : in ultimo,  dal servizio : 1° Gennaio ’12 ]
Nessun “canto del cigno”- Noi, noi  non abbiamo portato “il cervello all’ammasso”…

LA  <  DISSACRAZIONE DEI MITI  >
Quale la nostra definitiva posizione ?

* Arturo Stenio Vuono
”  Il  novatore  fa la figura di un rivoluzionario e vede levarsi contro di lui  tutti i difensori della tradizione ridotta a meccanismo funzionale delle idee consacrate, delle abitudini radicate. Tra gli individui  della stessa categoria sociale, tra coloro che appartengono alla stessa professione , la rivalità  genera la gelosia, e l’invidia scatena la lotta”.

 Con l’Anno del Signore 2012, la parabola di Silvio Berlusconi  sembra volgere al termine, almeno  depurata – oggettivamente – dall’imponderabile  che, però, ne può – sempre – cambiare il corso; e, nel citare una delle affermazioni di Serge Voronoff, non si intravedono ancora – per intanto – alternative credibili e trasparenti prospettive, tanto per la verità asettica, da parte di tutti coloro che, allo scopo , avendo eccitato il “braccio della legge” ( ! ), ne hanno voluto lesionare la figura con la strumentale barbarie del martellamento continuo da “vizi privati e pubbliche virtù” e la ferocia del sistematico picconare sino a giungere alla violenza – anche – da “espropriazione patrimoniale”.
Questi i mezzi, al di là del  bene e del male – che ha riguardato e riguarda l’ex premier -, usati e abbondantemente utilizzati, incontestabilmente, con sadico cinismo e “sapientemente”, in uno scontro, inaudito, incivile, dissennato, che non trova riscontro in vicende politiche di nessun paese della terra; e, invero, mai applicato in alcuna nazione onde estromettere, espellere, l’antagonista di turno di   < apparati  >  ,”onnipotenti e immarcescibili” ; liberarsi di antagonisti, i “nemici” – in tutti i tempi -, che siano stati   / siano <  grandi  >  o  <  piccoli >  e, nella fattispecie, a ultimare: insinuando, e “la calunnia è un venticello”, dato e considerato che, come si dice e si ripete, “mettendo le mani avanti”, volontariamente è stata gettata la spugna. Fine della parabola ? Forse che sì, forse che no.
Dico ciò perchè nel mio passato – breve passato, il più vicino e a parte il pregresso che mi ha portato a convergervi , d’una convinta partecipazione al  < progetto tatarelliano  >  di cambiamento e di superamento dell’anomalo  <  sistema di potere  >  – i ricordi più icastici sono quelli che non hanno alcuna correlazione con la “politica – politicante” : perchè alla Politica, invece, m’ha interessato esclusivamente una visione della vita e della società, veramente e realmente indipendente, e una concezione delle cose esasperatamente ed anacronisticamente onesta; e con una chiara e precisa ideologia, sempre – e  senza soluzione di continuità – intessuta di  <  Patria e Libertà  >  . Molte volte, sul nostro sito – blog, è apparso il chiaro riferimento al  compianto Giuseppe ( “Pinuccio” ) Tatarella; e spesso, e volentieri, pubblicando – in tema – interventi del giornalista, Vincenzo Nardiello, ripresi dal quotidiano  <<  Roma  >>  di Napoli ( …, scegliendo – dalla rassegna stampa – pure i fondi dello stesso…,  sull’attuale “congiuntura”;  argomento, già – da noi – ampiamente trattato, e di cui – ora – non ci occupiamo; … ).

Nell’oscurità in cui pare caduto questo mio breve e ultimo passato, “le luci vive del ricordo sono rade ed avvolte in una nebbia più o meno densa a seconda che fatti, avvenimenti, abbiano avuto un seguito conseguenziale oppure si sono esauriti in se stessi e non proiettino alcun effetto al di là della propria essenza”. Per il leader – per ogni leader – che ho condiviso ( sino a quando, subentrando l’abbandono, non ha “virato” oppure  scelto la  <  retrocessione  >  ), per ognuno che si sia fatto il referente di tanti e tanti giovani, con la fortuna di avervi – anche – il proprio figlio,  poi  divenuti uomini e tutti ben figuranti nella vera  < società civile  >  , dalle prefetture ai giornali, nelle libere – autonome professioni, in fabbrica, etc. ( e non più tanto ! ) come me, la repubblica dei nostri padri aveva trovato, dopo un lungo periodo di conflitto tra il  cosiddetto – supercitato –  <  paese reale  >   e il cosiddetto – tanto celebrato –  <  paese legale  >  , già all’indomani della “grande implosione” di circa vent’anni orsono, la concreta possibilità dell’aspirazione al realizzarsi ed all’inverarsi della vagheggiata  <  Grande Riforma  >  e per l’apostolato d’ una  <  Nuova Repubblica  >  , all’insegna dell’agognata  < modernizzazione  >  : dal presidenzialismo che avrebbe dovuto preparare l’esercizio di governo per mezzo dell’introdotto bipolarismo, e dalla notissima, chiarissima, formula della  < democrazia dell’alternanza  >  , territorialmente decentrata e “federalista”, con una destra non “patriottarda e sciovinista”, e una sinistra non più “ancorata ad una tradizione falsata se non ripudiata”, e senza più l’ambiguità del  < centrismo pendolare  >  , l’Italia, la nostra “Italia bella”, una nazione – ancora – non “pacificata”, appariva – finalmente – consegnata a una nuova “classe dirigente” perchè si costruisse, alfine, quella  <  casa comune  >  , veramente sentita e condivisa, ed il totale azzeramento dell’anacronistico, infantile e infertile, meccanismo – un “suicidio” di sempre – del reciproco delegittimarsi. Via via, sino all’attuale,  incontrando altri nuovi amici come, ad esempio, Giancarlo Lehner, scrittore e giornalista, storico e studioso, intellettualmente onesto ( e non solo: non avendo, a tutt’oggi, neppure una sua casa in proprietà  ), provenienti da altri “versanti”, oggi deputato per “Campania 2”  ( nel e per il centrodestra )e della cui coerenza, nel passato come nel presente, più che una conferma. A differenza di tanti  <  nostri  >  ( ! ).
Parve, a suo tempo, che il centrodestra avesse dato tale consegna, per una futura e felice prospettiva, a questo nostro “Popolo di fazioni e di guerra civile, di Guelfi e di Ghibellini” : ne avesse fatto,precisamente e prioritariamente, una missione e l’obiettivo principe; non era mai stato superato il passato più lontano, e quello più recente, specie in termini di ricaduta negativa – nel tempo e in precedenza –  come sulle subentrate e nuove generazioni; e. comunque, questa congerie di diversità ch’erano proprie della penisola, non solo tra il nord e il sud, checchè se ne dica, sempre sedimentate e profonde. Con buona pace di chi, in quest’anno,  tranquillamente, semplicisticamente, ha viaggiato – burocraticamente – nell’attuale centocinquantesimo  anniversario dell’unità d’Italia;ulteriore occasione, abortita, nel persistere ad ignorare l’altra  faccia della << storia negata  >>  : in primis, come quella “sudista”,  che l’alacre, indefesso e zelante lavoro editoriale, a menadito, del volitivo Pietro Golia – presidente di “Controcorrente Edizioni” Napoli , ha riportato – come sempre – in superfice.
E tanto per fare solo due esempi , da sempre, consegnati ai posteri: “e come potevano essere uguali o simili le interpretazioni che alla spedizione dei cosiddetti Mille davano un ex garibaldino ed un ex soldato del Regno delle Due Sicilie ? ? ! ” ; e come potevano essere uguali o simili le interpretazioni che alla cosiddetta “guerra di liberazione” davano un ex “partigiano rosso” ( altro discorso per i reparti militari del “Regno del Sud” e le formazioni clandestine, nella “resistenza” al nord ) ed un ex volontario della Repubblica Sociale Italiano ( o della “resistenza fascista” nel meridione ) ? ? ! – Forse che l’ex garibaldino, come l’ex partigiano, era più italiano degli altri sol perchè avevano vinto ? ? ? ! ” – “Non tutti gli individui che poi dovevano costituire il Popolo Italiano, avevano avuto la fortuna di trovarsi dalla stessa parte della barricata, da quella della vittoria”.
Berlusconi e il cosiddetto “vituperato berlusconismo”, sino a quando fu possibile, e in piedi i patti e le alleanze della coalizione di forze nuove – al governo dell’Italia -, sopirono passioni e misero in campo una nuova accettazione della  <  vittoria  >  – da parte di tutti – senza ( più ) offesa per gli “sconfitti”. Non offesero ( più ) gli “sconfitti” e non si limitarono a “parteggiare”esclusivamente, per quelli che, nei diversi tempi storici, furono detti i soli  e “in regola”  <<  unitari  >>  . Ciò, per me, faceva parte – pure – del  <<  Progetto  >> : quando, tutti, dicevamo : “per la Politica – che vola alta – occorre, sempre, avere un sogno”. Il mio ambiente, a  partire da quel ch’era stato della lunga militanza “missina”, e poi di An, e ancora poi del “Polo” e con il PdL, identificò in Berlusconi,  nei Fini, Bossi e Casini, come legati a un patto indissolubile ( e – tra di loro –  “chi non ha sbagliato, scagli la prima pietra” ), l’espressione più pacatamente di una solida alleanza ,”pacifica e casalinga”, stanca della solita apologia di martiri ed eroi – che escludessero ogni altro – per considerarsi, ormai, “un numero bastevole per  <  fare >  una Storia nazionale, per tener vivo lo scolastico amore di patria”.
Di Silvio Berlusconi “sentii parlare come d’un Santo”; e, viceversa, da parte di chi – pregiudizialmente – giungeva ad auspicare “la morte in assoluta inedia” ( sic ! ) dell’  <  Uomo del Biscione  >  . Di Berlusconi sentii parlare quando si ritraevano le macchine di politici diretti ad Arcore; di Berlusconi sentii parlare quando seguivano le adunate in piazza come le adunanze, ristrette, nel salotto della sua residenza – romana – del “Palazzo Grazioli”. Voglio dire che non l’ho, mai, direttamente, incontrato e credo che non sia il caso neppure di pensarlo per il futuro; e a farlo, solo idealmente, gli avrei detto : molto, in verità, avrei da dirLe – Presidente – e d’insoddisfazioni, e di rammarico, per cui converrà; ma per i pochi minuti che mi può concedere ciò che ha più

   
importanza, su tutto, è quello di avere impedito che ( ci ) sfondasse la  <  gioiosa macchina da guerra  > , e che i postcomunisti ( ? ) prendessero le redini del governo , e quel ch’era il peggio : solo con il consenso di uno – su quattro italiani ( al massimo con un terzo di elettori, convinti, andati alle urne ). Di Berlusconi, poi, sentii parlare molto in quantochè, intercettato ventiquattrore su ventiquattro, se ne fece strame, mediaticamente,  <  ad usum Delphini  >  ; e di Berlusconi, infine, sentii parlare poco quanto all’attività prioritaria, in “Palazzo Chigi”, pervicacemente ed ostinatamente. “oscurata” e “alterata”; essendo che, esondando “toghe di accusa” ( ma quale la verità dai processi ? ), constantemente e sistematicamente, e sino a tutt’oggi, ha dominato – invece – la negazione di ogni tentata legittima difesa; che, nel contempo, i “manipolatori in servizio, permanente – effettivo” sono riusciti a fare scambiare per una sorta di predilezione, e non per il diritto alle giuste tutele, all’arcinota via delle cosiddette  <  leggi ad personam  > . Nessuno, in merito, a ben denunciare la lacuna  della carenza, se non la totale mancanza, d’una guarentigia costituzionale anche per il presidente del Consiglio ( per l’oggi era Berlusconi, come il domani per Altri ); poteva, ecco la nostra domanda dalle  <  cento pistole  >  , la presidenza del Consiglio trasferirsi, a tempo pieno, nelle aule del palazzo di giustizia a Milano ?
    
Non “santificato” Berlusconi, e più in avanti, fui tutto preso  “dalle discussioni lunghissime e spesso vivaci in cui faceva assai frequentemente capolino l’espressione  < Democrazia  >  ” …e si ritornava al frustro ripetersi, in alternativa, di “certi nomi  che riempivano la bocca ed incutevano ossequio riverente” : s’era, dunque, al ripristino dell’elenco da  <  prima repubblica  >  ; ovvero di tutti gli “uomini eccellenti” la cui eredità, tra le tante,, un debito pubblico – astronomico – ch’è causa, prima, se non unica, dell’attuale  <  crisi di Lor Signori  >  ; una “congiuntura”, per conseguenza,   che ci sta gettando sul lastrico.; e che ha esposto / espone la Nazione al “gioco al massacro” di  anonime………………..  <  consorterie usuraie  > , “leghe kriminalglob”  e “congreghe di biscazzieri di borsa”, che – ora – vogliono tutta la “trippa” ( ! ) . Ciò, nonostante, van per la maggiore proprio i  “paladini della salvezza” che, impudentemente, se ne dichiarano i  fedeli <  discepoli  > , emuli  degli “Illustri uomini del passato” ( ad oggi, mai “pentiti” o “dissociati ” ). Ma noi, noi abbiamo una  <  memoria da elefante  >  !
“Di Democrazia, parola pronunciata con sacro rispetto, e di Parlamento, altrettanto sacro Istituto ed anzi l’Istituto nel quale ed attraverso il quale la Democrazia si esprime”, se ne fa paravento l’assieme, trasversale, di  <  vetero repubblikanes  >  che ricorrono alla  “fascinosa contrapposizione” verso  il  <  Berlusconi usurpatore > .
 E, per intanto, si ritorna a tessere “l’elogio del Parlamento” ( di quando era il “Loro”, caro Lei ! ), forse che l’attuale si chiami d’un altro nome ?; e per Dio che orrore ! si’, ma non è “elettivo”, fatto di  < nominati  >  ( dei quali, però, si avvalgono tutte le forze politiche, niuna esclusa ); e si ricordano, con nostalgia, le “libere campagne preferenziali” ( cioè di quel che altri, i denigratori”, dicono del  c.d. <  mercato dfelle vacche  > ! ); e si ricordano “gli scandali denunciati dal Parlamento, quello antico, allorchè veniva qualche amico di Roma a riferire che quel comune conoscente o quel tale nostro parente aveva comprato una villa od aveva una o più amanti del gran mondo” ( ohibò ! ).
“Ah, che tempi quelli della democrazia; pardon della Democrazia, con tanto d’iniziale ben maiuscola, ma non tutta maiuscola…tanto per non mischiare il sacro con il profano”, ma non tutta maiuscola come il BERLUSCONI. Cosicchè, nel recente, conclama la “falange di congiurati” : che ( in illo tempore ) “…nessun ministro arricchito, per carità nemmeno a pensarlo ! Ed anche che qualora per assurda ed inverosimile ipotesi un Ministro si fosse arricchito, allora entrava in gioco la inesorabile funzione del Parlamento pronto a stroncare ogni illecito, sia pur di minima entità, del governo e dei governanti. E che serietà quella democrazia”. Aggiungasi, estromesso – poi –  l’  <  intruso  >  , in specie per l’oggi, e “che discorsi moderati e tutti permeati di cosciente tecnicismo” finalmente ritornato ad “Organo davvero legislativo tutto intento ad emanar Leggi perfette e solo a questa fatica appassionatamente dedito ! “; tant’è che, realizzata, alfine,  dagli apolidi  <  poteri forti  > la ( loro ) massima potenza di espansione, nel riuscire a fare credere che non esistino, si lavora e si “esegue”, si approva tutto quel che non si condivide [ sic ! ], una vera e propria goduria per “robotici illuminati” e i loro “blesi compagni di merenda”.
E, in ultimo, in luogo di Silvio Berlusconi, sento – invece – il “riparlare di parlamentarismo”  ( del “Loro”, caro Lei ! )…”Quei rappresentanti del popolo che vivevano solo per il bene supremo della Nazione alieni da  <  pose  >  e da ostentazione, non si curavano in nessun modo dell’interesse particolare…, e tantomeno poi, del proprio, a cui anteponevano sempre e comunque, il bene della colllettività. E, se tanto m’è concesso, integro. “E non è che si trattasse di uomini speciali, di nomi per così dire scelti fra i più capaci ed i più onesti. No, per carità ! Erano uomini qualunque nati ed educati in Democrazia in cui erano tutti onesti, perchè in Democrazia l’onestà era la norma comune e quasi priva di eccezioni; erano uomini che il Popolo sceglieva nel suo seno, in idilliaca armoniosa concordia d’intenti e che mandava al Parlamento spesso nonostante la loro capabia modestia che il Popolo doveva faticare a vincere onde far loro accettare il mandato parlamentare”.
 Ed era questo Eden che la lunga “parentesi berlusconiana” aveva impedito di continuare a prosperare, per “Lor Signori!, del mai per il  <  particulare  >  , nel solo interesse del popolo italiano ( capite ? ); e dunque, in conclusione, quale la nostra definitiva posizione ?
Sarà.. ma, a prescindere dall’esito dell’umana e istituzionale “vicenda Berlusconi”, nessun “canto del cigno” , per quanto ci riguarda, intravediamo all’orizzonte; noi, noi non abbiamo portato “il cervello all’ammasso” e nulla possiamo avere in comune con “demenziali associazioni a scopo politico”, con la p ben minuscola e tutta minuscola.  D’altronde, sempre e vieppiù possibile,  anzi, l’esercizio della  <  dissacrazione dei miti  >  . Per me, quanto a me,  l’  < iriducibile  > ( cone – da Altri – detto ), infatti, tutto ciò si traduce nell’imperativo, qualunque sia l’avvenire, a costo dell’  < indigenza  > e della ” fame”, del rifiutare – come sempre –  di nutrirmi “di tutte codeste vitamine democratiche”. “Irriducibile”, con e tra gli “Irriducibili”. Vengo – “veniamo da lontano”… – la nostra, per intanto, è  <  Democrazia  >  ! ! !
* presidente Associazione CulturalSociale “Azimut” – Napoli


L A    < Q U E S T I O N E    D A    R I S O L V E R S I >  !  !  !
  La commozione di Putin
[ E LA < VARIABILE INDIPENDENTE > ….. DELLA “RUSSIA DI PUTIN ” ]

<  GLOBALIZZAZIONE  > : L’INIZIO DELLA FINE ? O EUROPA : FINE  DELL’INIZIO ?
<  TERTIUM NON DATUR  >


—– Original Message —– From: admin
To: associazioneazimut@tiscali.it
Sent: Tuesday, March 06, 2012 10:47 PM
Subject: LA COPPA AMERICA PASSA DA ISCHIA

LA COPPA AMERICA PASSA DA ISCHIA
Il primo appuntamento con l’AC World Series di Napoli è in programma tra il 7 e il 15 aprile 2012.
L’evento finale si svolgerà tra l’11 e il 19 maggio del 2013.
Dopo la sua conclusione i team voleranno a San Francisco per la Louis Vuitton Cup e le finale dell’America’s Cup.
Ciò significa che i campioni del circuito 2012-2013 saranno incoronati proprio nella città partenopea.

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Liberazione Rossella Urru: i genitori sono stremati e in ansia 
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ITALIA ALLO “SCOPERTO” : TRA PALCHI CHE CROLLANO E, PARIMENTI, LE COSIDDETTE “PRIMARIE”; CI SI “GINGILLA” TRA : “LOTTATORI DELLA VALLE”, IL SOLITO “SPREAD” E L’INEFFABILE “LIQUIDATORE FIAT- ITALIA”; MARO’ NELLA TEMPESTA E “VOLONTARI DA RISCATTARE”; RUSSIA “AL RIPARO” ( ! ) ; IL “PIANETA A RISCHIO” ( ? ) .
PER L’ITALIA, DUNQUE, COME CONCLUDERE ? BLA – BLA – BLA ! CHE BARBA ! ! !

fine intervento

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