Cossiga – L’emerito Presidente, s’è lasciato andare… Flash agosto, E altre brevi news…


“FUORI SACCO”: ESTATE “ROVENTE”, ALLE SPALLE, PER RIPARTIRE ?

[ vai e leggi : dopo “fine intervento” ]
Silvio Berlusconi (Adnkronos)   
[ AZ. NEWS : 23.08.2010 ]
 
Azimut – associazione culturalsociale | NAPOLI
COSSIGA – L’EMERITO PRESIDENTE, S’E’ LASCIATO ANDARE…FLASH AGOSTO, E ALTRE BREVI NEWS…


Vuono  – azimut  Friday, August 20, 2010

COSSIGA – L’EMERITO PRESIDENTE, S’E’ LASCIATO ANDARE…FLASH AGOSTO, E ALTRE BREVI NEWS…
( AZ. MewsLetter: agosto, 20 – 2010 )
 
( * ) ( agosto, 20 – 2010  | AGGIORNAMENTI )
<< – COSSIGA IL DURO – BASTA RETORICA – >>  | OGGI SUL QUOTIDIANO << – ROMA – >> , IN PRIMA E SEGUE A PAG. 4, L’OPINIONE – ARTICOLO DI VINCENZO NARDIELLO | LO RIPRODUCIAMO, INTEGRALMENTE, AL TERMINE DI QUESTO SERVIZIO [ V. OLTRE ]
ANTEPRIMA DI WEB
PREOCCUPATI MA NON DISPERIAMO…..
DUE PAGINE – TRA CRONACA E STORIA –
CHE SENTIAMO CON TUTTO IL CUORE.
[ “Azimut” – Napoli ]
Flash
Azimut  associazione culturalsociale – Napoli
Associazione Azimut  | Azimut – News |  August, 2010
COSSIGA – L’EMERITO PRESIDENTE, S’E’ LASCIATO ANDARE…FLASH AGOSTO, E ALTRE BREVI NEWS…
( AZ. MewsLetter: agosto, 20 – 2010 )
 
FRANCESCO COSSIGA E IL “PICCONE”,  COMMIATO DEL PRESIDENTISSIMO : IN TRICOLORE E VESSILLO SARDO… ; LA << – TROIKA – >> E IL “TIMONE” : BERLUSCONI, BOSSI E FINI…ALLA “PROVA DI SETTEMBRE”…; “azimut – flash” Napoli.
Cossiga

La scomparsa di Francesco Cossiga [ << – Sono morto, ora state un pò zitti – >> ] e la Sua ultima “picconata” : << – Il popolo unico sovrano della democrazia. Dio protegga l’Italia ! – >>
BERLUSCONI – BOSSI – FINI
  
La “situazione di disarmonia” [ Il centrodestra e il PdL, non più con l’unica bussola – senza una comune rotta ? ] e i sentimenti degli elettori che hanno, decisamente,  già “archiviato” la vetero << – Sinistra & Sodali – >> : il popolo non torna indietro. L’Italia reclama l’unione di chi ha chiamato a governare.

AZIMUT – associazioneculturalsociale Napoli
NOI – NON NAVIGHIAMO “A VISTA”
  
Vuono  –  azimut  – NON CI FACCIAMO IMBAVAGLIARE…..NOI…….
 
AZIMUT – associazione culturalsociale Napoli
BUONA GIORNATA – BUONA LETTURA – BUON RIENTRO DALLE VACANZE !
team “azimut – online”
F.M. Vuono – uff. stampa / F. Pisaniello – webm. adm.
 

 

A presto sentirci

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La menzogna viene a domicilio …..

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[ GIOVEDI’ : 19 AGOSTO 2010; CE NE SCUSIAMO CON I NOSTRI “CONTATTI”, VISITATORI E LETTORI TUTTI. IL TEAM “AZIMUT ONLINE” ]


E PER FINIRE – DOMANDA DALLE << – CENTO PISTOLE – >> :
Perchè i << – Capi – >> non interpellano ( più ) i “gregari” ? ? ?
Le “fibrillazioni” nel PdL – il “dibattito” nel centrodestra
[ il “ruolo” delle << – fondazioni – >>, << – associazioni – >> , etc. ]
E L’ICASTICA – NOSTRA – SEMPLICE RIFLESSIONE :
LA SINTESI DI UOMINI EX An CHE VOGLIONO – SEMPRE –  COSTRUIRE IL PdL :
Non meni scandalo il “confronto” : il << – confronto sacrosanto – >>
MA meni scandalo lo “scontro” : lo << – scontro esecrando – >>
NULLA E’ PERDUTO – SIAMO ( ANCORA ) PIENI DI TANTA SPERANZA…
L’ITALIA – NONOSTANTE LA DIFFICILE CONGIUNTURA – ANDRA’ AVANTI !
 
 <associazioneazimut@tiscali.it> –  <an.arenella@libero.it>  Friday, August 20, 2010 
COSSIGA – L’EMERITO PRESIDENTE, S’E’ LASCIATO ANDARE…FLASH  AGOSTO, E ALTRE BREVI NEWS…
( AZ. MewsLetter: agosto, 20 – 2010 )
( * ) AGGIORNAMENTI | sul “Roma” –  di Vincenzo Nardiello
Si fa presto a dire democristiano. Di democristiani, infatti, ce ne furono di tipi assai diversi. Francesco Cossiga fu uno di quelli iberali, occidentali e atlantici. E non era per niente facile in un partito che pullulava di filoarabi, filopalestinesi e fautori di intese più o meno palesi con il Pci. Tentazioni cui Cossiga non restò certo indifferente. Ma irregolarità, bizzarrie e ambiguità che ne accompagnarono l’azione, non possono far dimenticare le sue scelte di fondo. Allora stupisce come, nel diluvio di dichiarazioni e ricordi più o meno interessati della figura e l’opera del Presidente, tutti abbiano dimenticato proprio questo: la figura e l’opera. Il sospetto che non si tratti di semplici amnesie è autorizzato dal fatto che i padroni del 
vapore culturale e giornalistico che va per la maggiore, sono oggi in gran parte i suoi nemici di ieri (all’epoca gli avversari non esistevano ancora ). Gli stessi che crearono il brodo culturale affinché degli imbecilli, fanatici ammalati dell’ideologia rossa, gli affibbiassero il “K” e la doppia “s” runico-nazista. Quella cultura non solo continua a vivere in Italia, ma ancora condiziona l’opinione pubblica. Le dichiarazioni di questi giorni, tutte protese ad esaltare lo “statista”, l’“amico”, l’“uomo libero”, oltre ad emanare un forte tanfo d’ipocrisia sanno tanto di ultimo sfregio all’uomo e alla sua opera. L’opera, appunto. Quella, per esempio, che lo portò a sostenere in maniera decisiva gli euromissili antisovietici. O a difendere con le unghie e i denti Gladio, la struttura Nato destinata a contrastare un tentativo di conquista armata del potere da parte del Pci, lautamente e illegalmente finanziato da una potenza nemica dell’Italia nel pieno di una guerra fredda che qui fu combattuta armi in pugno. Cossiga restò pressoché solo. Da Mancino a De Mita, contro di lui c’erano tutti i pezzi da novanta  della Dc. Ma ebbe la forza di opporsi alla canea delle accuse, delle calunnie, delle campagne diffamatorie con cui la sinistra politica e intellettuale – che si preparava alla presa del potere per via giudiziaria – immaginava di ridurlo al silenzio. Pochi oggi ricordano i nomi di coloro che firmarono in Parlamento le mozioni d’accusa che avrebbero dovuto portare all’impeachment. Scorrere quell’elenco non è esercizio inutile: Luciano Violante, Ugo Pecchioli, Marco Pannella, Leoluca Orlando, Nando Dalla Chiesa, Diego Novelli, Giovanni Russo Spena, Sergio Garavini, Lucio Libertini, Lucio Magri. Tutti complici di quel clima che portò Cossiga a minacciare d’ inviare i carabinieri al Csm quando avvertì il concreto pericolo che la politica stava per essere commissariata dalla magistratura politicizzata. Tuttavia, neanche un uomo della sua tempra e capacità d’analisi capì appieno cosa stava accadendo in quei drammatici frangenti, a cavallo tra il ’91 e il ’92. Cossiga osteggiò il patto Craxi-Forlani, e non comprese (ma era in ottima compagnia) che soltanto quell’alleanza avrebbe potuto fare da argine alla procura di Milano. Le inchieste, infatti, spazzarono via Dc, Psi, Pli, Psdi, ma non il Pci-Pds, facendone il vero dominus della politica italiana, nonostante fosse pienamente immerso in quella corruzione sistemica che Craxi descrisse magistralmente alla Camera il 29 aprile 1993. Un errore, quello di Cossiga, che si riaffacciò anni dopo, quando – illudendosi di far crollare il Muro anche in Italia – con una spregiudicata azione di trasformismo parlamentare portò D’Alema a Palazzo Chigi. Dopo l’89, capì che la Dc poteva avere un futuro solo guidando la Grande Riforma istituzionale alla testa di un grande blocco conservatore. Non a caso giudicava la Costituzione come « – la piccola Yalta italiana – », ma anche « – tra le peggiori del dopoguerra – ». Per questo guardò con simpatia al centrodestra. È il lascito più attuale del suo pensiero politico. E sono in molti a temerlo.
 
AZIMUT – Via P. Del Torto, 1 – 80131 Napoli 
Fine Intervento

Azimut | lodevole il tentativo, tra i pochi, del giornalista che, nell’attenuare – possibilmente – il << – diverbio – >>, annessi e connessi, punta – anche – a lenire le più intime sofferenze di tutto il popolo del centrodestra.Apprezzabile…
 ” fuori sacco “ – da rassegna stampa ago. 21 –
Nardiello, sul “Roma”  – sabato 21/08/2010 :
Non case ma cose per ripartire ( pdl-finiani )
Vincenzo Nardiello

Rinnovarsi o perire. Al punto in cui si è giunti, l’unica via d’uscita è la costruzione di una ristrutturata coalizione di centrodestra che dia vita ad un nuovo, chiaro patto di legislatura. Un patto che preveda quelle ineludibili riforme necessarie a rimettere in moto la crescita, a dare benzina ad una ripresa economica che c’è e che anche il Sud deve agganciare. Se si torna alla politica delle cose invece che delle case, tutto dovrebbe farsi più semplice. Ieri è successo, e il documento emerso dal vertice del Pdl ha segnato finalmente un punto sulla strada del ritorno a quel confronto che può salvare la legislatura, il centrodestra e il Governo. Gli argomenti proposti dal partito – fisco, Sud, federalismo, giustizia e sicurezza – erano già contenuti nel programma elettorale. E i finiani hanno annunciato di condividerne i contenuti e che voteranno la fiducia. Lealmente. Un passo avanti enorme se si pensa agli stracci volati nelle ultime settimane. Ora, però, è necessario fare immediatamente il passo successivo: ulteriori prove di forza o “conte” non avrebbero altro effetto se non quello di approfondire il solco apertosi nella maggioranza; quello che serve è un disarmo bilaterale che riattivi un dialogo necessario non a Berlusconi o a Fini, ma all’Italia. Il premier e il presidente della Camera non devono andare a letto insieme. Se non si capiscono più, se non si amano più, se passano il loro tempo ad affilare i coltelli nell’attesa della notte successiva chissenefrega. È un altro il dovere che gli ex cofondatori hanno: onorare gli impegni assunti con gli elettori. Il documento approvato ieri, oltre a muoversi in questa direzione, segnala plasticamente che quando si parla di politica e non di insulti, quando si affrontano i temi concreti, il centrodestra e la maggioranza esistono e sono in grado di ritrovarsi. A questo punto intraprendere la strada nuova e abbandonare la  vecchia è doveroso. Diversamente, se il documento si rivelasse solo una mossa tattica e non strategica, si tratterebbe di una manovra di corto respiro, buona solo a perdere ulteriore tempo prezioso e giungere alla ripresa di settembre senza uno straccio di soluzione. La maniera migliore per continuare a consumarsi in questa assurda guerra quotidiana, la cui unica nota positiva e l’aver fatto emergere l’ inconsistenza dell’opposizione, e in particolare del Pd: un partito che si oppone al Governo ma non vuole le elezioni è una contraddizione in termini. Ragione e logica vorrebbero che la maggioranza ( che finora, incidenti parlamentari a parte, non è mai venuta meno ) si adoperasse ora per impedire che un conflitto senza senso si porti via, tra le macerie di un partito e di un Esecutivo, la credibilità del centrodestra come casa comune degli italiani alternativi alla sinistra. Si può farlo in un solo modo: ripartendo dalle questioni di merito, dai problemi urgenti dello sviluppo, della giustizia e dell’assetto istituzionale: la vera palla al piede della crescita dell’Italia. Una situazione insostenibile, che la crisi economica più grave dal 1929 ad oggi ha contribuito ad acuire, rendendo non più rinviabile un’azione riformatrice incisiva, in grado di superare resistenze, corporativismi e rendite di posizione. Occorre riqualificare drasticamente la spesa pubblica, a cominciare da sanità e previdenza; riformare la giustizia, estirpando il cancro dell’uso politico delle inchieste e accorciando i tempi dei processi penali e civili nei quali sguazza la malagiustizia; attuare un federalismo fiscale che si tramuti in un’opportunità per il Sud e non nella sua punizione. È chiaro, però, che solo Berlusconi e Fini possono scrivere la parola fine su quello che sta accadendo. Al punto in cui siamo non c’è più alcuna subordinata: « – Rinnovarsi o perire – », come direbbe Pietro Nenni.

suppl.to – news : 22.08.2010 

5^Municipalità di Napoli. Solidarietà al Tibet. Approvato a maggioranza


5^Municipalità di Napoli. Solidarietà al Tibet. Approvato a maggioranza

5^ Municipalità –Gruppo di A.N.Verso il P.d.L.


5^Municipalità. Solidarietà al Tibet
. Approvato a maggioranza l’
ordine del giorno che esprime solidarietà al popolo Tibetano e condanna il Governo Cinese per la ingiustificata repressione.


ALLA STAMPA

Nel Parlamentino della 5^Municipalità è ‘stato discusso ed approvato a maggioranza l’ordine del giorno presentato dalCons.Ciro Manzo (P.d.L.)con il quale si condanna il regime comunista cineseche nega ogni forma di libertà e viola costantemente i diritti dell’uomo. Inoltre l’ordine del giorno presentato esprime solidarietà al popolo Tibetano ridotto in schiavitù dal governo cinese. Hanno votato contro – Conclude Manzo – i rappresentanti di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani.

—-fine messaggio——-

Raccolta di e-mail dell'Associazione Culturale Azimut

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