BERLUSCONI A ONNA APRILE 2009 E ALTRE NEWS SPAZIO LIBERO APERTO A TUTTI SENZA FILTRI O CENSURE


BERLUSCONI A ONNA APRILE 2009 E ALTRE NEWS SPAZIO LIBERO APERTO A TUTTI SENZA FILTRI O CENSURE [ “AZ.”-25.04.’15

OGGI – ANTEPRIMA
BERLUSCONI A ONNA APRILE 2009 E ALTRE NEWS SPAZIO LIBERO APERTO A TUTTI SENZA SENZA FILTRI O CENSURE [ “AZ.”-25.04.’15 ]
 
 
Associazione Azimut
Associazione Culturale Azimut

Associazione Azimut, Naples, Italy.  

 
[ PROSSIMI SERVIZI IN RETE ]
25 APRILE 1945 25 APRILE 2015 LIBERAZIONE RESISTENZA E MENZOGNE 28 APRILE A 70 

ANNI DALLA SOPPRESSIONE DI MUSSOLINI UNA VERGOGNA !
 
“SIAMO IN GUERRA PER CHI NON LO AVESSE CAPITO E’ LA TERZA GUERRA MONDIALE” MARTEDI ’28 APRILE MESSA PER MUSSOLINI NAPOLI CHIESA SAN FERDINANDO ORE 18:00  
 [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 25 APRILE 2015 ]
 
 
 
BERLUSCONI A ONNA APRILE 2009 E ALTRE NEWS SPAZIO LIBERO APERTO A TUTTI SENZA SENZA FILTRI O CENSURE 
[ “AZ.”-25.04.’15 ]
 
[  ALTRI GIA’ IN RETE – LINK – VEDI OLTRE ]
 
 
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I FUCILATI DI FIRENZE (da LA PELLE di Curzio Malaparte) 
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“,,,I ragazzi seduti sui gradini di S. Maria Novella, la piccola folla di curiosi raccolta intorno all’obelisco, l’ufficiale partigiano a cavalcioni dello sgabello ai piedi della scalinata della chiesa, coi gomiti appoggiati sul tavolino di ferro preso a qualche caffè della piazza,la squadra di giovani partigiani della divisione comunista “ Potente “, armati di mitra e allineati sul sagrato davanti ai cadaveri distesi alla rinfusa l’uno sull’altro, parevano dipinti da Masaccio nell’intonaco dell’aria grigia. Illuminati a picco dalla luce di gesso sporco che cadeva dal cielo nuvoloso, tutti tacevano, immoti, il viso rivolto tutti dalla stessa parte. Un filo di sangue colava giù per gli scalini di marmo. 


I fascisti seduti sulla gradinata della chiesa erano ragazzi di quindici o sedici anni, dai capelli liberi sulla fronte alta, gli occhi neri e vivi nel lungo volto pallido. Il più giovane, vestito di una maglia nera e di un paio di calzoni corti, che gli lasciavano nude le gambe dagli stinchi magri, era quasi un bambino. 


C’era anche una ragazza fra loro: giovanissima, nera d’occhi, e dai capelli, sciolti sulle spalle, di quel biondo scuro che s’incontra spesso in Toscana fra le donne del popolo, sedeva col viso riverso, mirando le nuvole d’estate sui tetti di Firenze lustri di pioggia, quel cielo pesante e gessoso, e qua e là screpolato, simile ai cieli del Masaccio negli affreschi del Carmine. 


Quando avemmo udito gli spari, eravamo a metà via della Scala, presso gli Orti Oricellari. Sboccati sulla piazza, eravamo andati a fermarci ai piedi della gradinata di Santa Maria Novella, alle spalle dell’ufficiale partigiano seduto davanti al tavolino di ferro. 


Al cigolio dei freni delle due jeep, l’ufficiale non si mosse, non si voltò. Ma dopo un istante tese il dito verso uno di quei ragazzi, e disse: 


– Tocca a te. Come ti chiami? 


– Oggi tocca a me – disse il ragazzo alzandosi – ma un giorno o l’altro toccherà a lei. 


– Come ti chiami ? 


– Mi chiamo come mi pare… 


– O che gli rispondi a fare a quel muso di bischero, gli disse un suo compagno seduto accanto a lui. 


– Gli rispondo per insegnargli l’educazione, a quel coso – rispose il ragazzo, asciugandosi col dorso della mano la fronte madida di sudore. Era pallido, e gli tremavano le labbra. Ma rideva, con aria spavalda guardando fisso l’ufficiale partigiano. 


A un tratto i ragazzi presero a parlar fra loro ridendo. 


Parlavano con l’accento popolano di San Frediano, di Santa Croce, di Palazzolo. 


L’ufficiale partigiano alzò la testa e disse: 


– Fa presto. Non mi far perdere tempo. Tocca a te. 


– Se gli è per non farle perdere tempo – disse il ragazzo con voce di scherno – mi sbrigo subito – 


E scavalcati i compagni andò a mettersi davanti ai partigiani armati di mitra, accanto al mucchio di cadaveri, proprio in mezzo alla pozza di sangue che si allargava sul pavimento di marmo del sagrato. 


– Bada di non sporcarti le scarpe ! – gli gridò uno dei suoi compagni, e tutti si misero a ridere. 


– Jack e io saltammo giù dalla jeep. 


– Stop! – urlò Jack. 


Ma in quell’istante il ragazzo gridò: – Viva Mussolini ! – e cadde crivellato di colpi …”

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“…due testimonianze; la prima lettera, sincera e toccante, è del “quasi bambino” Emanuele Frezza, che, all’atto della scrittura delle righe che seguono era poco più di un ragazzino, contando appena 19 anni. La seconda lettera è di un ragazzo di circa 28 anni, Mario Moretti. Condannato anch’egli a morte, lasciava la moglie e un bambino.

“La Spezia, 20 novembre 1943. Babbo e mammina carissimi, vi scrivo oggi poche righe prima di arruolarmi volontariamente in qualità di aspirante ufficiale nella X flottiglia MAS. Lotte segrete di parti, fermentate dal più vile servilismo, hanno condotto nel baratro la nostra bella Italia e con essa gli Italiani. Un vile tradimento, un odioso armistizio hanno portato all’invasione di buona parte del nostro sacro suolo… Come posso restare sordo all’appello della Patria? Il mio nemico è uno: L’Inghilterra. Contro di esso combatterò con tutte le mie forze. Forse la lotta è vana, ma il risultato sarà grande lo stesso: laveremo col sangue l’onta del disonore… Vostro Lello”.

“… 16 aprile 1944… Se dovessi dire che vado a morte contento, direi una bugia e tu non sapresti il vero di Mario tuo. Morire in questo momento avrebbe per me tre squallori, l’uno più grande dell’altro. Primo. Non solo chiudere gli occhi su una Patria morente, senza conoscere qual è la via d’uscita che può renderla ancora onorata e libera, se non grande… Secondo. Che in questa Italia sconvolta e perigliosa io lascio te, sola, indifesa, con un avvenire oscuro quanto mai… Non rimproverarmi se sono morto prima di averti condotto al riparo: non potevo. Ama l’Italia, e se vivrai in tempo di avvilimento e di servaggio, pensa che Essa fu grande e sfortunata perché i suoi figli non furono degni di Lei… Viva l’Italia!”

 
 
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I CONDANNATI A MORTE DELLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA – LINK
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Sociale: Lettere di condannati a morte della R.S.I. 

pocobello.blogspot.com/2011/12/lettere-di-condannati-morte.html

16 dic 2011 – Lettere di condannati a morte della R.S.I.. 1) Testamento spirituale di GIULIO BIANCHINI, Cacciatore degli Appennini, ucciso a Mondovì il …

L’ ULTIMMA LETTERA DI FRANCO ASCHIERI 

francoaschieri.blogspot.com/

24 dic 2014 – Franco Aschieri figlio di Pietro Aschieri e Romana Conter, nato a Roma il … tratto da “Lettere dei condannati a morte della RSI, Edizioni B&C, …

Lettera di un condannato a morte della R.S.I. 

xoomer.virgilio.it/ramius/Militaria/lettera_condannato_a_morte.html

LETTERA DI UN CONDANNATO A MORTE DELLA R.S.I.. “Mamma cara,con l’ animo pienamente sereno mi preparo a lasciare questa vita, che è stata così ..

 
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L’ ULTIMA LETTERA 
DI FRANCO ASCHIERI ALLA MAMMA

« Cara mamma, con l’animo pienamente sereno mi preparo a lasciare questa vita che per me è stata così breve e nello stesso tempo così piena e densa di esperienze e sensazioni. In questi ultimi momenti l’unico dolore per me è costituito dal pensiero di coloro che lascio e delle cose che non ho potuto portare a compimento. Ti prego, mamma, fai che il mio distacco da questa vita non sia accompagnato da lagrime, ma sia allietato dalla gioia serena di quegli animi eletti che sono consapevoli del significato di questo trapasso. Ieri, dopo che mi è stata comunicata la notizia, mi sono disteso sul letto ed ho provato una sensazione che avevo già conosciuta da bambino: ho sentito cioè che il mio spirito si riempiva di forza e si estendeva fino a divenire immenso, come se volesse liberarsi dai vincoli della carne per riconquistare la libertà. Non ho alcun risentimento contro coloro che stanno per uccidermi perché so che non sono che degli strumenti scelti da Dio, che ha giudicato sufficiente il ciclo spirituale da me trascorso in questa vita presente. Sappi mamma che non resti sola, perchè io resterò vicino a te per sostenerti ed aiutarti finché non verrai a raggiungermi; perché sono certo che i nostri spiriti continueranno insieme il loro cammino di redenzione, dato che il legame che ci univa su questa terra, più di quello che esiste tra madre e figlio, è stato quello che unisce due spiriti affini e giunti allo stesso grado di evoluzione. Sono certo che accoglierai la notizia con coraggio e voglio che tu sappia che in momenti difficili io ti aiuterò come tu hai aiutato me durante questa vita. In questo momento sono lì da te e ti bacio per l’ultima volta, e con te papà e tutti gli altri cari che lascio. Cara mamma termino la lettera perché il tempo dei condannati a morte è contato fino al secondo. Sono contento della morte che mi è destinata perché è una delle più belle, essendo legata ad un sacro ideale. Io cado ucciso in questa immensa battaglia per la salvezza dello spirito e della civiltà, ma so che altri continueranno la lotta per la vittoria che la Giustizia non può che assegnare a noi. Viva il Fascismo. Viva l’Europa. Franco ».

tratto da “Lettere dei condannati a morte della RSI, Edizioni B&C, 1976, seconda edizione, pagina 101-102


Straordinariamente interessante è la relazione che ne ha fatto Don Giuseppe Ferrieri parroco di San Pietro di Santa Maria Capua Vetere che ebbe ad assisterli:


« Li trovai che cantavano. Appena mi videro stettero zitti, e quando il cancello di ferro si aprì, mi si strinsero intorno. Io stavo in mezzo ad essi col solito sorriso. E sono quattro: un milanese, un romano, un napoletano, uno di Aquila. Il milanese e il romano erano biondi, quello di Aquila bruno, robusto, con un’aquila sul petto; il napoletano bassotto con i calzoni da ufficiale. Mi dissero che si erano già confessati. Feci recitare l’atto di dolore e dopo poche e semplici parole li comunicai. Stavano a mani giunte, guardando fissi l’Ostia Santa, che si posò viatico per l’estremo viaggio. Un breve ringraziamento. Due pose per fotografia, io in mezzo a loro nella prima, Gesù crocifisso tra loro e me nella seconda. Un militare della M.P. mi disse che avevo altri due minuti di tempo. – Siamo già pronti! – fu la risposta. Li volli accompagnare sul luogo del supplizio. Uscii con due di loro fra quattro M.P. americani armati. Il pianto dei carcerati ci accolse alla uscita del corridoio: Figli miei, figli miei! Erano le undici antimeridiane. Fuori del portone del carcere ci accolse un grido di dolore. Un po’ di gente venuta ad assistere al macabro spettacolo. I due, il romano Tapoli Giorgio studente in medicina, e il napoletano Tedesco Vincenzo, risposero inneggiando all’Italia fascista. salii con loro sulla Gip, tra il napoletano e un M.P., facemmo un buon tratto allegramente in quella macchina da ridolini, come disse il romano, il quale mi descrisse tutte le fasi della sua morte. Alcuni credettero e dissero che anch’io ero stato condannato. Arrivammo. Due pali in una partita di grano verde, dietro una cava di pozzolana. Parecchi ufficiali erano commossi, così pure il colonnello che, dopo la prima esecuzione, si disse increscioso di dover agire in tale modo. Eccoli vicino al palo, il romano si toglie la camicia. Mi dice che non vuol farsela bucare. Gli legano le mani: io lo conforto ricordandogli Gesù morto in croce. E’ sorridente. Gli dico che pregherò per lui e che lui deve pregare per i miei giovani. Due altre funi, una sul petto, l’altra sul ventre. Passo al napoletano, sorridente, bruno. Ha sul capo una bustina bianca con l’aquila hitleriana. Mi raccomandano le lettere che hanno scritto ai loro cari; io prometto di parlare agli ufficiali, i quali mi dicono che li accontenteranno. Altri pochi istanti; bacio il napoletano, bacio il romano, incoraggio ambedue, i quali rifiutano di essere bendati. Due soldati caricano i dodici moschetti. Quel chiudere ed aprirsi mi fa il cuore a pezzi. I due eroi hanno ancora delle parole: “Il tenente di Aversa (un certo Tonini, oriundo italiano che li aveva giudicati) sa che noi siamo innocenti”. In lontananza una terrazza è affollata di gente che guarda piangendo. Un comando secco: sei dei dodici poliziotti si inginocchiano; un altro comando: puntano il fucile; un terzo comando ancora… una detonazione. Abbasso gli occhi, un colpo solo. Vidi cadere i cari giovani, mi avvicinai a loro recitando tre Requiem e un De Profundis per ciascuno. Mi raccomandai alla loro intercessione. Quattro soldati americani e due cantonieri fanno da becchini. Fotografie a non finire durante tutta l’esecuzione ed il primo atto tragico termina. Si vanno a rilevare gli altri due, che arrivano alle 11,45. Appena mi vedono mi sorridono; hanno trovato una faccia, un viso amico che è lì per confortarli. Quello di Aquila si toglie anche lui la camicia. Lo legano, desidera una sigaretta. Un capitano gliela da’, accendendola; lo stesso fa per l’altro, il milanese, simpatica figura di giovane buono. Fo’ loro coraggio. Mentre lo legano, il milanese grida tre volte: “Heil Hitler”, e l’altro risponde: “Heil”. “Noi siamo innocenti. Dio stramaledica gli inglesi!”. Io lo guardo, mi capisce: avevo detto loro di non odiare il nemico. Mi guarda e canta: “Vivere sempre vivere, senza malinconia!” Li bacio sorridente tra i sorridenti, mi scosto pochi metri; i tre soliti comandi secchi… Vi vidi abbassare pian piano, o giovani. Ascoltai il vostro rantolo: i colpi non furono precisi come la prima volta; l’anima vostra stentava ad uscire dal vostro corpo. Che strazio al mio cuore! Vi assolsi l’ultima volta “Sub conditione” , Tre requiem e un De profundis per ciascuno. Una macchina di corsa mi condusse a celebrare la Santa Messa. Il popolo mi aspettava da pochi minuti impaziente. Là si ignorava tutto. Era una bella giornata primaverile si pensava a goderla. Celebrai la Santa Messa ancora commosso e pregai per le Vostre anime benedette, per le Vostre mamme adorate. Anche Voi dal cielo pregate per me, per i miei giovani, per il mio apostolato, per l’Italia divisa in tanti partiti che la rovineranno.


Sacerdote Ferrieri Giuseppe tratto da “Lettere dei condannati a morte della RSI, Edizioni B&C, 1976, seconda edizione, pagina 54-55


Italo Palesse nacque a Cavalletto d’Ocre (L’Aquila) il 10 Ottobre 1921. Dopo gli studi d’obbligo trovò, un lavoro come operaio edile. Scoppiò la guerra e fu richiamato. Il suo reparto era in Sicilia quando gli angloamericani sbarcarono nell’isola e, a seguito delle vicende belliche, rimase tagliato fuori per l’avanzata degli alleati. Anziché darsi prigioniero, decise, con altri commilitoni, di tentare di passare le linee (e il braccio di mare) e rientrare in continente. L’8 Settembre si trovava nel suo paese natale e, come altre migliaia di giovani d’allora, rifiutò la resa e partì volontario nella RSI entrando nei ”Nuclei Speciali” e molto probabilmente, nel “Gruppo Vega”, della X^ MAS. Questi giovani insieme ad altri”Gruppi” (il loro numero raggiungeva circa 5000 volontari), avevano il compito di entrare in territorio occupato alleati sia traversando direttamente le linee, oppure imbarcati su un sommergibile, o paracadutati per svolgere quelle azioni sopra accennate. Operavano in abiti borghesi e, quindi, per le Convenzioni dell’Aja e di Ginevra, se catturati, erano passibili di fucilazione. Tra i 70 e i 100 furono i “sabotatori” catturati e tutti passati per le armi, salvo uno. I primi a cadere furono Mauro Bertoli e Gino Cancellieri entrambi diciottenni, fuggiti insieme il 1° ottobre 1943 da Bari, ove risiedevano, per raggiungere il territorio della RSI. Con loro si trovava Rico Covella di 17 anni, di San Severo. I tre militi erano già alla quinta missione quando il 3 Dicembre 1943 furono catturati dagli inglesi e rinchiusi nelle carceri di Santa Maria Capua Vetere. Furono torturati ma non rivelarono l’organigramma del loro “Gruppo” e la prova di questo comportamento è che nessun componente del loro Gruppo fu catturato. Mauro Bertoli e Gino Cancellieri furono giudicati e condannati a morte il 7 Gennaio 1944, aprendo con il loro sacrificio quello di tanti altri che poi seguirono. Rico Covella fu quell�unico che si salvò dal plotone perché, all’epoca, appena diciassettenne. A guerra finita, scrisse un libro: “Madre Lotta” – La Guiscardi Editrice – in cui lascia una testimonianza precisa. Rico Covella attesta che “Idolo” da l’Aquila, cella n°` 8° (Italo Palesse, ndr) da almeno il 21 gennaio 1944 era effettivamente nella cella n° 8 della IV Sezione del Carcere di Santa Maria Capua Vetere. L’alterazione del nome (Idolo per Italo) è giustificata dal fatto che i prigionieri erano scrupolosamente tenuti in segregazione e potevano comunicare fra loro solo attraverso una piccolissima apertura nella porta di ferro e quindi il nome poteva essere facilmente travisato. Italo Palesse fu fucilato il 30 Aprile 1944.
 
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OGGI – ANTEPRIMA
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SULLA CELEBRAZIONE 2015 DEL 25 APRILE
 
 DA GIANCARLO LEHNER
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——– Original Message ——–

Subject: Lehner: viva la brigata ebraica
Date: Sun, 26 Apr 2015 12:00:48 +0000
From: Giancarlo Lehner <giancarlolehner@hotmail.com>
To:          ( . . . )
 
Coloro che hanno insultato la Brigata ebraica sono i degni nipotini dei fascisti improvvisatisi antifascisti, come il presidente del Tribunale della razza, Gaetano Azzariti,  del pluriomicida Moranino, del comandante partigiano Rocca, che uccideva i prigionieri, squartandoli con la vanga, di  quei comunisti che assassinarono, dopo la fine della guerra e, quindi, non nel periodo resistenziale, centinaia di apolitici, di sacerdoti, di acomunisti. Purtroppo, il fasciocomunismo è l’ eterna escrescenza della nostra Italia, che non a caso è stata classificata tra le nazioni più infelici del mondo.
Giancarlo Lehner
 
 
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L’ALTRO 25 APRILE E LA PACIFICAZIONE INTERROTTA
 
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BERLUSCONI 25 APRILE 2009 5

[ Berlusconi a Onna-25 Aprile 2009 ]

Cari amici,
non è semplice trovare le parole per descrivere il mio, il nostro stato d’animo in questo momento. Ci troviamo qui ad Onna per celebrare ( . . . ) commemorare una terribile strage perpetrata proprio qui nel giugno del 1944 quando, i nazisti massacrarono per rappresaglia 17 cittadini di Onna, e poi fecero saltare con l’esplosivo la casa nella quale
 si trovavano i corpi di quelle vittime innocenti. Un impegno: che ci deve animare è quello di non dimenticare ciò che è accaduto ( . . . ) Per molti di noi è un ricordo legato alle nostre famiglie, ai nostri genitori, ai nostri nonni, molti dei quali furono protagonisti o anche vittime di quei giorni drammatici. ( . . . ) Per me è il ricordo di anni di lontananza da mio padre, ( . . . ) il ricordo dei sacrifici di mia madre, che da sola dovette mantenere una famiglia numerosa in quegli anni difficili. E’ il ricordo del suo coraggio, di lei che come tanti altri da un paesino della provincia di Como doveva recarsi ogni giorno in treno a Milano per lavorare, e che un giorno, su uno di quei treni, rischiò la vita, ma riuscì a sottrarre a un soldato nazista una donna ebrea ( . . . )Questi sono i ricordi, sono gli esempi con i quali siamo cresciuti ( . . . )Il nostro Paese ha un debito inestinguibile verso quei tanti giovani che sacrificarono la vita ( . . . )E con rispetto dobbiamo ricordare oggi tutti i caduti, anche quelli che hanno combattuto ( . . . ) sacrificando in buona fede la propria vita ai propri ideali e ad una causa già perduta ( . . . )  In questi anni la storia della Resistenza è stata approfondita e discussa. E’ un bene che sia successo ( . . . )Una nazione libera tuttavia non ha bisogno di miti. Come per il Risorgimento, occorre ricordare anche le pagine oscure della guerra civile, anche quelle ( . . . ) degli errori ( . . . ) Anche la Chiesa, voglio ricordarlo, fece la sua parte con vero coraggio, per evitare che concetti odiosi, come la razza o la differenza di religione, diventassero per molti motivo di persecuzione e di morte ( . . . ) tutti seppero accantonare le differenze, anche le più profonde ( . . . )Una pagina sulla quale si fonda la nostra Costituzione, sulla quale si fonda la nostra libertà(. . . ) Fu però mancato l’obiettivo di creare una coscienza morale “comune” della nazione, un obiettivo forse prematuro per quei tempi, tanto che il valore prevalente fu per tutti l’antifascismo, ma non per tutti l’antitotalitarismo ( . . . ) Oggi, 64 anni dopo il 25 aprile 1945 e a vent’anni dalla caduta del Muro di Berlino, il nostro compito, il compito di tutti, è quello di costruire finalmente un sentimento nazionale unitario. Dobbiamo farlo tutti insieme, tutti insieme, quale che sia l’appartenenza politica, tutti insieme, per un nuovo inizio della nostra democrazia repubblicana, dove tutte le parti politiche si riconoscano nel valore più grande, la libertà, e nel suo nome si confrontino per il bene e nell’interesse di tutti ( . . . )Noi abbiamo sempre respinto la tesi che il nostro avversario fosse il nostro nemico. Ce lo imponeva e ce lo impone la nostra religione della libertà. Con lo stesso spirito sono convinto che siano maturi i tempi perché la festa della Liberazione possa diventare la festa della Libertà, e possa togliere a questa ricorrenza il carattere di contrapposizione che la cultura rivoluzionaria le ha dato e che ancora “divide” piuttosto che “unire”. Lo dico con grande serenità, senza alcuna intenzione polemica. ( . . . ) ll popolo, dopo il 25 aprile, votò pacificamente per la Repubblica, e la monarchia accettò il giudizio popolare. Poco dopo, il 18 aprile 1948, la scelta popolare fu di nuovo decisiva per il nostro Paese: con la vittoria di De Gasperi, il popolo italiano si riconobbe nella nella tradizione cristiana e liberale della sua storia. E gli anni Cinquanta, sempre con il sostegno del voto popolare, modellarono un’Italia come realtà democratica, economica e sociale ( . . . )Oggi i nostri giovani hanno davanti a loro altre sfide: difendere la libertà ( . . . ) consapevoli come sono che senza libertà non vi può essere né pace, né giustizia, né benessere. Alcune di queste sfide sono planetarie ( . . . ) : la lotta contro il terrorismo, la lotta contro l’integralismo fanatico e liberticida, la lotta contro il razzismo, perché la libertà, la dignità e la pace sono un diritto di ogni essere umano, “ovunque” nel mondo ( . . . ) questo 25 aprile cade all’indomani della grande tragedia che ha colpito questa terra d’Abruzzo. Ancora una volta, di fronte all’emergenza e alla tragedia, gli italiani hanno saputo unirsi, hanno saputo superare le divergenze, sono riusciti a dimostrare di essere un grande popolo coeso nella generosità, nella solidarietà e nel coraggio. Guardando ai tanti italiani che si sono impegnati qui nell’opera di soccorso e di ricostruzione mi sento orgoglioso, ancora una volta, ancora di più, di essere italiano e di guidare questo meraviglioso Paese. Oggi Onna è per noi il simbolo della nostra Italia ( . . . )Abbiamo, tutti insieme, la responsabilità e il dovere di costruire per tutti un futuro di prosperità, di sicurezza, di pace, e di libertà. Viva l’Italia! Viva la Repubblica! ( . . . )

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SILVIO BERLUSCONI – STRALCI 
 
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OGGI – ANTEPRIMA
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ALLA CORTE DEL GIOVIN SIGNORE DELLA SINISTRA
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Risultati immagini per luca lotti e matteo renziLUCA LOTTI E MATTEO RENZI
QUESTO SCIAGURATO – NON SAPREI SE PER MALAFEDE O PER IGNORANZA ( FORSE PER L’UNO E L’ALTRO ) – DI CUI PUBBLICHIAMO LE DICHIARAZIONI SUL 25 APRILE, COME PER TUTTI GLI ALTRI ACCOLITI  DEL CODAZZO DI RENZISPOT & RENZISCOOP, SI DISTINGUE – A SIMIGLIANZA DEL FIORENTIN BIZZARRO – PER ESSERE UN PREDESTINATO E PER VIVERE SENZA UNA PUBBLICA ATTIVITA’; ISCRITTO – DA GIOVANE – AL PARTITO DEGLI ELETTI E DEI RODITORI CHE SIAMO COSTRETTI A MANTENERE. TRA I CONIGLI TIRATI FUORI DAL CILINDRO. LOTTI, CHI ? – [ “AZIMUT” NAPOLI – Il presidente Arturo Stenio Vuono ]
[ tratto da wikipedia ]
Luca Lotti (Empoli20 giugno 1982) è unpolitico italiano, dal 28 febbraio 2014 sottosegretario di stato alla presidenza del consiglio dei ministri con delega all’editoria nelGoverno Renzi e Segretario del CIPE Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica.

Biografia[ . . . ]

Si è diplomato al liceo scientifico Pontormo diEmpoli nel 2001 con 90/100.[1] Alle elezioni politiche del 2013 viene eletto deputato dellaXVII Legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione XII Toscana per il Partito Democratico.

Il 5 giugno 2013 viene scelto come Responsabile nazionale degli Enti Locali delPartito Democratico nella nuova Segreteria nazionale del Segretario “reggente” Guglielmo Epifani. Vicino al Sindaco di Firenze Matteo Renzi.

Il 9 dicembre 2013 diviene membro della segreteria nazionale del Partito Democratico, con a capo il nuovo segretario nazionale Matteo Renzi, con il ruolo di Responsabile nazionale dell’Organizzazione e Coordinatore nazionale della Segreteria.

Dal 28 febbraio 2014 è sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega all’editoria.

È segretario del CIPE Comitato interministeriale per la programmazione economica.

Sposato con Cristina Mordini[2], ex dipendente del Comune di Firenze all’epoca impiegata presso la segreteria dell’ex sindaco Renzi[3].

IN QUESTO NUMERO
DICHIARAZIONI DI LOTTI-DAL QUOTIDIANO LIBERO
 
PER LEGGERE TUTTO – VEDI : OLTRE
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DA MESSAGGI FACEBOOK
Roberto Matragrano ha condiviso il post di Briganti.

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Eppure, ne eravamo convinti noi stessi. Una volta in giro per il mondo, ci siamo accorti che non eravamo poi così cattivi e che i pregi erano superiori ai difetti, e che a dirlo alla fine erano proprio chi prima ci denigrava.

A proposito della Littizzetto e della Palombelli, questo è il commento di un romano.

Fin da ragazzino ci hanno cresciuti ed indottrinati a dovere facendoci vedere un Sud arretrato, abbandonato, in preda all’ illegalità, terra di furbi che più furbi non si può.
Terra solo di ladri professionisti e non.
E, sic!, nella mente avevo amputato il territorio italiano di 4 intere regioni!
Io al Sud? Mai!!!
Eppoi è capitata l’occasione di “scendere” (come agli inferi) a Napoli…
Addirittura ho passeggiato in quello che ricordo essere il Lungomare Nazario Sauro.
Addirittura attraversavamo le strisce pedonali e…miracolooooo…le auto si fermavano!
A Napoli!!!!
Cazzo!
Nessuno mi ha scippato nulla.
Son tornato a casa sano e salvo!
Cazzo: a Napoli c’erano addirittura delle persone!
Credo di averne viste di brutte situazioni più a Roma!
Ah: avete davvero provato ad attraversare una strada a Roma? Dove non ci sono i semafori?
Il Sud!
A parte che non c’è solo Napoli.
Ho visto il Cilento (non sapevo neanche che esistesse) ed ho visto scorci di Paradiso.
Ho visto pezzi della Puglia, dei paesini bellissimi.
Insomma credo proprio che ci sia stato un lavaggio del cervello vero e proprio in questi decenni, a partire dai libri di storia delle elementari. A proposito: qualcuno si è accorto di come siano profondamente cambiati certi libri?
Ah: io nativo di Roma, al lavoro in Trentino, mi guardavano con sospetto!
Poi vedendomi lavorare seriamente dicevano che no, io non potevo essere romano!
Annamo bene annamo! Annamo proprio bene!
(Bx)

Gaetano Daniele ha pubblicato qualcosa in Esercito di Silvio

Gaetano Daniele
26 aprile alle ore 23.20
il Notiziario: Il loro patto suicida con le banche: perché ora l’Italia rischia il default

ilnotiziariolocale.blogspot.com
Gaetano Daniele
27 aprile alle ore 1.41
il Notiziario: Dopo Francesco arriva un Papa nero La scelta anti-Islam del Vaticano

ilnotiziariolocale.blogspot.com
Gaetano Daniele
26 aprile alle ore 23.12
il Notiziario: Sky trasforma i dipendenti in 007: sguinzagliati negli hotel per scoprire…

ilnotiziariolocale.blogspot.com
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IN QUESTO NUMERO
DICHIARAZIONI DI LOTTI-DAL QUOTIDIANO LIBERO
 

E’ il braccio destro di Matteo Renzi. Il sottosegretario Luca Lotti, ha ricevuto da Renzi il compito di  di organizzare le celebrazioni del 25 aprile. Intervistato da Repubblica Lotti conferma quanto detto daSergio Mattarella sul fatto che i giovani ventenni e trentenni ignorano la Resistenza e dice: “Il nostro compito, come governo, sia far sì che questo pezzo di Storia entri nelle scuole. E quindi, attraverso i ragazzi, anche nelle case, che sia oggetto di discussione la sera, in famiglia. Stiamo lavorando insieme all’ Anpi su questo progetto. E usiamo tutti i mezzi – Twitter ma anche la street art – per coinvolgere i ragazzi in questo racconto”. E ammette: “Renziano o non renziano questa storia la sento mia”. E a chi contesta la celebrazione del 25 aprile da parte dei renziani, lui risponde: “Secondo me chi la pensa in questo modo fa un errore e commette un torto proprio nei confronti di quelle persone che combatterono in nome di quei valori.

Revisionismo – Il 25 aprile non deve appartenere a una parte sola ma a tutta la Nazione. E noi ci ispiriamo ai valori dell’ antifascismo – giustizia, libertà, eguaglianza – facendo politica tutti i giorni, anche portando avanti il nostro programma”. E a chi accusa il governo di stravolgere la Costituzione, risponde: “Criticate pure le nostre riforme, ma sul merito. Non è legittimo usare la Storia come una clava per provare a demolire quello che stiamo facendo”. Alla domanda sul revisionismo, sull’invito fatto da Mattarella a non equiparare i combattenti delle due parti, Lotti risponde così: “Basta, è arrivato il momento di mettere un punto anche sul revisionismo. Settanta anni fa l’ Europa era occupata dai nazisti, c’ erano ufficiali che ammazzavano dieci italiani innocenti per ogni soldato tedesco ucciso, i “bravi ragazzi” della Rsi aiutavano a rastrellare gli ebrei che venivano mandati nei forni. E’ chiaro chi stava dalla parte del torto e chi aveva ragione. Ma è il momento che il 25 aprile diventi davvero la festa di tutto il Paese».

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 SUL 25 APRILE E SUL 28 APRILE 
– LINK
 

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Ciccio Fatica mentre si reca al cimitero di Santa Maria Capua Vetere a rendere omaggio ai paracadutisti nuotatori della Decima fucilati dagli angloamericani ,impugnando la bandiera della Rsi

foto di Bruno Esposito.

 —-Messaggio originale—-
Da: info@vincenzomannello.it
Data: 26/04/2015 11.33
A:  ( . . . )
Ogg: “Frecciarossa del Sud”…spuntata

Con la partecipazione entusiasta del Presidente Mattarella,del ministro Delrio,dell’a.d.  delle Ferrovie Elia,di Franceschini,di Moretti e tanti altri ospiti interessati ha sfrecciato,tra Milano e Roma, il “Frecciarossa 1000”. Primo,tra i prossimi 50 previsti,Supertreno che collegherà Milano a Roma in due ore e venti minuti, viaggiando a 350 km l’ora !!Prevista l’estensione della tratta fino a Torino e Napoli…per “unire l’Italia”.Tutto per la modica somma stanziata ed (presumo) erogata di 1,6 miliardi di euro…Nel giorno della celebrazione della “liberazione” d’Italia,cosa pretendere di piú,oltre al canto di “bella ciao” ??Unire la capitale sabauda,il centro della finanza e dell’industria con la sede istituzionale rafforza il tessuto della nazione e fa risparmiare circa 40 minuti rispetto al vecchio Frecciarossa…,tempo importante per politici, traffichini vari ed uomini d’affari per cui “il tempo è prezioso”.Se poi vorranno fare una capatina a Napoli,lor signori non dovranno che restare seduti in carrozza….Delrio (ministro delle infrastrutture) ha solennemente promesso,nell’occasione, che il governo si impegna a “connettere piú velocemente il Sud” !!Proprio per questo motivo si è scelto di titolare il primo Frecciarossa 1000 a Pietro  Mennea,simbolo del Sud che sfrecciava sulle piste di tutto il mondo…a piedi !!Pochi,pochissimi credo abbiano colto la sofisticata scelta della titolazione,presuntuosamente mi metto tra questi…e la giustifico pure.Mattarella (siciliano doc) da professore universitario,politico democristiano della prima e seconda ora,ministro di questo e quello,giudice costituzionale ed ora Presidente della Repubblica si può immaginare che abbia mai viaggiato in treno in Sicilia o verso il Continente ??Con la fretta che doveva avere si sarà servito dell’aereo,magari sempre di linea…ma di traghettare in due ore per arrivare a Roma in 12 ore oppure fare la Palermo-Catania in 5 ore su rotaia non ritengo proprio se ne parlasse….Sconoscerà così anche le tratte ferroviarie calabresi,lucane,pugliesi,abruzzesi e campane…fino ad Eboli (che non c’entra con il treno,ma con il progresso si).Quindi il Presidente degli italiani,salito su una meraviglia tecnologica ultimo modello,avrà gioito per la dimostrazione di come si viaggi bene in Supertreno…Tutti i volponi delle Ferrovie,della AnsaldoBreda e Bombardier,del governo si sono subito dichiarati pronti a “connettere”il Sud tramite altri Frecciarossa….Intanto,popolo di Puglia in testa,la prima “connessione” è immediata : Pietro Mennea sfreccerà a 350 all’ora…verso Milano !!

Quì da noi,in Sicilia,Calabria,Basilicata ed Abruzzo ci teniamo le nostre preziose strade ferrate e..corriamo a piedi !!

Grazie per l’attenzione.
Vincenzo Mannello 

 
 
 
 
foto di SERGIO RAMELLI.
 

A MILANO IL 29 APRILE
PERCHE’
Perché per la prima volta in 40 anni, la celebrazione della memoria di Sergio, Carlo ed Enrico si svolgerà in piazza e sarà vissuta da migliaia di persone che giungeranno da tutta Italia a cui si uniranno anche delegazioni straniere che ricordano Sergio come un martire Europeo della violenza antifascista.
La serata avrà inizio alle 21.00 e coinvolgerà l’intero quartiere di Viale Argonne ed avrà come centro fisico ed affettivo la casa ed il luogo dell’aggressione di Sergio



Andrea Landi ha condiviso la foto di Radio Forza Italia.
 
 
foto di Radio Forza Italia.

COMUNICATO POLITICO
di Radio @forza_italia “Meglio un partito del 15% di coerenti che non del 40% pieno di traditori e voltagabbana !
(Marco Trombetta)

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[Legum omnes  servi sumus ut liberi esse possimus]
  
Associazione Azimut, Naples, Italy.  
  
 
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(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)

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Noi, noi non navighiamo “a vista”…
          

 

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2 pensieri su “BERLUSCONI A ONNA APRILE 2009 E ALTRE NEWS SPAZIO LIBERO APERTO A TUTTI SENZA FILTRI O CENSURE”

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